scritto da il 10 maggio 2010 alle 8:48

E oggi chi si vergogna?

Presidente Sensi, si vergogna Lei questa settimana?

In fondo, non c’è molta differenza tra l’atteggiamento in campo della Lazio di domenica scorsa e quello del Cagliari su cui avete in pratica passeggiato… ho visto solo la sintesi, sia chiaro, che prima ero al Meazza con tanti altri vergognatissimi tifosi della beneamata, a tifare e soffrire contro un Chievo che su 4-1 non ha esitato a metterla dentro 2 volte, mica dei Jeda qualsiasi…

Ma lo so, pretendo troppo, Lei non si è vergognata dopo Bari-Roma, perchè dovrebbe farlo oggi?

Forse, ma neanche su questo punterei un euro, si sarà vergognata per l’ennesima mistificazione retorica di cui avete (come ambiente-Roma, società + tifosi) dato ampia dimostrazione ieri, con gli striscioni che giustificavano l’ingiustificabile gesto di violenza pura compiuto dal troglodita a cui da anni concedete tutto?

Si è vergognata nel vedere coinvolti in questa buffonata pure i figli di detto troglodita, in un’esposizione pubblica non dissimile come escamotage psicologico dai mafiosi che vanno alle processioni sacre? Se non si è vergognata lei di questo, spero che almeno l’abbia fatto la signora Ilary Blasi in Totti, brillante e simpatica showgirl che ciclicamente deve vedersi ridotta, nell’immaginario collettivo del Vostro ambiente, alla donna del maschio-alpha…

Si vergogna, signora (?) presidente, per le BUGIE di cui da sempre riempite i giornali con dichiarazioni tipo quelle del vostro allenatore su Mourinho (come se fosse il portoghese a guastare il clima in questo campionato di M####) o dei vostri giocatori (Juan: “Il problema Totti è stato creato all’esterno della Roma”; Pizarro: “basta con i moralismi, in questo ambiente non è il caso di farli, perché certe cose possono capitare a tutti…”)?

Mi indigno, altro che vergogna, in quanto contribuente RAI, nel sentire Galeazzi dire “è un peccato che un giocatore come Totti non vada al mondiale, però dopo l’episodio con Balotelli è inevitabile”: ma come, stiamo parlando di un giocatore FI-NI-TO, che cammina in campo (gli unici scatti recenti li ha fatti a palla distante mercoledì, prima su Milito e poi su Mario), che è umanamente parlando molto prossimo ad un escremento, e si sarebbe meritato di andare dove??? Ma mi faccia il piacere mi faccia…

Sempre a 90° minuto il cronista di Roma-Cagliari, il milanista Bizzotto, tutto raggiante, chiude il servizio snocciolando i numeri di Totti, a quanti gol dai 200 è arrivato, e sentenzia qualcosa del tipo “sono queste le uniche cose di cui parlare di Totti oggi”. Bravo, aggiungici pure il numero di cartellini rossi in carriera (14), caro numerologo.

Chi altro si potrebbe essere vergognato dopo le partite di ieri?

Così, a occhio, direi che dovrebbero vergognarsi i dirigenti della Pisella, per la quattordicesima sconfitta condita dal solito codazzo di petardi e disordini scatenati dai suoi beceri tifosi, quelli che inneggiano a Moggi, sugli incolpevoli sostenitori del Parma… magari a non dargli corda, “educandoli” diversamente, non si sarebbe arrivati a questo? chissà…

Mi vergogno io, come italiano amante del calcio, per il fatto che a quasi 20 anni di distanza, ancora ci sono tifoserie pronte a scannarsi per l’omicidio di un genoano, quindi spero che lo facciano anche tutti i responsabili di questa situazione: ma in tutto questo tempo, organizzare un amichevole, far chiarire le due tifoserie… sono cose così difficili?2

Chiudo con un uomo, ma che dico uomo, di più, un pagliaccio, che in questo clima così sereno la settimana scorsa ha espresso le seguenti parole misurate “auguro alla Lazio di marcire in serie B” da una platea modesta, con scarso seguito televisivo senza dubbio, un signore passato senza vergogna da Lotta Continua a Craxi, per poi approdare alla corte berlusconiana in qualità di buffone moggiano.

Caro pirla, ai gol della Lazio ho esultato anche (soprattutto) pensando alla tua faccia di c####, gli anatemi mettili nel c###.

