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Peccato

marzo 11th, 2010 | 97 Comments | Posted in Campionato, Champions League | di Grappa e Vinci

Manchester-Milan inizia con una bella inquadratura di Ronaldinho che si slinguazza da solo e ridacchia, gesti con i quali tocca i vertici di intensità della serata.

Gara difficile per il Milan, al quale mancano Pato, Antonini, Nesta, Gattuso, Rosetti, Dida, Kakà, Berlusconi, lo stadio di proprietà, le famiglie allo stadio, Rocchi, la mentalità europea, quattro rigori, l’abbassamento dei toni, i giovani di una volta, una musichetta suonata decentemente, le mezze stagioni, il punto di vista estetico, Tagliavento, il risultato normale, il regime fiscale spagnolo, la par condicio, “noi il Manchester l’avremmo battuto” ed altri campioni, con i quali il risultato sarebbe stato ben diverso. Certo che no, non si può disputare una partita in queste condizioni: avrebbero dovuto rinviarla, mandare qualcuno a prendere a martellate gli alluci di Rooney e Ferdinand, far valere la metà, per decreto, i gol segnati in trasferta a San Siro, ma si sa che questi europei sono dei bacchettoni, loro e questa assurda storia delle regole e della correttezza, e hanno voluto giocare lo stesso, bravi, clap clap.

Quando inizia la partita, i due strascicanti telecronisti ci trasportano nel loro mondo fatato. Nei primi sette minuti, il Milan non esce dalla metà campo, Rooney tira tre volte in porta e si vede pure il primo sinistro della carriera di Gary Neville, ma “è un buon Milan, che ha iniziato col piglio giusto”. Poi, una pallonata colpisce Dinho che si era mezzo appisolato ed esce di poco, e “ora il Manchester ha paura”. Arriva il gol del Manchester, ma “il Milan è ancora vivo”. Ci si aspetta da un momento all’altro un “i rossoneri hanno già la testa alla partita col Chievo”.

Milan Rooney Tunes

La gara prosegue, ma è chiaro come i ragazzi di Leonardo stiano snobbando l’impegno. Galliani, a fine primo tempo, dichiara “Il campionato è la nostra competizione, quella che storicamente più ci si addice, non scambierei uno scudetto con tre Champions”, poi smette la canotta e i sandali, stavolta non servono. Gli stimoli in Europa non sono quelli giusti, e si sa che il Milan è capace di tirar fuori la prestazione solo quando risuonano i gorgheggi di Lady Gaga e Belen comincia ad ondeggiare ed esibirsi in pose da pornodiva consumata: niente musichetta, niente ondeggiamenti, niente Milan. Onyewu, strappato ai Toronto Raptors nel draft di inizio stagione, viene risparmiato in attesa dei ben più sentiti impegni domenicali.

Il secondo tempo inizia con Cerqueti e Collovati che suonano la carica, dopo che Bartoletti ci aveva lasciati con un “perché non sognare?”. Poco dopo, infatti, si sogna: Thiago Silva mostra all’Europa cosa gli ha insegnato Kaladze in questo fruttuoso anno di allenamenti e viene arrotato da Nani, che scappa sulla fascia e strivella per Rooney, che quasi si rammarica di non poter segnare di testa. Il sogno prosegue, e per i due telecronisti “non cambia niente, il Milan deve comunque segnare tre gol”, anzi, quasi è un bene che il Manchester abbia segnato, fatene un altro e poi vedrete, saranno cazzi. Ferguson, impietosito, al sessantacinquesimo toglie tutti ed abbassa i ritmi, con la sua squadra che si limita a controllare l’immenso vantaggio acquisito. Nonostante il Manchester giochi quasi per inerzia arrivano altre due pere, ma quel che bisogna sottolineare è il momento-tenerezza: entra Beckham e lo stadio esplode in un grande applauso, che fa passare in secondo piano la risicata vittoria e sottolinea come l’amore abbia vinto ancora una volta.

