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Peccato

marzo 11th, 2010 | 138 Comments | Posted in Campionato, Champions League | di Grappa e Vinci

Manchester-Milan inizia con una bella inquadratura di Ronaldinho che si slinguazza da solo e ridacchia, gesti con i quali tocca i vertici di intensità della serata.

Gara difficile per il Milan, al quale mancano Pato, Antonini, Nesta, Gattuso, Rosetti, Dida, Kakà, Berlusconi, lo stadio di proprietà, le famiglie allo stadio, Rocchi, la mentalità europea, quattro rigori, l’abbassamento dei toni, i giovani di una volta, una musichetta suonata decentemente, le mezze stagioni, il punto di vista estetico, Tagliavento, il risultato normale, il regime fiscale spagnolo, la par condicio, “noi il Manchester l’avremmo battuto” ed altri campioni, con i quali il risultato sarebbe stato ben diverso. Certo che no, non si può disputare una partita in queste condizioni: avrebbero dovuto rinviarla, mandare qualcuno a prendere a martellate gli alluci di Rooney e Ferdinand, far valere la metà, per decreto, i gol segnati in trasferta a San Siro, ma si sa che questi europei sono dei bacchettoni, loro e questa assurda storia delle regole e della correttezza, e hanno voluto giocare lo stesso, bravi, clap clap.

Quando inizia la partita, i due strascicanti telecronisti ci trasportano nel loro mondo fatato. Nei primi sette minuti, il Milan non esce dalla metà campo, Rooney tira tre volte in porta e si vede pure il primo sinistro della carriera di Gary Neville, ma “è un buon Milan, che ha iniziato col piglio giusto”. Poi, una pallonata colpisce Dinho che si era mezzo appisolato ed esce di poco, e “ora il Manchester ha paura”. Arriva il gol del Manchester, ma “il Milan è ancora vivo”. Ci si aspetta da un momento all’altro un “i rossoneri hanno già la testa alla partita col Chievo”.

Milan Rooney Tunes

La gara prosegue, ma è chiaro come i ragazzi di Leonardo stiano snobbando l’impegno. Galliani, a fine primo tempo, dichiara “Il campionato è la nostra competizione, quella che storicamente più ci si addice, non scambierei uno scudetto con tre Champions”, poi smette la canotta e i sandali, stavolta non servono. Gli stimoli in Europa non sono quelli giusti, e si sa che il Milan è capace di tirar fuori la prestazione solo quando risuonano i gorgheggi di Lady Gaga e Belen comincia ad ondeggiare ed esibirsi in pose da pornodiva consumata: niente musichetta, niente ondeggiamenti, niente Milan. Onyewu, strappato ai Toronto Raptors nel draft di inizio stagione, viene risparmiato in attesa dei ben più sentiti impegni domenicali.

Il secondo tempo inizia con Cerqueti e Collovati che suonano la carica, dopo che Bartoletti ci aveva lasciati con un “perché non sognare?”. Poco dopo, infatti, si sogna: Thiago Silva mostra all’Europa cosa gli ha insegnato Kaladze in questo fruttuoso anno di allenamenti e viene arrotato da Nani, che scappa sulla fascia e strivella per Rooney, che quasi si rammarica di non poter segnare di testa. Il sogno prosegue, e per i due telecronisti “non cambia niente, il Milan deve comunque segnare tre gol”, anzi, quasi è un bene che il Manchester abbia segnato, fatene un altro e poi vedrete, saranno cazzi. Ferguson, impietosito, al sessantacinquesimo toglie tutti ed abbassa i ritmi, con la sua squadra che si limita a controllare l’immenso vantaggio acquisito. Nonostante il Manchester giochi quasi per inerzia arrivano altre due pere, ma quel che bisogna sottolineare è il momento-tenerezza: entra Beckham e lo stadio esplode in un grande applauso, che fa passare in secondo piano la risicata vittoria e sottolinea come l’amore abbia vinto ancora una volta.

Finisce 4-0, un risultato che lascia spiragli aperti per il ritorno, un decreto interpretativo e un ricorso al Tar. I giocatori e lo staff rossonero danno ancora una volta l’esempio della loro enorme cultura sportiva lasciando solo il povero Failla a bordo campo per poi presentarsi ai microfoni per la consueta, onesta ammissione di colpe. I giornalisti Rai incalzano, fioccano critiche aspre, domande scomode, silenzi imbarazzanti. Bartoletti attacca Leonardo con un “Non pensi che l’Inter adesso dovrebbe avere paura di questo Milan arrabbiato?”, Gentili lo mette in croce pronunciando parole di fuoco come “Non è andata come speravamo”, Zazzaroni si crede brillante ed ironizza sul vino offerto da Ferguson.

