scritto da il 29 dicembre 2009 alle 10:41

Top ten 2009

La fine dell’anno è da sempre tempo di bilanci. Per la nostra Inter a livello di vittorie il resoconto  è sicuramente positivo vista la possibilità di sfoggiare sul petto il 17° tricolore. In più la riconfermata leadership in campionato con un buon margine di vantaggio sulle inseguitrici e la qualificazione agli ottavi di Champions e Coppa Italia lasciano inalterate le speranze di vittoria finale nelle tre competizioni nelle quali siamo impegnati. Unico piccolo neo la sconfitta in Supercoppa patita ad agosto, nonostante l’ottimo match disputato dai nostri ragazzi.

Approfitto quindi di questo spazio per stilare la mia personalissima classifica dei migliori dieci matches disputati dalla beneamata in questo anno solare 2009. I criteri di selezione usati sono puramente soggettivi, quindi siete liberissimi di dissentire e, soprattutto, di indicare nei commenti le vostre divergenze/preferenze.

Le partite:

10°) Inter-Lazio 1-2 (Supercoppa – 08/08/09). E’ stato il primo match post-Ibra, nel quale si sono viste nitidamente le differenze tra il vecchio ed il nuovo sistema di gioco. Partita giocata molto bene dai nostri, con tante palle gol fallite. Solo la sfortuna ha fatto si che a portare a casa la coppa fossero i laziali, che con un gol di faccia e un tiro in porta si aggiudicarono l’incontro.

9°) Bologna-Inter 1-3 (Campionato – 21/11/09). Vittoria importante, condita da una prestazione maiuscola. Gara tenuta sempre in pugno senza mai rischiare niente, eccezion fatta per l’azione del momentaneo pareggio di Zalayeta. Buona prova corale, esaltata dagli acuti di Balotelli e, soprattutto, del Principe Milito.

8°) Inter-Napoli 3-1 (Campionato – 23/09/09). Match chiuso prima di cominciare. Dopo mezz’ora già 3-0, con un uno-due in partenza firmato Eto’o-Milito a tramortire i partenopei.

7°) Genoa-Inter 0-2 (Campionato – 07/03/09). Partita difficilissima, contro la squadra rivelazione de torneo. Ibra e Mario però fanno la differenza e i  tre punti arrivano nonostante qualche difficoltà.

6°) Cantania-Inter 0-2 (Campionato – 28/01/09). Altra gara molto difficile, giocata in un campo non certo accogliente, grazie anche alle polemiche create ad arte nei giorni precedenti. Deky sblocca subito, poi si resta in dieci per più di un’ora per un’espulsione molto affrettata di Muntari. Nonostante l’inferiorità numerica teniamo bene sino al raddoppio di Ibra in contropiede, che stende definitivamente i siciliani.

5°) Inter-Milan 2-1 (Campionato – 15/02/09). Un derby vinto è sempre un’occasione da ricordare, che ti lascia dentro una grande emozione. Match dominato per un’ora, con i due gol di Adriano e Stankovic nella prima frazione. Poi i troppi errori sottoporta impediscono di chiudere il discorso. I cugini si rianimano e Pato piazza la stoccata che riapre l’incontro. Gli ultimi minuti sono da cardiopalma, con un gol annullato giustamente ai rossoneri e una super-parata di piede dell’Acchiappasogni. Al fischio finale la soddisfazione è infinita, soprattutto per il fatto di averla vissuta allo stadio con ben tre milanisti seduti accanto.

4°) Lecce-Inter 0-3 (Campionato – 07/02/09). Altro match sbloccato subito da Ibra e controllato benissimo, con l’arbitro che nega un rigore solare allo svedese. Nonostante ciò nel secondo tempo prima Figo e poi Stankovic chiudono la pratica.