Finisce 4-0, un risultato che lascia spiragli aperti per il ritorno, un decreto interpretativo e un ricorso al Tar. I giocatori e lo staff rossonero danno ancora una volta l’esempio della loro enorme cultura sportiva lasciando solo il povero Failla a bordo campo per poi presentarsi ai microfoni per la consueta, onesta ammissione di colpe. I giornalisti Rai incalzano, fioccano critiche aspre, domande scomode, silenzi imbarazzanti. Bartoletti attacca Leonardo con un “Non pensi che l’Inter adesso dovrebbe avere paura di questo Milan arrabbiato?”, Gentili lo mette in croce pronunciando parole di fuoco come “Non è andata come speravamo”, Zazzaroni si crede brillante ed ironizza sul vino offerto da Ferguson.

Insomma, è la peggior figura di merda europea dai tempi di Manchester-Roma, il fallimento del “progetto” rossonero, una barzelletta che ha fatto ridere l’Europa intera, ma va tutto bene, da domenica si torna alla crisi Inter, al Milan di grande intensità visto a Roma, a Thiago Silva splendido baluardo, Dinho dispensatore di assist e a Borriello implacabile bomber.
In attesa della partita di Londra, noiosa ed inutile continuazione di questa Champions, che dopo l’eliminazione di Milan e Real (che dà ulteriore lustro alla mitica vittoria al Bernabeu) appare più che mai povera di valori e priva di ogni interesse.

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E-e-e-e….questo è tutto, gente!

marzo 10th, 2010 | 51 Comments | Posted in Champions League | di Nk

Milan Rooney Tunes

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Tiferò Manchester senza il minimo dubbio

marzo 10th, 2010 | 95 Comments | Posted in Champions League | di Taribo59

La comunità degli interisti tende al masochismo e alla superstizione: solo così si spiegano le opinioni maggioritarie sul fatto che sia preferibile che il Milan vada avanti in Europa, così da consumare energie e averne meno in campionato. I più negativi – fra gli interisti, intendo – arrivano a dire che solo se verremo eliminati dal Chelsea, potremo vincere il quinto scudetto consecutivo…

Milan zero tituliIo spero, invece, che il Milan faccia una figuraccia e venga sbattuto fuori dalla Coppa su cui millanta il famoso dna. Temo che la figuraccia non la farà affatto, perché il Milan visto a Roma e nella partita d’andata è in grado di fare bene anche nel “Teatro dei sogni”, dunque sarei già contento se il Milan venisse eliminato per il rotto della cuffia. O fra gli applausi (come la povera Fiorentina, a cui auguravo ogni successo).

Lo spero, perché se il Milan sarà eliminato, la botta psicologica faticherà a essere assorbita, e certe esclusioni (Inzaghi, Gattuso, Flamini, Huntelaar) cominceranno a produrre esiti nefasti, perché nemmeno nell’asettico spogliatoio di Milanello Bianco sono immuni alle polemiche (sanno come zittirle, questo sì).

Lo spero, perché non ho ancora digerito la Champions del 2007, quella che i rossoneri post-Calciopoli non avrebbero nemmeno dovuto giocare, e invece vinsero, perché il famoso dna prese le forme di un gol involontario di Inzaghi, colpito da un calcio di punizione di Pirlo che sarebbe finito fuori di 6 metri.

Lo spero, perché ho grande ammirazione per l’United e per Alex Ferguson, per Giggs e per Scholes, per Vidic e per Rooney; e chi vende il miglior calciatore del mondo e continua a stare ai vertici, merita di proseguire il cammino europeo.

Lo spero, perché credo che il calcio, a questi livelli, sia una questione mentale più che fisica, e considero meno rilevante l’ipotetica stanchezza che affliggerebbe chi prosegue in Champions, del propellente di una vittoria: un Milan capace di vincere con due gol di scarto a Manchester, diventerebbe un avversario molto più pericoloso in campionato.

Lo spero, perché se davvero l’Italia perde un posto in Champions, magari maturerà il momento di rimettere mano alla formula di Serie A e Serie B, riducendo il numero delle squadre e delle partite, eliminando i turni infrasettimanali e costruendo calendari più umani.

Lo spero, perché mi attacco a tutto pur di evitare il sorriso compiaciuto di Berlusconi.

