scritto da il 7 maggio 2012 alle 9:03

Inter-Milan 4-2

Questo, a differenza delle altre volte,  non sarà il solito resoconto post partita. Niente disamine tecnico-tattiche, niente tabellini, niente cronaca . Si, perchè dopo una serata del genere sarebbe pleonastico. Bando alle elugubrazioni quindi, perchè l’unica cosa da fare adesso è godersi questa vittoria, arrivata dopo una partita dalle mille facce e dalle mille emozioni. La risposta a tutti i malpensanti che teorizzavano su un Inter pronta a scansarsi in campo di fronte ai cugini pur di fare un dispetto ai gobbi. Niente di più sbagliato perchè queste cose, al pari della serie B, non sono nel nostro DNA. Un ringraziamento quindi ai ragazzi, nessuno escluso, per questa bellissima serata, nella quale tutti hanno dato l’anima, nonostante un arbitro pessimo che ne ha combinate di cotte e di crude.

Grazie a Julio Cesar, per aver parato il parabile (e anche qualcosa di più) e per quella linguaccia a Ibra prima del rigore.

Grazie a Maicon, per la saetta scaraventata sotto la traversa della porta di Amelia.

Grazie a Lucio, per la partita gagliarda, da combattente vero, finalmente senza errori e disattenzioni.

Grazie a Samuel, per l’ennesima prestazione fantastica, l’assist a Milito e qualche calcione rifilato al momento giusto senza troppi fronzoli.

Grazie a Nagatomo, per il suo moto perpetuo.

Grazie a Cambiasso, tornato finalmente a livelli consoni, determinato e sorprendentemente cattivo.

Grazie a Guarin, per i tanti palloni recuperati e per le bordate scagliate verso la porta avversaria.

Grazie a Zanetti, per la grinta con cui ha trascinato tutti e la voglia di vincere messa in campo.

Grazie ad Alvarez, per la sua classe cristallina e la voglia di sacrificarsi in copertura.

Grazie a Sneijder, per l’ottima prova e per quella fantastica conclusione da distanza siderale.  Fosse entrata sarebbe venuto giù lo stadio.

Grazie a Milito, per le tre biglie scagliate con violenza nella porta dei cugini.

Grazie ad Obi, per aver ridato vigore e dinamismo alla squadra apparsa un po’ in apnea.

Grazie a Pazzini, per essersi riscattato da un periodo negativo, procurandosi quel calcio di rigore fondamentale.

Grazie a Stramaccioni, per il coraggio nelle scelte, con cui ha vinto per noi il suo primo derby.

Grazie a Nista, per quel faccia a faccia con Robhino.

Grazie a Ivan Ramiro Cordoba, per quanto fatto in questi anni con indosso la maglia nerazzurra. Premio alla carriera.

Grazie a tutti, davvero, di cuore.

Nella serata in cui per l’ennesima volta abbiamo dimostrato la nostra superiorià sui cugini, vorrei rimarcare la diversità che ci divide da loro con un piccolo aneddoto: 5 maggio 2002, loro, insieme ai gobbi in piazza a festeggiare per la nostra sconfitta; 6 maggio 2012, noi, a San Siro a festeggiare, per una nostra vittoria. Noi con quella roba la non avremo mai nulla da spartire. Nessuna illazione, nessuna vittoria, nessun titolo, nessuna stella sulla maglia potrà mai cancellare la vergogna e l’onta di una retrocessione per illecito sportivo.

E infine, concedetemelo, grazie a mia mamma per avermi fatto nerazzurro! Per noi c’è solo l’Inter.  Del resto non ce ne frega nulla. Stramala!

scritto da il 3 maggio 2012 alle 9:51

Parma-Inter 3-1

Marcatori: 13′ Sneijder, 8′ st Marques, 10′ st Giovinco, 37′ st Biabiany

Parma: 1 Pavarini; 5 Zaccardo, 29 Paletta, 6 Lucarelli; 2 Jonathan, 80 Valiani (32′ st Santacroce), 17 Valdes, 8 Galloppa, 7 Biabiany (41′ st Modesto); 32 Marques (20′ st Okaka), 10 Giovinco
A disposizione: 92 Gallinetta, 24 Musacci, 4 Morrone, 22 Palladino
Allenatore: Roberto Donadoni

