scritto da il 23 gennaio 2010 alle 15:24

Derby: Stankovic out.

Ed alla fine arrivarono le convocazioni: tutti recuperati tranne Stankovic (ed ovviamente gli assenti già noti, Eto’o, Chivu e Khrin).

Pare scontato il modulo che adotteremo, ovvero il collaudato rombo, con Sneijder trequartista e Zanetti, Cambiasso, Muntari e Motta a contendersi gli altri tre posti a centrocampo (probabile in particolare una staffetta tra l’italo-brasiliano ed il ghanese); in difesa Maicon-Lucio-Samuel, con il ruolo di terzino sinistro in dubbio tra Santon, Cordoba e Muntari, in attacco sicuro Milito, meno chiaro chi lo affiancherà dall’inizio tra Balotelli e Pandev.

I nostri avversari si schiereranno con il modulo che li ha rilanciati, il 4-3-3 atipico in cui un occhio di riguardo va riservato ai tre davanti, Ronaldinho-Borriello-Beckham, trio che ha fatto a pezzi le difese incontrate nelle ultime giornate; il centrocampo è probabilmente il loro attuale tallone d’achille, si affida alla forza fisica (ormai calante) di Gattuso ed al sacrificio di Ambrosini, mentre Pirlo si limita a poche illuminazioni per partita. L’importante è non rimanerne accecati, sennò anche quelle poche, possono far male. Rispetto all’andata il vero salto di qualità è stato fatto in difesa, dove affianco a Nesta e Thiago Silva hanno trovato continuità Abate ed Antonini (detto il non-giovane), purtroppo Kaladze e Jankulowsky sono solo un ricordo…

Che dire, ce la giochiamo, sulla carta non abbiamo proprio nulla in meno rispetto a questo milan, ma le partite non si giocano sulla carta, ci sta sempre la botta di culo, la svista arbitrale… davvero, non ha senso perdersi in troppe previsioni, il bello del calcio è anche la sua imprevedibilità.

Ed a proposito di sviste e casualità, dal brasile Adriano, probabilmente dopo una bella serata alcolica, ha rilasciato delle dichiarazioni senza senso a calciomercato.com in riferimento all’episodio chiave del derby di ritorno dell’anno scorso:

Ci sveli l’arcano? Era fallo di mano o no?
“Volevo colpire di testa, ma mancai la palla ed allora provai ad aiutarmi con la mano . Non è stato un gesto molto plateale, e l’arbitro ha optato per l’involontarietà. Era fallo, ma mi è andata bene . Era una rete importante sia per me che per la squadra”

Ora, ciò basta a qualche gonzo per riaprire sui forum interminabili discussioni sul potere dell’Inter, gli arbitraggi a favore, ed altre scemenze di sorta, peccatoche questa “ricostruzione” dell’acolista ex attaccante nerazzurro cozzi con una cosa molto semplice: la realtà.

Basta riguardare l’episodio infatti per notare subito che NON mancò la palla, la colpì anche se decisamente male e la palla carambolò sul suo braccio già largo.

Poi, se Adriano vuole dire qualcosa di più complesso, cioè che in una frazione di secondo si è reso conto che non l’avrebbe girata in rete e quindi l’ha colpita così male apposta per fare sponda sul braccio, allora gli chiedo scusa. Ho sempre pensato che fosse un deficente, invece era proprio un genio del male.

Va bene così.

scritto da il 13 aprile 2009 alle 21:20

Ceffoni d’assestamento

Anche stavolta mi piacerebbe parlare solo delle giocate di Mario, Ibra o Muntari, incazzarmi per gli svarioni difensivi sul due a zero, parlare del monoschema di Capitan Tristessa, della semiparata di Toldo, discutere di moduli… al limite, se mi volessi accodare al perbenismo dilagante, potrei osservare un due-tre-quattro giorni di silenzio, spacciando per rispetto per le vittime del terremoto un po’ di pigrizia.

Invece credo che sia doveroso un accenno a quanto si è visto in questi due giorni, a Roma, Firenze, Reggio Calabria (e chissà magari ci si dimentica qualche altra piazza meno reclamizzata, magari delle serie minori).

