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	<title>Bauscia Cafè &#187; Nk³</title>
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	<description>Contro la prostituzione intellettuale</description>
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		<title>La vergogna è nel silenzio degli altri</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 09:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>Ha raccontato tutto a Palazzi. Vuotato un sacco che pesava come tanti, troppi macigni. Impossibili da trasportare. E non lo ha fatto, a quanto leggiamo nell&#8217;intervista rilasciata a Repubblica, perché sapeva che Palazzi aveva del materiale che lo avrebbe potuto inchiodare. Coscienza. Rimorsi. La voglia di spaccare uno spesso muro di omertà. O semplicemente il desiderio <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/21/la-vergogna-e-nel-silenzio-degli-altri/">La vergogna è nel silenzio degli altri</a></span>]]></description>
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<blockquote><p>Ha raccontato tutto a Palazzi. Vuotato un sacco che pesava come tanti, troppi macigni. Impossibili da trasportare. E non lo ha fatto, a quanto leggiamo nell&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/05/19/news/carobbio_conte_scommesse-35460689/" target="_blank">intervista rilasciata a Repubblica</a>, perché sapeva che Palazzi aveva del materiale che lo avrebbe potuto inchiodare. Coscienza. Rimorsi. La voglia di spaccare uno spesso muro di omertà. O semplicemente il desiderio di guardarsi allo specchio senza abbassare lo sguardo. &#8220;<em>La vergogna é nel silenzio degli altri.</em>&#8221;</p>
<p>Glielo chiedono e le loro domande sono insistenti. É sicuro delle accuse fatte a Conte, allenatore campione d&#8217;Italia (come se questo fosse sufficiente a metterlo al riparo da eventuali illeciti)? Filippo Carobbio non si scompone. Quello che aveva da dire lo ha detto a Palazzi. Se ne era parlato qualche settimana prima della fine del campionato, ma per non destabilizzare nessuno le voci erano state soffocate quasi di comune accordo. Un po&#8217; come quando l&#8217;Inter di Mancini si era trovata a dribblare quelle assurde voci di un&#8217;implicazione in un&#8217;affare di droga (senza lesinare donne e scommesse). E nonostante la loro inconsistenza fosse facilmente evincibile, i giornali martellarono per tutta la settimana antecedente alla vittoria a Parma. Quelle lacrime sotto la pioggia furono piene di rabbia. Uno scudetto vinto sull&#8217;orlo di una crisi di nervi. Questo per ricordare l&#8217;equità di trattamento. Uguale uguale.</p>
<p>Parla Carobbio perché non ha più nulla da perdere. 32 anni e una carriera al tramonto. Chi invece potrebbe perdere molto, preferisce probabilmente tacere. I fatti e Palazzi ci diranno nel tempo se le sue accuse erano fondate. Il quadro di questo nuovo filone del calcio scommesse deve ancora palesarsi nei suoi dettagli e non possiamo permetterci di pensare che sia tutto qui. Forse non ci piacerà quello che dovremo sentire. Sarebbe sufficiente desiderare per una volta di fare pulizia e andare fino in fondo. Forse potremmo correre il rischio che non succeda più. Forse.</p>
<p><em>&#8220;Quando sei lì dopo un po&#8217; ti accorgi che lo fanno tutti</em>.&#8221; Già. Ma chi sono questi tutti? &#8220;<em>E allora lo fai anche tu</em>.&#8221; Scivolare in un&#8217;abitudine così estesa é facile, quasi fisiologico, sembra suggerire Carobbio. &#8220;<em>Certo se adesso guardo il giornale, e vedo che ci sono stato solo io a raccontare, mi viene il sospetto che lo facessi tutto io, che fosse tutto un&#8217;allucinazione.&#8221;</em> La stessa sensazione di quando Petrini raccontava il doping, le scommesse, il marcio. Improvvisamente non lo fa nessuno. Nessun testimone, nessuna traccia. Il nostro calcio non ama i pentiti. Preferisce di gran lunga le bugie. &#8220;<em>Eppure se solo qualcuno mi avesse seguito, sarebbe una rivoluzione</em>.&#8221; Già. Una rivoluzione che aspettiamo da troppo tempo, ormai. &#8220;<em>La vergogna é nel silenzio degli altri.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;">[Sabine Bertagna per <a href="http://www.fcinter1908.it/?action=read&amp;idnotizia=53249" target="_blank">FCInter1908</a>]</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Sin qui le parole di Sabine Bertagna. Semplici, chiare, inappuntabili. E d&#8217;altra parte le parole di Carobbio sembrano dipingere un quadro tanto inquietante quanto ben definito, lasciando presagire un&#8217;altra -l&#8217;ennesima- estate caldissima.</p>
<p style="text-align: left;">Lungi dal prendere le parole di una persona simile come oro colato (stiamo parlando pur sempre di un presunto professionista che vendeva le partite della sua squadra per qualche spicciolo in più, pentito o non pentito. Non dimentichiamolo), resta però una domanda martellante in questa faccenda. Il primo aspetto poco chiaro. Un dubbio che ci trasciniamo da quasi tre mesi, e che continua a non avere risposta.</p>
<p style="text-align: left;">Ma che fine ha fatto Antonio Conte?</p>
<p style="text-align: left;">Tirato in ballo da Carobbio prima -si dice- per omessa denuncia poi -si scopre- per partecipazione attiva alle combine, il nome di Conte finisce sul taccuino di Palazzi il 29 febbraio scorso. Tre mesi fa, o poco meno. Da quel giorno Palazzi e i suoi uomini si gettano a capofitto nell&#8217;ennesimo, ingrato, tour de force: tirano dentro decine di squadre, ascoltano centinaia di deposizioni, gettano nello sconforto migliaia di tifosi. Tutti dentro, tranne uno: Antonio Conte. &#8220;Solo buon senso, per non influire sul campionato in corso&#8221; ha detto qualcuno. Sarà, ma per le 22 squadre e i 58 tesserati deferiti l&#8217;8 maggio non sembra esserci stata la stessa attenzione. E ancora oggi, a stagione definitivamente conclusa, non si hanno notizie di qualcuno che sia andato da Antonio Conte a fargli quelle due domandine di rito.</p>
<p style="text-align: left;">Qui non si tratta di gettare la croce addosso al magari incolpevole (o magari no) allenatore. Qui si tratta di andare da Antonio Conte e, molto gentilmente, chiedergli &#8220;scusi signor Conte, ci sarebbe il Carobbio che la accusa di un paio di comportamentini mica da ridere, roba da un paio d&#8217;anni di squalifica almeno. Non è che ci spiegherebbe la sua innocenza?&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Solo questo, mica altro.</p>
<p style="text-align: left;">Eppure tutto tace, tutto giace nel silenzio.<br />
Degli altri.</p>
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		<title>★ Stelle di qua ★ Stelle di là ★</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 13:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>Ok, scusate il delirio nel titolo&#8230;ma questa faccenda delle stelle sulla maglia senza colori sta veramente diventando grottesca.
Il top lo abbiamo raggiunto con le parole di Petrucci di qualche giorno fa: &#8220;Andrea Agnelli è un ragazzo intelligente. Se davvero deciderà di mettere la terza stella là dove sta pensando di metterla non credo proprio che gli si <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/19/stelle-di-qua-stelle-di-la/">★ Stelle di qua ★ Stelle di là ★</a></span>]]></description>
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<p>Ok, scusate il delirio nel titolo&#8230;ma questa faccenda delle stelle sulla maglia senza colori sta veramente diventando grottesca.<br />
Il top lo abbiamo raggiunto con le parole di Petrucci di qualche giorno fa: &#8220;<em>Andrea Agnelli è un ragazzo intelligente. Se davvero deciderà di mettere la terza stella là dove sta pensando di metterla non credo proprio che gli si potrà dire niente</em>&#8220;.</p>
<p>Ora, al di là della becera ironia di Petrucci su dove dovrebbe mettere la terza stella Andrea Agnelli, vi faccio una domanda. Quante stelle contate su questa maglia?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/19/stelle-di-qua-stelle-di-la/maglia-juventus-away-2012/" rel="attachment wp-att-10203"><img class="aligncenter  wp-image-10203" title="maglia-juventus-away-2012" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/maglia-juventus-away-2012.jpg" alt="" width="385" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Siamo all&#8217;inizio della stagione 2011-2012: la Juventus ha 29 scudetti secondo andreagnelli, 27 secondo il mondo del calcio italiano, 13 secondo me, ma sulla maglia compaiono&#8230;tre stelle, indiscutibilmente: due piccole, gialle, piene e cucite sopra lo stemma della società e una molto più grande, nera, vuota sul resto della maglia. Addirittura quattro, a voler considerare sia quella nera grande che quella rosa contenuta al suo interno. Ma in ogni caso almeno tre stelle a fronte di, come li si girino li si girino, meno di 30 scudetti.</p>
<p style="text-align: left;">E non è finita, perchè -se chi legge ha l&#8217;accortezza di dotarsi di un antiemetico efficace- possiamo tranquillamente fare una passeggiata indietro nel tempo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>*******ATTENZIONE &#8211; SCONSIGLIAMO AI DEBOLI DI STOMACO DI PROSEGUIRE OLTRE NELLA LETTURA A CAUSA DI IMMAGINI CHE POTREBBERO TURBARE LA SENSIBILITA&#8217; DI MOLTI*******</strong></p>
<p style="text-align: left;">Stagione 1996/97, il conto degli scudetti segna 23 (sì, vabbè&#8230;), le stelle sulla maglia sono&#8230;boom. Quattro: due piccole, cucite, gialle, piene, e due più grandi, stampate, blu con i contorni bianchi.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/19/stelle-di-qua-stelle-di-la/1b2538cebd0e96ec029bfdf74eb53271_big/" rel="attachment wp-att-10204"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10204" title="1b2538cebd0e96ec029bfdf74eb53271_big" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/1b2538cebd0e96ec029bfdf74eb53271_big-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Stagione 1995/96, ancora 23 scudetti, ancora quattro stelle sulla maglia: stavolta tutte e quattro gialle e piene, due piccole e due più grandi. Da notare il piccolissimo spazio riservato allo stemma sociale, probabilmente in un moto di pudore.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/19/stelle-di-qua-stelle-di-la/maglia1996/" rel="attachment wp-att-10205"><img class="aligncenter size-medium wp-image-10205" title="maglia1996" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/maglia1996-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Stagione 1994/95: uno scudetto in meno (il doping di Agricola non aveva ancora dato tutti i suoi frutti), ma sempre quattro stelle:</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/19/stelle-di-qua-stelle-di-la/img7987-1247950299/" rel="attachment wp-att-10206"><img class="aligncenter size-full wp-image-10206" title="IMG7987-1247950299" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/IMG7987-1247950299.png" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Dove voglio arrivare? Non certo a dire che <em>Andrea Agnelli è un ragazzo intelligente</em> (cit) perchè, nonostante sia un&#8217;opinione ribadita da molti ad ogni piè sospinto, la mia idea è abbastanza diversa.<br />
