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	<title>Bauscia Cafè &#187; Calcio Mercato</title>
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	<description>Contro la prostituzione intellettuale</description>
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		<title>Penultime grida dal mercato</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 09:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Taribo59</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Mercato]]></category>

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<p>L’anno scorso Balotelli, quest’anno Santon e Viviano.
Fossimo nei panni di Faraoni e Crisetig, cominceremmo a imparare le lingue.</p>
<p>L’assurdità del mercato dell’Inter – tutto finalizzato a tagliare i costi degli ingaggi, con grave ridimensionamento tecnico – mi pare sintetizzato nella parabola di tre calciatori che molti consideravano sicuri titolari della Nazionale futura.
Senza dimenticare Destro, Tallo, Khrin, Nwankwo, <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/30/penultime-grida-dal-mercato/">Penultime grida dal mercato</a></span>]]></description>
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<p>L’anno scorso Balotelli, quest’anno Santon e Viviano.<br />
Fossimo nei panni di Faraoni e Crisetig, cominceremmo a imparare le lingue.</p>
<p>L’assurdità del mercato dell’Inter – tutto finalizzato a tagliare i costi degli ingaggi, con grave ridimensionamento tecnico – mi pare sintetizzato nella parabola di tre calciatori che molti consideravano sicuri titolari della Nazionale futura.<br />
Senza dimenticare Destro, Tallo, Khrin, Nwankwo, Natalino…</p>
<p>I comportamenti di Balotelli, l’involuzione tattica di Santon (che non è mai stato schierato nel suo ruolo, terzino destro), il grave infortunio di Viviano non bastano a spiegare questa dissipazione.<br />
La sensazione è che la società Inter non abbia superato certi limiti strutturali, un’incapacità gestionale e di programmazione occultata da 6 anni di vittorie.</p>
<p>A 35 ore dalla chiusura del mercato &#8211; sperando di piazzare decentemente Rivas e Muntari – spero ci venga risparmiato il millesimo incontro Branca-Capozucca (mentre Preziosi fa affari con il Milan): Palacio resti pure dov’è, Kucka arriverà (forse) a gennaio.<br />
Ma tanta insistenza per lo slovacco, abbinata al regalo di Pandev al Napoli, fa sperare che rimanga un briciolo di razionalità, e arrivino un mediano e una seconda punta.<br />
Non dei fenomeni, ma delle riserve affidabili.</p>
<p>Con Gasperini o chiunque altro, l’Inter del 30 agosto non può arrivare a meno di 10 punti dal Milan.<br />
E avverto il rischio che nelle ultime 35 ore il fossato si allarghi.</p>
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		<title>D&#8217;ora in avanti si farà sul serio.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 16:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vujen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allenatore]]></category>
		<category><![CDATA[Amichevoli]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Mercato]]></category>
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		<category><![CDATA[Tattica]]></category>

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<p>Ci siamo. Dopo Inter-Chievo, giocata a Monza per rimpiazzare, almeno atleticamente, la prima giornata di campionato rinviata causa sciopero dei calciatori (no, non è una barzelletta), di fronte a noi abbiamo solo gare ufficiali, tutte importanti, tutte da giocare al meglio, sino a Maggio.</p>
<p>Dovremmo essere (società, allenatore, giocatori ma soprattutto tifosi) carichi al massimo per questa <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/28/dora-in-avanti-si-fara-sul-serio/">D&#8217;ora in avanti si farà sul serio.</a></span>]]></description>
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<p>Ci siamo. Dopo Inter-Chievo, giocata a Monza per rimpiazzare, almeno atleticamente, la prima giornata di campionato rinviata causa sciopero dei calciatori (no, non è una barzelletta), di fronte a noi abbiamo solo gare ufficiali, tutte importanti, tutte da giocare al meglio, sino a Maggio.</p>
<p>Dovremmo essere (società, allenatore, giocatori ma soprattutto tifosi) carichi al massimo per questa nuova stagione alle porte, vogliosi, desiderosi e speranzosi di rimettere le mani su quello scudetto passato all&#8217;altra metà di Milano senza particolari meriti. Dovremmo, appunto.<br />
La realtà è che serpeggia nell&#8217;ambiente nerazzurro un po&#8217; di preoccupazione per quanto visto sinora, sia dal punto di vista tecnico tattico, sia dal punto di vista del mercato, ormai agli sgoccioli. Nelle ultime due partite disputate, contro Olympiakos Pireo e Chievo, abbiamo subito la bellezza di cinque (CINQUE) gol segnandone quattro, senza mai vincere. Calcio d&#8217;agosto si dirà, ed a ragione. Però non possiamo considerare che nelle partite disputate sino ad oggi di un certo spessore, siamo risultati vincitori solamente contro il Celtic, prendendo invece (oltre alle già citate ultime amichevoli) anche tre gol contro il Manchester City guidato dall&#8217;ex Mancini.<br />
<a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/28/dora-in-avanti-si-fara-sul-serio/immagine-1-4/" rel="attachment wp-att-7137"><img class="alignright size-medium wp-image-7137" title="Immagine 1" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-13-201x300.png" alt="" width="201" height="300" /></a>In particolare, nell&#8217;ultima uscita contro i clivensi dell&#8217;amico Campedelli, il nostro mister Gasperini si è detto molto soddisfatto della mole di gioco prodotta, ed in effetti durante i novanta minuti di gioco si sono notati dei piccoli passi in avanti sotto questo punto di vista. Siamo arrivati più facilmente alla conclusione, a volte anche con una discreta pericolosità, ed in generale l&#8217;attacco è sembrato più pimpante del solito, soprattutto nel secondo tempo.<br />
Già, il secondo tempo. Se andiamo a vedere, nei secondi 45&#8242; di gioco abbiamo subito la bellezza di tre reti, segnandone due. L&#8217;aspetto da considerare, prima di analizzare il risultato parziale, è che dopo l&#8217;intervallo ci siamo presentati senza l&#8217;abulico attacco a tre composto da Milito centrale, e Castaignos (in questa occasione davvero sottotono) e Alvarez laterali. Il nuovo acquisto argentino si è comportato molto meglio da interno di centrocampo, pur mostrando scontati limiti in copertura, mentre in avanti Milito e Pazzini (entrato appunto alla ripresa del gioco) si sono resi molto più pericolosi rispetto alla prima frazione di gioco.<br />
Non è tutto oro quello che luccica però, perchè anche se il tabellino indica &#8220;gol fatti: 2&#8243; in realtà il secondo è stato siglato dal Pazzo a partita pressochè conclusa, con il Chievo già negli spogliatoi. In mezzo tanto sacrificio per il Principe e per Pazzini, volenterosi di ritagliarsi i propri spazi e di non pestarsi i piedi scendendo a turno sulla linea dei trequartisti per prendere palla e creare spazi per l&#8217;inserimento dei centrocampisti. L&#8217;impressione è quella di aver assistito ad una buona prova di sacrificio, ma dal punto di vista tattico questa non sembra essere la strada da intraprendere in maniera decisa. Due prime punte, seppur con caratteristiche diverse, come il 7 ed il 22, difficilmente sopporterebbero (tatticamente) un&#8217;intera stagione con tali livelli di improvvisazione in avanti.<br />
<a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/28/dora-in-avanti-si-fara-sul-serio/alvarez-inter/" rel="attachment wp-att-7140"><img class="alignleft size-medium wp-image-7140" title="alvarez-inter" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/alvarez-inter-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Per quanto riguarda l&#8217;aspetto difensivo, il discorso è semplicissimo da fare: soffriamo i lanci lunghi, e siamo sempre scoperti per eventuali contropiede scaturiti da nostri calci d&#8217;angolo (dove comunque, e qui la nota positiva della serata, siamo spessissimo pericolosi, dopo tanto tempo). In generale, soprattutto nel primo tempo, la nostra difesa si è fatta trovare spesso in affanno sui cross dalla trequarti (la cosa divertente è che solitamente questo tipo di azioni sono una manna per la difesa), e nelle ripartenze per gli agili attaccanti della squadra veneta.<br />
Dobbiamo anche considerare la forza specifica del Chievo, che non sembra essere molto alta. Una buona squadra sicuramente, ma che ha come obiettivo stagionale una salvezza tranquilla nel sempre più bistrattato campionato italiano, di certo non la conquista di qualche coppa europea. Nel primo tempo i clivensi hanno chiuso molto bene gli spazi, complice una nostra manovra, spesso e volentieri costruita a velocità più proprie ai replay sportivi che non al calcio in diretta, nel secondo l&#8217;andamento è stato simile sino al loro vantaggio, onestamente fortuito (i primi due gol sono scaturiti da chiare incertezze del nostro portiere Castellazzi, sempre meno sicuro uscita dopo uscita), dopo di che, com&#8217;è scontato che sia, la palla è stata spessissimo nella loro metà campo, ai nostri piedi.<br />
Più ombre che luci quindi anche stavolta, nonostante l&#8217;ottimismo (forse esagerato? o di facciata?) di Gasperini di lavoro da fare ce n&#8217;è tanto, e soprattutto ci sono tante scelte da rendere chiare e definitive, una volta per tutte.<br />
In difesa la linea a tre è spesso in affanno, a centrocampo siamo in debito d&#8217;ossigeno dopo mezz&#8217;ora di gioco, ed in attacco non abbiamo gli uomini per giocare a tre, e (incredibile ma vero) causa le caratteristiche di Milito e Pazzini, fatichiamo anche con questi due insieme.</p>