Si è vista tutta l’ipocrisia di un mondo di semianalfabeti, perchè questo è quanto rimane di quello che un tempo era “il campionato più bello del mondo”, ed il campionario è sempre il solito: si comincia nelle conferenze stampa pre-partite, frasi di circostanza, tutti sono pronti a fare qualcosa per le vittime della disgrazia di turno, ci si prodiga in raccolte fondi, programmazione di amichevoli, promesse di visite… Ovviamente divisi tra chi vorrebbe sospendere il campionato sulla base di supposti valori che da anni non abitano più in questo sport, e chi più pragmaticamente pensa ai risvolti economici che ha sospendere “la prima industria del paese”… discussioni che rendono interessante persino un articolo di Panebianco, di riflesso: tutto già sentito, troppe volte per concedere neppure il beneficio del dubbio…

Finalmente arriva il giorno delle partite: striscioni fatti col ciclostile da galantuomini che si prenderebbero a mazzate per il colore politico, della pelle, o più banalmente della maglia… ma tutti insieme, tutti idealmente abbracciati nel “mezzo-minuto di silenzio” (l’altro mezzo è notoriamente dedicato ad applausi – un tifoso impaziente parte sempre, poi gli altri si accodano mentre i 25 a centrocampo invano cercano di far capire, restando in silenzio, che non sono passati i 60 secondi), tifosi ed addetti ai lavori, mi illudono però che stavolta siamo davvero tutti “fratelli d’italia”, come recitava lo striscione in curva sud.
Dallo stadio mi son goduto lo spettacolo del primo tempo, ho imprecato per quanto visto nel secondo, ma non mi aspettavo che in una domenica partita con queste premesse potesse succedere nulla di più dei cori – evitabilissimi, intendiamoci – di “vaffanculo”, scanditi senza motivazioni precise quasi come un saluto .

Arrivato a casa infatti apprendo che l’allenatore della Roma, Luciano Fazzoletti, tra il primo ed il secondo tempo è andato a piangere direttamente dall’arbitro, poi l’ha visto il team manager della Lazio, Tare, che non l’ha presa bene e gli si è fatto avanti con dito minaccioso, morale della favola: l’allenatore dal gioco più bello d’Italia dimostra di avere anche lui un maestro di stile, ovvero Ambrosini, infatti il dito in questione viene invitato a fare compagnia allo scudetto 2006-2007… In campo, espulsi Panucci dopo un battibecco con Lichtsteiner, poi Matuzalem e Mexes per un altro simposio del sapere (graziato invece Totti per alcuni poghi ai danni dello stesso Matuzalem).
Per non essere da meno di giocatori e componente tecnica, anche i tifosi in tribuna Tevere han pensato di mandare una bella cartolina di se, chissà se sarà arrivata alla sede della UEFA.

A Firenze, capitale del Fair-Play-alla-moda, due espulsi del Cagliari, poi a fine gara pare che Lopez, Melo e altri della Fiorentina se le siano date (che abbia iniziato Tizio o Caio, il concetto non cambia) di brutto.
Altre 24 ore, ed il palcoscenico di questo circo si sposta a Reggio Calabria: due espulsi, vari accenni di rissa, contestazione finale che degenera in tafferugli, dentro e fuori lo stadio.

Hai voglia a dire che questo “non è calcio”… è dopo giornate come questa che sale alta la voglia di Superlega… ma cosa centriamo noi con questi buzzurri???
Però, caro Massimo, anche le gare di sabato hanno dimostrato che il nostro centrocampo è tremendamente italiano, nel senso che lo scudo puoi continuare a portarlo a casa altri due anni in tranquillità, a meno di sconvolgimenti, ma l’Europa è un’altra cosa.

I ceffoni del titolo comunque non sono solo quelli di cui si è avuta notizia, ma vanno ricompresi anche quelli che idealmente darei a due nostri tesserati (o rispettivi procuratori): parlo dell’attuale capocannoniere, che forse non ha capito che non basta smistare palloni all’indietro, sempre spalle alla porta, con un qualche tocchetto del cazzo, per essere un Campione (e fossi nell’allenatore, ogni tanto una sostituzione “esemplare” gliela riserverei), e del desaparecido e deposto imperatore, il cui lacchè Rinaldi fa sapere che non accetterebbe clausole (anche temporanee) che ne impedissero il tesseramento in un altro club europeo.
Neanche noi.

Ti vogliamo al Milan, fetente.

P.S.: si ringrazia Gabriele (watchdogs) per una segnalazione che rimbalza direttamente dal Brasile: pare che Leite “Cerveja” Ribeiro non torni in Italia per timore non del Mou, non dei tifosi… MA DELLA FINANZA (tasse non pagate) !!!
Vi terremo aggiornati…

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scritto da il 10 aprile 2009 alle 9:09

Saudade

Non crediamo alla saudade: la verità è che ha la sbornia triste.
Certamente, dobbiamo salvaguardare l’uomo.
Tutto sta ad intendersi su quel plurale usato dal Mou.
Concordiamo perfettamente: dovete salvaguardare l’uomo. A noi non interessa! Anzi, per usare un termine uncorrectly, non ce ne frega un cazzo.