Inter: 1 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 55 Nagatomo (1′ st Faraoni); 19 Cambiasso, 5 Stankovic (14′ st Zarate), 20 Obi; 11 Alvarez (27′ st Pazzini), 10 Sneijder; 22 Milito
A disposizione: 12 Castellazzi, 23 Ranocchia, 37 Faraoni, 18 Poli, 41 Duncan.
Allenatore: Andrea Stramaccioni

Quella andata in scena ieri sera al Tardini è stata l’ennesima partita strana, pazza,  che è un po’ lo specchio di questa travagliata stagione. Primo tempo buono a tratti giocato molto bene e, soprattutto,  senza correre grossi rischi, nel quale Sneijder era riuscito a trovare il gol del vantaggio su un bell’assist di Stankovic, nell’occasione capitano di giornata.  Il match pareva sotto controllo, ben gestito, sino al fatale errore di Lucio che spianava la strada al pareggio gialloblu ad inizio ripresa.  Anziché rinviare il numero 6 nerazzurro si avventurava in un pericoloso dribling  facendosi rubare la palla da Giovinco; il fantasista ducale appena dentro l’area serviva il liberissimo Marques  che non aveva difficoltà a mettere in gol. Una manciata di secondi dopo arrivava incredibilmente il gol del 2-1. Ancora Giovinco scattava sul filo del fuorigioco ed infilava il pallone alle  spalle di Julio Cesar con una conclusione di potenza. Nel giro di due minuti risultato ribaltato. A questo punto Stramaccioni correva ai ripari, togliendo dal campo prima Stankovic a beneficio di Zarate e poi inserendo Pazzini in sostituzione di un evanescente Alvarez. E i cambi parevano dare i frutti sperati, con la squadra che si riversava in avanti, creando ben quattro nitide occasioni per il pareggio. L’imprecisione degli avanti nerazzuzzi e la bravura di Pavarini però ci negavano la gioia del gol. E come spesso succede nel calcio lo spettro della legge non scritta  “gol sbagliato gol subito” si materializzava con il gol di Biabiany, che a una decina di minuti dal termine chiudeva l’incontro.

La sconfitta di ieri sera di fatto, pur mancando ancora la conferma della matematica, preclude quasi ogni possibilità di raggiungere il terzo posto. Gli obiettivi rimasti, seppur di secondo piano, sono due: cercare di centrare l’accesso all’Europa League senza passare dai preliminari (il quarto posto alle spalle del Napoli ce lo consentirebbe) e battere i cugini nella stracittadina di domenica prossima. A mio modo di vedere sono pura follia certi ragionamenti che ho sentito in questi giorni sullo scegliere quale sia il male minore per la vittoria finale del campionato. Regalare volutamente punti a una qualsiasi di quelle due squadre è un’ipotesi che mi fa letteralmente rabbrividire.  Per cui lancio un appello: da interisti evitiamo di avventurarci in certi sproloqui.  Tra la peste e il colera non si sceglie (cit. Peter Popara).

scritto da il 12 aprile 2012 alle 0:13

Inter-Siena 2-1

Una buona Inter batte il Siena 2-1 e quasi inaspettatamente si rimette in corsa per la lotta all’ultimo posto utile per l’accesso in Champions League.  Anche stavolta, come successo col Cagliari, l’inizio di partita non è proprio dei migliori: dopo appena cinque minuti infatti il Siena è già in vantaggio con D’Agostino, bravo prima a sfruttare un errore di Samuel e poi ad insaccare dopo un doppio miracolo di Julio Cesar. I ragazzi però non si abbattono e si riversano subito in avanti alla ricerca del pari. Le occasioni migliori per pareggiare capitano sui piedi di Milito e Stankovic, che però sprecano malamente. Stramaccioni intato è costretto ad operare il primo cambio, togliendo dal campo l’infortunato Samuel ed inserendo al suo posto Nagatomo. Prova e riprova il meritato gol dell’1-1 giunge al 42′, grazie ad un colpo di testa del Principe, bravo a sfruttare l’involontario assist di un avversario. Si va quindi al riposo in parità.