Insomma, è la peggior figura di merda europea dai tempi di Manchester-Roma, il fallimento del “progetto” rossonero, una barzelletta che ha fatto ridere l’Europa intera, ma va tutto bene, da domenica si torna alla crisi Inter, al Milan di grande intensità visto a Roma, a Thiago Silva splendido baluardo, Dinho dispensatore di assist e a Borriello implacabile bomber.
In attesa della partita di Londra, noiosa ed inutile continuazione di questa Champions, che dopo l’eliminazione di Milan e Real (che dà ulteriore lustro alla mitica vittoria al Bernabeu) appare più che mai povera di valori e priva di ogni interesse.

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La frenata

marzo 9th, 2010 | 120 Comments | Posted in Allenatore, Campionato, Tattica | di Taribo59

La frenata è evidente, brusca, preoccupante: 4 pareggi nelle ultime 5 partite, di cui tre 0-0, un drastico ridimensionamento delle occasioni da rete, fino alla peggiore Inter casalinga dell’Era Mourinho, quella vista nei primi 70′ domenica sera, senza ritmo, senza cattiveria agonistica, sempre in ritardo sui palloni vaganti. Al netto delle due espulsioni, mi è parso di rivivere la prima mezzora di Inter-Samp, e stavolta è mancata anche la scossa nervosa di quell’altro 0-0.

Sul significato di questa frenata e sulle possibili conseguenze, immagino avremo opinioni diverse. La mia è che Mourinho stia esagerando nel minimizzare l’importanza della manovra di centrocampo, e che questa sua “filosofia” si sommi allo scadente stato di forma dei centrocampisti. Sneijder è rimasto allo shock dell’espulsione nel derby, quello di prima non si è più visto, gli avversari hanno imparato a conoscerlo e vanno a pressarlo in ogni zona del campo. Stankovic – che non avrei mai sostituito, domenica sera – è reduce da uno dei suoi tipici infortuni, dai quali fatica sempre a riemergere. Cambiasso e Thiago Motta – i due centrocampisti più intelligenti – erano assenti. Zanetti ha di nuovo fatto il terzino. Muntari – non solo per colpe sue – ha di nuovo raccolto la sua dose di fischi. Mariga e Khrin sono rimasti in panchina, e la riesumazione di Quaresma è avvenuta ed è stata vissuta come una mossa della disperazione.

Mourinho non rinuncia mai alla difesa a 4, anche quando gli avversari giocano senza attaccanti. Per cui si sono visti Samuel, Lucio e Cordoba senza nessuno da marcare e senza sapere che fare del pallone, visto che non trovavano un compagno (vicino) a cui affidarlo: il numero impressionante di passaggi sbagliati, di errori di misura, mi ha fatto pensare a quanto sia superiore il Milan in questa fase del gioco (Nesta e Thiago Silva non buttano via un pallone).

Inevitabilmente, Inter-Genoa ci riconsegna il dibattito su Balotelli, su quanto sia ondivago se non dannoso, quando la partita prende vesti tattiche che lui, semplicemente, non capisce. Per me, sia il 4-2-3-1 che Balotelli vanno usati con parsimonia, per sparigliare situazioni bloccate: è vero che a Udine, giocando dal primo minuto, Balotelli è stato decisivo, ma se davvero ieri sera ha giocato con la febbre alta, andava sostituito prima. Non mi ha convinto la formazione di partenza, troppo offensiva e senza supporto a centrocampo (il primo tiro in porta, da fuori area, l’ha fatto Stankovic al minuto 39). Non mi ha convinto la scelta di Pandev insieme a Balotelli, in una partita in cui serviva qualcuno capace di colpire sottomisura, in mischia, su palloni sporchi (l’ingresso di Eto’o mi è parso tardivo).

Qualcuno pensava bastasse la maglia del Centenario per vincere le partite? Restare 4 punti avanti dopo cinque partite giocate mediamente male (fa eccezione il primo tempo di Udine) può indurre a pensieri ottimisti, ma è una sensazione destinata a ribaltarsi, se da Catania e Palermo non si farà ritorno con 4 punti. Arrivano tre trasferte consecutive, con il Chelsea di mezzo, dunque non è il caso di farsi illusioni: il campionato resterà in bilico fino alla fine, e forse non basteranno gli 80 punti che credevo sufficienti.

