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E-e-e-e….questo è tutto, gente!

marzo 10th, 2010 | 51 Comments | Posted in Champions League | di Nk

Milan Rooney Tunes

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Italiani veri

marzo 5th, 2010 | 164 Comments | Posted in Discussioni | di Nk
Balotelli Okaka Ogbonna

Angelo, Mario e Stefano

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Un anno di prostituzione intellettuale

marzo 4th, 2010 | 178 Comments | Posted in Allenatore, Campionato, Manipolazione Intellettuale | di Nk

Dal 3 marzo 2009 ad oggi. Noi non dimentichiamo, ma non possiamo fare a meno di chiederci: cosa è cambiato?

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Nome: Mario. Cognome: Balotelli. Età: 19.

marzo 3rd, 2010 | 89 Comments | Posted in Discussioni, Giocatori | di Nk

BalotelliIntervistato dalle Iene, Mario Balotelli dà libero sfogo alla sua bocca e alla sua mente, affrontando tutti i temi “caldi”, e sono tantissimi, che lo hanno toccato più o meno direttamente in questi primissimi anni nel calcio che conta. Da Mourinho al Milan, dal razzismo al suo carattere “difficile”, dalle veline alle esultanze, dalla famiglia alla Nazionale. Il quadro che ne esce è sconfortante. Sconfortante per chi dipinge Balotelli, anzi Mario, come un fuori di testa, un provocatore, sconfortante per chi vede in questo ragazzo tanto genio e altrettanta sregolatezza, sconfortante per chi vorrebbe vedere un talento cristallino bruciato dalle bizze della sua testa.

Mario è un ragazzo solare, disponibile, simpatico e cosciente della propria forza. Mario è un ragazzo di 19 anni a cui piace ridere e divertirsi, a cui piace scherzare. E in quest’ottica vanno lette non solo le sue dichiarazioni in questa intervista, ma tutte le dichiarazioni che alcuni media cercano pretestuosamente di usare per creare polemica intorno a lui. Se Mario in un ospedale con dei bambini dice di tifare Milan lo fa per scherzare, per provocare una risata, per rompere il ghiaccio. Se Mario va allo stadio a vedere Milan-Manchester, lo fa per vedere una grande partita di Champions League, non certo per fare l’ultrà del Milan. Se Mario prende una multa per aver suonato il clacson sotto casa di un amico alle 2 di notte, lo fa perchè è un ragazzo di 19 anni con tanta voglia di giocare e con tutti i “colpi di testa” che chiunque, alla sua età, ha avuto. Sbaglia? Sicuramente sì. Cambia qualcosa nel suo essere un giocatore dell’Inter? Sicuramente no.

Non riporteremo il testo integrale dell’intervista, che pure abbiamo letto, in questo post. Non lo faremo perchè crediamo che più delle sue parole -chiarissime e lampanti nella loro sincerità- quello che diciamo possa essere spiegato dalla sua voce e dal suo faccione sorridente, che non lascia dubbi sulla seriosità o meno di certe dichiarazioni. Nei prossimi giorni magari faremo un post con il video dell’intervista e lì commenteremo tutto, dal suo rispetto per Mourinho al suo amore incondizionato nei confronti della Nazionale italiana, dalla sua sfrontatezza sul campo alla sua maturità nell’affrontare temi più delicati. Oggi no. Oggi ci interessava parlare solo dei suoi 19 anni, della sua playstation e della sua voglia -del suo bisogno- di divertirsi.

Sì, perchè Mario ha 19 anni. E questo che dobbiamo tenere sempre in testa, è questo che troppo spesso dimentichiamo.

Ed è questa la cosa che preoccupa di più chi se lo trova contro su un campo di calcio.

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Udinese-Inter: uno sguardo ai migliori

marzo 2nd, 2010 | 143 Comments | Posted in Campionato, Giocatori | di Nk

LucioLucio chiude una settimana stratosferica: unico difensore puro con la Sampdoria, in compagnia di Samuel contro l’attacco atomico del Chelsea, ancora da solo contro l’Udinese. Risultato: 3 gol subiti, di cui uno su rigore. E prestazioni da urlo: il capitano del Brasile si afferma, contro molte previsioni, acquisto prezioso e di livello altissimo. Puntuale in ogni chiusura, muro insormontabile sia fisicamente che in velocità, sa benissimo quando può avanzare palla al piede -creando sistematici scompensi agli avversari- e quando deve invece piantarsi in difesa. In più, dà alla squadra una carica e una sicurezza preziosissime, da vero capitano. Fenomenale.