Nella ripresa il copione non cambia, con l’Inter che non si accontenta e si porta costantemente in avanti alla ricerca del gol vittoria.  Buonissima la prima mezz’ora del secondo tempo: l’Inter spinge e il Siena è alle corde. Poli per Obi e Pazzini per Alvarez sono i cambi operati da Stramaccioni nel tentativo di scrdinare la difesa toscana. Il gol tarda ad arrivare e bisogna attendere il 37′ per tirare un sospiro di solievo. Nagatomo viene steso in area e l’arbitro Romeo indica il dischetto.  Dagli undici metri Milito non sbaglia, realizzando il gol partita.  Gli ultimi minuti scivolano via con qualche piccolo brivido, senza però che il risultato cambi di nuovo. 3 punti d’oro, fondamentali per continuare a sperare, visti anche i risultati delle dirette concorrenti.

Le pagelle: Julio Cesar 6,5 – Zanetti 6,5 – Samuel 6 (Nagatomo 6,5) – Lucio 5,5 – Chivu 6 – Obi 6,5 (Poli 6) – Cambiasso 6 – Stankovic 6 – Alvarez 5,5 (Pazzini S.V.)- Zarate 6,5 – Milito 7.

scritto da il 10 marzo 2012 alle 9:41

Chievo-Inter 0-2

Finalmente! Dopo tanto tempo si torna a vincere. A Verona non sono solo arrivati i tre punti, ma  anche una prestazione all’altezza, soprattutto nel primo tempo. Eppure, nonostante la grande voglia dimostrata dai ragazzi e la buona serata di alcuni elementi (Sneijder, Poli e Samuel su tutti), i gol della vittoria sono arrivati solo negli ultimi cinque minuti di gioco, dopo una serie di episodi sfortunati che non facevano presagire nulla di buono.

Ranieri lascia in panchina Cambiasso e schiera il seguente undici: Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Stankovic, Poli, Zanetti; Sneijder; Forlan, Milito.  L’avvio di partita è buono e vede l’Inter subito in avanti. Dopo un paio di conclusioni senza fortuna dalla distanza di Stankovic nei primissimi minuti , al 13° arriva l’opportunità per sbloccare l’ incontro. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo Acerbi, nel tentativo di contrastare Lucio, tocca il pallone con una mano e l’arbitro Mazzoleni non ha dubbi nel concedre il calcio di rigore. Sul dischetto va Milito, ma la sua conclusione centrale viene respinta da Sorrentino e l’occasione sfuma. I ragazzi però non sembrano accusare il colpo e continuano a fare la partita. Grazie ad un buon pressing alto il Chievo non riesce quasi mai ad impostare l’azione ed i palloni recuperati in mezzo al campo permettono veloci contrattacchi. Al 19° è un ispirato Sneijder ad andare alla conclusione, ma la palla va a sbattere sulla faccia alta della traversa. Al 28° è Stankovic a provarci di nuovo con un destro da fuori area, ma la conlcusione termina alta di poco. L’Inter continua ad attaccare, senza però trovare la via del gol. Al 42°, in una delle rare sortite offensive, Pellissier reclama inutilmente il rigore per un contrasto regolare con Lucio all’interno dell’area interista. Al 45° è invece Sneijder a protestare per un tocco di mano di Sammarco, ma l’arbitro lascia proseguire. 0-0 e tutti negli spogliatoi.

