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scritto da errek il 19 agosto 2011 alle 16:35
È difficile comprendere il senso delle ripetute richieste d’incontro che il signor Diego Della Valle, azionista di riferimento di ACF Fiorentina, avanza: la questione non è un fatto privato, da decidere facendo quattro chiacchiere intorno a un tavolo. È questione già decisa dagli organi istituzionalmente competenti e proprio il doveroso rispetto degli ambiti istituzionali consiglia a tutti di attenersi a quelle decisioni, come si conviene in un Paese civile, che non sostituisce chiacchiere fra privati ai giudizi delle Autorità preposte.
Né l’Inter né il sottoscritto hanno intenzione di modificare questo atteggiamento, che non è dettato dal timore di alcunché, ma dalla sempre ribadita serena fiducia nel sistema delle istituzioni, tanto di quelle sportive quanto dell’Autorità Giudiziaria. Ogni diverso luogo di confronto non soltanto sarebbe del tutto non appropriato, ma addirittura irriguardoso rispetto ai giudizi già pronunciati e a quelli che dovranno esserlo.
Tali continue richieste altro non fanno che cercar di tener aperta, esasperandola inutilmente, una questione che ha già trovato conclusiva risposta proprio nelle sentenze che sembrano non piacere al signor Della Valle, ovviamente sensibile anche a quelle future.
A tali decisioni, proprie degli organi istituzionali, l’Inter e il sottoscritto intendono attenersi, confidando che ciò valga a por fine a richieste che appaiono strumentali e alle quali non verrà dato ulteriore seguito.
Massimo Moratti
Presidente F.C. Internazionale
scritto da errek il 23 luglio 2011 alle 14:53
Gent/mo sig. Della Valle
innanzitutto una premessa perché ritengo importante definire i ruoli: per la Giustizia Sportiva lei è un pregiudicato. Lo è lei e lo è suo fratello. E’ stato condannato dopo 4 gradi di giudizio a 8 mesi (contro i 3 anni e 9 mesi nella sentenza della Corte Federale), mentre suo fratello Andrea ha subito la condanna a 1 anno e 1 mese (contro i 3 anni nella sentenza della Corte Federale).
Le richieste del Procuratore Federale Palazzi (quello sulla cui recente relazione si fondano le sue proposte di pacificazione) erano state diverse, ricorda? Le rinfresco io la memoria:
Diego Della Valle (proprietario Fiorentina): 5 anni con proposta di radiazione.
Andrea Della Valle (presidente Fiorentina): 5 anni con proposta di radiazione.
Fiorentina: retrocessione in serie B e 15 punti di penalizzazione
(http://it.wikipedia.org/wiki/Calciopoli)
Detto questo, giusto per sottolineare il fatto che lei non ha statura morale per chiedere nulla a nessuno e tanto meno a Massimo Moratti, presidente dell’Inter, rispondo ad alcune delle sue considerazioni:
Come già proposto dalla ACF Fiorentina qualche giorno fa, anch´io personalmente ritengo che sia indispensabile aprire un tavolo pacificatore per chiudere una volta per tutte la vicenda di Calciopoli (vicenda che alla luce di quanto è emerso va riconsiderata e riscritta in altro modo).
Calciopoli è già chiusa: è stata chiusa quando le sentenze sono diventate definitive e quando le pene sono state scontate. A parte che i tavoli pacificatori li aprono quelli che hanno da perdonare, non già quelli che devono essere perdonati.
Spero che mai Massimo Moratti accetti di sedere a un tavolo che vedrebbe, tra gli altri, Silvio Berlusconi, Lei, il giovane Agnelli, il presidente Lotito, per trattare una pacificazione.
Noi non vogliamo pacificazioni con nessuno di coloro che sono stati inquisiti e condannati per averci rubato scudetti, punti, gioie e soddisfazioni. Anzi se vuole saperlo siamo ancora indignati e le pene inflitte le giudichiamo blande e non proporzionate ai danni che ci avete inferto. Quel “ci” è riferito non solo ai tifosi dell’Inter ma a tutti i veri sportivi che seguono il campionato di calcio italiano.
Lei, da pregiudicato, pretenderebbe di aprire un tavolo pacificatore accusando chi non è stato neppure rinviato a giudizio di essere stato trattato in modo differente da come è stato trattato lei?
Beh, sa una cosa? Anche io sono stato trattato in modo differente da come è stato trattato (faccio un nome a caso) Calisto Tanzi. Ma ci sarà un motivo, lei che ne dice?
