scritto da il 19 gennaio 2010 alle 11:07

Giudichiamo noi: Bari-Inter

Due calci di rigore in 4 minuti contro la capolista e tre in una sola partita bastano a riempire la nostra rubrica (quasi) settimanale e a sgombrare il campo da equivoci e da richiami allo “scandalo”. Qui trovate il regolamento del gioco del calcio corredato dalle decisioni ufficiali FIGC e dalla guida pratica AIA, per tutti i riferimenti.

Roberto Rosetti, della sezione di Torino

Roberto Rosetti, della sezione di Torino

Al minuto 60 Meggiorini va a prendere un lancio in profondità di Gazzi e prova immediatamente il tiro: interviene Samuel in scivolata e intercetta la palla con il braccio destro. Secondo la regola 12 per concedere un calcio di rigore per fallo di mano non contano i requisiti di negligenza, imprudenza e vigoria sproporzionata, ma solo la volontarietà del fallo stesso. Volontarietà che, secondo la stessa regola, si riscontra principalmente nel movimento della mano in direzione del pallone (piuttosto che del pallone in direzione della mano) e nella distanza tra giocatore e pallone (pagina 124). Nel punto 4 della Guida Pratica AIA, inoltre, si specifica ulteriormente che l’arbitro per stabilire la volontarietà deve valutare se il calciatore allarga, alza, muove o, comunque, tiene le mani o le braccia con l’intenzione di costituire maggior ostacolo alla traiettoria del pallone. Non deve però essere considerato intenzionale il gesto [...] se, per naturale effetto del movimento corporeo, un calciatore tiene le braccia distaccate dal busto ed il pallone vi urta contro, oppure se per effetto della distanza ravvicinata il calciatore non ha potuto evitare il contatto tra le braccia ed il pallone. Tutto sta, quindi, nel valutare la posizione del braccio destro di Samuel come “naturale effetto del movimento corporeo” o no. Ovvio che in un intervento in scivolata non si possono tenere le braccia attaccate al corpo, altrettanto ovvio che quella di Samuel, eccessivamente protesa verso l’altro, sembra in una posizione completamente innaturale. L’evidenza e la spettacolarità dell’intervento, aggiunti a questo, portano Rosetti a fischiare giustamente il calcio di rigore. Giusto anche il cartellino giallo e non il rosso perchè l’argentino non impedisce la segnatura di una rete o un’evidente opportunità di segnare una rete: il cartellino rosso in questi casi, infatti, non è dovuto per il fallo di mano ma solo per l’intervento inaccettabile e sleale che ha impedito la segnatura di una rete alla squadra avversaria.

Tre minuti più tardi è il turno di Lucio che, saltato secco sulla sinistra da Parisi, interviene in scivolata da dietro cercando, naturalmente, di arrivare sul pallone. L’intervento, pericolosissimo a termini di regolamento, non va a buon fine: il brasiliano non arriva sulla palla e finisce per tirare giù Parisi, colpendolo di lato. Lucio quindi effettua un “tackle” su Parisi (ovvero nell’intento di sottrarre il possesso del pallone all’avversario che lo sta giocando, anziché intervenire sul pallone, interviene sull’avversario stesso) agendo con imprudenza, cioè con totale noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario, senza comunque impedire una rete o una evidente opportunità di segnare: calcio di rigore e cartellino giallo anche qui, senza dubbio.

Sorvolando sulle recriminazioni per un fuorigioco di Milito sul gol del 2-1, clamorosamente passivo, arriviamo quindi al minuto 72: palla in profondità di Sneijder per Pandev che, a tu per tu con Gillet, subisce l’intervento in scivolata da dietro di Bonucci. Visto quanto appena detto, l’episodio è di facilissima interpretazione: l’intervento del numero 19 barese, infatti, è praticamente identico a quello di Lucio su Parisi. Bonucci tenta di prendere il pallone ma non ci arriva e finisce col travolgere Pandev: tackle con imprudenza, quindi calcio di rigore e cartellino giallo. C’è da dire, però, che il regolamento individua una “evidente opportunità di segnare una rete” dalle seguenti caratteristiche (pagina 134): la distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta; la probabilità (per l’attaccante, ndr) di mantenere o entrare in possesso del pallone; la direzione dello sviluppo dell’azione di gioco; la posizione ed il numero dei difensori (fra l’attaccante e la porta, ndr). E’ evidente, quindi, che mentre per Parisi vale la semplice imprudenza, nel caso in questione Bonucci interrompe una evidente opportunità di segnare visto che Pandev è a tu per tu con Gillet, per altro già a terra ingannato dal movimento del macedone. Il cartellino stavolta dovrebbe quindi essere rosso, a 20′ dalla fine della partita. E’ questo l’unico grave errore di Rosetti nel match.

