Mi perdonerà Fonz se gli rubo il titolo, ma dopo la sua presentazione era il modo migliore per far capire cosa è successo oggi pomeriggio a S.Siro.
Nonostante le tante assenze per squalifica di alcuni uomini chiave, che paradossalmente hanno permesso una sorta di turn-over indolore, la partita è stata giocata in maniera quasi perfetta, in tutti i sensi. Risultato mai in bilico, con l’Inter che ha avuto in mano il match per tutti i novanta minuti, potendo così gestire al meglio le forze, anche in vista del ritorno dei quarti di Champions col CSKA in programma martedì prossimo all’inusuale orario delle 18.30.
Difesa granitica nei due centrali Cordoba e Samuel, sufficiente il rientro di Santon, apparso non in perfette condizioni fisiche e ancora una convincente prestazione di Chivu nel ruolo di terzino sinistro. Dal centrocampo arrivano le notizie migliori, con Cambiasso e Deky che sembrano ritornati quelli dei tempi migliori e Thiago Motta che, oltre ad offrire una convincente prestazione, va a segno addirittura due volte, sbloccando e chiudendo la partita. Nei tre davanti l’unico a far storcere il naso è Pandev, mentre il Principe si conferma uomo importantissimo per questa squadra con una prestazione al solito molto convincente e lo splendido assist per il raddoppio.Vederlo fallire a tu per tu col portiere un occasione clamorosa capitatagli dopo pochi minuti è stato veramente sorprendente. Veniamo infine a Balotelli, rientrato in squadra e tra i titolari dopo le ultime conosciutissime vicende. Ebbene, il ragazzo fin da subito ha fatto vedere di essere in giornata, proponendo numeri e giocate d’altra scuola, facendosi trovare sempre pronto anche in fase di copertura. Il gol del 2-0 che di fatto ha chiuso il match è stata la graditissima ciliegina sulla torta. Sneijder, subentrato al posto di Pandev, nei pochi minuti che è stato in campo ha dato vivacità alla manovra, dimostrando se ce ne fosse stato bisogno la sua innata classe.
Tre punti messi in cascina abbastanza facilmente quindi, con le dirette concorrenti che però vincendo lasciano invariate le posizioni e i distacchi in classifica. Contro tre squadre che di fatto non attraversano un momento proprio brillante e senza avere nel mirino obbiettivi appetibili, il pronostico della vigilia pendeva a ragione a favore delle tre prime della classe. E così è stato. Ci aspetta quindi un finale di campionato tutto da vivere, con le ultime sei giornate al cardiopalma. Non mancheranno le emozioni, ma i cuori nerazzurri oramai sono temprati da anni di sofferenze infinite.
Nel post partita il Cuchu ha completato davanti alle telecamere di Sky l’ottimo lavoro fatto in campo.
Sconcerti: “Cambiasso, a cosa è dovuto lo scarso rendimento dell’Inter nell’utlimo periodo? Nelle ultime partite avete perso diversi punti sulle inseguitrici. Secondo lei ha cosa è dovuta questa crisi?”
Cambiasso: “Forse lei è più attento di me, ma se tutti gli anni arriviamo ad aprile primi in classifica, in semifinale di Coppa Italia e con un ritorno di Champions da giocare come quello di martedì prossimo, vorrei essere sempre in crisi”.
Infine, vista l’imminenza della Pasqua, permettetemi un pensiero per gli amici di Bauscia Cafè. Tantissimi auguri a tutti voi e i vostri cari. In questi due giorni festeggiate, mangiate, bevete e divertitevi, ma con moderazione, che martedì c’è subito un impegno di quelli importanti.
Qualche mese fa, prima della partita di andata contro il Bologna, auspicavo di poterci mangiare un bel panino con la mortazza. Sono andato a rileggermi, così per curiosità e mi sono reso conto di quanto siano simili a quelle odierne, le circostanze che ci portavano a questo incontro.
Eravamo alla viglilia di una partita di Champions molto sentita al Camp Nou, che purtroppo è finita come sappiamo.
Si era appena pareggiato con la Roma un match che avremmo ampiamente meritato di vincere.