Poi c’è Maicon, che da alcune partite sembra essere tornato ai suoi livelli o quasi. Sicuro in difesa, ma questo non era mai mancato, torna a coprire dopo ogni discesa senza fermarsi avanti a recriminare o protestare. Fa vedere di nuovo due-tre anticipi dei suoi, dai quali partono puntualissimi contropiedi: nasce così l’azione del secondo gol, è nata così una pericolosa sortita offensiva col Chelsea. Torna ad applicare gli schemi con puntualità e regolarità: il movimento sul gol è devastante per qualsiasi difesa ed è lo stesso movimento che libera spazio a Balotelli per il tiro dell’1-1. Come previsto, si avvicina il mondiale e torna il Colosso. Sarà utilissimo nel finale di stagione.

Su Milito resta veramente poco da dire: potrebbe insegnare calcio in qualsiasi spogliatoio del mondo. Un attaccante completo, un giocatore totale che non si spiega per quale motivo abbia dovuto aspettare 30 anni per arrivare a questi livelli. 39 gol in 55 partite dicono tanto ma non tutto: El Principe non è solo cecchino da area di rigore come mostrato nel terzo gol, ma è anche maestro della tattica come si vede nel secondo gol e in tutto il resto della partita. Capace di tenere in scacco da solo una difesa intera (ce lo ricordiamo Leonardo che tiene in campo 4 difensori per marcare solo lui?), di farla impazzire, di farsi inseguire, di toglierle ogni punto di riferimento, di far saltare in aria ogni linea difensiva: da lì, poi, diventa quasi elementare servire un compagno -per esempio Pandev- e lasciare aperta una voragine per l’inserimento di un difensore -per esempio Maicon-. E poi stare lì e godersi lo spettacolo di un gol. Per esempio il 2-1.

BalotelliE infine c’è lui, naturalmente: Mario Balotelli. Un gol, un assist, una partita sontuosa. Le parole iniziano a diventare superflue, inutili. Le chiacchiere da bar, o da blog se preferite, stucchevoli. Ha numeri da campione ma deve aggiustare la testa, alterna grandi giocate a gesti stupidi, va bene il gol ma l’ammonizione, ma la reazione, ma il nervosismo con la panchina, ma, ma, ma….ma che cosa? Ci permettiamo di metterlo noi un “ma” grosso quanto una casa: ma ha 19 anni. Fermiamoci a pensare, a decontestualizzare tutto. Abbandoniamo l’idea e l’immagine di Balotelli che abbiamo e pensiamo a un ragazzino che a 19 anni fa una partita come quella di domenica. 19 anni, 76 presenze e 26 gol con la maglia dell’Inter. 19 anni, attaccante esterno da un gol ogni 155′ in campionato. 19 anni e Inter-Rubin Kazan alle spalle. 19 anni e due scudetti da protagonista. No, sul serio: di cosa vogliamo discutere?

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Guardia alta

febbraio 28th, 2010 | 176 Comments | Posted in Campionato, Discussioni, Società, Tattica | di Nk

Qualche considerazione in vista di Udinese-Inter. Perchè non è una partita come le altre.

Luca Caldirola: pronto al debutto?

Luca Caldirola: debutto?

Silenzio - Continua, anche se non ufficialmente, il silenzio stampa “italiano” iniziato subito dopo il furto con scasso per il quale Tagliavento resta denunciato a piede libero: approfittando della squalifica di Mourinho, che quando non può sedere in panchina non va giustamente neanche in sala stampa, la società annulla la classica conferenza stampa del prepartita. Tutti si aspettavano Beppe Baresi e si sono ritrovati al suo posto soltanto uno scarno comunicato. Abbassare i toni o inondare l’ambiente di un assordante silenzio? Il popolo nerazzurro non dimentica i recenti fatti, la società nemmeno: l’interpretazione giusta è la seconda.

