scritto da il 26 luglio 2009 alle 20:39

Zlatan a Barcellona, Samuel a Milano

Stanotte il primo derby di Milano contro i cugini. Non mi dispererei se vincessero, Galliani potrebbe inebriarsi quel tanto per negare i soccorsi a Leonardo, che si è reso conto che Oddo e Jankulowsky sono giocatori di cricket cingalesi spacciati per terzini fluidificanti.

LInter dovrebbe schierare una difesa slow-motion formato dal neo-acquisto Lucio e Christian Chivu, a destra Maicon e a sinistra Zanetti (che immagino possa ricoprire il rulo diverse volte la prossima stagione). In attesa di Samuel Etoo e Aleksandar Hleb Mourinho dovrebbe far giocare la coppia Milito-Balotelli, con Stankovic a supporto.

Etoo sarà a Milano domani, giornata nella quale si formalizzerà loperazione con gli annunci ufficiali delle società. Con Ibra va via un pezzo di storia dellInter, come è stato Matthaeus, rimasto a Milano il tempo necessario per entrare nella galleria dei Grandi di Sempre. A Samuel Etoo auguriamo lo stesso, e siamo certi che ci guiderà a trionfi ben più importanti.

Nel frattempo Ibrahimovic è arrivato a Barcellona, ecco in esclusiva splinderiana il video della sua prima uscita catalana:

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scritto da il 24 luglio 2009 alle 8:37

Gli scrivani della corte e l’acquisto di Eto’o

La nuova barzelletta raccontata dalle prostitute intellettuali riguarda il prezzo di Eto’o. Ora, tutto il mondo racconta di una brillante operazione di mercato nella quale l’Inter ha nell’ordine:

1) Ceduto a peso d’oro una stella scontenta
2) Rimpiazzato la stella con una dello stesso peso se non addirittura più forte
3) Incassati 46 milioni di euro
4) Ottenuto il prestito di un trequartista di buon livello che stava cercando, con lo stipendio pagato dal Barcellona
5) Risparmiato complessivamente sul monte ingaggi, oltre ad essersi liberata di Raiola

Ora, questa operazione, se a farla fosse stato Galliani, avremmo visto paginate di elogi al grande manager. Invece, in Italia, paese della prostituzione intellettuale (che non va mai in vacanza) abbiamo queste porcherie:

Per Mediaset l’operazione Eto’o costa complessivamente 57 milioni, in base a calcoli fatti da loro. La Gazzetta dello Sport, nella prima estate senza Candido Cannavò (e si vede!) anzichè elogiare l’Inter per il fatto che sia riuscita nell’impresa di far arrivare una stella di assoluto valore nella Serie A, in sostituzione di Ibrahimovic, o comunque mantenere un atteggiamento neutro, decide che a “vincere” è stato Eto’o! Ma vincere contro chi? Contro l’Inter naturalmente, cui non si vede l’ora di attribuire sconfitte.

La conferma arriva dall’editoriale di Nicolino Cecere, che ancora una volta fa i conti a tasca all’Inter, dimenticandosi come Mediaset di fare quella stupida cosa che insegnano in prima elementare: il saldo.

Se l’Inter accorda 55-58 milioni ad Eto’o in 5 anni, è vero anche che non spende soldi per pagare Ibra (al lordo parliamo delle stesse cifre, anche se con Raiola è tutto molto aleatorio): per cui si può già dire che Eto’o si paga da sè. Anche perché arrivano 46 milioni di euro in più, che evidentemente fa comodo dimenticare.

primapagina_largeViene da chiedersi dov’erano Francesco Vecchi, Nicola Cecere e gli altri pseudo-analisti economici del nostro calcio, un anno fa, quando non furono resi noti i termini dell’ingaggio del suonatore di congas Ronaldinho, i termini del prestito di Shevchenko. Dov’erano? Probabilmente erano al mare, come sono stati al mare qualche giorno fa quando il sempreverde Del Piero rinnovava a cifre praticamente sconosciute.

Il bello è che quando c’è di mezzo l’Inter a cambiare sono anche i più fondati canoni oggettivi. Il costo di un giocatore viene considerato per l’ingaggio. A nessuno è venuto in mente di dire che Amauri alla Juventus è costato circa 40 milioni e che Diego sia costato circa 50. Infatti, nessuno l’ha scritto, altrimenti avrebbero dovuto aggiungere che la Juve quest’anno ha speso 100 milioni per 3 giocatori (Cannavaro, Melo, Diego).