Mario aveva qualcosa da farsi perdonare, vai a ricordarti quale delle tante.
Era naturalmente crisi Inter.
Sembra sia passato un secolo e oggi c’è un gran numero di cose che sono cambiate e che ancora vorrei che cambiassero, ma l’augurio è sempre quello di allora. Per non essere banali però cerchiamo di cambiare menù, invece che un semplice panino diamoci alla mortadella con pistacchi, al coltello, accompagnata da un bel pezzo di focaccia. Praticamente l’antipasto di rito al ’900 dei reduci delle partite serali a San Siro.
Le insidie di Inter – Bologna sono le stesse che ci tormentano praticamente a ogni partita da un bel po’ di tempo a questa parte: avversario in lotta per la salvezza, squadra avversaria chiusa e organizzata con il consueto muro difensivo, chevvelodicoaffare? Si farebbe perfino fatica a trovare argomenti nuovi, se non fosse per il fatto che hanno pensato bene di squalificarci praticamente tutta la difesa.
Come dite? Niente di nuovo anche in questo caso? Porc… avete ragione, sarà la tarda ora che mi fa sragionare.
Ah ecco la novità, i soliti imbrattacarte stanno cercando di convincerci che la linea difensiva degli avvocati di Lucky Luciano (che sarebbe: “tutti colpevoli, nessun colpevole”, in pratica) valga come prova a carico del nostro Presidente. Aspettate, anche questa la sentivamo dire da mesi su qualunque forum gobbo.
Tutto il resto è noia verrebbe da dire.
Invece no, ci giochiamo una partita fondamentale per il Campionato e non c’è spazio per i cali di tensione, pre o post Champions che siano. Ieri era ieri, domani sarà domani. Nessuno è più consapevole di questo del Nostro Condottiero ed eccolo puntuale a suonare la carica, a ricordarci che non c’è spazio per gli errori e nemmeno per i calcoli, che non esiste altro che il qui ed ora!
In alto gli scudi e serrate i ranghi, sono giorni di fuoco.
Riparte la rubrica nella quale cerchiamo di capire bene, regolamento alla mano, tutto quello che è successo sul campo di calcio nell’ultima partita dell’Inter. Oggi è il turno di Bologna-Inter: partita tutto sommato tranquilla e tenuta bene in mano da Rosetti che, come vedremo, ha usato esperienza e buon senso -a volte agendo ai limiti del regolamento- per non esasperare il match. Qui trovate il regolamento del gioco del calcio corredato dalle decisioni ufficiali FIGC e dalla guida pratica AIA, per tutti i riferimenti.
Roberto Rosetti, della sezione di Torino
Le immagini sembrano mostrare abbastanza chiaramente che la posizione di Zalayeta sul lancio di Adailton in occasione del gol del Bologna è regolare: nulla da dire. Più complicato analizzare la posizione di Milito all’inizio del triangolo con Cambiasso che ha portato alla terza rete dell’Inter: l’attaccante argentino è proteso in avanti e, mentre i suoi piedi sono sicuramente “in posizione regolare” la sua testa e il suo corpo sembrano al di là del difensore del Bologna. Questo è uno dei punti del regolamento che ha subito più modifiche negli ultimi anni: quando la posizione di un attaccante diventa irregolare. “Ci dev’essere luce fra i due corpi”, “basta una mano avanti”, “deve essere con tutto il corpo al di là del difensore”….niente di tutto questo, nel 2009. Oggi il regolamento (regola 11, pagina 105) dice che ovviamente “un giocatore si trova in posizione di fuorigioco quando è più vicino alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone, sia al penultimo avversario” e un po’ meno ovviamente che ““più vicino alla linea di posta avversaria” significa che qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi del calciatore è più vicina alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone, sia al penultimo avversario. Le braccia non sono incluse in questa definizione“. Al di là dell’italiano come al solito discutibile, questa frase chiarisce definitivamente il caso in questione: come detto la testa e il corpo di Milito sembrano chiaramente al di là del difendente, quindi la posizione è irregolare. Tuttavia la chiamata è difficilissima perchè si tratta di centimetri, e a quanto pare esiste una direttiva UEFA che consiglia ai guardalinee di NON chiamare il fuorigioco nel dubbio. Non si può parlare di errore di Ayroldi dunque, secondo me.