3°) Dinamo Kiev-Inter 1-2 (Champions League – 04/11/09). A livello emozionale è stata la gara più bella. Primo tempo giocato alla pari ma chiuso sotto per 1-0. Nella ripresa, grazie anche al cambio di modulo invocato dal nostro Presidente (4-2-3-1), prendiamo in mano le redini dell’incontro creando molte occasioni da gol ma senza concretizzare. Quando tutto sembra perduto, nei minuti finali Milito e Sneijder piazzano l’uno-due da K.O. che rianima le possibilità di qualificazione agli ottavi.

2°) Genoa-Inter 0-5 (Campionato – 17/10/09).  Il risultato parla da se, ma la prestazione è altrettanto brillante. Subito in vantaggio controlliamo il match colpendo poi di rimessa per il 2-0. E se Deky mette il terzo a fine primo tempo con un tiro da centrocampo vuol dire che la serata è di quelle magiche.

1°) Milan-Inter 0-4 (Campionato – 29/08/09). Altro derby, altra partita memorabile. Risultato da sogno, che poteva essere addirittura molto più rotondo. Il primo gol di Thiago Motta che sblocca il match è da manuale del calcio, scaturito da un’azione corale da far strabuzzare gli occhi. Il rigore di Milito e il terzo gol di Maicon a fine primo tempo mettono in ghiaccio il risultato. Nella ripresa ci si limita a controllare ed affondare il colpo solo in alcune circostanze. Chiude le danze Stankovic, con una conclusione da fuori area che va ad infilarsi là nel sette, dove si annidano i nemici dell’igiene (cit.)!

Adesso lascio a voi la parola.

Colgo infine l’occasione per porgere a tutti gli amici redattori, commentatori, lettori e lurkers di questo blog i miei più sentiti auguri per un felice 2010, nella speranza che anche il prossimo anno sia all’insegna dei sacri colori del cielo e della notte (cit.).

BUON ANNO A TUTTI!

scritto da il 25 novembre 2009 alle 1:15

Cadi, ti rialzi

Avanti Mou! Avanti Ragazzi!

scritto da il 2 novembre 2009 alle 12:57

Mamma la Rai!

In questo uggioso Lunedì intaschiamo il risultato positivo di Livorno, che ci lancia a +7 sulle seconde, quasi con uno sbadiglio. Io poi sono fuori concorso, visto che la logistica del week end mi ha impedito di vedere qualsivoglia partita sperduto com’ero in zone senza alcuna forma di copertura televisiva o telefonica, ma tanto per darvi il quadro della situazione il mio ghigno era più ampio nel sapere della debacle dei Gobbi a Napoli piuttosto che nel leggere il risultato di Livorno-Inter sul cellulare nella serata di ieri, una volta ritornato alla civiltà.

Certo ha aiutato la mia ilarità la lettura del titolone di RuttoSporc di domenica mattina: “Suiciro”.

Per la serie bentornati sulla terra. Dopo settimane passate a sentire paragoni tra Diego di Cognome e Diego di Nome e Maradona di Cognome. Dopo gli arditi accostamenti tra il simpattico Ferrara e Pep Guardiola. Finalmente arriva puntuale lo schiaffo della realtà.

Intendiamoci, tutto come da copione. Possiamo forse aspettarci che ora il quotidiano della Giuve riprenda la sceneggiata che lo scorso anno ha portato infine all’esonero del Settantenne. Prima Campioni ora Coglioni.

Personalmente credo che abbia ragione Mourinho e sia presto per decretare la fine del Campionato dopo sole 11 giornate. Non lo dico solo per scaramanzia, ma per la semplice ragione che il torneo è ancora molto lungo. Inoltre trovo indisponente che la stampa continui in questa campagna di esaltazione “dell’Anti Inter” di turno, salvo poi lapidare quella stessa squadra al primo passo falso.

Se non fosse che gli stessi giocatori della Giuve si sono prestati a tanta “nucleare” (cit.) vanagloria potrei provare quasi un minimo di comprensione nei loro confronti (ho detto QUASI).

Archiviata l’assegnazione del cucchiaio di legno, passiamo ai vincitori del P.I. D’ORO della settimana.