<p>Eccoci quindi passare al secondo ambito di discussione: il mercato. L&#8217;arrivo di Forlan sembra, nonostante i mille dubbi sulla bontà di quest&#8217;operazione a lungo termine, molto utile nell&#8217;immediato. Una seconda punta come l&#8217;uruguagio servirebbe come il pane per agire qualche metro dietro la prima punta, Pazzini o Milito deciderà Gasperini, ed inserirsi negli spazi o dialogare nello stretto coi compagni d&#8217;attacco.<br />
<a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/28/dora-in-avanti-si-fara-sul-serio/uruguay-v-brazil/" rel="attachment wp-att-7134"><img class="alignleft size-medium wp-image-7134" title="Uruguay v Brazil" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/forlan76fn-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Attenzione però, perchè anche con l&#8217;arrivo del bomber sudamericano non avremmo gli uomini adatti per giocare in tre davanti. Per di più, neanche un eventuale arrivo di Palacio servirebbe a nulla, perchè saremmo comunque con un attaccante esterno per due posti, ora come ora. Gli addii più o meno desiderati di Pandev ed Eto&#8217;o, gli unici attaccanti di un certo spessore in rosa capaci di adattarsi sulle corsie laterali, a mio avviso delineano per bene quale è la scelta societaria: Gasperini ha tutto il diritto di provare le soluzioni a lui congeniali, ma visto che per accontentarlo bisognerebbe rivoluzionare l&#8217;intero attacco, molto meglio rimanere così, con l&#8217;arrivo del 32enne Forlan, e puntare su un attacco a due con Sneijder dietro di loro. Con buona pace del &#8220;maestro del 3-4-3&#8243; fresco di panchina nerazzurra.<br />
Dietro le cose sembrano più incerte. Gli uomini per giocare come vuole Gasperini ci sarebbero anche (anche se a centrocampo fatichiamo terribilmente, vediamo se il mercato ci porterà qualcosa in dote, oltre al promettente Poli), ma l&#8217;impressione è quella di un gruppo che sta faticando ad assimilare il cambio tattico dopo anni ed anni di rocciosa (con l&#8217;eccezione degli ultimi sei mesi di Joya e Belesa) difesa a quattro.</p>
<p>Staremo a vedere, l&#8217;unica cosa certa sinora è che da qui in avanti ci saranno in palio i tre punti, ad ogni uscita, ed iniziare bene come si dice&#8230; è già metà dell&#8217;opera.</p>
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		<title>La scelta giusta, a malincuore</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 07:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Giocatori]]></category>

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<p>C&#8217;era una volta una società di calcio divenuta celebre per la capacità di vendere i suoi giocatori migliori nel momento ideale, quando la loro quotazione era ancora alle stelle ma, per un motivo o per un altro, non sarebbero più riusciti a ripetere le fantastiche stagioni cui avevano abituato i propri tifosi.</p>
<p>C&#8217;erano una volta i tifosi <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/24/la-scelta-giusta-a-malincuore/">La scelta giusta, a malincuore</a></span>]]></description>
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<p><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/24/la-scelta-giusta-a-malincuore/samuel-etoo/" rel="attachment wp-att-7072"><img class="alignleft size-medium wp-image-7072" title="Samuel Eto'o" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/etoo1-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a>C&#8217;era una volta una società di calcio divenuta celebre per la capacità di vendere i suoi giocatori migliori nel momento ideale, quando la loro quotazione era ancora alle stelle ma, per un motivo o per un altro, non sarebbero più riusciti a ripetere le fantastiche stagioni cui avevano abituato i propri tifosi.</p>
<p>C&#8217;erano una volta i tifosi di un&#8217;altra società di calcio dispiaciuti e quasi arrabbiati nel vedere due eroi della stagione precedente giocare in maniera terribile, martoriati dagli infortuni e dalla stanchezza, svuotati di ogni stimolo, tanto da far pentire molti fan -e la società stessa, si mormora- di aver rifiutato offerte mostruose piovute per i due giocatori in questione durante l&#8217;estate precedente, a seguito di un&#8217;annata trionfale.</p>
<p>C&#8217;era, infine, un giocatore che appena superati i 30 anni era reduce da una stagione strepitosa, in cui con quasi 40 gol si era caricato la squadra sulle spalle e l&#8217;aveva portata -di nuovo- a superare tutti gli avversari in un paio di competizioni. E però sembrava non avere più stimoli, non avere più niente da dare -per sua esplicita dichiarazione- a quella squadra, nel momento in cui un magnate bussava alla sua porta e a quella della sua società con un pacco di milioni sottobraccio.</p>
<p>Bastano, queste tre storielle, a giustificare il passaggio di Samuel Eto&#8217;o all&#8217;Anzhi di Makhachkala?</p>
<p>Per qualcuno forse no, eppure la storia è tutta qui. E&#8217; la più classica delle storie dei grandi Campioni e delle grandi Vittorie, che troppo spesso non sanno concludersi al momento giusto e nel modo migliore e si trascinano all&#8217;infinito fino a non riconoscersi più, fino a non credere più che quel numero 6 che rincorre affannosamente un onesto mestierante era stato il più grande libero della tua storia, che quel numero 3 puntualmente saltato dall&#8217;ala destra era stato uno dei migliori terzini di sempre, che quel numero 22 che non riesce a segnare neanche sulla linea di porta solo una stagione prima ti aveva portato a vincere tutto a suon di gol, finali e capolavori. Una situazione che, purtroppo o per fortuna, non vivremo mai con Samuel Eto&#8217;o in maglia nerazzurra.</p>
<p>Non vogliamo raccontare che Eto&#8217;o è un giocatore finito, che non saprebbe ripetersi ad alti livelli, che non sarebbe in grado di trascinare la squadra per un&#8217;altra stagione ancora. Non vogliamo raccontare bugie a voi, nè a noi stessi: Samuel Eto&#8217;o oggi è uno dei migliori attaccanti al mondo, sicuramente sul podio dei migliori giocatori del pianeta. Un giocatore tecnicamente devastante, tatticamente ineccepibile, con un carisma ineguagliabile che gli permette di mettersi sulle spalle una squadra intera e di trascinarla alla vittoria, uno dei giocatori più intelligenti che si sia visto su un campo di calcio da molti anni a questa parte.</p>
<p>Così intelligente da sapere quando è il momento di fermarsi.</p>
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<dl id="attachment_7073" class="wp-caption alignright" style="width: 305px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/24/la-scelta-giusta-a-malincuore/307261_10150270891776586_511711585_7960732_5603875_n1/" rel="attachment wp-att-7073"><img class="size-full wp-image-7073" title="307261_10150270891776586_511711585_7960732_5603875_n[1]" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/307261_10150270891776586_511711585_7960732_5603875_n1.jpg" alt="" width="295" height="432" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Un vero uomo mantiene le sue promesse</dd>
</dl>
<p>Lo ha detto chiaramente, Eto&#8217;o: &#8220;<a href="http://www.fcinternews.it/?action=read&amp;idnotizia=55524" target="_blank">non ho più niente da dare all&#8217;Inter</a>&#8220;. E si è comportato di conseguenza, facendo anzi intendere che non ha più niente da dare al calcio ad alti livelli: l&#8217;offerta del Malaga forse non è mai arrivata, ma quella del City sicuramente sì. Un&#8217;offerta che raggiungeva e superava i 12 milioni di ingaggio concessi dall&#8217;Inter, ma non arrivava all&#8217;enormità messa a disposizione da Sulejman Kerimov. Ha scelto i soldi, Samuel, ha scelto di non prendere in giro nessuno e di non trascinarsi sui campi d&#8217;Europa. Andrà a far grande l&#8217;Anzhi diviso tra Mosca e Makhachkala per 20 milioni a stagione, più 12 alla firma, più 20mila euro ad ogni gol, più 10mila ad ogni assist, più una Ferrari, più un jet privato a disposizione, più chissà cos&#8217;altro: oltre 70 milioni in 3 anni, al netto dei bonus, sono una via d&#8217;uscita lastricata d&#8217;oro e pietre preziose per chi non vuole più far parte di questo mondo. La degna via d&#8217;uscita, per il Re Leone.</p>
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<p>Si andrà a calare in un campionato di livello medio/alto (contrariamente a quanto si è letto in questi giorni: la Premjer Liga ha poco da invidiare all&#8217;attuale Serie A, con la differenza che la prima è in crescita e la seconda in declino) ma in una realtà assurda e ai limiti dell&#8217;immaginabile: una realtà fatta di <a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/calciomercato/2011/08/23/news/bunker_eto_o-20760557/?ref=HRERO-1" target="_blank">bunker e stadi festanti, di lusso sfrenato e miseria più nera</a>, in cui la sua casa, a Mosca, sarà distante quasi 2000 chilometri dallo stadio Dinamo di Makhachkala. Ma Samuel sa a cosa va incontro e sa cosa lascia alle sue spalle: sa di passare dalla nobiltà del calcio a chi in quella nobiltà vorrebbe entrare di forza, sa di passare dallo sport alla politica, dalle sfide con Barcellona e Manchester United a quelle con Zenith e CSKA, sa di fermare a 4 le Champions nella sua bacheca, sa di passare dalle &#8220;rose&#8221; dei decerebrati italiani alle <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0FsOxGfdhMQ" target="_blank">banane</a> dei decerebrati russi, e questa forse sarà la sua sfida più grande.</p>