Non ci si può celare dietro silenzi inspiegabili da parte di alcuni protagonisti di questa vicenda, o nascondersi dietro cavilli giuridici come hanno fatto altri.
Lei considera cavilli giuridici l’improcedibilità per sopraggiunta morte dell’imputato o per prescrizione di un reato e comunque l’impossibilità per una persona accusata di difendersi?
Suvvia, lei fa l’imprenditore, quante volte i suoi consulenti e collaboratori hanno usufruito di questi cavilli giuridici nella gestione della sua azienda? Suvvia, siamo uomini di mondo. A quanti tavoli di pacificazione ha partecipato dopo avere usufruito di questi privilegi?
Bisogna dare delle spiegazioni chiare, sincere e leali a tutti i tifosi di tutti i club coinvolti per permettere loro di capire cosa è veramente successo, spiegando tutto senza opportunismi, tatticismi e strategie mediatiche che in alcuni casi sono state di totale cattivo gusto, volendosi riparare dietro persone eccellenti che purtroppo non ci sono più.
Sul “persone eccellenti che adesso non ci sono più”, concordiamo perfettamente. Noi però saremmo più completi e aggiungeremmo che, purtroppo, alcune persone non eccellenti ancora ci sono e si occupano di calcio. In ogni caso il nome di Giacinto Facchetti lo può scrivere liberamente; non deve (non dovrebbe) usare circonlocuzioni verbali per identificarlo.
Solo chi come noi è stato vittima di un processo sportivo frettoloso rappezzato ed ingiusto può capire quanto sia difficile affrontare in prima persona queste questioni,
Qui dovrebbe rivedere il suo affrettato (quello sì) giudizio. In una nazione dove il maggior problema della giustizia è l’enorme durata dei processi, lei protesta perché il suo processo è durato un tempo ragionevole? Perché hanno fatto presto? Su, sia serio!
ma quando si è leader di un gruppo si devono assumere in prima persona tutte le responsabilità, mettendoci la propria faccia e la propria dignità.
Anche su questo concordiamo, ma per metterci la dignità bisogna che questa sia rimasta nel bagaglio di certe persone.
E´ questo che tutte le persone coinvolte in questa vicenda devono fare per tentare di pacificare gli animi e gli umori dei tifosi.
Ecco, bravo: Massimo Moratti non è coinvolto. Lo ha stabilito anche Palazzi nella sua relazione. Fatela tra di voi pregiudicati la pacificazione. Noi, il nostro Presidente in particolare, è già in pace con tutti, in particolar modo con la sua coscienza!
Ma ancora di più va fatto per non togliere ai tifosi, che sono anche dei cittadini, la fiducia nelle istituzioni e nella giustizia vera. E´ ora che ognuno tiri fuori il coraggio e difenda, ancor più se è sicuro del suo operato, i suoi valori ed i suoi colori senza paura e senza nessuna ambiguità.
Ribadisco: lei è già stato condannato, siamo noi che siamo sicuri del suo operato affatto conforme alla legge sportiva.
Con questo spirito costruttivo chiedo a Massimo Moratti di sedersi pubblicamente intorno ad un tavolo insieme a me per cercare di spiegare ai tanti che vogliono sapere cosa sia veramente accaduto allora, perché i destini di due società amiche come le nostre, che condividevano gli stessi principi e gli stessi valori, abbiano avuto trattamenti diversi e destini diversi.
E’ lei, se vuole e se ha ancora credito presso i tifosi della Fiorentina, che deve spiegare queste cose. Per quanto riguarda i principi, mi pare evidente che non fossero proprio gli stessi, esattamente come le amicizie frequentate da lei e da suo fratello erano diverse da quelle frequentate dal Presidente dell’Inter.
E sarebbe per me, e non solo per me, sicuramente importante sapere cosa Moratti pensa di quello che abbiamo dovuto subire ingiustamente.
Io penso che Moratti pensi quello che penso io: l’ingiustizia, se c’è stata, riguarda soltanto la lievità delle sanzioni e il fatto che si permetta a certi personaggi coinvolti in calciopoli di occuparsi ancora di sport e di calcio in particolare.
Tutto questo servirebbe a riportare tranquillità ad alcune tifoserie e soprattutto a dare fiducia alla gente dimostrando che i valori veri esistono ancora e che nessuna ambiguità o ipocrisia li può cambiare.
