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scritto da ex-collaboratori il 7 settembre 2009 alle 19:05
 Samuel Eto'o guida l'Inter 2009-10
Il duello Inter – Juventus non è più sulla carta o sui pronostici. Ma nonostante il campionato sia già cominciato, gli juventini continuano a parlare come se fossimo all’inizio di Agosto. Ogni giorno – e sottolineo ogni giorno – di dritto o di rovescio c’è uno juventino che canta e che dice che vinceranno tutto. Oggi è il turno del fuoriclasse megagalattico dell’Universo (a riposo dalle fatiche della Nazionale), al quale si aggiunge Motosega Chiellini, in un impeto degno di miglior causa (“la dichiarazione di guerra è già stata consegnata…”): abbiamo capito, vincerete tutto.
Scendendo sulla Terra, e tralasciando la sfida lanciata da Flamini (“attenti, gli juventini sono padroni duri, ve ne renderete conto anche voi”), vediamo di analizzare sul medio-lungo termine questo confronto che nei fatti potrebbe apparire entusiasmante (escludendo il classico D-Day interista con 10-12 vittorie schiacciasassi da ottobre a Natale):
La Juventus ha dalla sua una carica di entusiasmo: aria nuova portata da Ferrara, gli acquisti sono migliori di quelli dello scorso anno, sono partiti bene, secondo alcuni hanno vinto un trofeo (dixit il collaborazionista De Paola), c’è un minor numero di equivoci tattici, dovrebbe dipendere meno dalla vecchia guardia.
I punti interrogativi non mancano: la rosa è buona, ma non buonissima, soprattutto in difesa. Ha tre terzini sinistri, nessuno dei quali è bravo a difendere. A destra c’è Zebina, che osserva ancora il calendario lunario, quindi Grygera, il prossimo naturalizzato di Lippi, al centro la riserva di Luxor è Le Grottaglie. Quel che rimane della vecchia guardia – relegata in panchina – comincia a scalpitare: Del Piero ha detto che vuole giocare, Trezeguet ha detto che se ne andrà.
Nei fatti, oltre a Diego, che aggiunge fantasia all’attacco bianconero, la Juventus intende puntare su Iaquinta e Amauri, cioè gli attaccanti di Udinese e Palermo di pochi anni fa. L’Inter invece punterà su Milito, che può essere considerato il nostro Amauri (scusaci Diego, lo sappiamo che segni di più) e sull’attaccante del Barcellona due volte Campione d’Europa: Samuel Eto’o. La vera differenza in avanti è nella costanza ad alti livelli. Iaquinta va molto a sprazzi, Amauri è Amauri, cioè uno scarto del Brasile già qualificato ai mondiali (e senza l’Illuminato).
Il centrocampo non è malvagio nel complesso, soprattutto è vario ed è pronto a dare battaglia, perchè avrà il compito di difendere le tre punte, fermo restando che Amauri e Iaquinta, nei loro limiti assoluti, sono comunque giocatori di reparto che sanno rientrare e difendere. Direi che il vero punto di forza è proprio questo: ha gli uomini adatti a sviluppare un certo tipo di calcio, bisognerà vedere se Diego è quel fuoriclasse che le permetterà di sbloccare le partite chiuse. Quello che è stato Ibrahimovic per l’Inter. Io ne dubito seriamente.
Nell’Inter sono principalmente tre i punti deboli:
1) L’assortimento dei nuovi con i vecchi, in particolare la difesa centrale con Lucio e la fase di appoggio in attacco con Sneijder e Thiago Motta. Serve tempo per trovare gli automatismi di gioco, come ha detto l’allenatore.
2) L’assenza di un vero terzino di spinta alternativo a Maicon. In particolare Santon deve crescere molto su tutti i fronti, e ci si aspetta da lui un salto di qualità particolare. Ovviamente sia Chivu sia Zanetti sono meglio dei corrispettivi bianconeri. Ma ci saranno partite nelle quali la spinta di Maicon sarà vanificata e dovremo salire dall’altra parte.