Noi siamo abituati a guadagnarcela la vita. Non abbiamo avuto le opportunità che ha avuto il ragazzo.
Inutile stare qui a ricordare tutto quello che è successo da quando giocava nel Parma ad oggi.
Per chi guadagna tutti quei soldi (Mou, il Mancio, Julio Cesar, Moratti), è facile pensare che il suo compito è salvaguardare l’uomo. Per noi no: bisogna salvaguardare l’Inter, il ruolo di punta che lui ricopriva.

Abbiamo la soluzione in casa?
Va bene per l’anno prossimo?
Dobbiamo sostituirlo con qualcuno?
Una promessa o un attaccante già affermato?
Sono questi i problemi nostri.
Noi viviamo di scudetti, non di soldi.
Si dice che non esistono bandiere. E’ inesatto, la verità è che noi non vogliamo più bandiere. Vogliamo vittorie.

Siamo stati tristi anche noi per tanti anni (tantissimi) e non si hanno notizie di tifosi Interisti dediti all’alcol per la delusione. Forse ci sarà stato pure qualcuno, ma nessuno si è preoccupato di salvaguardare l’uomo prima del tifoso.

Perciò non ce ne frega nulla.

Adriano, resta lì dove sei. Qui dai fastidio. Cura la tua tristezza, noi la nostra l’abbiamo già curata e ne siamo venuti fuori, a secco. Grazie a Roberto Mancini soprattutto! E a chi l’ha sostituito!
E non sentiamo nemmeno il bisogno di ringraziarti!

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scritto da il 4 aprile 2009 alle 16:27

Quelli che non ci meritano e gli scendiletto

Prima o poi capiterà. Anche da quelle parti passerà e saranno costretti a salutarla. Il giorno che la vedranno non la riconosceranno, perché non l’hanno mai vista. Peggio: quando potevano vederla hanno deciso che non valeva la pena di stringerle la mano. Da quelle parti, a Torino, l’hanno sempre snobbata. Ma quando saranno costretti a riconoscerla, troveranno sempre una scusa per farne a meno.

Non sto parlando della superiorità tecnica dell’Inter. Sto parlando della Sportività. Quella cosa che Ranieri e gli Juventini ignorano completamente.

A Claudio Ranieri, che nelle sue noiosissime conferenze stampa si diverte a fare il compiaciuto di terzo livello, noi interisti possiamo rispondere che si, lo scudetto l’Inter può “solo” perderlo, ma anche “vincerlo”.

Vincerlo. Vincerlo. Vincerlo. Vincerlo.

Quattro volte di fila. Come si conviene alle squadre più forti di sempre. Ranieri è indubbiamente un valido allenatore, ma non è con i titoli vinti che si giudica una persona. Mourinho ha vinto molto, ma a noi e a tanti non piace per il suo curriculum. Piace perché è schietto, dice cose intelligenti, non è banale, né inutilmente provocatorio. Inoltre ha grande memoria, notevole preparazione e una capacità di saper distinguere le cose importanti da quelle ridicole, che sembrano tanto interessare alla stampa. Di Ranieri non giudico il curriculum da allenatore mediocre che non ha vinto con squadre che, guidate da altri, hanno dominato i campionati (Chelsea e Valencia), io giudico e condanno il finto buonismo, che strizza l’occhio a quei giornalisti con i quali potrebbe benissimo andare a cena. In cambio c’è poca critica, se non quella risentita di chi ancora sogna Moggi e i bei tempi delle schede telefoniche agli arbitri.

Insomma, quando Ranieri si renderà conto dell’antisportività della frase “può solo perderlo l’Inter”, forse il calcio italiano, nella sua miseria complessiva, avrà fatto un passo in avanti. Di Ancelotti e del suo finto “distacco” non parlo: lo sappiamo tutti che lui e Galliani e Ordine e gli altri leccapiedi dell’Invicibile Armada soffrono alla grande quando gli si sbatte la realtà in faccia: LOBOTOMIZZATI AD HONOREM.

10 passi in avanti li ha fatti oggi Mourinho, durante la consueta conferenza stampa, quando si è riferito con parole chiare e nette sulla vicenda Adriano. Io ho poco da aggiungere alle parole del mister: il problema travalica l’aspetto tecnico o i semplici rapporti giocatore-allenatore o giocatore-società. Nondimeno penso che questi problemi, per quanto possano apparire gravi, non debbano in nessun modo costituire un’eccezione rispetto al progetto tecnico. Adriano è da sostituire tecnicamente: l’aspetto umano fa sorgere la preoccupazione in persone come Josè Mourinho, come me, come chiunque veda un giovane lasciarsi andare. Ma il campo dice che non ci serve e che faremmo meglio a chiedere la risoluzione del contratto: i motivi dell’inadempimento cominciano a essere concreti.