Stia tranquillo lei, perché noi tifosi lo siamo perfettamente. E i valori di cui lei parla a vanvera li abbiamo ben presenti negli esempi e nei comportamenti di Giacinto Facchetti.
Spero che Moratti non perda questa occasione perché non è in discussione la reputazione di una società seria come l´Inter, che nulla c´entra con il comportamento degli individui, ma è in discussione la sua reputazione personale.
Infatti non è proprio in discussione, come non lo è quella della Fiorentina. In discussione sono soltanto i suoi comportamenti come risultano dal processo che lei ha subito e nel quale è stato condannato!
Si parla spesso di voler rifondare il calcio riportandolo ai valori veri dello sport; questa potrebbe essere per noi due l´occasione per dare un ottimo contributo a questo obiettivo”.
Non abbiamo nulla da rifondare nel calcio, dobbiamo solo liberarci di alcuni personaggi che lo hanno turbato e che per questo sono stati condannati dalla giustizia sportiva: e lei è fra questi, sig. Della Valle.
scritto da errek il 22 ottobre 2009 alle 11:24
INCHIESTA CALCIOPOLI: LA STORIA DEL “DOSSIER” CHE NON PIACEVA A SKY E LA BUFERA IN ARRIVO SULLA UEFA!
22.10.2009 10:01 di Sabine Bertagna.
Fonte: fcinter1908.it
“Juve: il grande inganno” Kaos edizioni
Sono passati tre anni, ma Calciopoli ancora incombe sul panorama calcistico italiano. La recente smentita di De Santis, Moggi opinionista e presto anche presente al Cda della Juventus sono segnali di un equilibrio di trasparenza precaria, dal quale emergono alleanze mai spezzate. Il 6 febbraio 2006, dopo un Juventus-Udinese che fece gridare alla vergogna, Alessandro Arrighi (giornalista e autore di “Juve: il grande inganno” e “Scudetti col verme”, entrambi editi dalla Kaos) decide di inviare a Inter Channel una lettera di due pagine con il riepilogo dei favori arbitrali concessi alla Juventus e di quelli messi in atto per sfavorire l’Inter. La lettera viene letta in diretta da Roberto Scarpini al Processo di Biscardi e immediatamente citata dai media come un Dossier dell’Inter. Come spiegherà successivamente anche Giacinto Facchetti, non è altro che una richiesta di spiegazioni, dati alla mano, di uno spettacolo calcistico ormai increscioso, e che da lì a tre mesi sfocerà nello scandalo del pallone, che tutti conosciamo come Calciopoli. O che crediamo di conoscere. Alessandro Arrighi ha commentato in una lunga intervista in esclusiva per fcinter1908.it il panorama del calcio di oggi, la sudditanza giornalistica e l’imminente scandalo legato alla Uefa, del quale sentiremo presto parlare (preparatevi: sta per scoppiare un altro bubbone!). Con una dedica speciale a chi nell’onestà e nella trasparenza aveva trovato il suo unico modo di essere: l’indimenticabile Giacinto Facchetti.
Partiamo dalla lettera che lei aveva inviato a Inter Channel dopo un tristemente famoso Juventus-Udinese, quando i favori arbitrali avevano oltrepassato il limite della decenza. Ci può raccontare come è andata e in che modo quella denuncia è diventata un libro?
Dopo quella giornata di campionato ero esasperato dai furti ininterrotti ai danni dell’Inter. In quel campionato tutti i match della Juventus erano stati falsati e non a caso il 60% degli arbitri di allora è stato poi coinvolto nell’inchiesta di Napoli con accuse di associazione a delinquere e frode sportiva. Feci quindi semplicemente un riepilogo degli eventi, giornata per giornata, fino a quel momento e chiesi perché l’Inter non segnalasse le scorrettezze alla magistratura. Questo io lo scrissi quattro mesi prima che poi tutta l’Italia venisse a sapere la verità. Roberto Scarpini lesse un estratto di quelle due pagine al Processo di Biscardi e poi ho saputo che quelle pagine erano state date anche a Giacinto Facchetti. La stampa equivocò il tutto perché non era un dossier dell’Inter, ma un riepilogo documentato molto compatibile con la realtà dei fatti. Il Corriere della Sera parlò di un dossier dell’Inter e Bargiggia a Studio Sport mostrò l’originale del mio fax in diretta. Tra l’altro, sempre nel febbraio 2006, io questa vicenda l’avevo segnalata alla redazione sportiva di Sky (la quale è evidentemente condizionata dal patto di marketing Milan-Juventus stipulato tra Giraudo e Galliani nel 2005) e mi fu detto che la cosa non era di loro interesse. Hanno preso un buco pazzesco: avrebbero potuto anticipare di mesi quello che poi è venuto fuori e invece hanno ignorato completamente la vicenda. A maggio decisi di scrivere un libro, mi rispose la Kaos, che si offrì di pubblicarlo e “Juve: il grande inganno” vendette circa 3.500 copie.