Di certo Andrea Agnelli gode del supporto e dei suggerimenti di alcune persone che definire &#8220;intelligenti&#8221; mi fa un po&#8217; ribrezzo, ma che indubbiamente hanno una carriera di furbizia e di malaffare alle spalle che certifica una loro innata capacità di aggirare -diciamo così- le regole, le istituzioni e il vivere civile. Soprattutto una innata capacità di prendere in giro il tifoso gonzo in salsa bianconera, la cui attenzione viene costantemente deviata e guidata sugli argomenti che più piacciono alla dirigenza per non lasciarlo concentrare su alcuni lati scuri, scurissimi, di questa gestione (chi ha detto Del Piero?).</p>
<p style="text-align: left;">Il punto è -come anche uno juventino capirebbe chiaramente dalle immagini qui sopra- che quando si parla di &#8220;stella&#8221; su una maglia non si intende una stella qualsiasi ma si intende un simbolino ben codificato: una stella gialla, piena, cucita tipicamente vicino allo stemma sociale o vicino allo scudetto. Quella, e nient&#8217;altro.<br />
A meno che qualcuno non voglia venirci a raccontare che nel 1994 la Juventus si vantava di avere 40 scudetti, l&#8217;interpretazione è inequivocabile.</p>
<p style="text-align: left;">Il punto è, ancora, che la Juventus NON metterà la terza stella sulla maglia. Per paura, per vergogna, perchè non ne ha la forza o il coraggio, o magari per tutte queste cose insieme: ma non lo farà. Ricorrerà a uno stratagemma, alla modifica dello stemma, a un disegnino, a uno schizzo, a uno sputo: esattamente come con la seconda maglia di quest&#8217;anno e come con tutte le maglie viste sopra. Un escamotage, un modo per aggirare le regole ma decisamente in piccolo, quasi ridicolo.</p>
<p style="text-align: left;">Eravamo abituati alla Juventus maneggiona, fra sim svizzere e bombe farmaceutiche, alla Juventus che non si faceva beccare da nessuno, arrogante e abile a ottenere quello che voleva in qualsiasi modo. Ci ritroviamo una juventus monella e dispettosa, ridotta a fare i disegnini sulle magliette per fare bella figura con i compagni più grandi. La differenza è enorme, imbarazzante: una volta gli stratagemmi venivano usati per forzare le regole e per andare oltre le regole stesse in un tripudio di arroganza e superiorità, mentre oggi avviene esattamente il contrario. Oggi gli stratagemmi vengono usati per fingere di essere superiori ma SENZA uscire dalle regole. E&#8217; la stessa differenza che passa fra un boss mafioso e un bulletto delle elementari: oggi le regole sono più forti della juventus e la juventus, fra tante chiacchiere e ancor più deliri, è costretta a rispettarle.</p>
<p style="text-align: left;">Poco conta poi il sopracciglione sorridente di andreagnelli e di tutti i tifosi con la bava alla bocca: loro, semplicemente, non si accorgono che in tutta questa storia stanno recitando la parte delle pecore e non dei lupi, manovrati da chi ha interesse a tenere alto un certo tipo di tensione.</p>
<p style="text-align: left;">Il problema vero, per le istituzioni del calcio, non riguarda le stelle sulla maglia ma riguarda semmai tutta la parte non normata della vita quotidiana di una società: le tre stelle allo stadio, sul sito internet, sulla carta intestata, nella comunicazione di tutti i giorni e via dicendo. Una società che negli ultimi anni ha fatto del tricolore la propria seconda maglia. E&#8217; lì che, in un moto di amor proprio, si dovrebbe intervenire. Fateci caso: dal 2006 ad oggi qualsiasi buco nelle regole, qualsiasi norma poco chiara, qualsiasi spazio di manovra è stato usato dai padroni di andreagnelli per far passare un certo tipo di messaggio. Quando si sono trovati davanti alle regole, invece, si sono fermati. Sempre.</p>
<p style="text-align: left;">Questa storia della maglia potrebbe però essere un bel punto di svolta per loro. Chissà che non ci smentiranno.</p>
<p style="text-align: left;">Io dico che tre stellette gialle su quella maglia non le vedremo. Io dico che la juventus, questa juventus minore, non ha la forza e il coraggio per fare un gesto del genere. Si inventeranno uno stratagemma, e saranno tutti scemi e contenti.<br />
A te la mossa, andreagnelli: smentiscici. Dimostraci che ci credi davvero a questa favola dei 30 scudetti. Dimostraci che hai il coraggio delle tue parole e delle tue azioni.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; il momento di fare il grande salto: sceneggiata folkloristica, o lotta vera?</p>
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		<title>Silenzio: parla Moratti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>Primavera, Stramaccioni, calciomercato, Fair Play Finanziario, Inter presente, passata e futura&#8230;parla di tutto Massimo Moratti a &#8220;Solo Inter&#8221;, programma radiofonico prodotto dall&#8217;Inter Club Malta. Parole carichissime di affetto, come al solito, ma soprattutto parole carichissime di informazioni. Dal calciomercato dei giocatori -con una importante conferma di Sneijder- a quello in società, da una analisi sulla stagione <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/18/silenzio-parla-moratti/">Silenzio: parla Moratti</a></span>]]></description>
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<p>Primavera, Stramaccioni, calciomercato, Fair Play Finanziario, Inter presente, passata e futura&#8230;parla di tutto Massimo Moratti a &#8220;Solo Inter&#8221;, programma radiofonico prodotto dall&#8217;Inter Club Malta. Parole carichissime di affetto, come al solito, ma soprattutto parole carichissime di informazioni. Dal calciomercato dei giocatori -con una importante conferma di Sneijder- a quello in società, da una analisi sulla stagione appena conclusa (forse parziale: magari la colpa oltre che di Gasperini è stata anche di Leonardo) a qualche indicazione sul futuro della proprietà, dal Fair Play Finanziario ad Andrea Stramaccioni. Senza farsi mancare un avvertimento, neanche troppo velato, sulle sempre più grottesche tre stelle sulla maglia senza colori.</p>
<p>Leggiamo insieme le sue parole notando, con pochissimo stupore, che quando non ci sono di mezzo i giornalisti italiani la qualità delle domande -e quindi dei contenuti- aumenta vertiginosamente.</p>
<blockquote><p><strong>Presidente, quella che si è appena conclusa è stata una stagione non bellissima&#8230;</strong><br />
&#8220;È stata una stagione di passaggio. Che è nata non benissimo da un punto di di vista tecnico e che quindi poi si è trasformata in una corsa, un inseguimento che è durato tutto l&#8217;anno. Abbiamo tentato di fare delle cose che aggiustassero le cose precedenti, ma in realtà cosi poi non si risolve granchè&#8221;</p>
<p><strong>È un&#8217;Inter da sistemare o da rifondare?</strong><br />
&#8220;È un&#8217;Inter da continuare a lavorare in termini tali da valorizzare coloro che ci sono, e che sono all&#8217;altezza, e allo stesso tempo cercarne altri che siano consoni all&#8217;idea dell&#8217;allenatore e soprattutto all&#8217;altezza del valore della società&#8221;.</p>
<p><strong>Quali dei 16 trofei conquistati da quando Massimo Moratti è presidente le sta più a cuore?</strong><br />
&#8220;È abbastanza normale dire la Champions League, che riempie il cuore e l&#8217;orgoglio del tifosi e della Società. Ma devo dire che quello che più mi è piaciuto nell&#8217;anno del <em>triplete</em> è stata la vittoria a Siena che ha fatto si che poi fosse il triplete ci fosse ed è stata la gara di maggior sofferenza&#8221;.</p>
<p><strong>Perchè la rivista ufficiale dell&#8217;Inter non viene più prodotta?</strong><br />
&#8220;Credo sia stata una decisione presa per ragioni organizzative, che poi vogliono dire anche economiche e di razionalizzazione, ma credo anch&#8217;io che un mensile dell&#8217;Inter consenta a tutti coloro che fanno parte degli Inter Club di partecipare alla vita della Società e sono d&#8217;accordo con voi che non sia stata una scelta ben fatta&#8221;.</p>
<p><strong>Perchè i giocatori cresciuti nel vivaio dell&#8217;Inter vengono mandati molto spesso a giocare in altre squadre?</strong><br />
&#8220;Perchè spesso non sono per la prima squadra dell&#8217;Inter, ma per altre che sono in una posizione diversa e per qualche giocatore è necessario anche andare fuori per farsi vedere. Prendiamo a esempio Mattia Destro, giocando nel Genoa prima e poi soprattutto nel Siena ha potuto mettersi in mostra altrimenti non sarebbe il giocatore che è attualmente. Anche adesso l&#8217;Inter ha una serie di giocatori molto bravi sia nella Primavera, che nella Berretti, giocatori che vista l&#8217;impostazione che daremo con il nostro allenatore da qui in poi potranno aver più spazio nella prima squadra dell&#8217;Inter&#8221;.</p>
<p><strong>Come ha fatto Andrea Stramaccioni a stregare il presidente Moratti?</strong><br />
&#8220;È stata un scelta dovuta al fatto che lo considero un ragazzo molto intelligente, avevo bisogno di freschezza, brillantezza e questo mi ha messo in condizione di fare quella scelta che sembrava folle, ma che poi in realtà si è rivelata indovinata&#8221;.</p>
<p><strong>La Società Inter del futuro sarà ancora della famiglia Moratti?<br />
&#8220;</strong>E voglio ben vedere<em> (ndr, sorride)</em>, mi sembra non ci siano alternative&#8230;l&#8217;importante è che all&#8217;Inter succeda sempre qualcosa, anche nella proprietà, che le consenta di essere forte. Per il momento dovrete avere ancora pazienza con me..&#8221;.</p>
<p><strong>Perchè solo l&#8217;Inter sembra rispettare le regole imposte dal Fair Play Finanziario? </strong><br />
&#8220;Perchè gli altri club o sono già in una condizione di bilancio che glielo consente o se non lo fanno avranno le loro ragioni, ma devo dire che adesso tutti ci stanno pensando perchè è stato ribadito sia da Michel Platini, che dalle istituzioni che sarà qualcosa di abbastanza severo. Forse ci sarà una deroga, ma bisogna farci attenzione. Oltre a questo è importante avere bilanci in ordine&#8221;.<br />
<strong><br />
Se la Juventus dovesse mettere tre stelle sulla maglia bianconera, perchè l&#8217;Inter non prende in considerazione l&#8217;ipotesi di mettere lo stemma del<em>triplete</em>?</strong><br />
&#8220;Questa è una buona idea, ma credo che se la Juventus metterà le tre stelle ci sarà una grande fantasia da parte di ogni squadra, come è fantasia la loro. Ognuno potrà fare quello che vuole&#8221;.</p>