(rullo di tamburi)

Trattasi della televisione di Stato. Il sunto del match di Livorno di 90′ minuto sembra infatti rivolto unicamente a sottolineare i favori arbitrali (veri o presunti) di cui l’Inter avrebbe goduto, fino ad affermare che al Livorno sia stato negato un rigore di Lucio su Tavano. Ecco il video:

Tanto per dare un’idea di quanto possa essere diverso il modo di commentare la partita e in particolare l’episodio del presunto rigore, questa è la Sintesy – Sky (si veda minuto 3:15):

Già potrebbe bastare, ma perché non guarnire la torta con panna e ciliegine? Mi sembra il caso di omaggiarvi con l’intervista della squadra(ccia) Rai a José Mourinho nel dopopartita. Tralascio l’elezione di Vieirà come peggiore in campo dell’Inter, non ho visto la partita, ma da quel che ho letto direi che non sta né in cielo né in terra, anche considerando che con ManSini in campo, non mi verrebbero molti dubbi.
Dal minuto 1:50 iniziano le “cannonate Europee”. Fanno 3 minuti su 5 passati a menare il torrone sulla “mentalità” dell’Inter in Europa, non male per un’intervista dopo un match di campionato. Non commento ulterioremente, guardate e giudicate.

ERRATA CORRIGE:

Come giustamente segnalato dal Saggio Vitarob, i Gobbi le hanno prese sì dal Napoli, ma in casa, in quel di Torino. Si vocifera che gli incentivi alla rottamazione verranno prorogati dopo questo evento.

scritto da il 17 ottobre 2009 alle 12:37

Due settimane di ordinaria follia calcistica…

…sono quelle fortunatamente concluse, finalmente è di nuovo Campionato, così potremo lasciarci alle spalle questi giorni conditi da situazioni a dir poco bizzarre.

In ordine sparso abbiamo visto:

  • Cannavaro apicoltore, e si che si pensava che non avendogli fatto granchè una flebo, cosa poteva esserci di male in una punturina?
  • Trap versione mondiali 2002: quando l’acqua santa si scontra con il culo dell’allenatore avversario, vince la superstizione più inspiegabile.
  • Casiraghi e Domenech ancora in panchina con l’accredito da “Commissario Tecnico”.
  • i dolori del giovane De Santis (di cui ha già detto tutto Luis)
  • Lippi versione “Maggio ’98″ (“ci hanno tirato addosso tanta merda”), 11 anni dopo: peccato che le critiche fossero ampiamente motivate, allora come oggi.
  • Maradona che, smesso il grembiule da barbiere, è diventato allievo di Ibra (“que siguen chupando”, peccato che lui “sigua dormiendo”)… sarà divertente vederlo ai mondiali, se già ora si permette di dirgli chi deve convocare persino Burdisso..
  • Ibra uscito anzitempo dalla sfida stellare con l’Albania (doppietta di Mellberg, non credo servano aggiunte) per la rottura del legamento penicolare: s’è rotto il cazzo di una nazionale che non gioca il calcio del 2015, ma nemmeno il mondiale del 2010, ed a differenza della Bosnia neppure gli spareggi; magari grazie all’interessamento dello sponsor tecnico riesce a cambiare pure quella casacca..
  • Gilmar Rinaldi che parla del nuovo progetto di Adriano (non Galliani) insieme ad Adriano (Galliani): mettere su un complesso con l’ex Imperatore come cantante, l’ex pallone d’oro Ronaldinho ai bonghi, l’ex posteggiatore Apicella alla chitarra, gli ex Gatti di vicolo dei Miracoli a fare se stessi e l’ex calciatore Esajas a cucinare per tutti; Berlusconi si è detto entusiasta e pronto a venire incontro alle esigenze del gruppo, rimodernando lo stadio, purchè possa mettere lui l’ultima parola sul nome: gli Ex-cort.
  • Mezza Inter in giro per il mondo, ma non per le nazionali: nel caso vi fosse sfuggito, durante questa sosta abbiamo praticamente ceduto Julio Cesar, sua moglie, Maicon (a due-tre squadre, in una va il giocatore, nelle altre Caliendo piazzerà Ederson, Elano o Gilberto), Vieira, Balotelli, Santon, Muntari e Quaresima (magari… solo Mansini invece non se lo piglia nessuno)… ovviamente c’è anche da considerare che gli altri sono tutti rotti, insomma, la solita crisi Inter; avevano provato a condirla con un immotivato “Oriali al Napoli”, però evidentemente lo scoop è durato giusto un ciak, De Laurentis ha preferito affidarsi al più esperto Montali