3) Una certa esiguità della rosa nei ruoli cardine del modulo a rombo. Non c’è il sostituto di Sneijder (Stankovic adattato scoprirebbe comunque il centrocampo), Balotelli, Suazo ed Arnautovic devono dimostrare di potersi giocare le proprie carte in attacco, perchè ci sarà bisogno di loro e soprattutto i primi due non hanno nella continuità il loro punto di forza. Mancini e Quaresma sono in cerca di un’identità, se non spanzano possono reinventarsi in qualche cosa. Anche in una motozappa.
L’Inter però può primeggiare per il fatto che sta trovando un’impronta di gioco estremamente offensiva, ma comunque più redditizia di un gioco all’attacco che dà molte vittorie ma zeru tituli. Nel complesso c’è equilibrio: Stankovic e Cambiasso sommano qualità a quantità, Sneijder aggiunge quantità a qualità. Ci sono più soluzioni offensive, Eto’o è un attaccante moderno, scattante, di pura tecnica, che sa svariare molto davanti, smarcandosi sempre nelle azioni più pericolose (si guardino i gol di Maicon e Thiago Motta… oltre al rigore procurato: Eto’o è libero di concludere praticamente smarcato), Milito è un Cruz che non cade in terra e con maggior tecnica e voglia di vincere, Maicon dà grande energia, Julio Cesar e Samuel sono una sicurezza. In più il gioco è veramente imprevedibile, anche per lo stesso tecnico, che sta scoprendo una squadra piena di talento e non a caso accreditata tra le prime cinque in Europa.
In più i nostri non parlano e non fanno molti proclami: per tutto il resto c’è Josè Mourinho.
scritto da ex-collaboratori il 3 settembre 2009 alle 22:06
Quando Mourinho ha puntato il dito contro il veggente Lippi non lha fatto a caso. Josè parla raramente a vanvera e se a qualcuno ha dato lidea che stesse esagerando, a posteriori, oggi cioè, possiamo notare che ha sempre avuto ragione a sottolineare la “stranezza” del pronostico di Lippi.
Attenzione! Mourinho si aspetta sempre, forse ingenuamente, che qualcheduno un giorno in sala stampa si alzi e dica: 2+2 fa 4? Il problema è che nei paesi dei Varriales e dei GrazieMarcello, del Moggi editorialista e dellElkann Rosso Pensatore tutto va a svaccare, compresa la matematica.
Luscita temeraria di Fabio Cannavaro, quello che al telefono con Moggi si inventava infortuni cronici per andare a giocare 38 partite di fila nella Juve lanno dopo, con 19 partite in diffida, oggi la dice tutta e sembrerebbe suggerire una sola cosa: gettare casino nello spogliatoio interista. Usare la Nazionale per fare gli interessi di unaltra squadra, per interposto potere, agitare la spada della mancata convocazione sopra la testa di giovani ragazzi, che nel nostro club sarebbero chiusi, per ciò spingerli al trasferimento, a chiedere la cessione, ad anteporre i loro obbiettivi a quelli dellInter.
Gli ha risposto bene Mourinho, che questa volta si è trattenuto, usando il tono soft, per rispondere coi fatti a personaggi di dubbio gusto, che rappresentano una macchia nella gloriosa storia dellInter.
Cannavaro è ancora un giocatore, ma parla già da allenatore, direttore sportivo o presidente. Così parlando, sbaglia e dimentica qualche particolare che non riguarda lInter. Per esempio che, considerato che nella Juve giocano lui e Chiellini, anche Legrottaglie deve valutare di cambiare squadra a gennaio altrimenti perderà il Mondiale. E anche Giovinco, giovane di talento, anche prima dellinfortunio ha giocato poco e quindi deve valutare bene le sue scelte per il futuro.