La partita con l’Udinese è certamente tra quelle decisive e il Friuli è sempre stato campo ostico: l’anno scorso si celebrò uno dei tanti furti ai nostri danni che la prostituzione intellettuale ha occultato con sapienza, all’atto dei bilanci. Quest’anno non cambia molto: l’infortunio di Maicon è grave, ma dovremmo giocare una partita attenta, difensiva ma vogliosa, certamente marchiata a fuoco dalla voglia di vincere mostrata a Catania, Lecce, Genova e altre trasferte vittoriose. Le sensazioni di Mourinho sono positive, la squadre merita credito, nonostante gli acciacchi.

Un’ultima cosa la dedico a Quagliarella. Non mi esprimo su quello che succederà domani. Dico solo che dichiarazioni così antisportive dovrebbero trovare spazio ogni volta che serve. Non esiste il “bene supremo del campionato”. Se poi aggiungiamo il classico schema-Iaquinta il gioco è fatto. Esiste l’impegno da metterci dentro in ogni partita, contro l’Inter e contro la Juve. Un tempo esistevano le squadre materasso, oggi esistono quelle “scendiletto”. E non dico altro per carità di patria.

I convocati:

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni;

Difensori: 2 Ivan Cordoba, 6 Maxwell, 16 Nicolas Burdisso, 23 Marco Materazzi, 25 Walter Samuel, 26 Christian Chivu, 39 Davide Santon;

Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari;

Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Cruz, 18 Hernan Crespo, 21 Victor Obinna, 45 Mario Balotelli.

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scritto da il 3 aprile 2009 alle 15:12

Il ritardo dell’Inter

“Sono molto arrabbiato per la vicenda-Adriano, ci sono rimasto male. La sua è stata una mancanza di rispetto nei confronti di tutta la squadra. No, non si devono cercare scuse, la storia non mi è piaciuta affatto, bisogna rispettare le regole. Per quanto mi riguarda, una partita contro il Livorno merita la stessa attenzione di una contro la Juventus: per fortuna abbiamo altri campioni che possono risolvere le partite. La vicenda è stata mal gestita da lui e anche dalla società: le polemiche purtroppo ce le creiamo noi da dentro, ma si vede che all’ Inter è stato sempre così. A me dispiace, perché i problemi ce li creiamo da soli”. Juan Sebastian Veron.

Adriano ha riperso l’aereo. Le parole della Brujita risalgono ad ottobre 2005. Quattro anni dopo (e 15 kg in più) siamo alle prese con la solita storia. Di sicuro ci sarà una giustificazione plausibile, l’ennesima. La migliore di tutte sarebbe la premeditazione. Questa volta però bisogna dimostrare che l’Inter non sia più la società descritta da Veron. Innanzitutto si considerino i lati positivi della vicenda: salterà la trasferta di Udine, sarà sanzionato con qualche turno di stop da Mou e, si spera, si riderà di gusto alle sue parole in tema di rinnovo: “Il mio contratto scade nel 2010, rifletterò con calma se rinnovarlo o meno”. Lui deve riflettere. Siamo all’avanspettacolo puro. La società si spera l’abbia già fatto. La soluzione migliore in termini economici sarebbe la cessione a fine stagione, magari incassando qualche milioncino, ma togliendo dal bilancio gli 11 milioni lordi del suo ingaggio. Se invece vuole aspettare la scadenza per accasarsi al Milan, allora bisogna anticipare di un anno la scelta: a Milanello anche gratis a far compagnia all’amico e collega danzante Ronaldinho. Li almeno avrà il permesso di far tardi in discoteca.

Sullo show di Mou al Night, da segnalare un articolo di Grasso sul Corriere, un’intervista a Chiambretti su La Stampa e l’opinione di Olivari su Indiscreto.

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scritto da il 26 gennaio 2009 alle 17:24

Il punto dopo Inter-Sampdoria

Vive la sudditance! Si potrebbe dire, parafrasando non so bene che cosa. Ebbene si, 3 giornate dico 3 giornate ad Adriano, che immagino si stia già organizzando le vigilie a questo punto. Diciamocelo: è sfigato il nostro attaccante, così come sembra essere sfigata l’Inter con la prova tv. Tre giornate a Muntari, tre giornate ad Adri, una volta ne diedero tre a Samuel per essersi raschiato la gola a 57 metri di distanza da una bambola ceca misteriosamente sdraiata in terra. Per concluderla in bellezza: c’est la vie…

