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Le pippe degli altri

febbraio 26th, 2010 | 192 Comments | Posted in Calciopoli, Champions League, Discussioni, Manipolazione Intellettuale | di Mr Sarasa

Ve le ricordate tutte le menate di cravatta gialla su ranking Uefa e via discorrendo? Ed i soloni (più o meno incartapecoriti) che dall’alto della loro presunta imparzialità si auguravano che il calcio italiano tornasse ai suoi antichi fasti in Europa?

Bene, resettate tutto, contrordine.

Il calcio italiano resta come movimento nel suo complesso a distanza considerevole da Inghilterra e Spagna, ormai affiancato da Francesi e Tedeschi, talvolta umiliato persino da paesi che definire calcisticamente emergenti sembra spararla grossa, tipo la grecia… e dopo due settimane di partite di Champions ed Europa League possiamo trarre qualche considerazione.

La prima è che dopo una prima settimana a dir poco disastrosa, con il Milan sconfitto in casa, la Fiorentina defraudata in Germania, la Roma umiliata in Grecia e solo il contentino gobbo contro i bambini dell’Ajax, mi sarei aspettato che venisse presa un po’ meglio, dai presunti imparziali, la vittoria nerazzurra sul Chelsea.

Invece pare che l’analisi della partita possa ridursi ad un “c’era un rigore per il Chelsea” con l’aggiunta nelle migliori delle ipotesi di un “Eto’o non è lo stesso del Barça”: a parte il fatto che per i motivi già espressi nei giorni scorsi nei commenti, per me è tutto da dimostrare che quello sia rigore perchè ho dei seri dubbi sul contatto, e dando per scontato che qualcosa logicamente non è piaciuto neppure a me, della partita di mercoledì, pare passare in secondo piano il fatto che dopo anni di magra, negli ottavi, abbiamo vinto una partita e non contro l’ultima squadra del campionato uzbeco, ma contro il tanto osannato (soprattutto quando c’è da coprire una figuraccia del Milan…) Chelsea, primo in Premier League e che non perdeva in Champions League da ben 14 turni. Intendiamoci, possiamo ancora perdere rovinosamente il ritorno ed uscire, così come può cadere una cometa domani e steccarci tutti: proprio per questo sarebbe il caso di godersi il momento, e non parlo di noi tifosi che mi sembra che non abbiamo troppi di questi problemi, ma appunto i soloni di cui sopra: se non sfruttano le poche occasioni rimaste per parlar bene di quache squadra italiana in Europa, evidentemente preferiscono la parte dei “tanto peggio tanto meglio”. Contenti loro… Una piccola postilla la meriterebbero i vari Ziliani & co., capaci di ipotizzare “risarcimenti” arbitrali a NOI per i torti subiti dalla Fiorentina, che dire: Milito ammette la simulazione ed accetta il giallo come fanno le persone oneste, loro non potranno mai ammettere che fanno “solo” il loro sporco lavoro di servi del padrone.

La seconda considerazione è che ci sono altre italiane che non vincono in casa loro da più di un anno ormai, ma loro non contano, loro possono andare a Manchester e fargliene 2-3-4-10, senza subirne altrettanti. Eccoli quindi prodursi in dichiarazioni pro porcellotti, alla vigilia di Inter-Chelsea, come se perdere finora 3 derby e mezzo da Agosto ad oggi non fosse abbastanza, han gufato pure l’ex. E tanti saluti al tanto invocato (quando fa comodo) ranking Uefa, che a questo punto spero ci veda presto scivolare alle spalle deella Germania.

Infine, una nota di colore la merita il settantene. Una settimana fa disse “andiamo a fargli vedere chi sono i Romani”, forse pensando che i greci del 2010 siano tutti dei Leonida barbuti e mezzi nudi, che la buttano in rissa…

Prima di ieri ha rincarato la dose immaginando addirittura il ritorno della seconda Coppa continentale a Roma (cioè, ai SEDICESIMI, parlava di VITTORIA).

3-2 e 2-3. Così, per gradire.

Avanti così, o calcio italico…

P.S.: L’importante è abbassare i toni, comunque. Grazie Josè, per aver detto ancora una volta a questi rincoglioniti quello che vedrebbe chiunque non avesse gli occhi foderati di prosciutto!

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Balle smentite dai fatti, terza parte

dicembre 15th, 2009 | 487 Comments | Posted in Calciopoli, Discussioni | di Nk

CalciopoliDopo le sentenze sportive che sono state confermate da tre giudizi e due arbitrati, dopo la sentenza GEA che ha condannato Moggi padre e figlio per violenza privata e minacce (un anno e sei mesi: cominciamo a tenere il conto, che poi ci sarà da fare una bella somma), arriva il primo mattone del filone più importante. Antonio Giraudo è colpevole. Antonio Giraudo è condannato in primo grado a tre anni di reclusione. Antonio Giraudo è stato partecipe di una associazione per delinquere.

Sono state emesse ieri nel processo di Napoli le sentenze di primo grado per tutti gli imputati che avevano richiesto il rito abbreviato. Assolti l’arbitro Rocchi, gli ex arbitri Gabriele, Cassarà e Messina e gli ex assistenti Baglioni, Foschetti e Griselli. Condannato a due anni per frode sportiva l’ex arbitro Paolo Dondarini, e per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva l’ex presidente dell’AIA Tullio Lanese (2 anni) e l’ex arbitro Tiziano Pieri (2 anni e 4 mesi). E poi Antonio Giraudo. Associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. 3 anni.