<p>Sa, sopratutto, di lasciare un grande tesoro in eredità all&#8217;Inter, alla sua squadra che &#8220;<a href="http://www.fcinternews.it/?action=read&amp;idnotizia=55862" target="_blank">vincerà anche senza di lui</a>&#8220;. Un tesoro fatto di uno Scudetto, una Champions League, un Mondiale per Club, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana in due sole stagioni, un tesoro fatto di 53 gol in 102 presenze, il ricordo di uno degli affari più clamorosi della storia del calciomercato (insieme a lui arrivarono 50 milioni di euro da Barcellona in cambio di Ibrahimovic: eravamo in pochi ad essere esaltati per il suo arrivo, all&#8217;epoca) e un bel mucchio di milioni che finiranno in un modo o nell&#8217;altro nelle casse nerazzurre. Quanti esattamente forse non lo sapremo mai, ma sicuramente più di 100 fra cartellino e ingaggio risparmiato. Cifre stratosferiche, sul cui impiego incombe il più grande punto interrogativo di questa estate nerazzurra.</p>
<p>Ma non è questo il momento di far di conto.<br />
Questo è il momento di salutare uno dei più grandi Campioni che si siano mai visti in maglia nerazzurra, e di salutarlo con la giusta malinconia ma senza rabbia nè rimpianti.<br />
Grazie Re Leone, per quello che ci hai dato. Grazie per il cuore che ci hai messo e le cose che ci hai insegnato. Grazie per essere stato sincero con noi e per averci regalato la tua onestà. Ti auguriamo buona vita, sapendo che per tutta la sua durata resteremo legati, sotto la mano benevola della Storia del Calcio.</p>
<p><em>Do svidaniya</em>, Samuel!</p>
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		<title>Imparare dai propri errori.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 13:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vujen</dc:creator>
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<p style="text-align: justify;">Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell&#8217;errore. (Cicerone)</p>
<p style="text-align: justify;">Samuel Eto’o è ormai quasi ufficialmente un giocatore dell’ FC Anzhi Makhachkala. L’ufficialità dovrebbe arrivare intorno al prossimo venerdì, una volta effettuate le visite mediche di rito (a Roma) e soprattutto una volta trovato l’accordo economico tra la nostra società ed <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/16/imparare-dai-propri-errori/">Imparare dai propri errori.</a></span>]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><em>Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell&#8217;errore. </em>(Cicerone)</p>
<p style="text-align: justify;">Samuel Eto’o è ormai quasi ufficialmente un giocatore dell’ FC Anzhi Makhachkala. L’ufficialità dovrebbe arrivare intorno al prossimo venerdì, una volta effettuate le visite mediche di rito (a Roma) e soprattutto una volta trovato l’accordo economico tra la nostra società ed i virtuosi russi.</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso che come ampiamente detto in precedenza, una delle caratteristiche di questa operazione di mercato che più restano indigeste ai tifosi nerazzurri è la tempistica (siamo a meno di due settimane dall’inizio del campionato!), è oggettivamente impensabile non cercare di farsi un’idea sulle conseguenze di questa cessione, che potremmo definire, e ne avremmo ben donde, più che illustre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Samuel Eto’o</strong> è indubbiamente <strong>il giocatore più vincente</strong>, più talentuoso e in generale più virtuoso, professionale e rispettoso  verso i propri tifosi e verso i propri compagni, che l’Inter abbia avuto nell’ultimo periodo della sua ultracentenaria storia. E credo saremo tutti d’accordo in questo.<br />
Ma Samuel Eto’o è anche <strong>uno dei calciatori più pagati al mondo</strong>, con i suoi dieci milioni di euro (circa) annuali versati ogni anno dal presidente Moratti, e Samuel Eto’o è un centravanti che ha compiuto da qualche mese <strong>trent&#8217;anni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema, se così lo possiamo definire, è proprio questo. Siamo tutti sicuri del fatto che, con un paio d’anni in meno all&#8217;anagrafe, una partenza del camerunense sarebbe stata giudicata impensabile anche dallo stesso Lìder Maximo. Ma a trenta primavere quanto ancora può un giocatore rimanere al massimo della forma, della forza, prima di diventare (lo so che sembra paradossale sostenerlo) un peso, economico soprattutto, per la società che lo ha ingaggiato?<br />
Devono essere stati questi i pensieri di Massimo Moratti, una volta ricevuta l’offerta ufficiale dei paperoni russi, devono essere stati questi pensieri che possono aver dato fastidio ad Eto’o, trovatosi per la prima volta nella sua avventura nerazzurra, messo un minimo in discussione, non per le sue abilità tecniche ci mancherebbe, ma semplicemente per la sua carta d’identità, e per le dimensioni del suo conto bancario.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/16/imparare-dai-propri-errori/fc-internazionale-milano-v-as-roma-supercoppa-italiana/" rel="attachment wp-att-6992"><img class="alignleft size-medium wp-image-6992" title="FC Internazionale Milano v AS Roma - Supercoppa Italiana" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/eto4-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a>Una cessione, a queste cifre (si parla, anche se la situazione non è ancora del tutto chiara, di 28 milioni di euro per la società) di un giocatore di trent&#8217;anni, per quanto forte esso sia, <strong>non è una cosa così assurda</strong>. Da tifosi vorremmo che i nostri eroi fossero immortali, ma i tackles, gli allenamenti, gli infortuni pesano sulle gambe di una carriera che li vede da lustri interi ai vertici d&#8217;Italia, d&#8217;Europa e del Mondo. Ecco quindi che una mossa non troppo romantica, ma sicuramente più furba, è quella di monetizzare il più possibile prima che il fisico dica “ehi figlioli, facciamo che io non ce la faccio più?”.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia, anche relativa a tempi recenti, del calcio, è piena di esempi che vanno in tal direzione. Van Nistelrooy andò via da Manchester, direzione Madrid, per una cifra simile a quella che i russi spenderanno per Eto’o, alla stessa età del nostro attaccante. Sempre da Manchester qualche anno prima, e sempre in direzione Bernabeu, partì il ventottenne David Beckham. Anche a Milano qualcuno può raccontare un aneddoto simile: ricordiamo tutti la vicenda “non si tocca Kakà” (che poi si toccò eccome): col senno del poi i cugini fecero uno degli affari migliori della loro storia recente.<br />
Al contrario, ricordiamo tutti le offerte pervenute ai nostri fuoriclasse la scorsa estate (in particolare Maicon, ma arrivarono offerte anche per Milito): freschi di vittoria in Champions, rifiutammo venti milioni di euro scarsi per cedere il cartellino del terzino brasiliano al figliol non più tanto prodigo Mourinho. Ora, ad un anno di distanza, alcuni tra coloro che ridicolizzarono un’offerta del genere, ci penserebbero più di una volta prima di dire di no.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che è chiaro insomma, è che <strong>un’offerta di trenta milioni</strong> circa per una punta trentenne, <strong>può essere definita “congrua”</strong> senza per questo scatenare putiferi infernali dalle parti di San Siro. Non è questo il punto. <strong>Il punto</strong> (ed è questo il banco di prova della nostra società quest’anno) <strong>è tutto sul “come reinvestirli”</strong>.<br />
<a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/16/imparare-dai-propri-errori/immagine-1-3/" rel="attachment wp-att-6997"><img class="alignright size-medium wp-image-6997" title="Immagine 1" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-12-270x300.png" alt="" width="270" height="300" /></a>Il Manchester decise di investire in un formidabile talento portoghese, di nome Cristiano Ronaldo, all’epoca allo Sporting di Lisbona, per far dimenticare ai propri tifosi la bionda chioma beckhamiana (neologismo), direi che il risultato ottenuto possa essere definito soddisfacente. L’ariete olandese Van Nistelrooy venne ceduto avendo in squadra il giovanissimo attaccante Rooney, prelevato l’anno prima dall’Everton per 25,6 milioni di sterline. Ora l’olandese è al Malaga a svernare, Rooney è uno dei 4-5 attaccanti più forti al mondo, ed il Manchester è sempre lì dove si è abituati a vederlo stare: in cima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema, se andiamo a stringere, non è quindi vendere Samuel Eto’o (pur sapendo che ogni tifoso nerazzurro avrà il cuore un po’ più triste, in questi giorni di ferragosto) in sè e per sè, il problema è che la società ha il diritto, e diciamolo pure, il dovere, di provare a rimanere ai vertici che tanto faticosamente abbiamo raggiunto da qualche anno.</p>
<p style="text-align: justify;">E non è (ad esempio) vendendo un trentenne per acquistare un trentaduenne, che si rimane ai vertici.</p>
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		<title>Le parole sono importanti.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 10:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vujen</dc:creator>
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<p>Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita (Federico Fellini).</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify;">In questo intervento mi sono riproposto di non parlare in maniera preponderante, come solitamente mi piace fare, di aspetti tecnici o di mercato, di arrivi di cessioni (probabili e certe) e di diagonali difensive. Diciamo che mi sono autoimposto di non prendere in considerazione <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/">Le parole sono importanti.</a></span>]]></description>
