scritto da il 24 febbraio 2010 alle 17:56

Mentalità europea

Davanti al Real Madrid fresco Campione d’Europa, questa fu la prestazione dell’Inter di Galante, Colonnese, West e Aaron Winter.

Che ci vuole?

scritto da il 24 febbraio 2010 alle 12:48

“Il calcio giocato, ecco cosa amo”

Mourinho bacio“Questa è la conferenza stampa di Uefa Champions League, per la partita Inter-Chelsea, ed è per questa ragione che sono qui, sono qui perché devo stare qui, perché é Champions League, perché non sono squalificato, perché devo rappresentare il mio club insieme a un giocatore, e perché sono qui disponibile per parlare della gara di domani. Sono qui per Inter-Chelsea, per l’andata di Champions, e basta”

Stop alle chiacchiere, stop alle polemiche: si scende in campo per quella che, inutile negarlo, è una delle partita più importanti della stagione. Si scende in campo per un mezzo esame, possiamo dire.

E allora basta pensare al misero terzo mondo calcistico in cui viviamo: siamo in Europa, in casa nostra c’è il Chelsea. Liberiamo la mente e pensiamo solo a loro, come hanno fatto la squadra e Josè Mourinho in questi giorni.

Lo schieramento in campo, quindi: il Mou non svela minimamente le sue intenzioni, ben sapendo che la sua formazione è molto meno prevedibile di quella dei londinesi. A cominciare dal modulo: logica vorrebbe che non ci si discostasse dal 442 a rombo cui siamo abituati, ma più di una voce vede la squadra pronta a scendere in campo con il 4231 visto già contro Dinamo Kyev e Rubin Kazan. All’attacco e all’arrembaggio, per far capire chi è che comanda a San Siro. E del resto lo stesso Mou dice chiaramente che il problema non è di proiezione offensiva ma di intensità: intensità che non viene data dal numero di giocatori in mezzo al campo ma dal loro modo di intendere la partita. Dunque Sneijder dietro Eto’o e Milito, o Sneijder, Pandev e Eto’o dietro Milito? Dubbio numero 1.

Dubbio numero 2: la linea difensiva. Ovviamente certi del posto Maicon, Lucio e Samuel, l’infortunio ormai cronico di Santon lascia il dubbio sul terzino sinistro: Zanetti o Cordoba? E’ lo stesso Mou in conferenza ad analizzare la diversa impostazione nei due casi: “per la sua intensità di gioco Zanetti è un giocatore che a centrocampo ti dà tantissimo, ti dà quell’intensità che di solito le squadre inglesi hanno, perché in Premier si gioca così, e Zanetti per le sue caratteristiche potrebbe essere importante per noi in questo confronto di centrocampo”. Il prezzo da pagare, appunto, sarebbe Cordoba terzino sinistro: un giocatore in meno in proiezione offensiva e un marcatore sprecato, visto che il Chelsea non fa certo del gioco sugli esterni il suo punto di forza e tantomeno lo farà stasera, visto che a destra dovrebbe giocare Ivanovic. A meno di bloccare Samuel, Lucio e Cordoba dietro e concedere più spazio a Maicon in avanti, ma sarebbe una mezza rivoluzione rispetto al nostro solito modo di giocare.

...chiaro, no?

...chiaro, no?

La scelta tra Cordoba o Zanetti in difesa modifica anche, ovviamente, l’assetto (a 2 o a 3 che sia) del centrocampo: il Capitano sicuro del posto, Cambiasso e Stankovic…anche.  Ed è evidente come in caso di 4231 ce ne sia uno di troppo. L’idea potrebbe essere quella di una staffetta tra Stankovic (ancora non al meglio nonostante la spettacolare partita di sabato) e Cambiasso, salvo lasciare Muntari e Motta completamente fuori dai giochi (sicuri che il Mou si priverà con tanta leggerezza di entrambi i mancini?).