Veniamo alle polemiche e ai commenti del dopo Inter-Sampdoria. Non siamo stati brillanti, la critica ci vede bene nel dire che l’Inter non gioca tutto sto gran calcio. Anzi, rispetto all’inizio del mese di dicembre, siamo proprio indietro e non ne azzecchiamo una. L’impressione è quella di settembre insomma: mezza squadra corre, l’altra metà cammina, per un motivo o per l’altro. Diverso è il discorso sulle avversarie, le cui prestazioni sono enfatizzate, nonostante i fatti dimostrino il contrario. La Juventus, c’è da dirlo, sta correndo molto, ha fiato ed energia, vanno a benzina agricola che è un piacere. Ma non hanno un benedetto schema offensivo, e Ranieri presto potrebbe essere denunciato per atti pubblici in luoghi osceni (fornire la distinta della formazione nello spogliatoio della Juve). E il Milan? I casciavit hanno vinto nettamente a Bologna e facendo belle azioni… in contropiede. Un Bologna in dieci, messo K.O. da un ridicolo rigore su Zambrotta (non ce l’hanno detto, ma i rigori in favore del Milan sono una fiction, siccome ha successo, la produzione continua), che a Bologna trova sempre della gambe invisibili a fermarlo. Insomma, l’esaltazione per lo show del Milan è ridicola, se paragonata, per esempio, a una vittoria molto più significativa quale quella ottenuta dal Cagliari all’Olimpico. E la Roma? Dopo aver pianto inutilmente tutta la settimana per essere stata esclusa dall’unica competizione che gli consentivamo (noi e altri…) di vincere, strappa una bella vittoria a Napoli, che guarda caso non perdeva al San Paolo dall’ultimo scontro con i capitolini. Della serie: abbassiamoci le braghe e facciamoli passare.

In buona sostanza della prestazione dell’Inter rimane l’impressione di una grinta che va oltre i nostri reali limiti di gioco, siamo stati presi letteralmente a pugni dalla Sampdoria sul piano fisico, ma paga il solo Adriano. In compenso con due o tre azioni veloci abbiamo fatto nostro il risultato. Segnalo pertanto: lo scambio volante che a destra innesca Maicon per il cross dell’uno a zero; l’azione veloce che porta Mancini sul fondo, mette in mezzo per Stankovic che tira sul portiere e l’azione di pressing che libera Deki al tiro, con una spettacolare traversa. Da questi sprazzi si capisce quali sono le potenzialità e i limiti attuali della nostra squadra: ci manca il cambio di passo a centrocampo e una certa energia per far girare il pallone o recuperarlo nei momenti di stanca. Con venti minuti per tempo di corsa e scambi veloci, al contrario, potremmo sistemare chiunque.

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scritto da il 5 gennaio 2009 alle 11:09

Di Adriano, contratti e varie proposte contro il potere dei procuratori

La mia memoria lievemente intorbidata non mi aiuta, okay, ma se la questione della multa per Adriano fosse vera, saremmo di fronte a una novità importante. Che le mosse di Adriano siano dettate da una precisa strategia procuratoriale (oggi vado di neologismi) non v’è dubbio. Adriano è fondamentalmente prigioniero del suo mega-contratto, che lo rende poco appetibile alle squadre che potrebbero averlo. E questo è un segnale prepotente del suo decadimento fisico, caratteriale, tecnico. Se fosse stato un giocatore di prima fascia, intemperanze o meno, l’ingaggio sarebbe stato l’ultimo dei problemi.

Al contrario Adriano deve cercarsi una squadra di medio livello, dove possa fare mediamente la differenza. Differenza relativa si intende, non generale. La grande teoria unificatrice, visto che ci esprimiamo in termini cari ad Einstein (e nonostante questo blog sia letto da milanisti che ovviamente non capiranno una cippa, convinti che la luce sia nata a Milanello nel 1986…) è però chiarissima: trovare un escamotage disciplinare per lasciare l’Inter, possibilmente contando sulla disponibilità di Moratti che, purtroppo, è preso in mezzo tra due fuochi: 1) La poca voglia di spendere in un periodo nel quale il prezzo del petrolio è diminuito del 200%, dopo aver sborsato molto denaro per prendere Quaresma, tutt’ora un fallimento 2) L’aspetto umano che considera Adriano come un problema da non abbandonare.

Il fatto è che Mourinho, come prima Mancini, non può fare il padre di Adriano. Non rientra nel suo contratto e tutti sappiamo che un gruppo si trasforma in vincente, solo se veramente unito e coeso. O bevono tutti e tutti arrivano in ritardo, oppure nessuno sgarra e ci si comporta da atleti.