Sono altri due i casi da analizzare, ed entrambi riguardano la Regola 12 (Falli e scorrettezze): la manata di Thiago Motta ad un avversario a palla lontana e l’incredibile rosso di Maicon a partita ormai finita. Abbastanza grave il primo episodio con Thiago Motta che, a palla lontana, “colpisce o tenta di colpire un avversario“, per dirla a termini di regolamento. Il numero 8 nerazzurro, in realtà, si rende colpevole di condotta violenta perchè “in mancanza di alcuna contesa per il pallone, usa vigoria sproporzionata o brutalità nei confronti un avversario” (sic: non “di un avversario” ma “un avversario”. La lingua italiana, questa sconosciuta…). Per questo tipo di infrazione non solo è previsto il rosso diretto, non solo vale il richiamo generico all’applicazione letterale della Regola 12 (“La Regola 12 deve essere applicata con il massimo rigore, particolarmente allo scopo di evitare che il gioco diventi violento“, decisioni ufficiali FIGC, pagina 134) ma c’è addirittura un richiamo particolare: “si ricorda agli arbitri che la condotta violenta spesso conduce a scontri tra più calciatori e, pertanto, devono impegnarsi attivamente al fine di impedire che ciò accada“. Cosa salva Thiago Motta dal rosso? Il buon senso di Rosetti cui facevamo riferimento prima: seppure nel regolamento si parla genericamente di “vigoria sproporzionata“, con questo intendendo di fatto qualsiasi tipo di intervento (nel caso specifico, a palla lontana, qualsiasi intervento volontario è “sproporzionato” visto che risulta fine a sè stesso), la manata di Motta non sembra particolarmente violenta nè volta a causare un danno grave all’avversario…avversario che, dal canto suo, esagera evidentemente gli effetti del contatto. Mano morbida di Rosetti e giallo per Motta: visto il clima generale in campo, giusto così.
Rosetti assolutamente incolpevole anche sul rosso diretto a Maicon: indipendentemente da ciò che è successo con Ayroldi e dalle parole uscite dalla bocca del brasiliano, se il guardalinee dice con quella sicurezza che un giocatore deve essere espulso l’arbitro, anche per una questione di “equilibri” interni, non può fare altro che prendere quella decisione. Diverso il discorso sulle parole effettivamente pronunciate da Maicon: “fanculo” secondo le prime interpretazioni, “fuck you” secondo le successive, “vai tu” (in risposta a un “vai via” di Ayroldi) secondo Branca. A norma di regolamento, “un calciatore che manifesta dissenso protestando (verbalmente o non) contro una decisione dell’arbitro deve essere ammonito“, mentre deve essere espulso se “usa un linguaggio o fa gesti offensivi, ingiuriosi o minacciosi“. E’ evidente che, per scatenare tanta certezza nelle azioni di Ayroldi, qualche parola di troppo dalla bocca di Maicon sia uscita (anche se Branca ha detto che a fine partita si è chiarito tutto)…parole di troppo che se confermate nel referto porteranno a due giornate di squalifica per il terzino e alla conseguente assenza contro Fiorentina e Juventus. Certo si potrebbe discutere sul fatto che a qualcuno è concesso di mandare platealmente a quel paese l’arbitro (tre volte: vero Totti?) prendendosi solo un giallo e a qualcun altro è concesso di insultare le madri di arbitro (bentornato, Pinturicchio) e avversari (lo faceva anche Zico, o è un’altra cosa in più che ha Diego rispetto all’ex-Udinese?), mentre Maicon questi lussi evidentemente non può permetterseli…ma, ovviamente, l’errore sta nelle mancate espulsioni degli altri: non si può pretendere la non applicazione del regolamento basandosi su errori precedenti.
Ero già stato a Bologna nel lontano 1997. All’epoca finì 2-2, con una partita molto tirata e conclusa dal solito gol della bestia nera Paramatti, che a 10 minuti dalla fine infilò l’allora numero 1 nerazzurro Pagliuca.