Pochi mesi dopo sarebbe scoppiato lo scandalo Calciopoli. Improvvisamente la stampa ci raccontava di un sistema minuziosamente costruito da Moggi, nel quale si accordava con arbitri e designatori sull’esito delle partite. Ma dove era la stampa durante Calciopoli?
La grande stampa (televisioni, quotidiani sportivi e nazionali) ha occultato il 90% delle notizie fondamentali. Nessuno mai ha pubblicato quello che ha pubblicato l’Espresso, e cioè il rapporto dei carabinieri del nucleo provinciale di Roma, che aveva svolto le indagini su input dei pm di Napoli dal quale si evincono 20 anni di calcio italiano malato e nel quale si parla delle dirigenze e delle proprietà di Milan e di Juventus in termini piuttosto gravi. L’Espresso le ha pubblicate queste cose, ma nessuno le ha lette. Il pubblico non sa niente di tutto ciò. Nel rapporto si parla per esempio dello sconto delle auto Fiat riservato ad arbitri e guardalinee, di Moggi che chiama Lapo Elkann per sbloccare le auto per i fabbisogni della Juventus. Cose confermate anche da Capobianco, ex-dirigente bianconero. E poi ancora dell’accordo di potere Galliani-Carraro-Giraudo-Moggi per controllare il calcio italiano. E di Platini, che chiede la raccomandazione ai fondatori della Gea per essere eletto alla presidenza dell’Uefa. E’ notizia di questi giorni che l’Interpol ha scoperto che la Champions League è più taroccata del campionato italiano di Moggiopoli, con 40 partite sotto indagine. Quindi anche l’arbitraggio di ieri e in generale delle ultime partite dei nerazzurri in Europa potrebbe essere conseguenza di un sistema manovrato. A novembre verrà pubblicato il rapporto di questa indagine, che dura da tre anni, e della quale ha parlato solo il Mattino. Questo per dare un’idea del livello d’informazione. Non è venuto fuori neanche il 4% di quello che i carabinieri avevano scoperto. I giornalisti prendevano il premio scudetto dalla Juve. Se la Juventus vinceva lo scudetto pagava anche i giornalisti amici a fine campionato. E poi smentiamo una volta per tutte la grandissima balla delle presunte intercettazioni della Telecom e del presunto coinvolgimento dell’Inter. I pm di Napoli hanno risposto che le intercettazioni le hanno condotte i carabinieri e i pm Beatrice e Narducci. C’è stata poi un’indagine di due anni su Telecom che ha escluso in via preliminare qualsiasi coinvolgimento di Tronchetti Provera e di Carlo Buora per quanto riguarda le famose intercettazioni illegittime della Telecom. L’Inter ha querelato recentemente Bergamo, ma nessun giornale ha aggiunto la considerazione che questa storia era già stata vagliata e risolta dai magistrati. L’Inter in questa vicenda non ha avuto nessun tipo di coinvolgimento.
Mourinho, appena arrivato in Italia, ha inquadrato immediatamente due problematiche del calcio italiano: la prostituzione intellettuale e il conflitto d’interessi. Nel suo libro si parla molto dell’asse Juventus-Milan. Ora dopo Calciopoli come si è ridisegnato?
Che cosa è successo dopo Calciopoli? Nulla. La dimostrazione classica è il trofeo Berlusconi, l’unico trofeo al mondo giocato da soltanto due squadre, che è nato nel segno di Telepiù in seguito diventato Sky, con gli stessi dipendenti e con la stessa dirigenza. Il patto di marketing tra Juventus e Milan è tuttora esistente, anche la santa alleanza stipulata da Galliani e Giraudo non è stata infranta. Sempre per rimanere in tema di conflitto d’interessi, Galliani è stato già eletto presidente della neonata Lega di A, ora separata da quella di B.
Come è nata la dedica speciale a Giacinto Facchetti?