Uniti sul campo – Ivan Cordoba, Walter Samuel, Sulley Muntari, Esteban Cambiasso: tutti convocati. Il messaggio è chiaro: la squadra è unita, compatta, decisa ad andare avanti per la propria strada e a continuare a incanalare sul versante agonistico la rabbia che monta nel vedere certe situazioni fuori dal campo. Si va a Udine tutti e 24 (ma come? non  avevamo una rosa di 638 giocatori?) più Luca Caldirola e Giulio Donati, per aggiungere la forza del gruppo a quella dei singoli. Per combattere insieme, come al solito.

Materazzi e Donati: chi in campo oggi?

Materazzi e Donati: chi in campo oggi?

La formazione - In questa situazione la convocazione di Materazzi non è evidentemente indicativa dello stato di salute del nostro 23 e nulla ci dice sulle effettive possibilità di vederlo in campo. Al contrario di Santon però, anche lui tra i convocati, probabilmente a Matrix verrà chiesto l’ennesimo sacrificio di un recupero-lampo per tappare la falla aperta dalle squalifiche. Straordinari per Lucio dopo la prestazione-monstre in Champions e porte chiuse per il debutto di Caldirola o Donati quindi, almeno dal primo minuto. E a meno che Zanetti non tornerà a centrocampo lasciando il posto sulla sinistra proprio a Giulio Donati. La soluzione però sembra improbabile: Zanetti dovrebbe restare dietro e neanche Deki dovrebbe prendere fiato a centrocampo, dove farà da balia al debuttante (dal primo minuto) MacDonald Mariga. Confermato Thiago Motta, confermatissimo Sneijder, a partita in corso ci dovrebbero essere minuti per Quaresma o Krhin. In avanti il ballottaggio dovrebbe essere fra Balotelli e Milito, visto che il Mou sembra orientato a provare la strada del campo per arrivare al recupero di Eto’o.

I postumi della Champions – Ieri, Chelsea-ManCity è terminata con un 2-4 ben più rotondo di quanto dicano i numeri. Questo dal punto di vista strettamente tecnico è l’unico pericolo che ci troveremo ad affrontare oggi pomeriggio: un calo conseguente non solo alla sfida di mercoledì ma anche all’enorme dispendio di energie di sabato scorso. Bisogna scendere in campo concentrati e cercare di indirizzare la partita sin dal primo minuto per non subire il ritorno, con il passare del tempo, dell’Udinese e di “motorini” come Sanchez, Di Natale e Inler

Il vento recente – A seguito della partita con la Sampdoria e delle brillanti prestazione degli arbitri a Bari e Firenze, in settimana si è scatenato un finimondo. Alle nostre orecchie sono arrivate addirittura voci circa ingenti capitali “investiti” dalla mafia albanese in un giro di scommesse sulla Serie A. Baggianate. Ma anche no: quello che è successo nell’ultimo mese è allarmante, e la splendida prestazione in Champions non deve farcelo dimenticare. Non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo visto fischiare a Tagliavento, nè la serie di eventi precedente e successiva a quei fischi. E dobbiamo stare con gli occhi aperti. L’impressione è che il pubblico italiano – e non solo gli interisti – sia rimasto scottato da calciopoli e guardi tutto con una certa diffidenza: da più parti si sono infatti alzati dubbi sulla regolarità del torneo e discorsi che vanno ben al di là del “favore al Milan perchè vogliono farli vincere”. L’appassionato medio è ora più sveglio, meno propenso a farsi prendere in giro. Da questo, scaturiscono due correnti di pensiero:
- l’interista che sta per morire: morire insieme a tutti gli altri, ovvio. La fine del mondo è vicina, è tutto deciso, e gli arbitri ci porteranno a perdere lo scudetto con decisioni sempre più assurde, sempre più scandalose e sempre nella stessa direzione, in un vortice di vergogna senza fine. Lo scudetto è già di fatto assegnato al Milan e non ci sono speranze neppure per un’armata come la nostra. Prepariamoci a subire un altro scippo a Udine.
- il complottista ad ampio respiro. Figura nuova nel campionario del tifo italiano e, ad opinione di chi scrive, diretta discendente di calciopoli. Questo appassionato vede tutti coinvolti in un enorme calderone, un “chiagn’e fotti” formato gigante nel quale, a turno, ognuno ha i suoi vantaggi e nel quale, soprattutto, si sa già il vincitore finale. Lo scenario dice Inter, con un distacco minimo sul Milan e il conseguente allontanamento di Mourinho “spina nel fianco” di un sistema di cui fa parte fino al collo la stessa Inter. In quest’ottica, previsto in arrivo da Udine un favore arbitrale nel caso la partita dovesse mettersi male.