Una me(/i)nzione speciale spetta però a Carletto Porcellotti, a cui non basta allenare una grande squadra per liberarsi dai complessi di vecchia data: ospite da Chiambretti, l’ex allenatore dell’ex squadra di calcio “Milan” è caduto nel più classico dei lapsus: a domanda tendenziosa di Chiambretti, “Mourinho si è paragonato a Gesù Cristo, e lei?” (N.B.: Mou NON si era paragonato all’ispiratore del cristianesimo, aveva detto “nemmeno Gesù era amato da tutti, figuriamoci io”), il malcapitato mostrava tutta la sua frustrazione rispondendo con risata a denti stretti “Se Mourinho è Gesù Cristo, non sono il suo discepolo”: come se qualcuno l’avesse mai ipotizzato… evidentemente non basta stare a circa 1.000 km per dimenticare di essere arrivati a 10 punti dal nostro allenatore.

Mourinho: si, sono un Bauscia

Mourinho: si, sono un Bauscia

Il mister qualche giorno fa ci ha fatto un gradito omaggio dicendo di essere un “Bauscia“… non ne avevamo dubbi, la cosa ci fa molto piacere, così come la conferma che non ha alcuna intenzione di mollare la baracca (per Ruggero Palombo)… chissà che con questa serenità in più, continui a migliorare anche il gioco ed i risultati soprattutto in ottica Champions.

Che dire, ora sotto con il Genoa dell’ex Crespo, che in settimana si è espresso con belle parole nei confronti dell’Inter ma anche dell’allenatore, (“sono stato fortunato ad essere stato allenato da lui”), spero che per una volta resti a secco.. buon Genoa-Inter a tutti, e sia di lezione per le prossime due settimane senza campionato, a Novembre: vale tutto.

P.S.: (per Narya) c’ho pensato e ripensato, al di là dei numeri (circa 10.000 bambini sottratti a situazioni pazzesche in 19 paesi) o del bel servizio su Sportweek di qualche settimana fa, credo che il seguente video, tratto dal documentario di Gabriele Salvatores, Guido Lazzarini e Fabio Scamoni, valga più di mille parole per rendere l’idea di cosa sia Inter Campus, che a mostrare solo i bambini felici durante il mundialito organizzato in Toscana può sfuggire il dettaglio di quali siano le realtà da cui vengono:

Nulla da aggiungere, qualcosa che rende orgogliosi di questa società, in quest’altro video trovate alcune delle loro storie.

P.P.S.: dalla regia mi dicono che anche Montali sia sfumato, preferendo Trigoria a Cinecittà…

scritto da il 2 aprile 2009 alle 11:42

Robin Hood e la foresta di Sherwood

“Cosa vuol dire prostituzione intellettuale? Un esempio che non ho dato ancora: qual è la differenza tra quello che la stampa ha fatto intorno alla squalifica di Adriano e quello che ha fatto Del Piero una settimana fa nella partita contro la Roma? La differenza è la prostituzione intellettuale.

“Io lavoro per l’Inter, non lavoro per me. Il mio obiettivo è solo uno: è lavorare per la mia squadra e se sono antipatico e o mi odiano, non è un problema per me. Per me è importante che tutti i tifosi dell’Inter, piaccia o non piaccia dal punto di vista tecnico o tattico o di comunicazione, sappiano una cosa: che io lavoro per loro. Qual è la differenza tra quello che ha fatto Adriano e quello che ha fatto Pippo Inzaghi contro il Cagliari? La differenza è la prostituzione intellettuale“.

