Bussate e vi sarà aperto…
E così dopo una settimana di polemiche, è finalmente noto il calendario definitivo di “un’edizione di Tim Cup che sta suscitando sempre più interesse”, per usare le parole proferite con profondo slancio di umorismo dal presidente della Lega Calcio Beretta.
Quindi facciamo un po’ d’ordine: resta tutto come cambiato da Galliani con il blitz del 15 Gennaio, cioè Milan-Udinese il 27/01 ed Inter-Juventus il 28/01. Si, proprio la soluzione giudicata inaccettabile, quella per cui si era ipotizzato di schierare la Primavera, quella che aveva fatto gridare alla follia delle due gare in 26 ore su un campo come San Siro… a sto punto, si poteva liquidare il tutto già Sabato scorso con qualche battuta sui traslocatori di Milanello, almeno per quanto riguarda la questione delle due gare in due giorni.
Non vi nascondo che il cambio di atteggiamento della nostra società mi ha lasciato perplesso, pensavo e penso tutt’ora che affianco alla questione di merito (le due gare di seguito) ce ne fosse una almeno altrettanto grande di metodo, cioè che Galliani che prende a braccetto Beretta ed in uno stanzino carbonaramente gli spieghi come rifare il calendario sia una cosa da pre 2006, qualcosa di stonato insomma.
Mi erano piaciute le dichiarazioni di Paolillo, poi di Mourinho, infine quelle di Oriali, mi sembrava ovvio che la misura fosse ormai colma, che avessero trovato le balle di rovesciare il tavolo in testa a questi arroganti che per propria storia personale ed aziendale fanno sempre confusione tra la cosa pubblica (nelle sue diverse accezioni) ed interessi particolari… ed ora la retromarcia su tutta la linea non la capisco.
Certo, un passaggio del comunicato di oggi è altamente Bauscia: “è disposta a mantenere la partita nella data già prefissata e inclusa nei palinsesti RAI, consapevole della differente importanza mediatica rispetto a Milan-Udinese”, perchè è giusto ricordare a questi poveracci del milan che la RAI (si, quella stessa azienda che non si preoccupa dell’emorragia di spettatori dal TG1) si è opposta all’inversione di date tirando in ballo il diverso livello delle partite ed in maniera vergognosamente strumentale niente popò di meno che la Giornata della Memoria… come se una partita ed un qualsiasi film sull’argomento, indipendentemente dal livello di regista ed interpreti, fossero spettacoli fungibili o comunque paragonabili.
Si dirà “l’importante era lanciare un segnale” o “ci siamo dimostrati dei signori”… ma temo che non sia questo il messaggio che passa. Galliani fa gli affari suoi, ed il resto della serie A si adegua. Attendiamo con ansia “che, nella prossima Assemblea della Lega Nazionale Professionisti, vi sia una riflessione comune a tutti i club al fine di avere in futuro regole certe sui calendari delle competizioni e sulle date di eventuali recuperi”, come richiesto “fermamente”, ma li aspettiamo al varco, che il lupo non diventa agnello, la volpe non perde il vizio e compagnia cantante.
In ogni caso una cosa resterà: comunque vada il Derby, noi non abbiamo perso la faccia a chiedere di spostare una gara con una squadra scarsa a righe bianconere.
Un ultimo accenno in tema lo merita questa supercazzola non richiesta di Beretta, un uomo chiamato pistola: “proprio l’impegno concomitante di molte squadre italiane in tre competizioni rende il calendario non suscettibile di ulteriori modifiche in questa fase perché senza più finestre libere da qui alla fine della stagione. E naturalmente esprimo l’auspicio che il cammino delle squadre italiane impegnate nelle Coppe Europee sia il più lungo possibile e coronato da successi.”
Benissimo, non ci sono altri buchi da qui a fine maggio. Quindi prima di questi cambiamenti di data non ce n’erano molti di più, giusto?
E ALLORA, GENIO, COSA CAVOLO LE HAI POSTICIPATE QUESTE TRE PARTITE?

Mendichello Lippi
Chiuso sto capitolo, assolutamente indesiderato ma legato ai comunicati odierni, veniamo al nocciolo del post, che poi darebbe il titolo allo stesso.
Si avvisano i guardiani ai cancelli dei centri sportivi di molte squadre di serie A che quell’uomo dimesso che chiede di essere ospitato per pranzo e mendica giocatori per giugno non è un clochard ma Marcello Lippi. Finora ha scroccato da mangiare a milanisti e gobbi, ha già annunciato che lo farà con tutte le squadre in cui giocano suoi giocatori, non con l’Inter perchè “non ci sono molti italiani”.
