scritto da il 8 marzo 2009 alle 11:02

Il mese che decide tutto

La potenza è nulla senza Concentrazione.
Dopo la partita di andata col Manchester Josè Mourinho disse a proposito del ritorno, ormai incombente, “dovremmo essere bravi a sfruttare la prima occasione”. Sir Alex Ferguson, intervistato giustamente dalla Gazzetta, noto giornale della contea di Manchester, pensa che Mourinho punti ai rigori. Possibile? No, dato che con lo zero a zero interno la possibilità di andare ai rigori è assai minima. Forse pensa che ci affideremo in toto a Julio Cesar, ma io penso che Mourinho intenda riproporre a Manchester una Inter molto speculare a quella vista ieri. Stretta, corta, compatta e in grado di ripartire, magari tenendo lo United abbastanza lontano dall’area di rigore.

Per fare questo servirà la difesa alta. La linea difensiva però è un rebus, out Burdisso, ideale sulle palle alte, in stand-by Rivas, difficile dire come si presenteranno i due titolari, se saranno arruolabili e in che condizioni saranno: Samuel e Chivu danno una sicurezza sul piano tattico, ma mi accontenterei del solo The Wall in campo, essendo a corto di miracoli.

Cambiasso dietro? Se ci fosse comunque emergenza dovremmo adattare Cambiasso, con grande perdita per il centrocampo. Si può sperare in Vieira, nel recupero di forma di Muntari, in qualche apertura magica di Zanetti… ma la verità è che ancora una volta dovremmo affidarci ai nostri uomini migliori, se avranno la forza e la voglia di sputare sangue. Ibrahimovic ieri ha giocato bene, ma quando è lasciato solo in attacco si stanca prima e perde in lucidità. Il Balotelli visto ieri, del quale giustifico totalmente l’aspetto mentale, perchè certo lui ha passato una settimana assurda, non De Rossi, che immagino l’abbia spesa nelle sue note letture edificanti, vale il triplo di Adriano e deve giocare. Ma ogni calcolo rischia di diventare aleatorio con le incertezze che gravano sul reparto difensivo. Preferisco pensare che andremo all’Old Trafford a lottare e vada come vada.

Capitolo Campionato.
Mancano 11 partite alla fine del campionato e abbiamo 7 punti di vantaggio sulla Juventus.

Inter-Fiorentina
Inter-Reggina
Udinese-Inter
Inter-Palermo
Juventus-Inter
Napoli-Inter
Inter-Lazio
Chievo-Inter
Inter-Siena
Cagliari-Inter
Inter-Atalanta

Juve-Bologna, Roma-Juve, Juve-Chievo, Genoa-Juve, Juve-Inter, Reggina-Juve, Juve-Lecce, Milan-Juve, Juve-Atalanta, Siena-Juve, Juve-Lazio.

Posto che la Juventus ha un finale agevole abbastanza simile al nostro, con squadre già sistemate (a meno di un crollo del Siena: Torino, Lecce, Chievo e Bologna sembrano più deboli), il campionato si deciderà proprio in questo mese che ci separa dallo scontro diretto. Fare bottino pieno nelle prossime 4 giornate, questo è l’obbiettivo realistico che dobbiamo prefissarci, sapendo che così andremo a Torino per mettere la parola fine al discorso scudetto.

Balotelli e i telecronisti di Sky.
Ne abbiamo sentito di peggiori. Ma il telecronista di ieri, ogni volta che ci ricordava di essere uno sportivo, giudicando male qualsiasi fallo di Balotelli (spesso avvenuti per irruenza), merita di guardarsi 10 dvd di Rino Gattuso. Se ogni fallo meritasse l’ammonizione, Gattuso giocherebbe al massimo 15 partite l’anno.

I migliori e i peggiori.
L’Inter nel complesso ha giocato una buona partita. Il Genoa è stato pericoloso soprattutto nel primo tempo, nella ripresa l’Inter ha giocato più alta. L’occasione maggiore di Thiago Motta arriva per un classico errore di posizionamento di Cordoba. Il colombiano esce sulla destra per aiutare e coprire Maicon (6) su Milito e Jankovic, l’azione si ribalta dall’altro lato, Motta si butta nello spazio vuoto lasciato da Milito e colpisce a botta sicura. Cordoba (6) rincula in ritardissimo e ha pure la tentazione di allungare il braccio e affossare il brasiliano, che lo precede. Julio Cesar (7) salva. Nella ripresa è Biava ad andare vicino al gol, Cambiasso (7.5) è bravissimo, ma in difesa si comporta pur sempre da centrocampista. L’azione sul Cuchu è probabilmente viziata da fallo, ma non fa niente. Biava tira di poco fuori.

Molto bene Stankovic, Zanetti e Ibrahimovic. Ibra alla fine è stanco, ma al primo minuto è straordinariamente lucido (7.5). Fornisce anche l’assiste per il gol di SuperMario Balotelli. Zanetti nel secondo tempo sale in cattedra, erigendo una muraglia davanti a Cambiasso. Voto: 7. Stankovic fatica parecchio, perchè deve spremersi in un ruolo di raccordo, con un doppio lavoro assicurato dalla presenza di Figo e Mancini, che appaiono spaesati. Suo il lancio del gol iniziale. Tanta quantità e qualità, quando serve. Bene anche Burdisso, finchè è rimasto in campo. Conosce Milito e sa come prendergli le misure, il suo è un infortunio grave. Da rivedere il solito Muntari, abbastanza contenuto Santon, che pure ha fatto una sgroppata delle sue, prendendosi una punizione dal limite dell’area, sprecata da Balotelli. Caso a parte proprio SuperMario: tatticamente disciplinato, ha la lucidità di infilarsi nel mezzo della difesa genoana e perforare Rubinho.

I dubbi se la palla sia entrata o meno rimangono intatti. Certo non è scandaloso dare un gol del genere, dato che forse rimane sulla linea la proiezione della sfera. Questione di ombre insomma, che non tolgono nulla a una vittoria meritata, ottenuta su un campo fino a ieri inviolabile.

Voto 10 alla bentornata maglia del Centenario della Beneamata.