scritto da il 17 gennaio 2010 alle 1:04

Grinta, carattere e fortuna

Partiamo dalla fine. La nota lieta è sicuramente l’ennesima prova di carattere che ci ha permesso di riprendere una partita che si era messa malissimo. Il 2-2 è secondo me  il giusto risultato, visto i valori ed il gioco espresso dalle due squadre in campo. Il match infatti è scivolato via tranquillo per più di un’ora, per poi accendersi nelle battute finali. Il Bari conferma la fama di compagine rognosa, che adotta una tattica quasi da squadra di calcetto, con i quattro difensori ed i due centrocampisti centrali a far girare palla nella propria metà campo, quasi chiamando il pressing degli avversari, per poi uscire o verticalizzare improvvisamente per permettere ai quattro giocatori d’attacco di presentarsi face to face con il marcatore avversario di turno. La difficoltà maggiore dei nostri è stata proprio quella di portare un pressing adeguato, visto che a salire erano solo i quattro uomini d’attacco del 4-2-3-1, con Zanetti e Muntari bloccati bassi per cercare di intercettare le ripartente dei galletti. L’azione del primo minuto, con Milito bravissimo ad andare in pressione, recuperare un rinvio sbilenco di un difensore e servire Sneijder per la conclusione, è stata l’occasione migliore creata nella prima frazione dai nostri a dimostrazione che se fossimo riusciti ad essere più efficaci in quei frangenti, la partita poteva essere molto diversa. Nonostante ciò, le uniche occasioni concesse al Bari nei primi quarantacinque minuti sono state un’incursione di Alvarez , con Julio Cesar bravissimo a respingere la conclusione da pochi passi, ed un tiro di Parisi da posizione defilata disinnescato sempre dall’Acchiappasogni. Per quello che ci riguarda non ricordo azioni degne di nota nella prima frazione se non quella menzionata, anche per la poca vena dei due nostri esterni Pandev e Balotelli, sicuramente non in una delle loro serate migliori.

Pandev Bari-Inter

Nella ripresa la partenza è più convinta e si ha l’impressione di essere alla ricerca dell’accelerazione giusta per sbloccare il match. Su una situazione di calcio d’angolo Milito non riesce a concretizzare solo per la respinta di un difensore su un tiro a botta sicura da dentro l’area. Sneijder, ancora una volta il migliore dei nostri, si danna l’anima per cercare di recuperare qualche pallone e servirlo ai nostri avanti, che però non riescono a sfruttare al meglio alcune buone giocate dell’olandese. Dietro la situazione sembra essere sotto controllo, con gli avversari che ci impensieriscono solo in una circostanza, più per un malinteso Lucio-Julio Cesar che per meriti propri. Poi improvvisamente, la svolta: al ventesimo Samuel va in chiusura in scivolata su una verticalizzazione per Meggiorini che conclude a rete: la palla sbatte sul braccio alzato dell’argentino e per Rosetti è giustamente rigore, con conseguente ammonizione per il numero 25 nerazzurro. Sul dischetto va Barreto che spiazza il portiere e mette in rete per l’1-0. Esultanza dei biancorossi e palla al centro. Passano una manciata di secondi e Rosetti concede al Bari il secondo penalty, per un’entrata irruenta ed azzardata di Lucio, che a sua volta si becca il giallo. Ineccepibile la decisione, come peraltro la trasformazione di Barreto per il è 2-0. Esplode il San Nicola, con il pubblico di casa, ormai sicuro della vittoria, a far festa grande.