Noi, annoiati e disillusi, preferiamo più modestamente scegliere una terza via: nessun complotto. Diciamo, per il momento, una imbarazzante e preoccupante serie di errori. Diciamo che da Udine ci aspettiamo un arbitraggio equo e onesto. Diciamolo e urliamolo pure, anche se in fondo pensiamo tutt’altro e a questo crediamo poco. Per il momento stiamo così: aspettando ulteriori evidenze, ulteriori verifiche, ulteriori conferme.

Ci sediamo sulla riva del fiume e aspettiamo di vedere che succede.

E se qualcuno che a questo campionato ci crede veramente ci chiedesse che cosa ci aspettiamo dalla partita, la risposta sarebbe ovvia: i 3 punti. Mancano da troppo tempo, contano solo quelli.

Per ora.

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Impuniti

febbraio 26th, 2010 | 128 Comments | Posted in Campionato, Discussioni | di Nk

7 gennaio 2010: a seguito di Chievo-Inter, il giudice sportivo Gianpaolo Tosel infligge una multa di 7.000 euro a Mario Balotelli “per avere, al 43° del secondo tempo, uscendo dal terreno di giuoco all’atto della sostituzione, rivolto ripetutamente un applauso provocatorio nei confronti del pubblico

27 febbraio 2010: a seguito di Fiorentina-Milan ci chiediamo e ci permettiamo di chiederle, giudice sportivo Gianpaolo Tosel: cosa pensa di questo?

Gestaccio Huntelaar

E di questo?

Gestaccio Pato

Eh, giudice sportivo Gianpaolo Tosel?

Che ci dice, giudice sportivo Gianpaolo Tosel?

Ehi…

Giudice sportivo Gianpaolo Tosel?

C’è nessuno in casa?

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Mentalità europea

febbraio 24th, 2010 | 240 Comments | Posted in Champions League, Storia del Calcio, Video | di Nk

Davanti al Real Madrid fresco Campione d’Europa, questa fu la prestazione dell’Inter di Galante, Colonnese, West e Aaron Winter.

Che ci vuole?

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“Il calcio giocato, ecco cosa amo”

febbraio 24th, 2010 | 128 Comments | Posted in Allenatore, Champions League, Tattica | di Nk

Mourinho bacio“Questa è la conferenza stampa di Uefa Champions League, per la partita Inter-Chelsea, ed è per questa ragione che sono qui, sono qui perché devo stare qui, perché é Champions League, perché non sono squalificato, perché devo rappresentare il mio club insieme a un giocatore, e perché sono qui disponibile per parlare della gara di domani. Sono qui per Inter-Chelsea, per l’andata di Champions, e basta”

Stop alle chiacchiere, stop alle polemiche: si scende in campo per quella che, inutile negarlo, è una delle partita più importanti della stagione. Si scende in campo per un mezzo esame, possiamo dire.

E allora basta pensare al misero terzo mondo calcistico in cui viviamo: siamo in Europa, in casa nostra c’è il Chelsea. Liberiamo la mente e pensiamo solo a loro, come hanno fatto la squadra e Josè Mourinho in questi giorni.

Lo schieramento in campo, quindi: il Mou non svela minimamente le sue intenzioni, ben sapendo che la sua formazione è molto meno prevedibile di quella dei londinesi. A cominciare dal modulo: logica vorrebbe che non ci si discostasse dal 442 a rombo cui siamo abituati, ma più di una voce vede la squadra pronta a scendere in campo con il 4231 visto già contro Dinamo Kyev e Rubin Kazan. All’attacco e all’arrembaggio, per far capire chi è che comanda a San Siro. E del resto lo stesso Mou dice chiaramente che il problema non è di proiezione offensiva ma di intensità: intensità che non viene data dal numero di giocatori in mezzo al campo ma dal loro modo di intendere la partita. Dunque Sneijder dietro Eto’o e Milito, o Sneijder, Pandev e Eto’o dietro Milito? Dubbio numero 1.