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“Anti-Inter”, la finale. Ed altro

marzo 8th, 2010 | 101 Comments | Posted in Campionato | di Grappa e Vinci

il ritratto di Adrian Gray

il ritratto di Adrian Gray

Dopo mesi di sfide, ballottaggi ed avvicendamenti che hanno mietuto vittime eccellenti,  va finalmente in scena la finale di “Anti-Inter”, il talent-show che da tenuto col fiato sospeso l’Italia intera. Milioni di telespettatori in estasi davanti alla tv, le premesse per uno spettacolo senza precendenti: lo share decolla quando loro, Roma e Milan, scendono in campo a contendersi lo scettro di antagonista unica ed indiscussa dei nerazzurri. In questi lunghi mesi, hanno superato la concorrenza di corazzate come la Juventus di Felipe&Melo, la Sampdoria di Pozzi e Pazzini e il magico Napoli di Mazzarri, l’uomo che in proporzione alla sua dotazione ne ha stese più di John Holmes. Qualità al top anche per quanto riguarda il direttore di gara: tocca a Tagliavento, che si è assicurato sul filo di lana il contest per i fischietti deliziando il paese con le sue ormai celeberrime “intepretazioni alla lettera”. In lacrime, in un angolino buio e puzzolente, il secondo classificato Rocchi, che dopo la sontuosa prestazione nel derby si sentiva già in tasca la designazione.

La gara è una parata di stelle. In campo, va in scena l’orgia degli esteti, l’orgasmo dei sensi, un trionfo di beatitudine le cui sintesi spodesteranno presto tutti i threesome su Youporn. Le telecamere, per concedere qualche attimo di tregua ai goderecci spettatori, indugiano sulla tribuna, dove un Ferguson terrorizzato ma allo stesso tempo visibilmente eccitato segue con ansia gli sviluppi di questa appassionante finale.

Alla fine di un primo tempo elegantemente concluso senza reti, va in scena la testimonianza di Jankulovski, scampato per pochissimo alla deportazione ad Appiano Gentile. La ripresa conferma quanto detto durante la settimana: è in scena il top del calcio italiano. Un sabato per ghiottoni, quello della ventisettesima giornata: oltre alla supersfida dell’Olimpico, grande spettacolo anche a Firenze, dove torna in auge lo Zico del terzo millennio, l’uomo che aveva infiammato le prime puntate di “Anti-Inter” a suon di piroette e giravolte. D’obbligo, per i sostenitori viola, porsi alcune domande: contro la loro squadra, Quaresma si è esibito in giocate da campione e Diego e Grosso (ed Amauri all’andata!)sono riusciti a segnare nella stessa partita. Che ci sia, forse, qualcosa che non va?

A Roma, comunque sia, si va sul velluto fino al novantesimo. Gli spettatori di sesso maschile sono costretti a mascherare con imbarazzo evidenti gonfiori intimi, mentre le donne, incantate dalle invenzioni di Dinho e dalle cannonate di Borriello, si producono in ammiccamenti e sfregamenti più o meno voluti. L’atmosfera è così calda che deve intervenire Galliani in sandali, calzini bianchi e canotta sporca di ragù per placare l’incendio di passione.

La grandezza delle due contendenti non permette che il risultato si sblocchi: finisce pari, con uno 0-0 molto chic e trendy che non placa affatto i bollori del pubblico, ma che anzi favorisce le congiunzioni tra tifosi di opposte fazioni. Beltà e raffinatezza anche nel dopo-partita, con Leonardo che piangiucchia per il non-rigore non concesso dopo un pur leggiadro decollo di Ambrosini e Ranieri che gongola per il punticino guadagnato.

A designare la vincitrice del talent show sarà dunque il televoto: vista l’altissima posta in palio, ci si aspettano telefoni bollenti per settimane. Oltre alla possibilità di contendere lo scudetto all’Inter, infatti, la squadra vincitrice si porterà a casa uno stock di pompose targhe celebrative, corredate da pratiche istruzioni per apporle facilmente sulle maglie da gioco. Tra i votanti, verranno estratti cinque fortunati che riceveranno un cd di grugniti, ululati e bestemmie, per esercitarsi a casa e non farsi trovare impreparati la prossima volta allo stadio.