Se fossimo in un paese serio nel quale 2+2 fa 4 a Lippi e Cannavaro verrebbe interdetta qualsiasi attività in ambito federale, se non fosse che la Federazione è piena di uomini collusi col vecchio sistemo di potere, che fa capolino ogni qualvolta ci sono le Convocazioni. Eppure a chiunque sta bene questa specie di conflitto dinteresse, che è lontano parente dei tanti conflitti di interesse che regnano in questa pazza nazione. Vergognose oltre ogni limite le convocazioni juventine, compresa questultima di Marchionni, ingiustificate e ingiustificabili le distinzioni Amauri / Motta. Ancora più vergognosa la canea sullesclusione di Antonio Cassano, sicuramente meritevole di chiamata, rispetto agli illustri amici coi procuratori giusti, se non sapessimo che serve a fare chiasso e coprire lo scandalo di convocazioni che evocano non tanto un blocco Juve, quanto un blocco dinteresse.
Questanno la Juve è più competitiva, uno dei motivi è che cè molta voglia di Juve. Anche dove, per statuto, non ce ne dovrebbe essere.
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Per il capostipite della Prostituzione Intellettuale è Mourinho che attacca Cannavaro. Li tocchi e muori, esattamente come certi bei personaggi che hanno insozzato la nostra civile storia.
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Con questo post si chiude lesperienza di Bauscia Cafè per come lavete conosciuto. Questo è lultimo post della serie durata un anno, esattamente il 20 settembre 2008, che ci ha visto crescere insieme a voi: i vecchi amici di Bauscia, i nuovi, i tanti lettori sparsi negli altri blog interisti. A tutti un caloroso saluto e a ritrovarci.
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scritto da ex-collaboratori il 3 settembre 2009 alle 8:35
 Maradona più Zico uguale Diego
In questi giorni – soprattutto dopo la convincente vittoria della Juventus a Roma, contro una squadra in disarmo – allenatore e giocatori bianconeri si sono riempiti la bocca di alti proclami. Siamo passati dal “possiamo vincere tutto, ma l’Inter è la squadra da battere” a “non temiamo l’Inter, vinciamo me lo sento”. Buffon, tradizionalmente moderato, ormai è in minoranza: gli aedi del Nuovo Zico Più Veloce hanno già vinto.
La grancassa mediatica ha iniziato a risuonare dal primo trionfo (marchiato così dal Tuttosport) ottenuto al Trofeo Tim. La Juve ha vinto ai rigori contro l’Inter e ha battuto agevolmente il Milan (uno sforzo erculeo di questi tempi). Lippi ha parlato, è arrivato il passo falso nerazzurro col Bari e conseguentemente la prima grossa certezza: “non temiamo l’Inter”.
E’ assolutamente inutile sottolineare che anche lo scorso anno, con Ranieri, all’epoca del camaleonte solido, la Juve facesse gli stessi proclami, in particolare dopo la roboante vittoria di Madrid in Champions. Poi i reali valori sono venuti fuori, perché alla lunga ciò che conta è la varietà della rosa. Solo un pazzo scatenato può pensare che Diego sia quel fuoriclasse assoluto che vogliono rivenderci. Ottimo giocatore, per carità, nel campionato italiano può fare la differenza, soprattutto in campo aperto. Ma il tempo di conoscerlo e si spegnerà, anche considerando l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, quando i campi saranno più pesanti e gli infortuni colpiranno a destra e a manca.
L’Inter al limite dev’essere solo preoccupata che questa gestione lippi-moggi-ferrara non conduca all’andazzo degli anni precedenti: le gare dei Gobbi contro Bari e Parma ci spiegheranno molte cose.
scritto da ex-collaboratori il 30 agosto 2009 alle 14:30
scritto da ex-collaboratori il 27 agosto 2009 alle 8:19
Secondo la ricostruzione fatta da Alfredo Pedullà, uno dei pochissimi tra gli attendibili e liberi giornalisti sportivi italiani, Sneijder ha impiegato una settimana esatta per dire SI allInter per un motivo: trattare la buonuscita con il Real Madrid, forzando la situazione per farsi concedere un riconoscimento economico. Vero o falso che sia cè di sicuro che non ha rifiutato lInter e nella serata di ieri si sono sciolte le decine di “gelate” che hanno accompagnato i titoli dei maggiori quotidiani italiani (gli stessi che spingono per una vittoria del Milan nel derby di sabato).