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<p><em>Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita</em> (Federico Fellini).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In questo intervento mi sono riproposto di non parlare in maniera preponderante, come solitamente mi piace fare, di aspetti tecnici o di mercato, di arrivi di cessioni (probabili e certe) e di diagonali difensive. Diciamo che mi sono autoimposto di non prendere in considerazione tutto ciò che abbiamo visto in questi mesi, a partire dall’ormai famosa “bagarre allenatore”, per arrivare in tempi più recenti agli spauracchi (rimarranno tali?) provenienti da Manchester e dal cuore (e dal portafogli) della Russia più profonda, così come mi sono deciso a non dire nulla per quanto concerne l’unica partita ufficiale sinora disputata che ci ha visti boccheggiare e cercare di galleggiare in linee difensive a tre ed a quattro poi, per ritornare a tre, senza entrare mai in area di rigore e segnando su calcio piazzato, per venire infine (diciamo non del tutto immeritatamente?) sconfitti.<a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/immagine-1-2/" rel="attachment wp-att-6944"><img class="alignleft size-medium wp-image-6944" title="Immagine 1" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-11-300x290.png" alt="" width="300" height="290" /></a><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/immagine-1/" rel="attachment wp-att-6939"><br />
</a><br />
Niente di tutto questo materiale per palati fini, seppur interessantissimo, verrà preso in considerazione quest’oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi mi piacerebbe molto evidenziare una delle caratteristiche peculiari della società nerazzurra, una di quelle che la rendono più facilmente riconoscibile (insieme ai colori nerazzurri, al biscione, a Facchetti Giacinto da Treviglio, se vogliamo) per tutti gli appassionati di calcio, in Italia e  non solo:</p>
<p style="text-align: justify;">La completa <strong>mancanza di organizzazione </strong>per tutto ciò che concerne il lato comunicativo dell&#8217; FC Internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è una novità, intendiamoci: svariati, anche solo in questo blog, sono stati gli articoli che hanno affrontato vari aspetti di questo elemento, svariati sono i periodi in cui questa nostra caratteristica si è mostrata in tutto il suo avvilente splendore, svariate sono le reazioni dei tifosi (interisti e non) di fronte a questo modo di comunicare, quasi “romantico” se vogliamo, visto nell’ottica 2011, in cui tutto è condiviso, tutti sono connessi a chiunque e qualunque cosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/immagine-2-2/" rel="attachment wp-att-6947"><img class="alignright size-medium wp-image-6947" title="Immagine 2" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-2-300x291.png" alt="" width="300" height="291" /></a>Personalmente parlando, ritengo di poter dire di far parte a quella fetta di tifosi a cui questo nostro tratto distintivo solitamente non dà particolare fastidio: in fondo siamo una società di calcio, e nel calcio si parla solo e soltanto attraverso il campo di gioco.<br />
Giusto, giustissimo, sacrosanto. Il discorso però è, stavolta, diverso. Il discorso è che sarà sicuramente il campo a parlare, ma come in ogni comunicazione generica, tale comunicazione è appunto esistente solo a tre condizioni: 1) che ci sia chi comunichi 2) che ci sia chi recepisca 3) che ci sia un messaggio. Il problema stavolta è proprio il fatto che non c’è nessun messaggio, né implicito né (figuriamoci) esplicito da parte della società.<br />
Prendiamo il campo come virtuale foglio di carta, in cui le trame di gioco, i tiri, i goals, i giocatori rappresentano il nostro argomento, ciò che ci apprestiamo a leggere ed assimilare. Per giudicare buono o meno il contenuto (leggiamola come: la soddisfazione del tifoso) occorre per prima cosa tarare lo scritto, l’operato, la frase in relazione a chi l’ha messa nero su bianco (possiamo dire: nerazzurro su verde?). Facciamo un esempio: la stessa frase susciterà nel lettore due reazioni diverse, se a concepirla sia stata una bambina di cinque anni o un navigato e famoso scrittore. Trasponendo il concetto al punto di vista calcistico, le stesse trame, gli stessi interpreti, gli stessi <strong>risultati</strong> dovrebbero suscitare reazioni diverse, se ottenuti da una squadra che punta a vincere tutto, o se da una squadra in pieno ricambio generazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/11/le-parole-sono-importanti/immagine-3/" rel="attachment wp-att-6950"><img class="alignleft size-medium wp-image-6950" title="Immagine 3" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/Immagine-3-300x248.png" alt="" width="300" height="248" /></a>Il problema (per quanto mi riguarda) è tutto qui: Moratti, Branca, Paolillo, perché non ci dite quali sono i piani per il futuro? Perché non ci dite cosa ci dobbiamo aspettare in questa futura stagione calcistica ormai alle porte? Perché non ci rassicurate sulle varie operazioni di mercato, sulla bontà della rosa, sul fatto che il valore totale delle nostre forze non scenderà, o d’altro canto non mettete subito in chiaro che si punterà prima al pareggio di bilancio, anche a discapito di obiettivi minimi (qualcuno ha letto “qualificazione alla prossima Champions”?) e di risultati deludenti in campionato ed in Europa? Perché il nostro direttore tecnico risponde “mi sono stufato di parlare di calciomercato” in Agosto? Perché il nostro amministratore delegato manda (almeno questa è la notizia, da confermare comunque) messaggini in cui avverte di trattative complesse, atroci (dal punto di vista del tifoso) e non ancora giunte alla loro conclusione, positiva o negativa che sia? Perché abbiamo dovuto assistere a penose (sì, penose) figure durante la scelta del nuovo allenatore, che hanno portato ad una parziale delegittimazione del povero Gasperini, ancor prima di poter mettere piede ad Appiano?</p>
<p style="text-align: justify;">L’aria da “<strong>improvvisazione generalizzata</strong>” penso sia per un tifoso una delle cose più frustranti che ci possano essere. E da una dirigenza così sinergica con i propri supporters, tanto da offrire loro la possibilità di abbonarsi per tre anni senza sapere cosa il futuro nerazzurro possa proporre, mi sembra il minimo.<br />
Non vorrei che balenasse, nella mente di qualche folle, l’idea che queste idee riguardo il futuro prossimo non siano troppo chiare nemmeno negli uffici in Corso Vittorio Emanuele II.</p>
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		<title>Absurdistan</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 10:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fonz77</dc:creator>
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<p>Absurdistan è un termine entrato a far parte del gergo comune, almeno dopo la caduta del blocco sovietico e la separazione dell’URSS tra Russia e qualche decina di Stati, Staterelli e sotto-Repubbliche, più o meno indipendenti dal vecchio Orso. Descrive un paese in cui l’assurdità è la norma e per chi come me ha viaggiato un <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/10/absurdistan/">Absurdistan</a></span>]]></description>
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<p>Absurdistan è un termine entrato a far parte del gergo comune, almeno dopo la caduta del blocco sovietico e la separazione dell’URSS tra Russia e qualche decina di Stati, Staterelli e sotto-Repubbliche, più o meno indipendenti dal vecchio Orso. Descrive un paese in cui l’assurdità è la norma e per chi come me ha viaggiato un po’ per quei lidi, la definizione  ha perfettamente senso. Un tempo si diceva Repubblica delle Banane evocando lo stile delle dittature centro e sud americane, i tempi e i luoghi cambiano, ma il concetto è sempre quello.</p>
<p>Il modo migliore e anche più divertente per rendersi conto di cosa stiamo parlando è l’omonimo romanzo di Gary Shteyngart (uno scrittore nato in URSS, nell’allora Leningrado e poi trasferitosi negli Stati Uniti). Oppure&#8230;</p>
<p>Oppure, ci si può sedere ad ammirare il calciomercato dell’Inter.</p>
<p>Un&#8217;ultim&#8217;ora di Bloomberg afferma che il CEO dell&#8217;Inter in un sms (a chi?) ha detto che Eto&#8217;o va in Russia, Snejider resta a Milano e non si farà nessuna offerta per Tevez.</p>
<p>Non so voi, ma io sono stanco.</p>
<p>Non ho mai amato il calcio d’estate, non compravo la Gazzetta per tenermi aggiornato sui colpi, più o meno presunti, messi a segno dalla nostra dirigenza. Non ho mai guardato nemmeno le amichevoli estive a meno che non ci fosse veramente nient’altro da fare. Quest’anno però stiamo battendo ogni limite.</p>
<p>Ho digerito male la Supercoppa giocata il 6 di agosto e questo a prescindere dal risultato. Non so dire se quel risultato ha avuto qualche influenza sull’indegno teatrino che ci tocca vedere in questi giorni. Di sicuro ho avuto l’impressione che Wes stesse facendo di tutto per lasciare il segno, come se dovesse essere la partita di addio. Però non ci vogliamo far mancare i colpi di scena: dopo una settimana passata a sbattere la testa contro il muro perché Wesley preferisce trasferirsi a Manchester in mezzo alla guerriglia urbana, invece che restare a Milano, dove al massimo parcheggiamo i SUV sulla pista ciclabile davanti a Giannino; eccoci a goderci lo spettacolo della cessione di Eto’o alla Salcazzo FC che gioca nella massima divisione dello Stikazzistan.</p>
<p>Ecco visto questo mi viene solo voglia di staccare la spina.</p>
<p>Parliamoci chiaro, possiamo stare qui per ore, giorni, mesi&#8230; basta che mi passa la voglia, a discutere se sia nato prima l’uovo o la gallina: ovvero se i Campioni non vogliono restare da noi perché la Società non è capace di trattenerli o perché la gang dell’asado li vuole fuori dalle balle o ancora perché sono degli infami mercenari.</p>
<p>Fate pure, da qualche parte lì in mezzo troverete una verità Aristotelica, io però non credo di averne più voglia. Ripeto, sono stanco.</p>