Nella partita di domenica sera, Inter e Genoa si ritrovano addosso l’enorme pressione di dover mettere in campo uno spettacolo tale da non far rimpiangere le leccornie della serata precedente. Prodigandosi in un grande sforzo, però, le due compagini riescono nell’intento: dopo novanta minuti di ciabattate, scazzi ed imprechi, il risultato è un altro godibile zero a zero, assolutamente all’altezza di quello dell’Olimpico. Migliore in campo Quaresma, che ha infiammato il pubblico con qualche tocco dei suoi e che ha svegliato la squadra dal misterioso torpore nel quale era rimasta intrappolata fino al suo ingresso in campo: che anche alla luce di questo fatto ci sia da porsi qualche domanda?

L’impressione, e qui divento serio per un attimo, è che la sfida di Champions stia catalizzando su di sé molte energie, soprattutto mentali: non è un caso, secondo me, che da un mese a questa parte gli approcci alla partita non siano più gli stessi. Anche un po’ di stanchezza, certo, e magari anche un comprensibile e fisiologico calo di prestazioni dopo 5 mesi da schiacciasassi: l’avvicinarsi del ritorno col Chelsea, però, è sicuramente un elemento di cui tenere conto, sebbene la tesi del “eh ma la mente è al [temibile avversario di turno]” mi sia sempre sembrata niente di più che una pessima giustificazione per dei brutti risultati.

Un’altra impressione che ho è che questa squadra si esalti nelle difficoltà, come testimoniano il trionfo nel derby, gli splendidi sessanta minuti in nove contro la Samp, la reazione immediata al gol di Kalou e la bella vittoria della scorsa settimana con una formazione a dir poco rimaneggiata. Ieri sera era tutto “normale” o quasi, ed era una delle classiche partite che vengono affrontate senza troppo mordente e con la presunzione del “prima o poi tanto un gol lo troviamo”. Abbiamo iniziato a far benino soltanto quando la gara era agli sgoccioli ed avevamo in campo ottantatré punte, e anche questo per me non è un caso.

Che dire, venerdì prossimo a Catania le difficoltà saranno parecchie, in un ambiente caldo e con davanti una squadra tra le più in forma del campionato. Speriamo che la mia tesi si riveli fondata.

A Stamford, poi, ci saranno più difficoltà che in ogni altra occasione.

E qui ci aggiungo un bello “sgrat”, che non fa mai male.

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Una serata no.

marzo 7th, 2010 | 178 Comments | Posted in Campionato | di SNIS

E’ stata forse la peggior Inter vista quest’anno. La squadra è sembrata svogliata, quasi demotivata, soprattutto nel primo tempo. Nonostante l’offensivissimo 4-2-3-1 di partenza, l’unico tiro in porta nella prima frazione di gioco è arrivata al minuto 40, con una conclusione da circa trenta metri che non ha minimamente impensierito Amelia. In fase difensiva non abbiamo mai sofferto e l’unico pericolo da segnalare è una conclusione di Mesto da fuori area, respinta a mani aperte da Julio Cesar.  Il Genoa è arrivato a S.Siro per contenere, con una formazione molto prudente e ben messa in campo. Partita ordinata quella dei rossoblu, che sono riusciti ad imbrigliare la nostra manovra, anche per i tanti errori dei nostri in fase d’impostazione. Tantissimi passaggi sbagliati e molte imprecisioni non ci hanno consentito di creare azioni degne di nota.

Nella ripresa le cose sono un’pò migliorate, con la squadra leggermente più brillante rispetto alla prima frazione. Dopo pochi minuti Milito ha avuto la palla buona per sbloccare il risultato, ma sul disturbo di un avversario ha calciato a lato da buona posizione. Sembrava comunque il segnale che le cose stessero per cambiare.  Invece no, perchè la squadra è ripiombata in quello stato di indolenza già visto durante i primi 45 minuti. Poi il doppio cambio Muntari-Cordoba e Eto’o-Pandev ha mutato un’pò l’atteggiamento dei nostri. Il ritorno del capitano a centrocampo ha riportato un’pò di vitalità in mediana, dando la scossa ai nostri, che hanno provato finalmente ad andare avanti con più convinzione. Gli ultimi venti minuti hanno prodotto alcune situazioni interessanti dalle parti di Amelia. Non a caso però  i pericoli maggiori sono arrivati con conclusioni da fuori, a dimostrazione di come il Genoa abbia difeso molto bene negli ultimi 16 metri. L’ingresso di Quaresma per Deki nel finale, è stato l’estremo tentativo di portare a casa l’intera posta, senza però riuscirci.