Ricapitolando, possiamo tranquillamente dire che il silenzio del Mou disorienta anche noi: a maggior ragione funzionerà con Ancelotti. In caso di 4231, comunque, avremo probabilmente Zanetti terzino sinistro e Cambiasso-Stankovic a centrocampo. In caso di rombo, invece, la linea mediana dovrebbe essere Zanetti-Cambiasso-Stankovic o, con Zanetti terzino, Stankovic-Cambiasso-Muntari. O magari Motta, perchè no.

Un po’ pochino per preparare una partita, vero Carletto?

scritto da il 22 febbraio 2010 alle 16:28

L’attacco al Chelsea

Dopo i veleni del campionato, è ora di pensare al calcio. Testa alta e occhi puntati sul Chelsea di Carlo Ancelotti in quello che, al netto delle energie buttate contro la Sampdoria, può rivelarsi un match chiave per la crescita di questa squadra. Fatta per grandi linee la formazione, i dubbi maggiori riguardano l’attacco. I numeri di Diego Milito, il momento di forma di Goran Pandev, la forza e l’abitudine a certi livelli di Samuel Eto’o, il dominio tecnico e l’imprevedibilità di Mario Balotelli: chi titolare contro il Chelsea?

Samuel Eto'o

Fatti sentire, Samuel

Per ognuno di loro andrebbe fatto un discorso a parte. Innanzitutto Eto’o, che ha rilasciato due dichiarazioni esplicite e dello stesso tenore in pochi giorni: “Contro il Chelsea voglio giocare”. Samuel, finora sempre silenzioso nel rispetto delle scelte dell’allenatore e del bene della squadra, sente il big match come la sua partita. Ed è comprensibile: è per queste partite che è arrivato a Milano, per ridurre il gap dalle grandi d’Europa, per riuscire dove anche Ibrahimovic aveva fallito, per far compiere all’Inter il definitivo salto di qualità. Il momento di forma non è dei migliori, ed è evidente, ma non ci può essere partita migliore per riscattarsi e, soprattutto, non ci può essere partita peggiore per lasciarlo fuori. Dal punto di vista tecnico, tattico e umano. Mourinho non si priverà di lui, a costo di tirarlo fuori dopo 45′ minuti di nulla: Samuel Eto’o sarà della partita.

31 presenze, 2581 minuti giocati, 16 gol. Per Diego Alberto Milito parlano i numeri. Una stagione strepitosa quella dell’argentino, sulla falsariga della precedente, che seppure con qualche singola partita di pausa lo sta portando ad esprimersi a livelli inaspettati per molti. 4 convincenti presenze e 1 gol in Champions League rispondono anche a chi lo vorrebbe non abituato ai grandi palcoscenici europei e tutto da testare in certe situazioni. Possibile lasciarlo fuori? Difficile, molto difficile. Alla fine, complice anche l’infortunio di Balotelli, Mourinho si affiderà alla coppia titolare di inizio campionato. El Principe davanti, Eto’o intorno a lui. Per attaccare il Chelsea con la velocità del camerunense e la sapienza tattica dell’argentino. Con il nome di Samuel e l’istinto omicida di Diego.

Mario Balotelli non ha bisogno di numeri, di presentazioni, di parole. A 19 anni, è lui l’arma in più dell’Inter in Italia e, soprattutto, in Europa. La partita giocata contro il Rubin Kazan non ammette repliche, e l’impressione è che senza il suo infortunio Milito non sarebbe stato così sicuro del posto. L’infortunio però c’è e, anche se Mario si è allenato col gruppo e dovrebbe essere tra i convocati per il Chelsea, probabilmente un posto nell’11 titolare gli resta precluso. Si accomoderà in panchina, pronto a entrare per sparigliare le carte in tavola. Quando avremo capito se Eto’o sarà ai suoi livelli o no, quando avremo capito se Milito confermerà il trend stagionale. Quando il Chelsea sarà meno fresco e la follia calcistica di Mario potrà sfogarsi liberamente. Quando potrà fare più male.

