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	<title>Bauscia Cafè &#187; Società</title>
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	<description>Contro la prostituzione intellettuale</description>
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		<title>Perché confermare Stramaccioni</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 15:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vujen</dc:creator>
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<p>Alla vigilia del derby (scudetto per i cugini, dei rimpianti per noi) tiene banco il discorso sulla riconferma o meno del baby-tecnico Stramaccioni. Sono in molti a credere che, più che la manciata di partite già giocate (con risultati più che buoni, anche se non eccezionali) sarà proprio la stracittadina a decidere il futuro del mister. <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/04/perche-confermare-stramaccioni/">Perché confermare Stramaccioni</a></span>]]></description>
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<p>Alla vigilia del derby (scudetto per i cugini, dei rimpianti per noi) tiene banco il discorso sulla riconferma o meno del baby-tecnico Stramaccioni. Sono in molti a credere che, più che la manciata di partite già giocate (con risultati più che buoni, anche se non eccezionali) sarà proprio la stracittadina a decidere il futuro del mister. Impossibile rivederlo a settembre sulla nostra panchina in caso di clamorosa debacle contro i rossoneri, più probabile un prolungamento del rapporto di lavoro in seguito ad un successo domenica sera.<br />
Sono molti i tifosi che vorrebbero vedere il tecnico romano alle prese con una stagione gestita sin dall’inizio, con una preparazione sua e con una campagna acquisti basata sulle sue direttive (nei limiti del possibile, causa FPF e abilità di alcuni dirigenti). In effetti Strama sembra ben ambientatosi in un ambiente che per sua stessa ammissione (sarà vero?) riteneva distante anni luce dalle sue possibilità e dalle sue capacità solamente qualche mese fa. La squadra risponde bene alle sue indicazioni, seppur non celando limiti anagrafici e strutturali che ahimè non dipendono dal tecnico, qualunque esso sia, ma da una scriteriata gestione del capitale umano da anni a questa parte. I giocatori seguono il mister in toto, se escludiamo alcuni casi specifici che non dovrebbero ripresentarsi ai prossimi nastri di partenza (sicuramente Forlan, molto probabilmente anche il Pazzo). Il ragazzo è sveglio, capace, paraculo (nel senso più positivo del termine) davanti ai cronisti, trasmette positività, entusiasmo, freschezza, e determinazione. Tutte doti (soprattutto l’ultima) che non ci appartenevano da un paio d’anni. Da un punto di vista finanziario è ovvio che lo stipendio del “neo tecnico da giugno” Stramaccioni sarà una frazione di quello che chiederebbero altri santoni o presunti tali della panchina (Spalletti, Bielsa, Prandelli, Blanc, AVB), così come la società si potrebbe permettere un altro anno al risparmio, rispetto alle ovvie richieste dei tecnici più blasonati durante la prossima campagna acquisti (non che in questi anni si sia speso poco in verità). Richieste che, per quel che sappiamo, non è così scontato (anzi…) possano essere poi esaudite.<br />
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<p>Invece.</p>
<p>Invece Stramaccioni parla di “un futuro già scritto”, lascia intravedere un futuro prossimo lontano da Milano (emblematica la sua frase nella recente intervista della rosea: “comunque vada, in Primavera non tornerò” il senso, sinonimo di altre offerte già sul piatto, ad intuito personale Fiorentina o Genoa, anche se clamoroso potrebbe essere un ritorno nella Capitale), Branca ha iniziato il suo giochetto del “dico non dico” alla Galliani (con risultati ben diversi, of course), Moratti non si sbilancia, i giocatori parlano di un tecnico che “si, può restare” (come se fossero loro a dover prendere una decisione in tal senso), dalla Spagna rimbalzano voci di un AVB già bloccato per la prossima stagione (se andiamo a sfogliare velocemente le classifiche dei principali campionati europei, le destinazioni più probabili per il giovane lusitano sembrano anche qui essere Roma e Inter, a meno di un improbabile ritorno al Porto).</p>
<p>La situazione quindi, a voler fare i maliziosi, sembra essere già definita, e lascia intravedere un arrivederci tra noi e Strama. In favore di chi, non è dato sapere ad oggi. Personalmente nulla contro Villas-Boas (anzi, tutt’altro), ma l’idea di pagarlo svariati milioni di euro l’anno per un 4-3-3 stra-offensivo (in Italia, dove metà delle squadre si chiude a riccio per ripartire in contropiede…), con alla mediana gente di corsa come Stankovic e Cambiasso ed una campagna acquisti con fiori all’occhiello come il riscatto di Guarin, l’arrivo di Destro e il ritorno di Cou sinceramente, sarebbero davvero difficili da digerire.</p>
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		<title>Problemi di comunicazione</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 10:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vujen</dc:creator>
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<p>“Tenere Stramaccioni l’anno prossimo? Se me le vince tutte.”</p>
<p>“Di Bielsa ho sempre parlato bene, così come ho sempre parlato bene di Mourinho e dell’allenatore del Barcellona. Questi sono quegli allenatori che sono ad un certo livello, ma devo dire che se ce l’abbiamo in casa non vado a cercare niente, decisamente. Bielsa è uno molto preparato, <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/03/30/problemidicomunicazione/">Problemi di comunicazione</a></span>]]></description>
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<p><em>“Tenere Stramaccioni l’anno prossimo? Se me le vince tutte.”</em></p>
<p>“<em>Di Bielsa ho sempre parlato bene, così come ho sempre parlato bene di Mourinho e dell’allenatore del Barcellona. Questi sono quegli allenatori che sono ad un certo livello, ma devo dire che se ce l’abbiamo in casa non vado a cercare niente, decisamente. Bielsa è uno molto preparato, così come Zeman e Montella. A noi piacciono allenatori che divertono, all’Inter, servirebbe uno pazzo come lui, a noi non piace la  gente noiosa, ci vuole qualcuno di divertente, ma io parlo bene di tutti i tecnici. Villas-Boas? Distante anni luce da Mourinho, però è giovane e potrebbe fare molto bene.”</em></p>
<p>“<em>Diciamo che siamo partiti così male che dopo era difficile ripartire. Che dopo Gasperini possa essere un bravo tecnico… Con l’Inter non è andata cosi. Non sono soddisfatto di lui, certe responsabilità della stagione sono sue, ha rovinato tutto, ha tolto la grinta all’ambiente e si lamentava in continuazione contro i giocatori, davvero pessimo“.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’euforia post-investimento di Stramaccioni è durata lo spazio di qualche ora, il tempo che intercorre tra la conferenza stampa (ottima) di presentazione del mister, e la classica intervista a bordo-qualcosa (ufficio, campo di gioco, in questo caso università) del padre padrone Massimo Moratti.<br />
Sarebbe sciocco pensare a un così repentino cambio di vedute da parte del numero uno interista, che nell’arco di una giornata avrebbe dato fiducia al giovane mister per poi delegittimarlo il pomeriggio del giorno seguente (roba da manicomio criminale, non credo che Moratti, pur con tutti i suoi limiti decisionali, sia arrivato a tal punto) ma questa ennesima intervista “di sfuggita” riporta a galla i ben noti, per i tifosi nerazzurri ma non solo, problemi di comunicazione, dal punto di vista dei contenuti  ma anche dei tempi e dei modi, propri della società nerazzurra.</p>