La cosa più significativo è che il mio libro è andato in stampa drammaticamente il giorno in cui Giacinto Facchetti è morto. Ho appreso la mattina in cui dovevano stampare il libro, che era venuto a mancare, ho telefonato alla Kaos e siamo riusciti a inserire la dedica in prima pagina a Giacinto. In seguito sono stato contattato dal figlio Gianfelice, che mi ha detto di aver letto il libro e di considerarlo come il proseguimento del lavoro di mio padre. Mi è stato vicino anche nella presentazione del libro.
Che cosa ne pensa dell’uscita di De Santis? Ritiene che la stampa gli abbia dato il giusto peso?
Penso che De Santis l’abbia fatto perché la vicenda gli sarebbe costata qualche milione di euro di danno e sarebbe stato sul lastrico. Se c’era una figura corretta quella era sicuramente Facchetti. Avendo mentito e non potendo provare nessuna delle sue accuse per non rovinarsi ulteriormente la vita De Santis è stato costretto a farlo. Come sarà costretto a fare presto Bergamo. Come ha fatto anche Moggi: i disperati cercano di dire quello che facevamo noi, lo facevano tutti.
Che cosa ne pensa della prossima partecipazione di Moggi al Consiglio d’Amministrazione della Juve?
Una cosa tragicomica. Più tragica che comica. Moggi è attualmente imputato in cinque, dico cinque, processi penali a suo carico. Uno a Roma, dove è già stato condannato a 18 mesi di reclusione per illecita concorrenza tramite minaccia e violenza, uno per falso in bilancio, falsa fatturazione, illecita iscrizione ai campionati di serie A, plusvalenze a Torino per la gestione della Juventus (processo sul quale la Figc chiude entrambi gli occhi altrimenti la Juve dovrebbe essere nuovamente processata e retrocessa), un processo a Roma per diffamazione aggravata ai danni dell’Inter e di Facchetti, un processo di Napoli associazione a delinquere e frode sportiva. 5 processi, e una persona già condannata, processata e radiata a livello sportivo diventa opinionista, viene ospitata in trasmissioni; Italia 7 Gold gli ha fatto ora un lauto contratto come ospite fisso della trasmissione sportiva. E presto si presenterà come grande dispensatore di verità al Cda della Juventus. Ricordiamoci che l’avvocato della Juventus Zacconi aveva detto nel 2006 che carte alla mano erano da serie C. Questo in sede di Cda.
Gli errori arbitrali commessi negli ultimi anni sono imputabili a qualche sistema?
Non sono imputabili ad un sistema. Resta il fatto che Juventus e Milan hanno sistematici favori arbitrali in tutte le partite, occultati in maniera vergognosa dai giornali e dalle trasmissioni sportive. Come i torti, che subisce l’Inter e che vengono sistematicamente fatti sparire dalle moviole domenicali. Parlerei del conflitto di interessi e del fatto che Juventus e Milan controllano il 95% della stampa sportiva italiana. Questo induce gli arbitri a non sbagliare per non essere massacrati il giorno dopo. E induce gli stessi a sbagliare molto piacevolmente contro l’Inter perché sanno che i loro errori non verranno mai fatti vedere. In questo modo gli arbitri fanno anche carriera internazionale. Pensiamo ad Orsato per esempio. In Cagliari-Inter: espulsione di Mourinho, rigore non dato a Stankovic, rigore dato contro, con Maicon che non sfiora il cagliaritano. Non a caso Orsato quando ha arbitrato l’Inter ha sempre fatto di tutto per non farlo vincere. Lui è uno dei papabili per l’arbitraggio internazionale. Questo mi sembra un segnale molto significativo per capire chi comanda ancora oggi.
RINGRAZIAMO LA GRANDE DISPONIBILITA’ DI ALESSANDRO ARRIGHI!
scritto da errek il 31 maggio 2009 alle 16:00
GRAZIE LUIS!
Commenti (19)
scritto da errek il 10 aprile 2009 alle 9:09
Non crediamo alla saudade: la verità è che ha la sbornia triste.
Certamente, dobbiamo salvaguardare l’uomo.
Tutto sta ad intendersi su quel plurale usato dal Mou.
Concordiamo perfettamente: dovete salvaguardare l’uomo. A noi non interessa! Anzi, per usare un termine uncorrectly, non ce ne frega un cazzo.
Noi siamo abituati a guadagnarcela la vita. Non abbiamo avuto le opportunità che ha avuto il ragazzo.
Inutile stare qui a ricordare tutto quello che è successo da quando giocava nel Parma ad oggi.