P.S.: l’Atalanta è matematicamente terzultima, il Siena infatti non è andato oltre il pareggio con la Fiorentina. A meno di sconvolgimenti non certo preventivabili oggi, al pari della scoperta di marziani vivi nella prossima settimana, non è pronosticabile alcun ripescaggio multiplo. Il premio salvezza, promesso in caso di arrivo al terzultimo posto, dovrebbe essere ufficialmente svanito. Attendiamo trepidanti il nuovo escamotage per far transitare soldi (e motivazioni) dalla società Siena (e chi vi è dietro) ai suoi giocatori, in vista di domenica prossima.

scritto da il 8 febbraio 2010 alle 1:46

Puttini alati

Ronaldinho durante una delle sue travolgenti scorribande

Ronaldinho durante una delle sue travolgenti scorribande

Si sa, anche negli amori più profondi, più intensi, si hanno delle pause. Incomprensioni, gelosie, mestruazioni e, più in generale, quel calo fisiologico che, inevitabilmente, segue i primi, bollenti mesi, quando l’ormone galoppa e i difetti sono mascherati dall’infatuamento. A Bologna, il Milan si presenta in campo con Promiscuo80, reduce da una tre giorni di movimentati meeting, Coccoloso22 e il nuovo acquisto, Cinghialotto30, che in settimana si è guadagnato  il posto a suon di tegamate di fagioli. Proprio lui, l’uomo dei pasos dobles, delle bicicletas e dei triplos mentos (auto-cit.), ha sfoderato una prestazione gagliarda che ha convinto anche i più scettici, compreso il suo arzillo presidente che, in settimana, ha riproposto il numero dell’elefante sullo sgabello, per ottenere garanzie sulla partecipazione ai prossimi party in casa Dinho.

Nonostante il calo di Amore, gli undici puttini (ok, qui potrei scatenare facili ironie, ma erano mesi che volevo tirare in ballo i puttini alati) alati (appunto) rossoneri, con una prova di abnegazione e sostanza, strappano un goloso pareggio e danno continuità all’ interessante striscia positiva che dura ormai da ben due turni.

A Milano, nel frattempo, gli scontati musoni interisti bivaccano contro il Cagliari. Da segnalare la mostruosa prova di Pandev, preso gratis mentre altri erano impegnati ad assicurarsi le metà di cosciosi vitelli o di strombazzati centrocampisti, e la fucilata presa in testa da Muntari, che ha accusato dei vuoti di memoria ed ora è a sudare in una panetteria di Rovigo, dopo che alcuni tifosi, grandi ammiratori delle sue doti, lo hanno convinto di essere Eddy, il fornaio.

In serata, si registra la terza variazione annuale nel tema Anti-Inter: all’inizio c’erano i Gladiatori di Ciro, poi è toccato all’Amore e, ora, all’eterna inseguitrice di questi anni. Forse, se trovassero il modo di unire i loro punti e di fondersi in un’unica Anti-Inter, potremmo anche preoccuparci un po’.

scritto da il 7 febbraio 2010 alle 13:33

Inter-Cagliari e il febbraio nerazzurro

Oggi il Cagliari, mercoledì a Parma, poi a Napoli, quindi in casa con la Sampdoria, dopo di che a San Siro arriverà il Chelsea e il mese nerazzurro si chiuderà a Udine.

Deki binocolo

Per continuare a fare il binocolo, nelle quattro partite di campionato che precedono la Champions, bisognerebbe raccogliere 8-9 punti, e non sarà facile perché si tratta di una serie di squadre che corrono, affollano il centrocampo, sanno giocare al calcio.

Al Cagliari mancheranno due degli uomini migliori – Marchetti e Cossu – ma la squadra di Allegri ha una precisa fisionomia, e ha già dimostrato di saperci mettere in difficoltà:
- un anno fa, a San Siro, poteva vincere, e il pareggio di Ibra arrivò dopo una faticosa rimonta;
- al ritorno – la settimana dopo la conquista dello scudetto – fu il Cagliari a rimontare e vincere;
- a settembre, nella partita di andata, il Cagliari segnò e dominò nel primo tempo, sprecò un paio di occasioni per il 2-0 prima di farsi infilare da una doppietta di Milito nei primi minuti della ripresa (vittoria fortunosa, comunque).

L’Inter mi sembra in crescita dal punto di vista dinamico.
Immagino sia cambiata la preparazione, per arrivare alla Champions con più freschezza e reattività. E poi stanno rientrando gli infortunati, sperando di non pagare altri prezzi almeno nel reparto di centrocampo.
Credo che oggi si vedranno un po’ di gol, perché Agazzi fa il suo esordio in Serie A, e Mourinho ruoterà tutti e 4 gli attaccanti, compresi Eto’o e Balotelli. Ma senza Sneijder, sappiamo che è un’altra Inter.
Dovessi indicare un pericolo, direi Lazzari, centrocampista offensivo dotato di un bel tiro.

scritto da il 20 settembre 2009 alle 17:43

Battere il Milan non è una medaglia

Credo che questa sia la prima lezione da imparare dalla partita di oggi. Battere il Milan non è una medaglia. Lo avevamo detto di non esaltarci troppo,  ma forse, in fondo, ci avevamo creduto che l’Inter vista nel derby sarebbe stata quella della stagione. Pare che invece ottenere quel risultato limpido contro la sponda sbagliata del Naviglio non faccia molto testo.Bene.