Un passaggio a vuoto per il quale si possono trovare mille motivi. I tanti giocatori reduci dagli impegni con le nazionali, Balotelli con 38,5 di febbre, le assenze a centrocampo (reparto nel quale più degli altri è mancata la brillantezza) di Cambiasso e Motta, sono solo alcuni degli alibi che si possono accampare. A mio modo di vedere si è trattato semplicemente di una serata no, di quelle che possono capitare nell’arco di un campionato. Alla luce del pareggio di sabato sera tra le due migliori  squadre a livello estetico (cit.), questo 0-0 lascia in bocca un sapore agrodolce per non essere riusciti ad allungare sulle dirette rivali, ma di contro c’è la consapevolezza che i punti di vantaggio rimangono invariati con una partita in meno da giocare.

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Anticipi definitivi

marzo 6th, 2010 | 153 Comments | Posted in Campionato | di Taribo59

Fiorentina-Juve alle 18.00, Roma-Milan in serata: i due anticipi della ventisettesima giornata sono destinati a decretare sentenze inappellabili.

Per la Fiorentina – che ritrova Giardino e Vargas – è l’ultima occasione per avvicinare la zona Champions, solo una vittoria può tenere aperta la speranza; e solo una buona prestazione può fornire la spinta per la partita con il Bayern, dopo il furto provocato da Ovrebo.
Per la Juventus – che ritrova Iaquinta – la zona Champions rischia di diventare chimerica, dopo la sconfitta casalinga col Palermo e con un calendario, appesantito dai giovedì sera di Europa League, che è forse il peggiore in assoluto, fra le candidate a giocarsi un posto nelle Coppe.
Il risultato più probabile – il pareggio – servirebbe soprattutto a Palermo e Napoli.
Pronostico secco: 0-1.

All’Olimpico, la Roma è chiamata a farci capire quanto vale.
Per me, la Roma con Totti vale l’Inter, dunque è più forte del Milan, e senza Totti e senza Pato non posso che confermare la preferenza giallorossa.
Rientrano Julio Sergio e Pizarro, e pare che anche Toni sia disponibile, ma troppe volte la Roma ha sbagliato la partita della svolta, l’eliminazione da una mediocre squadra greca è li a dimostrarlo.
Il Milan ha più punti di quanto vale, sembra sempre sul punto di mostrare il bluff, ma se vincesse all’Olimpico – considerando scontata l’eliminazione all’Old Trafford – diventerebbe un avversario pericolosissimo.
Con Tagliavento, in una ventina di partite complessive, né la Roma né il Milan hanno mai perso: ho l’impressione che questa strana statistica sia destinata a finire domani.
Vince chi segna per primo. Pronostico secco: 1-2.

Dopo 26 giornate di campionato, ecco la classifica dei calci di rigore:
Milan 8 favore 2 contro = + 6
Roma 7 favore 3 contro = + 4
Juventus 3 favore 3 contro = 0
Inter 5 favore 6 contro = – 1.
Il primato del Milan viene ulteriormente rafforzato dalle circostanze legate a entrambi i rigori “contro”.
Il primo – nel derby d’andata – avrebbe dovuto prevedere l’espulsione di Gattuso, invece l’arbitro sui limitò ad ammonirlo.
Il secondo – a Bari – è stato fischiato al minuto 89, con il Milan in vantaggio 0-2 (sullo 0-0 c’era un rigore persino più netto, ma quello non è stato fischiato).

Un anno di prostituzione intellettuale

marzo 4th, 2010 | 178 Comments | Posted in Allenatore, Campionato, Manipolazione Intellettuale | di Nk

Dal 3 marzo 2009 ad oggi. Noi non dimentichiamo, ma non possiamo fare a meno di chiederci: cosa è cambiato?

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Udinese-Inter: uno sguardo ai migliori

marzo 2nd, 2010 | 143 Comments | Posted in Campionato, Giocatori | di Nk

LucioLucio chiude una settimana stratosferica: unico difensore puro con la Sampdoria, in compagnia di Samuel contro l’attacco atomico del Chelsea, ancora da solo contro l’Udinese. Risultato: 3 gol subiti, di cui uno su rigore. E prestazioni da urlo: il capitano del Brasile si afferma, contro molte previsioni, acquisto prezioso e di livello altissimo. Puntuale in ogni chiusura, muro insormontabile sia fisicamente che in velocità, sa benissimo quando può avanzare palla al piede -creando sistematici scompensi agli avversari- e quando deve invece piantarsi in difesa. In più, dà alla squadra una carica e una sicurezza preziosissime, da vero capitano. Fenomenale.

