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scritto da Nk³ il 4 novembre 2008 alle 17:29
E’ difficile commentare compiutamente una partita così. Non si sa da dove cominciare, da dove passare, dove finire. Non si sa bene neanche quale aspetto mettere in evidenza: tattica, episodi, singoli giocatori, casualità. E’ tutto molto difficile e troppo assurdo per essere analizzato, in realtà.
Succede che ci ritroviamo in una calda giornata novembrina su una altrettanto calda isola del Mediterraneo, mezza occupata e mezza no. Arriviamo lì, allenamento, pranzo, riposino, riscaldamento e si va in campo per la partita. Tutto abbastanza normale fin qui, al di là dei 26 gradi al 4 di Novembre e al di là del fatto di giocare contro una squadra di Famagosta che di solito gioca a Larnaca ma che stavolta si trova a Nicosia. Vabbè, ci si può passare sopra. Scendiamo in campo, 4-4-2, tutti al posto giusto. Difesa abbottonata, Maicon più davanti che dietro, centrocampo che blocca e riparte, ali discretamente in serata, Ibra che vuole spaccare il mondo e Balotelli che la mette dentro e fa vedere anche alcuni calci da fermo battuti per bene. Si fanno una decina di tiri in porta e non se ne subisce nessuno…ordinaria amministrazione contro una squadra decisamente inferiore. Dopo tutto questo, doppio fischio dell’arbitro e si va al riposo sul risultato di 2-2. No, scusate….volevo dire 2-2. Ma che succede? Sto cercando di scrivere in cifre due a zero ma viene fuori 2-2. Bah…sarà la tastiera rotta.
Si rientra dagli spogliatoi e, pronti via, una disattenzione della difesa e una cappellata di Burdisso lasciano la palla sui piedi di un attaccante dell’Anorthosis che non si fa pregare e la spinge dentro. 3-2. Uffa, ancora la tastiera…come dite? Siamo davvero 3-2? Guardo l’angolino in alto a sinistra dello schermo per la conferma e resto a bocca aperta: siamo davvero 3-2. Un tiro concesso, tre gol subiti. Roba che neanche all’Amiga. A quel punto la squadra va in confusione e, nonostante il tentativo di scossa dato da Mourinho con 3 cambi in contemporanea -mossa che mette in crisi persino la grafica dell’UEFA- ci vuole mezz’ora buona per rimettersi in piedi. Mezz’ora passata fra una assoluta sterilità offensiva e un paio di miracoli di Julio Cesar. Poi Cruz la rimette dentro e si ricomincia a giocare creando un paio di incredibili palle gol in 5 minuti..ma ormai è troppo tardi.
Cosa è successo? E’ successo che, banalmente, la palla è rotonda. Un Burdisso mai così inadeguato, un Ibrahimovic mai così sciupone e un gol, il secondo, mai così assurdo hanno stampato il risultato su un incredibile 3-3. Il problema non è il risultato in sè, nè come è maturato. Il problema è il contesto nel quale si colloca. Perchè uno svarione difensivo ci sta…ma 5 gol ridicoli presi in due partite iniziano a starci un po’ meno. Data la non-analizzabilità della partita, comunque, quello che resta è l’impressione delle prime 15 partite dell’anno nuovo. E’ l’impressione è quella di una squadra in continuo mutamento e alla continua ricerca di sè stessa, che sceglie di affrontare -e risolvere- i problemi uno alla volta, così come si pongono. Ripensando a tutte le parole spese in questi mesi, salta all’occhio come non sono più un problema determinati ruoli in campo, non è più un problema il fatto che si crea poco, non è più un problema il fossilizzarsi su un modulo, non è più un problema Balotelli, non è più un problema (almeno non lo è stato ieri sera, finchè s’è giocato) la “rottura” della squadra…ora c’è il problema dell’attenzione difensiva. Problema che, fra l’altro, è spesso tipico di squadre alla ricerca di nuovi automatismi. Si risolverà anche questo e, dopo, si risolveranno tutti quelli nuovi che si presenteranno: perchè il tempo inizia ad essere tiranno, ma i problemi non sono infiniti.