Infine lui, Goran Pandev. Arrivato tra i dubbi e i punti interrogativi di 3 partite giocate in 6 mesi con pochi e blandi allenamenti, ha stupito tutti sin dal suo primo impiego a Verona. Fisicamente tra gli attaccanti nerazzurri è quello che sta meglio, e la sua panchina a San Siro contro la Sampdoria poteva anche far pensare a un impiego a sorpresa contro il londinesi. I nomi che gli stanno davanti, però, pretendono rispetto. L’impressione è che potremo vederlo in campo se la partita sarà “quadrata” e si metterà in un certo modo, per noi tutt’altro che negativo, o se, al contrario, ci sarà un “tutti dentro” che in un’andata di uno scontro a eliminazione diretta sembra in realtà improbabile. Se toccherà a lui, comunque, saprà come farsi trovare pronto.

scritto da il 17 febbraio 2010 alle 14:13

Una settimana di fuoco

1. Napoli-Inter 0-0. Niente drammi, niente tragedie, niente allarmi: il Napoli ha giocato la partita della vita, noi siamo stati un po’ sottotono, non si può vincerle tutte e via discorrendo. Con questo, però, arriviamo a 7 punti nelle ultime 6 trasferte con una vittoria, quattro pareggi e una sconfitta. Ruolino che inizia a creare qualche punto interrogativo sull’Inter lontano da San Siro. Punto interrogativo da risolvere in fretta: la prossima trasferta è a Udine, poi si vola a Londra. Quali sono i motivi di questa differenza di rendimento? Solo casualità dovute al calendario?

2. Le condizioni della rosa. Si avvicina la doppia sfida Sampdoria-Chelsea, e qualche domanda su formazione e turnover è d’obbligo. La difesa sembra ormai bloccata sulla linea Maicon-Lucio-Samuel-Santon, che dovrebbe presentarsi così in entrambi gli incontri con l’unica variabile del terzino sinistro (con la Samp potremmo vedere in quella posizione Cordoba o Zanetti, con Santon titolare designato per la Champions). A centrocampo, visti i precedenti soprattutto in Europa, gli unici sicuri della maglia sono Zanetti e Sneijder, con Stankovic che dovrebbe fare almeno un tempo sabato e poi partire titolare mercoledì. Il resto è un po’ un rebus: Cambiasso, Muntari, Mariga e Thiago Motta si giocano il posto. Cambiasso sicuramente titolare sabato ma non altrettanto con il Chelsea, e nella sua scia Mariga che, anche per la sua inesperienza a certi livelli, sembra proiettato più sul campionato. Alla fine la differenza la farà l’atteggiamento che il Mou vuole dare alla squadra contro i londinesi: Cambiasso per un rombo più ordinato, Thiago Motta a sinistra (con Zanetti vertice basso) per un maggiore controllo della palla, Muntari per la distruzione del gioco avversario. In attacco, invece, i dubbi sono amletici. C’è la media-gol di Milito, il momento d’oro di Pandev, l’Eto’o da grandi palcoscenici e il Mario fenomeno designato: qui Mourinho dovrà metterci tanto del suo. Balotelli sembra non riuscire a recuperare per sabato, e questo probabilmente pregiudicherà le sue chance di avere una maglia da titolare contro il Chelsea. Eto’o, al contrario, ha bisogno di minuti nelle gambe per ritrovare fiato e condizione. Probabile il ritorno della coppia Milito-Eto’o in entrambe le partite, con Pandev e Mario pronti a entrare e sparigliare le carte…magari al posto di Eto’o con la Samp e al posto di Milito con Chelsea