Ieri invece al Dall’Ara non c’è stata partita. L’Inter ha avuto sempre in mano il pallino del gioco, controllando per tutti i 90’ il match, concedendo solo l’occasione sfruttata dall’altra bestia nera Zalayeta, per il momentaneo 1-1.
El Cuchu in contropiede: 1-3
Entriamo allo stadio abbastanza tardi, quasi in contemporanea con i ragazzi per il riscaldamento. La curva ospiti è piena, ma anche negli altri settori si nota massiccia la presenza di supporters interisti. Da subito i nostri giocatori vengono accolti dai cori non proprio gentili dei tifosi bolognesi, con Mario bersaglio preferito degli insulti. Milito nel pre-match prova alcune conclusioni e pare ispirato. Impressione azzeccata visto che “El Principe” non tradirà le attese. Si parte e la squadra prende subito in mano il pallino del gioco, costringendo il Bologna nella propria metà campo. La compagine di Colomba invece pensa più a difendere che ad attaccare, schierando addirittura Di Vaio in fascia sinistra, a copertura delle discese di Maicon, che a fine gara risulteranno purtroppo rarissime e poco efficaci. A sinistra invece c’è spazio e Chivu può spingere. Proprio dai piedi del rumeno parte il primo tiro verso la porta di Viviano che devia: Cambiasso si avventa sulla ribattuta e rimette in mezzo in stile Milito a Kiev, ma stavolta i difensori avversari riescono a sbrogliare la matassa. Continua il forcing dei nostri con buone azioni sulle corsie esterne di Balotelli e Milito, che creano pericoli e fanno guadagnare una buona quantità di corner.
Proprio da un tiro dalla bandierina battuto da destra nasce l’azione del vantaggio: cross di Maicon, serie di rimpalli con Lucio che rimette il pallone verso il centro dell’area. Sulla sfera si avventa Milito e con una zampata delle sue mette la palla nel sacco. El Principe gioisce e noi con lui. Neanche il tempo di risistemare la sciarpa, spostatasi dal collo per l’esultanza, che il Bologna pareggia: lancio lungo per Zalayeta che con un taglio alle spalle sorprende la nostra retroguardia. L’uruguaiano è bravissimo a controllare la sfera e far secco Julio Cesar in uscita. 1-1 e a far festa adesso sono i bolognesi, andati a segno nell’unica volta in cui si sono affacciati in area. Ma i nostri non si perdono d’animo e ripartono all’attacco. Sale in cattedra Thiago Motta che si inventa due imbucate fantastiche: la prima è per Mario che, entrato in area, non riesce a battere Viviano, bravissimo nel rimanere in piedi chiudendo così la conclusione del nostro numero 45. La seconda è per Stankovic che dal dischetto del rigore tocca di precisione. La palla supera Vivivano ma incredibilmente sbatte sul palo interno di sinistra, cammina sulla linea di porta finendo la sua corsa sul palo di destra ed infine tra le braccia del portiere. Incredibile! Ma l’urlo per il gol è solo rimandato: altro corner, stavolta dalla sinistra, colpo di testa di Mario e palla nel sacco per l’1-2. Zittisce tutti Balotelli, sino a quel momento oggetto di cori di ogni specie da parte dei tifosi avversari, mentre noi festeggiamo per la seconda volta.
Si va al riposo e al rientro in campo Eto’o prende il posto proprio di Super-Mario, ammonito nel primo tempo per un fallo in attacco abbastanza ingenuo. Ed è subito Eto’o a rendersi protagonista con un’azione sulla destra e successivo assist a centro area per Milito. Controllo, dribbling e tiro del Principe: sembra fatta, ma la palla incredibilmente non entra. Dalla curva pare che Viviano abbia fatto il miracolo, ma scopriremo solo dopo che è stata la traversa a negarci ancora una volta il gol. Il pallino del gioco è sempre in mano nostra e il Bologna non riesce ad uscire pericolosamente dalla propria metà campo. Prova e riprova arriva finalmente il terzo gol: lancio del Cuchu per Milito, bravissimo a scattare in fascia destra sul filo del fuorigioco portandosi dentro l’area, a difendere il pallone dall’attacco di due difensori e a chiudere il triangolo di 50 metri con Cambiasso, unico a crederci e seguire l’azione. Shoot di sinistro di Esteban e palla nell’angolo. Si esulta ancora e stavolta l’abbraccio con Cristina ha insita la consapevolezza che questo gol abbia messo definitivamente in ghiaccio il match.