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Dedicato a tutti quelli che “l’Inter ha rubato contro il Chelsea”

febbraio 27th, 2010 | 136 Comments | Posted in Champions League | di Mr Sarasa

Se ne è già parlato nei commenti, ma mi sembra il caso di dare la giusta visibilità a questo video, che mostra l’episodio incriminato del presunto rigore di Kalou da un’inquadratura stranamente assente nelle moviole Merdaset e (usu)Rai, dopo la partita…

L’unico “furto” di mercoledì, cari gonzi, è successo a Firenze.
Non disperdete le forze investigative, forse trovate ancora i “malviventi” a festeggiare il colpo.
All’Hotel Gallia, come da tradizione.

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Le pippe degli altri

febbraio 26th, 2010 | 192 Comments | Posted in Calciopoli, Champions League, Discussioni, Manipolazione Intellettuale | di Mr Sarasa

Ve le ricordate tutte le menate di cravatta gialla su ranking Uefa e via discorrendo? Ed i soloni (più o meno incartapecoriti) che dall’alto della loro presunta imparzialità si auguravano che il calcio italiano tornasse ai suoi antichi fasti in Europa?

Bene, resettate tutto, contrordine.

Il calcio italiano resta come movimento nel suo complesso a distanza considerevole da Inghilterra e Spagna, ormai affiancato da Francesi e Tedeschi, talvolta umiliato persino da paesi che definire calcisticamente emergenti sembra spararla grossa, tipo la grecia… e dopo due settimane di partite di Champions ed Europa League possiamo trarre qualche considerazione.

La prima è che dopo una prima settimana a dir poco disastrosa, con il Milan sconfitto in casa, la Fiorentina defraudata in Germania, la Roma umiliata in Grecia e solo il contentino gobbo contro i bambini dell’Ajax, mi sarei aspettato che venisse presa un po’ meglio, dai presunti imparziali, la vittoria nerazzurra sul Chelsea.

Invece pare che l’analisi della partita possa ridursi ad un “c’era un rigore per il Chelsea” con l’aggiunta nelle migliori delle ipotesi di un “Eto’o non è lo stesso del Barça”: a parte il fatto che per i motivi già espressi nei giorni scorsi nei commenti, per me è tutto da dimostrare che quello sia rigore perchè ho dei seri dubbi sul contatto, e dando per scontato che qualcosa logicamente non è piaciuto neppure a me, della partita di mercoledì, pare passare in secondo piano il fatto che dopo anni di magra, negli ottavi, abbiamo vinto una partita e non contro l’ultima squadra del campionato uzbeco, ma contro il tanto osannato (soprattutto quando c’è da coprire una figuraccia del Milan…) Chelsea, primo in Premier League e che non perdeva in Champions League da ben 14 turni. Intendiamoci, possiamo ancora perdere rovinosamente il ritorno ed uscire, così come può cadere una cometa domani e steccarci tutti: proprio per questo sarebbe il caso di godersi il momento, e non parlo di noi tifosi che mi sembra che non abbiamo troppi di questi problemi, ma appunto i soloni di cui sopra: se non sfruttano le poche occasioni rimaste per parlar bene di quache squadra italiana in Europa, evidentemente preferiscono la parte dei “tanto peggio tanto meglio”. Contenti loro… Una piccola postilla la meriterebbero i vari Ziliani & co., capaci di ipotizzare “risarcimenti” arbitrali a NOI per i torti subiti dalla Fiorentina, che dire: Milito ammette la simulazione ed accetta il giallo come fanno le persone oneste, loro non potranno mai ammettere che fanno “solo” il loro sporco lavoro di servi del padrone.

La seconda considerazione è che ci sono altre italiane che non vincono in casa loro da più di un anno ormai, ma loro non contano, loro possono andare a Manchester e fargliene 2-3-4-10, senza subirne altrettanti. Eccoli quindi prodursi in dichiarazioni pro porcellotti, alla vigilia di Inter-Chelsea, come se perdere finora 3 derby e mezzo da Agosto ad oggi non fosse abbastanza, han gufato pure l’ex. E tanti saluti al tanto invocato (quando fa comodo) ranking Uefa, che a questo punto spero ci veda presto scivolare alle spalle deella Germania.