Marciapiedi e dintorni:
Il Giornale di Milano è tra quegli organi di stampa, praticamente il novanta per cento, che hanno volutamente equivocato il significato della storica conferenza stampa di Mourinho relativa alle prostitute intellettuali. Il Giornale e altri mass media hanno diretto le accuse del nostro tecnico a Milan, Juventus e Roma, invece di guardarsi dentro e riflettere. Pazienza.

Mettiamo chiarezza. Dal dizionario De Mauro – Watergate:

Prostituzione: attività di chi offre prestazioni di natura sessuale dietro il corrispettivo di un pagamento in denaro. Prostituzione Intellettuale: attività di chi offre prestazioni di natura intellettuale (sc.: scribacchini, giornalisti, redattori, inviati) dietro il corrispettivo di un pagamento in denaro, chiamato comunemente stipendio ed elargito da editori che perseguono uno scopo ben preciso nei confronti dell’Inter. La prostituzione intellettuale consiste nel coprire tutte le notizie che potrebbero mettere in cattiva luce le avversarie dell’Inter e dar risalto a tutti gli eventi negativi, inventati o reali, che accadono all’Inter.

Perchè ci si prostituisce: per fame, per mancanza di dignità, perchè si è vedove del Moggismo.

Il più chiaro esempio di prostituzione intellettuale è quella rivolta ai danni dell’Inter dal 2006 a questa parte. Lo scorso anno, per esempio, la Roma è la squadra che ha avuto più espulsi contro e se si guarda alla cifre nude e crude, si può notare che è stato un campionato equilibrato dal punto di vista arbitrale. I giornali hanno però insistito con la storiella degli “aiutini”. All’epoca della Triade le cifre della Juventus (e del Milan) erano assai differenti.

Il mitico anno del 5 maggio:
Juventus – 49 ammonizioni, 3 espulsioni, 7 rigori a favore e 2 contro
Roma – 63 ammonizioni, 6 espulsioni, 5 rigori a favore e 2 contro
Inter – 76 ammonizioni, 4 espulsioni, 6 rigori a favore e 5 contro

La Juventus negli anni di Moggi ha avuto un cartellino giallo ogni 12.9 falli. L’Inter di questo triennio uno ogni 7.5, senza contare le giornate di squalifica comminate via prova tv.

All’inizio del 2005 si ebbe il clamoroso record: 46 falli commessi dalla Juve di Capello. Una sola ammonizione comminata. Casarin disse: “A livello mondiale la media è di un’ammonizione ogni 7/9 falli, la Juventus viaggia in Italia a una media di 13/15″.

Quando alle avversarie dell’Inter, peraltro, capiteranno simili partite forse se ne potrà riparlare o sperare in inchieste future.

Intanto sembra che ci sia vita su Marte.
Rosella Sensi accusa Mourinho di istigare alla violenza, proprio nel giorno in cui la Uefa minaccia di levare a Roma la finale della Champions se proseguiranno i cori razzisti. Ribadiamo: la Roma è la squadra coi peggiori tifosi e coi giocatori più ignoranti in circolazione.

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scritto da il 8 febbraio 2009 alle 12:43

Inter&Reggina vs Lecce&Milan, le pagelle

Julio Cesar 7 | Dopo l’autocritica per il goal di Bianchi ed il buon lavoro fatto in settimana (Mou dixit), sfodera una parata eccezionale sul colpo di testa di Stendardo. Attento in uscita bassa su Papa Waigo e Papadopoulos. Da brevettare l’esultanza dopo le reti siglate dai suoi compagni. Maicon 6,5 | Partita senza le sue accelerazioni a renderlo protagonista. Sbaglia un goal facile facile, ma batte la punizione dal quale nasce il terzo goal di Stankovic. Battagliero fino all’ultimo minuto. Burdisso 6+ | Terza partita consecutiva giocata con attenzione e determinazione. L’unico neo è l’essersi perso Stendardo nell’occasione più pericolosa degli uomini di Beretta. Materazzi 6,5 | Il campo bagnato gli permette di scivolare con le sue lunghe leve alla ricerca del pallone con dolo eventuale. Importante sui palloni alti. Un rientro positivo. Santon 7 | Si pensava che Mou gli avrebbe preferito Maxwell, ma parte ancora dall’inizio. Il “bambino”, protetto da un centrocampo più folto e dall’opera di interdizione continua di Muntari, sfoggia la solita calma olimpica e si permette il lusso di far segnare Figo di testa. Il suo assist è entrato comunque nella storia.

Zanetti 6,5 | E’ in partite come queste che vorresti toglierlo dalla squadra per vedere l’effetto che fa (cit.). Cambiasso 7 | Finta e passaggio per Ibra. Per essere più precisi: finta, passaggio per Ibra ed inserimento a ricevere il triangolo. Ma Ibra il triangolo non l’aveva considerato (cit.). Partita maiuscola che va ad aggiungersi alle prestazioni eccezionali di Roma (2), Catania, Torino Napoli, J**e e Palermo. Nelle vittorie più belle non manca mai. Muntari 6,5 | Il solito motorino riposato dopo una giornata ai box. Taglio di capelli a parte fa sentire la sua presenza con contrasti senza esclusione di colpi ed un dinamismo posizionale che lo ha reso importante per i meccanismi di questa squadra. Vedremo col rientro di Vieira come Mou ridisegnerà il centrocampo. Stankovic 7 | Due colpi di testa. Il primo sullo 0-0 più facile da segnare che da sbagliare. Il secondo, quello del goal, con una traiettoria fantastica e coefficiente di difficoltà elevatissimo. Questo sistema di gioco con Ibra prima punta e 5 centrocampisti esalta il suo tempismo negli inserimenti. E’ tornato quello dei tempi della Lazio, come chiedeva Mou? Raggiunto e superato, diciamo noi. Figo 6,5 |Senza il goal sarebbe stato il 6 politico della partita. Stava per uscire, ma prima voleva ribadire che Via Del Mare è uno stadio che gli porta bene. Segnò allo stesso Benussi nella sua prima stagione in nerazzurro su assist di Burdisso. Questa volta colpo di testa (un inedito), palla all’angolino destro e nulla da fare per il portiere. Viene applaudito dalla panchina con facce al limite dell’incredulo.