<p><strong>Moratti voleva smettere quando aveva avvertito l&#8217;esistenza di qualcosa di strano nel sistema, che cosa ha pensato quando poi ha avuto la certezza che fosse realmente così?</strong><br />
&#8220;Ho pensato che avevo ragione&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>Ci spiega la situazione di Wesley Sneijder, Lucio e Diego Forlan?</strong><br />
&#8220;Sneijder lo consideriamo come un giocatore centrale di quello che può essere il futuro dell&#8217;Inter, quindi non c&#8217;è un problema. Lucio diciamo che in questi giorni ha fatto capire di essere un po&#8217; frastornato quindi vediamo se sarà meglio per lui cambiare squadra. Forlan? I giocatori all&#8217;Inter ci rimangono volentieri, ma poi vedremo se questo potrà accadere o se è meglio per loro andare a giocare altrove. Confermerò di chi merita? Si, questo vale per i giocatori, ma lo stesso ragionamento lo faremo per tutta la società&#8221;.</p>
<p><strong>Sente ancora José Mourinho?</strong><br />
&#8220;Certo, è sempre un grande amico, un innamorato dell&#8217;Inter. Lui come Herrera? Sono due persone che caratterialmente hanno delle differenze, ma che sono uguali come efficacia, soprattutto nel grande lavoro che fanno, entrambi lavorano tanto, ma davvero tanto, hanno un&#8217;instancabilità notevole e poi intelligenza e intuito&#8221;.</p>
<p><strong>C&#8217;è un nostro ascoltatore in particolare che dice di non sapere proprio come ringraziarla per gli enormi investimenti fatti fino ad adesso per l&#8217;Inter.</strong><br />
&#8220;Le do il numero di conto&#8230;<em>(ndr, sorride)</em>. A parte gli scherzi, gli dica che è stato fatto tutto con grande passione&#8221;.</p>
<p><strong>Presidente, può svelarci in diretta quale sarà il prossimo colpo di mercato dell&#8217;Inter?</strong><br />
&#8220;Non ancora e comunque non so, perchè abbiamo parlato della grande attenzione sul fair play finanziario e questa è la verità: il mondo attuale gira in una maniera e il calcio gira ancora più velocemente, però credo che ci stiamo muovendo bene, poi in una maniera o nell&#8217;altra faremo qualcosa che ai tifosi piacerà&#8221;.</p>
<p><strong>E su Lavezzi, che cosa può dirci? </strong><br />
&#8220;Per il momento quello che penso è che anche questa operazione se si farà è una cosa che si farà con molta calma e attenzione alla parte economica&#8221;.</p>
<p><strong>Chiudiamo con un saluto ai numerosissimi membri dell&#8217;Inter Club di Malta?</strong><br />
&#8220;Li ringrazio tutti. Non potete immaginare quanto piacere mi faccia sapere che ci sia tutta questa passione nei confronti dell&#8217;Inter. Prendo tutto questo come un bel dovere, cioè quello di mettere in condizione l&#8217;Inter di essere oltre che competitiva anche vincitrice e tutto quello che andrà fattò, noi lo faremo&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Orgoglio, determinazione, preparazione</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>Stramaccioni, giustamente tutti dicono che l’Inter le ha offerto l’occasione della vita. Proviamo a vedere l’aspetto anche paradossale: non è che l&#8217;Inter, involontariamente, le ha tolto la possibilità di crescere? In futuro trovare una squadra migliore sarà praticamente impossibile&#8230;
«Non avevo mai visto la cosa da questa angolazione e in effetti è vero. Sicuramente la scelta dell&#8217;Inter <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/16/orgoglio-determinazione-preparazione/">Orgoglio, determinazione, preparazione</a></span>]]></description>
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<blockquote><p><strong>Stramaccioni, giustamente tutti dicono che l’Inter le ha offerto l’occasione della vita. Proviamo a vedere l’aspetto anche paradossale: non è che l&#8217;Inter, involontariamente, le ha tolto la possibilità di crescere? In futuro trovare una squadra migliore sarà praticamente impossibile&#8230;<br />
</strong>«Non avevo mai visto la cosa da questa angolazione e in effetti è vero. Sicuramente la scelta dell&#8217;Inter è stata qualcosa di incredibile e mi ritenevo già fortunato quando il presidente mi ha convocato in uno studio legale per parlare della prima squadra. Alla fine di quelle 2 ore mi ha detto che ero il nuovo allenatore dell’Inter e mi sono passate tante cose per la testa. Una cosa però è prendere una squadra in corsa, per 9 gare, un’altra è partire dall’inizio. In questo periodo fuori dal campo per me è una specie di master accelerato. Neppure 100 anni in Primavera ti preparano alla prima squadra dell’Inter e ogni partita ne imparo una nuova».</p>
<p><strong>L’ultima qual è stata?<br />
</strong>&#8220;Come si vincono le partite parlando con&#8230; il quarto uomo. Nelle giovanili non c’è e mi devo adattare. Reja domenica gli ha parlato di continuo e poi il quarto uomo riferiva all’arbitro. Alla fine a Reja ho detto che la partita l’aveva vinta lui&#8230;».</p>
<p><strong>Tra qualche settimana farà la prima preparazione estiva con tanti campioni. Preoccupato?<br />
</strong>«Devo avere l&#8217;intelligenza e l&#8217;umiltà di ascoltare. Non a caso ho tenuto lo staff di Mourinho e degli altri tecnici dell’Inter e i miei due collaboratori li ho messi dietro a quelli che c&#8217;erano. Faremo una riunione e da lì nascerà la mia preparazione estiva. Non sono preoccupato e anzi il presidente è stato straordinario: facendomi allenare queste 9 partite mi ha dato un vantaggio incredibile e mi ha permesso di conoscere lo spogliatoio e i ragazzi».</p>
<p><strong>Ha pensato per un attimo “Perché Moratti non mi ha chiamato quando ha sostituito Gasperini?”<br />
</strong>«Sinceramente no. A settembre avevo la sensazione che l&#8217;Inter non mi conoscesse bene e al momento del primo avvicendamento non c&#8217;era ancora quell&#8217;empatia data dal lavoro e dai risultati. A marzo, invece, ho avuto la sensazione di essere stato “pesato” e “respirato” dal presidente che ha visto giocare dal vivo la Primavera e che mi ha parlato spesso. Moratti e il figlio addirittura sono venuti a Londra per la finale della Champions della Primavera invece di andare a Torino per Juve-Inter. Non eravamo la squadra più attrezzata, ma vincemmo e quei 2 successi ai suoi occhi mi hanno dato qualcosa in più».</p>
<p><strong>Chi deve ringraziare per essere arrivato all&#8217;Inter?<br />
</strong>«Le scelte decisive sono state di Roberto Samaden e del direttore sportivo Piero Ausilio che mi conosce meglio di tutti anche se pure Casiraghi, lo storico osservatore dell&#8217;Inter, mi ha seguito molto».</p>
<p><strong>Dove ha iniziato ad allenare?<br />
</strong>«Al quartiere Nuovo Salario con l’AZ Sport, poi sono andato alla Romulea che in quegli anni era affiliata alla Lazio (adesso grazie a Stramaccioni sarà affiliata all’Inter, ndr). Iniziai a fare anche l’osservatore per il club biancoceleste e per 6 mesi ho avuto il tesserino che lo attestava, poi però è arrivata la Roma. Ringraziai tutti e firmai per i giallorossi. Scoppiò un macello&#8230;».</p>
<p><strong>Allora è destino che quando lei passa da una società all’altra si crei un polverone&#8230;<br />
</strong>«E’ successo anche quando dalla Roma sono andato all’Inter, ma la colpa non è mia. Nel 2010 avevo una grande offerta da parte della Fiorentina e l’Inter provò a inserirmi nell’affare Burdisso, ma i dirigenti non mi lasciarono andare. La presidentessa Sensi mi diceva che ero il futuro, ma non mi potevano dare la Primavera. Mi rinnovarono il contratto e ottenni di inserire una clausola unilaterale ovvero la possibilità di avere una settimana di tempo prima di una certa data per liberarmi se la società non mi avesse garantito una cosa (la panchina della Primavera, ndr)».</p>
<p><strong>La scorsa estate quella panchina non gliel’hanno affidata e così&#8230;<br />
</strong>«Il mio problema era la crescita professionale. Giustamente la Roma voleva continuare con Alberto De Rossi che è un’istituzione e un ottimo tecnico, il cui lavoro è sotto gli occhi di tutti, ma io avevo bisogno di progredire. Mi sono comportato correttamente e sono stato favorito dal fatto che i nuovi proprietari non hanno letto la clausola del mio contratto».</p>
<p><strong>Con De Rossi senior si è rotto qualcosa?<br />
</strong>«La cosa purtroppo è stata montata e ci hanno messo contro. Non ho mai avuto e non ho niente contro di lui. Alberto giustamente ho voluto rimanere ad allenare la Primavera. Niente da dire, ma io non potevo restare a vita agli Allievi. Si è creato un dualismo interno tutto romano e a quel punto ricucire lo strappo era impossibile».</p>
<p><strong>Com&#8217;è stato l’addio alla Roma?<br />
</strong>«Dolorosissimo e non mi vergogno a dirlo. Sono stato con tante persone, tra le quali Conti, Totti, Vito Scala e la dottoressa Mazzoleni, con le quali ho un bel rapporto e grazie alle quali sono cresciuto».</p>
<p><strong>La separazione ha inciso sul suo tifo giallorosso?<br />
</strong>«Sono rimasto molto male per come è stata gestita la situazione e ho sofferto tanto. In situazioni come questa perdi un pochino di quel disincanto che hai da ragazzo. Diciamo che è come se ti lasci con un grande amore e poi ti sposi con un’altra donna. Adesso sono innamorato di un progetto e dell&#8217;Inter».</p>
<p><strong>Rispetto agli altri giovani allenatori, Guardiola, Conte e Luis Enrique, lei è l’unico che non ha un passato da giocatore a certi livelli. Un limite o solo una diversità</strong>?<br />
«Non ho avuto la loro carriera da calciatore, non ho frequentato grandi spogliatoi e non ho disputato partite a certi livelli, ma allo stesso tempo ho un piccolo vantaggio: ho vissuto più da allenatore perché a 23 anni già avevo intrapreso questa carriera».</p>
<p><strong>In questo assomiglia a Sacchi.<br />
</strong>«Sacchi è il mio maestro e con lui è nata subito un’empatia notevole, ma con tutto il rispetto e l’affetto che ho per lui (sorride divertito, ndr), Sacchi non sa fare due palleggi. Io ero un difensore centrale di qualità e sono andato via da Roma a 14 anni per giocare al Bologna. Ulivieri e Reja mi conoscono e possono testimoniare. Ho giocato nella nazionale Under 15 con Totti, Nesta e Di Vaio. Ero bravino, promettente, tanto che dai Giovanissimi mi mandarono direttamente in Primavera. E lì mi sono gravemente infortunato, a 15 anni e mezzo. Mi hanno dovuto operare 3 volte. Ho provato a tornare in campo con il Monterotondo, dove c’era Pietro Leonardi come direttore sportivo, ma non ce la facevo e così ho iniziato ad allenare».</p>
<p><strong>Qual è il suo modulo preferito?<br />