Poi c’è Maicon, che da alcune partite sembra essere tornato ai suoi livelli o quasi. Sicuro in difesa, ma questo non era mai mancato, torna a coprire dopo ogni discesa senza fermarsi avanti a recriminare o protestare. Fa vedere di nuovo due-tre anticipi dei suoi, dai quali partono puntualissimi contropiedi: nasce così l’azione del secondo gol, è nata così una pericolosa sortita offensiva col Chelsea. Torna ad applicare gli schemi con puntualità e regolarità: il movimento sul gol è devastante per qualsiasi difesa ed è lo stesso movimento che libera spazio a Balotelli per il tiro dell’1-1. Come previsto, si avvicina il mondiale e torna il Colosso. Sarà utilissimo nel finale di stagione.

Su Milito resta veramente poco da dire: potrebbe insegnare calcio in qualsiasi spogliatoio del mondo. Un attaccante completo, un giocatore totale che non si spiega per quale motivo abbia dovuto aspettare 30 anni per arrivare a questi livelli. 39 gol in 55 partite dicono tanto ma non tutto: El Principe non è solo cecchino da area di rigore come mostrato nel terzo gol, ma è anche maestro della tattica come si vede nel secondo gol e in tutto il resto della partita. Capace di tenere in scacco da solo una difesa intera (ce lo ricordiamo Leonardo che tiene in campo 4 difensori per marcare solo lui?), di farla impazzire, di farsi inseguire, di toglierle ogni punto di riferimento, di far saltare in aria ogni linea difensiva: da lì, poi, diventa quasi elementare servire un compagno -per esempio Pandev- e lasciare aperta una voragine per l’inserimento di un difensore -per esempio Maicon-. E poi stare lì e godersi lo spettacolo di un gol. Per esempio il 2-1.

BalotelliE infine c’è lui, naturalmente: Mario Balotelli. Un gol, un assist, una partita sontuosa. Le parole iniziano a diventare superflue, inutili. Le chiacchiere da bar, o da blog se preferite, stucchevoli. Ha numeri da campione ma deve aggiustare la testa, alterna grandi giocate a gesti stupidi, va bene il gol ma l’ammonizione, ma la reazione, ma il nervosismo con la panchina, ma, ma, ma….ma che cosa? Ci permettiamo di metterlo noi un “ma” grosso quanto una casa: ma ha 19 anni. Fermiamoci a pensare, a decontestualizzare tutto. Abbandoniamo l’idea e l’immagine di Balotelli che abbiamo e pensiamo a un ragazzino che a 19 anni fa una partita come quella di domenica. 19 anni, 76 presenze e 26 gol con la maglia dell’Inter. 19 anni, attaccante esterno da un gol ogni 155′ in campionato. 19 anni e Inter-Rubin Kazan alle spalle. 19 anni e due scudetti da protagonista. No, sul serio: di cosa vogliamo discutere?

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Nel segno delle “3M”

febbraio 28th, 2010 | 287 Comments | Posted in Campionato, Pagelle | di SNIS

La vittoria ottenuta ad Udine è di quelle pesantissime,  che lasciano il segno.  I motivi sono molteplici. L”emergenza derivata da infortuni e squalifiche che ha costretto il Mister a schierare un undici inedito, con Motta nell’inusuale ruolo di difensore centrale e il giovane Mariga a centrocampo dal primo minuto, non lasciavano sicuramente tranquilli. Se poi pensiamo che, dopo una manciata di secondi, al primo affondo dei friulani  ci siamo trovati sotto, la prestazione della squadra assume un’importanza ancora maggiore. Dopo il gol di Pepe saremmo potuti naufragare, ma invece i ragazzi hanno tirato fuori grinta e determinazione, riuscendo nel giro di venti minuti a ribaltare la situazione. I gol di Mario e Maicon sono state due perle assolute, intermezzate da un paio di conclusioni su calcio piazzato in cui Sneijder e lo stesso Balotelli hanno sfiorato i pali difesi da Handanovic. Allo scadere del tempo è arrivato poi il solito guizzo del Principe, bravissimo a insaccare di testa su un perfetto cross di Balotelli dalla sinistra. A questo punto la partita sembrava chiusa, ma un veemente avvio di ripresa dei bianconeri ha fatto sì che il match si riaprisse. Il gol su rigore di Di Natale è stato il risultato di 10 minuti di pressione dei friulani, che più di una volta ci hanno messi in difficoltà, chiamando Julio Cesar ad un paio di interventi decisivi. Dopo la sfuriata iniziale che ha portato al gol, l’Udinese ha poi rallentato, permettendoci di riprendere in mano il gioco senza correre troppi rischi. Anzi, nella fase centrale del tempo abbiamo avuto un paio di occasioni per chiudere il match, purtroppo non sfruttate per imprecisione e per la bravura dell’estremo difensore friulano. Gli ultimi 10 minuti, complice anche la stanchezza dei nostri, l’Udinese ha tentato il tutto per tutto, riuscendo a metterci in difficoltà, creando alcuni pericoli alla nostra porta. Un grande intervento dell’Acchiappasogni su tiro dal limite di Pepe e la traversa colpita dai friulani su un tiro deviato all’ultimo secondo di recupero avrebbero potuto toglierci due punti, ma fortunatamente così non è stato.