Noi abbiamo Inter Tv, 45.000 abbonati, la J**e ha Tuttosport e tutto quello che viene dietro, il Milan ha 3 tv, un giornale. Perché mi piace stare all’Inter? Perché è un po’ come essere Robin Hood, io mi rivedo un po’ nella sua storia. Mi piace perché é difficile“.

Il Mou non ha deluso le aspettative al Night di Chiambretti (parte uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove). Si è mostrato preparato su Chiambretti e la sua carriera, ha evitato di rispondere ad alcune domande “private”, ma ha ribadito di conoscere alla perfezione lo status mediatico dell’Inter. Ha offerto una lezione sulla prostituzione intellettuale cristallina. Lezione che hanno capito tutti, tranne le prostitute stesse che si mostrano offese per essere state denudate. E’ chiaro che farlo gratuitamente non rientra nella loro attività. Solo il protettore di turno può.

Lo ha fatto nella casa chiusa dell’informazione e questo rende ancor più gradevole il tutto. Chiambretti ha provato a manipolare la realtà, soprattutto nel dualismo con Mancini, ma Mourinho ha preso più volte arco e frecce, per rimanere nel tema metaforico, ed ha fatto intendere all’ex Pierino della tv italiana come non fosse il caso di esagerare.

Tra un ballo sexy, un filmato dei suoi successi, canzoni e poesie a lui dedicate ha dato qualche notizia sull’Inter. Maicon “rientrerà all’ultima giornata per festeggiare lo scudetto”; Ibra resterà anche il prossimo anno; le parole nello spogliatoio di Bergamo le ha pronunciate, ma per provocare una reazione e per il giudizio definitivo su Quaresma “occorre aspettare la fine del prossimo Campionato”, non escludendo quindi un ritorno alla base.

La macchietta Crudeli, che ha avuto la faccia di affermare come Materazzi tenesse in gioco Kakà nel derby d’andata (anche se non è per questo che l’Inter lo ha perso, così come Rosetti ha inciso poco e niente sul risultato del ritorno), è stata ridicolizzata con l’espediente della percentuale. Da ieri il suo nome d’arte non è più Tiziano Crudeli, ma mister “due minuti fa la tua verità valeva 50%. ora vale 33%. Se avesse tenuto il bavaglio sarebbe stato meglio.

Non poteva mancare un accenno a Luciano Moggi, colui che “conosce il calcio italiano molto, ma molto meglio di tutti noi”. Il gesto con la mano e l’espressione facciale sono un programma  nel programma. Aveva appena detto a Chiambretti di conoscere la storia del Torino, dove tra gioie e dolori non sono mancate le prostitute. Quelle vere. D’altronde solo a Little Italy un dirigente squalificato per 5 anni con proposta di radiazione può parlare ancora di calcio rischiando di essere ancora credibile.

Le prostitute insorgono, dicevamo. Qui possiamo notare un esempio eclatante. Vorremmo solo ringraziare il nostro Robin Hood e dirgli che molti tifosi interisti, non tutti, sono cresciuti nella foresta di Sherwood.

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scritto da il 23 marzo 2009 alle 11:15

Parole in libertà

Non ci resta che piangere

Dopo aver assistito dal vivo ad una delle prodezze più spettacolari di Ibrahimovic in maglia nerazzurra, in una partita con meno storia di Javi Moreno al Milan, nella serata di ieri abbiamo appreso che Ibra si appresta a vincere “il suo settimo titolo nazionale sul campo”, che il rigore di Mancini in realtà era “un contatto voluto dal brasiliano che cambia direzione di corsa alla ricerca della gamba di Valdez” e che esistevano ben due rigori a favore della Reggina. A scanso di equivoci, non era la Brandi’s Band, ma il gruppo concorrente(?). Il tutto mentre a Napoli veniva in soccorso del Milan un errore arbitrale, l’ennesimo a vantaggio delle inseguitrici. La rete di Hamsik era regolare, non mancano le proteste dei partenopei, mentre attendiamo Godot, il polverone mediatico. La speranza è affidata a Totti e De Rossi, gli unici in grado di “fare casino” (cit.) per un terzo o quarto posto negato da “Rizzoli e la banda Collina” (altra cit.).