</strong>«Il modo migliore per coprire il campo è con 4 difensori, 3 in mezzo e 3 giocatori offensivi. Può variare l’interpretazione della mediana, con un vertice alto o basso, perché sono i calciatori che fanno il modulo. Non sono integralista sul modulo, sull&#8217;idea di calcio sì. La conferma è stata la prova di domenica a Roma: per la prima volta non potevamo giocare con 3 elementi offensivi, ma abbiamo comunque disputato una partita offensiva per 60&#8242;. L&#8217;idea di gioco va oltre il singolo. Poi se hai Sneijder la sviluppi in un modo, senza di lui in un altro».</p>
<p><strong>Qualcuno sostiene che Stramaccioni assomigli a Mourinho.<br />
</strong>«Mourinho mi ha dato più di un consiglio».</p>
<p><strong>Vuol dire che lei e Mourinho parlate?<br />
</strong>«Sì, ma non l’ho mai detto neppure ai giocatori. Ho deciso di avvicinarmi a lui dopo che mi ha contattato. Lo ha fatto credo per quanto ama l&#8217;Inter. Me lo ha scritto anche in uno dei messaggi».</p>
<p><strong>Quando le è arrivato il primo sms cosa ha pensato?<br />
</strong>«Era firmato José Mourinho e credevo fosse uno scherzo. Davvero&#8230; Poi ho chiesto al team manager, Andrea Butti, che conosce bene Mourinho e mi ha detto che era stato lui a dargli il mio numero. Ho ascoltato i consigli di Mourinho e lo ringrazio. Non l’ho mai incontrato di persona, ma è un piacere anche solo parlare con uno dei migliori allenatori al mondo».</p>
<p><strong>Qual è il suggerimento che ha più apprezzato?<br />
</strong>«Il più bello, dopo che ha visto giocare la mia Inter, è stato quello di non cambiare di una virgola, di non farmi “contaminare”. Non ho intenzione di farlo perché il presidente mi ha scelto per quello sono. Ho cercato di rimanere me stesso e di dare un’impronta alla squadra anche in queste 9 partite. Credo di esserci riuscito. Devo imparare e migliorare, ma non stravolgermi, non farmi cambiare».</p>
<p><strong>Tra gli allenatori della Roma invece con chi ha legato di più?<br />
</strong>«Luciano Spalletti, anche se lui mi ha chiamato dalla Russia e mi ha detto “Non dirlo più perché ti fai un danno&#8230;”. Da lui ho preso tanto, sul campo. La Roma delle 11 vittorie di fila, la Roma della qualità, la squadra senza attaccanti veri e della palla “addosso” mi ha ispirato. Con Spalletti ho parlato tanto».</p>
<p><strong>Non c&#8217;è Zeman tra i suoi riferimenti?</strong><br />
«Zeman è unico ed è impossibile imitarlo. Ha idee che sono sue e basta perché è il massimo esponente di quella corrente. Di lui o prendi tutto o non ce la fai perché il suo calcio coinvolge in fase offensiva tanti di quei giocatori che non si può trovare una via di mezzo».</p>
<p><strong>Manca molto all&#8217;Inter per tornare ad essere competitiva per lo scudetto?</strong><br />
«Se ti chiami Inter devi puntare allo scudetto. Lo dico con poca diplomazia, anche se il dato oggettivo è che tra noi e la Juventus ci sono oltre 20 punti di distacco. Io però alleno giocatori abituati a lottare per vincere, a competere per grandi obiettivi. Per questo dopo una settimana dal mio arrivo ho parlato subito di terzo posto da conquistare. Da noi ci sono giocatori che sanno solo vincere».</p>
<p><strong>Questa Inter è da ritoccare o da rifondare?</strong><br />
«Bisogna fare dei ritocchi che le permettano di rifondarsi. La rifondazione parte da una linea precisa che abbiamo chiara in testa».</p>
<p><strong>Per puntare in alto quanti acquisti saranno necessari?</strong><br />
«Questa campagna acquisti-cessioni è fondamentale perché, come ci siamo detti con il presidente, per noi è l&#8217;anno zero. Lui ha detto che resterà chi lo merita ed è davvero così. Stiamo lavorando d’equipe e siamo un gruppo molto compatto dal quale uscirà la nuova Inter. Ad oggi c&#8217;è ancora qualche variabile interna che Moratti deciderà».</p>
<p><strong>Zarate è una di queste variabili? Può restare o tornerà alla Lazio?<br />
</strong>«Mauro lo stimo tantissimo e penso che in queste 8 partite abbia inciso non poco. La scorsa settimana secondo me non ha fatto bene, forse perché sentiva molto la gara con la Lazio, e io do grande valore agli allenamenti. Con Zarate sono in ottimi rapporti ed è un giocatore interessante, ma a quelle cifre è fuori mercato. Certo però che in un campionato come quello di quest’anno, dove 12 squadre hanno giocato con la difesa a 5, avere gente che salta l’uomo e crea superiorità numerica è importante».</p>
<p><strong>Per questo state puntando su Lavezzi e Lucas?<br />
</strong>«Sono due elementi che trasformerebbero qualsiasi squadra. Lucas è uno dei talenti emergenti del calcio mondiale e Julio Cesar, Maicon e Lucio me ne hanno parlato benissimo. E’ un ‘92 molto forte e chi lo acquisterà, farà un grande investimento. Lavezzi con questa stagione ha dimostrato che può fare la differenza anche a livello internazionale. La sua Champions è stata molto positiva e ha confermato grandi capacità nell’uno contro uno. L’argentino è più seconda punta, mentre Lucas può fare anche l&#8217;esterno. Nel mio modulo con 2 giocatori larghi o alle spalle di una punta potrebbero giocare entrambi. Del resto il calcio sta andando nella direzione della qualità. Guardate il Bayern che in passato era soprattutto forza e ora ha tanta qualità. E poi le convocazioni di Prandelli che segnano un passaggio epocale: ha creato una squadra per giocare con punte imprevedibili».</p>
<p><strong>Le piacerebbe gestire un talento come Balotelli?<br />
</strong>«Non lo conosco personalmente, ma nell&#8217;ambiente dell&#8217;Inter tutti dicono che è un bravo ragazzo. Le sue qualità non si discutono, è giovane ed è un patrimonio incredibile del calcio italiano. Ha fatto i suoi errorucci, ma non lo giudico».</p>
<p><strong>Il prossimo anno in Serie A che derby sarà quello tra lei e Montella?</strong><br />
«Il mio rapporto con Vincenzo è particolare. Ha studiato, ha fatto la sua esperienza con il vivaio e poi si è messo in gioco. Più che un collega è un amico. Non a caso nell’aprile 2010, quando per la prima volta sono venuto a Milano a parlare con l’Inter, lui mi ha accompagnato. Alla riunione andai solo io, ma la sera guardammo insieme in tribuna Inter-Barcellona 3-1 e il giorno dopo ripartimmo in treno insieme. Mi diceva che dovevo restare a Roma. Su lui posso sempre contare perché i suoi consigli sono spassionati e da amico. Gli auguro di andare alla Roma e di fare un punto meno di noi il prossimo anno».</p>
<p><strong>Quello che ha firmato/firmerà con l’Inter sarà il contratto più importante della sua vita?</strong><br />
(sorride) «Aspetta&#8230; Ci penso un anno&#8230; Sì. I tempi dell’annuncio però li deve dire il presidente».</p>
<p><strong>Pensa che nella sua nuova Inter saranno inseriti giovani della “sua” Primavera?</strong><br />
«In ritiro ci saranno dei ragazzi aggregati, ma tra la Primavera e Serie A c&#8217;è&#8230; il Grand Canyon. In pochi sono subito pronti per il salto: penso a Balotelli, De Rossi, Faraoni&#8230; Ci vorrebbe un campionato intermedio per far crescere i giovani, per far loro capire che le giocate tra i professionisti sono fatte con un’intensità diversa. Per i ragazzi ci vuole un progetto, altrimenti si rischia di bruciarli».</p>
<p><strong>Chi sono i 2-3 giovani della Roma che lei ha allenato e che arriveranno in alto?</strong><br />
«Sono contento che Caprari faccia bene a Pescara e anche Piscitella e Ciciretti sono bravi, ma la Roma di questi ragazzi di talento e dal fisico non eccezionale ne ha tanti».</p>
<p><strong>Le piace il calcio della Juventus?</strong><br />
«Il segreto della Juve è stato l’aver messo a disposizione di Conte i giocatori più funzionali alla sua idea di calcio. I dirigenti gli hanno consentito di lavorare. Conte è stato bravo a sfruttare l&#8217;esplosione dei tre centrocampisti».</p>
<p><strong>Lei invece in mediana ha sfruttato il ritorno su buoni livelli di Guarin.</strong><br />
«E’ un ottimo giocatore, uno in continua crescita. Si esprime al meglio come interno e abbina grande forza a qualità. Veniva da un grave infortunio, ma ha fatto bene».</p>
<p><strong>Che cosa le manca di Roma?</strong><br />
«Solo la mia famiglia. Sono una persona semplice e mi piace pranzare con mio padre, mia madre e mio fratello. Non mi capita da un po’. Per il resto Milano mi ha accolto alla grande e ci sto bene».</p></blockquote>
<p>Non so quanto tempo era che una intervista a un allenatore dell&#8217;Inter non suscitava in me questo interesse. Non so quanto tempo era che non mi prendevo la briga di ripubblicarla sul blog, per dare modo a tutti di leggerla attentamente e per spenderci due parole di commento. Non so quanto tempo era, ma in realtà non so neanche se l&#8217;ho mai fatto o meno&#8230;andare a controllare comunque non serve a niente perchè il passato, finalmente, è archiviato.</p>
<p>Sono vere queste parole di Stramaccioni o sono dette ad uso e consumo della stampa? Chissenefrega: in entrambi i casi sono un&#8217;ottima notizia. Quanto tempo era che non avevamo un allenatore così forte, così chiaro, così deciso? Quanto tempo era che non avevamo un allenatore così presentabile? Neanche Mourinho si concedeva alla stampa in questo modo, neanche Mourinho è mai stato così trasparente e così aperto&#8230;o almeno, neanche Mourinho riusciva a fingere di esserlo così bene.</p>
<p>La riassumiamo in tre parole, questa intervista? Orgoglio, determinazione, preparazione. Nel senso più esteso e ampio possibile dei termini.</p>
<p><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/04/perche-confermare-stramaccioni/schermata-2012-05-04-a-17-18-07/" rel="attachment wp-att-10075"><img class="aligncenter size-full wp-image-10075" title="Schermata 2012-05-04 a 17.18.07" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/Schermata-2012-05-04-a-17.18.07.png" alt="" width="615" height="265" /></a></p>
<p>Avete mai sentito Stramaccioni parlare della sua brevissima carriera da calciatore? Orgoglio smisurato, sin da piccolo, sin da quando aveva 14 anni. Ci tiene sempre a specificare che era un difensore di classe, apprezzato da tutti, riconosciuto dai suoi allenatori e dai suoi compagni che non hanno avuto la sfortuna di farsi male come invece è successo a lui. Orgoglio nella sua carriera da giocatore, orgoglio in quella da allenatore che &#8220;<em>è iniziata prima</em>&#8221; di quella di molti suoi colleghi: trovare il lato positivo in tutto, trasformare le difficoltà in vantaggi.</p>