Ibrahimovic 7 | Assist a Deki, goal del vantaggio, calcio di rigore procurato, ammonizione rimediata, assist a Maicon che si conclude con tiro di Stankovic su Benussi in uscita e, soprattutto, tanta volontà al servizio dela squadra. Maxwell e Chivu sv | Ingiudicabili. Balotelli ? | 4 minuti per beccare un’ammonizione e saltare il derby, o meglio, la possibilità di essere convocato. Mourinho 7,5 (il migliore) | Come al solito è stato più bravo davanti ai microfoni che sul campo da gioco. Ma stavolta ha dovuto superarsi, non era semplice fare meglio del suo 4-3-1-Figo-1. La squadra si è mossa in maniera compatta e da manuale sono stati gli inserimenti dei centrocampisti in più di una circostanza. La frase: “Devo difendere la mia squadra. Se nessuno lo fa lo devo fare io” lascia spazio all’interpretazione. Chi dovrebbe farlo e non lo fa? Si riferisce ai media o alla società? Parla di “stranezze“, per evitare il deferimento. Non siamo d’accordo nell’inserire la Samp nel novero degli episodi “strani”, ma gli ultimi 3 (Muntari a Catania, mancato rigore col Torino e col Catania) sono evidentissimi. L’avversario dell’Inter? “Tutta l’Italia, non una squadra in particolare ma tutti contro di noi”. Benvenuto a bordo, José. Tagliavento 5 | Il fallo di Stendardo su Ibra era rigore. A parziale scusante la sua posizione. Dal replay fronte a Benussi, Ibra dà la sensazione di alzare il piede con rapidità sospetta. Rimane il dubbio sul suo nomen omen.

Abbiati 7 | Da quando è tornato titolare ha tolto ai milanisti uno degli alibi alle sconfitte: il “didastro”Zambrotta 5 | Da quando ha iniziato a giocare con Ronaldinho è cominciata la sua fase calante. Chi va con lo zoppo, prima o poi lo supera (cit.). Bonera 5,5 | Peccato per l’ammonizione che gli farà saltare il derby.Mal Dini 6 | Vedendo il goal di Figo ha confessato agli amici che giocherà anche la prossima stagione. Ian Culovsky 8 | Fonte inesauribile di palloni persi in fase d’impostazione. Anche questa è colpa di Cufré. Flamini 8 | Al suo posto avremmo fatto lo stesso. Rifiutare la J**e per un contratto migliore (di 2 milioni di €) e per giocare meno partite. Il nuovo Nando De Napoli. L’unica cosa che non ci torna è l’inca**atura di Wenger. Beckham 7 | Sempre detto: se avesse avuto la faccia di Mirko Conte non avrebbe neanche il 20% di quello che possiede ora. I cross sono impeccabili e le traiettorie infidamente pericolose, ma la domanda è: per chi? Attende con ansia il ritorno di Borriello. Ambrosini 3 | Chiede un rigore per un tuffo rovesciato scuola Inzaghi. L’arbitro gli dice che se lo può… scordare.

Ronaldinho 6 | Le telecamere, impassibili, riprendono il suo volto mentre esce sconsolato dal campo per raggiungere il luogo che gli ha fatto compagnia nelle precedenti 4 partite. Evidentemente “No Joga Bonito”Kakà sv | Deve sapere solo una cosa: Dio perdona tutto, tranne le sceneggiate e qualche altro reato minore. Quindi se gioca il derby è a rischio scomunica. Pato 5 | Se non ci fosse stato l’arbitro, Lanzaro l’avrebbe spennato prima della fine dei 100′ regolamentari. Per gli amanti di cornaca vera , questa è la causa del suo nervosismo. Seedorf 7 | Viste le proteste per il goal annullato, hanno trasportato in clinica anche lui per valutare la perdita di sensibilità alle mani.  Inzaghi 6 | Chi non ha pensato che tornando in 11, Superpippo l’avrebbe messa al 91esimo? Per fortuna ci siamo evitati i 2′ di esultanza. Antonini 4 | Ricordate un Inter-Siena dello scudetto dei 97 punti in cui Maicon appoggia in maniera leggiadra indice, medio e anulare sulla spalla di un giocatore avversario il quale si lascia cadere ed ottiene un calcio di rigore? Era un certo Antonini. Ieri Sestu poteva vendicarci. Di Gennaro 8 (il migliore) | Ceduto al Genoa in comproprietà per riportare Borriello a Milano. Le strategie di Bronzetti e Galliani. Caressa 2 | In certi frangenti sembrava Pellegatti, in altri l’avvocato del Diavolo. Probabilmente la moglie lo aveva minacciato con un: “a letto senza cena”.

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scritto da il 1 febbraio 2009 alle 10:15

J**entus-Cagliari, le pagelle

Buffon 5 | Come le reti subite nelle ultime 2 partite. Con Manninger in porta, ben altri risultati. Ma le scelte spettano all’allenatore. Mellberg 7 | A fine gara si consola con il seminario “Quando Dio era J**entino” tenuto da Padre Legrottaglie.Legrottaglie 8 | Non si dà pace: la Bibbia conteneva la profezia sulla guerra Isrealo-Palestinese, ma non v’era traccia della sconfitta col Cagliari. Materiale per il seminario. Chiellini 5 Senza di lui la trappola del fuorigioco funzionava a dovere, parola di Copelli. Moe Linaro 9 | Imparare lo stile J**e in poco più di un anno non è cosa da poco. Nell’azione del secondo goal stoppa il pallone quando aveva varcato interamente la linea laterale, ma non si fa tradire dall’emozione e continua senza timore. Prova di iniziazione superata.

Marcomarchionni 6 | E’ giunto il momento di rivelare l’errore di trascrizione all’anagrafe. Gioca solo perché parente stretto dell’ad della Fiat. Sissoko 7 |Smentisce con i fatti di non avere piedi fatati: il lancio a cercare Matri in occasione del terzo goal rossoblu è di una precisione imbarazzante. Zanetti 7,5 | Avevano ragione Capello e Sensi quando non lo riscattarono alle buste. Da lì in poi solo delusioni e pubalgia. E un bel “Sono molto contento di giocare in una grande squadra e di prestigio come la Juve” datato maggio 2006 (leggi). E ancora delusioni e pubalgia. Nedved 4 | Fa tenerezza vederlo mentre tenta i suoi salti dal trampolino con una agilità ridotta che ha già comportato la diminuzione del coefficiente (medio) di difficoltà. Si trasferisse al Milan: troverebbe una seconda giovinezza. Del Piero 5,5 | Con lui in campo Tuttosport non ha potuto dare la colpa della sconfitta alla sua assenza. La panchina di De Paola è più traballante di quella di Ranieri. Amauri 2 | E’ stato un anno a piangere perché Dunga gli preferiva tutti, da Adriano a Luis Fabiano passando per ErrepuntoOlivera, ed ora che lo chiama fa spallucce e si sottomette alla volontà di Cobolli&Gigli? Lo vogliamo nella nazionale italiana, giusto per leggere i critici dell’internazionalità dell’Internazionale esaltare la sua scelta dettata sicuramente dal cuore. 