<p>Ho evidenziato i tre passaggi che reputo più interessanti sotto questo punto di vista. Spesso il presidente ha dato sfogo ai suoi dubbi o alle sue certezze in maniera che definire “criptica” è ben poco. <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/03/30/problemidicomunicazione/schermata-2012-03-29-a-18-37-15/" rel="attachment wp-att-9879"><img class="alignleft size-medium wp-image-9879" title="Schermata 2012-03-29 a 18.37.15" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/03/Schermata-2012-03-29-a-18.37.15-228x300.png" alt="" width="228" height="300" /></a>E’ chiaro che analizzando e conoscendo ormai bene il personaggio, una dichiarazione come la prima riportata non ha scopi diversi da quelli della boutade estemporanea, ma il dubbio che continuo a pormi, a distanza di giorni dall’intervista è semplice: è davvero necessario utilizzare questo registro stilistico sempre e comunque? Parliamoci chiaro, l’idea Stramaccioni è più una scommessa che altro. Per carità, il mister sembra avere ottime idee e modi di fare più che giusti, ma in molti tifosi più che la consapevolezza di poter far bene, si è instaurata una sorta di “atto di fede” nel giovane tecnico: un semplice “vediamo un po’, tanto peggio di così…” che, se per molti versi comprensibile e giustificato, è comunque un qualcosa a cui bisognerebbe porre freno sul nascere. E dichiarazioni di questo tipo cozzano terribilmente con quelle recenti di Paolillo, che ha a più riprese dichiarato come Stramaccioni sia più di un “estremo tentativo”, bensì un qualcosa di assolutamente giustificato e addirittura meritato.<br />
Ora, delle due l’una: le dichiarazioni morattiane e paolilliane stridono profondamente, e in momenti di crisi come questi almeno la società deve dare non dico l’idea (sarebbe forse chiedere troppo) ma almeno l’illusione di remare in sincrono con una meta ben precisa in mente.</p>
<p>In seguito Moratti si è prostrato in sperticate lodi ai blasonatissimi Guardiola e Mourinho (niente di nuovo sotto il sole, sarebbe come dire che Miss Universo è una bella donna, non c’è nulla di più banale) ed ha (un po’ a sorpresa a dire il vero) messo sullo stesso livello il famoso Marcelo Bielsa, attuale mister di casa Bilbao. Bielsa già contattato (senza fortuna) pochi mesi or sono, Bielsa in scadenza di contratto con l’Athletic (ottimo campionato il suo, ma non così magnifico come certa stampa vuol farci credere, visto il rendimento dei baschi in una delle Liga più scarse degli ultimi anni). E’ chiaro anche ai più ingenui che dopo una dichiarazione del genere, visto il panorama giornalistico in cui siamo immersi (e che il presidente nerazzurro dovrebbe conoscere bene, visto che in tempi recenti minacciò, smentendosi tra l’altro dopo pochissimo tempo, di non rilasciare interviste ai vari quotidiani sportivi nazionali), il giorno dopo qualsiasi testata giornalistica riporterà una cosa del tipo: “Stramaccioni per nove partite, poi Bielsa”. Anche qui, in teoria il tifoso attento stigmatizzerà per l’ennesima volta il comportamento di certa stampa ed andrà avanti per la sua strada, ma magari capiterà che un sostenitore meno attento si faccia idee, illusioni, o semplicemente pensieri che non per forza possano corrispondere al vero, anche perché di ciò che è senza dubbio vero in questi tempi non ne sappiamo molto, visto lo spessore di certe dichiarazioni.<br />
Al che viene un po’ da sorridere pensando a quanto sia facile imparare tre dichiarazioni TRE standard, da usare in queste occasioni per evitare di gettare benzina sul fuoco, a meno che non ce ne sia davvero bisogno:</p>
<p>1) <em>Al momento X è il nostro tecnico e dobbiamo lasciarlo lavorare in tranquillità</em><br />
2) N<em>on abbiamo mai contattato Y, siamo felici di avere X</em><br />
3) <em>Y è un tecnico molto preparato e molto bravo, ma ora sulla nostra panchina c’è X e ne siamo felici</em></p>
<p>Nulla di più semplice. Eppure sistematicamente si gettano ombre o illazioni, volute o no non importa, sul futuro dei mister (il famoso “penso che Ranieri resterà”, come apice), anche se sulla nostra panchina da nemmeno mezza giornata. A mio avviso non c’è nulla, ma davvero nulla di più sbagliato.</p>
<p>L’ultima dichiarazione, condivisibile o meno non è questo il punto, ha invece dei contorni grotteschi. <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/03/30/problemidicomunicazione/schermata-2012-03-29-a-18-42-07/" rel="attachment wp-att-9882"><img class="alignright size-medium wp-image-9882" title="Schermata 2012-03-29 a 18.42.07" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/03/Schermata-2012-03-29-a-18.42.07-261x300.png" alt="" width="261" height="300" /></a>Mai Moratti si era speso così tanto per affossare l’operato di un suo ex dipendente. Gasperini ha decisamente sbagliato quando in tempi recenti si è lanciato in dichiarazioni piccanti sul conto della società da cui ha preso bei soldini, ed ha mancato di rispetto allo spogliatoio e ai dirigenti, di cui ha svelato conversazioni e pareri che sarebbero dovuti rimanere privati. “Le cose di spogliatoio rimangono nello spogliatoio” disse qualche tempo fa un attaccante leggermente più famoso, conosciuto e professionale del defenestrato tecnico (Samuel ci manchi), ma ciò non toglie che abbassarsi al livello di una meteora sulla panchina nerazzurra sia sbagliato quanto e forse più di dire ciò che ha detto Gasperini. Per di più, non si può fare a meno di pensare che il Gasp non sia certo stato sulla nostra panchina per grazia ricevuta o per aver vinto il superenalotto, ma è stato scelto se non da Moratti in primis, dai suoi fidati e coccolati collaboratori, e che comunque a metà settembre il tecnico era già a casa con le valigie sfatte. Per cui, visti anche i rendimenti atletici dei nostri giocatori negli ultimi due anni, l’impressione è che la colpa non sia stata solo dell’allenatore, che pure difficilmente avrebbe potuto fare peggio, ma anche (magari eh) di alcune scelte societarie.</p>
<p>E’ difficile cambiare o cercare di cambiare le persone di una certa età, si dice. Peccato, perché ci sarebbe davvero tanto da lavorare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Inter 0 Atalanta 0</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 18:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sgrigna</dc:creator>
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<p>Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 55 Nagatomo; 4 Zanetti, 18 Poli (32&#8242; st Castaignos), 19 Cambiasso, 20 Obi (21&#8242; st Faraoni); 22 Milito (18&#8242; st Zarate), 7 Pazzini;</p>
<p>Atalanta: 47 Consigli; 77 Raimondi, 32 Ferri, 5 Manfredini, 6 Bellini (41&#8242; st Stendardo); 7 Schelotto, 21 Cigarini, 17 Carmona, 11 Moralez; 18 Carrozza (32&#8242; st <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/03/18/9707/">Inter 0 Atalanta 0</a></span>]]></description>
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</div>
<blockquote><p><strong>Inter:</strong> 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 55 Nagatomo; 4 Zanetti, 18 Poli (32&#8242; st Castaignos), 19 Cambiasso, 20 Obi (21&#8242; st Faraoni); 22 Milito (18&#8242; st Zarate), 7 Pazzini;</p>
<p><strong>Atalanta:</strong> 47 Consigli; 77 Raimondi, 32 Ferri, 5 Manfredini, 6 Bellini (41&#8242; st Stendardo); 7 Schelotto, 21 Cigarini, 17 Carmona, 11 Moralez; 18 Carrozza (32&#8242; st Ferreira Pinto), 89 Marilungo (9&#8242; st Gabbiadini);</p></blockquote>
<p>Cosa avrà chiesto Moratti a Ranieri dopo l&#8217;eliminazione dalla Champions? Che cosa si aspetta il presidente da queste 11 partite di campionato?</p>