<p>Orgoglio nella carriera di allenatore che si trasforma in determinazione e sicurezza nelle proprie idee, nelle proprie convinzioni. Non parla di 433 Stramaccioni: parla di &#8220;<em>4 difensori, 3 in mezzo e 3 giocatori offensivi</em>&#8220;. Significa 433, rombo, albero di natale e tutte le varianti del caso: significa esattamente quello che abbiamo visto in queste 9 partite. Significa che conta l&#8217;<em>idea di gioco</em>, non il modulo e i numeretti. L&#8217;idea di gioco, ufficialmente quella di Spalletti, quella della squadra senza attaccanti, la palla addosso: il &#8220;Luna-Park Roma&#8221;, ve lo ricordate? Di fatto qualcosa in più. Un gioco offensivo ma equilibrato, perchè Zeman resta giustamente un estremismo da non inseguire: non conta chi si diverte di più, conta chi vince le partite. Non conta solo la tattica, conta la preparazione. Innanzitutto la preparazione mentale.</p>
<p>&#8220;<em>Questi ragazzi hanno bisogno di obiettivi impossibili</em>&#8220;, disse Stramaccioni in privato qualche tempo fa. Lo ripete oggi: &#8220;<em>Io alleno giocatori abituati a lottare per vincere, a competere per grandi obiettivi. Per questo dopo una settimana dal mio arrivo ho parlato subito di terzo posto da conquistare. Da noi ci sono giocatori che sanno solo vincere</em>&#8220;. Puntare allo Scudetto, subito, senza paura di saltare in aria. Poi si raccoglierà l&#8217;obiettivo vero -che ad oggi, fra anno zero, ricostruzione e rifondazione, non può essere più del terzo posto- ma la testa deve essere sempre puntata verso l&#8217;alto, verso qualcosa di irraggiungibile: è così che scatta la determinazione dei campioni che abbiamo in squadra. E&#8217; così che anche gli altri possono diventare campioni.</p>
<p>Orgoglio, determinazione, preparazione. Non solo preparazione per i giocatori, ma anche prepazione per sè stesso. Maniacalità. In Serie A 12 squadre quest&#8217;anno hanno giocato con la difesa a 5: lo sapevate? Lui lo sa alla cieca, al punto da parlarne in una tranquilla intervista di fine stagione. Non 10 o 15: 12. Maniacalità e coscienza di ciò che serve per vincere: avere l&#8217;appoggio della società. Avere una società che metta a disposizione dell&#8217;allenatore giocatori funzionali alla sua idea di calcio. Come ha fatto la Juventus con Conte, come non ha fatto, oggettivamente, l&#8217;Inter negli ultimi due anni. Il mercato è conseguenza: un regista di centrocampo innanzitutto, sul resto si può giocare. Chiacchiere da giornalisti, niente di serio. I discorsi veri sono altri.</p>
<p>Maniacalità, coscienza di ciò che serve, coscienza dei propri limiti: Zeman lo abbiamo già citato, la Primavera no. La differenza tra Primavera e professionisti è enorme, non è la prima volta che Stramaccioni lo sottolinea. <em>&#8220;I ragazzi devono capire che le giocate tra i professionisti vanno fatte con una intensità diversa</em>&#8220;: a chi ha seguito la Primavera quest&#8217;anno sarà sicuramente venuta in mente un&#8217;azione di Longo domenica scorsa contro la Lazio. Dal fondo sulla fascia sinistra voleva entrare in area palla al piede, saltando un difensore di fisico e potenza come ha fatto spessissimo tra i giovani. Risultato: è stato rimbalzato in corner. Intensità diversa, preparazione diversa: &#8220;<em>per i ragazzi ci vuole un progetto, altrimenti si rischia di bruciarli</em>&#8220;. E&#8217; quello che ripetevamo alle primissime apparizioni di Stramaccioni sulla panchina della prima squadra, quando la formazione era praticamente identica a quella di Ranieri: i giovani arriveranno, ci vuole tempo, non li vedrete in campo dalla sera alla mattina. Le convocazioni delle ultime partite parlano da sole, e ancora più chiaramente parlerà la prossima stagione.</p>
<p>Sì, perchè Stramaccioni sulla panchina dell&#8217;Inter sente di essercisi seduto proprio al momento giusto. Non all&#8217;inizio della stagione, quando non c&#8217;era <em>empatia,</em> non alla fine, buttando al vento 9 partite che invece sono state un vantaggio fondamentale per entrare nel gruppo, per capire certi meccanismi per iniziare ad imparare.</p>
<p>Empatia, idea di gioco, capacità comunicative spinte al massimo: parla e si muove come i grandissimi, Stramaccioni. Troppo bene e troppo precisamente per non far pensare che sia tutto studiato e preparato a tavolino: ma è solo un altro punto a suo favore. L&#8217;ennesimo. &#8220;<em>Non cambiare, non farti contaminare</em>&#8221; gli ha detto Mourinho: e non è stato l&#8217;unico a dirgli di fare attenzione a questo, non è stato l&#8217;unico a dirgli di non cadere nelle banalità, di non lasciarsi affondare dalla mediocrità del calcio italiano. Glielo diciamo anche noi, nel nostro piccolo: mantenere questa freschezza, mantenere queste idee, questa determinazione e questo orgoglio smisurato. Perchè l&#8217;Inter è fatta di <em>orgoglio, di tantissimo orgoglio.</em> Restare Andrea Stramaccioni, perchè è Andrea Stramaccioni ad essere stato scelto per allenare l&#8217;Inter.</p>
<p>E&#8217; Andrea Stramaccioni a sembrare così dannatamente perfetto per allenare l&#8217;Inter.</p>
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		<title>Grazie infinite Ramiro, grazie infinite Orla.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>E&#8217; stata una giornata strana domenica scorsa, piena di lacrime versate per addii fasulli. La sublimazione della cialtroneria del giornalismo sportivo italiano, che ha passato 24 ore a raccontarci addii al calcio&#8230;che non sono addii al calcio.</p>
<p>Non si ritirerà Alessandro Nesta e non si ritirerà Gennaro Gattuso, che stanno solo cercando un&#8217;altra squadra. Non si ritirerà <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/15/grazie-infinite-ramiro-grazie-infinite-orla/">Grazie infinite Ramiro, grazie infinite Orla.</a></span>]]></description>
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<p>E&#8217; stata una giornata strana domenica scorsa, piena di lacrime versate per addii fasulli. La sublimazione della cialtroneria del giornalismo sportivo italiano, che ha passato 24 ore a raccontarci addii al calcio&#8230;che non sono addii al calcio.</p>
<p>Non si ritirerà Alessandro Nesta e non si ritirerà Gennaro Gattuso, che stanno solo cercando un&#8217;altra squadra. Non si ritirerà Inzaghi, che addirittura potrebbe continuare a giocare proprio con il Milan (praticamente tenta di simulare anche l&#8217;addio: fenomeno). Non si ritirerà Mark Gertruda Van Bommel, che ci ha ammorbato con le più ridicole lacrime della storia del calcio dopo neanche due anni a Milanello. Non si ritirerà neanche Alex Del Piero, anche se nel suo caso l&#8217;infamia (l&#8217;ennesima) compiuta da andreagnelli e da tutta la società Juventus meriterebbe un discorso a parte.</p>
<p>Non si ritirerà nessuno insomma, a dispetto delle chiacchiere di Sky. Anzi sì: si ritirerà -si è già ritirato- Ruud Van Nistelrooy, uno dei più grandi attaccanti europei degli ultimi 15 anni. 656 partite e 381 gol fra Olanda, Inghilterra, Spagna e Germania, un palmarès da far brillare gli occhi, 4 volte capocannoniere in campionato e 2 volte in Champions League, una classe e una concretezza infinite al servizio di tutte le squadre con cui ha giocato (Manchester United e Real Madrid, fra le altre). Gli dedichiamo queste pochissime righe qui sopra insieme a un affettuoso saluto anche perchè i &#8220;grandi media&#8221;, impegnati a celebrare addii fasulli, sembrano essersi completamente dimenticati di questo fenomeno del nostro calcio.</p>
<p>E così fra il finto rispetto di andreagnelli e le recriminazioni di Gattuso (&#8220;<em>I giovani non sono più rispettosi come una volta</em>&#8220;: sarà perchè una volta avevano come esempio Maldini e ora hanno come esempio te?) passano in secondo piano due addii veri, sentiti. Toccanti e dolorosi per chi, come noi, ha vissuto insieme a loro mille partite e mille trionfi.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Scusa un attimo&#8230;voglio salutare e ringraziare di tutto due grandi compagni, Ivan Cordoba e Paolo Orlandoni, che stasera sono stati per l&#8217;ultima volta con noi&#8230; grazie di cuore.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Diego Milito</em></p>
</blockquote>
<p><strong>RAMIRO &#8211; </strong>Era l&#8217;11 agosto 1976 quando a Medellin, Colombia, nasceva quello che sarebbe diventato una delle più longeve e vincenti bandiere della storia dell&#8217;Inter. 455 partite, 18 gol, più di 40mila minuti passati in campo con la maglia nerazzurra, terzo giocatore di sempre per numero di presenze con la maglia dell&#8217;Inter in Champions League: tutto questo e molto altro è stato Ivan Ramiro Cordoba.</p>
<p>Molto altro, soprattutto. Arriva all&#8217;Inter a 23 anni dal San Lorenzo dopo 174 presenze e 10 gol fra Colombia e Argentina, Ramiro, nel gennaio 2000. Debutta in un Inter-Perugia (5-0) e si prende subito una maglia da titolare che non lascerà per molti, moltissimi anni. Per vedere una sua stagione con meno di 35 presenze bisognerà aspettare il 2007/2008, anno in cui si rompe il legamento crociato a Liverpool, in Champions League. Quella Champions League che ha vissuto sempre, ininterrottamente in ogni sua stagione con l&#8217;Inter, quella Champions League che è riuscito finalmente a conquistare insieme ai suoi compagni nell&#8217;anno di Gloria 2010. Scelto sempre, sistematicamente, da tutti gli allenatori che si sono alternati sulla panchina nerazzurra, con  la sua maglia numero 2 ci ha messo la faccia sempre nei momenti di difficoltà e alla fine è riuscito a prendere -come tanti- la sua rivincita.</p>
<p>C&#8217;era nel 2000, Cordoba, c&#8217;era nel 2002 e c&#8217;era nel 2005. C&#8217;era soprattutto nel 2005, quando inizia a riempire un palmarès che arriverà quasi a scoppiare. Non dimenticherò mai quella sera, uno dei momenti più belli ed emozionanti vissuti insieme all&#8217;Inter: era il 15 giugno 2005 e a Milano si giocava la finale di ritorno di Coppa Italia fra Inter e Roma. 2-0 per noi all&#8217;andata con una doppietta di Adriano, e a San Siro ci pensa Sinisa Mihajlovic con una punizione delle sue all&#8217;inizio del secondo tempo a chiudere il discorso. L&#8217;Inter vince la Coppa Italia: solo chi c&#8217;era all&#8217;epoca può ricordare le emozioni dietro quel trofeo. Si tornava ad alzare una Coppa al cielo dopo la UEFA del &#8217;98, si tornava a vincere, si tornava a festeggiare: a dispetto di quanto dicono troppi revisionisti con il dente avvelenato, il ciclo della Nuova Grande Inter inizia quella sera, ben prima di calciopoli. Quella sera lì Zanetti non c&#8217;era e il Capitano era proprio lui: Ivan Ramiro Cordoba. A lui l&#8217;onore di alzare la Coppa, a lui l&#8217;onore di dare il via ad un ciclo che non si fermerà per 6 anni, fino a un&#8217;altra Coppa Italia: saranno 4 alla fine, insieme a 4 Supercoppe Italiane, 5 Scudetti, 1 Champions League e 1 Mondiale per Club.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/15/grazie-infinite-ramiro-grazie-infinite-orla/cordoba-coppa-italia-2005/" rel="attachment wp-att-10243"><img class="aligncenter  wp-image-10243" title="Cordoba-Coppa-Italia-2005" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/Cordoba-Coppa-Italia-2005.jpg" alt="" width="400" height="261" /></a></p>