MarK Izeeo 7 | Stavolta il nuovo Tardelli somigliava più ad un vecchio Tiago. Speriamo solo che in un lontano futuro non gli passi in mente di allenare l’Inter.Grygera 6 | Giusto in tempo per assistere all’azione spettacolare del terzo goal. Puntuale, ma non nelle chiusure. Ya-Qeen-Tah sv | Entra ma ha la testa allo ZenitRanieri 7 | Tra qualche mese si scoprirà che le sue mosse sono dettate da un famoso operatore nel campo delle scommesse. L’obiettivo? Favorire il sorpasso del Milan. Dalla regia (wat), mi segnalano un “Con Del Piero in campo mi sento più tranquillo” riferito nella conferenza pre-gara. Era chiaro che ce l’avesse con De Paola. Tuttosport 3 | “Ridateci la J**e”, il titolo in prima pagina. Domanda: un modo soft per dire: Ridateci LippiRidateci MoggiRidateci gli scudetti? Ai lettori(?) gobbi l’ardua sentenza. Noi abbiamo già quelle di Ruperto e San Dulli.  Allegri 8 |Per definire questa stagione eccezionale, manca solo una vittoria a San Siro. Cellino 10 | Le sua esultanza “alla Ibra” con le braccia allargate nella tribuna dell’Olimpico è una delle cose migliori della serata. (video, min. 3.00) Cobolli&Gigli 4,5 | “Se l’Inter è una portaerei, la J**e è una corazzata“… Kotiomkin (cit).

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scritto da il 19 gennaio 2009 alle 17:37

Atalanta-Inter, le pagelle

Julio Cesar 5,5 | Impietosa la grafica riassuntiva a fine primo tempo: 4 tiri subiti nello specchio, 3 goal. Solo sul primo, forse, c’era margine d’intervento. Imprendibili gli altri. Commette l’unico errore (ininfluente) a risultato compromesso: manca la presa nell’occasione che porta al palo di Ferreira Pinto. Maicon 6 | La sua partita la ricorderemo solo per il siparietto messo in scena con Bellini. L’atalantino, invitato dalColosso a confessare un’evidente deviazione in fallo laterale, fa spallucce ed il brasiliano se ne va offeso ed indignato. Paga la mostruosa prestazione in Coppa Italia col Genoa, dimostrando di non essere un cyborg. Cordoba & Burdisso 9 (in due) | Soffrono i movimenti di Floccari e gli inserimenti di Doni, complici errori individuali ed un centrocampo molle e disunito in fase di copertura. La sensazione è che con Samuel in campo la musica non sarebbe stata molto diversa. Maxwell 5 | Il manuale del calcio, tanto caro a José Altafini, dedica un apposito capitolo alle respinte difensive in caso di cross. L’imperativo categorico è di non respingere il pallone centralmente. Floccari, sentitamente, ringrazia.

Zanetti 5 | Primo tempo in balia del centrocampo avversario. Secondo tempo passato a coprire le avanzate di Obinna e a rincorrere le sgroppate di Ferreira Pinto. Domenica bestiale. Cambiasso 5 | Difficile dire se risente maggiormente della condizione e dell’organizzazione degli avversari o delle modifiche tattiche apportate da Mourinho. Il risultato è una prestazione notevolmente al di sotto dei suoi standard(s). Chivu 5 | Si fa fatica a trovare cosa sia cambiato dalla scorsa stagione, dove ha dimostrato di saper occupare (bene) gli spazi a centrocampo, risultando un jolly importantissimo per la conquista del titolo. Viene sostituito sul 2-0 ma la sua era una presenza fantasma. Stankovic 5 | Al rientro dopo la squalifica e l’infortunio non offre il contributo sperato. Inizia trequartista e finisce davanti alla difesa, ma cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Ibrahimovic 4,5 (il peggiore) | L’inquadratura della telecamera posta dietro la porta di JC mostra chiaramente il comportamento dei 3 in barriera: Maicon salta (come si dovrebbe), Stankovic vede il pallone passare sulla testa dello svedese ed Ibra non trova di meglio da fare che allungare il braccio toccando il pallone con la mano. Se ci avesse messo la testa (e non solo in senso metaforico) avrebbe evitato (o forse solo ritardato) il 2-0. Invidioso dei turni di riposo concessi a Stankovic, Maicon e Muntari, decide di farsi ammonire per proteste. Il pallone ciccato in occasione della rete della bandiera testimonia il suo senso del goal. Crespo 5 | Prima chance da titolare in campionato dopo la volenterosa prova col Genoa e l’assist contro il Cagliari. Ha un solo pallone giocabile. Tiro da dimenticare. Adriano 6 | Sembra quasi incredibile, ma è stato il migliore del reparto offensivo. Ripropone la rovesciata (anche se siamo molto lontani dai livelli di Julio Baptista) e cerca in più di una occasione l’azione personale. Lo scatto non è quello dei tempi migliori, il tiro neanche, ma, vista la (non) concorrenza potrebbe trovare spazio sia mercoledì che domenica. 

Obinna 5,5 | Deve allenarsi davvero secondo i dettami del tecnico per essere preferito a Mancini e Quaresma. Entra e fa il suo dovere, anche se sbaglia qualche cross di troppo. Errore macroscopico davanti a Coppola sul finale. Non deve essere certo lui il salvatore della partia. Figo 5,5 | Tanta buona volontà. Non sufficiente per colmare un dinamismo ormai prossimo ai livelli di Milanello. Mourinho 5 |L’elemento ricorrente nelle sua gestione è il cambio di atteggiamento tattico in caso di svantaggio. Eravamo abituati ad avere un modulo di riferimento, senza repentini cambiamenti nel momento in cui bisognava recuperare. Sconfessare il lavoro settimanale dopo pochi minuti di gioco non è un messaggio positivo. Attribuire i goal ad errori individuali non cambia la sostanza delle cose: l’Atalanta ha vinto anche per una occupazione del campo nettamente migliore. La Roma e la Samp ci diranno se la strada intrapresa sarà quella giusta. Rizzoli 6 | Partita facile da dirigere. Ha imparato che non sono necessari 3 vaffa per estrarre un giallo.