Infine, una nota di colore la merita il settantene. Una settimana fa disse “andiamo a fargli vedere chi sono i Romani”, forse pensando che i greci del 2010 siano tutti dei Leonida barbuti e mezzi nudi, che la buttano in rissa…

Prima di ieri ha rincarato la dose immaginando addirittura il ritorno della seconda Coppa continentale a Roma (cioè, ai SEDICESIMI, parlava di VITTORIA).

3-2 e 2-3. Così, per gradire.

Avanti così, o calcio italico…

P.S.: L’importante è abbassare i toni, comunque. Grazie Josè, per aver detto ancora una volta a questi rincoglioniti quello che vedrebbe chiunque non avesse gli occhi foderati di prosciutto!

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L’Inter… vista in tv.

febbraio 25th, 2010 | 312 Comments | Posted in Allenatore, Champions League | di SNIS

Personalmente mi ritengo soddisfatto. Il 2-1 è risultato che rimanda totalmente il discorso qualificazione alla partita di Stamford Bridge, ma l’Inter vista stasera è stata quella che tutti noi ci aspettavamo.  L’approccio al match dei ragazzi è stato quello giusto: grinta, determinazione, cattiveria agonistica, voglia di soffrire.  Il gol di Milito dopo pochi minuti ci  ha sicuramente aiutato, confermando che “El Principe” in area di rigore ha l’istino del killer. Solita finta a sbilanciare l’avversario e solita conclusione perfetta a fulminare il portiere.  Il Chelsea, dopo essere passato in svantaggio, ha provato a venir fuori, riuscendo in alcune circostanze a metterci in difficoltà. La traversa di Drogba e un paio di contatti sospetti nella nostra area di rigore avrebbero legittimato una prima frazione di gioco finita in parità. Paradossalmente però il pareggio è arrivato invece ad inizio ripresa, quando sembravamo amministrare abbastanza agevolmente l’incontro. Purtroppo sul gol incassato pesa un errore abbastanza grave di Julio Cesar, sorpreso dalla conclusione dal limite di Kalou.  In altre circostanze questo episodio avrebbe sicuramente condizionato i restanti minuti dell’incontro, ma fortunatamente questa volta la squadra ha reagito bene, non perdendo la calma e trovando subito, quasi inaspettatamente, il gol del 2-1 con una splendida doppia conclusione dal limite di Cambiasso. E a questo punto, quando le passate esperienze farebbero temere un’Inter rinunciataria, intenta solo a difendere il vantaggio, la svolta: fuori Motta, dentro Balotelli, per un 4-2-3-1 molto offensivo per cercare di chiudere il match. Questo a mio modo di vedere è stato il capolavoro tattico e psicologico di Josè Mourinho.  Una mossa che a fatto capire come sia cambiata la testa di questa squadra. E proprio Mario, schierato in fascia destra a far coppia con Maicon, ha creato i maggiori grattacapi alla difesa dei londinesi.  L’impatto sul match di Balotelli è stato devastante. L’azione in cui con un colpo di tacco salta l’uomo e offre a Cambiasso l’assist per il possibile 3-1 ne è la dimostrazione lampante. Peccato che il tiro del Cuchu a botta sicura sia stato smorzato da un difensore. Nel finale di match il Chelsea ha provato a riaddrizzare il risultato, trovando però sulla sua strada Julio Cesar, pronto a riscattarsi dell’errore commesso in precedenza con un grande intervento su una conclusione di Lampard da pochi passi. Il monumentale Lucio, migliore in campo, ed un reparto difensivo molto attento hanno completano l’opera di chiudere in faccia la porta agli attacchi avversari.

La prima sfida è andata. Tra quindici giorni si andrà a Londra, con la consapevolezza di potercela fare. Sarà dura, ma se la squadra avrà lo stesso atteggiamento di stasera, le possibilità di qualificazione cresceranno esponenzialmente.

Avanti Inter, avanti Mou!

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Mentalità europea

febbraio 24th, 2010 | 240 Comments | Posted in Champions League, Storia del Calcio, Video | di Nk

Davanti al Real Madrid fresco Campione d’Europa, questa fu la prestazione dell’Inter di Galante, Colonnese, West e Aaron Winter.

Che ci vuole?