Lo sa anche Mourinho che in vista di Barcellona sostituisce un grandissimo Deki con Vieira e Milito, migliore in campo, con Mancini. Ci si trascina stancamente verso la fine con i nostri che allentano un po’ la presa, lasciando spazio ad alcuni tentativi velleitari dei padroni di casa. In questa fase l’attenzione è più rivolta ai cori che alla partita ed è sorprendente vedere come sia mezzo stadio ad alzarsi in piedi all’immancabile “Chi non salta rossonero è!” e “Chi non salta bolognese è”. Nella gioia riusciamo ancora ad arrabbiarci per il cartellino rosso rimediato stupidamente da Maicon a tempo praticamente scaduto.
Finisce la partita e c’è il tempo anche per un saluto a distanza con il nostro Nino, che in collegamento telefonico dai distinti agita festante il cappello.
Ora Barcellona ci attende. Probabilmente mancheranno sia Ibra che Messi, entrambi infortunati. L’occasione è ghiotta, di quelle da non lasciarsi scappare, per imprimere finalmente la tanto auspicata svolta europea.
Infine, un ringraziamento ai ragazzi del blog che mi hanno dato la possibilità di poter debuttare sul blog…per me è un onore e visto anche il risultato sul campo, non poteva esserci esordio migliore
———————————————————————————————————————— COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: Bauscia Cafè goes on mobile, da ora il sito sarà visualizzabile in versione per cellulari in modo automatico caricando la pagina dal vostro smartphone. Vi rimando al post sottostante di Nk per i dettagli. ————————————————————————————————————————
Domani mattina faccio le valigie, le carico in macchina e poi, nel primo pomeriggio parto per Bologna. No, non vado a vedere la partita, sarà già cosa buona se riuscirò a vederla su Sky. Vado a trovare la fidanzata, cogliendo l’occasione per combinare pure qualche meeting di lavoro nella Packaging Valley.
Non vi nascondo che, come sempre accade, la pausa nel campionato mi ha intorpidito al punto che mi sono ricordato del match di sabato solo questa mattina, leggendo i commenti. Nemmeno contro la Roma ero propriamente sveglissimo, ma in quel caso la cosa era giustificabile dalla reazione alle botte di adrenalina arrivate in Champions League.
La speranza è che i nostri non soffrano del mio stesso calo di tensione, perché la giornata di campionato è di quelle da prendere in considerazione. Il Bologna non è precisamente una potenza, anzi se vogliamo dirla tutta ha fatto un inizio di campionato da girone Dantesco, giusto negli ultimi tempi si è dimostrata in ripresa sconfiggendo il Palermo e mostrando una discreta prestazione contro i Rosikoni. Ricordiamoci poi come era riuscita a bloccare la Giuve sul pari, anche se quello era il momento peggiore della Banda del Buco, appena prima della disfatta di Palermo.
A proposito, gli asteriscati giocano un match di allenamento contro la Juve B, sì dai quella del nordest.
Sabato i tre punti sono un atto doveroso nei confronti della nostra classifica e però…
Però Martedì c’è il Barca, porca di quella paletta. Alzi la mano chi non sta pensando a questa partita dal due settimane. Io lo confesso senza remore, con tutto che la razionalità mi ricorda ogni giorno che la cosa importante è pensare al quinto scudo e che la Champions è una chimera pericolosa.
Basta, basta. Bisogna giocare una partita alla volta.
Mi aspetto la più classica delle gare da Campionato Italiano. Loro chiusi a riccio. Noi con un po’ di turnover in vista della gara del 24. Dovremo recuperare quell’attenzione in fase difensiva che un po’ è venuta a mancare quest’anno. Manovra lenta nel tentativo di trovare il varco giusto. Gara da Mario Balotelli, se ha voglia di provare a saltare l’uomo.