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scritto da il 24 novembre 2008 alle 9:58

Primo trimestre, voto 30

Passata la tredicesima giornata, siamo esattamente ad un terzo del campionato, possiamo quindi fare un ulteriore bilancio di come siamo messi e come stanno i nostri principali avversari nella lotta scudetto.
Partiamo ovviamente dalla capolista: 30 punti che raccontano di una squadra tonica, con la miglior difesa ed uno dei migliori attacchi, che impone i suoi ritmi alle partite; questo grazie a due cose fondamentali: il ritorno al rombo, almeno in Italia, ed una migliore condizione fisica (siamo un diesel, come l’anno scorso).
Insomma, niente di nuovo sotto il sole (?) di Appiano? No.

Questa Inter fa molto più possesso palla, ha la difesa alta (tranne forse proprio con la Juve) e pressa ancora più “in alto”, poi siccome sono il primo che si fa condizionare dai risultati, anche nel commentare il gioco, mi fermo, per non eccedere in trionfalismi che qui non siamo a Milanello…

Il Milan, appunto. 27 punti, figli di molte decisioni arbitrali discutibili, ma anche di una scommessa vinta a metà, cioè Ronaldinho: “vinta” se si guardano i gol, spesso decisivi oltre che belli, “a metà” se si guarda come il brasiliano sia tuttora un corpo estraneo rispetto alla squadra, torna pochissimo, insomma, il paragone (ad oggi) non potrebbe MAI essere fatto con Ibra, che anche quando non segna gol della madon…nina fa salire la squadra, piuttosto con Recoba. Senza dimenticare che queste cose le faceva anche l’anno scorso al Barcelona, con buona pace di chi si prende meriti per una rinascita immaginaria.

Ovviamente il discorso “R80″ non deve far dimenticare le “dimenticanze” difensive dei cugini, quello si marchio di fabbrica. Dife-samba, ma con gli accordi di Thriller.

Quelli che dovevano vincere 2-1, 24 punti e tanta bile, sono una squadra dignitosa ma con lacune in ogni reparto, Del Piero più 10 a fare numero (cit.) potremmo dire, ma non siamo scarti di carne argentina quindi non lo diciamo.

Il settantenne sabato aveva lo sguardo dei giorni migliori, quello di quando non capisce un cazzo, ma non sarà sempre così perchè per loro fortuna non affronteranno spesso squadre come l’Inter, quindi godiamoceli ora.

La Roma è guarita? non esageriamo, diciamo che gli sono stati applicati molti punti di sutura, ma difficilmente può rientrare nella lotta scudetto. Paga la sciaugurata campagna regali, più che acquisti, e la testardaggine del tecnico che avrebbe vinto la panchina d’oro, se Mancini fosse stato ancora alla guida dell’Inter: ora si è reso conto che senza ali doveva cambiare il gioco, ben svegliato.

Fiorentina, Napoli, Lazio e Udinese (in ordine sparso) semplicemente non hanno la continuità per puntare al bersaglio grosso, senza infamia e senza lode, vengono sempre buone per titoli e sparate a sensazione, ma non vanno prese sottogamba.

Però prima c’è la Champions (per chi la gioca).

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scritto da il 24 ottobre 2008 alle 10:27

Le pagelle di Inter-Anorthosis

AdrianoToldo 6,5 - Pronti via, si scalda le mani con una punizione di Dellas. Poi ordinaria amministrazione, ma la difesa con lui alle spalle è tranquilla. Regala un brivido con un’uscita spericolata su Hawar. Comunque, nonostante le 37 primavere, Toldone c’è.

Maicon 7 - Non finisce mai di sorprendere. L’assist per Adriano è un incredibile mix di sapienza tattica e capacità tecnica. Altri terzini in passato sono stati così determinanti, ma loro perdevano tempo a dribblare gli avversari. Lui li travolge.

Cordoba 6 – Solita tranquillità in difesa, dove non patisce minimamente i 30 centimetri di differenza con Sosin. Con Mourinho per la prima volta in carriera intravede la linea di centrocampo e, quando può, non disdegna di scavalcarla.

Chivu 6 – Serata tranquilla. Gli attaccanti ciprioti non creano ansie, e lui non si complica la vita. Ottima la gestione della linea difensiva.

Zanetti 6,5 – Non inizia bene, poi esce alla distanza. Dopo più di 600 partite sempre sugli stessi livelli iniziano a mancare le parole.

Cambiasso 6,5 - E’ un piacere vederlo giocare. I ciprioti difficilmente arrivano dalle sue parti, e ancora più difficilmente lo superano. L’infortunio fa preoccupare molti, ma non dovrebbe essere niente di grave.

Stankovic 6,5 - Su alti livelli per tutta la partita, a differenza di Roma. Ordinato in fase difensiva, veloce nel far girare la palla, perfettamente sincronizzato con i movimenti di Muntari. Ottimi segnali.

Muntari 6,5 – Mezzala, mezzapunta, mezzo centrocampista e mezzo esterno: in totale fa due. Se questi sono i livelli ai quali dobbiamo abituarci, il futuro non è niente male.

Mancini 5,5 – Di stima. E’ un corpo estraneo: zero cross, zero spunti, zero pericoli, inesistente il feeling con Ibrahimovic visto nelle prime partite. Sbaglia un aggancio solo davanti al portiere. Su punizioni e calci d’angolo meglio stendere un pietosissimo velo.

Adriano 6,5 - Arruffone quando non ha lo spazio per partire palla al piede, ma quando lo trova lascia intravedere sprazzi dell’Adriano che fu. Impreciso alla conclusione, perfetto senza palla (chi l’avrebbe mai detto?). La torsione sul gol è roba da palati finissimi. Dicono di lui: “Alla sua età e con il suo fisico, se dorme e beve acqua può fare grandi cose”. 18 gol in Champions, mai nessuno come lui.