Al rientro in campo nelle due squadre non ci sono cambi. Il Chievo parte meglio, con l’Inter che sembra pagare un po’ lo sforzo improduttivo della prima frazione di gioco.  Nonostante ciò la formazione nerazzurra non rischia nulla in difesa e prova con i suoi uomini di maggior classe a conquistare i tre punti. Al 10° della ripresa Sneijder ci prova su punizione, ma la sua conclusione potente termina di poco fuori. Pochi minuti dopo è Maicon ad incunearsi nell’area clivense, ma l’intervento in chiusura di Acerbi è tanto bello quanto provvidenziale. Il match a questo punto vive una fase di stanca, con tanti errori da una parte e dall’altra. Al 26° Ranieri opera la prima sostituzione: fuori Forlan e dentro il Pazzo. Di Carlo risponde effettuando gli ultimi due cambi a disposizione nel giro di cinque minuti: escono Luciano e Pellissier ed entrano Hetemaj e Moscardelli.  In precedenza il tecnico clivense aveva rinforzato gli ormeggi inserendo Dainelli al posto di Sammarco. Nonostante gli avvicendamenti le cose non cambiano. Unici episodi da segnalare sono una punizione calciata alta da Bradley al 34° e l’ingresso in campo di Cambiasso al 39° al posto di uno stanchissimo Poli (buona la sua gara) vittima di crampi. Al 40°, sugli sviluppi di un calcio di punizione, Sorrentino respinge  la violentissima conclusione  di Sneijder proprio sui piedi del Cuchu, che però spara alto il pallone del possibile vantaggio.  A questo punto lo 0-0 sembrerebbe inevitabile, ma i ragazzi non si arrendono e un paio di minuti dopo vengono premiati. Sull’ennesimo corner calciato da Sneijder è Walter Samuel ad anticipare tutti, infilando alle spalle di Sorrentino il pallone del meritatissimo vantaggio. L’esultanza di Wally e di tutta la squadra è incontenibile. Il gol è una liberazione  che scaccia i fantasmi e la tensione accumulata nei recenti momenti bui. Ma non è finita, perchè al 45° è Milito a farsi perdonare l’errore dal dischetto, incornando in rete un perfetto cross di Zanetti dalla destra. Il match finisce con il l’abbraccio collettivo di tutta la squadra sotto la curva.  Si intravede la luce. Finalmente!

scritto da il 9 marzo 2012 alle 8:30

Buon compleanno amore mio!

L’amore è un sentimento irrazionale. Quando ami veramente niente potrà mai far svanire la passione. Anche quando le cose non vanno come dovrebbero, quando tutto sembra perduto, anche se soffri perchè lei sembra non volerti più, quando ti arrabbi, l’unica certezza è che l’amore non verrà mai meno. TI AMO!

 ”Hanno scelto per noi i colori del cielo e della notte, sono passati cento anni e li ringraziamo ancora per aver fondato l’Internazionale Football Club. Era la sera del 9 Marzo 1908, erano poco più di 40, oggi siamo milioni. Si radunarono nel cuore di Milano nel ristorante l’Orologio, erano ribelli e avevano un sogno, dare la possibilità a tutti, italiani e stranieri, di giocare a calcio per la stessa bandiera, NERAZZURRA!!. Sono passati 100 anni da quella sera, cento anni di passione, di bellezza, cento anni di attese, di fantasie, cento anni di sfide, di vittorie e di orgoglio, di tantissimo orgoglio. Questa, è la notte della memoria e la notte del futuro, del filo che unisce i campioni di ieri, di oggi e di domani, è la notte che sognavano quella notte nel lontano 9 marzo e che noi regaliamo ai nostri bambini, è la notte di tutti gli interisti piccoli e grandi, vicini e lontani, per cento di questi giorni, per cento di queste emozioni, per sempre solo INTER.Con i colori del cielo e della notte, infinito amore, eterna squadra MIA!!!”

Gianfelice Facchetti, Stadio Meazza, 9 Marzo 2008

 

scritto da il 5 marzo 2012 alle 8:32

Inter-Catania 2-2

Un punto guadagnato o due punti persi? Dopo averci pensato attentamente non sono ancora riuscito a dare una risposta al quesito. Si, perchè ieri sera a S.Siro è andata in scena l’ennesima follia di una stagione ancora più folle. Ranieri parte con un 4-4-2 atipico, con Milito e Pazzini di punta e Forlan schierato in fascia sinistra. In mezzo al campo i due centrali sono Palombo e Cambiasso, mentre a destra c’è il giovane Faraoni. In difesa, davanti a Julio Cesar, coppia centrale Lucio-Samuel con Nagatomo e Zanetti terzini.