Per chi guadagna tutti quei soldi (Mou, il Mancio, Julio Cesar, Moratti), è facile pensare che il suo compito è salvaguardare l’uomo. Per noi no: bisogna salvaguardare l’Inter, il ruolo di punta che lui ricopriva.
Abbiamo la soluzione in casa?
Va bene per l’anno prossimo?
Dobbiamo sostituirlo con qualcuno?
Una promessa o un attaccante già affermato?
Sono questi i problemi nostri.
Noi viviamo di scudetti, non di soldi.
Si dice che non esistono bandiere. E’ inesatto, la verità è che noi non vogliamo più bandiere. Vogliamo vittorie.
Siamo stati tristi anche noi per tanti anni (tantissimi) e non si hanno notizie di tifosi Interisti dediti all’alcol per la delusione. Forse ci sarà stato pure qualcuno, ma nessuno si è preoccupato di salvaguardare l’uomo prima del tifoso.
Perciò non ce ne frega nulla.
Adriano, resta lì dove sei. Qui dai fastidio. Cura la tua tristezza, noi la nostra l’abbiamo già curata e ne siamo venuti fuori, a secco. Grazie a Roberto Mancini soprattutto! E a chi l’ha sostituito!
E non sentiamo nemmeno il bisogno di ringraziarti!
Commenti (105)
scritto da errek il 14 dicembre 2008 alle 16:57
scritto da errek il 27 novembre 2008 alle 14:50
MOURINHO, INTER E’ ANDATA MALE, MALE, MALE
Milano, 26 nov. – (Adnkronos) – ”Male, male, male”. Jose’ Mourinho boccia la sua Inter. I nerazzurri, sconfitti in casa dal Panathinaikos per 1-0, si sono comunque qualificati agli ottavi di finale di Champions League. ”Va bene la classifica, ma se devo pensare solo alla partita di stasera… male, male, male”, dice il tecnico portoghese ai microfoni di Sky Sport.
MORATTI, BICCHIERE MEZZO PIENO MA RESTA BRUTTA FIGURA
Milano, 27 nov. - (Adnkronos) – “Il bicchiere e’ mezzo pieno, ma resta la brutta figura”. Massimo Moratti non usa giri di parole per descrivere la situazione dopo il ko interno dell’Inter contro il Panathinaikos. I nerazzurri nonostante tutto hanno ottenuto la qualificazione per gli ottavi di Champions League, ma Moratti non e’ soddisfatto. “Il bicchiere e’ mezzo pieno per il fatto della qualificazione, che e’ molto importante -premette Moratti rispondendo alle domande dei giornalisti davanti agli uffici della Saras-. Non e’ dovuta a noi, ma al risultato delle altre squadre. Ci tranquillizza un po’. Sotto il profilo della soddisfazione ovviamente non c’e’. Resta la brutta figura da parte della squadra per aver perso questa partita. Anche se devo dire che, al di la’ di tutte le scuse psicologiche, di non motivazione e tutte le cose che si vogliono trovare, in realta’ il Panathinaikos ha giocato bene e in maniera intelligente, in una partita difficile”. Mourinho ha criticato l’atteggiamento della squadra ma ha fatto anche ‘mea culpa’. Un comportamento che e’ piaciuto a Moratti: “Io ho sentito che ha criticato anche se stesso. Ha criticato la maniera nella quale e’ stata affrontata la partita. E’ stato molto bravo nel fare questa analisi e nel giudicare l’andamento di questa partita. E’ stato molto umile e professionale. Ho visto i giocatori dopo la gara ed erano sinceramente molto dispiaciuti. Credo che a volte certe lezioni servano”. Per Moratti, comunque, gli esami veri in Europa devono ancora cominciare: “Il momento di crescita e’ quello delle partite secche. Nella fase a gironi ti puoi concedere qualche errore”.
Commenti (89)
scritto da errek il 26 novembre 2008 alle 10:27
Ci mancava lo spunto per un nuovo post. Almeno mi mancava.
Sì, è vero, stasera c’è la partita di Champions League col Panathinaikos, ma l’aria che si respira è quella di un’amichevole di poca importanza.
E’ un guaio questo, lo so bene.
E lo sa anche Mourinho che è alle prese con questo problema: correre il rischio di ritrovarsi in campo una decina di atleti demotivati e rilassati.
Ma lui sa come e cosa fare.
Noi da parte nostra aspettiamo con curiosità di vedere delle conferme e delle novità.