<p>La mia idea è che si dovrebbero utilizzare questi ultimi 3 mesi per capire cosa salvare dell&#8217;attuale rosa di una squadra che a giugno probabilmente dovrà essere rivoluzionata: spazio quindi ai giocatori più giovani meno utilizzati finora per capire se nella prossima stagione potranno ancora indossare la maglia neroblu, giocatori freschi e motivati che in queste partite possono avere le motivazioni per dare il 100%.</p>
<p>Ranieri (o Moratti?) sceglie invece un&#8217;altra strada e approfittando dell&#8217;assenza di Sneijder torna al 442 con Obi e Zanetti sulle ali e Cambiasso e Poli in mezzo, la difesa è la stessa delle ultime partite mentre in attacco Pazzini sostituisce Forlan.<br />
La partita è tecnicamente deludente: da una parte l&#8217;Atalanta pensa solo a difendersi e prova ogni tanto a ripartire in contropiede, dall&#8217;altra l&#8217;Inter gestisce il gioco ma i centrocampisti hanno o poche idee o poca velocità mentre gli attaccanti sono in giornata no e sbagliano anche i controlli e gli appoggi più facili.<br />
L&#8217;unico sussulto del primo tempo è così il rigore fischiato per fallo su Pazzini che Milito spreca con un tiro angolato ma debole parato da Consigli; primi 45 minuti che evidenziano anche la differenza di dinamismo tra Poli (che verrà sostituito per &#8220;sfinimento&#8221;) e Cambiasso, la scarsa forma di Maicon e la generosità di Obi che fuori ruolo fa quello che può.</p>
<p>Nella ripresa Ranieri non cambia nulla e nulla cambia nella partita: Consigli deve salvarsi solo su un tiro di Poli dalla lunga distanza; per il resto l&#8217;Inter sviluppa una manovra lasciata alle sortite individuali e quindi sterile e prevedibile che con il passare del tempo dà sempre più coraggio ai bergamaschi, così nell&#8217;ultima parte della gara mentre ci si aspetta il forcing finale interista è  invece l&#8217;Atalanta ad andare più vicina al gol con un rigore non fischiato per un fallo di Lucio su Gabbiadini e un altro paio di pericoli creati ai quali più che altro è mancato l&#8217;ultimo passaggio.</p>
<p>Il risultato è deludente ma per quest&#8217;anno abbiamo visto anche di peggio, quello che non riesco a digerire al di là di un Forlan che non se la sentiva di fare i gradoni dello stadio (cit.) è che senso ha avuto far giocare Zarate? L&#8217;argentino è in prestito con un diritto di riscatto onerosissimo e sembra chiaro a tutti che non farà parte dell&#8217;Inter 2012/13, perchè non schierare subito Castaignos al suo posto? L&#8217;olandesino che segna sempre in allenamento (cit.) non merita qualche chance in più?<br />
In ottica futura che indicazioni può dare questa partita in cui Obi, Castaignos e Faraoni hanno giocato fuori ruolo?<br />
La paura è che non ci siano idee chiare a breve a medio e a lungo termine che servirebbero molto più di una vittoria con l&#8217;Atalanta.</p>
<p>Moratti riprenditi l&#8217;Inter, Moratti riprenditi.</p>
<div id="attachment_9708" class="wp-caption aligncenter" style="width: 810px"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/03/18/9707/moratti-2/" rel="attachment wp-att-9708"><img class="size-full wp-image-9708" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/03/moratti.jpg" alt="" width="800" height="516" /></a><p class="wp-caption-text">Sei ancora innamorato? Io sì...</p></div>
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		<title>Cuchu, maledetto Cuchu</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 01:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fonz77</dc:creator>
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<p>“Cuchu, maledetto Cuchu, ti ci porto io all’INPS”. Con questa esclamazione uno degli avventori abituali dell’Old Camillo’s Pub salutava, qualche mese fa a dire il vero, una prestazione non proprio brillantissima di quello che per molti anni è stato un pilastro del nostro centrocampo. Un punto di riferimento assoluto nell’Inter del Triplete. Uno per cui José <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/03/06/cuchu-maledetto-cuchu/">Cuchu, maledetto Cuchu</a></span>]]></description>
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<p>“Cuchu, maledetto Cuchu, ti ci porto io all’INPS”. Con questa esclamazione uno degli avventori abituali dell’Old Camillo’s Pub salutava, qualche mese fa a dire il vero, una prestazione non proprio brillantissima di quello che per molti anni è stato un pilastro del nostro centrocampo. Un punto di riferimento assoluto nell’Inter del Triplete. Uno per cui José Mourinho si è sempre espresso in termini entusiastici. Uno che nei giorni del “rumore di nemici” si è messo in prima fila a difendere l’Inter e a ribattere colpo su colpo a certi giornalisti. Uno che ha dato tutto.</p>
<p>Oggi Cambiasso e le sue lacrime non sono altro che l’ennesimo argomento su cui i tifosi Interisti possono litigare tra loro. Chi lo paragona a Maldini, fischiato dai suoi tifosi durante la partita di addio. Chi ne esalta lo spirito di sacrificio elevandolo ad una sorta di martire per la causa nerazzurra. Chi ancora lo porta ad esempio del comportamento becero di certi tifosi.</p>
<p>Io non ho mai creduto ai complotti. Non credo alla gang dell’asado. Non credo che gli ultimi sei allenatori dell’Inter lo abbiano sempre mandato in campo sotto ricatto. Tantomeno credo che sia il colpevole dello stato pietoso in cui versa la Squadra, di chi siano le responsabilità a mio parere è cosa che ho già espresso in mille occasioni e non ho nemmeno più voglia di ripetermi.</p>
<p>Vi dirò un’altra cosa a cui non credo: non credo alla lacrimevole compassione e allo sdegno ad orologeria di tanti imbrattacarte (o dilapidatori di bit, se volete), che improvvisamente si ergono a difesa della causa stanca di Esteban Cambiasso, novello incompreso da quegli stupidi e malvagi tifosi Interisti. Quegli articoli che stringono il cuore, inzuppati di una mielosa retorica, magari scritti dagli stessi che inzuppavano gaudenti la penna nel cupo inchiostro della crisi dell’Inter, finalmente vera e attestata dai fatti. Loro che con una mano scrivono di una squadra finita e allo sbando e con l’altra si lasciano andare al più lercio onanismo sotto la scrivania.</p>
<p>Scusate. Non attacca. Non ci sto.</p>
<p>Sono uno di quelli che ha sempre difeso la “vecchia guardia”: Zanetti, Cambiasso e Deki. Rimango convinto che in una Società Calcistica decente questi Signori, anzi questi Campioni, avrebbero accompagnato le nuove leve a prendere gradualmente il loro posto, ma qui non è più il momento di usare il condizionale. Abbiamo mosso la classifica di un punto, UNO, dopo più di un mese, perdendo contro due delle squadre in predicato per la retrocessione e cercare di negare che la palese stanchezza di alcuni giocatori, tra cui lo stesso Cambiasso, ne sia la causa è come negare la morte e le tasse.</p>
<p>Alla sostituzione del Cuchu, domenica sera, io mi sono alzato e ho applaudito. Ho applaudito il cambio e ho tirato un sospiro di sollievo nel vedere FINALMENTE una sostituzione che doveva essere fatta un mese fa. Parlano i fatti, pur nel disordine tattico e senza un’unghia dell’intelligenza tattica di Cambiasso, Obi e Poli hanno contribuito a riacciuffare la partita. Pressando e recuperando palloni. Correndo dietro agli avversati, mettendoci grinta e fiato che altri, purtroppo, non hanno più.</p>
<p>Aveva ragione Ligabue:</p>
<p><em>“Una vita da mediano<br />
</em><em>da uno che si brucia presto<br />
</em><em>perché quando hai dato troppo<br />
</em><em>devi andare e fare posto”</em></p>
<p><em>[...]</em></p>
<p><em>lì<br />
</em><em>sempre lì<br />
</em><em>lì nel mezzo<br />
</em><em>finché ce ne hai stai lì<br />
</em><em>stai lì”</em></p>
<p>Quindi andate da qualcun altro a battere cassa, ché io, come tutti i Baristi, Cambiasso lo adoro e resterà sempre uno dei Grandi della Grande Inter della mia generazione. So che mi troverò a dire, sempre parafrasando Liga: “Credo che un’Inter bella come quella di Eto’o, Cambiasso e Milito non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa”.</p>