3. La mentalità europea. 2-3 e arrivederci a Manchester: questo dice la mentalità europea dopo la partita di ieri sera. In giro è tutto un fiorire di “cuore Milan”, di “ha provato a giocarsela” e di “lo United era più forte”, va da sè, ma dalla partita di ieri potremmo trarre qualche buon insegnamento anche noi. Il Chelsea non è imbattibile e non è impenetrabile: sicuramente è più forte dell’Inter ma altrettanto sicuramente non è quella corazzata che, nel recente passato, erano Barcellona, Manchester United e Liverpool. Scendiamo in campo guardandoli negli occhi, scendiamo in campo per giocarcela e coscienti di potergli mettere paura. Un 2-3 non è un risultato da invidiare e, ovviamente, qualsiasi risultato ottenuto in qualsiasi modo sarebbe preferibile a quello. Ma per la nostra situazione e per scacciare via un po’ di streghe, un pizzico di sfrontatezza in più potrebbe non guastare.

4. La Sampdoria. Prima del Chelsea, però, c’è la sfida di sabato sera, assolutamente prioritaria per mille motivi. Il successo in campionato manca da troppo tempo, la Roma -che pure è vicina all’interruzione della sua striscia positiva- ha guadagnato troppi punti nelle ultime partite ed è ora di rimettere in chiaro le cose. Non possiamo farci distrarre dagli impegni successivi: prima i 3 punti contro i blucerchiati, poi tutto il resto.

scritto da il 18 dicembre 2009 alle 15:15

Incroci pericolosi

Didier DrogbaChe agli ottavi di finale avremmo affrontato un avversario difficile lo si sapeva già da settembre. Con il Barcellona incluso nel nostro raggruppamento infatti, le possibilità di qualificarsi come prima del girone erano molto ridotte e questo già lasciava presagire un sorteggio difficile. E così è stato, forse anche oltre le aspettative visto che peschiamo il Chelsea. Dopo Inter-Ibra e Milan-Kaka, l’urna di Ginevra si è divertita ancora una volta a creare una serie di incroci quantomeno bizzarri. Ma partiamo dall’inizio.

Per il terzo anno consecutivo ci tocca una squadra inglese. Sfide sempre affascinanti vista l’atmosfera che si respira sui campi della terra d’Albione, ma non propriamente facili da approcciare, visti anche i risultati. Autorizzo  tutti sin da ora a fare gli scongiuri, nella speranza che il vecchio adagio “non c’è due senza tre” venga smentito.

Quest’anno l’UEFA, per ragioni di visibilità e di organizzazione, ha deciso di far disputare i matches in otto giorni. Avremo quindi sia andata che ritorno spalmati su due settimane, con due partite ogni martedì e altrettante ogni mercoledì. Per quanto ci riguarda la sfida del Meazza è prevista per mercoledì 24 febbraio 2010, mentre  il match di Stanford Bridge sarà in programma martedì 16 marzo 2010.

Josè MourinhoL’incrocio Inter-Chelsea ripropone il suggestivo ritorno di Mourinho nello stadio della sua ex-squadra. E’ la prima volta che questo accade dopo le dimissioni rassegnate dal portoghese nel settembre 2007. C’è da aspettarsi un accoglienza calorosa, visto che Josè ha lasciato un ottimo ricordo nei cuori dei tifosi dei Blues, che ad ogni occasione non lesinano rimpianti nei confronti del nostro tecnico.

Altro motivo di interesse è la ritrovata sfida con Carletto Ancelotti, che proprio all’inizio di questa stagione si è accomodato sulla panchina dei londinesi. Vista la sua militanza nell’altra squadra di Milano sia da tecnico che da giocatore, al contrario di Mourinho prevedo un accoglienza non proprio amichevole quando il suo faccione rotondo apparirà sul prato del Meazza. Chissà che anche lui non voglia deliziarci con qualche dichiarazione pre-gara riguardo a reminiscenze di derby passati. Visti i precedenti me lo auguro con tutto il cuore.