Mourinho a questo punto cambia: fuori Samuel e dentro Santon. Cordoba scala centrale e il bambino prende il suo posto a sinistra sulla linea difensiva. E, come col Siena, ancora una volta questa squadra dimostra di avere un carattere incredibile. Da una palla recuperata a centrocampo, grazie anche ad un tocco involontario dell’arbitro, nasce un’azione caparbia quanto confusa che porta Balotelli al tiro dal limite. Il pallone viene deviato e dopo una serie di carambole giunge a Pandev che salta Gillet e mette in rete. A questo punto si ribaltano gli stati d’animo e il mister prova ancora a cambiare: fuori Mario, abbastanza in ombra sino a quel momento, dentro Quaresma. E ancora da una palla recuperata sulla mediana nasce l’azione del pari. Sullo sviluppo dell’azione Sneijder con un imbucata mette Pandev davanti a Gillet e Bonucci, prima che il macedone possa calciare, lo stende da dietro: per Rosetti è rigore ed ammonizione. Le proteste dalla panchina interista, che giustamente pretenderebbe il rosso per il difensore barese, producono solo l’espulsione di Oriali. Sul dischetto va Milito che non sbaglia e fa 2-2. Quindi altra sostituzione: entra Cambiasso ed esce Muntari, stoicamente in campo nonostante le non perfette condizioni fisiche. A questo punto entrambe le squadre sembrano più badare a condurre in porto il pareggio che non a voler vincere la partita. E così sarà, nonostante qualche tentativo velleitario di entrambe di  far propria l’intera posta. L’occasione migliore capita proprio al Bari con Kamatà, che scattato sul filo del fuorigioco ma si allunga troppo la sfera, favorendo così l’intervento di Julio Cesar.

Finisce così una partita strana, condizionata molto dalle assenze, che ha ribadito per l’ennesima volta il carattere di questi ragazzi che, seppur attraversando un momento non troppo brillante, sono riusciti nell’ennesima rimonta impossibile. La speranza adesso è quella di recuperare più giocatori possibili in vista del derby. Stankovic putroppo dovrebbe essere out ma se Cambiasso, Muntari, Motta saranno tutti arruolabili, con Sneijder e Zanetti avremo la possibilità di allestire una formazione sicuramente all’altezza. In caso contrario, si può sempre chiedere il rinvio della partita.

P.S.: nel post partita si segnala una perla di Massimo Mauro, che nel primo tempo ha visto un Bari che gioca come il Barcellona. Si Consiglia una visita oculistica.

scritto da il 16 gennaio 2010 alle 12:16

L’ultima maschera

Venghino siori venghino!

Il limite della vergogna è stato finalmente superato, l’ultima maschera è finalmente caduta: l’AC Milan dispone a proprio piacimento dei calendari delle competizioni ufficiali nazionali, l’AC Milan scrive e risponde in nome e per conto della Lega Calcio. Nessuna maschera, nessuna vergogna: la Lega è casa nostra e ci facciamo un po’ quel che ci pare.

I fatti – I fatti ci parlano di un calendario stravolto. Milan-Udinese, quarti di Coppa Italia, era in programma per il 20 gennaio. Poi il 24 il derby di campionato, il 27 Fiorentina-Milan (recupero della diciassettesima giornata) e il 28 Inter-Juventus, quarti di Coppa Italia. A seguito della richiesta del Milan di rinviare la sfida dell’Udinese, invece, si giocherà prima il derby (confermato, bontà loro, al 24), poi il 27 Milan-Udinese, il 28 Inter-Juventus e il 24 febbraio Fiorentina-Milan.