Potremmo fare decine di ipotesi ma il Mou saprebbe smentirci immediatamente. Non ci resta che aspettare.
Noi in particolare siamo restii a tranciare giudizi definitivi, a pretendere un modulo piuttosto che un altro, a chiedere per forza in campo la presenza di qualcuno o a volere l’esonero di qualcun altro e il ritorno di persone che abbiamo e che continuiamo ad amare in modo viscerale.
Dicevo che ci mancava lo spunto; ebbene ce lo danno alcuni amici, tifosi della seconda squadra di calcio di Milano che hanno deciso di frequentare il nostro cafèblog.
Loro avrebbero dovuto sapere che quello è uno spazio a rischio.
E se si sono illusi di poterlo frequentare impunemente per evitarsi lo squallore intellettuale del loro MR, non è colpa di nessuno tranne che di loro stessi.
A nessuno è dato di chiedere spiegazioni su quello che io e gli altri amici diciamo, o meglio scriviamo nello spazio che noi ci siamo costruito.
Se io scherzo o dico sul serio sta a chi legge capirlo. Se ci riesce.
Offese? Forse sì. Ma forse che intertriste non è una offesa? E non è riferita a una categoria (razza) di persone: quelle interiste?
E piagnoni, perdenti, sfigati cosa sono?
E non da tre anni, da secoli. dal tempo dei tempi.
E ora invece tocca a voi. Tocca a voi essere offesi. Tocca a voi sentire quanto insulsi siete coi vostri piagnistei e le vostre lamentele. Tocca a voi sentirvi addosso il disprezzo di quelli che avete disprezzato. Specialmente quando quelli hanno scoperto come erano nate le vittorie che vi facevano credere di essere i più forti di tutti!
Per quanto mi riguarda:
-detesto i fascisti perchè essere fascista dopo aver saputo cosa ha prodotto il fascismo dalle leggi razziali alle purghe di olio di ricino, alla mortificazione della persona di chi non era d’accordo con le loro idee, vuol dire non avere capito assolutamente nulla.
-detesto i comunisti perchè essere comunista dopo aver saputo quanti morti ha prodotto il comunismo nel mondo in nome dell’uguaglianza (e basterebbe solo questo) e quanti danni ha fatto in nome della liberà significa non avere capito assolutamente nulla.
-detesto i nazisti perchè dopo aver saputo cosa hanno fatto (e per carità non elenco i crimini e le atrocità che hanno caratterizzato quel regime) significa non aver capito assolutamente nulla.
-detesto i milanisti e gli juventini perchè dopo aver saputo come le loro squadre hanno ottenuto i successi di cui andavano fieri, come hanno vinto scudetti, coppe e tornei, quali interessi e quali poteri venivano coinvolti per condizionare arbitri, guardalinee e istituzioni sportive, essere milanisti o juventini, significa non aver capito assolutamente nulla.
Il tutto con le dovute proporzioni, naturalmente.
Lo chiarisco perchè il nostro blog è frequentato da quella gentaglia lì che non capisce mai una sega, nè quando scherzi, nè quando parli sul serio, nè quando li offendi veramente, nè quando…oh insomma così è se vi sta bene, se no andate a cagare!
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scritto da errek il 19 novembre 2008 alle 11:58
Una trattoria come ce ne sono tante a Napoli.
Un avventore seduto ad un tavolo vicino alla cassa davanti a un boccale di birra in attesa della sua “quattrostagioni” ordinata da qualche minuto.
Quasi tra sè e sè:
“O maronna mia, maronna, ma cumm’aggia fa’, maroonn”
La cassiera (napoletana anch’essa) sente il borbottio e non si trattiene:
“E cher’è, v’è succiess caccos?”
L’avventore che non vedeva l’ora:
“Ehh, mio figlio, mio figlio… mi da qualche pensiero, sapete come sono i ragazzi”
“Capisco, non vuole studiare, o forse le compagnie che frequenta?”
“Ma no, anzi! è ragioniere, diplomato col massimo e lavora pure; solo che….”
“Ricit, c’ha fatt?”
“Vabbuò, mo ve lo dico. Ieri sera è venuto da me e mi ha detto: papà io…. vedi, sai com’è…; insomma… io non me la sento”
“Ma di che figlio mio, nun me fa spantecà…”
“Insomma a me mi piace a juventùs, papà, io nun voglio tifà po Napule!”
“Azz…! ma che stai ricenn? e come t’è venuta sta cosa?; sì asciut pazz?”