Il Chelsea è squadra solida, attualmente prima in campionato grazie ad una buona organizzazione di gioco ed anche alle prodezze dei suoi campioni.  Nelle proprie fila militano due giocatori che, poprio grazie ai trascorsi di Josè Mourinho che li conosce bene,  sono stati vicinissimi a vestire la nostra maglia: Frank Lampard e Didier Drogba. Il primo centrocampista e metronomo  con licenza di offendere e segnare, il secondo finalizzatore implacabile che nell’attuale stagione ha spesso tolto le castagne dal fuoco in situazioni delicate.

Detto questo, la cosa che mi preme di più non è tanto la sfida in se per se con il Chelsea, ma l’impatto che questa partita potrà avere sui nostri giocatori, soprattutto a livello psicologico. Una squadra con la testa rivolta a questo impegno già da adesso potrebbe concedersi pericolose distrazioni in campionato e, soprattutto, arrivare all’appuntamento con le energie nervose ormai in riserva. Tutti dovranno adoperarsi per far si che ciò non accada, partendo da noi tifosi, passando per lo staff tecnico e societario, sino ad arrivare al Presidente. O, quantomeno, me lo auguro.

Dando poi un’occhiata agli altri accoppiamenti si può sicuramente affermare che anche Fiorentina e cuginastri non sono stati certamente fortunati. Bayern e Manchester UTD erano forse le avversarie più temibili che potessero incontrare le nostre connazionali. Solo la J**e mantiene fede alla speranza di un sorteggio facile e scontato.

scritto da il 15 ottobre 2008 alle 11:37

Il punto sul mercato

Marco BrancaGiocano le Nazionali: il campionato si ferma, ma le rotative devono continuare a girare. E in assenza di calcio giocato e di notizie vere, cosa c’è di meglio per riempire le quotidiane 40 pagine che tuffarsi a pesce nel magico mondo del calcio mercato? D’altra parte anche noi abbiamo da riempire un blog, e i nostri tre lettori ci perdoneranno se sfruttiamo l’andazzo generale e dedichiamo anche noi due righe all’argomento. Con una promessa e una premessa, però. La promessa: non inventeremo niente. Tutto quello che scriveremo sarà fondato e, soprattutto, logico. Se cercate gli ultimi sviluppi dello scambio fra Cambiasso-Cruz e Hamsik, quindi, rivolgetevi altrove. La premessa: l’Inter ha in rosa troppi giocatori per gli standard di Mourinho. Il primo obiettivo sarà, quindi, cedere un paio di uomini già a gennaio e solo in seguito si inseguirà il secondo scopo: ringiovanire una rosa che dal punto di vista della qualità non ha nulla da chiedere, ma che ha bisogno di forze fresche per mettere in pratica l’idea di calcio totale che Mourinho ha in testa.

L’unica partenza praticamente certa a gennaio sembra essere quella di Hernan Crespo. Valdanito ha ancora 33 anni e tanta voglia di giocare, desiderio che il Mou non sembra disposto ad accontentare. Tante le destinazioni possibili in Italia (Roma e Sampdoria, ma anche Palermo e Napoli) e all’estero (Valencia su tutti). La Sampdoria potrebbe però “accontentarsi” del prestito di Obinna, eliminando così una delle pretendenti all’argentino…quella che ha meno da offrire, come vedremo in seguito. Più incerta la posizione di Jimenez e Dacourt: mentre il francese sa già di essere fuori dai giochi con Mourinho, il cileno, reduce da un infortunio e anche lui seguito dalla Samp, non sa ancora cosa lo aspetta. Il mister ha detto più volte di volerlo provare sia come centrocampista che come esterno, ma il rendimento è tutt’altro che garantito. E’ lecito pensare comunque che uno dei due alla fine resti a Milano, andando a completare la rosa di 27 nomi tanto richiesta dal Mou.