Ibrahimovic 7 - Un’iradiddio. La palla fra i suoi piedi è come in cassafore, fa sempre la cosa migliore e la fa con una classe da stropicciarsi gli occhi. Imperdonabile l’errore a tu per tu con Beqaj, ma se fa una stagione intera così…chissà.

Quaresma 6+ - Stavolta entra di più nel vivo del gioco. La trivela non manca mai e sbaglia uno stop solo davanti al portiere, come Mancini. Di più, rispetto al brasiliano, mette dentro un paio di cross e batte decentemente un calcio d’angolo.
Cruz sv – Pochi minuti, spedisce fuori di un niente la palla che potrebbe chiudere la partita. Tatticamente perfetto, come al solito.
Burdisso sv - Non giocava a centrocampo da Valencia, ma quello di mercoledì era un ruolo diverso. Semplice e pulito, cerca di mettersi in evidenza il meno possibile.

Mourinho 7 – Tiene alta la concentrazione con 8/11 della squadra di domenica, e non era facile. L’Inter sa quello che deve fare e lo fa dal primo all’ultimo minuto, con pochissime pause. Toldo titolare, dicono, è una delle classiche mosse con cui tiene in pugno lo spogliatoio e si fa amare dai giocatori. Avanti così.

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scritto da il 21 ottobre 2008 alle 0:57

Roma-Inter, le pagelle

EsultanzaJulio Cesar 7 - Le sue pagelle sono sempre una piacevole ripetizione: subisce pochi tiri ma è sempre impeccabile. Inizia con una spettacolare parata su Riise dopo 3 minuti, poi un miracolo su Cicinho e una grande risposta a Aquilani sul 2-0, infine chiude la porta ancora a Riise su punizione. Caricandosi come se avesse parato un rigore decisivo. C’è la sua firma, anche in un 4-0.

Maicon 7,5 - Quello dei terzini è spesso un ruolo marginale, ma quando chi lo occupa appare così decisivo si capisce che si ha a che fare con un fenomeno. Al solito colossale apporto aggiunge un errore che poteva chiudere la partita dopo un quarto d’ora e il palo nell’azione del possibile pokerissimo. Immenso.

Cordoba 6,5 – Guidato da Chivu, non sbaglia praticamente niente e grazie alla sua velocità sa farsi trovare sempre nel posto giusto al momento giusto. Sua la palla per l’1-0 di Ibra, suo un insospettabile tiro da fuori nel secondo tempo. I critici sono sempre numerosi, ma cambiano gli allenatori e lui è sempre lì. Un motivo ci sarà.

Chivu 6,5 - Impeccabile. Ferma Totti e guida i compagni di reparto come se avesse sempre ricoperto quel ruolo. Da ovazione la tranquillità con cui resta alto mandando in fuorigioco Perrotta sull’azione del possibile 1-1. Prende un giallo che non capisce nessuno.

Zanetti 6,5 - Si vede pochissimo, ma sappiamo per esperienza che questo è il segno che le cose vanno bene. Le sue caratteristiche non gli permettono di spingersi in attacco con efficacia, ma Taddei deve aspettare il 90′ per scoprire che in campo c’è anche un pallone.

Cambiasso 7 - Sovrasta Perrotta, copre su Totti, guida il centrocampo con intelligenza e precisione sublimi. Il tutto al rientro da Santiago del Cile, mentre altri non erano al meglio perchè stanchi del viaggio Lecce-Roma. Un centrocampista arretrato così possono vantarlo in pochissimi. Teniamocelo stretto, in quello che è il suo ruolo.

Muntari 7 - Risponde a tutti quelli che non capivano come potesse essere un’alternativa a Lampard. Perfetto in interdizione, continuo e preciso negli inserimenti, serve l’assist a Ibrahimovic per il 2-0. Sbaglia qualcosa in impostazione e nelle conclusioni a rete, ma se continua così sono dettagli. Per annichilire la Roma bastano lui e i suoi due compagni di reparto.

Stankovic 6,5 - Finalmente una sufficienza piena e fuori discussione per il Drago, dopo più di un anno di tormenti. Come dice Mourinho, una partita è troppo poco per esaltarsi…ma già da qualche tempo la strada imboccata sembra quella di una decisa risalita. Ordinato nel primo tempo, devastante nei decisivi 10 minuti iniziali del secondo. Alla faccia di chi lo voleva “uomo contro”, rischia di diventare titolare nel centrocampo ideale del tecnico portoghese.

Quaresma 6 - In lento ma costante miglioramento, copre ordinatamente dietro e si propone in avanti incaponendosi, a volte, alla ricerca di un gol che gli servirebbe come il pane. Gioca forse la sua migliore partita in nerazzurro e lancia splendidamente Obinna nell’azione del 4-0, ma lui è capace di ben altro. E deve riuscire a dimostrarlo.

Obinna 6,5 – Gioca titolare perchè c’è bisogno di disciplina e ordine tattico. Chiedere una cosa del genere a un attaccante nigeriano che fa le capriole sembra una bestemmia, invece lui se la sbriga bene. Qualche errore di troppo nel primo tempo, ma tutto sommato fa quello che gli si chiede. Coronando il tutto con il gol che dà il via all’allenamento.

Ibrahimovic 8,5 - Devastante. Pronti via, sfrutta un errore della premiata ditta Cicinho-Doni per chiarire l’andazzo che prenderà la serata. Poi dismette i panni della prima punta per iniziare il ballo degli attaccanti ormai tipico del tridente nerazzurro, salvo rivestirli con un movimento perfetto quando si tratta di spegnere i sogni di gloria giallorossi. Gioca la tredicesima partita consecutiva con una efficacia e una continuità che non si erano mai viste nella sua carriera. Merito di Mourinho, merito del nuovo ruolo, merito di una maturazione che speriamo possa essere definitiva. Esce per una botta alla gamba, ma non dovrebbe essere niente di grave.

Mancini sv – 25 minuti quando la partita non ha più niente da dire. Prova a mettersi in mostra, ma forse il risultato gli toglie più di un problema.
Dacourt sv - Fondamentale nel lavoro svolto in settimana al posto di Cambiasso, si prende la prima presenza come premio alla professionalità dimostrata in questi tempi per lui non certo felici. Gli avrà fatto piacere la valanga di complimenti ricevuta da Mourinho in ogni intervista.
Cruz sv – 10 minuti per cercare di graffiare la partita con un destro al volo che, nel cuore di tutti, avrebbe meritato miglior fortuna.