Ma veniamo alla strategia del procuratore. Adriano ha un ricchissimo contratto, degno di una star di primo livello, ne consegue che il procuratore Gilmar ci sappia fare e non voglia perdere denaro. La situazione tecnica dell’Inter è abbastanza compromessa: il rilancio di Adriano costituiva un imperativo economico, recuperare cioé il patrimonio perduto negli ultimi due anni. In tempi non sospetti scrissi che con Mourinho sarebbe stato molto più difficile, perché l’allenatore avrebbe trovato una sponda naturale in società che il Mancio aveva perso (eppure era riuscito ad allontanarlo, insieme a Recoba: un capolavoro del calciomercato moderno). Gilmar ha poche opzioni: o riesce a piazzare il proprio assistito a una squadra ricca, ma non di blasone, oppure spunta un prestito che perdura fino alla scadenza naturale del contratto. A quel punto Adriano avrebbe le mani libere per scegliersi una squadra.

Non è poi così vero, a mio parere, che Moratti tema un ripetersi dell’effetto Pirlo-Seedorf, che al Milan hanno sicuramente reso più che all’Inter. Pirlo era una promessa che faticava a sbocciare e trovare la propria posizione, mentre Seedorf è sicuramente stato un errore considerato quanto lo pagammo al Real Madrid. Ma detto questo, l’effetto è già svanito con Vieri e l’eventuale acquisto di Adriano da parte del Milan non sarebbe altro che la continuazione, in parole diverse, della decadenza della squadra rossonera.

Tuttavia l’Inter è un po’ incatenata. Fatica a tenere una linea duratura, in quanto deve metter insieme l’aspetto tecnico (una punta sana, matura, che giochi affianco a Ibrahimovic e faccia crescere in pace Balotelli) e quello finanziario.

Per tornare al discorso principale, infine, io avrei una proposta per limitare il potere dei procuratori e ridare spazio alle società:

1) I comportamenti indisciplinati fuori dal campo devono rientrare nel contratto di prestazione sportiva, costituire cioè motivi di inadempimento e oggetto di sanzione disciplinare, sul modello delle leghe americane. Esempio: Monta Ellis, guardia dei Golden State Warriors (e principale stella), la scorsa estate si è distrutto un piede dopo un incidente in moto. Prima aveva mentito dicendo che se l’era procurato sul classico playground, durante le ferie estive. Scoperto dalla società è stato sospeso – nonostante l’infortunio – per 26 partite, pari a circa un 1/3 della stagione regolare, con conseguente trattenuta sullo stipendio (aveva appena firmato una mega estensione da 13 milioni di dollari annui, quindi ha perso oltre 3 milioni). I ritardi, le uscite devono dar luogo a multe continue, fino a poter chiedere la risoluzione contrattuale per i casi più gravi.

2) Sempre sul modello americano, nel caso di acquisto del cartellino di un contratto ancora in essere (quindi non prossimo alla scadenza) la squadra acquirente subentra nel contratto, fino alla scadenza, acquistando sostanzialmente l’estensione della durata per la nuova squadra. Esempio: Maicon ha un contratto con l’Inter fino al 2010 per 2.5 milioni, la squadra acquirente nel 2009 paga il normale costo del cartellino, ma tiene il contratto fino al 2010, ottenendo una estensione dell’ingaggio per gli anni successivi. Ovviamente rimane valida l’estensione proposta dalla squadra che detiene il cartellino, anche se io limiterei i rinnovi per i primi due anni di contratto, per ingaggi superiori ai 4 anni.

Che ne pensate?

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scritto da il 16 dicembre 2008 alle 15:15

Non prendiamolo nel Didie(t)r + un po’ di storia

Titolo politically s-correct, per commentare le ultime evoluzioni della vicenda Adriano.
Giulio Mola, solitamente affidabile quanto Gresko terzino, ha ricostruito in maniera stranamente verosimile la storia dell’ultimo “caso Adriano”, sperando che non diventi pure questo il “penultimo”.

Se dunque sarà Chelsea, spero che in cambio arrivino solo soldi, lasciando lì Drogba per le seguenti ragioni:
1) 20 milioncini non sarebbero male, se messi da parte per fare da “base” per un investimento serio a giugno, o per Aguero o per qualcun altro
2) non siamo senza “prime punte”: c’è Cruz, c’è Crespo (da inserire in lista Champions al posto di Adriano), spesso in quel ruolo gioca persino Ibra
3) c’è soprattutto Mario Balotelli, da far giocare con maggior continuità nel ruolo dove rende di più
4) a giugno dovrebbe rientrare dal prestito un altro giovane attaccante, tale Robert Acquafresca, che oltre a non avere acciacchi ha un po’ di esperienza nella serie A, quindi arriverebbe tuttosommato “pronto”.
5) tanto in Champions Drogba non sarebbe utilizzabile, se non dall’anno prossimo.