<p>12 anni, una vita intera per Ramiro. Fino a questa stagione, l&#8217;ultima: 5 presenze in campionato, solo 1 in Coppa Italia, la coscienza di aver dato tutto sul campo. Mai una polemica, mai una parola fuori posto, sempre a testa bassa ad allenarsi ad Appiano e a buttare il cuore su tutti i campi d&#8217;Italia e d&#8217;Europa. Mezzi atletici ai limiti del credibile, velocità ed elevazione fuori dal comune che gli consentivano spesso di superare qualche limite tecnico, ma soprattutto cuore, testa. Soprattutto interismo.</p>
<p>E&#8217; diventato uno di noi in questi 12 anni Ramiro, e resterà uno di noi anche se in giacca e cravatta. Di certo quella maglia numero 2 sarà un po&#8217; strana l&#8217;anno prossimo, senza <em>Caffè Colombia</em> dentro.</p>
<p><strong>IL VECCHIO ORLA &#8211; </strong>Uno di noi lo è sempre stato invece il vecchio Orla, sin da piccolissimo. Arriva all&#8217;Inter -pensate- nel 1987: ha 15 anni e dalla Virtus Don Bosco di Bolzano Paolo Orlandoni arriva nelle giovanili nerazzurre. In prima squadra ci sono Zenga, Bergomi e Riccardo Ferri, Passarella e Baresi, Matteoli, Altobelli e Serena: dalle giovanili guarderà lo Scudetto dei Record di Trapattoni per poi raggiungere in prima squadra Brehme, Matthaus, Klinsmann e Nicola Berti. Ci resterà una sola stagione -è il 1990/91- per poi iniziare un personalissimo giro d&#8217;Italia che lo porterà prima nelle categorie inferiori e poi, nel 1999, in Serie A con Reggina, Bologna, Lazio e Piacenza.</p>
<p><img class="alignright  wp-image-10244" title="inter-milan-s-paolo-orlandoni-holds-the-champions-league-trophy-at-the-san-siro-stadium-in-milan-rf_2794" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/inter-milan-s-paolo-orlandoni-holds-the-champions-league-trophy-at-the-san-siro-stadium-in-milan-rf_2794.jpg" alt="" width="233" height="319" /></p>
<p>Il cerchio si chiude 15 anni dopo: nell&#8217;estate 2005 il vecchio Orla torna nella sua Inter per una presenza fisica e morale che andrà ben al di là dei 6 gettoni collezionati in queste sette stagioni. Guardia del corpo silenziosa di Julio Cesar, Toldo e Castellazzi, il ragazzino che 15 anni prima aveva lasciato da sbarbatello la compagnia per andare a cercare fortuna altrove torna giusto in tempo per godersi il più grande ciclo di vittorie della storia del calcio italiano. E ci mette del suo: lui è il grande consigliere e il grande motivatore, quella presenza indispensabile in qualsiasi gruppo. Lui è un Uomo vero, prima ancora che un grandissimo professionista. Non è solo la sua voglia di allenarsi fino a 40 anni, non è solo l&#8217;esempio per i più giovani: è la sua umanità, è la sua disponibilità. E&#8217; quel meraviglioso sorriso di chi di battaglie nella vita ne ha vinte tante, troppe per lasciarsi preoccupare da una partita di calcio: è la concretezza e la serenità di chi il calcio lo vive con il cuore, ed è pronto a spiegare a tutti come si fa. Sempre una parola di incoraggiamento, una battuta spiritosa, un consiglio a chiunque ne abbia bisogno.</p>
<p>Una presenza talmente forte e talmente silenziosa, da essere concretamente percepibile a chiunque dentro e fuori dall&#8217;Inter. Sembra un paradosso, ma proprio grazie al suo profilo bassissimo Orlandoni è stato un vero e proprio idolo per molti tifosi: al punto da spingere la Curva Nord alla più amorevole delle <a title="Sosteniamo i nostri giocatori. Tutti." href="http://www.bausciacafe.com/2008/12/08/sosteniamo-i-nostri-giocatori-tutti/" target="_blank">richieste</a> all&#8217;allora tecnico Mourinho. Al punto da portare uno stadio intero a urlare a squarciagola il suo nome quando sei mesi dopo quella richiesta, durante Inter-Siena, lo stesso Mourinho lo manda in campo al 33&#8242; al posto di Julio Cesar nel giorno della festa Scudetto.</p>
<p>Segnali forti, riconoscimenti importanti, standing ovation dovute a chi, anche fuori dal campo, ha contribuito in maniera decisiva ai successi di questi anni. E continuerà a farlo, speriamo, da preparatore dei portiere nelle giovanili o in prima squadra. Continuerà a farlo da grande professionista e da grande persona, continuerà a farlo da grande interista. Continuerà a farlo come un uomo che,  nella sua ultima sera da professionista, sceglie con cura le ultime parole da lasciare ai tifosi.</p>
<p>&#8220;<em>Forza Inter, sempre</em>&#8221;</p>
<p>Grazie di tutto Paolo, grazie di tutto Ramiro.<br />
La nostra unica speranza è che l&#8217;Inter possa riuscire a trovare uomini come voi, prima ancora che semplici calciatori.</p>
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		<title>Aspettando la Lazio, aspettando la nuova stagione</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 13:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>E così siamo arrivati, alla fine, all&#8217;ultima partita della stagione. E per quanto riguarda la classifica ci siamo arrivati con poche, pochissime certezze. Una: l&#8217;Inter ha un posto assicurato in Europa. Ci ha tenuto a ribadirlo anche Stramaccioni in conferenza stampa: &#8220;Un dato comunque innegabile e importante rispetto a quando ho iniziato è che l&#8217;Inter è <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/12/aspettando-la-lazio-aspettando-la-nuova-stagione/">Aspettando la Lazio, aspettando la nuova stagione</a></span>]]></description>
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<p>E così siamo arrivati, alla fine, all&#8217;ultima partita della stagione. E per quanto riguarda la classifica ci siamo arrivati con poche, pochissime certezze. Una: l&#8217;Inter ha un posto assicurato in Europa. Ci ha tenuto a ribadirlo anche Stramaccioni in conferenza stampa: &#8220;<em>Un dato comunque innegabile e importante rispetto a quando ho iniziato è che l&#8217;Inter è in Europa con una giornata di anticipo</em>&#8220;. Mica poco, se si pensa a quali erano le premesse soltanto 8 partite fa. Ora però arriva il momento di rispondere alle ultime due domande, le più difficili. L&#8217;Inter ha un posto assicurato in Europa: quale? Quando?</p>
<p>Non vogliamo annoiarvi con calcoli contorti ed elucubrazioni su tutti i possibili risultati di domani, tranquilli. Solo due cose molto semplici, al netto delle probabili penalizzazioni che arriveranno dal calcioscommesse.<br />
La prima: per arrivare in Champions League, l&#8217;Inter dovrà battere la Lazio a Roma e sperare che l&#8217;Udinese perda a Catania e il Napoli non vada oltre il pareggio con il Siena. Ai limiti dell&#8217;impossibile.<br />
La seconda: se l&#8217;Inter non dovesse battere la Lazio sarà, con ogni probabilità, sesta.</p>
<p>In mezzo tutto un mondo grigio di risultati possibili, posizioni in classifica e conseguenti qualificazioni all&#8217;Europa League che peraltro dipendono non solo dalla posizione in classifica dell&#8217;Inter, ma anche da quella del Napoli (che potrebbe qualificarsi al girone di EL indipendentemente dalla posizione in classifica, grazie alla Coppa Italia). Il concetto di fondo, la linea guida delle azioni dell&#8217;Inter, resta banalmente sempre la stessa. Come prima del derby, come prima di tutte le altre partite: vincere. Inutile fare troppi calcoli: vincere, e aspettare i risultati degli altri. Vincere per, soprattutto, scongiurare il rischio del sesto posto che porterebbe l&#8217;Inter in campo per una partita ufficiale già il 3 agosto nel preliminare di Europa League: con gli Europei e le Olimpiadi in mezzo (la finale del calcio è l&#8217;11 agosto) la preparazione risulterebbe per l&#8217;ennesima volta complicatissima, spezzettata e fatta male. Vincere, quindi, per garantirsi almeno l&#8217;accesso all&#8217;ultimo preliminare (il 23 agosto, stessa data di inizio della Champions League) con tre settimane di vacanza in più e una preparazione strutturata meglio.<br />
Vincere, banalmente. Vincere, come al solito. Concetto ovviamente espresso anche da Stramaccioni: &#8220;<em>Noi possiamo solo cercare di vincere a Roma e aspettare gli altri. Ognuno è artefice del suo destino.</em>&#8221;</p>
<p>Vincere, quindi. Ma vincere senza Sneijder e Obi, infortunati, Julio Cesar, squalificato, Zarate e Forlan, fuori per scelta tecnica (e ancora qualcuno si chiede se saranno riconfermati). Vincere con poca qualità, come fa notare lo stesso Stramaccioni, vincere con un&#8217;Inter diversa: &#8220;<em>All&#8217;Olimpico sarà un&#8217;Inter da battaglia, meno qualità ma tanta voglia di risultato</em>&#8220;. E poi il mister lancia la sfida: &#8220;<em>A &#8216;sto giro la formazione la sbagliate proprio tutti&#8230;non l&#8217;ho detta manco ai giocatori ancora!</em>&#8221;</p>
<p>Ci proviamo?</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-10172" title="4992961879_2382afd162" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/4992961879_2382afd162.jpg" alt="" width="267" height="400" /></p>
<p>Partendo dal presupposto che il canovaccio del gioco resterà comunque grossomodo quello visto fino ad oggi, senza Sneijder, Zarate e Forlan la vera grande incognita sarà la composizione dell&#8217;attacco. Se Alvarez &#8220;<em>sta una bomba, dobbiamo sparargli per fermarlo</em>&#8221; e Milito e Pazzini &#8220;<em>non li vedremo insieme dal primo minuto. Sono valutazioni mie</em>&#8220;, è facile immaginare che vedremo Alvarez e Milito in campo dal primo minuto e Pazzini in panchina. Resta almeno un altro posto da assegnare in attacco: a chi? Con Obi fuori e Faraoni che &#8220;<em>per me è un terzino, se l&#8217;Inter vuole fare la partita gli esterni devono avere capacità più offensive</em>&#8221; restano due nomi: Nagatomo (&#8220;<em>ha uno storico importante in quel ruolo, anche in Nazionale gioca più alto</em>&#8220;) e Longo (&#8220;<em>E&#8217; un giocatore dell&#8217;Inter e ha 20 anni: se non è pronto per giocare è meglio se resta a casa</em>&#8220;). Sembra essere questo, in realtà, l&#8217;unico dubbio nella formazione che vedremo domani contro la Lazio, con il resto che si sistemerà di conseguenza: Nagatomo o Longo?</p>
<p>Se sarà scelto il giapponese per giocare esterno d&#8217;attacco in linea con Alvarez e alle spalle di Milito, vedremo probabilmente Maicon, Lucio, Samuel e Zanetti davanti a Castellazzi e Guarin, Cambiasso e Poli a centrocampo.<br />
Se invece Stramaccioni decidesse di lanciare il giovane Longo già dal primo minuto (meno probabile?), davanti a Castellazzi giocherebbero Maicon, Lucio, Samuel e Nagatomo e Zanetti prenderebbe il posto di Poli a centrocampo con Guarin e Cambiasso. In attacco possibile sia lo schieramento con due esterni (Alvarez a destra e Longo a sinistra) dietro a Milito, sia un &#8220;nuovo&#8221; ritorno al rombo con Alvarez alle spalle di Longo e Milito.</p>