<p>Ecco l’Inter.</p>
<p>Non affannatevi a dirci cosa sia da Inter e cosa no, perché di porcherie non da Inter il nostro presidentissimo ne ha combinate mille e una e, per quanto mi riguarda, anche questa ricade su di lui. Perché fischiare Cambiasso non è barbarie, non è irriconoscenza e non è nemmeno indecenza.</p>
<p>È rabbia, è frustrazione. È l’esasperazione di un Popolo, quello nerazzurro, che è stato portato sul tetto del mondo e gettato nel fango senza soluzione di continuità; nella menzogna e nell’incapacità della dirigenza e nello scherno dilagante degli avversari. Che sia proprio Cambiasso a dover diventare il capro espiatorio delle colpe di altri è una cosa che fa male, perché sarebbe bastato un po&#8217; di coraggio un più da chi di dovere per evitare questo scempio, ma ormai era inevitabile.</p>
<p>Io non so se le lacrime del Cuchu siano dovute ai fischi, alla frustrazione di non riuscire a fare più il bene dell’Inter o semplicemente alla consapevolezza che il viaggio è finito. Quello che so è che in questo momento ci sono più di cento anni di storia da salvare dall’onta della retrocessione con una squadra che è sull’orlo del baratro e solo questo conta.</p>
<p>Mi dispiace, Esteban, ti chiedo scusa come la ho chiesta al Capitano, ma l’Inter deve continuare.</p>
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		<title>Live for the moment</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 07:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fonz77</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allenatore]]></category>
		<category><![CDATA[Campionato]]></category>
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<p>Finalmente si comincia. Venerdì inizia il Campionato ed era anche ora perché francamente, da che seguo il calcio non ricordo un’estate più insopportabile di questa. Quello che un tempo era lo svago nazionale per eccellenza non ha fatto altro che ricordarci ogni minuto le notizie di economia e politica ben peggiori che si sono accavallate per <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/09/06/live-for-the-moment/">Live for the moment</a></span>]]></description>
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<p>Finalmente si comincia. Venerdì inizia il Campionato ed era anche ora perché francamente, da che seguo il calcio non ricordo un’estate più insopportabile di questa. Quello che un tempo era lo svago nazionale per eccellenza non ha fatto altro che ricordarci ogni minuto le notizie di economia e politica ben peggiori che si sono accavallate per tutto il mese di Agosto.</p>
<p>Io sono fortunato, me ne sono rimasto lontano un paio di settimane e sono riuscito a staccare completamente la spina, fregandomene come uno struzzo con la testa infilata sotto la sabbia. Proprio perfetto, se non fosse che poi l’impatto con la realtà al ritorno è stato ancora più duro e i “nostri” ci hanno messo del loro per rendere la situazione ancora più insostenibile, ma di questo è stato già detto in lungo e in largo e non è mia intenzione gettare altra benzina su un incendio che abbiamo appiccato da soli ed è stato poi alimentato oltremodo dai soliti noti.</p>
<p>Sarà che dopo una settimana il jet lag ancora non mi lascia dormire, sarà la sveglia a orari antelucano o l’ingresso in ufficio avvenuto alle 0730 nel fuso orario dell’Europa Centrale, ma questa mattina sento il bisogno di vedere il bicchiere mezzo pieno.</p>
<p>Avanti, dunque. Le merde aprono la Serie A scontrandosi con l’unica squadra della Capitale, godendosi la giornata di sciopero che ha permesso loro di recuperare una buona parte degli infortunati che affollavano BbilanLab solo un paio di settimane fa.</p>
<p>Vi confesso che in tutto il casino estivo la Sponda del Naviglio che Retrocede è l’unica che riesco a inquadrare. Non penso che vedremo qualcosa di diverso dalla scorsa stagione, visto che i protagonisti sono bene o male gli stessi: Ibra, Boateng e il toy boy della Padroncina. Tutto il resto è contorno. Niente grandi nomi, ma in fondo non ne avevano bisogno. Con Nocerino hanno tappato una falla nei ruoli e per il resto hanno cercato rimpiazzi là dove l’anagrafe si stava facendo insostenibile. Come direbbero i gggiovani: bella per loro.</p>
<p>Morale della favola l’augurio che mi sento di farCi è quello di vedere di nuovo la Filippa che piange e fa mestolino nel mese di maggio.</p>
<p>Amen.</p>
<p>Tutto il resto è un’incognita. Noi compresi.</p>
<p>Se volete ci mettiamo a parlare di tattica, di moduli, di formazioni, ma se capire il calcio è un lusso (cit.) in questo momento io preferisco dilapidare altrove le mie fortune.</p>
<p>Certo, potrei provare a mettermi nei panni di Gasperini, ma non credo sopporterei a lungo la solitudine che sta vivendo lui in questo momento.</p>
<p>Intendiamoci, io non sono uno che fatica a stare da solo, anzi molto spesso mi piace. Apprezzo i momenti in cui me ne posso stare spaparanzato sul mio divano con la sola compagnia di un libro o quando mi gusto un Montecristo sul mio terrazzo, mentre osservo Milano che corre chi sa dove, sotto di me. Quello che invece mi infastidisce è sentirmi solo quando sono circondato dalla folla ed è proprio questo che sta vivendo l’allenatore dell’Inter in questo momento.</p>
<p>Un uomo solo al comando. Al comando di una nave che non è sua. Gasperini è come il Primo Ufficiale di nuova nomina a cui il Capitano ha affidato il vascello mentre si è ritirato per riposare. L’equipaggio lo segue, ma con riserva, sapendo che al primo errore potrà sempre andare a svegliare il Capitano nella sua cabina e chiedergli di riprendere in mano il timone.</p>
<p>Davvero non lo invidio.</p>
<p>Lui, d’altra parte, non sembra avere ancora trovato la quadra, anche se sembra deciso a insistere sulla difesa a 3 in questo inizio di stagione. Non credo che abbia convinto nessuno, ma è un suo diritto provare. La mia speranza è che sappia trovare il tempismo giusto per fermarsi, se sarà il caso.</p>
<p>Io questa fretta che hanno sempre i nuovi allenatori di imporre il proprio stile di gioco non la ho mai capita. Passi per gente stile Spalletti, che pare del tutto incapace di valutare alternative, ma chi come Gasp passa per uno capace di adattarsi ad ogni situazione la cosa mi risulta incomprensibile.</p>
<p>Perché diamine imporre da subito un cambiamento radicale a giocatori che sono storicamente abituati a schemi totalmente diversi? Non è più ragionevole cercare di far passare le proprie idee in modo graduale, convincendo tutto l’ambiente con i risultati ottenuti sul campo? Questo dovrebbe essere tanto più vero per un allenatore che, è abbastanza evidente, non ha la piena fiducia della Società e della Squadra, di conseguenza. La priorità di Gasperini in questo momento dovrebbe essere quella di guadagnare credito e autorità e questo può farlo solo vincendo e convincendo.</p>
<p>A dispetto delle partenze importanti l’Inter continua ad avere una sua solida fisionomia con fondamenta, che piaccia o meno, che poggiano su giocatori di esperienza, di qualità, purtroppo anche logori, ma è gente che ha vinto tutto. Nessuno (se ricordate nemmeno L’Uno) può arrivare dall’esterno e pensare di costruire da zero un edificio completamente diverso da quello che c’era prima, perché crollerà inesorabilmente se le fondamenta non ti supportano. Mi pare una cosa talmente banale.</p>
<p>Leonardo, pur con tutte le sue colpe questa cosa l’aveva capita, Benitez no, cosa che lo rende ancora più colpevole ai miei occhi, perché con un allenatore vero in panchina la storia della scorsa stagione avrebbe potuto essere molto diversa. La mia speranza è che Gasperini lo capisca e riesca là dove non sono riusciti i suoi predecessori.</p>