La seconda lezione, nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi, è che Cordoba non è Samuel e di vede. Sarebbe però ingiusto scaricare sul Colombiano tutte le colpe degli svarioni difensivi odierni. La squadra era piantata sulle gambe, la lentezza dei movimenti di tutti era esasperante, almeno nel primo tempo. Non si riusciva  a recuperare palla e si subivano dei rischi peggiori di quelli corsi con il Barca. Forse i ragazzi credevano di giocare ancora contro i Catalani, ma non hanno nemmeno la scusa del colore della maglia visto che i Blaugrana si erano presentati in tenuta realizzata dalla Stabilo Boss.

L’involuzione di Maicon è preoccupante. Spesso in ritardo in fase difensiva, assolutamente limpido il rigore (al punto che non ha neanche protestato),  inesistente in fase offensiva. Che fine ha fatto l’aratro della fascia destra che tutti noi conosciamo?

Nel primo tempo si salvano praticamente solo Deki e, secondo me, Santon che, a dispetto della sostituzione è stato l’unico ad abbozzare qualche tentativo di azione sulla fascia sinistra. Purtroppo è stato sempre scarsamente aiutato.

I movimenti senza palla della squadra erano inesistenti e i tentativi in avanti erano sempre basati sul lancio lungo, senza che la squadra accompagnasse l’azione. Posso capire non volersi scoprire contro il Barca, ma le gambe molli contro il Cagliari proprio no.

Meglio il secondo tempo, almeno in fase offensiva, grazie a Motta (che si è rotto subito, peccato) e a Balotelli che, pur senza incidere particolarmente sulla partita ha allargato l’azione costringendo la difesa de Cagliari a mollare un po’ la presa. Sembra proprio che da “guardalinee” Balou sia utile alla squadra, ma avrei voluto vederlo titolare.

La difesa invece è rimasta imbarazzante. Si sono concesse delle limpide occasioni (ricordiamoci anche la traversa di Dessena) e oggi siamo qui, ancora attaccati alla Giuve a quota 10 solo per merito di due lampi nel giro di quattro minuti.

C’è ancora tanta strada da fare…

scritto da il 20 settembre 2009 alle 0:12

Benjamin Mou

Mourinho oggi in conferenza

Mou oggi in conferenza

“Julio Cesar domani non giocherà perchè è stanco: in novanta minuti contro il Barcellona ha toccato tre palloni… È stanchissimo, domani non può giocare… Domani sarà stanco…”.

“Penso a quello che hanno scritto o detto, è quello di cui tutti i fenomeni del calcio hanno parlato. Uno di questi, per esempio, si dimentica del suo stesso passato. Uno che sarà ricordato nella storia dell’Inter perchè ha perso 5-1 in casa con l’Arsenal, in casa… E viene a dire a me come dovevo giocare questa partita contro la miglior squadra del mondo. Sono così intelligenti che si dimenticano del proprio passato… incredibile”.

“Per fortuna sono una persona che si arrabbia o ride di quello che scrivono o dichiarano i fenomeni, come quella persona che ha perso 1-5 in casa con l’Arsenal”.

“Bisognerebbe scegliere bene chi far parlare e non dare la parola ai frustrati che si dimenticano del passato”.

Avere un allenatore che difenda i propri giocatori (ed il suo lavoro) dai diversi attacchi mediatici fa senza dubbio piacere, a patto che non si prenda sempre per oro colato l’arringa difensiva. Mou sa perfettamente di non aver giocato una partita brillante contro il Barcellona e allora tende ad amplificare il tenore delle risposte utilizzando il bazooka delle grandi occasioni.

José Avv. Mourinho. D’accordo che Julio Cesar non abbia fatto interventi miracolosi, ma il merito non va ascritto solamente ai 4 di difesa, ma anche ai 3 che gli si sono presentati davanti e che hanno sparacchiato fuori dei palloni molto invitanti. Keita, Messi e Ibrahimovic sono stati più imprecisi di Gurcuff, Menegazzo e Plasil o dei giocatori di Deschamps. Insomma, non sono le parate di Julio Cesar il parametro per valutare la bontà di una prova non imperniata affatto su un contropiede premeditato.

Capitolo Zac. Tre riferimenti precisi in tre domande differenti. Non sappiamo cosa abbia detto il tecnico romagnolo al cronista della Gazzetta, ma evidentemente deve aver dato molto fastidio a Mou visto che, oltre al riferimento a Balotelli (giocatore-oggetto intellectuale), non è sceso nello specifico. Ci fa piacere per Zac, dopo questa pubblicità gratuita fatta da Mou avrà più possibilità di tornare ad allenare.