<p>L’idea di un’Inter senza Eto’o mi mette tristezza perfino di più di quella senza Snejider, per le qualità dell’uomo, la sua leadership, la capacità di giocare a tutto campo per caricarsi la squadra sulle spalle e trascinarla alla vittoria. Però Eto’o prende 10 milioni netti a stagione (dicono, io non ho mai visto il contratto), con tutti i meriti che gli riconosco quello che fa è il minimo indispensabile per meritarseli. Detesto i moralisti, non mi metterò a fare ridicole considerazioni morali sugli stipendi dei calciatori negli anni della crisi economica mondiale. Per quanto mi riguarda chiunque dovrebbe essere remunerato per quello che produce. Questo valore lo stabilisce il datore di lavoro e se non sta bene uno è libero di andarsene. Posso capire che la società decida di mettere un limite e se lo fa di fronte alla richiesta di un giocatore di trent’anni di 12 o 13 milioni netti per altri tre anni, beh mi sembra che la soglia della generosità sia stata superata da lungo tempo.</p>
<p>Se poi questo Campione assoluto, che ha vinto tutto, invece di scegliere di finire la carriera nell’Inter, come aveva dichiarato poco più di un mese fa, dovesse preferire andare a prendere una cifra che non riesco nemmeno a scrivere nella misconosciuta squadra del misconosciuto paese di cui sopra&#8230;</p>
<p>Beh, sarò ancora più triste perché dovrò rivedere il giudizio sull’uomo, ma me ne farò una ragione. Chissà se per quei soldi Samuel accetterà di buon grado anche gli insulti razzisti che volano nel campionato Russo? Roba che al confronto i tifosi gobbi fanno parte di Amnesty International. Magari potrebbe fare due chiacchiere con il nostro vecchio amico Roberto Carlos, tanto per farsi un’idea della situazione.</p>
<p>Se le cose stanno così, ciao ciao, Samuel, la porta sai dov’è.</p>
<p>Se lo sta vendendo l&#8217;Inter per mettere a bilancio qualche milione di plusvalenza, la mia stima di Moratti finisce qui.</p>
<p>Ecco, l’ho detto, e ora?</p>
<p>Ah già parte anche Snejider, mi ero dimenticato e pure Milito, ci dicono adesso. Pietà, datemi tregua. Come? Anche il cuoco della Pinetina??? AARGH, no! Tragedia! Questa è davvero la fine!</p>
<p>Insomma ci lasciano proprio tutti quanti? Considerazioni tattiche su quale sia la partenza più drammatica? Samuel o Wes? Per favore.</p>
<p>L’Inter naviga a vista! L’Inter è in disarmo? No, Moratti ha già in serbo gli assi nella manica per sostituire chi parte? Ah, sì? Boh, non lo so? Ma chi te lo ha detto? Lo ho letto sulla Gazza, o era Tuttosport, mmm&#8230; Ah beh allora!</p>
<p>BASTA!</p>
<p>Per quanto mi riguarda non ne voglio più sapere nulla, chiudo la saracinesca. Massimo continuerà a fare il gioco che gli piace fare, non so più se per passione o per forza. Andrà bene o andrà male, ma resta quel vago retrogusto di presa per il culo. Pazienza, passerà anche questa, come passano giocatori, allenatori e presidenti; solo l’Inter resta per sempre. Ora però ho bisogno di una pausa</p>
<p>Miami aspettami, sto arrivando! Quando tornerò sarà già tutto finito. Sarà andata via anche la prima giornata di Campionato contro il Lecce. Il mio salato abbonamento resterà in naftalina fino alla metà di settembre. Fino ad allora&#8230; Shutdown.</p>
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</a></p>
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		<title>Cederlo o non cederlo?</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 07:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SNIS</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Mercato]]></category>
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<p>La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi: l’Inter sta trattando la cessione di Samuel Eto’o con i russi dell’Anzhi. A confermarlo sono le parole del D.T. Marco Branca all’uscita dalla sede di Corso Vittorio Emanuele, subito dopo l’incontro con i potenziali acquirenti: “E&#8217; stato un incontro informale. Abbiamo ascoltato la loro proposta, ma <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/10/cederlo-o-non-cederlo/">Cederlo o non cederlo?</a></span>]]></description>
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<p>La notizia è di quelle che fanno tremare i polsi: l’Inter sta trattando la cessione di Samuel Eto’o con i russi dell’Anzhi. A confermarlo sono le parole del D.T. Marco Branca all’uscita dalla sede di Corso Vittorio Emanuele, subito dopo l’incontro con i potenziali acquirenti: “E&#8217; stato un incontro informale. Abbiamo ascoltato la loro proposta, ma siccome parliamo di un giocatore importante, non è una trattativa che si può chiudere in un pomeriggio. Ci riaggiorneremo”. A ulteriore riprova in serata arrivano anche la dichiarazioni del Presidente Massimo Moratti: “L&#8217;offerta si può definire interessante, intelligente, congrua, al valore del giocatore. Non mi permetto di giudicare se sia indecente o meno, ma posso dire che è intelligente e dà valore al nostro giocatore. Valuteremo in questi giorni insieme ad Eto&#8217;o e ai nostri dirigenti”. Credo che sentendo queste parole ogni tifoso interista sia caduto nello sconforto più totale. Come si può solo pensare di privarsi di un campionissimo come Samuel Eto’o? Sembrerebbe assurdo, ma poi, ragionandoci un attimo, tanto assurdo alla fine non è. In società non si è mai fatto mistero che quest’anno, molto probabilmente, sarebbe stato ceduto un campionissimo. Personalmente, visti i tempi che corrono, questo sono pronto ad accettarlo, a patto però che l’operazione venga fatta in modo intelligente e che ad essa ne seguano altre in prospettiva futura. Primo: l’offerta deve essere congrua ed irrinunciabile (per me quindi non inferiore a 50 milioni di Euro). Secondo: mantenere in rosa tutti gli atri top player. Terzo: reinvestire parte della cifra incassata.</p>
<p>Senza girarci troppo intorno, i pezzi pregiati dell’Inter ad avere mercato sono solo tre: Maicon (30 anni), Sneijder (27 anni) ed appunto Eto’o (30 anni). Se una cessione dolorosa è necessaria, ragionandoci, la più logica è proprio quella dell’attaccante camerunese. I perché sono presto spiegati. Nella rosa attuale e sul mercato non si trovano giocatori con le caratteristiche dei primi due. O se si trovano, le cifre richieste sono esorbitanti. Samuel,  pur avendo davanti ancora potenzialmente due o tre stagioni al top, è il più attempato dei tre ed è quello più facilmente sostituibile. La trattativa con Tevez (27 anni) infatti sembra ben avviata. L’argentino, da quello che si sente in giro, avrebbe un costo di circa 35 milioni e quindi la cifra incassata dalla vendita del Re Leone sarebbe ampiamente sufficiente per acquistarlo, lasciando nelle casse la rimanete parte di liquidità.  Da non sottovalutare anche la questione relativa all’ingaggio, che scenderebbe dagli attuali 10 milioni netti a stagione di Eto’o ai 7 richiesti dall’argentino che, non dimentichiamoci, ha tre anni di meno.</p>
<p>Mi sento quindi di dar fiducia ai nostri dirigenti. “L&#8217;offerta si può definire interessante, intelligente, congrua, al valore del giocatore.” Voglio credere a queste parole sperando che, se l’operazione andrà in porto, le condizioni poste sopra verranno rispettate. In caso contrario comincerei a sentirmi preso in giro.</p>
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		<title>Impazza il calciomercato. Anzhi no.</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 08:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Mercato]]></category>

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<p>Il fine settimana appena concluso ha visto l&#8217;Inter protagonista per due motivi diversi: il torneo di Dublino con le sfide contro Celtic e Manchester City e l&#8217;infinito -e ancora lunghissimo- calciomercato. Siamo certi che altri blog e siti di informazione vi avranno a questo punto già fornito tutte le analisi delle due amichevoli di Dublino, dipingendo <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/01/impazza-il-calciomercato-anzhi-no/">Impazza il calciomercato. Anzhi no.</a></span>]]></description>
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<p>Il fine settimana appena concluso ha visto l&#8217;Inter protagonista per due motivi diversi: il torneo di Dublino con le sfide contro Celtic e Manchester City e l&#8217;infinito -e ancora lunghissimo- calciomercato. Siamo certi che altri blog e siti di informazione vi avranno a questo punto già fornito tutte le analisi delle due amichevoli di Dublino, dipingendo l&#8217;Inter come una squadra di eroi pronta a spazzare via il mondo intero dopo la bella vittoria contro il Celtic e, soprattutto, spiegandovi a neanche 24 ore di distanza quanto sia sbagliato, stupido e illogico il progetto di Gasperini e quanto sia inevitabilmente volto al fallimento. Questi tripli carpiati non fanno per noi, come non fanno per noi certe sentenze di fallimento emesse al 31 di luglio&#8230;quindi non ci resta che parlare del secondo argomento caldo: il calciomercato.</p>
<p>A leggere in giro, sembra essere stato un week end rovente per gli operatori di mercato nerazzurri: partendo dalla &#8220;maxi offerta&#8221; dell&#8217;Anzhi Makhachkala per Eto&#8217;o, ci si è mossi lungo un filo rosso di fantasia e fantacalcio che legava tra loro i nomi di Tevez, Casemiro, Kucka, Gago, Balotelli e l&#8217;immancabile &#8220;certa&#8221; partenza di Wesley Sneijder, fino ad arrivare ad un colossale giro di mercato che porterebbe, tra gli altri, Thiago Motta nientepopodimeno che al Milan. Tutte cose che avrete già letto in questi tre giorni di fuoco, ma la domanda è un&#8217;altra. E cioè: cosa c&#8217;è di vero?</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6827" title="tevez_300781t" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/tevez_300781t-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" /></p>