<p>Allora mister, abbiamo indovinato?<br />
Stranamente sono sicuro di no. Sono sicuro, chissà perchè, che Stramaccioni si inventerà qualcosa di diverso.</p>
<p>Quello che resta di questa conferenza stampa, però, è anche altro. E&#8217; soprattutto altro. Resta il piacere di una conferenza stampa -l&#8217;ennesima- fatta di sostanza e non di frasi vuote e senza troppo senso, resta la sensazione di un allenatore che sa esattamente quello che dice e non fa proclami inutili. Resta un allenatore finalmente saldo sulla sua panchina (ma non fatevi ingannare: lui lo sapeva da un bel pezzo) che si sente libero di parlare del futuro e di fare qualche accenno al mercato. &#8220;<em>Io so che l&#8217;Inter ha un progetto. Noi abbiamo le idee chiarissime. Ho un dialogo quotidiano con il Presidente e abbiamo le idee chiarissime. E l’ho già detto: ha un progetto per tornare grande e ha le idee chiare per come fare</em>&#8221; dice Stramaccioni. E ora che lui è ufficialmente parte integrante di quel progetto, può gestirlo come meglio meglio crede, come piace a lui. Come sa fare lui. E così alla più stupida delle domande risponde nel più forte dei modi.</p>
<p><em>&#8220;Se potesse portare qui un giocatore a scelta nel mondo, chi porterebbe?&#8221;</em><br />
<em>“I primi due obiettivi sono Jonathan e Coutinho: uno del Parma e uno dell’Espanyol. Li vorrei già per la tournée in Indonesia”</em></p>
<p>L&#8217;Inter non ha bisogno di favole. Non ha bisogno di toppe sulle maglie e titoloni di mercato su giornali scandalistici: l&#8217;Inter ha bisogno di professionalità, concretezza, rabbia e voglia di vincere.<br />
Come fa notare Sabine Bertagna, gli ultimi allenatori che si sono seduti sulla panchina nerazzurra la vivevano come un peso complicato, Stramaccioni no. Lui adora questo posto. &#8220;Il suo sogno&#8221;, l&#8217;ha definito.</p>
<p>Ecco, il punto in fondo è tutto qui. L&#8217;Inter non ha bisogno di sogni: l&#8217;Inter è un sogno.<br />
L&#8217;Inter sta tornando.</p>
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		<title>Inter-Milan, l&#8217;approccio tattico: come Stramaccioni ha vinto il derby.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>Da zonalmarking traduciamo e pubblichiamo una interessantissima analisi tattica del derby.</p>
<p class="wp-caption-text">La formazione inziale</p>

<p>E&#8217; stato un derby di Milano decisamente emozionante: non solo per i sei gol (di cui tre su rigore), ma anche perchè il risultato ha consentito alla Juventus di vincere lo Scudetto.</p>

<p>Al contrario di quanto ci si potesse aspettare nel leggere le formazioni <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/10/inter-milan-lapproccio-tattico-come-stramaccioni-ha-vinto-il-derby/">Inter-Milan, l&#8217;approccio tattico: come Stramaccioni ha vinto il derby.</a></span>]]></description>
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</div>
<div style="clear:both"></div>
</div>
<blockquote><p>Da <a href="http://www.zonalmarking.net/2012/05/07/inter-4-2-milan-inter-build-up-play-down-the-left-then-spread-it-to-the-right/" target="_blank">zonalmarking</a> traduciamo e pubblichiamo una interessantissima analisi tattica del derby.</p></blockquote>
<div id="attachment_10150" class="wp-caption alignleft" style="width: 199px"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/10/inter-milan-lapproccio-tattico-come-stramaccioni-ha-vinto-il-derby/int1/" rel="attachment wp-att-10150"><img class=" wp-image-10150    " title="int1" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/int1.jpg" alt="" width="189" height="253" /></a><p class="wp-caption-text">La formazione inziale</p></div>
<div>
<p>E&#8217; stato un derby di Milano decisamente emozionante: non solo per i sei gol (di cui tre su rigore), ma anche perchè il risultato ha consentito alla Juventus di vincere lo Scudetto.</p>
</div>
<p>Al contrario di quanto ci si potesse aspettare nel leggere le formazioni ufficiali, che facevano prevedere una battaglia tra due 4312 molto simili, il gioco è stato frenetico, aperto e spesso privo di una qualsiasi forma o struttura definita.</p>
<p>Per fortuna però non è stata una sfida noiosa e logorante, soprattutto grazie al fatto che l&#8217;allenatore dell&#8217;Inter, Andrea Stramaccioni, ha invece utilizzato un 4411 ben disposto in larghezza e molto fluido nei movimenti. L&#8217;Inter ha fatto ciò che molte squadre non avevano fatto contro il Milan quest&#8217;anno: ha sfruttato il fatto che il Milan resta molto stretto e statico senza palla e manca di corsa sugli esterni. Stramaccioni ha avuto il coraggio di concedere il centrocampo al Milan e di non cercare di vincere la guerra dei numeri in quella zona (il Milan ha dominato il centrocampo e quindi il possesso palla, con il 56%). Ma la costruzione di gioco dell&#8217;Inter è stata superiore,  di gran lunga la miglior squadra in campo.</p>
<div id="attachment_10151" class="wp-caption alignright" style="width: 199px"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/10/inter-milan-lapproccio-tattico-come-stramaccioni-ha-vinto-il-derby/int2/" rel="attachment wp-att-10151"><img class=" wp-image-10151   " title="int2" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/int2.jpg" alt="" width="189" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">La costruzione sulla sinistra</p></div>
<p>L&#8217;Inter non ha proposto un 4411 rigido e quadrato. Aveva molte sfumature: innanzitutto dalla sinistra Ricky Alvarez si è accentrato spesso in una posizione da numero 10 puro, mentre Wesley Sneijder scalava contemporaneamente dal centro verso la fascia sinistra. Il loro compito era essenzialmente di creare movimenti speculari e anche se a volte si sono trovati nella stessa posizione, nel complesso si sono mossi bene.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato Javier Zanetti era il centrocampista di destra ma ha giocato molto stretto, quasi da centrale, per permettere a Maicon di avanzare in sovrapposizione. In mezzo, Cambiasso restava dietro a centrocampo mentre Fredy Guarin era libero di andare in profondità verso sinistra.</p>
<p>In questo modo Alvarez, Sneijder e Guarin andavano a formare un triangolo nella zona sinistra del campo, grazie al quale Nagatomo era libero di avanzare senza nessun avversario in opposizione. Questo &#8220;quadrato&#8221; (vedi immagine a destra) ha costituito il punto di partenza di quasi tutti gli attacchi dell&#8217;Inter nel primo tempo, mentre il Milan ha cercato nel complesso di fermare l&#8217;Inter con soli due giocatori in quella zona (evidenziati): il terzino destro, Abate, e l&#8217;interno destro di centrocampo, Nocerino. Kevin-Prince Boateng era tagliato fuori, mentre Mark Van Bommel restava attaccato a Sneijder per impedirgli di girarsi, ma quando Sneijder ha distribuito palloni all&#8217;indietro o sugli esterni Van Bommel non è riuscito a fermarlo. L&#8217;Inter si è trovata quindi in superiorità numerica sulla sinistra, con 4 giocatori contro i 2 del Milan.</p>
<div id="attachment_10152" class="wp-caption alignleft" style="width: 199px"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/10/inter-milan-lapproccio-tattico-come-stramaccioni-ha-vinto-il-derby/int4/" rel="attachment wp-att-10152"><img class=" wp-image-10152   " title="int4" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/int4.jpg" alt="" width="189" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Le sovrapposizioni di Maicon</p></div>
<p>In questo modo, la linea a 3 di centrocampisti del Milan, molto stretta, è stata risucchiata verso quella zona del campo. E questo non solo non ha migliorato la situazione sul centrodestra, ma ha lasciato anche la difesa sguarnita sul lato opposto del campo. Così l&#8217;Inter ha potuto cambiare gioco verso destra con due passaggi veloci: Zanetti, che stringeva all&#8217;interno per offrire un&#8217;opzione di passaggio più corta, poteva quindi girare la palla a Maicon sulla sovrapposizione.</p>
<p>Un movimento molto semplice, ma quasi tutte le azioni pericolose dell&#8217;Inter (ad eccezione di quelle nate da calcio piazzato) sono nate da giocate sulla sinistra con il &#8220;quadrato&#8221; iniziale o dallo spostamento rapido della palla da quella zona verso Maicon.</p>
<div>
<p>Alcuni esempi:</p>
</div>
<div id="attachment_10153" class="wp-caption alignright" style="width: 204px"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/10/inter-milan-lapproccio-tattico-come-stramaccioni-ha-vinto-il-derby/int5/" rel="attachment wp-att-10153"><img class=" wp-image-10153  " title="int5" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/int5.jpg" alt="" width="194" height="260" /></a><p class="wp-caption-text">La difesa su Boateng</p></div>
<div>
<p>11&#8242; &#8211; azione che termina con un tiro di Nagatomo<br />
15&#8242; &#8211; azione che termina con un tiro di Guarin<br />
17&#8242; &#8211; azione che termina con un cross di Maicon<br />
20&#8242; &#8211; azione che termina con un tiro di Sneijder e un calcio d&#8217;angolo<br />
26&#8242; &#8211; azione che termina con Nagatomo che arriva sul fondo e ottiene un corner<br />
32&#8242; &#8211; azione che termina con un cross di Guarin e un calcio d&#8217;angolo<br />
41&#8242; &#8211; azione che termina con un fallo di Van Bommel su Sneijder</p>
</div>
<p>Considerando che la difesa del Milan sui calci piazzati è stata inadeguata per tutta la partita, questa continua pressione risultata in svariati corner e punizioni è stata fondamentale.</p>
<p>L&#8217;ultima parte dell&#8217;approccio tattico dell&#8217;Inter a questa partita riguarda la fase difensiva: Boateng non ha difeso molto, ma quando vedeva Maicon avanzare si spostava subito sulla sinistra, nel tentativo di sfruttare lo spazio lasciato libero in quella zona del campo. Le azioni pericolose in contropiede sono state però limitate da Zanetti e Cambiasso che scalando sono andati a coprire la zona rimasta vulnerabile dal movimento di Maicon (vedi immagine a destra).</p>
<p>[Un grazie speciale a MissGreen per essere riuscita a dare una parvenza di italiano alla mia traduzione iniziale!]</p>
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		<title>Scansamose</title>
		<link>http://www.bausciacafe.com/2012/05/08/scansamose/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>





<p>Eppure io non riesco a togliermeli dalla testa.</p>
<p>E&#8217; passato più di un giorno dal derby, ma c&#8217;è questo chiodo fisso. Questo sassolino fisso nella scarpa, che devo proprio tirare fuori.</p>
<p>&#8220;Meglio che vinca il Milan&#8220;, mi dicevano. &#8220;Non lasciamo vincere questo Scudetto alla Juventus&#8220;, ripetevano.
&#8220;Lasciamoli vincere&#8220;.