Quella di ieri è una sentenza clamorosamente pesante per gli imputati. Una sentenza che conferma in pieno l’impianto accusatorio dei PM Beatrice e Narducci, una sentenza che di fatto -al netto della riduzione d’ufficio conseguente al ricorso al rito abbreviato- accoglie in pieno le loro richieste. 3 anni con il rito abbreviato significano 5 in un processo tradizionale. 5 anni senza l’aggravante di essere il promotore della associazione per delinquere significano 6 o più per la persona alla quale verrà riconosciuta quella aggravante. Perchè qualcuno questa associazione deve averla promossa. E allora, in questo momento, ci piace immaginare che l’attesa di Moggi per le sentenze previste fra non meno di un anno si faccia un po’ più agitata. Che la sua anima muoia ancora un po’, perchè a noi piace così.

Antonio Giraudo era partecipe di una associazione per delinquere che nella stagione 2004-2005 voleva alterare i risultati del campionato di Serie A. Riuscendoci, come sancito dalla giustizia sportiva.

Si potrebbero scrivere fiumi di inchiostro su questo primo mattoncino sul quale si fonderà la pietra tombale di tutti i revisionisti post-calciopoli. Si potrebbero scrivere, ma non li scriveremo. Perchè oggi, davanti a questa sentenza, il nostro pensiero va ad Antonio Giraudo. Professionista serio, amministratore lungimirante, stimato consulente. Il nostro pensiero va ad Antonio Giraudo e alle sue parole in una intervista rilasciata circa quattro anni fa. Noi abbiamo sempre saputo cosa c’era dietro la risposta di Facchetti. Noi abbiamo sempre saputo quanta rabbia e quanto schifo ci fosse nelle frasi del nostro Presidente.

Oggi, grazie a una sentenza del giudice De Gregorio, lo sanno anche gli altri.

Poi, certo, qualcuno la riporta così e qualcun altro reagisce così…ma sono dettagli. L’unica cosa che conta è, fatalmente, sempre la stessa: tute le giustificazioni all’operato di questi signori sono solo balle smentite dai fatti.

Tutti insieme, come al solito:
Balle smentite dai fatti.
Balle smentite dai fatti.

PS: a proposito di moralità, a proposito di chi spende 120 milioni l’anno per non vincere niente….possiamo chiederle, signor Giraudo, un giudizio sul Bidone d’Oro 2009?

La strage di anime dell’estate 2006

dicembre 9th, 2009 | 122 Comments | Posted in Calciopoli, Recensioni | di SNIS

Sono morto una notte di luglioOggi, mercoledì 9 dicembre 2009, alle ore 17, presso il Circolo della Stampa di Milano in Corso Venezia 16, si svolgerà la presentazione del libro intitolato “Sono morto in una notte di luglio”, scritto dall’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo e Valberto Miliani. Esortiamo tutti a presenziare numerosi l’evento.

No, tranquilli, non sono impazzito come qualcuno di voi potrebbe pensare. E non ho né bevuto né fumato qualcosa di alternativo. L’invito è serio. Si, perché l’occasione è ghiotta, di quelle da non farsi sfuggire: ricordate le ospitate tv del sopraccitato autore del libro che il buon Lucianone Moggi chiamava affettuosamente Atalanta? Ricordate come in tali circostanze sia stato praticamente nullo il contraddittorio? Chi di voi non avrebbe desiderato essere lì, per formulare all’ex designatore le domande che nessuno ha mai pensato di rivolgergli? E allora, perché non sfruttare l’opportunità e magari chiedere al diretto interessato perché fosse in possesso di una scheda SIM “Moggiphone”? Forse per i piani tariffari più convenienti rispetto a quelli degli italici gestori di telefonia mobile? Oppure, perché non domandare per quale motivo lui e l’altro uomo a cui hanno “ucciso l’anima” ripassassero insieme al telefono ciò che avevano studiato? Era forse in vista un esame al CEPU?

Insomma, questi sono solo alcuni spunti, visto che i quesiti da porre sono numerosissimi. A voi la libertà di individuare quello che più ritenete interessante. Intervenite numerosi e, naturalmente, una volta soddisfatta la vostra curiosità, via, tutti di corsa al Meazza. C’è una partita da vincere!

PS: Si ringrazia Cristina per la consulenza.

Nel buio

novembre 18th, 2009 | 244 Comments | Posted in Calciopoli, Discussioni, Recensioni | di Mr Sarasa

Noto, leggendo qua e là tra i vari blog nerazzurri, che le dichiarazioni di Jean Claude (vado in) Blanc hanno dato non poco fastidio.

Per carità, fastidio più che legittimo, ma dov’è la novità? Questo francese dallo sguardo inebetito ci aveva già “deliziati” qualche settimana fa delle sue teorie su stelle, asterischi e compagnia cantante, quindi non commenterei oltre lasciandolo nel suo buio mentale che tanto l’interruttore penso sia proprio rotto…

Oggi vorrei parlare di un’altra situazione “poco luminosa” per il calcio italiano, il cosidetto “Lodo Pandev”.
La situazione di partenza è abbastanza chiara, c’è un giocatore con un regolare contratto di lavoro che scade al 30/06/2010 e (legittimamente) non vuole rinnovarlo alle condizioni che pretende il datore di lavoro.

Se al posto di Pandev, Lotito e della Lazio ci fossimo io, il mio direttore generale e la società dove lavoro, andremmo avanti fino a giugno, io a lavorare e lui a pagarmi, senza grossi problemi e poi arrivederci e grazie, qua invece la situazione si complica perchè il presidente della squadra biancoceleste ritiene di subire un danno dalla mancata “monetizzazione” di un giocatore che è cresciuto e si è fatto notare da quando gioca nella Lazio, quindi altrettanto legittimamente, dal proprio punto di vista, decide di non far più valorizzare dal suo dipendente-allenatore una risorsa che comunque se ne andrà via gratis.