Viene da chiedersi se i pochi che vi siano (sostanzialmente Balotelli e Santon, perchè Matrix e Toldo han chiuso da tempo con la nazionale, e Motta gode di un ostracismo inspiegabile, coi parametri di italianità amaureschi o camoranesiani) siano meno meritevoli di attenzioni di gente regolarmente convocata come Oddo, Gattuso, Zambrotta, Iaquinta, Pepe, Di Natale… ma pazienza, ce ne faremo una ragione, anche perchè vedere certe facce ad Appiano potrebbe far riaffiorare in noi pessimi ricordi, ed al Presidente quel suggerimento lanciato dall’allora allenatore su come fosse da trattare fisicamente un tecnico che con tanti giocatori fatti comprare fosse stato in grado di produrre quei risultati, tra Helsinborg e Reggina…
E’ curioso tuttavia che recatosi all’abbazia di Milanello il mendicante abbia pregato in ginocchio Nesta di tornare a reggere la difesa azzurra, non tanto per i QUATTRO anni di assenza, quanto per il fatto che dietro suo consiglio una certa squadra di Torino si sia accaparrata Capitan Neoton ed il terzino Infame, a far compagnia in difesa al Buffone, al Chiller ed al Pio. La stessa squadra che il CT aveva indicata come favorita per lo scudetto, ed invece continua ad incassare gol un po’ ovunque.
Tu chiamale, se vuoi, intuizioni…




L’articolo
SuperMario Balotelli e Pepe. Andiamo al sodo e mettiamo a confronto le scelte di Lippi con il valore dei calciatori. Ieri Capello – un tecnico fin troppo conservatore – ha schierato ancora una volta Theo Walcott, che sicuramente ha dei numeri, per esempio l’impressionante velocità, ma non può considerarsi in senso assoluto meglio di Balotelli. Eppure in nazionale gioca. Da noi mister “Carta Bianca”, che da oggi può vantarsi di aver raggiunto il record di 30 partite consecutive senza sconfitte appartenuto a Pozzo, può facilmente ignorare il gioiello nerazzurro, lasciando che la stampa sportiva si lamenti del fatto che l’Inter non offre alcun contributo alla Patria. Noi Balotelli l’abbiamo: è l’allenatore che ha la colpa di ignorare e non integrare da subito il miglior talento azzurro degli ultimi 10 anni.
Animale strettamente correlato alla vicenda è il “Mazzillius Tranquillius”, appartenente alla macro classe degli invertebrati, professione: osservatore di teste di minchia. Dal carattere mansueto, prova in realtà serio fastidio per i fischi all’inno, al punto da giustificare pertanto le reazioni “preventive” (nel senso che avvenute qualche ora prima!) degli “ultras italiani”. Non se ne conoscono gli studi intrapresi prima di giungere all’attuale occupazione, ma quando corregge un giornalista dicendo che gli animali sopracitati sono “non fascisti, di destra” si consiglia come minimo una visita combinata alla vista ed all’udito, se risultasse tutto ok, qualche buon libro di storia del ‘900 glielo si può consigliare. Che pure tra i baristi ci sono persone di “destra”, ma ci metto la mano sul fuoco che nessuno qua canta Faccetta Nera, nè l’inno col braccio teso.
Altre volte i giornalisti sportivi tuttologi si presentano in forma di roditori/scavatori ciechi, tipo talpe: la notizia non c’è? nessun problema, si scava a fondo finchè non la si trova. Domenica sera sempre su Telelombosciatalgia sono stati capaci di fare più di un’ora di trasmissione sui “problemi” dello spogliatoio dell’Inter, tutto partendo dalle dichiarazioni di Ibrahimovic, la risposta di Cordoba e l’intervista del Mou in cui si domandava se deve vincere sulla Luna per avere un minimo di rispetto in Italia. Tengo a precisare che Halle Berry bardata di pelle mi ha distolto piacevolmente dalla trasmissione, conosco la durata abnorme del dibattito grazie alle pause pubblicitarie. Ieri sera altra puntata degli “scavi” per andare alla ricerca di chissà quale battaglia tra Mancini e l’Internazionale F.C., sulla base della richiesa danni fatta dal Mancio contro “il Giornale”. Mah!