Sneijder è un giocatore particolare: nellultimo anno ha sicuramente reso di meno e lo si è visto più spesso in qualche discoteca, complice anche linfortunio, che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco nella fase finale del campionato. Nellanno precedente (2007/08) il centrocampista olandese è stato decisivo per la conquista dellultima Liga dei blancos targata Schuster: 27 presenze da titolare, 9 gol e 6 assist confezionati.
I paragoni con Ronaldinho sono francamente risibili, dato che il tulipano è un giocatore efficiente, in piena forma, pronto a giocare, fosse stato per Pellegrini sarebbe rimasto perché viene considerato un giocatore di talento superiore. Non è beone, né grasso, né soprattutto ha avuto bisogno delle televisioni per coprire le sue eventuali magagne. Ha semplicemente avuto una vita sentimentale turbolenta, non dissimile da molti altri campioni. A livello internazionale vale molto più del tanto celebrato Diego, che nel Brasile, quando può, è il sostituto di Kakà. Ma state tranquilli, amici, non vedrete un sondaggio sulla Gazzetta che recita “con lacquisto di Sneijder lInter ha aumentato il gap dalla Juve?”.
Che giocatore è? E un centrocampista offensivo tuttofare che unisce una discreta grinta alle notevoli capacità tecniche e balistiche, uomo di raccordo tra settore offensivo e centrocampo. Ha iniziato la carriera in Olanda, nellAjax e pertanto è spesso partito sulla linea dellatipico tridente classico nel 4-3-3. Giocatore mobile, capace di infilarsi tra le linee e concludere o giocare di sponda, fa della rapidità di esecuzione la sua principale arma offensiva. Durante Euro2008 venne schierato dietro la punta Van Nistelrooy, insieme a Kuyt e Van der Vaart, e fece a fette la difesa italiana, segnando un gol meraviglioso al volo da attaccante puro.
I suoi punti di forza sono noti: è ambidestro, possiede una innata abilità nei calci piazzati che colma una vistosa lacuna della nostra squadra, abile coi piedi, rapido nel cambio di passo e nella conclusione, decisamente forte negli inserimenti. Non è un creatore di gioco puro, anche se col tempo nel Real Madrid ha occupato una posizione sempre più centrale, diventando uno dei fulcri della manovra, è un giocatore che crea superiorità numerica e appoggia costantemente lazione offensiva, che è quello che serve allInter, unendo una buona tecnica a una velocità non comune, soprattutto nelle decisioni (sa quando tirare e quando servire il compagno). Durante quellItalia-Olanda distrusse letteralmente Pirlo, entrato già nella sua notoria fase REM, che lo ha visto protagonista nellInter. La sua versatilità gli consente di giocare sia nel tridente offensivo, sia come centrocampista centrale, sia come ala in un modulo a una punta. Giocatore completo e giovane, dal quale poter ricavare molto.
A mio avviso abbiamo riempito la casella mancante, con un giocatore in grado di fare il cambio di passo, rapido, scattante, dal tiro molto preciso. Questo ci consentirà di mettere Stankovic qualche metro più indietro, per restituirlo a un ruolo più consono alle sue reali caratteristiche, tra le quali spiccano grinta e dedizione, liberando la squadra dalla sindrome del “terzinismo” (ovvero della presenza di troppi giocatori difensivi dalla difesa in su).
Di sicuro con larrivo del tulipano chiudiamo definitvamente il capitolo Ibrahimovic, con una campagna acquisti di notevole qualità. Rimango dellopinione che ci serva tempo e abbastanza fortuna per adesso, per non perdere troppi punti. Ma una volta che carburiamo, cè poco da dire, abbiamo una squadra pronta anche per dare lassalto al trono europeo.