<p>Ora c’è un problemino. Io detesto la parola speranza, quella che è l’ultima a morire, ma la prima da ammalarsi.</p>
<p>Come cantano i Litfiba: “Chi visse sperando morì&#8230; non si può dire”.</p>
<p>Quindi sapete che c’è?</p>
<p>Io questa Stagione ho deciso di tornare bambino. Quando le partite le ascoltavo alla radio vagando alla ricerca di un posto dove prendesse bene, perché la casa di campagna dei miei genitori era un posto troppo sperduto per avere un segnale decente e la classifica me la scrivevo sul diario di Snoopy, giusto una pagina dopo la nota della maestra di religione, perché i soldi per comprare la Gazzetta il mio vecchio non li mollava.</p>
<div id="attachment_7282" class="wp-caption alignleft" style="width: 245px"><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/09/06/live-for-the-moment/caspar_david_friedrich-viandante_in_un_mare_di_nebbia/" rel="attachment wp-att-7282"><img class="size-medium wp-image-7282" title="caspar_david_friedrich-viandante_in_un_mare_di_nebbia" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/09/caspar_david_friedrich-viandante_in_un_mare_di_nebbia-235x300.jpg" alt="" width="235" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un tifoso dell&#39;Inter a Settembre del 2011</p></div>
<p>Quello che ci aspetta è un mistero nascosto dalla nebbia. Quali siano i pericoli non lo so, tanto vale buttarsi e affrontarli. Uno dopo l’altro.</p>
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<p>Vivi alla giornata. Live for the moment. Carpe diem. Domenica dopo domenica.</p>
<p>Siamo sempre qui<br />
A cantar per te<br />
Alè Inter, alè!</p>
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		<title>Dilettanti allo sbaraglio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 08:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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<p>U.C.L. 2011-12: Forlan in Europa da gennaio</p>
<p>MILANO – Diego Forlan giocherà da gennaio in Europa con l’Inter. L’attaccante non potrà partecipare alla prima fase della Uefa Champions League 2011-2012 avendo disputato, con la maglia dell’Atletico Madrid, il terzo turno di qualificazione all’Europa League contro la formazione norvegese del Strømsgodset, il 28 luglio e il 4 agosto, <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/09/05/dilettanti-allo-sbaraglio/">Dilettanti allo sbaraglio</a></span>]]></description>
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<blockquote><p><em><strong>U.C.L. 2011-12: Forlan in Europa da gennaio</strong></em></p>
<p><em><strong>MILANO</strong> – Diego <strong>Forlan</strong> giocherà da gennaio in Europa con l’Inter. L’attaccante non potrà partecipare alla prima fase della Uefa Champions League 2011-2012 avendo disputato, con la maglia dell’Atletico Madrid, il terzo turno di qualificazione all’Europa League contro la formazione norvegese del Strømsgodset, il 28 luglio e il 4 agosto, e l’Atletico Madrid ha poi ottenuto la qualificazione alla fase a gironi nel quarto turno eliminatorio (18 agosto e 25 agosto), contro i portoghesi del Vitoria Guimaraes, gare nelle quali Forlan non è stato utilizzato essendo in trattativa con l’Inter.</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.inter.it/aas/news/reader?N=54000&amp;L=it" target="_blank">inter.it</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">No, dai, siamo seri. Adesso mettete online un bel comunicato in cui smentite tutto e fate una grossa pernacchiona ai media che ci sono cascati e che abboccano a qualsiasi cosa gli viene propinata.</p>
<p style="text-align: left;">Si, dai, finisce così. Conto fino a 3 e poi viene fuori il comunicato vero.<br />
Uno!<br />
Due!<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
Due e mezzo&#8230;<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
Due e tre quarti&#8230;<br />
&#8230;<br />
Oh&#8230;allora??</p>
<p>Come no? Non c&#8217;è un comunicato vero?<br />
Come sarebbe a dire &#8220;è questo il comunicato vero&#8221;?<br />
E&#8217; davvero questo l&#8217;operato della società Campione del Mondo in carica?</p>
<p>Ehi, Presidente&#8230;guarda che se mi giri 100€ te li controllo io i requisiti per la lista Champions.<br />
Una tantum, eh&#8230;mica al mese. Ci possiamo mettere d&#8217;accordo così: una settimanella prima della consegna delle prossime liste mi chiami, mi giri l&#8217;elenco dei giocatori e io li controllo uno per uno. Poi un bel versamento sulla postepay e a posto così. Che ne dici?</p>
<p><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/09/05/dilettanti-allo-sbaraglio/la-corrida11/" rel="attachment wp-att-7274"><img class="aligncenter size-full wp-image-7274" title="la-corrida1[1]" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/09/la-corrida11.jpg" alt="" width="400" height="261" /></a>Così almeno evitiamo certe figure. Evitiamo di leggere e sentire una serie di insulti e prese in giro che la metà basterebbe e, soprattutto, evitiamo di pensare che <strong>hanno perfettamente ragione a ridere della nostra società</strong>. Che non è mica simpatico pensare una cosa del genere.</p>
<p>Non mi interessa calarmi in -assurdi, a questo punto- discorsi tecnici su quanto ci perda l&#8217;Inter a non schierare Forlan, o su quanto siano più che sufficienti -speriamo- Milito, Pazzini e Zarate per superare quel girone. Non mi interessa puntare il dito contro la Federcalcio, che pure -regolamento UEFA alla mano- avrebbe il dovere di verificare la correttezza delle liste, nè mi interessa sapere nel concreto di chi è la colpa, se di Gasperini-Branca-Ausilio (mi sembra abbastanza inverosimile) o piuttosto del team manager Butti e della segreteria (più probabile). Nè tantomeno mi interessa leggere di un &#8220;<em>Moratti infuriato contro i responsabili, che medita di prendere provvedimenti</em>&#8221; visto che l&#8217;ultima volta che si è &#8220;infuriato&#8221; contro qualcuno -la Gazzetta dello Sport- dopo un mesetto se l&#8217;era di nuovo messo sotto il portone della casa al mare per una bella dichiarazione durante una passeggiata in bicicletta.</p>
<p>A me interessa che vengano presi provvedimenti a medio e lungo termine. A me interessa il danno di immagine enorme subito dall&#8217;Inter a causa di questa autentica fesseria compiuta dalla società. A me interessa che si lavori concretamente per mettere in seno alla società ad ogni livello quei professionisti che oggi evidentemente non ci sono, e che sono il primo, necessario, ineludibile passo per far crescere una società sana, vitale, vincente.</p>
<p>&#8220;<em>Non siamo un club mediatico, non facciamo caso a queste cose: siamo un club più concreto</em>&#8221; diceva pochi giorni fa Marco Branca. Ecco, a me piacerebbe anche vederla, ogni tanto, questa concretezza.</p>
<p>Siamo tifosi dell&#8217;Inter, Presidente, e come semplici tifosi forse non abbiamo il diritto di chiedere o di pretendere alcunchè.<br />
Ma ciò che ci interessa, come interessa a lei, è il bene dell&#8217;Inter.<br />
E l&#8217;Inter, davvero, un trattamento del genere non lo merita.</p>
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		<title>Trova le differenze.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 11:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vujen</dc:creator>
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<p>17 Agosto 2011:</p>
<p>Dopo la mia proposta del tavolo del chiarimento e della pacificazione, Moratti insiste nel  fuggire dalle proprie responsabilità, continuando invece a nascondersi dietro battute offensive e inopportune, rilasciate agli angoli di una strada o al tavolo di un bar al mare.