L’Inter parte bene ed è proprio Forlan il più attivo. Il Cacha si mette in mostra con alcune buone giocate ed un paio di conclusioni da fuori che però non impensieriscono più di tanto il portiere avversario. Al 16′ l’Inter ha l’occasione di passare in vantaggio: su cross di Milito dalla destra Forlan calcia di destro al volo, ma Carrizo non si fa sorprendere e respinge la conclusione. Passano quattro minuti e, come accaduto anche col Bologna, il Catania al primo vero affondo va in vantaggio. Gomez scatta sul filo del fuorigioco e, dopo aver evitato il tentativo di recupero di Nagatomo, batte Julio Cesar con una conclusione imparabile sul secondo palo. L’Inter accusa il colpo e sembra crollare soprattutto a livello psicologico. La squadra ha paura e ripiomba nell’incubo dal quale stava faticosamente cercando di uscire. Il Catania  fa la partita e sembra averla in pugno. Al 38′ arriva il raddoppio dei siciliani. Lancio per Marchese che, in netta posizione di fuorigioco non rilevata dal guardalinee, dalla sinistra serve Izco che a porta vuota spinge il pallone in rete, nonostante il disperato rinvio di Nagatomo giunto però con la palla ormai  al di la della fatidica linea bianca. Tutto gira storto e anche gli episodi arbitrali non ci sono favorevoli. Ad altre squadre, chissà come mai, certe cose accadono ma a favore. Finisce così il primo tempo, con i rossoazzurri in vantaggio di due gol.

Nell’intervallo Ranieri sostituisce Faraoni con Senijder, passando ad uno spregiudicato 4-2-3-1. La sostituzione però non sortisce gli effetti sperati e addirittura sono ancora gli uomini di Montella a sfiorare per ben tre volte la terza segnatura. Al 16′ doppio cambio nelle file interiste: fuori gli spenti Cambiasso e Palombo, dentro Obi e Poli. Le sostituzioni danno gli effetti sperati e, pur non entusiasmando ne creando gran che, la squadra riesce ad essere più dinamica. Il Catania abbassa il ritmo e si ritrae un po’, lasciando spazio ai nostri attacchi. Al 26′ finalmente si spezza la maledizione. Forlan prende palla sulla sinistra e dopo un paio di finte scarica in porta. Carrizo non è impeccabile e la palla si infila in rete. E’ l’episodio della svolta tanto atteso, quello che può dare la scossa e cambiare le cose . Ed infatti i ragazzi ora ci credono e  nove minuti dopo arriva il gol del pari. Forlan serve Milito che appena entrato in area  scarica un destro incrociato terrificante che si insacca sotto la traversa. 2-2 e palla al centro. Mancano solo dieci minuti alla fine ma di emozioni ce ne saranno ancora tante. Capovolgimenti di fronte continui, con le squadre ormai lunghe, entrambe alla ricerca del colpo del KO. A sfiorarlo per primo è il Catania, ma la il tiro del nuovo entrato Seymour è debole e Julio Cesar può bloccare. Al 45′ su assist di Obi è Pazzini ad avere la palla buona, ma la sua conclusione ravvicinata (dopo uno stop un po’ sospetto con il braccio) è respinta di piede da Carrizo. Il forcing interista continua, ma lo sforzo finale produce solo due corner. Termina  così una serata folle e io sto ancora cercando di dare una risposta alla domanda iniziale.

 

scritto da il 23 febbraio 2012 alle 0:17

O.Marsiglia-Inter 1-0

Commentare una partita come quella di stasera mi risulta molto difficile. Al Velodrome si sono viste due squadre modeste, che hanno giocato innanzitutto per non prenderle. Spettacolo mediocre, con pochissime occasioni da gol da entrambe le parti.
Ranieri sorprende tutti, con una formazione del tutto inaspettata. In difesa davanti a Julio Cesar i centrali sono Lucio ed il rientrante Samuel, con Chivu e Maicon sulle fasce. A centrocampo il trittico dei senatori  Zanetti, Cambiasso e Stankovic, Senider in posizione di trequartista, mentre le due punte sono Forlan e Zarate.
Nel primo tempo il Marsiglia di fatto non ha mai tirato in porta, mentre sull’altro fronte si registravano  solo un paio di opportunità, la più ghiotta delle quali capitata sui piedi di Forlan; la conclusione da dentro l’area del numero nove nerazzurro però veniva deviata in corner dall’estremo difensore francese. Da segnalare anche una debole e innocua conclusione di Zarate imbeccato da Cambiasso (uno dei migliori stasera).
Nella ripresa le uniche emozioni arrivavano sugli sviluppi di calci piazzati, senza che però nessuna delle due squadre riuscisse a concretizzare. Le due compagini infatti sembravano accontentarsi dello 0-0, come anche i cambi decisi dai due allenatori facevano presagire. Questo almeno sino al 93’, quando sugli sviluppi di un corner, Ayew trovava il colpo di testa vincente.
Un periodo nero, nerissimo, dove tutto gira storto.