Belgrado

Belgrado

Le motivazioni - Già, le motivazioni. Qui siamo alla parte comica: motivazioni non ce ne sono. Le motivazioni sono che il Milan non voleva arrivare stanco (?) al derby. Perchè evidentemente avendo una rosa inadeguata non è in grado di giocare due partite in cinque giorni. Il Milan non può arrivare stanco al derby, il Milan non ha una rosa adatta a sostenere tre competizioni, il Milan ha sbagliato la preparazione: spostiamo le partite. Le motivazioni sono che il Milan non vuole giocare contro l’Udinese. Le motivazioni sono che al Milan non sta bene la data del 20 gennaio.  Le motivazioni, per quel che ne sappiamo, sono che il 20 gennaio Galliani ha la cresima del figlio, o ha un torneo alla playstation, o vuole solo andare a letto presto. Motivazioni insulse o addirittura inesistenti, sicuramente non tali da giustificare uno stravolgimento ad hoc del calendario.

Ma le motivazioni, evidentemente, stanno nel considerare la Lega Calcio come una sede distaccata di via Turati. Il Milan chiede, la Lega risponde. Galliani ordina, Beretta esegue. Senza giustificazione alcuna.

Le conseguenze - E se prima eravamo nel comico, adesso scadiamo nel tragico.

Conseguenza numero uno: lo stadio Giuseppe Meazza di Milano ospiterà due partite, Milan-Udinese e Inter-Juventus, nel giro di 24 ore: cosa mai successa prima nella storia del calcio professionistico italiano. Due partite in 24 ore distruggerebbero qualsiasi manto erboso. A questo aggiungiamo che il manto erboso in questione è quello del Meazza, notoriamente non un gioiello da questo punto di vista. E aggiungiamo anche che il “trauma” per il campo si verifica alla fine di gennaio, periodo nel quale le temperature e le condizioni climatiche non aiutano certo il recupero del campo.

Marsiglia

Marsiglia

Conseguenza numero due: ad una specifica richiesta dell’Inter alla Lega Calcio, portata attraverso le parole dell’ad Paolillo, arriva una risposta attraverso un comunicato ufficiale…dell’AC Milan! Un comunicato semplicemente scandaloso per forma e sostanza. Per forma: perchè la richiesta -ufficiale- di Paolillo era rivolta alla Lega Calcio. A che titolo risponde l’AC Milan? Con quale autorità? Con quale capacità decisionale? Con quale riconoscimento di “controparte” per la questione in gioco? Per sostanza: perchè il contenuto del comunicato è inaccettabile. Vergognosamente ironico in alcune sue parti, scandalosamente arrogante in altre. Propongono il sorteggio, loro. Fanno anche la parte di quelli aperti ad ogni soluzione e di quelli che si prodigano per trovare un accordo. Prima giocano sporco, sistemando le cose come meglio gli aggrada -e, ripeto, senza motivazione alcuna-…e poi pretendono che gli sia detto anche grazie, magari, perchè loro “sono disposti al sorteggio”. L’arroganza smascherata. L’ultimo velo di Vergogna che cade, mostrando al mondo ciò che nascondeva. Noi abbiamo deciso così: adeguatevi.

L’AC Milan ha disposto per tre volte il rinvio della partita di campionato Fiorentina-Milan. L’AC Milan ha disposto il rinvio immotivato di Milan-Udinese. E chissà cos’altro ancora. E tutto questo non attraverso “oscure manovre di Palazzo”, ma attraverso comunicati ufficiali. L’AC Milan risponde di queste decisioni in nome e per conto della Lega Calcio che, in tutto questo, resta colpevolmente e assurdamente in silenzio, rispettando scelte, decisioni e risposte messe in atto dall’AC Milan.

Tutto il resto

Tutto il resto

Conseguenza numero tre: la creazione di un precedente pericolosissimo. Perchè quello che sta succedendo in questi giorni può significare solo due cose: o l’AC Milan può disporre a piacimento dei calendari e aggiustarseli come meglio crede in funzione di carichi di preparazione, lista infortunati o altre contingenze -cosa evidentemente inaccettabile in una Lega di (presunti) professionisti- oppure, in alternativa, da oggi qualsiasi squadra ha il diritto di chiedere il rinvio immotivato di una partita. E di ottenerlo: neanche compatibilmente con i calendari, ma indipendentemente da essi. Sì, perchè i calendari non erano affatto compatibili con questa decisione: sono stati forzati, sono stati deformati, sono stati adattati. Sono stati portati al punto da far giocare due partite nello stesso stadio a 24 ore di distanza. Sono stati portati al punto da “regalare” un turno infrasettimanale a due squadre impegnate in quei giorni in Champions League: il che suona quantomeno bizzarro, in un periodo nel quale si parla di prendere provvedimenti (l’anticipo al venerdì) per facilitare il cammino delle italiane in Europa.