Già, Mario, certo se la poteva anche risparmiare, ma in fondo chissenefrega, basta che si faccia perdonare. A Ibra abbiamo perdonato di peggio.
Speriamo di mangiare la mortadella senza esagerare masticando bene, se no ci rimane sullo stomaco e Martedì c’è Paella e Sangrilla!!!
La mortazza piace a tutti
scritto da Taribo59 il 21 febbraio 2009 alle 22:18
Dopo una partita come questa, come si fa a criticare Mourinho? Mancano meno di 10 minuti alla fine, quando decide di far entrare Balotelli, e un minuto dopo Balotelli segna il gol della vittoria… Che dire? Bravo o fortunato, Mourinho possiede qualità rare, e i 59 punti raccolti dall’Inter in 25 giornate chiuderebbero la bocca a chiunque.
Eppure, secondo il mio modestissimo parere, oggi Mourinho ne ha sbagliate tante. Prima di tutto, l’incomprensibile scelta di Maxwell come vice Stankovic; in realtà era Muntari a dover recitare la parte del serbo (senza averne la minima attitudine), ma il fatto di schierare contro la quart’ultima in classifica tanti calciatori con attitudini difensive (Maicon e Santon, Cordoba e Rivas, Zanetti, Maxwell e Muntari), mi è sembrato un errore. Se non giocano contro il Bologna, Figo e Jimenez a cosa servono?
L’Inter del primo tempo ha giocato sotto ritmo, senza rischiare niente ma anche senza costruire una sola azione decente. Nessuna parata di Antonioli, nemmeno un calcio d’angolo all’attivo, una quantità di errori di misura nei passaggi, insolite imprecisioni in Maicon e Santon, un caotico nulla da Adriano.
Giustamente Mourinho ha sostituito Muntari con Stankovic. Per un quarto d’ora l’Inter ha giocato a calcio, con alcune accelerazioni e una discreta pressione nella metà campo rossoblù, ma il gol è venuto dal primo calcio d’angolo, grazie a Cambiasso, il più rapido nell’impossessarsi della carambola scaturita da uno degli ormai soliti colpi di testa di Adriano, a occhi chiusi e con la palla che va sbattere contro il braccio (involontario quanto grottesco).
Sullo 0-1 e davanti alla pochezza del Bologna – giocando così, come potrà salvarsi? – ho sperato che Mourinho si decidesse a sostituire Adriano con Cruz, oppure inserisse Figo o Balotelli al posto di Maxwell. Dietro la panchina, Cruz e Balotelli si sono “riscaldati” per una buona mezzora, poi tutto a un tratto è apparso Vieira ed è entrato al posto di Adriano… Se lo fai col Milan – togliere attaccanti per inserire centrocampisti o togliere centrocampisti per inserire difensori – posso anche capirti, caro Mourinho. Farlo contro questo Bologna, mi è parso assurdo. Senza che ve ne fosse il motivo, l’Inter ha rinculato di una trentina di metri, nemmeno il tempo di precisare i timori a chi mi stava accanto, che uno dei difensori centrali del Bologna (magari proprio quello che avrebbe dovuto marcare Adriano) – tale Britos, non proprio un goleador – va in gol di testa con stupefacente facilità da calcio d’angolo.
Ho pensato: il pareggio è giusto, troppi sprechi, scarsa personalità, squadra senza voglia di faticare in vista del Manchester. Da parte sua, Mihajlovic ha cercato solo di chiudere tutti gli spazi; più la partita sarà brutta, deve aver pensato Sinisa, più possibilità ho di cavrane un punto. Ma ecco Mourinho spedire in campo Balotelli al posto dell’indisponente Maxwell: con la prima palla che riceve, Balotelli tenta il dribbling e si conquista un calcio di punizione, con la seconda segna un classico gollonzo, sul quale auguro ad Antonioli di non costruirci troppi incubi.