Certo, visto così è un bicchiere mezzo pieno…
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scritto da Mr Sarasa il 4 novembre 2008 alle 11:45
Archiviata la vittoria di Reggio con un bel “vaffanculo gufi di merda” (lanciato sabato, a due gobbi arrivati in anticipo sulla loro partita…), si pensa alla Champions. Prima però un passo indietro, proprio a sabato: Mourinho ha riferito di un episodio davvero sgradevole, capitato allo stadio: avendo donato un crocifisso preso a Fatima ad un ragazzo disabile (per chi crede a questo tipo di cose, senz’altro un gesto di carità cristiana, per un agnostico come me comunque un bel gesto di compassione) si è sentito accusare di avergli lanciato delle monete, persino dal Sindaco!
Chi scrive appartiene al gruppo dei più critici dell’allenatore, ma solo per cose legate al campo: penso che questo tipo di attacchi, al pari di quelli di cialtroni come l’a.d. del Catania, siano semplicemente vergognosi. Mi spiace che ancora una volta, nel ruolo degli “offesoni” si registrino personaggi meridionali (dopo Lotito e Lo Monaco, sto giro è toccato a “lo sindaco”) quasi a voler coltivare i soliti luoghi comuni che questo paese non riesce a scrollarsi di dosso.
Luoghi comuni tra i quali annovero anche il lungo collegamento di Dribbling, sabato scorso, da un “Napoli Club”: tifosi baffuti in occhiali da sole (al chiuso), l’immancabile striscione con errore grammaticale, i cori “olè olè olè, Po-cho, Po-cho”, un personaggio improbabile che regge per tutto il collegamento la prima pagina del Mattino di 20 anni fa, i soliti discorsi sul “grande cuore” dei napoletani, e l’immancabile aneddoto riguardante Maradona (che mi fa ritenere che se è ingrassato così tanto, la colpa sia dei tanti che almeno una volta gli avrebbero offerto una cena, visto che sembra che chiunque lo conoscesse benissimo…).
Vabbè, tiriamo una riga (in senso non-Maradoniano…) e veniamo a stasera. Si può conquistare la matematica qualificazione con due turni d’anticipo, contro un avversario non proibitivo che all’andata ci ha fatto scoprire un nuovo capitolo alla voce “catenaccio”. In attacco spero ovviamente che affianco ad Ibrahimovic ci sia Balotelli, che sabato ha mostrato di saper fare quanto richiesto e anche qualcosina in più. Spero soprattutto che gli venga concesso di fare più l’attaccante, anzichè l’ala, perchè se questi criprioti difendono di nuovo in 6, puoi “allargare” il gioco quanto vuoi, ma i cross poi finiscono in una selva di cactus…
Chiusura dedicata ad Adriano, Dunga e la società Inter. Ancora una volta gli si fa vedere la carota, mentre per me non ha ricevuto abbastanza dosi di “bastone”. Dunga lo convoca persino in Nazionale, per un’inutile amichevole col Portogallo a Brasilia appena prima di Inter-Juve. Qual è il problema? Che ha convocato pure Julio Cesar e Maicon. Mi chiedo: la società non potrebbe intervenire, in questi casi? Insomma, già proviamo a recuperargli l’alcolizzato, aspettiamo l’ut des a questo punto.
PS: Ieri nuova apparizione di Moggi, solito disco rotto, ma registro due piacevoli cambiamenti.
- l’ex d.g. della Juventus non ha quasi più voce, è visibilmente invecchiato, appare anni luce distante dal “re del mercato & non solo”.
- aumentano i giornalai che gli rispondono senza remore, un po’ perchè ha ripreso a cannoneggiare anche contro il Milan (quindi si becca l’intero plotone contro…), un po’ perchè fiutano che non conta più niente.
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scritto da Nk³ il 24 ottobre 2008 alle 10:27
Toldo 6,5 - Pronti via, si scalda le mani con una punizione di Dellas. Poi ordinaria amministrazione, ma la difesa con lui alle spalle è tranquilla. Regala un brivido con un’uscita spericolata su Hawar. Comunque, nonostante le 37 primavere, Toldone c’è.
Maicon 7 - Non finisce mai di sorprendere. L’assist per Adriano è un incredibile mix di sapienza tattica e capacità tecnica. Altri terzini in passato sono stati così determinanti, ma loro perdevano tempo a dribblare gli avversari. Lui li travolge.
Cordoba 6 – Solita tranquillità in difesa, dove non patisce minimamente i 30 centimetri di differenza con Sosin. Con Mourinho per la prima volta in carriera intravede la linea di centrocampo e, quando può, non disdegna di scavalcarla.