La verità è che la madre delle prostitute intellettuali è sempre incinta, e che le figlie sono più scostumate di lei.

Di questo geniale colpo di mercato – tranne rare eccezioni: Pedullà, persino Franco Melli – che si accosta a quelli già effettuati (Lucio anzichè Cannavaro e Onyewu), non si legge altro che:

Gelo tra Inter e Mourinho – Ora serve un gioco – Chi passerà la palla – Senza Ibra è finita (chi lo scrive è tra quelli che considerava Ibra un mezzo giocatore).

Pazienza, sapremo aspettare: giusto glissare sulle lamentele di Leonardo, un pupazzo non può far troppo rumore, giusto accorpare sempre Ancelotti al Milan, facendo passare per successi rossoneri quelli ottenuti dai Blues (è la nuova moda dell’estate). Noi sappiamo aspettare, come lo scorso anno di fronte ai temibili proclami di Buffon e  Amauri. E allora vedremo se una squadra che ha sostituito Ibrahimovic con Eto’o, Cruz con Milito, Jimenez con Motta, Rivas con Lucio, per non dire di Hleb e Arnautovic si è davvero indebolita. Per ora ci godiamo il nostro nuovo acquisto, ringraziando sentitamente Zlatan per le magie che ci ha regalato in questi anni vincenti.

Non poteva mancare il Messaggero di Roma: 50 milioni il costo di Eto’o.

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scritto da il 21 luglio 2009 alle 18:32

Eto’o – Inter, l’attesa

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TRATTATIVA ETOO: INCONTRO TERMINATO, FIRMA DOMANI?

 

LAPORTA: ESITO DIPENDE DA ETOO E IBRAHIMOVIC

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Ce un principio dintesa tra me e Moratti ma tutto e condizionato allaccordo tra lInter ed Etoo, Ibra e il Barcellona”. Parola del presidente blaugrana, Joan Laporta, che a Sky Sport descrive la situazione che coinvolge i due attaccanti e i due club. Le dichiarazioni del numero uno catalano sembrano dunque escludere lipotesi (avanzata da Radio Marca) di un Barcellona disposto a un esborso di 75 milioni di euro per lacquisto di Ibrahimovic, senza linserimento di Etoo nella trattativa.

CALCIO: INTER; AGENTE ETOO A MILANO INCONTRA DIRIGENTI (ANSA) – MILANO, 22 LUG – Il procuratore di Samuel Etoo, Josep Maria Mesalles, e tornato a Milano e pochi minuti fa e entrato nello studio del vicepresidente nerazzurro, Rinaldo Ghelfi. Allingresso Mesalles non ha rilasciato alcuna dichiarazione. (ANSA).

FONTI BARCELLONA,TUTTE TRATTATIVE VANNO AVANTI (ANSA) – MILANO, 22 LUG – Le trattative sul trasferimento di Zlatan Ibrahimovic al Barcellona e sulla buonuscita a Samuel Etoo da parte del club catalano proseguono, non ce stata alcuna intesa ne alcuna rottura. E quanto ha appreso lANSA da fonti ufficiali della societa presieduta da Joan Laporta.

Non ci sono novita rispetto a ieri – hanno detto le fonti interpellate -, le trattative stanno seguendo il loro corso. Secondo alcune indiscrezioni, lagente di Etoo, Josep Maria Mesalles, sarebbe a Milano per incontrare di nuovo i dirigenti dellInter, ma non ci sono al momento conferme.

Alcuni organi di stampa affermano che il procuratore non avrebbe ottenuto dal Barca la liquidazione (tra 5 e 10 milioni di euro) richiesta e sarebbe tornato in Italia per chiudere comunque laffare con i nerazzurri. Sempre secondo questa ricostruzione, il Barcellona sarebbe pronto a pagare 75 milioni per Ibra. (ANSA).