<p>&#8220;Niente&#8221; sarebbe una risposta troppo brutale, ma allo stesso tempo forse quella meno lontana dalla realtà. Il perchè è presto detto. Le persone in grado di parlare con cognizione di causa del mercato dell&#8217;Inter fino a scendere nel dettaglio dei nomi che si seguono e delle speranze che ci sono di raggiungerli sono, al mondo, solo tre: Massimo Moratti, Marco Branca e Piero Ausilio. E nessuno di questi, per quel che so, tiene rubriche quotidiane o settimanali su qualche giornale o sito internet. Più che parlare di nomi, di trattative e di improbabili indiscrezioni, dunque, è interessante capire quale sia la logica della società e quali sono le linee guida che caratterizzeranno quest&#8217;ultimo mese di calciomercato.</p>
<p>I punti di partenza fondamentali sono due.<br />
Il primo: l&#8217;Inter non è obbligata a vendere per fare cassa. Non è alla disperata ricerca di qualcuno a cui piazzare i suoi &#8220;gioielli&#8221; e non ha un disperato bisogno di ottenere delle entrate da questa sessione di calciomercato: la gestione del club ha subito una svolta decisa negli ultimi anni e il trend, chiarissimo, rende evidente come ormai si tenda a un pareggio di bilancio quasi inevitabile nell&#8217;immediato futuro, a meno di uscite impreviste. Niente grossi investimenti dunque, ma nessuna cessione obbligata e, soprattutto, nessuna svendita.<br />
Il secondo: in società c&#8217;è la tendenza a considerare la rosa attuale numericamente sufficiente e adeguata per affrontare la prossima stagione. Considerando le convinzioni del nuovo tecnico e il nuovo ruolo di Sneijder, infatti, si ritiene che gli arrivi di Jonathan, Alvarez e Castaignos siano utili a tappare alcune falle strutturali della rosa dello scorso anno e a fornire due giocatori per ogni ruolo ad una squadra che, con la permanenza di tutti i suoi campioni, è più che competitiva per la stagione che sta per iniziare. Fine del calciomercato, dunque? Assolutamente no. Ma l&#8217;obiettivo diventa adesso migliorare -e non più integrare- la rosa sostituendo quegli elementi su cui ci sono i dubbi maggiori con nuovi arrivi in grado di dare più garanzie. Ma cosa significa concretamente?</p>
<p>Concretamente significa che, pur nella adeguatezza &#8220;numerica&#8221; della rosa, sono stati individuati un paio di ruoli da potenziare, sostanzialmente con due nuovi arrivi: un centrocampista e un attaccante. Che non saranno necessariamente gli unici due nuovi arrivi che vedremo da qui a giugno, ma se dovessero essere accompagnati da altri volti nuovi a fare da contraltare ci saranno inevitabilmente altrettanti (o più) partenti.</p>
<p><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/01/impazza-il-calciomercato-anzhi-no/news_1259412902_gagosaluta/" rel="attachment wp-att-6828"><img class="alignright size-medium wp-image-6828" title="NEWS_1259412902_gagosaluta" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/NEWS_1259412902_gagosaluta-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a>I nomi dei possibili partenti sono noti: Rivas, Muntari e Mariga non fanno in alcun modo parte dei piani della società e dell&#8217;allenatore, Pandev e Thiago Motta non sarebbero trattenuti ad ogni costo, per Maicon e Milito serve una offerta &#8220;giusta&#8221; (e che incontri il piacere dei giocatori, cosa non semplice), mentre su tutti i giovani si punta molto. Degli altri inutile parlare, compresi Sneijder e Eto&#8217;o: molte società hanno fatto sondaggi per loro, ma le risposte ricevute sono state di quelle che fanno tremare  i polsi. Nessuno è incedibile, certo, ma il prezzo lo facciamo noi: è per questo che anche Sir Alex Ferguson si è dato alla fuga dopo la richiesta avanzata per Sneijder e preferisce ora restare in attesa di una eventuale riduzione delle pretese da parte dell&#8217;Inter. Sarà una lunga attesa, probabilmente.</p>
<p>Meno noti e meno scontati sono i nomi dei possibili arrivi, invece. Diciamo subito che sono state rispedite al mittente le iniziali perplessità di Gasperini sul pacchetto di centrali difensivi (perplessità che vertevano soprattutto sulla capacità di Cordoba di farsi trovare pronto in caso di bisogno) e che la difesa è considerata a posto così, esattamente come il pacchetto di esterni. Le priorità le abbiamo dette: un centrocampista e un attaccante.</p>
<p>Per quanto riguarda quest&#8217;ultimo, il nome di Carlitos Tevez è stato per lungo tempo un sogno e niente più, che si andava inevitabilmente a scontrare con la scarsa voglia di investire soldi extra e rischiare di rovinare tutto il lavoro svolto negli ultimi anni a livello economico. Però. Però le altre alternative per l&#8217;attaccante argentino non si sono concretizzate, il mercato sudamericano si è chiuso e, soprattutto, l&#8217;<em>Apache</em> ha manifestato una volontà fortissima di trasferirsi a Milano. A Dublino è sceso in campo Moratti in persona per dare un&#8217;altra spallata al tentativo che in questi giorni stanno portando avanti gli operatori dell&#8217;Inter e del giocatore: abbassare il più possibile le richieste del City mettendo in ballo anche la cifra che gli inglesi devono ancora pagare per Balotelli. Si lavora su una riduzione delle richieste da una parte, e su una certa elasticità nei metodi di pagamento dall&#8217;altra (l&#8217;obiettivo sarebbe quello di arrivare a un prestito oneroso con obbligo di riscatto). Messi alle strette dalla volontà del giocatore, gli uomini-mercato del City sanno che saranno costretti a cedere a meno di non trovare una sistemazione alternativa. Sistemazione alternativa che potrebbe essere, facilmente, il Real Madrid di Josè Mourinho, alla ricerca di un attaccante e senza particolari difficoltà a pagare il dovuto. Se Josè dovesse fare sul serio, all&#8217;Inter resterebbe solo la volontà del giocatore&#8230;ma, come il caso-Sanchez insegna, è difficile immaginare qualcuno che si metta di traverso ad un trasferimento nella Liga. Le alternative a Tevez sarebbero tutte da inventare, ma difficilmente avrebbero le sembianze di Rodrigo Palacio (ultimamente apparso determinato a <a href="http://www.fcinter1908.it/?action=read&amp;idnotizia=29432" target="_blank">restare a Genova</a>) o di Moussa Sow, per il quale si parla di una comproprietà con il solito Genoa ma che, nel caso, giocherebbe almeno una stagione sotto la Lanterna per valutare il suo impatto sulla Serie A.</p>
<p><a href="http://www.bausciacafe.com/2011/08/01/impazza-il-calciomercato-anzhi-no/casemiro-calciomercato-inter/" rel="attachment wp-att-6829"><img class="alignleft size-full wp-image-6829" title="casemiro-calciomercato-inter" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/08/casemiro-calciomercato-inter.jpg" alt="" width="292" height="280" /></a>Il centrocampista, poi. Tutte le strade portano a lui: Carlos Henrique Casimiro, meglio noto come Casemiro, talentino del San Paolo non ancora ventenne. L&#8217;Inter ha da tempo la preferenza del giocatore (che si è anche sbilanciato apertamente) ma stenta a trovare un accordo con il club, che non ha nessuna intenzione di facilitare una trattativa che lo porterebbe a perdere uno dei suoi giocatori migliori ad un prezzo ritenuto troppo basso. Sembra la classica situazione in cui si tira troppo la corda per risparmiare un paio di milioni, fino a quando non arriva il Barcellona di turno che in mezza giornata versa il dovuto e si porta a casa il giocatore, e in questo caso il rischio è anche maggiore a causa del Mondiale Under20 appena iniziato in Colombia che potrebbe essere una vetrina pericolosissima per il diciannovenne centrocampista del Brasile. Alcune alternative (a cui si potrebbe arrivare anche indipendentemente da Casemiro) sono già in piedi e due in particolare vedono l&#8217;ennesima operazione di mercato condotta a braccetto col Genoa: si tratta di Juraj Kucka e Moussa Sissoko che, come lo stesso Casemiro, potrebbero essere un mezzo per mettere nero su bianco una &#8220;pace&#8221; fra Inter e Genoa che rinsalderebbe definitivamente dei rapporti che avevano subito un raffreddamento circa un mese fa, in occasione della cessione di El Shaarawy al Milan. C&#8217;è poi l&#8217;agente di Fernando Gago che spinge per una <a href="http://www.tuttomercatoweb.com/inter/?action=read&amp;idnet=ZmNpbnRlcjE5MDguaXQtMjk1NjU" target="_blank">soluzione nerazzurra</a> che però non potrà di certo avverarsi grazie a uno scambio che comprenderebbe Maicon: una offerta del Real Madrid di 8 milioni più il centrocampista argentino per arrivare al Colosso è stata infatti rifiutata dall&#8217;Inter, che per Maicon vuole solo cash. Raffreddata la pista che portava a Banega, soprattutto a causa di alcuni feedback negativi relativi alla professionalità del ragazzo, non trova invece alcuna conferma la presunta offerta di 27 milioni rifiutata dal San Paolo per Lucas: probabilmente è stato solo l&#8217;ennesimo tentativo da parte del presidente brasiliano di complicare l&#8217;affare-Casemiro.</p>
<p>A meno di clamorosi imprevisti, in ogni caso, le trattative per i due ruoli in questione andranno per le lunghe e sicuramente non ci saranno particolari sviluppi nei prossimi giorni, quando la &#8220;copertura&#8221; della Supercoppa Italiana permetterà a Marco Branca di muoversi con più discrezione, com&#8217;è nel suo stile. Di certo, comunque, non ci sono clamorose rivoluzioni all&#8217;orizzonte e anche l&#8217;unico vero colpo ad effetto, quel Carlos Tevez che in queste ore sta facendo sognare più di un tifoso, potrebbe diventare una delle infinite trattative non concretizzate, che nascono nelle finestre di calciomercato e si spengono nel nulla, senza lasciare tracce.</p>
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		<title>Maravilla!</title>
		<link>http://www.bausciacafe.com/2011/07/12/maravilla/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 16:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>Ricardo Gabriel Alvarez è un giocatore della Roma.
Ricardo Gabriel Alvarez ha già firmato con l&#8217;Arsenal.