Capitolo Cagliari. Mou ha scherzato sui bambini: o giocano entrambi, o non gioca nessuno dei due. Più propensi alla prima ipotesi, con un turno di riposo a Milito e Chivu. Sempre che non venga adottato un modulo a 3 punte. Possibili candidati per un turno di riposo T.Motta e/o Sneijder, entrambi usciti senza benzina da San Siro contro il Barça. La squadra di Allegri ha solo un punto in classifica e cercherà la prima vittoria in Campionato. Buon per noi e per Eto’o che potrebbe sfruttare la sua velocità in fase di ripartenza.

Ps: Buffon migliore in campo contro il Livorno. A dire il vero, sono 3 partite che è il migliore in campo. Senza dimenticare la sua indubbia bravura, prima o poi la J**e si ritroverà a giocare con la dea sbendata.

scritto da il 11 gennaio 2009 alle 9:36

Inter-Cagliari, falsa partenza

mourinhoC’è poco da dire: abbiamo portato via un punto da casa nostra in una partita molto strana, che ha cambiato bussola e orientamento proprio quando sembrava che stessimo per farla nostra.

L’Inter di ieri ha mostrato quali sono i suoi limiti attuali: senza Stankovic e Maicon si perde in dinamismo, nonostante l’ottimo Zanetti del finale del primo tempo. Ma c’è stata poca aggressività nel mezzo, con Muntari che ha subito un colpo o avvertito un dolore ed è sembrato svuotarsi improvvisamente, mancando una marea di passaggi e arrivando sempre un secondo dopo. Cambiasso è stato preso nel mezzo della morsa Conti – Cossu, non riuscendo a svolgere bene il suo classico lavoro di raccordo.

Il Cagliari è squadra che gioca bene, lo sapevamo tutti e per questo non mi sento di gettare addosso la croce ai nostri giocatori, può capitare. Acquafresca ha dimostrato di essere un attaccante vero, ma se non approfittava dell’unico errore stagionale di Walter Samuel probabilmente si commentava una vittoria.

Nemmeno sbagliate sono sembrate le scelte di Mourinho, almeno quelle iniziali e la sostituzione di Cordoba con Quaresma nell’intervallo: fino al gol del vantaggio rossoblù l’Inter aveva conquistato campo, allargando la manovra e mettendo in seria difficoltà i sardi. Ma è girato tutto male. Tuttalpiù è discutibile la scelta molto rischiosa di buttare nella mischia Crespo e Mancini, sguarnendo la difesa a venti minuti dalla fine. Io ho sempre saputo che un risultato va tenuto aperto, e ieri il Cagliari ci ha graziato, non chiudendo la partita come meritava.

Però Mourinho è fatto così, è una specie di segnale che manda alla squadra e alla fine ci stava pure per scappare la vittoria, sebbene non meritata. Onore al Cagliari dunque. Venivamo da 8 vittorie di file: essendo scontata la vittoria della Juventus contro i nipotini del Siena, c’è poco da dire. Bisogna immediatamente riprendere la marcia.

Note positive: Crespo, Zanetti e Julio Cesar. Il portiere era apparso sotto tono nelle ultime uscite, ma ieri ha restituito sicurezza al reparto, chiudendo la porta in faccia agli scatenati attaccanti di Allegri. Crespo ha dato la svolta alla manovra di attacco, nella ripresa, procurando il gol di Ibrahimovic e provando a farsi largo nei cross troppo spesso sballati. Il Capitano è stato l’anima dell’Inter nel primo tempo, mentre nella ripresa ha tenuto su un reparto che aveva nel rientrante Chivu il perno principale. Bene, come sempre, Cordoba e Samuel.

In ripresa
: Quaresma e Figo. Figo nella prima negativa mezzora del primo tempo, caratterizzata da un gioco sterile e inconcludente, era l’unico che metteva palla a terra e provava a dialogare, quasi sempre con Zanetti. Quaresma ha si sbagliato qualche cross, ma ha sempre saltato l’uomo e procurato punizioni. Chissà che un impiego maggiore non ce lo restituisca totalmente. Discreta pure la prova di Chivu, almeno quando gioca difensore e non sperduto in mezzo nella terra di Nessuno.

Male
: Muntari, Cruz, Cambiasso, Maxwell. L’esterno brasiliano, complice l’assenza di Maicon, avrebbe dovuto alzarsi e proporre un gioco offensivo, che si è visto in una sola occasione, nella ripresa, su imbeccata di Figo. Cruz è apparso lento, impreciso, impacciato. Ha gettato alle ortiche un contropiede due contro due, ha fatto tacchi insensati, è sempre caduto in terra quando serviva buttare la palla dentro, come nel secondo tempo, sull’azione di Maxwell. Di Muntari e Cambiasso abbiamo già detto sopra.

Nel complesso una prova opaca, poca concentrazione, da archiviare immediatamente.

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