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scritto da ex-collaboratori il 20 novembre 2008 alle 14:47
L’articolo pubblicato da Repubblica rivela la situazione finanziaria dell’Inter al 30 giugno 2008. Un passivo di 148 milioni, che fa ammontare a 500 milioni il passivo complessivo degli ultimi 4 anni. Un esercizio di bilancio allegro, ma in linea col resto del mondo.
Cosa pesa maggiormente in questa voce? Non ho a disposizione il foglio, ma posso ben immaginare. La voce ingaggi non è coperta dalla voce ricavi. Vincere ci costa: i premi sono aumentati di una ventina di milioni. Tutto qui. In Inghilterra, se vogliamo, la situazione è peggiore, perché come ha ricordato Mourinho, lo spettacolo è di tutt’altra fattura e solo dal merchandising le società inglesi ricavano quasi il triplo delle società italiane. In una realtà macro-economica tutto sommato speculare.
Il problema maggiore dell’Inter è la cattiva gestione. Dall’articolo di Repubblica si deduce che la situazione finanziaria è molto debole, tanto che sarebbero arrivate offerte di acquisto al presidente Moratti. Se fossi in lui io venderei, specie se arrivasse un compratore solido, quale può essere un fondo sovrano o un ricco investitore mediorientale. Non dimentichiamo peraltro l’inchiesta sulla Saras che grava come una spada di Damocle sulle future scelte del presidente. Il problema è che lui è tifoso quanto noi, tanto da non dormire per una settimana prima di una partita come questa.
La soluzione per ripianare le perdite è come al solito devoluta all’immaginazione. In Italia più che altrove. L’idea di fare lo stadio di proprietà, con costi sostenuti dagli sponsor e dalle banche, rientra alla perfezione in questa logica. Lo stadio oltre a fornire introiti dagli eventi e servizi collaterali, costituisce un importante valore patrimoniale, che aumenta il valore complessivo della società.
Per quanto riguarda la partita, per le notizie tecniche, è meglio aspettare domani. Stanotte arriveranno i brasiliani, reduci da una entusiasmante goleada contro il Portogallo. Maicon e Adriano hanno segnato, mentre Julio Cesar non ha colpe sui gol subiti. La buona notizia è che non abbiamo infortunati. L’unico vero dubbio per sabato riguarda la sostituzione di Cordoba e un possibile impiego di Stankovic fin dal primo minuto. E’ sicuro, tuttavia, che Ranieri soffre della sindrome di Prodi: gli scudetti del Chelsea di Mourinho sono merito suo. Esattamente come il piano rifiuti bocciato da Pecoraro A-scanio.
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scritto da ex-collaboratori il 16 ottobre 2008 alle 11:05
SuperMario Balotelli e Pepe. Andiamo al sodo e mettiamo a confronto le scelte di Lippi con il valore dei calciatori. Ieri Capello – un tecnico fin troppo conservatore – ha schierato ancora una volta Theo Walcott, che sicuramente ha dei numeri, per esempio l’impressionante velocità, ma non può considerarsi in senso assoluto meglio di Balotelli. Eppure in nazionale gioca. Da noi mister “Carta Bianca”, che da oggi può vantarsi di aver raggiunto il record di 30 partite consecutive senza sconfitte appartenuto a Pozzo, può facilmente ignorare il gioiello nerazzurro, lasciando che la stampa sportiva si lamenti del fatto che l’Inter non offre alcun contributo alla Patria. Noi Balotelli l’abbiamo: è l’allenatore che ha la colpa di ignorare e non integrare da subito il miglior talento azzurro degli ultimi 10 anni.
Josè Mourinho per Balotelli deve risolvere l’equivoco tattico, ma naturalmente sa che deve farlo crescere anche dal punto di vista caratteriale. Un conto è gestirlo a Coverciano, un conto è farlo tutti i giorni ad Appiano. In compenso Casiraghi ieri ha avuto la riprova che metterlo centrale, come perno dell’attacco, significa andare a nozze. E si è subito capito che nell’Under 21 c’è un giocatore che ha numeri, ma che è troppo ingombrante, in quanto pompato dalla stampa di regime. Parlo di te Giovinco, gelosone che non sei altro, metti da parte le tue gerarchie: alla prima punizione tentata SuperMario ha fatto centro. Lo capisci o no che sei il Burruchaga della situazione?
Nel frattempo il mercoledì si è tinto di giallorosso. Totti ha segnato due gol in allenamento, Aquilani e Vucinic li hanno fatti in partita ufficiale, l’infermeria si svuota. Da Trigoria partono già i proclami tipici degli anni passati: “ora sotto con l’Inter”, “ora battiamo l’Inter, “Spalletti sorride” e blablabla. Dalle nostre parti abbiamo Burdisso che ha preso una pesante botta in testa nella sconfitta contro il Cile. Speriamo non sia nulla di grave e che per la Legge di Trinità, un secondo colpo in testa abbia fatto guarire le normali amnesie difensive del Padroncito.