Dal mio punto di vista il suo è un comportamento offensivo per chi è <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/18/trova-le-differenze-4/">Trova le differenze.</a></span>]]></description>
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<p>17 Agosto 2011:</p>
<p><em>Dopo la mia proposta del tavolo del chiarimento e della pacificazione, Moratti insiste nel  fuggire dalle proprie responsabilità, continuando invece a nascondersi dietro battute offensive e inopportune, rilasciate agli angoli di una strada o al tavolo di un bar al mare.<br />
Dal mio punto di vista il suo è un comportamento offensivo per chi è stato vittima di una situazione assurda, non chiara, e che dovrà essere (e mi auguro sarà) ben analizzata, senza preconcetti  per quanto riguarda quello che la Fiorentina ha dovuto subire.<br />
Il suo comportamento è altrettanto inopportuno in quanto Moratti stesso è stato considerato colpevole di un comportamento scorretto, sportivamente parlando, ed avrebbe dovuto essere giudicato per questo, se non fosse sopraggiunta una prescrizione arrivata con la precisione di un cronometro.<br />
Questi sono i fatti che nessun atteggiamento sprezzante e supponente può cancellare, queste sono ombre, o più che ombre macigni che Moratti ha sopra la sua reputazione personale.<br />
Per chiarire anche la sua posizione, l’unico modo serio e civile da parte di Moratti può essere solo quello di accettare un confronto leale, nel quale potrà spiegare dal suo punto di vista cosa è successo prima e durante lo scandalo del calcio, qual è stato il suo ruolo, il suo comportamento personale, senza nascondersi dietro persone per bene che non ci sono più e tanto meno senza nascondersi dietro i propri tifosi, che in questa faccenda non c’entrano nulla e nulla hanno fatto di male.<br />
Pertanto gli rinnovo l’invito a sedersi al tavolo del chiarimento prima che inizi il campionato, in modo che si possa tentare di mandare allo stadio i tifosi, tutti i tifosi, con uno stato d’animo più sereno, cosa ancora più indispensabile in un momento così difficile e socialmente incerto.<br />
Per fare questo non servono battute estemporanee, ma serve solo senso del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, rispetto delle persone e dei valori e un po’ di coraggio.</em></p>
<p>Diego Della Valle</p>
<p><em><br />
</em>22 Maggio 2005: la Fiorentina pareggia 1-1 con la Lazio e l&#8217;arbitro Rosetti non vede un fallo di mano in area di Zauri. Decisiva l&#8217;ultima giornata: Mazzini e Bergamo mandano l&#8217;arbitro più affidabile: De Santis.<br />
<strong><br />
<em>Mazzini:</em></strong><em> &#8221;Se retrocedono succede un casino&#8230;&#8221;</em><br />
<em> <strong>Della Valle:</strong> &#8221;Mi raccomando&#8230;&#8221;</em><br />
<em> <strong>Moggi:</strong> &#8221;Ci pensiamo noi a salvarti, se lottiamo ce la facciamo&#8221;.</em><br />
<em> <strong>Bergamo:</strong> &#8221;Massimo, (De Santis) è tutto a posto?&#8221;</em><br />
<em> <strong>De Santis:</strong> &#8221;Ho parlato con i guardalinee gli ho spiegato un po&#8217; velatamente le cose, ci mettiamo in mezzo noi&#8221;.</em><br />
<em> <strong>Bergamo:</strong> &#8221;L&#8217;importante è che tu vinca&#8221;.</em></p>
<p>La Fiorentina batte il Brescia 3-0 e il Lecce ferma il Parma sul 3-3.</p>
<p><em><strong>Mazzini:</strong> &#8221;I cavalli boni vengono sempre fori. Le nostre pedine funzionano sempre, l&#8217;operazione chirurgica è stata perfetta&#8221;.</em><br />
<em> <strong>Della Valle:</strong> &#8221;Certi errori non li faremo più&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/18/trova-le-differenze-4/della_valle_2/" rel="attachment wp-att-7031"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7031" title="della_valle_2" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/della_valle_2-283x300.jpg" alt="" width="283" height="300" /></a><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/18/trova-le-differenze-4/della_valle_2/" rel="attachment wp-att-7031"><br />
</a>Dicci tutto, Diego. In effetti la situazione non è chiara.</p>
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		<title>Il calcio del futuro</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 16:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>In momenti che sembrano decisivi per le sorti di Samuel Eto&#8217;o -mezz&#8217;ora fa dovrebbero essersi concluse le trattative tra l&#8217;Anzhi e il giocatore, ora la delegazione russa è a colloquio con la dirigenza dell&#8217;Inter- rubiamo un po&#8217; di spazio al calciomercato e a notizie trite e ritrite, alcune vere e alcune decisamente meno, per parlare di <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/17/il-calcio-del-futuro/">Il calcio del futuro</a></span>]]></description>
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<p>In momenti che sembrano decisivi per le sorti di Samuel Eto&#8217;o -mezz&#8217;ora fa dovrebbero essersi concluse le trattative tra l&#8217;Anzhi e il giocatore, ora la delegazione russa è a colloquio con la dirigenza dell&#8217;Inter- rubiamo un po&#8217; di spazio al calciomercato e a notizie trite e ritrite, alcune vere e alcune decisamente meno, per parlare di calcio vero e per portare alla luce notizie che sui media nazionali -chissà perchè- non trovano mai lo spazio che meriterebbero.</p>
<p><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/17/il-calcio-del-futuro/nextgen_logo/" rel="attachment wp-att-7022"><img class="alignleft size-full wp-image-7022" title="nextgen_logo" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/nextgen_logo.jpg" alt="" width="240" height="196" /></a>Si chiama <a title="NextGen Series" href="http://www.nextgenseries.com/" target="_blank">NextGen Series</a> e, sebbene il nome possa far pensare a una console di ultimissima generazione o a qualche nuovo videogioco, è una cosa reale, concreta, e maledettamente seria. Molti l&#8217;hanno ribattezzata &#8220;la Champions League dei giovani&#8221;.</p>
<p>Si tratta di un nuovo torneo internazionale che vedrà quest&#8217;anno la prima edizione all&#8217;interno di una sperimentazione triennale che, in caso di successo, porterà alla creazione di una vera e propria Champions League under 19. In campo ci saranno le rappresentative U19 di 16 squadre europee selezionate ad invito e sulla base dei risultati ottenuti negli ultimi 5 anni, e la formula sarà simile a quella della Champions &#8220;dei grandi&#8221; (sarà d&#8217;obbligo specificarlo, ormai). Oggi -con le prime quattro partite- prendono vita 4 gironi con 4 squadre ognuno che si affronteranno tra loro in partite di andata e ritorno: le prime due di ogni girone passeranno alla fase ad eliminazione diretta che, attraverso quarti e semifinali, porterà alla finale che si disputerà nel prossimo mese di gennaio.</p>
<p>Il torneo prende vita in questa stagione su proposta di Inter, Bayern Monaco e Panathinaikos e grazie all&#8217;appoggio di Ajax e Manchester City, con le prime due squadre che -sfruttando una piacevole coincidenza- hanno potuto offrire un &#8220;antipasto&#8221; della competizione con un match disputato il 21 maggio 2010 prima della finale di Champions League che vedeva contrapposte proprio Inter e Bayern Monaco (il match finì, a conferma della coincidenza, 2-0 per l&#8217;Inter grazie a una doppietta di Denis Alibec).</p>
<p>Le squadre coinvolte in questa sperimentazione rappresentano il meglio dei settori giovanili di tutta Europa: Ajax, Aston Villa, Barcellona, Basilea, Celtic Glasgow, Fenerbahce, Liverpool, Manchester City, Marsiglia, Molde, PSV Eindhoven, Rosenborg, Sporting Lisbona, Tottenham, Wolfsburg e, unica italiana invitata, l&#8217;Inter che è stata inserita nel girone con Basilea, PSV e Tottenham.</p>