Mourinho 8 – Bissa il primo tempo di Supercoppa e lo estende per 80 minuti, senza voler considerare il garbage time finale. Questa è la sua Inter: difesa alta, esterni ordinati, centrocampo dinamico e propositivo. Concentrazione, rapidità e ripartenze. Resta il dubbio che possa funzionare bene in trasferta a Roma e meno bene a Milano contro il Lecce, ma il tutto è funzionale a ben altri progetti. Ora deve dare continuità a questo gioco, con la coscienza che se si esprime a questi livellli l’Inter resta irraggiungibile per tutti in Italia. E per molti in Europa.

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scritto da il 6 ottobre 2008 alle 16:35

Il primo pagellone: tante sorprese, molti fazzoletti

Sono passate le prime sei giornate e l’Inter è tornata prontamente in testa. Adesso c’è la classica pausa di metà ottobre che fa da trampolino di lancio al periodo lungo di autunno, nel quale l’Inter di Mancini ha scavato il solco con le avversarie. Vedremo se questa Inter di Mourinho farà lo stesso, nonostante sia nuova come mentalità e impostazione e abbia diversi problemi con gli infortuni in difesa. Ma vediamo chi sale e chi scende dopo questa prima fase della stagione.

zarate mauroIn paradiso: Udinese, Atalanta, Catania, Palermo e Lazio. Spiace dirlo, ma l’Udinese di Marino si conferma ad alti livelli, con un gioco offensivo adatto agli uomini d’attacco della rosa costruita da Pietro Leonardi. Alexis Sanchez la sorpresa, ottima la conferma di Pepe e Inler Gokhan, la punta di diamante è sempre Antonio Di Natale. L’Atalanta di Del Neri in casa è un portento, ha gli uomini giusti per gli schemi preferiti dall’ex tecnico del Chievo, Doni poi fornisce la solita dose di esperienza e classe. Floccari è sempre presente. A Ballardini dovranno fare un monumento nel Canale di Sicilia, tra Cagliari e Palermo. Quattro vittorie su cinque, con la gemma dell’Olimpico di Torino. La squadra ha ritrovato stimoli ed è guidata da un lucidissimo Liverani. Cavani e Levan Mchelidze le sorprese. La Lazio di Lotito nel rapporto qualità/prezzo è forse la migliore, anche se l’acquisto definitivo di Zarate non è cosa sicura. Tipico attaccante da campionato italiano, che forma un bel tandem con Pandev. Matuzalem e Mauri giocano a velocizzare il centrocampo. Infine il Catania di Walter Zenga, che sviluppa un calcio che mischia una certa dose di culo, sagacia tattica, ammucchiate difensive e colpi di genio. Ma Walterone è Walterone è merita ogni bastonata sui denti (in senso affettuoso, ovviamente).

In Purgatorio: il Napoli, uscito malamente dalla Uefa, è comunque una squadra da prime sei-sette posizioni. Reja sta facendo pure turnover, anche se gli innesti di Maggio e Lavezzi sono imprenscindibili. La Fiorentina sta disputando un campionato contraddittorio: forse deve recuperare morale Mutu, che ancora è la brutta copia del calciatore che conosciamo. Gilardino segna a raffica, evidentemente a Milanello era soffocato dall’aria spensierata dell’allegra famiglia rossonera. Lo stesso Milan fa compagnia in questa speciale sezione: partito malissimo, si è ripreso per impantanarsi di nuovo a Cagliari. Fortunatamente per i cugini (non miei) Galliani tiene sempre aperto il libro nero delle vaccate e delle scuse. Bene hanno fatto anche il Genoa di Milito, fortissima in casa, e nei limiti delle loro possibilità il Siena e il Lecce.

All’Inferno per ora ci sono squadre come il Cagliari, che non ha mai giocato male, ma che deve decidersi a far fuori Larrivey, se vuole segnare. Oppure il Torino di De Biasi, tutto chiacchiere e distintivo, con una squadra poco equilibrata. O ancora il Bologna di Arrigoni, attualmente inguardabile e Chievo, Samp e Reggina che hanno fatto abbastanza ridere, male soprattutto la squadra di Mazzarri. Infine il magico duo Roma-Juventus, accreditato del miglior coefficiente di sfacciataggine nel rapporto dichiarazioni / realtà / vaccate / lsd / articoli di giornale / uso di fazzoletti. Gli alibi ci potrebbero essere (molte assenze rilevanti), ma la storia della sabbia dell’Olimpico di Torino, pronunciata da Ranieri per giustificare il pareggio interno col Catania è da antologia. O da esonero prematuro.

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scritto da il 25 settembre 2008 alle 18:29

Inter-Lecce, le pagelle

Julio Cesar 7 – Un tiro subito, una parata da campione: esattamente quello che si chiede al portiere di una grande squadra. Ci regala anche qualche brivido con un disimpegno all’altezza della bandierina del corner: il Lecce non fa spettacolo e allora, per gli spettatori di San Siro, si dà da fare lui. Partita numero 100 in nerazzurro.

Zanetti 600 - Siamo seri, come si fa a banalizzare con un voto una partita così? 5,5, 6, 6,5…cosa vuol dire? Parte da terzino destro come ai vecchi tempi, passa centrale di centrocampo, chiude da terzino sinistro. Non gioca la sua migliore partita e, come nelle ultime tre-quattro partite, perde addirittura un pallone. Forse il quinto nelle sue 600 partite con la maglia dell’Inter. Tutte affrontate con la stessa preparazione, la stessa determinazione, la stessa concentrazione. Tutte affrontate con lo stesso cuore. Grazie Pupi.

Cordoba 6 - Partita pulita, senza macchie: del resto giocare senza avversari non è poi così difficile. Va un po’ in difficoltà quando si ritrova a impostare il gioco sulla nostra trequarti offensiva…ma c’è da capirlo.

Burdisso 5,5 - Una disattenzione che poteva costar caro su Esposito nel primo tempo, qualche sbavatura, poi sparisce nel buco nero della nostra metà campo. Mostra ancora una volta di aver bisogno di un difensore che guidi la difesa per rendere al meglio.