Chivu 6 – Serata tranquilla. Gli attaccanti ciprioti non creano ansie, e lui non si complica la vita. Ottima la gestione della linea difensiva.
Zanetti 6,5 – Non inizia bene, poi esce alla distanza. Dopo più di 600 partite sempre sugli stessi livelli iniziano a mancare le parole.
Cambiasso 6,5 - E’ un piacere vederlo giocare. I ciprioti difficilmente arrivano dalle sue parti, e ancora più difficilmente lo superano. L’infortunio fa preoccupare molti, ma non dovrebbe essere niente di grave.
Stankovic 6,5 - Su alti livelli per tutta la partita, a differenza di Roma. Ordinato in fase difensiva, veloce nel far girare la palla, perfettamente sincronizzato con i movimenti di Muntari. Ottimi segnali.
Muntari 6,5 – Mezzala, mezzapunta, mezzo centrocampista e mezzo esterno: in totale fa due. Se questi sono i livelli ai quali dobbiamo abituarci, il futuro non è niente male.
Mancini 5,5 – Di stima. E’ un corpo estraneo: zero cross, zero spunti, zero pericoli, inesistente il feeling con Ibrahimovic visto nelle prime partite. Sbaglia un aggancio solo davanti al portiere. Su punizioni e calci d’angolo meglio stendere un pietosissimo velo.
Adriano 6,5 - Arruffone quando non ha lo spazio per partire palla al piede, ma quando lo trova lascia intravedere sprazzi dell’Adriano che fu. Impreciso alla conclusione, perfetto senza palla (chi l’avrebbe mai detto?). La torsione sul gol è roba da palati finissimi. Dicono di lui: “Alla sua età e con il suo fisico, se dorme e beve acqua può fare grandi cose”. 18 gol in Champions, mai nessuno come lui.
Ibrahimovic 7 - Un’iradiddio. La palla fra i suoi piedi è come in cassafore, fa sempre la cosa migliore e la fa con una classe da stropicciarsi gli occhi. Imperdonabile l’errore a tu per tu con Beqaj, ma se fa una stagione intera così…chissà.
Quaresma 6+ - Stavolta entra di più nel vivo del gioco. La trivela non manca mai e sbaglia uno stop solo davanti al portiere, come Mancini. Di più, rispetto al brasiliano, mette dentro un paio di cross e batte decentemente un calcio d’angolo.
Cruz sv – Pochi minuti, spedisce fuori di un niente la palla che potrebbe chiudere la partita. Tatticamente perfetto, come al solito.
Burdisso sv - Non giocava a centrocampo da Valencia, ma quello di mercoledì era un ruolo diverso. Semplice e pulito, cerca di mettersi in evidenza il meno possibile.
Mourinho 7 – Tiene alta la concentrazione con 8/11 della squadra di domenica, e non era facile. L’Inter sa quello che deve fare e lo fa dal primo all’ultimo minuto, con pochissime pause. Toldo titolare, dicono, è una delle classiche mosse con cui tiene in pugno lo spogliatoio e si fa amare dai giocatori. Avanti così.
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scritto da ex-collaboratori il 23 ottobre 2008 alle 15:28
Tre punti volevamo e tre punti sono arrivati, nel modo più normale possibile, con un gioco a tratti fluido, veloce, altre volte complicato, alla ricerca del tocco pregiato che ha spesso portato le nostre punte a scegliere le soluzioni difficili invece di comodi passaggi laterali.
Ma la partita è stata quella che è stata: una squadra che difendeva in 10 dietro la linea della palla e che non ne voleva sapere di alzare il capo e scoprirsi, anche sotto di un gol. Un avversario ostico, non tanto per il fatto che si chiudeva, quanto per l’ordine che l’allenatore Ketsbaia ha saputo dar loro. Una disciplina forgiata sulla stazza fisica e la voglia di soffrire.
Così l’Inter ha sbattuto contro un muro, tentando in tutti i modi di trovare la serratura dove infilare la chiave. Eppure il gioco, nel suo complessivo sviluppo, suggeriva come opzione favorevole quella di allargare sulle fasce, possibilmente con Ibrahimovic, causa la sonnolenza di Amantino Mancini. A volte dimenticato, a volte nascosto. Ci sarebbe stato pure un rigore, che avrebbe evitato ulteriori preoccupazioni. Ma la partita, né il risultato sono apparsi mai in discussione. Troppo evanescenti le punte dei ciprioti, di fronte a gente come Cordoba e Chivu, affiatati e alti come non lo sono mai stati.