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scritto da ex-collaboratori il 24 agosto 2009 alle 10:30
Ebbene si, labbiamo vissuta in modo confuso e con fatica. La prima della nuova Inter 2.0 di Mourinho è sembrata la copia di quella dellanno passato: squadra lunga, lenta, poco aggressiva e anche sprecona. Una squadra che gioca così ma riesce a costruire almeno 4 palle da gol nitide e le spreca può solo far ben sperare.
Io avevo scritto nei giorni scorsi che allinizio avremmo faticato perchè immagino che i lavori di preparazione fisica non siano stati dissimili da quelli dellanno scorso. LInter degli ultimi 4 anni, cioè quella campione dItalia, ha sempre iniziato in modo lento. Dopo un mese e mezzo della passata stagione il Corriere dello Sport annunciava trionfante che “comanda il Milan”, con tutto che i rossoneri avevano già vinto il derby e perse due partite allinizio. Insomma, per il terrore in salsa nerazzurra consigliamo altri lidi. Qui ci vuole sangue freddo e una certa dose di filosofia.
Penso che ci siano stati diversi problemi:
a) Il caldo - ha inciso molto per entrambe le squadre. Il Bari di Conte giocava in modo rapido sulle fasce, quello di Ventura ha fatto di necessità virtù. Mourinho ha dichiarato che non aveva mai visto una squadra così schierata in Italia, cioè disposta a stare sul campo in modo molto largo e molto profondo, mettendo in crisi il rombo di centrocampo (Muntari e Motta si allargavano, ma rimanevano spesso a mezza strada, complicandosi la vita). Lingresso di Balotelli ha dato fisico, tecnica e presenza sulla fascia e da quel momento in poi lInter ha schiacciato gli avversari. Il 4-2-4 della ripresa è stato deleterio sul piano atletico, ma aveva un senso tattico ovvero pressare sugli uomini larghi del Bari costringendoli sulla difensiva: Etoo ha sbagliato un raddoppio facile facile.
b) La condizione fisica – come annunciato la condizione fisica ha inciso parecchio. Chi si aspettava partenze a razzo non conosce la nostra storia, fatta di uomini particolari, con molto strapotere fisico, che per dominare hanno bisogno di fiato. Basti vedere la partita di Maicon – impreciso e sempre in ritardo nei raddoppi in fase offensiva – per rendersi conto del punto in cui siamo. E questo discorso vale anche per Zanetti, sverniciato da Alvarez (e con Chivu o Santon non credo sarebbe cambiata di molto) o per Lucio, che non ha coperto abbastanza, ma che ha lalibi del fatto che si è trovato di fronte un centrocampo inutilmente sguarnito, incapace di fare filtro.
c) Lamalgama e il nuovo gioco - non abbiamo visto lanci lunghi, la squadra quando ha potuto si è distesa e ha costruito, soprattutto quando aveva Quaresma in appoggio, che non di rado ha sprecato dei palloni interessanti. Però non è stato il peggiore: Etoo e Milito hanno sulla coscienza due palle gol clamorose, sbagliate davanti al portiere, anche per loro ci vuole lucidità, con tutto che non hanno giocato male, anzi. SuperMario ha giocato bene il finale di primo tempo, ma è andato perdendosi col passare dei minuti. Motta è sembrato giostrare meglio quando non aveva compiti difensivi sulla fascia, a dimostrazione del fatto che è un giocatore che sarà difficile far coesistere con Cambiasso, in un centrocampo a rombo. Diverso il discorso se viene affiancato da giocatori di fascia, come è capitato con Quaresma. Con un trequartista tuttofare come Snejider e Stankovic di fianco potrebbe andar meglio.
