scritto da il 19 ottobre 2008 alle 12:27

Roma-Inter: fuori Adriano, dentro Cruz

Sarà il Jardinero Cruz la novità ghiotta dello scontro dell’Olimpico. Il puntero argentino ha vinto il ballottaggio col transoceanico collega brasiliano che, secondo la Gazzetta, sarebbe stato punito per aver saltato un allenamento. La gestione Mourinho è molto silenziosa, a dispetto di quello che i media riportano. Maicon arrivò in ritardo a una sessione di allenamento e fu messo in panchina, spostando Zanetti nella linea difensiva. Con tutti gli alibi possibili del mondo, dovuti al ritardo e alle lungaggini del viaggio dal Brasile, se fosse vero sarebbe veramente grave, in quanto su Adriano Mourinho si è speso parecchio.

Cruz, comunque, è una garanzia di lusso che si integra alla perfezione con Ibrahimovic. Lo scorso anno a Roma fece danno, subentrando appena prima del fortunoso pareggio dei giallorossi. Quaresma è favorito sull’ex Amantino Mancini, reduce dalla trasferta in Nazionale, mentre in mezzo dovrebbero giocare Muntari, Cambiasso e Stankovic, con Zanetti dirottato a sinistra, per coprire la perdurante assenza di Maxwell. Al centro Chivu e Cordoba dovrebbero spuntarla sugli acciaccati Burdisso e Materazzi.

La Roma di Luciano “Comportamenti” Spalletti dovrebbe schierare Doni, Cicinho, Loria, Juan, Tonetto; De Rossi, Aquilani, Taddei, Perrotta, Vucinic e Totti. Il capitano dovrebbe essere una novità del primo minuto, ma dipende dal riscaldamento prepartita. Se se la sente inizia, altrimenti lo si vedrà nella ripresa. Una formazione che ha un’unica reale assenza, quella di Mexes dietro, a dispetto dei piagnistei capitolini.

Ieri, frattanto, la Juventus ha subito la seconda sconfitta consecutiva a Napoli. Le assenze gravano su una squadra che è comunque priva di identità e ha molte pecche nelle riserve. Secondo gli ultimi rumours Ranieri rischia grosso, un sostituto è facile da trovare, visto il prestigio della panchina. In ogni caso non è tutta colpa sua. Che abbia chiesto Poulsen è un conto, ma la Juventus è piena di giocatori giovani sopravvalutati e vecchi in via d’estinzione che non hanno nulla a che vedere con la gestione del settantenne.

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scritto da il 5 ottobre 2008 alle 12:24

Tra una magia e l’altra indicazioni positive

In questa Inter di inizio stagione ancora viviamo tra eccessi di spettacolo e solidità puri e piccoli momenti di smarrimento che conducono a risultati incerti. Questa partita stravinta col Bologna è stato il paradigma di questo scorcio di campionato. Abbiamo schiacciato gli avversari con un modulo superoffensivo, abbiamo sbagliato una caterva di gol facili, andando in rete con un gol da missione spaziale, abbiamo raddoppiato e ci siamo avvicinati alla goleada pura e semplice. Poi si è come spenta la luce, ma stavolta per un millisecondo e dentro la testa di Zanetti, che piazzato male prova a evitare un fallo di mano, rimandando la palla sui piedi del meravigliato Moras. Ma al di là del predominio totale, del rigore fischiato e di quei due non concessi, l’Inter è apparsa decisamente più veloce rispetto alle ultime uscite, con un gioco convincente sulle fasce, dove spesso Ibra si è spostato per aprire i varchi centrali per le percussioni di un ormai rinato Vieira. Un aspetto veramente negativo è l’infortunio di Rivas, ma la difesa, con giocatori rapidi, ha dimostrato di sapersi mantenere più alta, comprimendo l’avversario nella propria metà campo. Questo dato potrebbe dir molto sull’utilizzo di Materazzi, troppo lento a salire e abituato a stare dietro, per respingere gli spioventi.

La differenza maggiore tra l’Inter di Mancini e questa di Mourinho sta proprio nella filosofia difensiva. Mancini, conoscendo le caratteristiche dei suoi difensori, ha sempre preferito difendere sulla propria trequarti, sfruttando le caratteristiche aeree dei nostri centrali, unite alle doti acrobatiche di Cordoba, insuperabile nel campo aperto. Con Mourinho la difesa, parole sue, deve assolutamente accompagnare il pressing e salire. Noi con l’occhio abituato all’Inter di Mancini abbiamo l’impressione che sia l’attacco a rimanere slegato dal resto della squadra, invece è quasi sempre la difesa a rimanere piantata, attirando verso di sè il centrocampo. E’ successo col Milan e in tutti gli spezzoni giocati male, o per debito d’ossigeno o per confusione. Ma la debordante prestazione di ieri, in termini di gioco e occasioni, piuttosto che illuderci, dato che il Bologna è quello che è, può essere indicativa nell’individuazione degli uomini migliori adatti al gioco di Mourinho. Perché anche per questo serve tempo.