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“Il calcio giocato, ecco cosa amo”

febbraio 24th, 2010 | 128 Comments | Posted in Allenatore, Champions League, Tattica | di Nk

Mourinho bacio“Questa è la conferenza stampa di Uefa Champions League, per la partita Inter-Chelsea, ed è per questa ragione che sono qui, sono qui perché devo stare qui, perché é Champions League, perché non sono squalificato, perché devo rappresentare il mio club insieme a un giocatore, e perché sono qui disponibile per parlare della gara di domani. Sono qui per Inter-Chelsea, per l’andata di Champions, e basta”

Stop alle chiacchiere, stop alle polemiche: si scende in campo per quella che, inutile negarlo, è una delle partita più importanti della stagione. Si scende in campo per un mezzo esame, possiamo dire.

E allora basta pensare al misero terzo mondo calcistico in cui viviamo: siamo in Europa, in casa nostra c’è il Chelsea. Liberiamo la mente e pensiamo solo a loro, come hanno fatto la squadra e Josè Mourinho in questi giorni.

Lo schieramento in campo, quindi: il Mou non svela minimamente le sue intenzioni, ben sapendo che la sua formazione è molto meno prevedibile di quella dei londinesi. A cominciare dal modulo: logica vorrebbe che non ci si discostasse dal 442 a rombo cui siamo abituati, ma più di una voce vede la squadra pronta a scendere in campo con il 4231 visto già contro Dinamo Kyev e Rubin Kazan. All’attacco e all’arrembaggio, per far capire chi è che comanda a San Siro. E del resto lo stesso Mou dice chiaramente che il problema non è di proiezione offensiva ma di intensità: intensità che non viene data dal numero di giocatori in mezzo al campo ma dal loro modo di intendere la partita. Dunque Sneijder dietro Eto’o e Milito, o Sneijder, Pandev e Eto’o dietro Milito? Dubbio numero 1.

Dubbio numero 2: la linea difensiva. Ovviamente certi del posto Maicon, Lucio e Samuel, l’infortunio ormai cronico di Santon lascia il dubbio sul terzino sinistro: Zanetti o Cordoba? E’ lo stesso Mou in conferenza ad analizzare la diversa impostazione nei due casi: “per la sua intensità di gioco Zanetti è un giocatore che a centrocampo ti dà tantissimo, ti dà quell’intensità che di solito le squadre inglesi hanno, perché in Premier si gioca così, e Zanetti per le sue caratteristiche potrebbe essere importante per noi in questo confronto di centrocampo”. Il prezzo da pagare, appunto, sarebbe Cordoba terzino sinistro: un giocatore in meno in proiezione offensiva e un marcatore sprecato, visto che il Chelsea non fa certo del gioco sugli esterni il suo punto di forza e tantomeno lo farà stasera, visto che a destra dovrebbe giocare Ivanovic. A meno di bloccare Samuel, Lucio e Cordoba dietro e concedere più spazio a Maicon in avanti, ma sarebbe una mezza rivoluzione rispetto al nostro solito modo di giocare.

...chiaro, no?

...chiaro, no?

La scelta tra Cordoba o Zanetti in difesa modifica anche, ovviamente, l’assetto (a 2 o a 3 che sia) del centrocampo: il Capitano sicuro del posto, Cambiasso e Stankovic…anche.  Ed è evidente come in caso di 4231 ce ne sia uno di troppo. L’idea potrebbe essere quella di una staffetta tra Stankovic (ancora non al meglio nonostante la spettacolare partita di sabato) e Cambiasso, salvo lasciare Muntari e Motta completamente fuori dai giochi (sicuri che il Mou si priverà con tanta leggerezza di entrambi i mancini?).

Ricapitolando, possiamo tranquillamente dire che il silenzio del Mou disorienta anche noi: a maggior ragione funzionerà con Ancelotti. In caso di 4231, comunque, avremo probabilmente Zanetti terzino sinistro e Cambiasso-Stankovic a centrocampo. In caso di rombo, invece, la linea mediana dovrebbe essere Zanetti-Cambiasso-Stankovic o, con Zanetti terzino, Stankovic-Cambiasso-Muntari. O magari Motta, perchè no.

Un po’ pochino per preparare una partita, vero Carletto?