Quello su cui il Presidente del Collegio Arbitrale dovrebbe esprimersi tuttavia è qualcosa di più grave che non una scaramuccia tra datore e dipendente-calciatore, ovvero se nel “non valorizzare” (= non far giocare) Pandev non siano stati messi in atto anche dei comportamenti rientranti nella categoria del “mobbing” e se non prefigurino pertanto la possibilità per il tesserato di svincolarsi con effetto immediato dalla società.

Non voglio assolutamente anticipare un giudizio personale su come debba o non debba pronunciarsi questo Organo della Giustizia Sportiva, la materia è controversa anche per chi se ne occupa di professione, penso tuttavia che quanto sta accadendo in questi giorni a Roma agli occhi del passante della strada (i miei) assomiglia sempre più ad una farsa, tra dimissioni, diffide, malattie reali o immaginarie ma che casualmente impediscono le sedute…

Insomma, per la credibilità del Calcio, questo è veleno puro, diserbante. Viene da chiedersi cosa sarebbe successo se al posto della squadra del Consigliere di Lega ed “efficentatore”  Lotito ci fosse stata una squadra di serie B o C, e bene ha fatto il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori ad alzare la voce. Non perchè avvenga una pronuncia favorevole o negativa, ma proprio perchè almeno una pronuncia arrivi!

A proposito di assenti (in)giustificati ai processi, è notizia dei giorni scorsi che i signori Ancelotti e Cellino, come dire, due persone per bene, non si sono fatti vivi benchè regolarmente convocati al Processo di Napoli su Calciopoli.  Mi viene in mente un amico “importante” di entrambi questi signori… forse che li ha già avvisati che con la prossima leggina in tema di giustizia, tra gli altri processi, verrà segato pure questo?

No, perchè se così fosse, come non capire i due impegnatissimi tesserati? Vuoi che non avessero di meglio da fare, a Londra o a Cagliari, che non prendere un aereo per partecipare ad un processo così instradato? (a scanso di equivoci, per chi non ci arrivasse, questa ricostruzione è una battuta ed è totalmente frutto della mia immaginazione; non lo dico per i lettori abituali, ma metti il caso che passi di qua qualcuno per caso…)

Vabbè, siamo stati nel buio anche troppo, per oggi, direi di tornare a riveder le stelle (due o tre che siano, Dante non era stato chiaro in proposito..), non prima di un’ultima tappa in questo “Dark Tour”, decisamente più piacevole delle precedenti: il 01/12 (con replica il 12/01) presso l’Istituto dei Ciechi di Milano va in scena lo spettacolo (al buio, sennò che centrava con questo post?) “Nel numero dei +” di Gianfelice Facchetti.

"Nel numero dei +" - La Locandina

"Nel numero dei +" - La Locandina

Non avendolo ancora visto, penso che le parole migliori per presentarlo siano quelle dell’autore stesso!

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Point-Blanc

novembre 1st, 2009 | 194 Comments | Posted in Calciopoli, Campionato, Discussioni | di Mr Sarasa

Point-blank (con la k) è un’espressione inglese che si può tradurre abbastanza fedelmente con “a bruciapelo”, sia in un contesto balistico (nel senso di colpo con la canna dell’arma da fuoco sufficentemente vicina alla pelle della vittima da causarne una piccola bruciatura), sia quando qualcuno dice qualcosa senza troppi fronzoli, direttamente insomma.
E’ anche il titolo di un’ottima Graphic Novel di Ed Brubaker e Colin Wilson, apprezzati fumettisti, in cui c’è un tizio dal grilletto facile (Cole Cash) che vuole scoprire chi ha sparato ad un suo ex commilitone, e la scoperta, dopo un percorso che potremmo definire “labirintico”, tra flashback e sequenze di loop che ritornano ossessivamente, lo lascerà di merda.

Questa storia mi è venuta subito in mente, oltre che per l’associazione di idee Blanc/blank, nel sentire qualche giorno fa il nuovo presidente juventino parlare di scudetti con gli asterischi portati via da chissà chi per chissà quali misteriosi motivi… davvero, se il nostro ignaro eroe Jean-Cole volesse mettersi sulle tracce dei responsabili di queste sparizioni (e lo inviterei davvero a farlo) rimarrebbe sbalordito dalle conclusioni a cui giungerebbe.

Perchè magari al calcio c’è arrivato davvero per sbaglio, come il suo predecessore, in un caldo giorno di inizio estate 2006, e con tutte le cose a cui doveva pensare (tipo il ritiro estivo, il nuovo allenatore o la sontuosa campagna acquisti Andrade-C. Zanetti-Marchionni) di sicuro deve essergli sfuggito che al processo sportivo per Calciopoli era stato lo stesso avvocato della sua società a ritenere congrua come punizione per quanto commesso la retrocessione in serie B e la perdita dei due scudetti sotto indagine..

Jean Cole in azione, davanti alla Lega Calcio

Jean Cole in azione, davanti alla Lega Calcio

Per questo sproloquio pieno di asterischi (e di qualche omissis),  ha ricevuto un esposto alla Procura della FIGC, cosa che di solito renderebbe più prudente una persona di buon senso. Lui no.

Monsieur Point-Blanc (nel senso che spara cazzate a bruciapelo, senza preavviso nè filtri di sorta), fresco di nomina a consigliere di Lega non si è lasciato sfuggire l’occasione di ribadire il concetto con una lucidità degna di Cobolli e anche di Gigli, dopo aver confermato che in caso di scudetto indosserebbero una terza stella taroccata come le altre due: “non sarebbe un’offesa per i tifosi dell’Inter” (domanda: pirlone d’oltralpe, permetti che se ritenerla un’offesa siamo noi a stabilirlo e non tu…ma perchè non la indossi già adesso, magari anche una quarta, una quinta…?) “Ho preso anche questo (l’esposto) come un complimento quindi il fatto che qualcuno faccia un esposto su questo tema mi va bene.”
E pazienza se l’oggetto del “complimento” sia il non riconoscere le sentenze sportive di Calciopoli… “Non è la prima volta che lo dico e non credo proprio che sia una mancanza di rispetto per i tifosi dell’Inter. Ci confrontiamo sul campionato. Dobbiamo dimostrare rispetto totale per il campionato se vogliamo che i giovani che guardano il campionato si comportino bene anche noi dirigenti, giocatori e allenatori devono farlo”.