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CALCIO: AGENTE BURDISSO, STO PARLANDO CON BIG SPAGNOLA = Buenos Aires, 22 lug. – (Adnkronos) – Nicolas Andres Burdisso godeva gia di poco spazio nello scacchiere nerazzurro di Jose Mourinho, ma dopo larrivo di Lucio gli spazi si sono ulteriormente ristretti. A confermare lipotesi di cessione e lagente di Burdisso, Fernando Hidalgo, che in esclusiva per Calciomercato.it si sofferma anche sullaltro difensore in esubero della rosa meneghina, Nelson Rivas. Burdisso? Si, ci sono alcune possibilita. Mi stanno dicendo che la Roma lo vuole, ma con me non ha parlato nessuno della societa.

Io pero sto parlando con una big spagnola e sto vedendo se posso chiudere loperazione, io credo che entro questa settimana verra fuori unofferta, lho gia riferito allInter, dice lagente.

Entro oggi o domani potranno gia esserci altre novita con una proposta ben definita che sto aspettando e che portero al club.

Il Genoa e la Fiorentina? No no, nessuna delle due societa mi ha chiamato, anche se mi piacerebbe portare Nicolas in viola cosi rinsaldo i rapporti con il mio amico Pantaleo Corvino, aggiunge. E Rivas? “Per lui le cose si muovono meno. Tutti mi dicono del Palermo, ma non mi hanno mai contattato…”.

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scritto da il 20 luglio 2009 alle 19:03

Lucio è dell’Inter

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Il capitano della nazionale verdeoro è ufficialmente un giocatore nerazzurro. Contratto triennale.

Parla lagente di Aljaksandr Hleb: “Non mi piace parlare di ipotesi, pero lInter rappresenta una destinazione gradita, non ce dubbio. E un grande club che gli consentirebbe di vincere ancora molto. E sempre un onore essere accostati a squadre di questo calibro, ma ribadisco che per ora con noi non ha parlato nessuno. Se e quando i due club ci comunicheranno qualcosa, valuteremo la situazione”.

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scritto da il 18 luglio 2009 alle 10:42

Chi è Samuel Eto'o

Un attaccante devastante e completo, osservare la varietà di colpi, tenete a mente sempre la posizine di partenza. Non è un Inzaghi che sta dentro larea piccola, sa tagliare e farsi trovare:

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scritto da il 17 luglio 2009 alle 8:13

Barcelona-Ibrahimovic: si tratta

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Una serie di conferme nella notte dalla Spagna e dallItalia, Moratti ne parla a Sky. Per Zlatan il Barcellona avrebbe messo sul piatto 40 milioni più Samuel Etoo, in aggiunta come operazione separata il prestito di Hleb.

BEGUIRISTAIN: “Trattativa aperta, il trasferimento dipende da Ibrahimovic, da Samuel Etoo e da alcune situazioni che devono mettersi a posto”.MORATTI: “Trattativa ben avviata”.

42 MILIONI DI EURO + SAMUEL ETOO, CONFERME SULLOFFERTA DALLA SPAGNA.

 

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scritto da il 16 luglio 2009 alle 11:55

Per Max il prezzo è giusto

maxwell2Lannunciata cessione di Maxwell probabilmente ce lavevamo scordata. Lincontro Laporta – Moratti poteva farla presagire ed eccola qui. Molte lamentele in queste ore per il prezzo spuntato dai blaugrana: 4.5 milioni più 0.5 a seconda dei risultati ottenuti, per un terzino di 28 anni che va in scadenza di mercato. A tanti sembrano pochi, a pochi sembrano tanti. Potremmo dirla alla Iva Zanicchi: Okay, il prezzo è giusto. Al limite è lInter che ha pagato troppo alcuni giocatori che entravano in scadenza come Mancini e Chivu, ma la responsabilita è di tutti: della società, dei dirigenti e anche dellallenatore che li ha richiesti a tutti i costi (soprattutto Chivu), con lo strano caso del prezzo che si alzava col passare del tempo, anziché il contrario.

La politica societaria è spesso criticata. Troppo tardi si è mossa lInter a costruire il modello Manchester o modello Barca, cioè basato molto sul vivaio e sulle scommesse giovani, che diventano star dalle quali incassare e ricominciare i cicli vincenti. I soldi spesi dal Man United per Nani, Ronaldo, Heargraves e Anderson non devono ingannare. Come si è visto alla fine Ferguson ha intascato circa 25 milioni in più di quanto aveva speso per aggiudicarseli, grazie alla cessione di Ronaldo. E se lo United può cedere Ronaldo, figuriamoci se lInter non può cedere Maxwell.