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L’attacco al Chelsea

febbraio 22nd, 2010 | 239 Comments | Posted in Champions League, Tattica | di Nk

Dopo i veleni del campionato, è ora di pensare al calcio. Testa alta e occhi puntati sul Chelsea di Carlo Ancelotti in quello che, al netto delle energie buttate contro la Sampdoria, può rivelarsi un match chiave per la crescita di questa squadra. Fatta per grandi linee la formazione, i dubbi maggiori riguardano l’attacco. I numeri di Diego Milito, il momento di forma di Goran Pandev, la forza e l’abitudine a certi livelli di Samuel Eto’o, il dominio tecnico e l’imprevedibilità di Mario Balotelli: chi titolare contro il Chelsea?

Samuel Eto'o

Fatti sentire, Samuel

Per ognuno di loro andrebbe fatto un discorso a parte. Innanzitutto Eto’o, che ha rilasciato due dichiarazioni esplicite e dello stesso tenore in pochi giorni: “Contro il Chelsea voglio giocare”. Samuel, finora sempre silenzioso nel rispetto delle scelte dell’allenatore e del bene della squadra, sente il big match come la sua partita. Ed è comprensibile: è per queste partite che è arrivato a Milano, per ridurre il gap dalle grandi d’Europa, per riuscire dove anche Ibrahimovic aveva fallito, per far compiere all’Inter il definitivo salto di qualità. Il momento di forma non è dei migliori, ed è evidente, ma non ci può essere partita migliore per riscattarsi e, soprattutto, non ci può essere partita peggiore per lasciarlo fuori. Dal punto di vista tecnico, tattico e umano. Mourinho non si priverà di lui, a costo di tirarlo fuori dopo 45′ minuti di nulla: Samuel Eto’o sarà della partita.

31 presenze, 2581 minuti giocati, 16 gol. Per Diego Alberto Milito parlano i numeri. Una stagione strepitosa quella dell’argentino, sulla falsariga della precedente, che seppure con qualche singola partita di pausa lo sta portando ad esprimersi a livelli inaspettati per molti. 4 convincenti presenze e 1 gol in Champions League rispondono anche a chi lo vorrebbe non abituato ai grandi palcoscenici europei e tutto da testare in certe situazioni. Possibile lasciarlo fuori? Difficile, molto difficile. Alla fine, complice anche l’infortunio di Balotelli, Mourinho si affiderà alla coppia titolare di inizio campionato. El Principe davanti, Eto’o intorno a lui. Per attaccare il Chelsea con la velocità del camerunense e la sapienza tattica dell’argentino. Con il nome di Samuel e l’istinto omicida di Diego.

Mario Balotelli non ha bisogno di numeri, di presentazioni, di parole. A 19 anni, è lui l’arma in più dell’Inter in Italia e, soprattutto, in Europa. La partita giocata contro il Rubin Kazan non ammette repliche, e l’impressione è che senza il suo infortunio Milito non sarebbe stato così sicuro del posto. L’infortunio però c’è e, anche se Mario si è allenato col gruppo e dovrebbe essere tra i convocati per il Chelsea, probabilmente un posto nell’11 titolare gli resta precluso. Si accomoderà in panchina, pronto a entrare per sparigliare le carte in tavola. Quando avremo capito se Eto’o sarà ai suoi livelli o no, quando avremo capito se Milito confermerà il trend stagionale. Quando il Chelsea sarà meno fresco e la follia calcistica di Mario potrà sfogarsi liberamente. Quando potrà fare più male.

Infine lui, Goran Pandev. Arrivato tra i dubbi e i punti interrogativi di 3 partite giocate in 6 mesi con pochi e blandi allenamenti, ha stupito tutti sin dal suo primo impiego a Verona. Fisicamente tra gli attaccanti nerazzurri è quello che sta meglio, e la sua panchina a San Siro contro la Sampdoria poteva anche far pensare a un impiego a sorpresa contro il londinesi. I nomi che gli stanno davanti, però, pretendono rispetto. L’impressione è che potremo vederlo in campo se la partita sarà “quadrata” e si metterà in un certo modo, per noi tutt’altro che negativo, o se, al contrario, ci sarà un “tutti dentro” che in un’andata di uno scontro a eliminazione diretta sembra in realtà improbabile. Se toccherà a lui, comunque, saprà come farsi trovare pronto.