E certo, quale modo migliore di rispettare il campionato ed educare i giovani del non riconoscere delle sentenze?
Ci vorrebbe un Daspo (cit.).

Come se non bastasse, il neo presidente ha trovato il tempo di fare polemica (sul nulla) pure col settantenne più amato dai nerazzurri, rimproverandolo per aver spiattellato qualcosa che già sapevano tutti, ma che doveva rimanere segreta, non cercarono con insistenza Stankovic perchè sgradito ai tifosi (ed a Ranieri portarono Thiago…): “faceva meglio a stare zitto, è poco professionale”.
Da lasciare di stucco la risposta del tecnico romano: “no no, io sono professionale, sono stato zitto un’anno fa, due anni fa, mica parlo ora; anche perchè se parlassi, ne avrei di cose da dire…”. Zittito dal settantenne, roba da matti!

Il nuovo presidente è però contagioso, come Frank Cobolli: ogni volta che parla, succede di tutto, ed ha trasmesso questo potere anche ad altri cardini del progetto “terza stella”, Buffone e Ciruzzo Ferrara.
“Vogliamo chiudere un ciclo, con la vittoria dello scudetto”
“Dopo questa vittoria, siamo consapevoli dei nostri mezzi”
“E’ stata come un’esplosione nucleare”

E infatti, puntuale come un orologio Svizzero, la sconfitta con il Napoli, dopo essere stati in vantaggio 2-0.
Ma nessun problema, possono sempre consolarsi con l’imminente terzo (o quarto, ho perso il conto) rientro stagionale di Del Piero e soprattutto con la Coppa Zamparini della settimana: “Con l’Inter abbiamo giocato malissimo in difesa, ma l’Inter non gioca a calcio, la Juve si”. Qualsiasi commento aggiuntivo è superfluo.

Finalmente, veniamo a noi.
Livorno non è una trasferta semplice, è alla nostra portata ma servirà maggior concentrazione di quanto visto nel secondo tempo giovedì… In più approfitto di questo spazio per dire che Serse Cosmi è uno di quegli allenatori che vorrei perennemente disoccupato, distante anni luce dalla serie A.

Una persona piccola piccola, che insegna ai suoi giocatori a fare fallacci pur di bloccare le azioni più pericolose degli avversari, e ricorre al fallo tattico sistematico per tutte le altre; senza dimenticarne l’antisportività nel cercare chissà quali meriti della propria squadretta quando dopo una difesa da anticalcio per 90 minuti magari riesce a portare a casa un punticino, o la storica performance a Striscia la Notizia quando in un fuori onda candidamente confessò che nella serie C succedeva di tutto (ma davanti alle autorità sportive perse stranamente la memoria).

Ricordo un Mazzone (che gli è 100 volte superiore, come maestro per dei giovani) che anni fa disse pubblicamente di Materazzi “non capisco perchè faccia queste cose, con me non le faceva” ed era vero, Materazzi iniziò proprio con Cosmi ad uscire dalle righe troppo spesso, in campo.

Insomma, i nostri dovranno stare attenti soprattutto a questi aspetti, non reagire (tra una settimana c’è la Roma!) ma chiedere all’arbitro di mostrare il cartellino alla prima entrataccia, perchè se si lasciano agire indisturbate le squadre di Cosmi la rissa ci scappa sempre (oltre al rischio infortuni).
Se gli arbitri fossero seri, le squadre di Cosmi dovrebbero finire OGNI gara in 8-7 giocatori.

Mancheranno Chivu per squalifica, e sarebbe stata un’occasione d’oro per il Bambino Santon, se Giovedì sera non avesse mostrato nel post gara un’insicurezza che ci può stare, a 19 anni, ma che non da le garanzie di cui ha bisogno una squadra come la nostra… quindi come aveva fatto bene a tenere fermo al palo per un turno o due Muntari, il Mou ha fatto bene anche stavolta, specificando comunque che non c’è alcuna bocciatura.
Assente anche l’eroe di giovedì, SuperMario, che però deve solo smaltire un’influenza robusta, potrebbe essere a disposizione già per mercoledì, davanti ritorna dal primo minuto il Principe Milito, a far coppia con Suazo se Eto’o non starà al meglio.

Buona partita a tutti!

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ottobre 22nd, 2009 | 129 Comments | Posted in Calciopoli, Campionato, Discussioni, Manipolazione Intellettuale | di errek

INCHIESTA CALCIOPOLI: LA STORIA DEL “DOSSIER” CHE NON PIACEVA A SKY E LA BUFERA IN ARRIVO SULLA UEFA!
22.10.2009 10:01 di Sabine Bertagna.