Aggiornamenti

Nel momento in cui Galliani torna il presidente (meno) occulto della Lega, compaiono le care vecchie abitudini di beoti che al San Paolo lo insultano con sputi a seguito, arrivando a bucargli le ruote della vettura. Per umiliarlo davvero, basta meno: due filmati. Il primo con le sue parole: “Ancelotti deve vincere lo scudetto” ed il secondo con un Mourinho d’annata: “Milan bene, Pato bene, Beckham bene, Kakà bene. Squadra con qualità… 14 (quattordici) punti di meno”, secondo l’ultimo aggiornamento Istat. Per la classifica alla moviola, invece, il primato è ancora saldo.

Ibrahimovic

Tornando all’Inter, inutile girarci intorno, sono le parole di Ibrahimovic a tenere banco. Non è il “vediamo” della scorsa settimana, ma un “vedremo” ribadito, ad esplicita domanda sul suo futuro, a Sky, Mediaset, Raiset e tv private. Resterà all’Inter tenendo fede al contratto fino al 2013? Se ne andrà verso altri lidi dorati? Non è questo il problema, se davvero ci fosse qualcuno disposto ad offrire i 100 milioni di cui parla Raiola (ma anche 70) e ad accollarsi i 22 milioni del suo ingaggio lordo annuo (a salire, ndl) si faccia avanti. Moratti non ha mai lesinato sui campioni da farci tifare, non sarebbe né primo, né l’ultimo. Siamo vaccinati. Viene solo da chiedersi il perché di una esternazione che aggiunge legna al fuoco sul marciapiede delle prostitute intellettuali che stavolta non devono pescare più di tanto nell’immaginazione per parlar (male) dell’Inter. Risentimento per le critiche di Moratti post-Manchester (“se hai 5 occasioni da goal devi buttarla dentro”)? Voglia di un ritocco all’ingaggio faraonico (“Sono abituato al fatto che il suo procuratore si faccia sentire con noi ogni anno”, sempre Moratti)? Desiderio di capire (ed indirizzare) le strategie societarie sulla prossima campagna acquisti (“per la Champions bisogna giocare in maniera diversa”, Ibra)? Il terzo motivo avrebbe più senso degli altri, ma fornire assist del genere ai mediaservi non è ammissibile.

Vari(al)e ed eventuali

Altre perle della giornata. Massimiliano Nebuloni che intervista Ibra sul “mal di pancia” risponde “Grazie” dopo che lo svedese gli dice: “Mi viene quando vedo te”. Sodomita. Mourinho dice a Varriale che in Italia ha capito che “Essere un po’ ipocrita in un mondo ipocrita non fa male”. Varriale risponde: “A noi piace il Mourinho non ipocrita”. A Varriale piace quando gli si dà della prostituta intellettuale… sulla strada di Nebuloni. Nel frattempo, con 7 punti di vantaggio sulla seconda, decide di inchinarsi (leggi). No comment.  Nell’intervista a “L’era glaciale” (parte uno, due, tre, quattro) Mancini risponde con una battuta alla domanda “Meglio Moratti presidente del consiglio o Berlusconi allenatore del Milan”? (Berlusconi è già l’allenatore del Milan). Mourinho invece precisa uno dei modi per perdere la dignità professionale: “Squadra in campo faccio io, tanti non la fanno”.  La differenza (mediatica) tra i due è tutta qui.

Pagelle

L’intervista polemica di Moratti appena rientrato da Miami tirava in ballo in maniera evidente le pagelle di Alberto Cerruti (video). Ieri su un giornale sportivo ho letto un’analisi su tutte e 20 le squadre di A. Quella del Bologna che è al 16esimo, 17esimo posto, è migliore di quella dell’Inter” ha detto un Moratti visibilmente irritato a microfoni e taccuini. Oggi Cerruti, condizionato dalle parole del presidente, modifica il tiro. Alla J**e dà 9, all’Inter 7, ma castiga il Bologna con un 4 che non lascia spazio alle interpretazioni (leggi). Così, per ripristinare le distanze.

