Fiorentina 0 Inter 0

Fiorentina: 1 Boruc; 31 Camporese, 14 Natali, 15 Nastasic; 16 Cassani, 13 Kharja, 85 Behrami (22′ st Salifu), 21 Lazzari, 23 Pasqual; 7 Cerci; 22 Ljajic (27′ st Acosty).

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 26 Chivu (37′ st Ranocchia), 4 Zanetti (1′ st Nagatomo); 18 Poli, 19 Cambiasso; 11 Alvarez, 9 Forlan (9′ st . . . → Continua a leggere: Fiorentina 0 Inter 0

Una ventata d’aria fresca

Andrea Stramaccioni si sta prendendo l’Inter.
E non è questione di risultati, di gioco, di schemi, di terzi posti o di chissà quale altra banalità. Qui parliamo di empatia, di carattere, di essere riconosciuto come la guida di questa squadra.
E’ per questo che dico che, lentamente ma inesorabilmente, Andrea Stramaccioni si sta prendendo l’Inter.

Già durante la settimana . . . → Continua a leggere: Una ventata d’aria fresca

Avete ucciso mio marito

Uno Scudetto, una Coppa Italia strappata al Milan, una gran bella squadra. Era la Fiorentina a cavallo degli anni ’60 e ’70: tecnica e potenza, piedi buoni e mastini instancabili, fuoriclasse assoluti e portatori d’acqua. C’era Nello Saltutti, ala sinistra di grande tecnica, morto d’infarto nel 2003; c’era Ugo Ferrante, muro difensivo, ucciso da un tumore . . . → Continua a leggere: Avete ucciso mio marito

Addio a Carlo Petrini, unico pentito del Dio Pallone

Non esistono pentiti nel mondo del calcio. O accetti quello che il dio del pallone ti suggerisce, spesso in maniera maliziosa, oppure sei fuori. Lui al dio del pallone aveva dato moltissimo, forse troppo. In cambio di soldi, successo e ragazze era disposto a fare tutto o quasi. “Nel fango del dio pallone” racconta la sua . . . → Continua a leggere: Addio a Carlo Petrini, unico pentito del Dio Pallone

Sulley Muntari Pallone d’Oro (alle spalle di Ibrahimovic)

“L’ultimo giocatore regalato da Moratti che fa le fortune dei cugini“. Così titolava in prima pagina -con evidente sprezzo del senso del ridicolo- il Corriere dello Sport dopo il gol di Muntari al Chievo Verona.

Tante ce ne sarebbero da scrivere su questo titolo come tante ce ne sarebbero da scrivere sull’annosa questione dei giocatori nerazzurri passati . . . → Continua a leggere: Sulley Muntari Pallone d’Oro (alle spalle di Ibrahimovic)

Inter-Siena 2-1

Una buona Inter batte il Siena 2-1 e quasi inaspettatamente si rimette in corsa per la lotta all’ultimo posto utile per l’accesso in Champions League.  Anche stavolta, come successo col Cagliari, l’inizio di partita non è proprio dei migliori: dopo appena cinque minuti infatti il Siena è già in vantaggio con D’Agostino, bravo prima a sfruttare . . . → Continua a leggere: Inter-Siena 2-1

Il risultato di Inter-Siena è meno interessante delle risposte da ottenere

Le possibilità che l’Inter acchiappi il terzo posto sono nulle: forse non basterebbero nemmeno 19 dei 21 punti in palio.
Dunque, mi sembra stupido insistere a oltranza su Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Dejan Stankovic, tanto resteranno anche l’anno prossimo e si sa bene cosa oggi possano dare; non dico di mandarli in tribuna, ma di schierarne . . . → Continua a leggere: Il risultato di Inter-Siena è meno interessante delle risposte da ottenere

Cagliari 2 Inter 2

Cagliari: 1 Agazzi; 14 Pisano, 13 Astori, 21 Canini, 31 Agostini; 20 Ekdal (38′ st Perico), 5 Conti, 4 Nainggolan; 7 Cossu (41′ st Nenè); 19 Thiago Ribeiro (26′ st Ibarbo), 51 Pinilla

Inter: 12 Castellazzi; 4 Zanetti, 23 Ranocchia, 25 Samuel, 26 Chivu; 14 Guarin (11′ st Poli), 5 Stankovic (38′ st Obi), 19 Cambiasso; 28 . . . → Continua a leggere: Cagliari 2 Inter 2

Non fate a Coutinho quel che hanno fatto a Pato

Giocava nell’Internacional di Porto Alegre.
Quando sbarcò in Italia, era alto 175 cm e pesava circa 70 kili; ora è alto 179 e ne pesa 78.
Alexander Pato era stato indicato da Roberto Mancini, l’Inter l’aveva bloccato ma se lo lasciò scappare per l’impennata della quotazione, e il Milan si inserì prontamente, acquistando quello che a molti – . . . → Continua a leggere: Non fate a Coutinho quel che hanno fatto a Pato

¿POR QUÉ?

Belli i tempi in cui il pensiero nazionale sposava uniforme la tesi del grande comunicatore, del poco tecnico e del molto pagliaccio. Belli i tempi in cui Mourinho era considerato un istigatore alla violenza, un nemico pubblico, il male del calcio. Belli perché come tutti i bei tempi anche questi sono passati. Puff! Spariti in una . . . → Continua a leggere: ¿POR QUÉ?