“Papà così è, non so. me lo sento dentro; non ci posso fare niente”
“Voi avete capito che guaio?”
“O poveri noi, o munn s’è arrevutat! e voi che gli avete detto” fa la cassiera tutta coinvolta nel dramma dell’uomo.
“E che dovevo dire: “Figlio mio, era meglio se mi davi na coltellata, fa chell ca vuo’; che ti devo dire!
“U gesù gesù, comm se po’ ffa’”
“E non è finita; non sapete il seguito ancora” ricomincia l’uomo.
“E che altro è potuto succedere?”
“Mia figlia, Imma…”
“Ecco: ha fatt qualche guaio? qualche fesseria?”
“No, no. pure essa ha studiato e fa a segretaria, è tanto brava e affettuosa”
“E allora?”
“Stamattina ha saputo che il fratello aveva trovato il coraggio e ha deciso di dirmelo pure lei.”
“Ma cosa? pure lei cosa?”
“S’è fidanzata con un tifoso interista. Ha visto con lui qualche partita e s’è innamorata dei nerazzurri. Mo gira ca figurella e Mourinho int’a borsetta e invece di Imma si fa chiamare Ibbra dagli amici”.
” O povero voi ma tutt’a na vota ve succedono ste cose? Jà magnatevi sta pizza e non ci pensate”
“Non è finita signò”"
“Ancora? Ma siti jut a Lourdes a ve fa benedire?”
“Dovete sapere che io ho adottato un bambino, figlio di una donna, na poveraccia ca faceva “o mestier”, insomma a prostituta, avete capito, che abitava vicino da noi. Quando lei è rimasta incinta voleva abortire ma io e mia moglie l’abbiamo convinta a partorire con la promessa che avremmo adottato il bambino. E così è stato”
“Capisco e questo vi da dei pensieri. Vi fa dannare? E’ nu miezz delinquent?
“Ma no, quando mai. Ha studiato e s’è laureato. E’ ingegnere biomedico e lavora al Policlinico! Piglia nu ddi’e stipendio!”
“E allora che è successo?”
“E’ successo che lui vedendomi disperato è venuto da me per consolarmi dicendo che lui tifava napoli e non avrebbe cambiato mai e poi mai!”
” E chest non vi fa piacere? Che andate trovando?”
” E no, cazzo!” Gli ho detto: No tu non puoi tifare Napoli. Tu si figl’e zoccola e quindi hai a tifà po Milàn!!!!
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scritto da errek il 10 novembre 2008 alle 11:39
Tempi di recupero: siamo ancora fiduciosi!
Quella fiducia che non ci ha abbandonato per tutti i novanta minuti. Sapevamo che avremmo segnato: un’invenzione di Ibra, un inserimento di Cambiasso, una discese delle sue di Maicon, o Cruz!
E Cruz è stato.
Ora possiamo discutere fino a domenica prossima se abbiamo giocato bene o male, meglio delle precedenti o se ci stiamo involvendo. Se il 433 è meglio del 424 o del 4231 anomalo. Era da vincere e abbiamo vinto.
Non è stata una bella partita, ma credo che ci dobbiamo abituare a non vedere molte belle partite con questa Inter e con questo allenatore.
Ed evitiamo per favore squallidi paragoni con l’Inter del Mancio.
L’unico paragone che io accetto è come i due trattano i giornalisti. E mi pare che entrambi sappiano il fatto loro.
Note positive io ne ho viste (ma io sono ottimista per natura; scrivo infatti queste due righe sperando che tutti capiscano):
Samuel! Ve lo aspettavate così? Lui in campo non solo è una garanzia ma succedono altre due cose estremamente positive: la prima è che non gioca Burdisso; la seconda che Cordoba ha un punto maggiore di riferimento e i suoi interventi ne guadagnano in efficacia e precisione.
Julio Cesar! Non serve quasi mai, ma quando serve è là. Puntuale.
Cambiasso e Zanetti da par loro, inutile ripetere le stesse cose ad ogni partita.
Fine delle note positive.
Ibra è stanco, Maicon pure, Maxwell sa e può fare molto di più. Vieira che si perde in un bicchiere d’acqua. Balotelli senza infamia e senza lode. Quaresma… Quaresma chi…?
Eppure, se ci fate caso, ognuno di questi ultimi, con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto segnare, e allora i commenti, le pagelle e il primato in classifica (ve lo ricordo sennò ce lo scordiamo) avrebbero avuto un altro sapore.
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