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scritto da il 6 marzo 2009 alle 18:18

Mourinho: conferenza stampa

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scritto da il 3 marzo 2009 alle 23:53

Da vedove a prostitute, il passo è breve

Nota Ufficiale FC Internazionale:

Dopo aver letto con attenzione la nota ufficiale di Juventus F.C., si sottolinea che José Mourinho ha risposto in maniera chiara ed esplicita a un attacco di pari livello.
Il nostro allenatore ha espresso le sue idee, senza insinuazioni, senza malizia, con sincerità, secondo il suo stile, molto apprezzato dalla Società.

F.C. Internazionale

Caro il mio Ranieri, hai proprio ragione: questo è lo stile Inter.
Il coraggio di dire le cose in faccia, senza dover ringraziare nessuno.
Superiori per nascita, censo e storia.
Immunizzati dal germe della prostituzione intellettuale.
Grazie Josè.
scritto da il 23 febbraio 2009 alle 10:30

Fischi a San Siro

“Una decisione sbagliata che favorisce l’Inter ha un impatto sociale-mediatico diverso rispetto a un’altra squadra” José Mourinho.

L’impatto sociale-mediatico.

Mourinho ha dato più volte prova di aver capito alla perfezione la situazione mediatica in cui lavora. Dai microfoni della Rai, in collegamento con Collina, ha spiegato al designatore che non sono gli arbitri il problema, ma tutto il circo che c’è intorno che può e tende a condizionare il loro operato (video, min 2:00). Come facilmente prevedibile, il fallo di Inzaghi su Lopez (per non parlare dei fuorigioco inesistenti sbandierati a Cossu ed Acquafresca) che ha permesso al Milan di battere un Cagliari meritevole come minimo del pareggio, è passato in secondo piano. Hanno preso la scena i fischi dei tifosi rossoneri a Seedorf ed Ancelotti (Gazzetta, Corsport, Tuttoj**e). Due notizie nuove di zecca, visto che l’olandese viene regolarmente fischiato da qualche mese, mentre Ancelotti veniva dato partente già all’inizio della stagione se non fosse riuscito a realizzare il diktat di Galliani (“deve vincere lo scudetto”). Sorvolando sul fatto che le responsabilità di questa situazione andrebbero come minimo condivise con la dirigenza (rectius, presidenza) che ha trasformato una squadra in un album di figurine, la cosa (retoricamente) interessante da notare è che (come al solito) i quotidiani sportivi (e non) abbassino i toni dello scontro arbitrale quando gli errori sono a favore di Milan e J**e, mentre sottolineino costantemente i “favori” dati all’Inter.

Sul fronte tv, la puntata di ieri di ControInter è stata emblematica. Ormai la macchina funziona talmente bene che gli attori non hanno bisogno nemmeno del copione. La recita a soggetto, l’improvvisazione, è talmente perfetta che parlare di linea editoriale diventa superfluo. Ospiti in studio Ancelotti, Allegri, Ale e Franz, Mug**i, Mosca, Giovanni Galli, Beccalossi, Liguori e Casarin. Il servizio d’apertura mette in evidenza gli errori pro-Milan, ma è sulla discussione della moviola che il teatrino mette in scena uno spettacolo indimenticabile. Si inizia con 3 off-side(s) ingiustamente fischiati al Cagliari, ma, come per magia, si inizia a parlare di errori a favore dell’Inter. Allegri non si scompone più di tanto (non è certo il Ghirardi “teletrasportato”), ma per controbilanciare gli errori degli assistenti, viene mostrato un presunto fallo di Conti su Flamini. Contatto chiaramente irrilevante, ma Galli interviene: “Per me nella stessa azione c’è un rigore anche su Seedorf”. E Liguori: “Ma tutto è relativo. Se viene considerato regolare il fallo di Chivu su Inzaghi, allora gli arbitri si regolano di conseguenza”. Dopo 20 minuti di attesa, si arriva all’episodio clou: il fallo di Inzaghi. Un minuto per dire che era un goal da annullare e subito viene tirato in ballo Adriano ed il goal (regolare, Collina dixit) del derby. Anche se per Casarin a calcio “non si gioca con le mani”. Peccato che per il rigore di Couto non fosse stato della stessa opinione. Per “straccio” Liguori senza il goal di Adriano il Milan sarebbe a -5, quindi l’errore di ieri è meno rilevante e a chi gli fa notare che la partita sarebbe finita in parità (e quindi, ipoteticamente, il distacco sarebbe rimasto di 8 punti), replica che “L’inter avrebbe perso”. Un buon Beccalossi cerca di ricordare ad Ancelotti che in tre anni ha collezionato 60 punti di distacco dall’Inter. La faccia di Brandi cerca di chiedere scusa ad Ancelotti, mentre Liguori conclude il suo intervento in questo ignobile modo (video). Ale e Franz pensavano di essere gli unici comici sul palco.