Di nuovo in vantaggio e dopo aver già fatto una sciocchezza sul gol di Britos, ho pensato che avremmo portato in porto questa vittoria non troppo gloriosa, rischiando il meno possibile. Un po’ di circolazione della palla, niente di più. Sbagliavo. Il Bologna, fin lì incapace di fare tre passaggi di fila, ha stretto la difesa nerazzurra negli ultimi 20 metri, inanellando 5-6 calci d’angolo consecutivi, e su un colpo di testa di Di Vaio (netto anticipo su Cordoba), solo una grande parata di Julio Cesar ha consentito a Mourinho di presentarsi sorridente davanti ai microfoni.
Nel complesso, l’Inter mi è parsa carente sia sul piano della costruzione del gioco che nella fase difensiva. Muntari, Maxwell e Adriano sono stati dannosi, Maicon, Santon e Stankovic non hanno costruito nulla, solo Ibra, Cambiasso e Rivas meritano più della sufficienza. Su tutto, incombe il rebus Adriano: se è quello visto oggi pomeriggio al Dall’Ara, non si può pensare di giocare in 10 contro i Red Devils.
E’ una voce che circola in America, ma non aspettatevi una gara di schiacciate contro LeBron James e Dwyane Wade. La gara delle stelle è quella della Major League Soccer, la lega dei Los Angeles Galaxy per intenderci. A dare la notizia è il New York Times e immaginiamo il rosicamento di Galliani, che de relato dagli americani si è beccato del “ridicolo”. Invece, la notizia ha qualche conferma anche perché il giornale newyorkese approfondisce la questione della prossima tournee nordamericana. L’Inter, insomma, ripercorrerà le tappe del Chelsea, del Man UTD e del Real Madrid, da tempo impegnati in preparazioni remunerative. Una conferma di Josè Mourinho, nonostante le voci che ogni tanto circolano sulla sua voglia di ritornare in Inghilterra. L’All Star Game avrà luogo nello stato mormone dello Utah, patria del duo Stockton-Malone, del lago salato e del leggendario Butch Cassidy.
A Bologna con furore (e concentrazione)
E’ quello che ha chiesto Josè Mourinho ai giocatori. E’ già capitato altre volte di mancare in concentrazione quando due eventi importanti si avvicinano. Dopo grandi vittorie la Champions ci ha riservato delle pause stralunate. Ze Mario teme che capiti lo stesso, ma in modo invertito, oggi. Il turnover tanto auspicato non ci sarà, non in modo integrale perlomeno, certo è che dalle scelte di oggi potremmo capirne qualcosa di più in relazione alla sfida con lo United. Mourinho per Ferguson è una sorta di bestia nera e in Inghilterra, al di là delle classiche sboronate, ci temono, proprio per la presenza del portoghese. Non azzardo formazioni per oggi o per la Champions. Ma a Bologna mi aspetto una squadra in grado di passare in vantaggio e amministrare il pallone, senza strafare.
Un pensiero per Candido
Massimo Moratti è stato tra i primi a recarsi in ospedale, dove tuttora resta gravissimo. Da parte mia, ma immagino anche degli altri redattori e di tutti i vecchi bauscia, mando un abbraccio a Candido Cannavò, ultimo esemplare di una razza in estinzione. Quella dei giornalisti che prima di scrivere qualcosa, ci pensano due volte. Forza Candido! Ricordo ancora con piacere il suo editoriale contro la ridicola classifica “senza gli errori arbitrali” pubblicata dal suo indegno successore Verdelli. Gli scrisse una perifrasi che valeva più di ogni altro giro di parole, facendo intendere a tutti che su certe vaccate si rischiava il buon nome del suo amato giornale (“strano intermezzo rosa”). Un tempo autorevole e oggi ridotto a un tabloid illeggibile.