Fonte: fcinter1908.it
“Juve: il grande inganno” Kaos edizioni

Sono passati tre anni, ma Calciopoli ancora incombe sul panorama calcistico italiano. La recente smentita di De Santis, Moggi opinionista e presto anche presente al Cda della Juventus sono segnali di un equilibrio di trasparenza precaria, dal quale emergono alleanze mai spezzate. Il 6 febbraio 2006, dopo un Juventus-Udinese che fece gridare alla vergogna, Alessandro Arrighi (giornalista e autore di “Juve: il grande inganno” e “Scudetti col verme”, entrambi editi dalla Kaos) decide di inviare a Inter Channel una lettera di due pagine con il riepilogo dei favori arbitrali concessi alla Juventus e di quelli messi in atto per sfavorire l’Inter. La lettera viene letta in diretta da Roberto Scarpini al Processo di Biscardi e immediatamente citata dai media come un Dossier dell’Inter. Come spiegherà successivamente anche Giacinto Facchetti, non è altro che una richiesta di spiegazioni, dati alla mano, di uno spettacolo calcistico ormai increscioso, e che da lì a tre mesi sfocerà nello scandalo del pallone, che tutti conosciamo come Calciopoli. O che crediamo di conoscere. Alessandro Arrighi ha commentato in una lunga intervista in esclusiva per fcinter1908.it il panorama del calcio di oggi, la sudditanza giornalistica e l’imminente scandalo legato alla Uefa, del quale sentiremo presto parlare (preparatevi: sta per scoppiare un altro bubbone!). Con una dedica speciale a chi nell’onestà e nella trasparenza aveva trovato il suo unico modo di essere: l’indimenticabile Giacinto Facchetti.

Partiamo dalla lettera che lei aveva inviato a Inter Channel dopo un tristemente famoso Juventus-Udinese, quando i favori arbitrali avevano oltrepassato il limite della decenza. Ci può raccontare come è andata e in che modo quella denuncia è diventata un libro?

Dopo quella giornata di campionato ero esasperato dai furti ininterrotti ai danni dell’Inter. In quel campionato tutti i match della Juventus erano stati falsati e non a caso il 60% degli arbitri di allora è stato poi coinvolto nell’inchiesta di Napoli con accuse di associazione a delinquere e frode sportiva. Feci quindi semplicemente un riepilogo degli eventi, giornata per giornata, fino a quel momento e chiesi perché l’Inter non segnalasse le scorrettezze alla magistratura. Questo io lo scrissi quattro mesi prima che poi tutta l’Italia venisse a sapere la verità. Roberto Scarpini lesse un estratto di quelle due pagine al Processo di Biscardi e poi ho saputo che quelle pagine erano state date anche a Giacinto Facchetti. La stampa equivocò il tutto perché non era un dossier dell’Inter, ma un riepilogo documentato molto compatibile con la realtà dei fatti. Il Corriere della Sera parlò di un dossier dell’Inter e Bargiggia a Studio Sport mostrò l’originale del mio fax in diretta. Tra l’altro, sempre nel febbraio 2006, io questa vicenda l’avevo segnalata alla redazione sportiva di Sky (la quale è evidentemente condizionata dal patto di marketing Milan-Juventus stipulato tra Giraudo e Galliani nel 2005) e mi fu detto che la cosa non era di loro interesse. Hanno preso un buco pazzesco: avrebbero potuto anticipare di mesi quello che poi è venuto fuori e invece hanno ignorato completamente la vicenda. A maggio decisi di scrivere un libro, mi rispose la Kaos, che si offrì di pubblicarlo e “Juve: il grande inganno” vendette circa 3.500 copie.

Pochi mesi dopo sarebbe scoppiato lo scandalo Calciopoli. Improvvisamente la stampa ci raccontava di un sistema minuziosamente costruito da Moggi, nel quale si accordava con arbitri e designatori sull’esito delle partite. Ma dove era la stampa durante Calciopoli?

La grande stampa (televisioni, quotidiani sportivi e nazionali) ha occultato il 90% delle notizie fondamentali. Nessuno mai ha pubblicato quello che ha pubblicato l’Espresso, e cioè il rapporto dei carabinieri del nucleo provinciale di Roma, che aveva svolto le indagini su input dei pm di Napoli dal quale si evincono 20 anni di calcio italiano malato e nel quale si parla delle dirigenze e delle proprietà di Milan e di Juventus in termini piuttosto gravi. L’Espresso le ha pubblicate queste cose, ma nessuno le ha lette. Il pubblico non sa niente di tutto ciò. Nel rapporto si parla per esempio dello sconto delle auto Fiat riservato ad arbitri e guardalinee, di Moggi che chiama Lapo Elkann per sbloccare le auto per i fabbisogni della Juventus. Cose confermate anche da Capobianco, ex-dirigente bianconero. E poi ancora dell’accordo di potere Galliani-Carraro-Giraudo-Moggi per controllare il calcio italiano. E di Platini, che chiede la raccomandazione ai fondatori della Gea per essere eletto alla presidenza dell’Uefa. E’ notizia di questi giorni che l’Interpol ha scoperto che la Champions League è più taroccata del campionato italiano di Moggiopoli, con 40 partite sotto indagine. Quindi anche l’arbitraggio di ieri e in generale delle ultime partite dei nerazzurri in Europa potrebbe essere conseguenza di un sistema manovrato. A novembre verrà pubblicato il rapporto di questa indagine, che dura da tre anni, e della quale ha parlato solo il Mattino. Questo per dare un’idea del livello d’informazione. Non è venuto fuori neanche il 4% di quello che i carabinieri avevano scoperto. I giornalisti prendevano il premio scudetto dalla Juve. Se la Juventus vinceva lo scudetto pagava anche i giornalisti amici a fine campionato. E poi smentiamo una volta per tutte la grandissima balla delle presunte intercettazioni della Telecom e del presunto coinvolgimento dell’Inter. I pm di Napoli hanno risposto che le intercettazioni le hanno condotte i carabinieri e i pm Beatrice e Narducci. C’è stata poi un’indagine di due anni su Telecom che ha escluso in via preliminare qualsiasi coinvolgimento di Tronchetti Provera e di Carlo Buora per quanto riguarda le famose intercettazioni illegittime della Telecom. L’Inter ha querelato recentemente Bergamo, ma nessun giornale ha aggiunto la considerazione che questa storia era già stata vagliata e risolta dai magistrati. L’Inter in questa vicenda non ha avuto nessun tipo di coinvolgimento.