Ah, no:</p>
<p></p>
<p>23 anni, 49 partite tra i professionisti, 5 gol: è davvero tutto qui Ricky Alvarez? No, evidentemente no. Questi numeri non bastano per giustificare un investimento di 12 milioni, nè una serie di paragoni illustri, nè l&#8217;affetto dei tifosi che lo hanno ribattezzato Ricky Maravilla. <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/07/12/maravilla/">Maravilla!</a></span>]]></description>
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<p>Ricardo Gabriel Alvarez <a href="http://www.vocegiallorossa.it/?action=read&amp;idnotizia=18770" target="_blank">è un giocatore della Roma</a>.<br />
Ricardo Gabriel Alvarez <a href="http://www.lasignoraingiallorosso.it/zamparini-pastore-alvarez/" target="_blank">ha già firmato con l&#8217;Arsenal</a>.<br />
Ah, no:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-6590" href="http://www.bausciacafe.com/2011/07/12/maravilla/cattura-3/"><img class="aligncenter size-full wp-image-6590" title="Cattura" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/07/Cattura1.jpg" alt="" width="495" height="300" /></a></p>
<p>23 anni, 49 partite tra i professionisti, 5 gol: è davvero tutto qui Ricky Alvarez? No, evidentemente no. Questi numeri non bastano per giustificare un investimento di 12 milioni, nè una serie di paragoni illustri, nè l&#8217;affetto dei tifosi che lo hanno ribattezzato <em>Ricky Maravilla</em>. C&#8217;è dell&#8217;altro, oltre a questi numeri.</p>
<p>Nato a Buenos Aires il 12 aprile 1988, l&#8217;ormai ex numero 11 del Velez Sarsfield è quello che facilmente viene definito &#8220;trequartista atipico&#8221;. Storia strana la sua, quella che lo ha portato a 23 anni ad avere le presenze di un debuttante nel Clausura recentemente concluso: storia che inizia da una fine, quando viene scartato dalle giovanili del Boca Juniors per problemi legati alla costituzione fisica. Roba dura da digerire per un bambino di 14 anni, roba dura da credere per chi vede oggi i suoi 188 centimetri di altezza che portano a spasso 84Kg al servizio del piede sinistro. Storia difficile, appunto, come l&#8217;inizio della sua carriera da professionista: l&#8217;8 giugno del 2008, vent&#8217;anni compiuti da poco, debutta con la maglia del Velez con 18 minuti contro l&#8217;Independiente. L&#8217;inizio della favola? Macchè: tempo un mese e il legamento crociato del ginocchio fa crack, nella maniera più preoccupante. Addio sogno. Di nuovo.<br />
Ma Ricky non è uno che si arrende per questo: è argentino, è caparbio, è pronto ad andare avanti, pronto a dimostrare che la sua crescita calcistica ha subito solo un rallentamento e niente di più. Arriverà a 23 anni con neanche 50 presenze? Poco male, ci sarà tempo per rifarsi. Ci sarà tempo per maturare tecnicamente e tatticamente, perchè la testa -già matura- lo concede.</p>
<p>E quel tempo arriva nell&#8217;ultima partita del Clausura 2009, contro il Gimnasia y Esgrima. Per il primo gol è solo questione di tempo, tutto il tempo per scegliere la scenografia migliore: 1 maggio 2010, Estadio Monumental. Il River Plate è matato, la carriera di Ricky Alvarez stavolta è iniziata per davvero. 11 partite e 1 solo gol in quella Clausura, 15 partite e 1 gol (al Lanus) nell&#8217;Apertura successivo. Ma è nell&#8217;ultimo Clausura che il talento di Ricardo esplode, portandolo a diventare un giocatore fondamentale per lo scacchiere (e la classifica) del Velez.</p>
<p>Trequartista tutto mancino, Alvarez ha la struttura fisica ideale per il calcio europeo e sicuramente riporterà centimetri e chili nella maglia nerazzurra che troppo spesso, ultimamente, sembravano mancare. Tecnica invidiabile, controllo di palla e progressione, ma anche dribbling sullo stretto e un temibile tiro dalla distanza, uniti a una concretezza che lascia pochissimo spazio ai numeri da circo: ricorda qualcuno? I paragoni si sono sprecati: dall&#8217;ovvio Kakà al suo idolo Zidane, fino a chi (Massimo Moratti) è arrivato addirittura a nominare Mariolino Corso. Al di là dei grandi nomi a cui fare necessariamente la tara dell&#8217;età e delle potenzialità, però, a chi li ha visti in azione nelle stesse realtà non può non venire immediato in mente il paragone con il primo Pastore che incantava l&#8217;Argentina con la maglia dell&#8217;Huracan.</p>
<p>Paragone tecnico e di impatto, però, non certo tattico: se El Flaco, infatti, è nato e cresciuto come trequartista anarchico che ama muoversi tra le linee, lo stesso non si può dire di Alvarez per il quale tracciare un profilo tattico è impresa davvero difficile. Duttilità o immaturità? La questione è aperta e non è per niente banale. Fatto sta che anche Ricky nasce trequartista centrale, ma nelle ormai famose 49 partite riesce a collezionare una copertura dei ruoli del centrocampo quasi imbarazzante: inizia le partite schierato come mezzapunta centrale, destra e sinistra, come esterno di centrocampo -sia a destra che a sinistra- e persino come interno sinistro (contro il Banfield, nella Sudamericana 2010, e contro il Tigre nell&#8217;ultimo Clausura quando, spostato a destra, firmò il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1RooKIXMVvE&amp;feature=player_embedded&amp;t=38s" target="_blank">gol del momentaneo pareggio del Velez</a>). Per non parlare di quando entra a partita in corso: interno destro, attaccante esterno a destra, persino punta centrale. Tanta duttilità, sicuramente, ma anche troppa confusione.</p>
<p>Ed è tutto qui che si giocherà il futuro nerazzurro ed europeo di Ricky Alvarez: sulla maturità. 23 anni è sicuramente l&#8217;età giusta per fare il grande salto, ma altrettanto sicuramente l&#8217;esperienza è poca e i dubbi ancora tantissimi. Dubbi che non riguardano la tenuta e la maturità mentale, come già detto, ma restano legati all&#8217;area tecnica, alla capacità di calarsi in un contesto tanto diverso, al possibile impatto violento con i massimi livelli del calcio italiano avendo alle spalle -di fatto- solo mezza stagione in Argentina. Quello che è certo è che non è stato preso per sbatterlo in campo con una maglia da titolare, per sostituire Sneijder o chi per lui: arriva con i ranghi della riserva, Alvarez, della giovane promessa pronta ad esplodere e, perchè no, diventare l&#8217;arma in più nella seconda parte della stagione.</p>
<p>Arriva insieme a una pattuglia di giovani -ma non giovanissimi- per imparare dai nostri campioni e riuscire presto a rimpiazzarli. E&#8217; la nuova Inter, l&#8217;Inter di <a title="Eppur si muove…" href="http://www.bausciacafe.com/2011/06/30/eppur-si-muove/" target="_blank">Caldirola</a>, di Rodrigo Alborno, di <a title="“Un talento spettacolare”" href="http://www.bausciacafe.com/2011/03/02/un-talento-spettacolare/" target="_blank">Luc Castaignos</a>, forse di Jonathan e, perchè no, di Philippe Coutinho. Un&#8217;Inter che riparte da zero e sceglie di ripartire giocando le carte che poco più di un lustro fa risultarono vincenti: le carte dei giocatori non ancora affermati, le carte degli Julio Cesar, dei Maicon, dei Cambiasso, presi dal SudAmerica, dalla panchina o da piccole realtà europee e portati sul tetto del mondo.</p>
<p>Benvenuto a casa Ricky, benvenuto a casa Luc.</p>
<p>Imparate a prendere per mano l&#8217;Inter.<br />
Imparate a portarla in alto anche voi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-6587" href="http://www.bausciacafe.com/2011/07/12/maravilla/cattura-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-6587" title="Cattura" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/07/Cattura.jpg" alt="" width="491" height="299" /></a></p>
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		<title>Eppur si muove&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 12:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Calciopoli]]></category>

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<p>Terminata la telenovela-allenatore e passati quei due-tre giorni in cui ci si è trovati quasi spiazzati una volta tolto di mezzo l&#8217;argomento principale, ci ritroviamo all&#8217;improvviso con tantissima carne al fuoco legata all&#8217;universo-Inter. Non solo fandonie di calciomercato, come le voci incontrollate che vorrebbero Palacio in nerazzurro in cambio di Pandev, Mariga, Santon o una qualsiasi <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2011/06/30/eppur-si-muove/">Eppur si muove&#8230;</a></span>]]></description>
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<p>Terminata la telenovela-allenatore e passati quei due-tre giorni in cui ci si è trovati quasi spiazzati una volta tolto di mezzo l&#8217;argomento principale, ci ritroviamo all&#8217;improvviso con tantissima carne al fuoco legata all&#8217;universo-Inter. Non solo fandonie di calciomercato, come le voci incontrollate che vorrebbero Palacio in nerazzurro in cambio di Pandev, Mariga, Santon o una qualsiasi combinazione dei tre, nè le solite &#8220;indiscrezioni dall&#8217;estero&#8221; (oggi segnaliamo &#8220;dall&#8217;Inghilterra dicono che lo United rinuncia  a Sneijder&#8221;), ma anche e soprattutto una serie di dichiarazioni ufficiali che sono per forza di cose più credibili di certe chiacchiere, e meritano quindi uno spazio maggiore.</p>