Con questo successo ci apriamo la strada verso la qualificazione agli ottavi. A questo punto, dato che l’incontro fondamentale è a Brema, io mi aspetto che Mourinho cominci a sfruttare un po’ di più la rosa, lasciando a casa i sentimentalismi pro-Toldo o pro-Dacourt. A centrocampo abbiamo problemi, con l’infortunio di Cambiasso e il ritardo di Vieira. Una buona notizia è il recupero di Maxwell. Anche ieri abbiamo potuto notare l’assoluta differenza tra le corsie opposte: Maicon viaggia che è una meraviglia, Zanetti non supera mai la propria trequarti. Così facendo avremmo una risorsa in più per il settore nevralgico, dove siamo carenti.
Tornando alla più stretta attualità, Moratti ha parlato dell’acquisto di Beckham da parte del Milan e l’ha fatto usando una delle più belle e veritiere frasi mai pronunciate negli ultimi anni: “Il Milan considera futuro quello che ha già fatto, e quindi può fare scelte diverse”. Tradotto: il Milan può sempre raccontare ai suoi tifosi che hanno vinto tanto e giustificare la collezione di figurine. “Noi – ha proseguito il presidente – stiamo percorrendo un’altra strada… puntiamo su giocatori giovani e cerchiamo di costruire il futuro”.
E queste ultime parole – mi sembra – sono confermate dalle scelte di Mourinho, che sta lentamente facendo capire che non servono troppi rinnovi di contratto, da qui a gennaio.
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scritto da ex-collaboratori il 22 ottobre 2008 alle 11:40
Stavolta non c’è la bufala alla diossina. E’ tutto vero! Il geometra Galliani vuole trasformare Milanello nella Sunset Boulevard della Brianza, acquisendo le prestazioni di David Beckham, centrocampista della nazionale inglese e dei L.A. Galaxy (l’unica squadra di Los Angeles che anziché essere seguita dalle celebrità, le compra per farsi seguire dai comuni mortali. Roba che nemmeno i Los Angeles Clippers!). L’integrità fisica e le capacità tecniche non si discutono, l’operazione di marketing è chiarissima. Ma è l’idea di prendere un 33enne centrocampista offensivo che non mi torna sul piano tattico. Chi starà fuori adesso?
Una cosa è certa. Questo ennesimo acquisto mediatico – annunciato nel giorno di ferie infrasettimanale del Milan – sembra volto a rastrellare il denaro mancante, dopo il quinto posto dello scorso anno e i 25 milioni promessi al Barcelona per i servigi di Ronaldinho. La sensazione più chiara è che a Silvio Berlusconi il Milan non serva più: può arrivare tranquillamente al Quirinale mettendo all’angolo il PD. Una volta che Silvio avrà passato la mano, la società verra gestita da Pier Silvio, Braida, Galliani e Costantino, con Maria De Filippi deputata (in tutti i sensi) a far la voce grossa. Scherziamo… ma non troppo. L’ideale sarebbe stato mettersi nelle mani di Moggi, che Berlusconi lodò pubblicamente per la capacità di vincere senza spendere soldi (al netto delle schede telefoniche, si intende). Ma a meno di una legge salvacul… condotto, dovrà aspettare per altri tre anni.
Intanto l’house organ del moggismo in esilio, quello che riporta gli umori degli juventini in rete e non solo, viene accusato da Ranieri di fare critiche premeditate. Stavolta ha ragione Ranieri. La Juventus di ieri ha giocato un buon primo tempo, il Real ha fatto un buona ripresa. E probabilmente i bianconeri si sono regalati la qualificazione agli ottavi, mettendosi l’animo in pace, vista l’inconsistenza dello Zenit.
Qualificazione che dovrà ottenere l’Inter stasera, se non nei numeri nelle sensazioni. Mourinho ha già anticipato che schiererà Francesco Toldo in porta e, Ibrahimovic a parte, è possibile che si faccia turnover nelle caselle dell’attacco, dove è previsto l’inserimento di Mancini, Cruz o Balotelli. L’imperativo è uno solo: vincere, magari giocando bene, per mettere la qualificazione al sicuro e imprimere la prima vera accelerazione in campionato. Sinceramente penso che Mourinho ci sorprenderà con una formazione più rimaneggiata del previsto.
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