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scritto da il 21 settembre 2008 alle 16:50

Torino – Inter a caldo: solo luci, un calo di tensione e un sassolino

Torino – Inter ci restituisce solo impressioni positive. Anche se è vero che il divario tecnico tra le due squadre è impressionante, il Toro è sceso in campo con una disposizione solida concedendo pochissimi spazi, pressando alto e raddoppiando sempre le marcature. Tanto vale che ci abituiamo perché saranno in tanti a giocare in questo modo contro di noi. Se riusciranno a farlo bene come il Torino che si è visto nella prima parte della partita di oggi è tutto da vedere, onore al merito alla squadra granata per questo. Questo per quanto riguarda i nostri avversari, veniamo a noi.

Possiamo sezionare la partita in tre parti usando come linee di demarcazione il goal di Amantino e i cambi di Adriano e dello stesso Amantino. Cominciamo dall’inizio. A un Toro solido si è opposta un’Inter G-R-A-N-I-T-I-C-A. Non sarà stato calcio spettacolo, ma non passava una foglia. Non ci sono state distrazioni, la squadra era corta e Julio Cesar ha lasciato un biglietto in porta con la scritta “Sono in bagno, torno subito”. Un’Inter forse più chiusa rispetto a quella vista ad Atene, ma del resto il Campionato non è la Champions. A quanto pare i giornalisti (quelli del “not so special one”) non si sono accorti del fatto che Mourinho è perfettamente consapevole di come funzionano le cose nel campionato Italiano e ha reagito di conseguenza. Ci vorrà ancora un po’ di tempo per vedere il gioco che ha in mente, come ha detto lui stesso. Nel frattempo José ci presenta una squadra compatta e spietata, attenta a non rischiare in difesa e pronta a sfruttare il valore dei suoi campioni alla prima occasione. Dopo il goal di Amantino, con complicità la deviazione di Pisano mi figuravo già le parole che si sarebbero spese sulla fortuna dell’Inter che vince grazie alle autoreti. Su Mediaset Premium avevano già cominciato, ma dopo solo tre minuti il Colosso gli ha tappato la bocca definitivamente.

Da quel momento in poi si è vista un’altra partita. Squadra sempre corta, ma più rapida e più disposta ad osare nelle ripartenze. Grandissimo lavoro di Amantino e soprattutto di Adriano nel ritornare a coprire in difesa, con il solo Ibra a rimanere oltre la linea di metà campo. Una nota su Adriano: penso sia ancora presto per dire che è ritrovato, molto spesso i suoi movimenti tra gli avversari sono stati un po’ lenti e goffi, ma ha corso per tutto il campo, tornando a coprire e rincorrendo ogni pallone. La volontà c’è e visto il personaggio scusate se è poco. Devastante l’azione del goal di Ibra: con tre passaggi Maicon (sarà difficile trovare un modo per farlo rifiatare ogni tanto) e Amantino lo hanno messo davanti al portiere. Doverose le sostituzioni perché sia Amantino che Adriano avevano speso tantissimo ed erano visibilmente in debito di ossigeno. Dopo di esse c’è stato il calo di tensione, peraltro di breve durata, che ha portato al goal del Toro. Balou e Quaresma non tornavano adeguatamente a coprire e i giocatori si potevano presentare davanti a Maicon e Chivu (buono al rientro) fino a quel momento indisturbati. Errore rimediato subito da Mario, ma non da Quaresma che infatti ha raccolto i rimproveri di Mourinho, è presto per preoccuparsi, ma José dovrà lavorare molto sul suo pupillo. Questo è forse l’unico sassolino di una giornata perfetta, che ci ha mostrato un’Inter molto concreta ed efficace.

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scritto da il 21 settembre 2008 alle 10:49

Torino – Inter, terza giornata

Partita non semplice, ma siamo l’Inter.
Registriamo il nuovo tentativo di innervosire l’ambiente, dopo averci provato con Balotelli, ora per la stampa quello che deve sempre giocare, da titolare, è Adriano.
Fortunatamente il Mou sa come affrontare queste sciocchezze, Kleenex Man starebbe già sudando.

Probabili formazioni:
Torino: Sereni; Diana, Di Loreto, Pratali, Pisano; Zanetti, Corini, Saumel; Rosina, Amoruso; Bianchi.
Inter: J,Cesar; Maicon, Cordoba, Materazzi, Chivu; Vieira, Cambiasso, J.Zanetti; Quaresma, Mancini; Ibrahimovic.

Penso sarà interessante verificare soprattutto due cose:
Le condizioni atletiche di Chivu, al rientro dopo lo stop per l’infortunio alla spalla, e come il centrocampo se la caverà senza Muntari (le cui vicende meritano un approfondimento a parte), anche in vista delle prossime sfide.

In ogni caso, come scritto ad inizio post, siamo l’Inter, quindi rispetto per il Toro, la metà sana di quella città, ma giocando da Inter dovremmo mantenere le giuste distanze dai robanisti, degli altri non parliamo in attesa di piacevoli notizie dall’etere…

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