In questa Inter di inizio stagione ancora viviamo tra eccessi di spettacolo e solidità puri e piccoli momenti di smarrimento che conducono a risultati incerti. Questa partita stravinta col Bologna è stato il paradigma di questo scorcio di campionato. Abbiamo schiacciato gli avversari con un modulo superoffensivo, abbiamo sbagliato una caterva di gol facili, andando in rete con un gol da missione spaziale, abbiamo raddoppiato e ci siamo avvicinati alla goleada pura e semplice. Poi si è come spenta la luce, ma stavolta per un millisecondo e dentro la testa di Zanetti, che piazzato male prova a evitare un fallo di mano, rimandando la palla sui piedi del meravigliato Moras. Ma al di là del predominio totale, del rigore fischiato e di quei due non concessi, l’Inter è apparsa decisamente più veloce rispetto alle ultime uscite, con un gioco convincente sulle fasce, dove spesso Ibra si è spostato per aprire i varchi centrali per le percussioni di un ormai rinato Vieira. Un aspetto veramente negativo è l’infortunio di Rivas, ma la difesa, con giocatori rapidi, ha dimostrato di sapersi mantenere più alta, comprimendo l’avversario nella propria metà campo. Questo dato potrebbe dir molto sull’utilizzo di Materazzi, troppo lento a salire e abituato a stare dietro, per respingere gli spioventi.
La differenza maggiore tra l’Inter di Mancini e questa di Mourinho sta proprio nella filosofia difensiva. Mancini, conoscendo le caratteristiche dei suoi difensori, ha sempre preferito difendere sulla propria trequarti, sfruttando le caratteristiche aeree dei nostri centrali, unite alle doti acrobatiche di Cordoba, insuperabile nel campo aperto. Con Mourinho la difesa, parole sue, deve assolutamente accompagnare il pressing e salire. Noi con l’occhio abituato all’Inter di Mancini abbiamo l’impressione che sia l’attacco a rimanere slegato dal resto della squadra, invece è quasi sempre la difesa a rimanere piantata, attirando verso di sè il centrocampo. E’ successo col Milan e in tutti gli spezzoni giocati male, o per debito d’ossigeno o per confusione. Ma la debordante prestazione di ieri, in termini di gioco e occasioni, piuttosto che illuderci, dato che il Bologna è quello che è, può essere indicativa nell’individuazione degli uomini migliori adatti al gioco di Mourinho. Perché anche per questo serve tempo.
Dopo un tour de force di 7 partite in 20 giorni, a Milano arriva il Bologna per l’ultimo match prima di quella che sarà una sosta fondamentale. Al rientro, inutile nasconderci, ci aspettiamo tutti di trovare un’Inter più sciolta, più brillante e più a suo agio negli schemi del nuovo allenatore. Ed anche in questo senso la partita di stasera sarà molto importante, come detto dallo stesso Mourinho prima del Werder: arrivare alla sosta dopo una vittoria rende il clima più sereno e permette di affrontare con più tranquillità due settimane di allenamenti.
Ma prima c’è il Bologna: solo 3 punti dopo 5 partite, ma 3 punti pesantissimi ottenuti proprio a San Siro contro il Milan. Poi 4 sconfitte consecutive a segnare una crisi evidente nei risultati ma molto meno nel gioco: il Bologna è una squadra bene organizzata, magari poco tecnica fino a centrocampo ma molto veloce in attacco, dove Marco Di Vaio è un nome che si presenta da solo e può essere supportato in maniera più che valida da Marchini e Valiani. I punti deboli sono sicuramente nella lentezza dei due centrali difensivi -Moras e Terzi- e soprattutto sugli esterni di difesa, dove Cristian Zenoni e Bombardini sono molto più affidabili in fase di spinta che non in copertura. Bombardini si troverà di fronte Maicon e proprio questa potrebbe essere la chiave di volta per la partita dell’Inter nel caso, in verità scontato, in cui il Bologna entrasse in campo con il solo scopo di difendere lo zero a zero: con i 3 portieri e 8 difensori di Berrettiana memoria gli spazi a centrocampo saranno certamente intasati ma la difesa non dovrebbe correre grossi rischi, lasciando liberi Zanetti da una parte e -soprattutto- Maicon dall’altra di rendersi pericolosi in avanti.
Nonostante tutte le possibili insidie del caso, e tenendo presente comunque che questo Bologna vale ben più di quanto raccolto fino ad oggi, i 3 punti stasera sono un risultato imprescindibile e da raggiungere in ogni modo.
Commenti recenti