Dubbio numero 2: la linea difensiva. Ovviamente certi del posto Maicon, Lucio e Samuel, l’infortunio ormai cronico di Santon lascia il dubbio sul terzino sinistro: Zanetti o Cordoba? E’ lo stesso Mou in conferenza ad analizzare la diversa impostazione nei due casi: “per la sua intensità di gioco Zanetti è un giocatore che a centrocampo ti dà tantissimo, ti dà quell’intensità che di solito le squadre inglesi hanno, perché in Premier si gioca così, e Zanetti per le sue caratteristiche potrebbe essere importante per noi in questo confronto di centrocampo”. Il prezzo da pagare, appunto, sarebbe Cordoba terzino sinistro: un giocatore in meno in proiezione offensiva e un marcatore sprecato, visto che il Chelsea non fa certo del gioco sugli esterni il suo punto di forza e tantomeno lo farà stasera, visto che a destra dovrebbe giocare Ivanovic. A meno di bloccare Samuel, Lucio e Cordoba dietro e concedere più spazio a Maicon in avanti, ma sarebbe una mezza rivoluzione rispetto al nostro solito modo di giocare.

...chiaro, no?

...chiaro, no?

La scelta tra Cordoba o Zanetti in difesa modifica anche, ovviamente, l’assetto (a 2 o a 3 che sia) del centrocampo: il Capitano sicuro del posto, Cambiasso e Stankovic…anche.  Ed è evidente come in caso di 4231 ce ne sia uno di troppo. L’idea potrebbe essere quella di una staffetta tra Stankovic (ancora non al meglio nonostante la spettacolare partita di sabato) e Cambiasso, salvo lasciare Muntari e Motta completamente fuori dai giochi (sicuri che il Mou si priverà con tanta leggerezza di entrambi i mancini?).

Ricapitolando, possiamo tranquillamente dire che il silenzio del Mou disorienta anche noi: a maggior ragione funzionerà con Ancelotti. In caso di 4231, comunque, avremo probabilmente Zanetti terzino sinistro e Cambiasso-Stankovic a centrocampo. In caso di rombo, invece, la linea mediana dovrebbe essere Zanetti-Cambiasso-Stankovic o, con Zanetti terzino, Stankovic-Cambiasso-Muntari. O magari Motta, perchè no.

Un po’ pochino per preparare una partita, vero Carletto?

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23 febbraio 2002

febbraio 23rd, 2010 | 334 Comments | Posted in Allenatore, Campionato, Coppa Italia, Discussioni | di Nk

Il 23 febbraio del 2002 l’Inter era reduce dall’andata degli ottavi di Coppa UEFA: 3-1 in casa all’AEK Atene con gol di Zanetti, Kallon e Ventola.

Il 23 febbraio del 2002 l’Inter si preparava a disputare la 24esima di campionato contro l’Udinese: finì 3-2 con gol di Vieri, Ventola e Conceiçao.

L’allenatore dell’Inter era Hector Raul Cuper e la squadra si apprestava a vivere la più drammatica delle stagioni pre-calciopoli, culminata nel celebre 5 maggio romano.

La Champions League, in quella stagione, fu vinta dal Real Madrid di Chesar Sanchez e Fernando Hierro in finale contro il Bayer Leverkusen di Ballack e Lucio.

La Coppa UEFA fu vinta dal Feyenoord di Tomasson e di un giovanissimo Van Persie.

In Italia, fu la stagione del fallimento della Fiorentina, della cessione di Zidane al Real, dell’esplosione di Cassano, dell’eterna attesa di Ronaldo.

Storie di una vita fa.

Dal 23 febbraio 2002 è cambiato tutto.

O quasi.

Il 23 febbraio 2002, Josè Mourinho ha perso la sua ultima partita casalinga in campionato.

Mourinho

8 anni e 130 partite dopo, affidiamo a lui il destino della nostra squadra.

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