Ebbene, l’AC Milan può tutto questo. Da oggi tutta l’Italia e tutto il mondo sanno che se Adriano Galliani vuole bere una tazza di the con gli amici, le partite del campionato si adattano di conseguenza. Da oggi tutta l’Italia e tutto il mondo sanno chi è che prende le decisioni in nome e per conto della Lega Calcio. Da oggi tutta l’Italia e tutto il mondo sanno che se vogliono rivolgere una domanda alla Lega Calcio italiana, devono sentirsi rispondere dall’AC Milan. Rappresentante ufficiale e tutore legale di una istituzione mai caduta così in basso.

Il Bari – Confermato il 4-2-3-1 con gli unici dubbi nell’undici titolare fra Santon (non ancora al 100%) e Cordoba in difesa e fra Cambiasso e Muntari a centrocampo (nessuno dei due ha i 90′ nelle gambe, prevista una staffetta). Il calcio d’inizio è previsto per le 20.45 di stasera allo stadio San Nicola, a meno che l’AC Milan non abbia qualcosa in contrario.

scritto da il 15 gennaio 2010 alle 9:34

A 3 minuti dalla fine

Walter Samuel SienaA 3 minuti dalla fine stavamo perdendo in casa – meritatamente – contro l’ultima in classifica, e se fosse finita così, il Milan sarebbe virtualmente a 2 punti, a 10 giorni dal derby.
All’andata contro il Bari, abbiamo pareggiato in casa – meritatamente – e le occasioni più nitide per vincere le hanno avute loro.
Dunque la trasferta di Bari è assai rischiosa, si può perdere o pareggiare (che è quasi la stessa cosa, perché il Milan vincerà sen’altro).

È venerdì mattina, dunque non arriverà il Settimo Cavalleggeri, sotto forma di nuovo acquisto, a dare sangue fresco a una squadra in evidente difficoltà, soprattutto a centrocampo.
L’unica, auspicabile buona notizia a breve è la conclusione del trasferimento dell’inutilissimo Amantino Mancini al Marsiglia (se davvero lo voleva il Milan, gliel’avrei regalato).
Dunque, a Bari giocheranno quelli che hanno giocato contro il Siena, con il rientro dalla squalifica di Balotelli e il possibile ritorno dall’infortunio di Santon, e con l’assenza aggiuntiva di Stankovic.
A centrocampo, comunque la si giri, sarà durissima.

Considerando le caratteristiche del Bari – pur privo di Ranocchia e Almiron – credo sia necessario riportare Zanetti a centrocampo e inserire Cordoba come terzino sinistro, per rispondere con la sua velocità alla velocità dei laterali baresi.
La linea di difesa sarebbe questa: Maicon, Lucio, Samuel, Cordoba.

Il 4-2-3-1 – anche senza Quaresma, con cui è notorio si gioca in 10 – mi sembra un azzardo, meglio stabilizzare l’assetto con un 4-4-2, su cui eventualmente intervenire a partita in corso.
Dunque, a centrocampo vedrei Zanetti, Motta, Sneijder e un ragazzino, Stevanovic o Crisetig, dietro a una coppia di attaccanti composta da Balotelli e Milito. Non dimentichiamo che Pandev è reduce da 7 mesi senza partite, e fargliene giocare 3 consecutive in 9 giorni può essere un azzardo.

Santon e/o Pandev potrebbero entrare a partita in corso, e se proprio si mettesse male, anche il 4-2-3-1 potrebbe divenire indispensabile.
Sono decisamente pessimista, la vittoria acciuffata miracolosamente contro il Siena non mi pare sia stata presa per quello che è: un sintomo di debolezza.