Per la rubrica “un minuto di storia”, andiamo all’anno 1899, e ne riportiamo gli avvenimenti degni di nota:

- 01/01 – fine del dominio spagnolo su Cuba
- 15/01 – manifestazione irridentista a Trieste
- 16/01 – pace in Etiopia tra ras Mangascià e ras Maconnen, stranamente assente ras Donato; in Italia vengono impiegate per la prima volta le Linotype
- 17/01 – gli Usa prendono possesso dell’isola di Wake nel Pacifico
- 01/02 – cessa il mandato politico dei deputati socialisti L.De Andreis e F.Turati, condannati per i moti del pane dell’anno prima; Bettino doveva ancora nascere…
- 07/02 – Inaugurazione della ferrovia elettrica Milano – Monza
- 03/03 – G.Marconi dimostra a Londra che è possibile proiettare un fascio di onde elettromagnetiche
- 04/03 – Approvata alla camera la legge che punisce lo sciopero degli addetti ai pubblici servizi e limita la libertà di riunione, di associazione e di stampa.
- 07/03 - mancano solo 9 anni alla nascita della gloriosa società calcistica Internazionale F.C., unica squadra mai retrocessa in serie B nel campionato Italiano.
- 12/03 -  Crisi di governo per la questione riguardante l’occupazione della baia di Sanmun, in Cina.
- 26/03 – Rieletti nelle elezioni suppletive gli ex deputati De Andreis e Turati; il saggio di Lev Tolstoj, Che cos’è l’Arte? è al centro di vivace polemiche fra artisti e letterati italiani.
- 11/04 – Re Umberto I comincia una lunga visita in Sardegna
- 16/04 -  Viene celebrato solennemente il 21° anniversario dell’ascesa al soglio di Leone XIII - papa schedina.
- 14/05 – Costituzione del secondo ministero L. Pelloux (fino al 24 giugno 1900)
- 16/05 – Inaugurata a Como l’Esposizione Voltiana
- 18/05 - Si apre la prima conferenza internazionale della pace dell’Aja
- 25/05 - Alla Camera dei deputati della Sinistra applicano per la prima volta l’ostruzionismo.
- 03/06 – Annullata dalla corte suprema francese la sentenza contro Alfred Dreyfus e chiesto un nuovo processo.
- 12/06 – parte la nave Stella Polare con la spedizione al Polo Nord di Luigi Amedeo di Savoia.
- 30/06 – Si svolge alla Camera una seduta molto tumultuosa: violente colluttazioni fra i deputati.
- 08/07 -  Un incendio distrugge quasi completamente L’Esposizione voltiana a Como.
- 11/07 – Nasce a Torino la FIAT, che più tardi gli Agnelli fregheranno ai fondatori inaugurando una discreta tradizione di furti, sportivi e non.
- 14/08 – Il governo italiano rinuncia all’occupazione della baia di San-Mun in Cina.
- 20/08 – Inaugurazione a Como del primo congresso nazionale dell’educazione femminile. Tema: “non darla: per quanto tempo si può tirare la corda?”
- 09/09 – Il secondo processo Dreyfus si conclude con la riduzione della pena a 10 anni di detenzione semplice.
- 19/09 – Il presidente francese Loubet concede la grazia a Dreyfus.
- 12/10 – Scoppia la guerra anglo-boera.
- 29/11 – Viene fondato il Futbol Club Barcelona
- 02/12 - I rappresentanti italiani ed elvetici firmano a Berna il trattato per il congiungimento delle ferrovie italiane e svizzere attraverso la galleria del Sempione, i cui lavori di scavo sono cominciati già da un anno.
- 9 dicembre – 15 dicembre – In Sudafrica le truppe britanniche subiscono una serie di dure sconfitte a Stormberg, a Magersfontein e a Colenso.
- 16/12 – un gruppo di ubriaconi si riunisce in una fiaschetteria per giocare a Criquet e Futboll.
- 31/12 – Finisce l’anno con la concessione in Italia di una grande amnistia per tutti i reati politici. Nessun’amnistia per gli ubriaconi di cui sopra, quindi.

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scritto da il 13 dicembre 2008 alle 14:27

Inter-Chievo prepartita

Domani si affronta il Chievo, ma oggi in conferenza stampa Mourinho ha affrontato anche altri argomenti.

Liquidata la brutta gara con il Werder con spiegazioni che si possono condividere solo in parte (“squadra con qualche cambio“, verissimo, ma i cambi li ha decisi lui, se si voleva vincere la cosa non è molto chiara…), il nostro allenatore vorrebbe affrontare il Manchester per il fascino della sfida, mentre ha mostrato tuttosommato indifferenza alle altre possibilità sottolineando che sarà comunque una sfortuna per una prima classificata incontrare Inter, Real o Arsenal.