&#8220;Scansiamoci&#8220;.</p>
<p>Lasciamoli vincere. Scansiamoci.
Mi è tornato in mente tutto questo nei primissimi minuti <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/08/scansamose/">Scansamose</a></span>]]></description>
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</div>
<div style="clear:both"></div>
</div>
<p>Eppure io non riesco a togliermeli dalla testa.</p>
<p>E&#8217; passato più di un giorno dal derby, ma c&#8217;è questo chiodo fisso. Questo sassolino fisso nella scarpa, che devo proprio tirare fuori.</p>
<p>&#8220;<em>Meglio che vinca il Milan</em>&#8220;, mi dicevano. &#8220;<em>Non lasciamo vincere questo Scudetto alla Juventus</em>&#8220;, ripetevano.<br />
&#8220;<em>Lasciamoli vincere</em>&#8220;.<br />
&#8220;<em>Scansiamoci</em>&#8220;.</p>
<p>Lasciamoli vincere. Scansiamoci.<br />
Mi è tornato in mente tutto questo nei primissimi minuti del derby, quando eravamo ancora sullo 0-0.<br />
Perdere apposta un derby. Ma sul serio si può pensare di perdere apposta una partita così?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/08/scansamose/goldelcesena/" rel="attachment wp-att-10140"><img class="aligncenter  wp-image-10140" title="goldelcesena" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/goldelcesena.jpg" alt="" width="443" height="241" /></a></p>
<p>Cosa sarebbe successo, se fosse andata come si auguravano quelli che &#8220;scansiamoci&#8221;?</p>
<p>Niente gol di Milito. Niente spettacolo visto in campo. Niente rabbia, niente determinazione, niente rimonta pazzesca, niente umiliazione inflitta alla Milano di Serie B. Anzi, al contrario: piegarsi al loro gioco, regalargli tre punti, assistere passivi ed impotenti all&#8217;ennesima sceneggiata di Rizzoli. Vendere una partita, per altro a vantaggio di una delle più squallide e ingiustificatamente arroganti squadre mai viste nell&#8217;intera storia del calcio.</p>
<p>Ci saremmo persi la migliore Inter della stagione, ci saremmo persi un (altro) capolavoro di Andrea Stramaccioni.</p>
<p>Perchè questo è stato il derby: un altro capolavoro di tattica e agonismo, dopo la <a title="Con i piedi per terra" href="http://www.bausciacafe.com/2012/04/27/con-i-piedi-per-terra/" target="_blank">partita di Udine</a>. E&#8217; stata la partita di Udine all&#8217;ennesima potenza.</p>
<p>La rabbia e la determinazione di Maicon e Sneijder, la perfezione tattica di Milito, Lucio e Alvarez, la guida e il carisma di Zanetti, Cambiasso e Samuel, la sfrontatezza di Julio Cesar: sono gli stessi uomini che hanno perso contro il Napoli. Ci crede qualcuno?<br />
Eppure è così. Tutta la differenza, ma proprio tutta, sta nella guida del nuovo tecnico. E stavolta possiamo urlarlo ancora più forte, senza timore di smentita: perchè tutto quello che abbiamo visto in campo contro il Milan, Andrea Stramaccioni lo aveva costruito, preparato, studiato. E previsto.</p>
<p>&#8220;<em>La voglia di giocarla bene è tantissima</em>&#8220;: lui lo aveva detto.<br />
&#8220;<em>La partita di Parma non ha sgonfiato niente, e lo vedrete</em>&#8220;: lui lo aveva detto.<br />
&#8220;<em>Vi faremo vedere che non ci sono 22 punti di differenza tra Inter e Milan</em>&#8220;: lui lo aveva detto.<br />
&#8220;<em>Lucio sarà il migliore in campo</em>&#8220;: lui lo aveva detto.<br />
Prima.</p>
<p>E non è un caso che Lucio sia stato tra i migliori in campo dopo l&#8217;indegna prestazione di Parma, così come non era un caso l&#8217;eccezionale prestazione di Sneijder pochi giorni dopo la sua sostanziale assenza a Firenze. Non è un caso che ogni volta che l&#8217;Inter di Stramaccioni ha incontrato uno stop (Cagliari, Fiorentina, Parma) è stata capace di ripartire subito più forte di prima (Siena e Udinese, Cesena, Milan). Non è un caso che l&#8217;Inter di Stramaccioni riesca sempre, sistematicamente a ribaltare il punteggio una volta passata in svantaggio. A lottare su ogni pallone, a sputare sul campo ogni singola goccia di energia: eppure è la stessa squadra che chiunque, fino a qualche settimana fa, definiva &#8220;arrivata&#8221; e &#8220;spompata&#8221;. Impensabile che sia cambiata la preparazione fisica, resta una sola risposta: la preparazione mentale. La voglia di vincere. Il lavoro di Andrea Stramaccioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/08/scansamose/464x288_stramaccioni-g4/" rel="attachment wp-att-10141"><img class="aligncenter  wp-image-10141" title="464x288_stramaccioni-g4" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/464x288_stramaccioni-g4.jpg" alt="" width="405" height="243" /></a></p>
<p>Ci sarà tempo e modo per analizzare il lavoro sul campo svolto dal nuovo mister, ci sarà tempo per parlare delle sue soluzioni tattiche, ci sarà tempo persino -magari- per mettere nero su bianco l&#8217;impietoso paragone fra l&#8217;Inter di oggi e quello che era l&#8217;Inter fino a sole 8 partite fa. Ci sarà tempo per tutte queste cose. Oggi è il tempo da dedicare a chi queste cose non le voleva vedere.</p>
<p>Oggi è il tempo per quelli che volevano scansarsi.</p>
<p>Sapete la novità? L&#8217;Inter che vi piaceva tanto non c&#8217;è più. E&#8217; tornata l&#8217;Inter che non si ferma davanti a niente e nessuno, che non si lascia abbattere da avversari più forti, da situazioni sfavorevoli, da arbitraggi ridicoli. E&#8217; tornata l&#8217;Inter che non si arrende.</p>
<p>E&#8217; tornata l&#8217;Inter che non si scansa.<br />
Mai.</p>
<p>Questa è la nostra Inter, questa è la vera Inter.<br />
Se non vi sta bene potete guardare altrove.</p>
<p>Ma non potrete mai costringerla ad adattarsi ai vostri mediocri orizzonti.</p>
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		<title>Milano siamo noi</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 21:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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</div>
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		<title>Il male minore. L&#8217;unico bene.</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 10:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nk³</dc:creator>
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<p>Ne ho lette e sentite di tutti i colori in questi giorni.
Tutti a spiegarmi che forse è meglio la Juve perchè blablabla, o forse è meglio il Milan perchè blablabla.</p>
<p>Scusate, che cosa state dicendo esattamente?</p>
<p>Che l&#8217;Inter dovrebbe tarare il suo impegno in maniera diversa per favorire l&#8217;una o l&#8217;altra contendente nella lotta al titolo?
Che l&#8217;Inter dovrebbe <span style="color:#777">. . . &#8594; Continua a leggere: <a href="http://www.bausciacafe.com/2012/05/05/il-male-minore-lunico-bene/">Il male minore. L&#8217;unico bene.</a></span>]]></description>
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<p>Ne ho lette e sentite di tutti i colori in questi giorni.<br />
Tutti a spiegarmi che forse è meglio la Juve perchè blablabla, o forse è meglio il Milan perchè blablabla.</p>
<p>Scusate, che cosa state dicendo esattamente?</p>
<p>Che l&#8217;Inter dovrebbe tarare il suo impegno in maniera diversa per favorire l&#8217;una o l&#8217;altra contendente nella lotta al titolo?<br />
Che l&#8217;Inter dovrebbe giocare per fare un favore a un&#8217;altra squadra?<br />
Che l&#8217;Inter dovrebbe pensare non al proprio interesse, ma a quello di qualcun altro?</p>
<p>State dicendo, in ultima analisi, che l&#8217;Inter dovrebbe aggiustare una partita per far andare il campionato in un verso piuttosto che in un altro?</p>
<p>L&#8217;Inter?</p>
<p><img class="alignright  wp-image-10086" title="b73f720427222a13952d9a8655bb2a8a" src="http://www.bausciacafe.com/wp-content/uploads/2012/05/b73f720427222a13952d9a8655bb2a8a.jpeg" alt="" width="311" height="466" /></p>
<p>Ma siete impazziti?</p>
<p>L&#8217;Inter dovrebbe porsi il problema su chi è meglio che diventi Campione d&#8217;Italia fra Milan e Juventus e comportarsi di conseguenza? E tutto questo perchè VOI non potreste sopportare gli sfottò del cugino scemo milanista o del collega juventino che ruba le penne dall&#8217;ufficio?</p>
<p>L&#8217;Inter dovrebbe &#8220;scansarsi&#8221; o offrire una resistenza più dura, giocare a vincere o a perdere, buttare il sangue in campo o tirare indietro la gamba per fare un favore&#8230;.a chi?</p>
<p>L&#8217;Inter deve fare una cosa molto semplice domenica sera, la stessa che ha tentato di fare in ogni singola partita di ognuno dei suoi 104 anni di storia: vincere.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Inter arbitro dello Scudetto&#8221;, leggo. E giù illazioni su illazioni, calcoli su calcoli.<br />
E&#8217; vero: l&#8217;Inter potrebbe essere un arbitro dello Scudetto. Ma per come intendiamo noi lo sport, gli arbitri sono imparziali. Altrove magari no -e del resto parla la storia- ma da queste parti gli arbitri non influenzano l&#8217;andamento di un incontro, di una giornata, di un campionato.</p>
<p>L&#8217;Inter deve vincere per onorare il campionato fino in fondo, l&#8217;Inter deve vincere per continuare ad accumulare punti.<br />
L&#8217;Inter deve vincere perchè la nostra classifica non è chiusa, perchè arrivare quarti, quinti o sesti fa tutta la differenza del mondo in termini di preparazione alla prossima stagione.<br />
L&#8217;Inter deve vincere perchè, come ormai da triste abitudine, in estate ci saranno altre squadre coinvolte nell&#8217;ennesimo scandalo del calcio italiano. Squadre che non sempre pensano ai propri interessi, che fanno calcoli, che aggiustano le partite. Che a volte pensano -loro- che in fondo sì, una partita può anche convenire non vincerla.</p>
<p>L&#8217;Inter deve vincere perchè gli altri potranno appiccicare sui propri fratini diciassette stelle o raccontare di essere la squadra più titolata della via lattea, ma noi sulla nostra Maglia abbiamo scritto INTER. E tutto quello che ci interessa è il nostro destino.<br />
E a maggior ragione dovremmo tenerlo ben presente, in una data in cui milanisti e juventini festeggiano insieme da 10 anni coprendosi di ridicolo.</p>
<p>Quindi cari editorialisti dal titolo ad effetto, cari giornalai dal sondaggio facile, cari blogger con la calcolatrice in mano, non insultateci.<br />
Nan permettetevi di dire che noi facciamo il tifo per una di quelle due squadre lì, non mischiateci con il marcio di cui siete abituati a parlare.<br />
Noi siamo l&#8217;Inter, per noi non esiste il male minore. Esiste solo il bene dell&#8217;Inter.</p>
<p>Per noi.<br />
C&#8217;è solo l&#8217;Inter.</p>
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