Tanto più che la mossa appare logica, intelligente, assennata. Maxwell è un buon giocatore ma con scarsa personalità. Un po indolente non tanto negli allenamenti, quanto nella voglia di stare in squadra. Se lo ha reso indolente uno stipendio medio, figuriamoci cosa sarebbe stato coi soldoni promessi da Raiola. A 28 anni non vale 4 milioni allanno per quattro stagioni, soprattutto se hai tirato su Santon. Non parliamo poi del fatto che lInter realizzerà una plusvalenza da un giocatore acquistato a parametro zero e considerato dai più come perduto dal calcio mondiale. Insomma, non vediamo sempre il bicchiere mezzo vuoto. Il buon vivaio serve a tenere bassi gli stipendi della prima squadra e ad effettuare una cessione importante allanno, importante è che ci siano arrivati a capirlo. Questo a patto che la società abbia sempre un progetto tecnico e manageriale. Perchè si può diventare come il Manchester o il Barcellona, ma anche come lArsenal e la Roma. Anche se noi non soffriamo troppo la concorrenza economica di altre grandi.

LUCIO ALLINTER – RESCINDE IL CONTRATTO COL BAYERN – ACCORDO TRA LE SOCIETA

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scritto da il 10 luglio 2009 alle 12:14

Raduno 2009 Live

interLe novità del giorno: Ibrahimovic indosserà la maglia numero 10. A Thiago Motta la numero 8. Milito è possibile che prenda la numero 9 del grande Jardinero, al quale tributiamo lonore meritato. Sul mercato tutto sembra apparentemente fermo, anche se arriva quasi sicuramente Pavel Nedved, ha 37 anni e non si sa quanto possa dare. Ma arriva e copre la falla lasciata dalla partenza contemporanea di Vieira, Jimenez e quella preventivata di Mancini. Probabilmente non arriva Deco, e si tenterà di chiudere per Carvalho.

Una cosa volevo dire. Da giorni i principali giornali sportivi italiani parlano di Juve che ha raggiunto lInter con Felipe Melo e Diego, come se lInter non avesse comprato nessuno e fosse rimasta quella dellanno scorso. Una cosa ridicola: i sondaggi della Gazzetta, vero covo di prostitute intellettuali, che fanno finta di nulla. Evidentemente stavano sul marciapiede morale, quando lInter ha fatto i suoi acquisti, altrimenti ci sarebbe uscito un bel sondaggio: ora che lInter ha preso Motta e Milito chi deve prendere la Juve per tenere i punti di distacco dellanno scorso. Ma niente da fare… inutile ripetere che anche la sequela di sondaggi si commenta da sola.

A me però tutto questo vanto della nuova Juve puzza. Dire che è allaltezza dellInter – potendolo dire solo ignorando il fatto che lInter abbia comprato il migliore centrocampista della passata stagione e il secondo realizzatore – significa dire che Ferrara ha una squadra da scudetto. Ergo, fornire alla società e ai tifosi la metafisica delladdio a Ferrara… che signfica Conte in plancia, col suo benemerito seguito… ah che bello il calcio italiano!

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scritto da il 8 luglio 2009 alle 15:11

Salary Caz

platiniNon cè voluto molto tempo per svelare il bluff di Pantaleo Corvino, che nel Regno dei Luoghi Comuni del Calcio, ricopre il ruolo di Mago Incantantore del Mercato Numero Due. Venti giorni fa la stampa specializzata italiana (specializzata in marchette per la precisione) aveva salutato il nuovo corso viola, un po come i romani salutarono la morte di Annibale in quel di Bitinia: con gioia e soprattutto sollievo. Se la gioia era comprensibile, il sollievo lo era un po meno, considerando che il vecchio generale era ormai stato sconfitto e ridotto allimpotenza dal celeberrimo nonno dei Gracchi.

Ma il sollievo rispetto al salary cap made in Italy era facile da capire: finalmente cè qualcuno che si affianca allausterity milanista, in unepoca nella quale anche il Napoli spaccia giocatori come se fossero casse di sigarette a Gioia Tauro. Invece il bluff, come dicevamo, è durato poco.