Dopo lo scoop di ieri della Gazzetta su Adriano (e Nicola Cecere ieri ad Antenna 3 e Telelombardia aveva confermato la veridicità della notizia, spiegando che volutamente avevano usato toni soft per non infierire sulla vicenda umana ed ha apprezzato il comunicato altrettanto soft di replica dell’Inter), era inevitabile che si parlasse di questo, e delle parole di Sinisa Mihajlovic di ieri.
Mourinho ha risposto così: “Sinisa parla piu’ dell’Inter che Baresi che e’ l’allenatore in seconda attuale. sembra che Sinisa sia ancora qua e non Baresi, ma non e’ cosi. Io sono qui da 6 mesi e conosco un po la storia. Ho capito che dal punto di vista umano e’ un club eccezionale. Adriano merita una seconda possibilta, se ha sbagliato negli altri anni con Roberto non vedo perche questo club non possa dargli un’altra chance, perchè qualche anno fa questo club ha dato la possiblità, ad uno che ha sputato in faccia ad un avversario, di allenare qua, perchè non la si può dare ad Adriano?”

Ecco, io penso tre cose: 
1) Sinisa ha sbagliato non su Adriano ma sulla stampa: chi trattava la vicenda-Adriano con obiettività gli anni scorsi lo fa anche adesso, quelli che cercano il “caso” per romperci le palle lo fanno tuttora; inoltre decisamente poco elegante su Mourinho, in parole povere: se la poteva risparmiare.
2) Mourinho era inevitabile che rispondesse a tono, era logicamente un suo diritto, però non è stato elegante neppure lui a paragonare un singolo gesto (molto grave) di Sinisa di 4-5 anni prima del suo approdo all’Inter, tra l’altro chiarito anche col diretto interessato (Vieira), con il comportamento recidivo di Adriano, che fa queste cagate da tre anni almeno; Mihajlovic all’Inter ha dato TUTTO, in campo ed in panca, per quello e solo per quello è stato giusto che fosse il vice allenatore dell’Inter.
3) Mo’ basta, nel senso di basta alla polemica, e basta ad Adriano all’Inter, come già detto abbondantemente nel post di ieri.

Tra i convocati mancano Quaresma e Mancini, e se per il secondo non credo si stupisca nessuno pare strana la bocciatura del portoghese, forse il migliore in campo nella partitaccia di mercoledì; però può servirgli da stimolo per fare ancora di più, esattamente come è stato detto per Balotelli in passato…
Sarà rombo, quindi, e a questo punto si accettano scommesse sulla scelta tra Mario ed Hernan, che Ibra dovrebbe esserci comunque.
Sulla nostra avversaria, per il tecnico non è la più scarsa, e comunque ha ricordato che pure il Lecce ci ha fatto sudare…

Commenti (114)

scritto da il 12 dicembre 2008 alle 10:53

Mo’ hai davvero rotto – post a 4 mani

1.

Querido Adriano Leite Ribeiro (querido ‘sta fava),

ti comunico che hai rotto. Ti comunico che il sogno dickensiano delle Great Expectations pachidermiche è finito. Appena ti diamo un poco di credito, ci deludi. È tutto quello che ho da dirti, sei un peso per questa Inter. Letteralmente.

Senza rancore. Ora te ne puoi andare.

2.

Caro Massimo,

ora lo puoi vendere. Ho pensato che volessimo fare cassa, facendolo giocare a tutti i costi ed ero d’accordo, fino a un certo punto. Business is business, cumenda docet.  Ma onestamente, con tutti i soldi inutili spesi in questi anni puoi permetterti un ultimo sforzo. E se l’ultimo sforzo è rinunciare a fare cassa con questo aborto di professionista, ben venga. È tutto quello che ho da dirti. È ora di tirare fuori le palle da cumenda a nome nostro.

Adriano si definisce sunk cost,
irrecuperabile: da spesare subito,
perchè non ha alcuna utilità pluriennale

adriano

Grazie.

P.S.

Avevo pensato al licenziamento per giusta causa, ma l’illuminante Sarasa dice:

1) la giusta causa è difficilmente applicabile pure nella giustizia ordinaria
2) comunque c’è la clausola compromissoria, il che significa che prima di portare il culone di Adriano davanti ad un giudice, la società dovrebbe chiedere il permesso della FIGC e poi si andrebbe per i tempi biblici della giustizia ordinaria, quindi non sarebbe cedibile prima del 2012, quando il contratto sarebbe bello che scaduto…