<p>Una competizione senza dubbio affascinante, che permetterà a tantissimi talenti di confrontarsi ben oltre i confini dei campionati giovanili e in un clima di competitività ben diverso da quello delle partite &#8220;soft&#8221; della prima squadra nelle quali -nella migliore delle ipotesi- sono coinvolti. Un torneo che permetterà di &#8220;misurare&#8221; questi giovani in contesti ben più impegnativi e probanti, permetterà di valutarne la maturazione e la possibilità o meno di portarli in prima squadra. Che permetterà infine, a noi tifosi, di vedere un po&#8217; di calcio vero, magari depurato da tutte le tensioni e le forzature che sempre più spesso caratterizzano i campionati professionistici. L&#8217;Inter ha selezionato, per la competizione, una rosa mista tra Beretti e Primavera composta da circa 50 giocatori nati nel 1993 o nel 1994 che si alterneranno nelle partite del torneo.</p>
<p>La nostra prima partita sarà il 31 agosto allo Spurs Lodge contro il Tottenham: ancora non si conoscono i dettagli di una eventuale copertura televisiva ma Bauscia Cafè, nel suo piccolo, cercherà di tenervi aggiornati portando sui vostri schermi almeno qualcuna delle boccate d&#8217;aria fresca che si respireranno al NextGen Series.</p>
<p>Guardiamo avanti, allora: il conto alla rovescia è quasi terminato, e siamo pronti per puntare gli occhi sul calcio del futuro.<br />
<em>The clock is ticking&#8230;</em></p>
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		<title>Imparare dai propri errori.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 13:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vujen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Mercato]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell&#8217;errore. (Cicerone)</p>
<p style="text-align: justify;">Samuel Eto’o è ormai quasi ufficialmente un giocatore dell’ FC Anzhi Makhachkala. L’ufficialità dovrebbe arrivare intorno al prossimo venerdì, una volta effettuate le visite mediche di rito (a Roma) e soprattutto una volta trovato l’accordo economico tra la nostra società ed <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/16/imparare-dai-propri-errori/">Imparare dai propri errori.</a></span>]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><em>Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell&#8217;errore. </em>(Cicerone)</p>
<p style="text-align: justify;">Samuel Eto’o è ormai quasi ufficialmente un giocatore dell’ FC Anzhi Makhachkala. L’ufficialità dovrebbe arrivare intorno al prossimo venerdì, una volta effettuate le visite mediche di rito (a Roma) e soprattutto una volta trovato l’accordo economico tra la nostra società ed i virtuosi russi.</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso che come ampiamente detto in precedenza, una delle caratteristiche di questa operazione di mercato che più restano indigeste ai tifosi nerazzurri è la tempistica (siamo a meno di due settimane dall’inizio del campionato!), è oggettivamente impensabile non cercare di farsi un’idea sulle conseguenze di questa cessione, che potremmo definire, e ne avremmo ben donde, più che illustre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Samuel Eto’o</strong> è indubbiamente <strong>il giocatore più vincente</strong>, più talentuoso e in generale più virtuoso, professionale e rispettoso  verso i propri tifosi e verso i propri compagni, che l’Inter abbia avuto nell’ultimo periodo della sua ultracentenaria storia. E credo saremo tutti d’accordo in questo.<br />
Ma Samuel Eto’o è anche <strong>uno dei calciatori più pagati al mondo</strong>, con i suoi dieci milioni di euro (circa) annuali versati ogni anno dal presidente Moratti, e Samuel Eto’o è un centravanti che ha compiuto da qualche mese <strong>trent&#8217;anni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema, se così lo possiamo definire, è proprio questo. Siamo tutti sicuri del fatto che, con un paio d’anni in meno all&#8217;anagrafe, una partenza del camerunense sarebbe stata giudicata impensabile anche dallo stesso Lìder Maximo. Ma a trenta primavere quanto ancora può un giocatore rimanere al massimo della forma, della forza, prima di diventare (lo so che sembra paradossale sostenerlo) un peso, economico soprattutto, per la società che lo ha ingaggiato?<br />
Devono essere stati questi i pensieri di Massimo Moratti, una volta ricevuta l’offerta ufficiale dei paperoni russi, devono essere stati questi pensieri che possono aver dato fastidio ad Eto’o, trovatosi per la prima volta nella sua avventura nerazzurra, messo un minimo in discussione, non per le sue abilità tecniche ci mancherebbe, ma semplicemente per la sua carta d’identità, e per le dimensioni del suo conto bancario.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/16/imparare-dai-propri-errori/fc-internazionale-milano-v-as-roma-supercoppa-italiana/" rel="attachment wp-att-6992"><img class="alignleft size-medium wp-image-6992" title="FC Internazionale Milano v AS Roma - Supercoppa Italiana" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/eto4-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a>Una cessione, a queste cifre (si parla, anche se la situazione non è ancora del tutto chiara, di 28 milioni di euro per la società) di un giocatore di trent&#8217;anni, per quanto forte esso sia, <strong>non è una cosa così assurda</strong>. Da tifosi vorremmo che i nostri eroi fossero immortali, ma i tackles, gli allenamenti, gli infortuni pesano sulle gambe di una carriera che li vede da lustri interi ai vertici d&#8217;Italia, d&#8217;Europa e del Mondo. Ecco quindi che una mossa non troppo romantica, ma sicuramente più furba, è quella di monetizzare il più possibile prima che il fisico dica “ehi figlioli, facciamo che io non ce la faccio più?”.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia, anche relativa a tempi recenti, del calcio, è piena di esempi che vanno in tal direzione. Van Nistelrooy andò via da Manchester, direzione Madrid, per una cifra simile a quella che i russi spenderanno per Eto’o, alla stessa età del nostro attaccante. Sempre da Manchester qualche anno prima, e sempre in direzione Bernabeu, partì il ventottenne David Beckham. Anche a Milano qualcuno può raccontare un aneddoto simile: ricordiamo tutti la vicenda “non si tocca Kakà” (che poi si toccò eccome): col senno del poi i cugini fecero uno degli affari migliori della loro storia recente.<br />
Al contrario, ricordiamo tutti le offerte pervenute ai nostri fuoriclasse la scorsa estate (in particolare Maicon, ma arrivarono offerte anche per Milito): freschi di vittoria in Champions, rifiutammo venti milioni di euro scarsi per cedere il cartellino del terzino brasiliano al figliol non più tanto prodigo Mourinho. Ora, ad un anno di distanza, alcuni tra coloro che ridicolizzarono un’offerta del genere, ci penserebbero più di una volta prima di dire di no.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che è chiaro insomma, è che <strong>un’offerta di trenta milioni</strong> circa per una punta trentenne, <strong>può essere definita “congrua”</strong> senza per questo scatenare putiferi infernali dalle parti di San Siro. Non è questo il punto. <strong>Il punto</strong> (ed è questo il banco di prova della nostra società quest’anno) <strong>è tutto sul “come reinvestirli”</strong>.<br />
<a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/16/imparare-dai-propri-errori/immagine-1-3/" rel="attachment wp-att-6997"><img class="alignright size-medium wp-image-6997" title="Immagine 1" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-12-270x300.png" alt="" width="270" height="300" /></a>Il Manchester decise di investire in un formidabile talento portoghese, di nome Cristiano Ronaldo, all’epoca allo Sporting di Lisbona, per far dimenticare ai propri tifosi la bionda chioma beckhamiana (neologismo), direi che il risultato ottenuto possa essere definito soddisfacente. L’ariete olandese Van Nistelrooy venne ceduto avendo in squadra il giovanissimo attaccante Rooney, prelevato l’anno prima dall’Everton per 25,6 milioni di sterline. Ora l’olandese è al Malaga a svernare, Rooney è uno dei 4-5 attaccanti più forti al mondo, ed il Manchester è sempre lì dove si è abituati a vederlo stare: in cima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema, se andiamo a stringere, non è quindi vendere Samuel Eto’o (pur sapendo che ogni tifoso nerazzurro avrà il cuore un po’ più triste, in questi giorni di ferragosto) in sè e per sè, il problema è che la società ha il diritto, e diciamolo pure, il dovere, di provare a rimanere ai vertici che tanto faticosamente abbiamo raggiunto da qualche anno.</p>