La Fiorentina comincerà a usare la clausola rescissoria nei contratti, saremo il primo club in Italia, ho avuto lok dalla società, ho cominciato a contattare i procuratori dei giocatori, questo strumento può essere una risorsa economica, ogni giocatore avrà la possibilità di andare via. Noi vogliamo tenere a tutti i costi i nostri calciatori migliori, le cessioni di Pazzini e Osvaldo sono servite per rimpinguare le casse delle società, per il mercato in entrata invece io non posso competere con certi ingaggi, non creiamo illusioni ai tifosi, noi cerchiamo di migliorare il nostro organico li dove possiamo permettercelo, la società mi ha detto che andremo avanti così, continueremo con questa rosa, questanno farò il ministro senza portafoglio.

Queste le parole di Corvino tre settimane fa. Invece oggi scopriamo che la tanto decantata clausola di rescissione è semplicemente unofferta di vendita fatta alle società che vogliono comprare, con buona pace dei discorsi altisonanti (al netto degli errori grammaticali, che naturalmente nel Regno dei Luoghi Comuni sono tenuti molto in considerazione) sullincedibilità dei prezzi pregiati.

Una versione tipicamente allitaliana insomma, nella quale magari le società vengono messe in allerta dai procuratori precedentemente informati. In Spagna le clausole si mettono abbastanza elevate per proteggere linvestimento, in Italia – casualmente – le si piazza abbastanza basse per permettere la cessione di un giocatore. Permetterla agli occhi della tifoseria ovviamente, alla quale si potrà sempre dire che Felipe Melo è andato via per colpa della clausola di rescissione… forse bastava non metterla, o forse bastava fissarla un tantino più elevata, per non farsi sfilare il giocatore… verrebbe quasi da pensare che Mago Pantaleo abbia preso lezioni da Adriano, il Gran Ciambellano.

Venendo alle cose serie. Negli USA e precisamente nella NBA è stato appena ridisegnato il salary cap. In linea con la crisi economica, che ha visto perdite sul piano delle entrate e proprietari delle squadre alquanto preoccupati, la Lega ha abbassato la soglia di spesa con una conseguenza importante sul versante della luxury tax. Questultima è una tassa molto importante: per ogni dollaro speso in più rispetto al salary cap se ne versa un altro alla NBA. Certo, fa sensazione sapere che le squadre che maggiormente sbordano sono tra le meno vincenti degli ultimi anni (Knicks e Dallas), ma come si suol dire: è una cosa seria. Non una cosa alla Corvino.

Il discorso sul salary cap è circolato parecchio in questi giorni per via delle prese di posizione (a 86 gradi) di  Michel Platini, che più che altro si è inviperito per le cifre smosse dal Real Madrid, non tanto in ordine agli ingaggi, quanto rispetto al costo del cartellino. Forse ha ragione, i prezzi sono esagerati, eppure lui dovrebbe sapere che i calciatori sono affiliati alle federazioni calcistiche nazionali, le quali sono affiliate alla federazione europea che presiede. Logica vorrebbe che non si presentasse alla stampa facendo finta di essere allopposizione, altrimenti mi ricorda Pecoraro Scanio, che da ministro del Governo Prodi scendeva in piazza per protestare contro le decisioni assunte da Palazzo Chigi.

Se Platini fosse una persona seria, darebbe una parvenza di serietà alla UEFA. Innanzitutto: a) uniformando la giustizia sportiva e facendo definitivamente fuori i personaggi loschi che girano qui e oltre le Alpi  b) fissando delle regole certe sui cartellini dei giocatori provenienti da oltreoceano, i cui diritti appartengono, talvolta, a non meglio precisati uomini daffari che si muovono in base alle tangenti smazzate da chi compra  c) fissare dei parametri di spesa, che non ledano ovviamente i principi del libero mercato.

In particolar modo: se si vuole evitare che il prezzo dei calciatori vada fuori fase o fuori mercato, si può pensare a un modello misto che richiami lesperienza americana, che ha comunque delle leghe nelle quali vige un principio non tanto socialista, ma decoubertiano.

1) Stabilire una borsa del mercato dei calciatori, attraverso la quale trattare i cartellini al giusto prezzo richiesto dagli operatori

2) Legare il costo del cartellino al costo dellingaggio, ovvero a un multiplo dello stesso, con la proporzione numerica che scema fino alla scadenza naturale del contratto.