<p>C&#8217;è, tanto per cominciare, la spiegazione definitiva sul motivo per cui l&#8217;Inter non ha preso il talentino italo-egiziano Stephan El Shaarawy: no, non è perchè lui <a href="http://www.tuttomercatoweb.com/inter/?action=read&amp;idnet=ZmNpbnRlcm5ld3MuaXQtNTA4NTM" target="_blank">voleva solo il Milan</a>, nè perchè<a href="http://www.goal.com/it/news/7/calciomercato/2011/06/29/2552950/el-shaarawy-sa-gi%C3%A0-come-arringare-il-popolo-milanista-sono-nella-" target="_blank"> ha sempre tifato per la squadra più titolata al mondo</a>. Il motivo, semplicemente, è che uno così meritava di finire al Milan. Ma veniamo alle cose serie.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-6516" href="http://www.bausciacafe.com/2011/06/30/eppur-si-muove/lucacaldirolaitalyvivorycoasttoulonvfrs1tfbbmkl1/"><img class="alignleft size-full wp-image-6516" title="Luca+Caldirola+Italy+v+Ivory+Coast+Toulon+vfRs1tfBbMKl[1]" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/06/Luca+Caldirola+Italy+v+Ivory+Coast+Toulon+vfRs1tfBbMKl1.jpg" alt="" width="167" height="249" /></a>CALDIROLA -</strong> Era già tutto pronto per il suo trasferimento a Cesena: comproprietà con un anno di esperienza sull&#8217;Adriatico per l&#8217;ex capitano della Primavera nerazzurra (e dei giovanissimi, e degli esordienti), reduce da una discreta stagione al Vitesse e punto di forza dell&#8217;Italia U21. &#8220;<em>Stavo già preparando le valigie</em>&#8220;, ha detto Caldirola, quando è intervenuto Gasperini in persona a bloccare tutto: confermata la comproprietà con il Cesena (come parziale riscatto per Nagatomo), ma il giocatore resta a Milano. Nell&#8217;<a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Calcio-e-altri-Sport/Inter/2011/6/30/CALCIOMERCATO-Inter-Caldirola-entusiasta-io-capitano-dopo-Zanetti-esclusiva-/190641/" target="_blank">intervista rilasciata al ilsussidiario.net</a> è un fiume in piena: una gioia incontenibile, ma c&#8217;è da capirlo. Sbaglia, però, chi vede in questa conferma una sorta di premio, quasi una pacca sulla spalla per ciò che ha fatto fino ad oggi: Caldirola è giocatore vero sia tecnicamente che tatticamente che, soprattutto, mentalmente. Difensore elegante di quasi un metro e novanta, fortissimo di testa, gran marcatore, dotato di grande carisma e tatticamente perfetto per la difesa a tre: come Cristian Chivu, infatti, nasce difensore centrale ma col tempo impara a fare il terzino sinistro con risultati discreti, ed è sicuramente già pronto per giocare centrale o a sinistra in una linea a tre.</p>
<p>E&#8217; in un&#8217;intervista successiva, però, che Caldirola mi ha dato da pensare. Quasi riprendendo un discorso che si era sviluppato ieri nei commenti del blog riguardo all&#8217;incapacità di &#8220;uscire&#8221; di molti giovani talenti, il neo difensore nerazzurro ha espresso il suo parere sull&#8217;importanza della preparazione &#8220;mentale&#8221;, vero punto di forza suo e di alcuni suoi ex compagni della Primavera (per esempio Giulio Donati, che resterà in prestito a Lecce dopo l&#8217;ottima stagione appena conclusa):</p>
<blockquote><p><strong>In questa stagione sei maturato molto. A chi va un ringraziamento particolare?</strong><br />
&#8220;Posso dire che un ringraziamento particolare va al mio mental coach. Con lui lavoro già da due anni, da quando ero alla Primavera dell&#8217;Inter. Se non avessi continuato a lavorare con lui non sarei qui. Il suo lavoro è stato molto importante, non basta lavorare sul campo ma anche con la testa. Lui mi ha aiutato tantissimo, mi ha aiutato a maturare e dato quella sicurezza che mi mancava nelle mie capacità&#8221;</p>
<p><strong>Lo consiglieresti?</strong><br />
&#8220;L&#8217;ho provato sulla mia pelle. Quindi ho toccato i vantaggi con le mie mani. Posso dire che per i ragazzi giovani che vogliono crescere è fondamentale per arrivare a essere campioni veri. Può essere utile non solo per i giovani&#8221;</p></blockquote>
<p><strong>JONATHAN -</strong> Le incertezze dei giorni passati -legate a una complicata situazione contrattuale- sembrano essere superate: il Santos ha riscattato la metà del cartellino del terzino brasiliano dal Cruzeiro ed ora tutto è pronto per la cessione all&#8217;Inter, al punto da spingere il presidente del Santos, Luis Alvaro Ribeiro, a dichiarare:</p>
<blockquote><p>&#8220;Jonathan andrà via, a 25 anni il suo desiderio è di proseguire in Italia la sua carriera. La proposta dell&#8217;Inter lo attrae, e abbiamo deciso di lberarlo dal contratto. E&#8217; il desiderio del giocatore e la proposta dell&#8217;Inter ci sembra ragionevole&#8221;</p></blockquote>
<p>Jonathan Cicero Moreira è atteso nel fine settimana a Milano per sottoporsi alle visite mediche e, forse, completare definitivamente il suo passaggio all&#8217;Inter per poco meno di 5 milioni di euro.</p>
<p><strong>MORATTI -</strong> Parla anche il Presidente, in questi giorni, su un argomento molto caldo: il parere di Palazzi sullo Scudetto 2006. Niente di sorprendente e nessuna novità, comunque: la posizione di Moratti sembra essere molto simile alla nostra e la sua tranquillità è esattamente quella descritta <a title="Calciopoli. Ultimo atto?" href="http://www.bausciacafe.com/2011/06/28/calciopoli-ultimo-atto/" target="_blank">nel nostro ultimo post</a>. Interrogato su una possibile revoca di quello Scudetto, Moratti si è limitato a rispondere &#8220;<em>Non considero che possa succedere una cosa di questo genere</em>&#8220;. Più chiaro di così?</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-6517" href="http://www.bausciacafe.com/2011/06/30/eppur-si-muove/viviano_e_20080810_gh_l1/"><img class="alignright size-large wp-image-6517" title="VIVIANO_E_20080810_GH_L[1]" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2011/06/VIVIANO_E_20080810_GH_L1-770x1024.jpg" alt="" width="277" height="368" /></a>IL VALZER DEI PORTIERI &#8211; </strong>Julio Cesar, Castellazzi, Orlandoni, Viviano, Bardi e Belec: è evidente che c&#8217;è qualcuno di troppo. Per <strong>Vid Belec</strong>, 21 anni, è sempre stato pacifico un altro anno in prestito, magari in Serie A. <strong>Paolo Orlandoni</strong> invece, da molti dato prossimo al ritiro durante la stagione scorsa, festeggerà 40 primavere con la maglia dell&#8217;Inter l&#8217;anno prossimo: <a href="http://www.inter.it/aas/news/reader?L=it&amp;N=53043&amp;stringa=orlandoni" target="_blank">contratto rinnovato fino al 2012</a>. Per <strong>Francesco Bardi</strong>, 19 anni, la situazione è più incerta: in prestito dal Livorno alla Primavera nerazzurra l&#8217;anno scorso, il portiere ha convinto tutti e in particolare ha conquistato la fiducia dell&#8217;allenatore Fulvio Pea, che vorrebbe portarlo con sè al Sassuolo. Oggi scade il prestito (con diritto di riscatto) dal Livorno e sono attese novità: ci si aspetta che l&#8217;Inter acquisti tutto o almeno la metà del cartellino del giocatore, anche se certamente non resterà in Primavera l&#8217;anno prossimo: per lui il già citato Sassuolo o un ritorno a Livorno. E se venissero confermate le <a href="http://www.fcinternews.it/?action=read&amp;idnotizia=51006" target="_blank">voci</a> relative al rinnovo di <strong>Luca Castellazzi</strong>, 35 anni, resterebbero in ballo solo due nomi in questo valzer: Viviano e Julio Cesar.</p>
<p>Su <strong>Emiliano Viviano</strong>, 25 anni, rischia di scatenarsi una vera e propria asta. Gentilmente offerto dal Bologna per un clamoroso errore alle buste, il giocatore sembrava destinato alla Roma ma il suo riscatto da parte dell&#8217;Inter ha rimesso in discussione tutto. La Roma sembrava dirigersi su Stekelenburg e per Viviano si prospettavano destinazioni tutt&#8217;altro che esaltanti: un ritorno a Bologna, uno scambio col Genoa o fare la riserva di Julio Cesar all&#8217;Inter. Ma quella che sembrava essere una situazione di stallo, si sta invece facendo sempre più interessante per l&#8217;Inter e per Viviano stesso. Oltre al Genoa, che rimane in corsa, la Roma potrebbe avere più di una difficoltà per prendere il portiere dell&#8217;Ajax e sarebbe &#8220;costretta&#8221; a trattare con l&#8217;Inter: sul piatto uno tra Vucinic e Menez. Ma è dall&#8217;estero che arrivano le notizie più interessanti: l&#8217;Atletico Madrid deve sostituire De Gea -volato a Manchester, sponda United, per 20 milioni-, l&#8217;Arsenal reputa i vari Fabianski, Mannone e Szczensy inadatti a sostituire i poco affidabili Almunia e Lehmann e sta pensando a Lloris -stravalutato dal Lione più di 20 milioni- o allo stesso Viviano, il Liverpool vedrà probabilmente partire Reina e sta sondando il terreno in casa nerazzurra e lo stesso Lione, se dovesse cedere Lloris, entrerebbe in corsa. Insomma, c&#8217;è tutto per una vera asta con base a partire da 10 milioni almeno. Quello che sembra certo è che Viviano non sarà il secondo portiere dell&#8217;Inter l&#8217;anno prossimo.</p>
<p>Ma sicuri che Julio Cesar resterà al suo posto?</p>
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