Chiuso il fronte cessioni andiamo a vedere i possibili acquisti, tenendo presente che parliamo sempre di giugno e che comunque ad ogni nuovo arrivo dovrà corrispondere una cessione (anche se una casella potrebbe essere liberata dalla dismissione di Figo). Per quanto riguarda i difensori, le posizioni in bilico sono quelle di Materazzi, Rivas e Burdisso. La trattativa più avanzata sembra quella per Thiago Silva: 24 anni, pilastro del Fluminense e nazionale brasiliano, un mesetto fa era dato come sicuro arrivo a gennaio. Le cose non stanno così, ma la trattativa prosegue spedita. In settimana sono stati fatti anche i nomi di GoianPepe. Fantasie. Per il primo non c’è nulla di concreto, mentre il “brasil-portoghese” ha una clausola da 150 milioni e a suo tempo fu pagato dal Real 30 milioni. Abbastanza per far scappare qualsiasi pretendente. Poi c’è Radoi: 27 anni, difensore centrale ma anche terzino destro e, soprattutto, centrocampista arretrato. Mourinho lo tiene sotto stretta osservazione e glielo ha detto chiaramente in un faccia a faccia (qui) dopo Romania-Francia. I giornali lo hanno dato già all’Inter, male interpretando le parole dei fratelli Becali: in realtà c’è solo un incontro, ma la richiesta è alta (14 milioni).

Passiamo al centrocampo, e torniamo a Hernan Crespo: intorno a lui sembrano ruotare molti nomi del nostro prossimo centrocampo. Roma, Sampdoria, Napoli e Valencia, si era detto. Ovvero Aquilani, Palombo, Hamsik e Banega. Lasciamo da parte lo slovacco del Napoli (per il quale servirà comunque una trattativa lunga e contrastata da una forte presenza della Juventus) e guardiamo agli altri tre. Aquilani, ormai sembra certo, non rinnoverà il contratto con la Roma spalancando così le porte per una sua cessione: i giallorossi per non perdere un patrimonio sarebbero costretti a cederlo già a giugno e potrebbero quindi accettare le offerte dell’Inter che mette sul piatto Crespo (a gennaio) e soldi. Stesso discorso per Banega, sponsorizzato dal nuovo “consulente per il mercato” nerazzurro, Diego Maradona. Il problema, qui, riguarda la posizione contrattuale con il Valencia: il giocatore è infatti in prestito all’Atletico Madrid, che ha un diritto di riscatto già fissato (10 milioni). Problema non da poco. Infine c’è Palombo, più volte accostato all’Inter ma per ora senza nessun elemento concreto. Sempre di giugno si parla, comunque, al contrario di quanto scritto da troppi giornali.

Ultimo capitolo: gli esterni. Già da agosto molti hanno visto un secondo fine nel prestito di David Suazo al Benfica. E proprio in questi giorni pare che il telefono del solito Jorge Mendes abbia ripreso a squillare e abbia portato a un incontro fra Marco Branca e Manuel Rui Costa, ds dei portoghesi: si parla di Angel Di Maria, talentuoso esterno argentino e match-winner dell’ultima finale olimpica contro Obinna e compagni. Anche qui si fantasticava di gennaio, anche qui si tratterà per giugno la cessione definitiva di Suazo in cambio dell’argentino.

Questa la situazione attuale. Nel resto del mondo c’è da registrare una crisi finanziaria che tutti conosciamo e che, pare, abbia causato ad Abramovich perdite superiori ai 18 miliardi di euro. Niente di serio, anche se qualcuno sottovalutando la potenza economica del tycoon russo azzarda l’ipotesi che qualche pezzo pregiato del Chelsea possa lasciare lo Stamford Bridge. Non hanno di questi problemi gli arabi neo-proprietari del Manchester City, che sembrano pronti a stanziare 100 milioni di sterline già a gennaio per Buffon, Kakà e Fernando Torres. Fantamercato. Molto più concreti i movimenti dell’Atletico Madrid, che ha riscattato l’ultimo 10% di Sergio Aguero dall’Independiente un un momento in cui le quotazioni dell’argentino sembrano destinate a salire velocemente. I maligni ci vedono il primo passo per capitalizzare al massimo la cessione del Kun a giugno. Chissà…

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