Restaurazione

In tutto questo, Collina sta pensando alle dimissioni. Certe nel caso in cui venisse eletto a capo dell’Aia Apricena: la testa di ponte della vecchia guardia capitanata da Tullio Lanese (leggi). La restaurazione sarebbe quasi completa.

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scritto da il 21 febbraio 2009 alle 10:02

Pensando al Bologna, ma anche no

Inter all’All Star Game?

E’ una voce che circola in America, ma non aspettatevi una gara di schiacciate contro LeBron James e Dwyane Wade. La gara delle stelle è quella della Major League Soccer, la lega dei Los Angeles Galaxy per intenderci. A dare la notizia è il New York Times e immaginiamo il rosicamento di Galliani, che de relato dagli americani si è beccato del “ridicolo”. Invece, la notizia ha qualche conferma anche perché il giornale newyorkese approfondisce la questione della prossima tournee nordamericana. L’Inter, insomma, ripercorrerà le tappe del Chelsea, del Man UTD e del Real Madrid, da tempo impegnati in preparazioni remunerative. Una conferma di Josè Mourinho, nonostante le voci che ogni tanto circolano sulla sua voglia di ritornare in Inghilterra. L’All Star Game avrà luogo nello stato mormone dello Utah, patria del duo Stockton-Malone, del lago salato e del leggendario Butch Cassidy.

A Bologna con furore (e concentrazione)

E’ quello che ha chiesto Josè Mourinho ai giocatori. E’ già capitato altre volte di mancare in concentrazione quando due eventi importanti si avvicinano. Dopo grandi vittorie la Champions ci ha riservato delle pause stralunate. Ze Mario teme che capiti lo stesso, ma in modo invertito, oggi. Il turnover tanto auspicato non ci sarà, non in modo integrale perlomeno, certo è che dalle scelte di oggi potremmo capirne qualcosa di più in relazione alla sfida con lo United. Mourinho per Ferguson è una sorta di bestia nera e in Inghilterra, al di là delle classiche sboronate, ci temono, proprio per la presenza del portoghese. Non azzardo formazioni per oggi o per la Champions. Ma a Bologna mi aspetto una squadra in grado di passare in vantaggio e amministrare il pallone, senza strafare.

Un pensiero per Candido

Massimo Moratti è stato tra i primi a recarsi in ospedale, dove tuttora resta gravissimo. Da parte mia, ma immagino anche degli altri redattori e di tutti i vecchi bauscia, mando un abbraccio a Candido Cannavò, ultimo esemplare di una razza in estinzione. Quella dei giornalisti che prima di scrivere qualcosa, ci pensano due volte. Forza Candido! Ricordo ancora con piacere il suo editoriale contro la ridicola classifica “senza gli errori arbitrali” pubblicata dal suo indegno successore Verdelli. Gli scrisse una perifrasi che valeva più di ogni altro giro di parole, facendo intendere a tutti che su certe vaccate si rischiava il buon nome del suo amato giornale (“strano intermezzo rosa”). Un tempo autorevole e oggi ridotto a un tabloid illeggibile.

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