Chivu 6 - Si lascia sfuggire Stendardo su un calcio d’angolo, poi in fase difensiva non si vede più. La fase offensiva non è il suo forte, o semplicemente non essendo ancora al 100% non si sente di affrontarla con costanza. Schierarlo a sinistra può essere una soluzione valida contro avversari di rango superiore, non in queste partite.

Vieira 6 - Alla quarta partita consecutiva da titolare non brilla come al solito: pochi inserimenti e la situazione ne richiedeva di più, ma la sua presenza in mezzo al campo la fa sentire sempre.

Cambiasso 7 – Meriterebbe anche di più per come guida il centrocampo soprattutto quando, nel secondo tempo, riesce con il Capitano a coprire una difesa composta ormai dai soli Cordoba e Burdisso. Si gioca il bonus non spingendosi in avanti nella prima parte di gara come la situazione imporrebbe.

Stankovic 5 - Al rientro dall’infortunio, Deki ancora non c’è. Si limita a giocare semplice -e questo è certamente un merito- ma per allargare le maglie del Lecce ci sarebbe stato un enorme bisogno delle sue aperture.

Mancini 6 - Guadagna la sufficienza per quell’aura di pericolosità che sembra avere intorno ogni volta che tocca la palla. Però si incaponisce troppo nell’uno contro tutti e, anche da destra, cerca sempre un dribbling di troppo prima di crossare. Velo pietoso sui calci d’angolo.

Adriano 5,5 - Piccolo passo indietro. Preoccupato di seguire i dettami di Mourinho, spesso resta troppo indietro e non fa sentire praticamente mai la sua presenza nell’area leccese. Nel primo tempo sbaglia un gol fatto.

Ibrahimovic 6,5 - Fin da subito si impegna per mettere il marchio sulla partita. Movimento costante, assenza di punti di riferimento, fisicità devastante. Stampa una punizione sulla traversa talmente forte che ride lui stesso. Poi il delizioso assist a Cruz.

Maicon 6,5 - La fascia di campo sotto la tribuna stampa per un po’ ha sperato in una sera di relax. Poi è arrivato il Colosso e ha subito iniziato a suonare la sua musica: nel secondo tempo abbiamo giocato solo dalla sua parte. La fascia di campo opposta sentitamente ringrazia.

Quaresma 5,5 - Meglio rispetto a domenica scorsa. Sembra cercare di più l’intesa con Maicon e giocare più semplice rispetto al solito. Il meccanismo, forse, si sta oliando. Mette una trivela fra Ibra e Adriano, a momenti fa gol lui.

Cruz 7,5 - Certezza granitica scolpita nella roccia. La sapienza tattica incarnata. Dopo il vantaggio si trasforma in vertice alto di un rombo di centrocampo e si permette il lusso di dare indicazioni a Cambiasso. Immenso.

Mourinho 8 – No, ok, non è stata una grande Inter. Non abbiamo giocato da squadra e non abbiamo trovato un metodo per aggirare il catenaccio del Lecce. L’idea delle 5 punte è geniale ma sa anche un po’ di “viva il parroco”. La partita del Mou è indubbiamente da 6, di stima. Ma non vogliamo darli due punti in più in pagella a chi si prende il lusso di giocare 100 partite consecutive in casa senza mai perdere? Cento, avete letto bene. 86 vittorie e 14 pareggi. Due punti in più ci stanno, su…

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scritto da il 22 settembre 2008 alle 10:49

Le pagelle di Torino-Inter

Julio Cesar 7 – Vede per la prima volta il pallone al 25° della ripresa, ma nell’ultimo quarto d’ora la squadra smette di controllare e deve respingere gli assalti di Abbruscato e soci.

Maicon 7+ – Non c’è solo il bolide sotto la traversa che chiude una magnifica azione, ma un costante apporto sulla fascia, con la solita grinta e tecnica. Insostituibile.

Chivu 6+ – E’ al rientro dopo tanto tempo e si vede, ma nelle chiusure è puntuale. Non spinge adeguatamente come dovrebbe essendo fuori ruolo.

Materazzi 6+ – Domina sulle palle alte, lotta con ardore nel finale, lasciando un po’ troppo spazio agli arrembaggi di Bianchi e Abbruscato.

Burdisso 6+ – Come Materazzi. Fino a che la squadra controlla non commette sbavature.

Vieira 6.5 – Quando difendiamo e Cambiasso stringe sulla fascia è lui che deve coprire al centro. Lo fa e dominiamo nettamente, aggiungendo peso e qualità.

Cambiasso 6.5 – Da mediano è probabilmente sprecato, in quanto lascia una fase offensiva al collega Zanetti, certo meno dotato. Ma fa il suo e di più aggredendo e ripartendo subito.

Zanetti 6+ – Non è al top e si vede, ma fa il lavoro sporco. La posizione lo chiama a interpretare un ruolo di riproposizione che non è nelle sue corde.

Mancini 7 – Svaria su tutto il fronte d’attacco fornendo dribbling, assist e velocità. Ha un’intesa naturale con la squadra e molto entusiasmo.

Ibrahimovic 7.5 -  Protagonista come sempre: segna il terzo gol, fa partire l’azione del secondo con un aggancio al volo, presenza fissa che incute timore.

Adriano 7.5 – Non ha segnato, ma forse è il migliore in campo. Ci mette impegno, forza e qualità. E’ sempre nel vivo del gioco, gira intorno a Ibra coprendo bene in ogni settore e aprendo il gioco con naturalezza.

Quaresma 5.5 – Entra sul 3-0 quando la squadra decide di rilassarsi, ma non fa molto per farsi apprezzare. Perde palloni e gioca in modo approssimativo.

Balotelli 5.5 – L’inesperienza lo porta a perdere palloni in inutili giocate personali, quando sarebbe meglio controllare il gioco e tenere palla.

Cruz s.v. – Entra per pochi minuti, fa rifiatare Ibra e rialza il baricentro della squadra.

Mourinho 7 – Stavolta i cambi gli danno un po’ torto, ma sul 3-0 ci può stare. L’idea di mettere Adriano è ottima e la squadra mantiene corte le distanze, ripartendo in modo pazzesco con azioni da manuale. Comincia a vedersi la sua impronta.

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