<p style="text-align: justify;">E non è (ad esempio) vendendo un trentenne per acquistare un trentaduenne, che si rimane ai vertici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le parole sono importanti.</title>
		<link>http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 10:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vujen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Giocatori]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Supercoppa Italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[



<p>





<p>Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita (Federico Fellini).</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify;">In questo intervento mi sono riproposto di non parlare in maniera preponderante, come solitamente mi piace fare, di aspetti tecnici o di mercato, di arrivi di cessioni (probabili e certe) e di diagonali difensive. Diciamo che mi sono autoimposto di non prendere in considerazione <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/">Le parole sono importanti.</a></span>]]></description>
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<p><em>Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita</em> (Federico Fellini).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In questo intervento mi sono riproposto di non parlare in maniera preponderante, come solitamente mi piace fare, di aspetti tecnici o di mercato, di arrivi di cessioni (probabili e certe) e di diagonali difensive. Diciamo che mi sono autoimposto di non prendere in considerazione tutto ciò che abbiamo visto in questi mesi, a partire dall’ormai famosa “bagarre allenatore”, per arrivare in tempi più recenti agli spauracchi (rimarranno tali?) provenienti da Manchester e dal cuore (e dal portafogli) della Russia più profonda, così come mi sono deciso a non dire nulla per quanto concerne l’unica partita ufficiale sinora disputata che ci ha visti boccheggiare e cercare di galleggiare in linee difensive a tre ed a quattro poi, per ritornare a tre, senza entrare mai in area di rigore e segnando su calcio piazzato, per venire infine (diciamo non del tutto immeritatamente?) sconfitti.<a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/immagine-1-2/" rel="attachment wp-att-6944"><img class="alignleft size-medium wp-image-6944" title="Immagine 1" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-11-300x290.png" alt="" width="300" height="290" /></a><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/immagine-1/" rel="attachment wp-att-6939"><br />
</a><br />
Niente di tutto questo materiale per palati fini, seppur interessantissimo, verrà preso in considerazione quest’oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi mi piacerebbe molto evidenziare una delle caratteristiche peculiari della società nerazzurra, una di quelle che la rendono più facilmente riconoscibile (insieme ai colori nerazzurri, al biscione, a Facchetti Giacinto da Treviglio, se vogliamo) per tutti gli appassionati di calcio, in Italia e  non solo:</p>
<p style="text-align: justify;">La completa <strong>mancanza di organizzazione </strong>per tutto ciò che concerne il lato comunicativo dell&#8217; FC Internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è una novità, intendiamoci: svariati, anche solo in questo blog, sono stati gli articoli che hanno affrontato vari aspetti di questo elemento, svariati sono i periodi in cui questa nostra caratteristica si è mostrata in tutto il suo avvilente splendore, svariate sono le reazioni dei tifosi (interisti e non) di fronte a questo modo di comunicare, quasi “romantico” se vogliamo, visto nell’ottica 2011, in cui tutto è condiviso, tutti sono connessi a chiunque e qualunque cosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/immagine-2-2/" rel="attachment wp-att-6947"><img class="alignright size-medium wp-image-6947" title="Immagine 2" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-2-300x291.png" alt="" width="300" height="291" /></a>Personalmente parlando, ritengo di poter dire di far parte a quella fetta di tifosi a cui questo nostro tratto distintivo solitamente non dà particolare fastidio: in fondo siamo una società di calcio, e nel calcio si parla solo e soltanto attraverso il campo di gioco.<br />
Giusto, giustissimo, sacrosanto. Il discorso però è, stavolta, diverso. Il discorso è che sarà sicuramente il campo a parlare, ma come in ogni comunicazione generica, tale comunicazione è appunto esistente solo a tre condizioni: 1) che ci sia chi comunichi 2) che ci sia chi recepisca 3) che ci sia un messaggio. Il problema stavolta è proprio il fatto che non c’è nessun messaggio, né implicito né (figuriamoci) esplicito da parte della società.<br />
Prendiamo il campo come virtuale foglio di carta, in cui le trame di gioco, i tiri, i goals, i giocatori rappresentano il nostro argomento, ciò che ci apprestiamo a leggere ed assimilare. Per giudicare buono o meno il contenuto (leggiamola come: la soddisfazione del tifoso) occorre per prima cosa tarare lo scritto, l’operato, la frase in relazione a chi l’ha messa nero su bianco (possiamo dire: nerazzurro su verde?). Facciamo un esempio: la stessa frase susciterà nel lettore due reazioni diverse, se a concepirla sia stata una bambina di cinque anni o un navigato e famoso scrittore. Trasponendo il concetto al punto di vista calcistico, le stesse trame, gli stessi interpreti, gli stessi <strong>risultati</strong> dovrebbero suscitare reazioni diverse, se ottenuti da una squadra che punta a vincere tutto, o se da una squadra in pieno ricambio generazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/immagine-3/" rel="attachment wp-att-6950"><img class="alignleft size-medium wp-image-6950" title="Immagine 3" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-3-300x248.png" alt="" width="300" height="248" /></a>Il problema (per quanto mi riguarda) è tutto qui: Moratti, Branca, Paolillo, perché non ci dite quali sono i piani per il futuro? Perché non ci dite cosa ci dobbiamo aspettare in questa futura stagione calcistica ormai alle porte? Perché non ci rassicurate sulle varie operazioni di mercato, sulla bontà della rosa, sul fatto che il valore totale delle nostre forze non scenderà, o d’altro canto non mettete subito in chiaro che si punterà prima al pareggio di bilancio, anche a discapito di obiettivi minimi (qualcuno ha letto “qualificazione alla prossima Champions”?) e di risultati deludenti in campionato ed in Europa? Perché il nostro direttore tecnico risponde “mi sono stufato di parlare di calciomercato” in Agosto? Perché il nostro amministratore delegato manda (almeno questa è la notizia, da confermare comunque) messaggini in cui avverte di trattative complesse, atroci (dal punto di vista del tifoso) e non ancora giunte alla loro conclusione, positiva o negativa che sia? Perché abbiamo dovuto assistere a penose (sì, penose) figure durante la scelta del nuovo allenatore, che hanno portato ad una parziale delegittimazione del povero Gasperini, ancor prima di poter mettere piede ad Appiano?</p>
<p style="text-align: justify;">L’aria da “<strong>improvvisazione generalizzata</strong>” penso sia per un tifoso una delle cose più frustranti che ci possano essere. E da una dirigenza così sinergica con i propri supporters, tanto da offrire loro la possibilità di abbonarsi per tre anni senza sapere cosa il futuro nerazzurro possa proporre, mi sembra il minimo.<br />
Non vorrei che balenasse, nella mente di qualche folle, l’idea che queste idee riguardo il futuro prossimo non siano troppo chiare nemmeno negli uffici in Corso Vittorio Emanuele II.</p>
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