P.S.: Prendere gol nell’ultimo minuto di recupero denota quanto siamo sfortunati in questo momento. Al 93′ non hai neanche il tempo materiale per ritirare la squadra dal campo.

scritto da il 18 febbraio 2012 alle 10:00

Inter-Bologna 0-3

Con Antonino!

Rimessa laterale in favore del Bologna, Lucio sbaglia l’anticipo e Ramirez dalla sinistra mette al centro; dopo un maldestro tentativo di rinvio di Zanetti la palla giunge a Perez che prima finta il tiro e poi serve dentro l’area  Di Vaio che, nonostante i disperati tentativi di recupero in scivolata di Nagatomo e Ranocchia, insacca il gol del vantaggio rossoblu. Neanche un minuto dopo, su un lancio da cinquanta metri per il solito Di Vaio, Ranocchia sbaglia il controllo consegnando la sfera al centravanti felsineo che non ha difficoltà a battere per la seconda volta Julio Cesar. Siamo appena al 38° minuto, ma di fatto la partita è già finita. Eppure sino a quel momento, pur non entusiasmando, era stata l’Inter a fare la gara, senza correre alcun rischio e riuscendo addirittura a creare due nitide occasioni da gol. Al 17’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Sneijder, l’incornata a botta sicura di Maicon veniva respinta con un piede da Gillet. Al 30’ era di nuovo l’estremo difensore bolognese ad opporsi in uscita bassa alla conclusione di Forlan, scattato verso la porta dopo un mezzo pasticcio della difesa avversaria. Questo l’ultimo acuto prima di capitolare due volte nel giro di sessanta seconti. Si arriva così all’intervallo e, come a Roma, siamo sotto di due gol.

Al rientro in campo, a differenza di quanto accaduto nel match dell’Olimpico, si registra quantomeno un piccolo sussulto d’orgoglio. La squadra prova a scuotersi, ma non riesce a trovare il bandolo della matassa, attaccando in maniera disordinata. I tentativi, più che a manovre corali, sono affidati alle giocate dei singoli, con la conseguenza di risultare inefficaci.  Il Bologna invece si difende bene, rintanandosi nella propria area di rigore per poi ripartire rapidamente in contropiede. In tutto questo l’Inter riesce anche a creare altre due occasionil. Al 59’ Forlan avrebbe la palla per riaprire l’icontro, ma la sua conclusione dal limite dell’area piccola è troppo debole e Gillet può bloccare a terra. Pochi minuti dopo, sugli sviluppi di un calcio di punizione, è di nuovo l’estremo difensore bolognese a deviare in angolo l’incornata di Ranocchia. Sarà questo l’ultimo sussulto del match sulla sponda nerazzurra. Nonostante le sostituzioni  infatti (fuori Forlan e Faraoni, dentro Castaignos e Poli) l’Inter non si renderà più pericolosa e all’ 85°, sull’ennesima azione di contropiede, Acquafresca, subentrato a Di Vaio, mette a segno il gol del definitivo 0-3.