3) Importare dallAmerica il concetto della cessione del contratto, intendo in maniera integrale: la squadra che acquista il primo anno si accolla il contratto della squadra che vende, per poi firmare lestensione a una percentuale che fa riferimento al costo del cartellino. Esempio: Thiago Motta al Genoa prende 1.5 milioni di euro allanno per tre stagioni. LInter lo acquista dopo il primo anno di contratto a un prezzo multiplo del suo cartellino. Pertanto dovrà corrispondergli 2 anni del vecchio contratto del Genoa a 1.5 milioni più leventuale estensione. Come miglioramento professionale sono ammessi i premi individuali.

Questultima mi sembra una soluzione plausibile per evitare speculazioni al rialzo sul costo del cartellino e sul costo dellingaggio. Solo che per applicare queste regole servono norme ferree e comportamenti intransigenti. Multe salate agli affiliati che violano le norme, a coloro che fanno di tutto per farsi cedere, a chi comunque specula sui contratti che sembrano non aver valore. Anche perchè tornando ai nostri antenati Romani, come dice Lotito: i contratti si fanno per essere rispettati. Se non ci fosse chiarezza su questo punto ci dovremmo sempre affidare ad una massima non scritta del libero mercato: se cè qualcuno disposto a pagare un prezzo per una cosa, quel prezzo ne stabilisce il valore. Senza lamentele di sorta.

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scritto da il 6 luglio 2009 alle 19:17

Diaro di bordo interstellare

CarloAncelottiOrmai è chiaro il giochino dellastronave madre (leggi: Mediaset): rivenderci gli eventuali successi di Ancelotti al Chelsea nel doppio formato pro-Milan contro-Mourinho. Già si affilano le lingue, mentre Carletto dimostra ancor di più il suo complesso di inferiorità totale nei confronti di Special One. Dopo Parma, in cui fui effettivamente derubato di uno scudetto che meritava, Ancelotti ha sempre allenato con le spalle coperte. Vezzeggiato dai Varriales di Regime, tesoruccio delle prostitute intellettuali per lumana simpatia che trasmette, in Inghilterra deve dimostrare molto e farebbe meglio a tacere prima di nominare invano il nome di Mourinho, che al Chelsea ha portato trionfi che mai avevano visto.

Non so se si può dare il premio al giornalista più scarso dItalia. Se è possibile preferirei assegnarlo a colui che sembra mal sopportare Mourinho (che non chiama mai per nome, ma lo definisce “specialone”). Stiamo parlando di Marco Barzaghi, Mediaset, chiamato a commentare il calcio-mercato interista. Sempre problematico, sempre in crisi… Bartolomucci smettila di goderti la Puglia e torna al lavoro.

E sfuggito alla stampa mainstream nazionale, intendo quella sportiva, il succo delle dichiarazioni di Ibra, che ribadisce di essere andato via dalla Juve per motivi che non centrano nulla con Calciopoli (che ha solo affrettato la cessione). Motivi mica sconosciuti: Moggi sembra che gli avesse promesso un ritocco di ingaggio che non cè stato. Ha scelto lnter molto prima che si intromettesse in corner il Milan, che ha approfittato del tempo a disposizione per salvarsi il fondoschiena e per inventare la classica palla ad uso e consumo dei gonzi tifosi.

Nel PDL i milanisti non hanno voce. Se Berlusconi fosse stato democristiano, avendoli convinti a farsi votare per via del Milan, costoro avrebbero potuto formare una corrente, molto più influente di quella Donat Cattin. Al massimo oggi si chiamerebbero Accattin, visto il modus operandi del geometra Galliani nelle Baleari.

Ho finalmente visionato De Federico e Pastore, nel match contro il Velez. Il primo sembra più dotato, ma il secondo ha pure un gran fisico. Se il Palermo lo prende potrà cederlo convenientemente alla Juventus qualche anno dopo. Se migliora e non dice di voler giocare nellItalia, nel caso venisse snobbato dalla Nazionale albiceleste.

No Leonardi, No Regali.

Il video sulla presentazione del Manuela… scusate, Manuale di Prostituzione Intellectuale.

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