Si ritorna quindi a vincere in trasferta, nonostante le difficoltà che sapevamo tutti avremmo incontrato. Tre punti pesantissimi, conquistati con forza, carattere e voglia di soffrire, visto anche il non perfetto stato di forma di alcuno dei nostri.

I voti: Julio Cesar 7; Maicon 7; Lucio 7; Thiago Motta 6;  Zanetti 6; Stankovic 5,5; Mariga 5,5; Sneijder 6,5; Balotelli 7,5 (Materazzi S.V), Pandev 5 (Eto’o 5,5); Milito 7 (Krihn S.V.).

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Guardia alta

febbraio 28th, 2010 | 176 Comments | Posted in Campionato, Discussioni, Società, Tattica | di Nk

Qualche considerazione in vista di Udinese-Inter. Perchè non è una partita come le altre.

Luca Caldirola: pronto al debutto?

Luca Caldirola: debutto?

Silenzio - Continua, anche se non ufficialmente, il silenzio stampa “italiano” iniziato subito dopo il furto con scasso per il quale Tagliavento resta denunciato a piede libero: approfittando della squalifica di Mourinho, che quando non può sedere in panchina non va giustamente neanche in sala stampa, la società annulla la classica conferenza stampa del prepartita. Tutti si aspettavano Beppe Baresi e si sono ritrovati al suo posto soltanto uno scarno comunicato. Abbassare i toni o inondare l’ambiente di un assordante silenzio? Il popolo nerazzurro non dimentica i recenti fatti, la società nemmeno: l’interpretazione giusta è la seconda.

Uniti sul campo – Ivan Cordoba, Walter Samuel, Sulley Muntari, Esteban Cambiasso: tutti convocati. Il messaggio è chiaro: la squadra è unita, compatta, decisa ad andare avanti per la propria strada e a continuare a incanalare sul versante agonistico la rabbia che monta nel vedere certe situazioni fuori dal campo. Si va a Udine tutti e 24 (ma come? non  avevamo una rosa di 638 giocatori?) più Luca Caldirola e Giulio Donati, per aggiungere la forza del gruppo a quella dei singoli. Per combattere insieme, come al solito.

Materazzi e Donati: chi in campo oggi?

Materazzi e Donati: chi in campo oggi?

La formazione - In questa situazione la convocazione di Materazzi non è evidentemente indicativa dello stato di salute del nostro 23 e nulla ci dice sulle effettive possibilità di vederlo in campo. Al contrario di Santon però, anche lui tra i convocati, probabilmente a Matrix verrà chiesto l’ennesimo sacrificio di un recupero-lampo per tappare la falla aperta dalle squalifiche. Straordinari per Lucio dopo la prestazione-monstre in Champions e porte chiuse per il debutto di Caldirola o Donati quindi, almeno dal primo minuto. E a meno che Zanetti non tornerà a centrocampo lasciando il posto sulla sinistra proprio a Giulio Donati. La soluzione però sembra improbabile: Zanetti dovrebbe restare dietro e neanche Deki dovrebbe prendere fiato a centrocampo, dove farà da balia al debuttante (dal primo minuto) MacDonald Mariga. Confermato Thiago Motta, confermatissimo Sneijder, a partita in corso ci dovrebbero essere minuti per Quaresma o Krhin. In avanti il ballottaggio dovrebbe essere fra Balotelli e Milito, visto che il Mou sembra orientato a provare la strada del campo per arrivare al recupero di Eto’o.