L’impressione avuta ieri sera è quella di una squadra nettamente in difficoltà, prigioniera dei propri limiti non solo tecnici e tattici, ma anche mentali. Le disattenzioni di Lucio e Ranocchia, gli errori sottoporta di Forlan, il nervosismo di Sneijder, sono tutti sintomi inequivocabili. Dopo un inizio di stagione disastroso, l’arrivo di Ranieri e il filotto di risultati positivi sembravano aver ridato linfa vitale al gruppo. Quantomeno, pur persistendo degli innegabili problemi strutturali, c’era stata la netta impressione di poterli attutire andando in campo con concentrazione, grinta, cuore. E’ soprattutto con queste qualità che i ragazzi hanno risalito la china, riuscendo addirittura a mettere sulla torta la ciliegina della vittoria nel derby. A mio avviso è questo l’aspetto su cui si deve lavorare adesso, in attesa di un segnale forte per il futuro.

Per ultimo, da scaramantico quale sono, concedetemelo: giocare in anticipo al venerdì storicamente non ci porta fortuna. Magari se ne potrebbe tener conto, soprattutto se come ieri l’anticipo cade proprio di venerdì 17, nel mese di febbraio di un anno bisestile.

Comunque sia, nonostante tutto, amala!


scritto da il 5 febbraio 2012 alle 19:00

Roma-Inter 4-0

Inesistente, impalpabile. Con queste due parole si può riassumere l’Inter vista oggi a Roma. La squadra di fatto non è mai stata in partita, se non per una decina di minuti nella parte centrale del primo tempo. Poco da dire, il risultato è giustissimo e arriva più per nostri demeriti che per la prestazione offerta dai giallorossi. Squadra bassa ad aspettare ma in balia degli gli avversari, incapace di recuperare palla e ripartire, come aveva fatto invece perfettamente nella partita col Milan di appena due settimane fa. Sono apparse nette le difficoltà sia in fase difensiva che offensiva e le  quattro occasioni concesse nei primi dieci minuti di gioco stanno li a dimostrarlo. E questo nonostante una mediana di sostanza, che sulla carta avrebbe dovuto garantire più solidità e copertura. Le punte sono apparse troppo isolate e l’assenza di un giocatore capace di fare da raccordo tra centrocampo e attacco si è fatta sentire pesantemente. Sicuramnte il gol di Juan dopo solo 12’ ha spianato la strada ai giallorossi, ma lo è altrettanto che sino a quel momento solo la bravura di Julio Cesar aveva evitato la capitolazione. Neanche dopo lo svantaggio la squadra è riuscita a scuotersi, rimanendo in una sorta di torpore e vivacchiando sino alla mezz’ora, quando finalmente i ragazzi sono riusciti a creare un minimo di gioco. E proprio nel momento in cui si intravedevano timidi segni di risveglio, il gol di Borini in contropiede al 41’ ha chiuso di fatto l’incontro.
Nell’intevallo fuori Cordoba per Samuel (costretto ad uscire per un affaticamento muscolare) e Poli per Pazzini. Quest’ultimo cambio ha lasciato tutti piuttosto perplessi e personalmente l’ho interpretato più come il tentativo di limitare i danni, piuttosto che  di cambiare il volto di una squadra apparsa in netta difficoltà. Tentativo peraltro fallito dopo appena 3 minuti, quando Borini ha chiuso definitivamente il discorso mettendo a segno la rete del 3-0. Da li all’89’, minuto in cui Bojan ha siglato il gol deldefinitivo 4-0, la partita è scivolata via senza episodi degni di nota, se si esclude l’ingresso in campo di Faraoni al posto di  Maicon.
Trovare il lato positivo oggi è veramente difficile. L’unica nota lieta della giornata è che se Sparta piange Atene non ride, visto che nessuna delle quattro squadre che ci precedono è riuscita a raccogliere bottino pieno, lasciando di fatto invariata la situazione in classifica. Se si vuol ambire a qualcosa di più dell’attuale quinto posto bisognerà invertire subito il trend negativo che ha visto l’Inter raccogliere un misero punticino nelle ultime tre partite. E proprio alla luce dei risultati delle dirette concorrenti,  non potendo assolutamente recriminare per la sconfitta di oggi, pensare ai punti lasciati per strada con Lecce e Palermo fa ancora più male.
L’imperativo adesso è quello di ritrovarsi e sfruttare al meglio il doppio turno casalingo con Novara e Bologna, magari recuperando più velocemente possibile tutti gli infortunati. Sneijder, Alvarez, Stankovic, Samuel e il nuovo arrivato Guarin, sono giocatori di cui oggi l’Inter ha dimostrato di non poter proprio fare a meno. Iniziare ad handicap è sempre difficilissimo e, come abbiamo visto anche l’anno scorso, prima o poi si paga dazio. Rialzarsi e ripartire: lo abbiamo già fatto e lo rifaremo.