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scritto da Mr Sarasa il 14 ottobre 2008 alle 12:52
Ad un primo sguardo, il week end dedicato alle nazionali si è rivelato una palla galattica, pochi gol, poche emozioni, molta noia, ma soprattutto niente Inter. Ancora una volta dunque dobbiamo rifugiarci nella strana selva che circonda il mondo del calcio, per trovare spunti di riflessione (e se ne trovano parecchi).
Il primo animale in cui ci imbattiamo si chiama “Ultras Italia”: si muove in branchi di 50-100 esemplari, e fino a sabato non se n’era occupato alcun giornalista / esploratore calcistico. Erano tuttavia già noti all’osservatorio per la sicurezza, alla Digos, nonchè alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, che da 4 anni prenota biglietti in giro per l’Europa per consentire a questa specie gli spostamenti al seguito della nazionale. Improvvisamente si è scatenato l’interesse antropologico dei media nei loro riguardi, ieri ad esempio su Antenna3 – Telelombardia il giornalista Signorelli spiegava di aver comunicato con uno di questi esemplari, ed abbiamo appreso che evidentemente soffrono di alterazione delle percezioni perchè è stata data una versione dei fatti totalmente inedita, di quelle in cui i lupi diventano agnelli.
Seguono disquisizioni socio-culturali del giorno dopo, con tanto di intervento di Fiore (europarlamentare di Forza Nuova, partito di riferimento di molti di questi animali) che ci tiene a sottolineare che non è a capo di un partito fascista, e che non “approva” la politica negli stadi. Ne prendiamo atto, ma in questo caso devo essere io a soffrire di alterazione delle percezioni… oltre a questi “ultras Italiani”. Ecco, in realtà devo parzialmente correggermi, non è una specie totalmente nuova, ma solo una nuova tappa dell’involuzione del “Tifosus Ultrasicus”, parassita delle società di calcio che attacca soprattutto beni dello Stato, oltre che causare forti nausee nelle persone normali appassionate di calcio.
Animale strettamente correlato alla vicenda è il “Mazzillius Tranquillius”, appartenente alla macro classe degli invertebrati, professione: osservatore di teste di minchia. Dal carattere mansueto, prova in realtà serio fastidio per i fischi all’inno, al punto da giustificare pertanto le reazioni “preventive” (nel senso che avvenute qualche ora prima!) degli “ultras italiani”. Non se ne conoscono gli studi intrapresi prima di giungere all’attuale occupazione, ma quando corregge un giornalista dicendo che gli animali sopracitati sono “non fascisti, di destra” si consiglia come minimo una visita combinata alla vista ed all’udito, se risultasse tutto ok, qualche buon libro di storia del ’900 glielo si può consigliare. Che pure tra i baristi ci sono persone di “destra”, ma ci metto la mano sul fuoco che nessuno qua canta Faccetta Nera, nè l’inno col braccio teso.
Altre volte i giornalisti sportivi tuttologi si presentano in forma di roditori/scavatori ciechi, tipo talpe: la notizia non c’è? nessun problema, si scava a fondo finchè non la si trova. Domenica sera sempre su Telelombosciatalgia sono stati capaci di fare più di un’ora di trasmissione sui “problemi” dello spogliatoio dell’Inter, tutto partendo dalle dichiarazioni di Ibrahimovic, la risposta di Cordoba e l’intervista del Mou in cui si domandava se deve vincere sulla Luna per avere un minimo di rispetto in Italia. Tengo a precisare che Halle Berry bardata di pelle mi ha distolto piacevolmente dalla trasmissione, conosco la durata abnorme del dibattito grazie alle pause pubblicitarie. Ieri sera altra puntata degli “scavi” per andare alla ricerca di chissà quale battaglia tra Mancini e l’Internazionale F.C., sulla base della richiesa danni fatta dal Mancio contro “il Giornale”. Mah!
Infine terminiamo questo tour stile National Geographic con la disavventura stile-jungla capitata al Brasile e denunciata da Dunga: l’avvelenamento alimentare non è una novità contro il Brasile, l’avevano già sperimentato con successo gli Argentini ad Italia ’90, altre volte i paesi Andini sono ricorsi all’altura per cercare di colmare il gap tecnico. Restano due fatti:
- in Sud America magari all’inizio delle qualificazioni una delle due “big” può anche stentare, ma sulla lunga distanza (il girone prevede 18 partite a squadra) non ce n’è.
- i Brasiliani stanno sulle palle a tutto il resto del continente (me lo raccontava un conoscente proprio Venezuelano già nel 2002), possiamo in parte capirli, queremos argentinos e tutto il resto, ma se si possono evitare questi scherzi a Maicon sarei più contento. Non potevano scegliere come bersaglio le ostie di una messa degli amici di Kakà?
Potete segnalare altri animali nei commenti, oppure arricchire questo excursus con delle immagini di quelli sopracitati.
