scritto da il 3 novembre 2008 alle 9:43

Razziatori, ma con garbo

La cosa più nauseabonda del Milan non è la squadra in sé: parliamo di calcio, il calcio è un gioco, anche uno spettacolo e il Milan contribuisce come tante grandi squadre nel mondo. No, la cosa più nauseabonda è l’astronave madre, cioé la stratosfera mediatica che la circonda, che consente a qualunque esponente del mondo casciavit di poter dire qualsiasi vaccata, senza che nessuno si degni di controbattere.

Questa situazione deriva da due componenti: il primo, l’essere il Milan sulla stessa linea gerarchica di centinaia di giornalisti e redattori a libro paga del medesimo datore di lavoro (e come si dice a Roma: cosa non se fa pe’ magnà), il secondo deriva dalla tipica pratica di genuflessione che in Italia si usa per i potenti, in questo caso il potente coincide con lo stesso datore di lavoro di cui sopra.

Per cui Ancelotti può andare in tv e rispondere per le rime a un gentiluomo quale De Laurentiis, che con stile si era lamentato dell’arbitraggio ridicolo e scandaloso di Rocchi, oltre che del gioco ruvido e falloso dei rossoneri. La cosa pazzesca è la dichiarazione in stile Galliani (detto anche “stile me la canto e me la suono”):

Sono aggettivi sbagliati’. Il Milan non e’ mai stato una squadra cattiva ma dovunque è andato ha dato di sé una immagine positiva, e tanto meno nervosa, perche’ abbiamo giocato con grande attenzione“.

Si tenga conto della frase “dovunque è andato ha dato di sé un’immagine positiva”. Si potrebbe citare il classico di Marsiglia, ma basta l’ultima esibizione farsa di Glasgow, nel 2007, per non citare le altre innumerevoli volte nelle quali il Milan ha fatto parlare di sè per argomenti extra-calcistici. Rimane il dubbio che a Milanello ci credano veramente.

Certo, se ci fossero quelle famose classifiche alternative, di cui si parlava ieri, oggi ci saremmo risparmiati la patetica esibizione dei due più letti giornali sportivi italiani, che a corto di idee, mettono lo stesso titolo. Eppure, considerando che il Milan ha avuto tanti rigori a favore, praticamente tutti inesistenti, e vinto partite non si sa nemmeno come, ci sarebbe stato bene uno di quei titoli tanto in voga lo scorso anno (L’Inter è favorita dagli arbitri?). Non trovate?

Ps.: La pratica dell’Astronave Madre è comunque sempre la solita. Ogni grande squadra ha il suo redattore fisso (Balzarini per la Juventus, Serafini e Pellegatti per il Milan, Cherubini per la Roma, il poeta Ligas per la Fiorentina), tranne una. Il Milan non risponde quasi mai direttamente: lascia fare al plotone di esecuzione. Se qualcuno tocca il Milan ci pensa l’Astronave Madre a colpire a destra e a manca, preferibilmente i cugini con le strisce colorate diversamente. E l’effetto è sempre quello di sminuire od esaltare, dipende dai casi e dalle situazioni. Il Milan ha razziato almeno 6 punti con: un gol in fuorigioco (nel derby), un rigore contro la Sampdoria (più superiorità numerica); 2 punti col Napoli (in inferiorità numerica e con la solita buona dose di fortuna, che si è vista a Bergamo, a Cagliari per citare due trasferte). Aspettiamo fiduciosi che il mondo prenda atto.

  • SULLO STESSO TEMA, CON LE PRIME PAGINE A CONFRONTO, LEGGI QUI

Commenti (280)

scritto da il 27 settembre 2008 alle 15:44

Stampa e TV: Mourinho ha capito tutto

josè mourinhoNella conferenza stampa pre-derby Mourinho torna a parlare coi giornalisti italiani e segna il solco definitivo, circoscrivendo il ruolo dei media nostrani a quella dimensione provinciale che li contraddistingue. Era necessario che qualcheduno parlasse chiaro, perché anche il mite Ancelotti si mettesse sulla scia. Mourinho dà l’affondo decisivo parlando del post-partita di Inter-Lecce e delle polemiche riguardanti la sua assenza:

“Vedo tutti preoccupati di piccole cose, che nello spettacolo calcio non significano niente, e nessuno preoccupato per uno sport che è importante nel mondo. Nessuno si preoccupa per il fatto che il calcio italiano è considerato un prodotto molto piccolo fuori dall’Italia, non paragonabile alla Premier League. Il Lecce mercoledì ha giocato con 3 portieri e 8 difensori eppure a fine gara tutti si sono preoccupati sul perchè a parlare con la stampa è venuto Baresi. Questo è il nostro mondo, che io ho scelto. La decisione di venire in Italia è stata mia, ma pensavo che l’Italia avesse più passione per il calcio e meno per tutto quello che c’è intorno. Non mi sono pentito comunque di essere venuto in Italia, assolutamente”.

L’accusa è diretta alla stampa specializzata che concorre al provincialismo del nostro calcio. Molti chiacchieroni, tanti in cerca di polemiche inutili, nessuno che si proponga con un’idea nuova. Mourinho, dopo aver distrutto Mario Beretta, affonda il coltello nella piaga, rende pan per focaccia a Claudio Ranieri che aveva parlato di mancanza di rispetto e a tutti coloro che hanno assaltato in modo rozzo Beppe Baresi:

“Qui c’è un allenatore che in due mesi ha studiato italiano 4-5 ore al giorno per arrivare in un paese nuovo e parlare con i giornalisti e con i tifosi, un allenatore che ha imparato a parlare in maniera sufficiente con i tifosi, con i giornalisti. E questa è una mancanza di rispetto? Negli ultimi anni mi è capitato di mandare i miei collaboratori 21 volte in conferenza e solo negli ultimi giorni si è parlato di mancanza di rispetto. Per Ranieri è stato difficile imparare dopo 5 anni good afternoon e good morning e poi proprio lui viene a dire certe cose? Solo Moratti mi può dire che Baresi non ha lo status per rappresentare la società, non un altro allenatore o un giornalista in tv. Se Moratti me lo dice allora parlo sempre io. Ma io prima di arrivare all’Inter ho indicato in un documento quali collaboratori volevo, con quali funzioni, e in quel documento c’è scritto che una delle ragioni per cui voglio una persona con un determinato profilo, con una storia nel club, è per avere qualcuno che possa rappresentarmi con dignità, con status, con classe davanti alla stampa e ai tifosi. Il problema è che qui non è stato rispettato Giuseppe Baresi“.

Infine sul derby. Per Mourinho il fatto che venga presto, non ad autunno inoltrato, potrebbe liberare le squadre dalla tensione. “Nel derby non c’è la squadra più forte: generalmente, chi vive il momento più negativo tante volte vince. Meglio che il Milan abbia vinto nelle ultime partite perché così arriviamo alla sfida alla pari psicologicamente”.

Commenti (77)