Mourinho, appena arrivato in Italia, ha inquadrato immediatamente due problematiche del calcio italiano: la prostituzione intellettuale e il conflitto d’interessi. Nel suo libro si parla molto dell’asse Juventus-Milan. Ora dopo Calciopoli come si è ridisegnato?

Che cosa è successo dopo Calciopoli? Nulla. La dimostrazione classica è il trofeo Berlusconi, l’unico trofeo al mondo giocato da soltanto due squadre, che è nato nel segno di Telepiù in seguito diventato Sky, con gli stessi dipendenti e con la stessa dirigenza. Il patto di marketing tra Juventus e Milan è tuttora esistente, anche la santa alleanza stipulata da Galliani e Giraudo non è stata infranta. Sempre per rimanere in tema di conflitto d’interessi, Galliani è stato già eletto presidente della neonata Lega di A, ora separata da quella di B.

Come è nata la dedica speciale a Giacinto Facchetti?

La cosa più significativo è che il mio libro è andato in stampa drammaticamente il giorno in cui Giacinto Facchetti è morto. Ho appreso la mattina in cui dovevano stampare il libro, che era venuto a mancare, ho telefonato alla Kaos e siamo riusciti a inserire la dedica in prima pagina a Giacinto. In seguito sono stato contattato dal figlio Gianfelice, che mi ha detto di aver letto il libro e di considerarlo come il proseguimento del lavoro di mio padre. Mi è stato vicino anche nella presentazione del libro.

Che cosa ne pensa dell’uscita di De Santis? Ritiene che la stampa gli abbia dato il giusto peso?

Penso che De Santis l’abbia fatto perché la vicenda gli sarebbe costata qualche milione di euro di danno e sarebbe stato sul lastrico. Se c’era una figura corretta quella era sicuramente Facchetti. Avendo mentito e non potendo provare nessuna delle sue accuse per non rovinarsi ulteriormente la vita De Santis è stato costretto a farlo. Come sarà costretto a fare presto Bergamo. Come ha fatto anche Moggi: i disperati cercano di dire quello che facevamo noi, lo facevano tutti.

Che cosa ne pensa della prossima partecipazione di Moggi al Consiglio d’Amministrazione della Juve?

Una cosa tragicomica. Più tragica che comica. Moggi è attualmente imputato in cinque, dico cinque, processi penali a suo carico. Uno a Roma, dove è già stato condannato a 18 mesi di reclusione per illecita concorrenza tramite minaccia e violenza, uno per falso in bilancio, falsa fatturazione, illecita iscrizione ai campionati di serie A, plusvalenze a Torino per la gestione della Juventus (processo sul quale la Figc chiude entrambi gli occhi altrimenti la Juve dovrebbe essere nuovamente processata e retrocessa), un processo a Roma per diffamazione aggravata ai danni dell’Inter e di Facchetti, un processo di Napoli associazione a delinquere e frode sportiva. 5 processi, e una persona già condannata, processata e radiata a livello sportivo diventa opinionista, viene ospitata in trasmissioni; Italia 7 Gold gli ha fatto ora un lauto contratto come ospite fisso della trasmissione sportiva. E presto si presenterà come grande dispensatore di verità al Cda della Juventus. Ricordiamoci che l’avvocato della Juventus Zacconi aveva detto nel 2006 che carte alla mano erano da serie C. Questo in sede di Cda.

Gli errori arbitrali commessi negli ultimi anni sono imputabili a qualche sistema?

Non sono imputabili ad un sistema. Resta il fatto che Juventus e Milan hanno sistematici favori arbitrali in tutte le partite, occultati in maniera vergognosa dai giornali e dalle trasmissioni sportive. Come i torti, che subisce l’Inter e che vengono sistematicamente fatti sparire dalle moviole domenicali. Parlerei del conflitto di interessi e del fatto che Juventus e Milan controllano il 95% della stampa sportiva italiana. Questo induce gli arbitri a non sbagliare per non essere massacrati il giorno dopo. E induce gli stessi a sbagliare molto piacevolmente contro l’Inter perché sanno che i loro errori non verranno mai fatti vedere. In questo modo gli arbitri fanno anche carriera internazionale. Pensiamo ad Orsato per esempio. In Cagliari-Inter: espulsione di Mourinho, rigore non dato a Stankovic, rigore dato contro, con Maicon che non sfiora il cagliaritano. Non a caso Orsato quando ha arbitrato l’Inter ha sempre fatto di tutto per non farlo vincere. Lui è uno dei papabili per l’arbitraggio internazionale. Questo mi sembra un segnale molto significativo per capire chi comanda ancora oggi.

RINGRAZIAMO LA GRANDE DISPONIBILITA’ DI ALESSANDRO ARRIGHI!

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5 luci nel porto di Genova

ottobre 19th, 2009 | 94 Comments | Posted in Calciopoli, Campionato | di Mr Sarasa

24 ore dopo, a mente fredda, possiamo dirlo: è stata una grande serata, quella del Marassi.