scritto da il 21 dicembre 2011 alle 23:50

Inter-Lecce 4-1

Il calcio non è una scienza esatta e infatti ciò che è accaduto stasera  a San Siro nei primi quarantacinque minuti ne è la dimostrazione. Ranieri cambia ancora e in difesa, davanti a Julio Cesar, schiera il rientrante Lucio a fianco di Samuel con Maicon e Nagatomo esterni. In mediana la diga centrale è composta da Motta e Zanetti mentre sulle fasce ci sono Faraoni e Alvarez. In attacco si rivede Forlan con Pazzini.

Nei primi venti minuti è l’Inter a fare la partita, senza però trovare la via del gol, nonostante alcuni buoni spunti di Alvarez ed un paio di conclusioni fuori bersaglio. Il Lecce pensa solo a difendere ed incredibilmente trova il gol del vantaggio al primo tentativo. Giacomazzi recupera palla a centrocampo e lancia Murriel che entrato in area riesce a trovare lo spiraglio giusto per battere Julio Cesar. La formazione nerazzurra non ci sta e reagisce subito. Forlan controlla e conclude dal limite, ma la palla deviata dall’estremo difensore leccese sbatte sul palo ed esce. Passano pochi minuti e, su uno splendido cross di Maicon dalla destra, Pazzini gira di testa a rete, ma la sfera si stampa sulla traversa. Altro tentativo, altro legno: sugli sviluppi di un calcio di punizione guadagnato da Faraoni, Maicon crossa al centro e Samuel colpisce di testa il terzo palo della serata. Il forcing continua e Zanetti conclude di poco alto dal limite. Sull’azione successiva il cross di Pazzini per Forlan è perfetto, ma l’incornata del numero 9 nerazzurro deviata da Oddo si infrange sull’incrocio dei pali prima di uscire. Quarto palo nel giro di dieci minuti! Incredibile! Al 33’ arriva finalmente il  meritatissimo gol del pari: ennesimo cross dalla destra di Maicon e Pazzini, diventato papà da poche ore (benvenuto Tommaso!),  è bravissimo ad anticipare l’estremo difensore leccese per l’1-1. L’arrembaggio continua senza però produrre i risultati sperate e il primo tempo si conclude così sull’1-1.

A inizio ripresa Ranieri effettua subito un fortunatissimo doppio cambio: escono Forlan e Faraoni ed entrano Cambiasso e Milito. Dopo una manciata di minuti Alvarez recupera palla a centrocampo e verticalizza subito per il numero 22 interista, che appena entrato in area infila in rete il pallone del meritato vantaggio. A questo punto il Lecce è costretto a scoprirsi e Cosmi inserisce Corvia nel tentativo di trovare il gol del pari. Proprio sui piedi del nuovo entrato capitano due ottime opportunità per pareggiare, entrambe scaturite da  palloni persi malamente a centrocampo dai nostri. Nella prima occasione Julio Cesar, ancora una volta, è bravissimo a disinnescare la conclusione, mentre nella seconda l’attaccante giallorosso calcia di poco alto da buona posizione. Scampato il pericolo l’Inter riprende ad attaccare alla ricerca del gol della sicurezza. Da una bellissima azione personale di Nagatomo in versione Alberto Tomba nasce il gol di Cambiasso che, sottomisura, trasforma l’assist del giapponese per il 3-1. Partita in ghiaccio, con Ranieri che effettua il terzo e ultimo cambio: fuori Pazzini e dentro Obi per rinforzare gli ormeggi.  Il match scivola via e ad una decina di minuti dal termine, ancora su assist di Nagatomo, è Alvarez, afflitto da un piccolo problema fisico, ad infilare per la quarta volta la porta leccese. Si chiude l’anno con una buona prova, una bella vittoria e altri tre punti pesanti.