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scritto da ex-collaboratori il 13 ottobre 2008 alle 11:36
Negli ultimi due anni Roma-Inter all’Olimpico è sempre servita per mettere in chiaro le cose: dopo le partenze migliori dei giallorossi l’Inter ha zittito i propri critici sfoderando prestazioni convincenti e iniziando a mettere i paletti. Lo scorso anno cominciammo molto male, ma fu la gara interna contro la Sampdoria a dare il la alla grande cavalcata autunnale, inaugurata proprio sul campo della Roma. Due anni fa la partita fu più bloccata, ma giocammo addirittura meglio, con il gol di Crespo, il rigore fallito da Ibra, il palo di Zanetti.
Quest’anno ci arriviamo in condizioni diverse: l’Inter ha un po’ zoppicato, pagando dazio al cambio di allenatore, ma è comunque prima in classifica. La Roma viene da un inizio di campionato veramente disastroso, con tre sconfitte brucianti, a fronte di un calendario tutto sommato abbordabile. Questo è il vero test per la squadra di Spalletti, dovesse perdere entrerebbe in una fase involutiva con difficili vie di uscita. Per l’Inter può essere la gara che ci rilancia in testa al campionato, sia sul piano del gioco, sia su quello dei risultati, con una continuità di vittorie che ancora non abbiamo trovato.
Il dilemma riguarda, tuttavia, l’arrivo e la condizione dei nazionali. Ne abbiamo troppi e quasi tutti determinanti. Ieri Dunga ha schierato Julio Cesar, Maicon ed Adriano (grande prova del portiere e buona dell’Imperatore), facendo entrare Mancini al 78° minuto. Vieira si è infortunato ed è una grave perdita, considerando che era il centrocampista più in forma. Cambiasso e Stankovic giocheranno certamente altri novanta minuti. Il Cuchu contro l’Uruguay è stato schierato appena davanti a Mascherano, proponendosi in azioni pericolose, affermando il proprio diritto a non esser considerato un semplice volante. Chivu, Zanetti e Ibrahimovic sono stati capitani delle rispettive squadre, mentre Burdisso ha disputato una gara ordinata. Per l’Olimpico dovrebbero rientrare Maxwell e Samuel e questo è sicuramento un vantaggio, in termini di opzioni.
Se Spalletti non attuerà particolari rivoluzioni, dovute alle assenze, che stanno iniziando a riassorbire, il modulo adatto sarà ancora una volta il 4-3-3, con squadra corta e pressing alto. Mancini lo scorso anno sorprese tutti inserendo Figo davanti e spostando Ibrahimovic al centro. E’ curioso segnalare il fatto che i due grandi protagonisti delle ultime sfide sono stati Crespo e Cruz, che attraversano uno strano periodo della loro carriera. Crespo ha addirittura commentato Inghilterra-Kazhakistan per Sky! Se vinceremo faremo un passo in avanti verso la conquista del quarto scudetto consecutivo.
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scritto da Mr Sarasa il 11 ottobre 2008 alle 11:35
Se queste due settimane senza partite del club vengono chiamate “soste per le nazionali”, un motivo ci sarà. E siccome noi siamo “figli del mondo”, come dissero quella sera a cena nel 1908, ci fa piacere pensare che ci sia un pezzetto di Inter quasi in ogni continente, in queste giornate di qualificazioni ai Mondiali del 2010 e quant’altro.
In ordine cronologico, si comincia questo pomeriggio, ore 16:00, con Italia-Israele (under 21), gara d’andata dei playoff per accedere alle fasi finali del Campionato Europeo di categoria. Impegno sulla carta semplice, ma se in campo scende tutta la supponenza della scoreg… ehm, formica atomica, potrebbe scapparci il risultato a sorpresa. Sperando di no, perchè giocare l’europeo farebbe bene al nostro SuperMario, che salterà questa gara per influenza.
Nella serata, sempre in Europa, particolarmente suggestivi gli scontri “in famiglia” tra Chivu e Vieira in Romania-Francia alle 19:00 su Sportitalia (Patrick, ricordati degli amici, cit.) e tra Ibrahimovic e Quaresma in Svezia-Portogallo (Miss, l’assist ce l’hai), mentre speriamo serva a migliorare la condizione di Dejan Stankovic la gara tra Serbia e Lituania.
Spostandoci in Sud America, alle 23:10 la selecciòn del nostro Capitano, insieme a Cambiasso e – ahiloro – Burdisso proverà a riscattare le ultime figure barbine contro l’Uruguay; il giorno dopo toccherà al Brasile, dove ai confermatissimi J.Cesar e Maicon si sono aggiunti Mancini ed Adriano, andare a cercare i tre punti in Venezuela (ore 22 italiane)… chissà perchè, stavolta a nessuno è passato per la testa di titolare “brasilInter”; entrambe le gare sono visibili su Sportitalia.
Infine nel continente nero, ma non proprio alle falde del Kilimangiaro, oggi Victor Obinna sfida la Sierra Leone con la maglia della Nigeria mentre domani Muntari ed il Ghana affronteranno il Lesotho (paese che mi ricorda solo dei bellissimi francobolli colorati che Topolino regalava quando ero alle elementari, non so neppure se ci siano giocatori che militano in qualche squadra europea decente).
Buona giornata e forza Nerazzurri, fatevi valere!
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