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Una settimana di fuoco

febbraio 17th, 2010 | 182 Comments | Posted in Campionato, Champions League, Discussioni | di Nk

1. Napoli-Inter 0-0. Niente drammi, niente tragedie, niente allarmi: il Napoli ha giocato la partita della vita, noi siamo stati un po’ sottotono, non si può vincerle tutte e via discorrendo. Con questo, però, arriviamo a 7 punti nelle ultime 6 trasferte con una vittoria, quattro pareggi e una sconfitta. Ruolino che inizia a creare qualche punto interrogativo sull’Inter lontano da San Siro. Punto interrogativo da risolvere in fretta: la prossima trasferta è a Udine, poi si vola a Londra. Quali sono i motivi di questa differenza di rendimento? Solo casualità dovute al calendario?

2. Le condizioni della rosa. Si avvicina la doppia sfida Sampdoria-Chelsea, e qualche domanda su formazione e turnover è d’obbligo. La difesa sembra ormai bloccata sulla linea Maicon-Lucio-Samuel-Santon, che dovrebbe presentarsi così in entrambi gli incontri con l’unica variabile del terzino sinistro (con la Samp potremmo vedere in quella posizione Cordoba o Zanetti, con Santon titolare designato per la Champions). A centrocampo, visti i precedenti soprattutto in Europa, gli unici sicuri della maglia sono Zanetti e Sneijder, con Stankovic che dovrebbe fare almeno un tempo sabato e poi partire titolare mercoledì. Il resto è un po’ un rebus: Cambiasso, Muntari, Mariga e Thiago Motta si giocano il posto. Cambiasso sicuramente titolare sabato ma non altrettanto con il Chelsea, e nella sua scia Mariga che, anche per la sua inesperienza a certi livelli, sembra proiettato più sul campionato. Alla fine la differenza la farà l’atteggiamento che il Mou vuole dare alla squadra contro i londinesi: Cambiasso per un rombo più ordinato, Thiago Motta a sinistra (con Zanetti vertice basso) per un maggiore controllo della palla, Muntari per la distruzione del gioco avversario. In attacco, invece, i dubbi sono amletici. C’è la media-gol di Milito, il momento d’oro di Pandev, l’Eto’o da grandi palcoscenici e il Mario fenomeno designato: qui Mourinho dovrà metterci tanto del suo. Balotelli sembra non riuscire a recuperare per sabato, e questo probabilmente pregiudicherà le sue chance di avere una maglia da titolare contro il Chelsea. Eto’o, al contrario, ha bisogno di minuti nelle gambe per ritrovare fiato e condizione. Probabile il ritorno della coppia Milito-Eto’o in entrambe le partite, con Pandev e Mario pronti a entrare e sparigliare le carte…magari al posto di Eto’o con la Samp e al posto di Milito con Chelsea

3. La mentalità europea. 2-3 e arrivederci a Manchester: questo dice la mentalità europea dopo la partita di ieri sera. In giro è tutto un fiorire di “cuore Milan”, di “ha provato a giocarsela” e di “lo United era più forte”, va da sè, ma dalla partita di ieri potremmo trarre qualche buon insegnamento anche noi. Il Chelsea non è imbattibile e non è impenetrabile: sicuramente è più forte dell’Inter ma altrettanto sicuramente non è quella corazzata che, nel recente passato, erano Barcellona, Manchester United e Liverpool. Scendiamo in campo guardandoli negli occhi, scendiamo in campo per giocarcela e coscienti di potergli mettere paura. Un 2-3 non è un risultato da invidiare e, ovviamente, qualsiasi risultato ottenuto in qualsiasi modo sarebbe preferibile a quello. Ma per la nostra situazione e per scacciare via un po’ di streghe, un pizzico di sfrontatezza in più potrebbe non guastare.

4. La Sampdoria. Prima del Chelsea, però, c’è la sfida di sabato sera, assolutamente prioritaria per mille motivi. Il successo in campionato manca da troppo tempo, la Roma -che pure è vicina all’interruzione della sua striscia positiva- ha guadagnato troppi punti nelle ultime partite ed è ora di rimettere in chiaro le cose. Non possiamo farci distrarre dagli impegni successivi: prima i 3 punti contro i blucerchiati, poi tutto il resto.

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