Non per il primo posto in solitaria, con Sampdoria staccata di 2 punti e Fiorentina e Juventus di 4, ma per alcune impressioni che si sono viste confermate in questi due giorni:

  1. la possibilità di applicare differenti assetti tattici, a seconda degli uomini a disposizione, il classico”di necessità virtù”; ieri è toccato al 4-5-1 o 4-3-2-1 come piace ai più sofisticati, un modulo che già in passato ci aveva dato qualche soddisfazione ma che raramente aveva visto come interpreti contemporaneamente in campo gente che si intendesse così velocemente come ieri sera.
  2. Sneijder: il gioiello della campagna acquisti, più di Milito ed Eto’o, perchè è uno che mette in condizione di segnare, facile facile, persino un Vieirà d’annata, perchè ha praticamente le chiavi del centrocampo, nessun pallone dato a lui è perso, detta i tempi di ogni manovra… e, scusate se è poco, di ciò beneficia pure chi non è esattamente un fulmine di guerra, cioè Zanetti e Muntari, che vengono sgravati da qualsiasi compito di “costruzione” potendosi esprimere al meglio sul loro campo, quello della fisicità (da cui tra l’altro nascono due gol)!
  3. La mentalità: fatto il primo gol, si cerca con ordine il secondo, poi il terzo… e quando c’è un pallone vagante, qualcuno prova a trasformarlo in un’azione pericolosa comunque; e l’attaccante torna, copre, riparte, che si chiami Balotelli o Eto’o è così che vuole Mou, e così rendono al meglio… mai più “palla a tizio e ci pensa lui”, e se non proprio “mai”, almeno per un bel po’;  è giusto citare, perchè sennò poi sembra tutto scontato, il carattere di giocatori come Stankovic, che non si tira mai indietro dal provare qualche “tiro ignorante” di galandiana memoria… cito lui per l’intera “vecchia guardia”, quella che ha vinto anche il primo scudetto, il più bello, perchè da un contributo in termini di carica che fa la differenza tra un gruppo di spocchiosi senza prospettive ed un gruppo vincente.
  4. Lo stato di salute delle altre squadre di vertice: la Sampdoria oggi scontava la Cassanite all’Olimpico (intesa come sindrome non scientificamente spiegata che impedisce all’attaccante barese di rendere al meglio in quello stadio da circa 4 anni) contro una buona Lazio ma soprattutto dovrà fare a meno a Pazzini per un mesetto, i gobbi continuano a perdersi in troppe dichiarazioni che puntualmente disattendono per vari motivi, dagli acciacchi muscolari all’inesperienza di Ferrara, la Fiorentina è un buon progetto con delle ottime individualità… da circa 5 anni; altre squadre credibili non ne ho viste, nella parte alta della classifica, e nemmeno nel posticipo di stasera… Preghierina della sera: Libera nos a Burdisso, definitivamente…
  5. Le prospettive future: a questa squadra, che ha dato 5 gol al Genoa a Marassi (segnare, please, che voglio vedere quanti sapranno fare altrettanto o semplicemente vincere), presto andranno riaggiunti in rigoroso ordine temporale Eto’o (a cui vanno i complimenti per essere in lizza per le primissime posizioni del Pallone d’Oro, anche se lo vincerà Messi), Motta e Milito; non so voi, ma a me non pare la stessa cosa che dire “eh, ma abbiamo recuperato Sissoko (quello coi denti a posto)o “aspettiamo Del Piero” .. soprattutto se, mentre li aspetti entrare, dalla porta girevole dell’infermeria ti accorgi che stanno per darsi il cambio con un certo portiere…

Ma questa è un’altra storia, come pure le grottesche prime pagine di Tuttosport ed i bizzarri propositi dell’espero di governance Luciano Moggi: “Parteciperò alla prossima assemblea degli azionisti della juve, voglio capire perchè non si sono difesi da calciopoli; posso farlo perchè anch’io possiedo delle azioni della società”.

Certo, la maggior parte di quelle azioni le possiede come parziale compenso per esserne stato un alto dirigente, protagonista di calciopoli… era un po’ difficile che l’assemblea che lo confermava anno dopo anno difendesse la società o almeno il suo buon nome (vabbè…si fa per dire) dalle sue malefatte.

Se la cosa non mi facesse profondamente schifo, comprerei anch’io qualche azione della vecchia megera, per andare all’assemblea, intervenire e domandare alla nuova dirigenza come mai non fosse partita una bella azione di responsabilità per danni alla cosidetta “triade”.. magari l’han già spiegato, magari la risposta la intuiamo tutti, ma se vale tutto uno si adegua…

P.S.: non ho seguito la Formula 1 quest’anno, ne sono strafelice perchè di campionati con le regole che valevano un tot al kilo ne ho già seguiti troppi nel calcio, però complimenti a Jenson Button, neo campione del mondo.
Intendiamoci, è probabilmente il più scarso dai tempi di… boh, non seguivo ancora quello sport, però per il solo fatto che abbia vinto nell’anno in cui Briatore lo aveva definito “un paracarro”, per poi essere mollato lui sul ciglio della strada dalla compagnia di mattacchioni che governa la Formula 1, mi è molto simpatttico.

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Questione di stile

ottobre 16th, 2009 | 81 Comments | Posted in Calciopoli, Discussioni | di Luis
facchetti_eurosport

Noi lo sapevamo già

Mi chiamava Facchetti, certo. Era uno dei più assidui, e una vol­ta la sua chiamata è stata al limite del lecito. Sì, mi spiace che Facchetti non ci sia più, ma così stanno le cose. E Moratti sa bene come erano i miei rapporti con Facchetti”.

Queste le parole infamanti del miglior arbitro di sempre – affermazione difficilmente smentibile, dopo il capolavoro (cit.) di Lecce-Parma 3-3 – in seguito allo scoppio dello scandalo di Moggiopoli. L’obiettivo era semplice: aggiungere un ulteriore elemento alla strategia mediatico-difensiva del “tutti colpevoli nessun colpevole”. Arriva puntuale la querela della famiglia Facchetti volta a difendere la lealtà dell’Uomo che ha contribuito a fare la storia dell’Inter.

Oggi, un po’ meno puntuale, arriva la smentita. Parole clamorose che svelano il trucco, l’intento e la bassezza di alcuni personaggi, nonostante il ravvedimento. Solo questo basterebbe per mettere in dubbio le dichiarazioni di tutti coloro rinviati a giudizio per “associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva”.