I postumi della Champions – Ieri, Chelsea-ManCity è terminata con un 2-4 ben più rotondo di quanto dicano i numeri. Questo dal punto di vista strettamente tecnico è l’unico pericolo che ci troveremo ad affrontare oggi pomeriggio: un calo conseguente non solo alla sfida di mercoledì ma anche all’enorme dispendio di energie di sabato scorso. Bisogna scendere in campo concentrati e cercare di indirizzare la partita sin dal primo minuto per non subire il ritorno, con il passare del tempo, dell’Udinese e di “motorini” come Sanchez, Di Natale e Inler

Il vento recente – A seguito della partita con la Sampdoria e delle brillanti prestazione degli arbitri a Bari e Firenze, in settimana si è scatenato un finimondo. Alle nostre orecchie sono arrivate addirittura voci circa ingenti capitali “investiti” dalla mafia albanese in un giro di scommesse sulla Serie A. Baggianate. Ma anche no: quello che è successo nell’ultimo mese è allarmante, e la splendida prestazione in Champions non deve farcelo dimenticare. Non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo visto fischiare a Tagliavento, nè la serie di eventi precedente e successiva a quei fischi. E dobbiamo stare con gli occhi aperti. L’impressione è che il pubblico italiano – e non solo gli interisti – sia rimasto scottato da calciopoli e guardi tutto con una certa diffidenza: da più parti si sono infatti alzati dubbi sulla regolarità del torneo e discorsi che vanno ben al di là del “favore al Milan perchè vogliono farli vincere”. L’appassionato medio è ora più sveglio, meno propenso a farsi prendere in giro. Da questo, scaturiscono due correnti di pensiero:
- l’interista che sta per morire: morire insieme a tutti gli altri, ovvio. La fine del mondo è vicina, è tutto deciso, e gli arbitri ci porteranno a perdere lo scudetto con decisioni sempre più assurde, sempre più scandalose e sempre nella stessa direzione, in un vortice di vergogna senza fine. Lo scudetto è già di fatto assegnato al Milan e non ci sono speranze neppure per un’armata come la nostra. Prepariamoci a subire un altro scippo a Udine.
- il complottista ad ampio respiro. Figura nuova nel campionario del tifo italiano e, ad opinione di chi scrive, diretta discendente di calciopoli. Questo appassionato vede tutti coinvolti in un enorme calderone, un “chiagn’e fotti” formato gigante nel quale, a turno, ognuno ha i suoi vantaggi e nel quale, soprattutto, si sa già il vincitore finale. Lo scenario dice Inter, con un distacco minimo sul Milan e il conseguente allontanamento di Mourinho “spina nel fianco” di un sistema di cui fa parte fino al collo la stessa Inter. In quest’ottica, previsto in arrivo da Udine un favore arbitrale nel caso la partita dovesse mettersi male.

Noi, annoiati e disillusi, preferiamo più modestamente scegliere una terza via: nessun complotto. Diciamo, per il momento, una imbarazzante e preoccupante serie di errori. Diciamo che da Udine ci aspettiamo un arbitraggio equo e onesto. Diciamolo e urliamolo pure, anche se in fondo pensiamo tutt’altro e a questo crediamo poco. Per il momento stiamo così: aspettando ulteriori evidenze, ulteriori verifiche, ulteriori conferme.

Ci sediamo sulla riva del fiume e aspettiamo di vedere che succede.

E se qualcuno che a questo campionato ci crede veramente ci chiedesse che cosa ci aspettiamo dalla partita, la risposta sarebbe ovvia: i 3 punti. Mancano da troppo tempo, contano solo quelli.

Per ora.

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Impuniti

febbraio 26th, 2010 | 128 Comments | Posted in Campionato, Discussioni | di Nk

7 gennaio 2010: a seguito di Chievo-Inter, il giudice sportivo Gianpaolo Tosel infligge una multa di 7.000 euro a Mario Balotelli “per avere, al 43° del secondo tempo, uscendo dal terreno di giuoco all’atto della sostituzione, rivolto ripetutamente un applauso provocatorio nei confronti del pubblico

27 febbraio 2010: a seguito di Fiorentina-Milan ci chiediamo e ci permettiamo di chiederle, giudice sportivo Gianpaolo Tosel: cosa pensa di questo?

Gestaccio Huntelaar

E di questo?

Gestaccio Pato

Eh, giudice sportivo Gianpaolo Tosel?

Che ci dice, giudice sportivo Gianpaolo Tosel?

Ehi…

Giudice sportivo Gianpaolo Tosel?

C’è nessuno in casa?

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