“Oggi non ripeterei quelle parole che non corrispondono per nulla al vero. Quelle frasi, di cui mi dolgo, sono false e gravi per l’offesa che hanno creato alla memoria di una persona sempre correttissima. Mi dispiaccio di quelle parole per le quali mi scuso pubblicamente”.

Immaginando il dolore di De Santis, sottolineiamo la scelta della famiglia Facchetti di ritirare la querela. Questione di stile.

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Il (c)tifoso.

settembre 10th, 2009 | 147 Comments | Posted in Calciopoli, Discussioni, Nazionali | di Luis
carcerato_~Convict

Marcello Lippi

Più che quel traumatico divorzio, però, i tifosi interisti non hanno somatizzato la dichiarazione (di Marcello Lippi, ndl) simil-kennedyana: “Sono sempre stato j**entino“. “Colgo l’ occasione per chiarire. Sfido chiunque a sostenere che a Milano non ho svolto il mio mestiere con serietà e impegno. Quella dichiarazione di j**entinità è stata la difesa del lavoro e dei risultati ottenuti nei precedenti cinque anni alla J**e, i più importanti della mia vita, messi in discussione da sospetti di ogni genere, dal doping agli arbitri. Questa mia j**entinità la rivendicherò in qualsiasi squadra dovessi andare“. Corriere della Sera, 9 marzo 2002.

“Io non tifo nessuno. Anzi, tifo Italia”. Marcello Lippi, 10 settembre 2009.

Dopo 7 anni possiamo dire a Lippi che i sospetti su doping e arbitri sui risultati della J**e sono diventati certezze. Anche perché finge sempre di dimenticare il suo torbido passato. E la sua amnesia è possibile grazie ad un sistema mediatico che l’ha assolto da qualsiasi peccato dopo la vittoria del Mondiale.

Il paradosso è avvenuto un anno fa: è stato un detenuto di Rebibbia a porgere a Lippi una della domande più scontate (“quanti scudetti ha rubato la Juve?”) in seguito alll’esplosione di calciopoli, un sistema che non può nascere e svilupparsi in due sole stagioni, soprattutto se gli attori protagonisti siano rimasti gli stessi nel corso del tempo. Non sappiamo se quel detenuto abbia scontato la sua pena, ma difficilmente troverebbe posto in una redazione sportiva.

Della sua j**entinità eravamo a conoscenza, ma forse crede davvero di essere il Paul Newman italiano e quindi continua a recitare, stavolta nei panni del selezionatore imparziale.

“La mia J**entinità la rivendicherò in qualsiasi squadra dovessi andare”. Noi, per fortuna, non soffriamo di amnesie.

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Confessioni

aprile 8th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Calciopoli, Manipolazione Intellettuale | di Luis

Moggi: “Ah senti un po’ ti volevo chiedere una cosa”
Gavallotti: “Dimmi”
M: “Tu hai fatto quella commissione che giudica i procuratori no?”
G: “Sì”
M: “Bò sensibilizzali un po’ perché il 20 hanno chiamato per una cosa di 2 anni fa…”
G: “Alessandro sì”
M: “Alessandro , ma digli che andassero a fan culo che non rompessero i coglioni (risata) insomma dai”
G: “Ci parlo ci parlo”
M: “Ma che ci parli, pensaci te e digli che non rompessero le palle”.

Luciano Moggi, nel periodo di massimo splendore, cerca (ed ottiene) di evitare una squalifica di tre mesi al figlio procuratore, accordandosi per una multa con l’avv. federale Gavallotti, colui che aveva scelto la commissione giudicante (leggi). Moggi alle prese con l’imperativo del verbo “sensibilizzare” sembra un ossimoro, ad ogni modo, registriamo con piacere che ieri il prode Alessandro è stato condannato dalla giustizia sportiva a 4 anni di squalifica. Con lui Zavaglia (18 mesi) e Gallo (12 mesi). La corte federale era presieduta da Giovanni Coraggio. Nomen omen.

Le prime parole di Alessandro Moggi dopo la sentenza sono state: Quattro anni è assurdo. Ho forse falsato un campionato o comprato una partita?. Il riferimento ai 5 anni con proposta di radiazione inflitti al padre reo di aver falsato (più di) un campionato diventa il metro di giudizio della sua sentenza. Lo riconosce colpevole o crede che la condanna al padre sia stata troppo lieve? Fantastico, in ogni caso.

Manuel Fantoni
Le parole di Mancini sui tituli (“due scudetti e mezzo”) vinti all’Inter sono state utilizzate dalle vedove intellettuali per portare acqua al mulino dei nostalgici. Prima di esprimere qualsiasi giudizio occorre vedere il Chiambretti Night di giovedì sera, anche perché il Mancio è stato sempre coerente sull’argomento Moggi. Infatti alla constatazione del presentatore: “si poteva rifiutare lo scudetto assegnato”, risponde: “Caso mai dovevano essere cancellate cose che altri hanno fatto e non dovevano, anche perché non serviva, vista la forza della Juventus”. Quindi è probabile che il suo sia un riferimento all’assegnazione dello scudetto alla società a mo’ di risarcimento per anni di furti subiti e che il 16esimo titolo sia da condividere con Simoni e Cuper che proprio nel 2006 hanno avuto giustizia. Un giornalista alla Cesare Cuticchia, alias Manuel Fantoni, che millanta amicizie tramite fotografie sul suo sito, arriva a scrivere: “Mancini è stato il più acerrimo accusatore di Calciopoli prima che Calciopoli venisse alla luce, è anche un ragazzo intelligente e la sua frase sui due scudetti e mezzo sicuramente non è stata detta a casaccio. Da ragazzino tifava Juve e questo l’ha influenzato, oppure le sue parole nascondono qualcosa?”. In effetti potrebbe esserci qualcosa dietro ma non ci va di parafrasare i.org su Totti.

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