Il derby alle porte ci vede sfavoriti, per usare lironia di Mourinho, ma in genere penso che siamo sfavoriti fino alla fine di settembre, poi tendiamo a sbocciare e a realizzare quel ruolino schiacciante di 10-12 vittorie che mettono allangolo gli avversari. Per entrare bene in condizione serve anche la Coppa e pertanto ci vuole pazienza. Ho visto la Juventus: ha il merito di averla vinta e il Chievo ha le sue recriminazioni, ha di fatto dominato per tutta la ripresa, con gli uomini di Ferrara senza fiato e un Diego che non ritornava più. Noi abbiamo buttato via due punti, ma per essere una squadra nuova, credo che si siano capiti i punti di forza e i punti di debolezza.
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scritto da ex-collaboratori il 16 agosto 2009 alle 10:48
Cera una volta un giornalista – Franco Rossi è noto al pubblico interista per essere stato tra i pochi giornalisti – durante il biennio post-calciopoli di Mancini – ad aver difeso lInter intesa come squadra che faceva risultati. Ormai però scrive cose così contraddittorie che diventa difficile trattenere un sorriso quando si capita dalle sue parti. Ancora 7 giorni fa, non parliamo dunque di fossili del Cretaceo, scriveva che lunica soluzione per lInter era acquistare Cassano (altrimenti moriremo tutti, cit.). Ieri veniamo a scoprire che lunica soluzione per lInter sarebbe aggiungere 10 giocatori a Balotelli. E Cassano? Dimenticato. Forse lunica soluzione è che Franco Rossi per un po smetta di commentare lInter. Ne guadagnerebbe la serenità di giudizio.
I conti dellInter in formato Mediaset - Per far apparire lInter una squadra spendacciona che si fa beffe della crisi e in buona sostanza lotta in modo impari con la sana gestione rossonera, a casa Mediaset hanno creato una nuova teoria matematica-economica: fare il bilancio calcolando solo gli acquisti. E così che abbiamo preso cognizione della macro teoria unificata di Piccinini, secondo il quale, lInter avrebbe chiuso il bilancio del calcio-mercato in attivo di 8 milioni dopo la cessione di Ibrahimovic e si apprestrebbe a spenderne unaltra ventina per Snejider.
Ora, il calcolo della serva è stato così spiegato dal prode Piccinnini, tra un “numero di Gattuso” e laltro: 12 milioni spesi per Thiago Motta (grande affare di Preziosi), 25 milioni spesi per Diego Milito, ai quali vanno sottratti (eh si) i 45 milioni della cessioni di Ibra: totale un attivo di 8 milioni.
Piccinnini insomma è veramente convinto che il Genoa abbia pagato allInter 12-14 milioni per Acquafresca, 3 milioni per Viviano, 1 milioni per Bonucci. Non ha pensato di informare i suoi telespettatori di 2 fatti:
1) I soldi per Ibrahimovic, dopo il mancato arrivo di Hleb, sono diventati 50
2) I soldi veramente sborsati per il duo genoano ammontano a 15-17 milioni, con il beneficio di alcune plusvalenze che accontentano tutti: lInter per Acquafresca realizza una plusvalenza sui 8.5/9 milioni, il Genoa si rifà della cessione di Milito (Acquafresca, più Bonucci, Viviano e 4 milioni = 20/22 milioni) con la plusvalenza realizzata con la cessione di Motta. Il Genoa dalla cessione di Motta ha acquistato Floccari, per poi far tornare i conti con la cessione di Acquafresca e lacquisto di Palacio. Preziosi si è detto soddisfatto di aver fatto affari con lInter e la soddisfazione è stata reciproca.
Facendo questi conti si capisce come la gestione economica della campagna acquisti sia stata molto accorta, soprattutto perchè i benefici della cessione di Ibrahimovic si estenderanno al prossimo bilancio: dalle cessioni abbiamo realizzato oltre 50 milioni, realizzando due belle plusvalenze, mentre abbiamo comprato per 20-22 milioni di euro effettivi, includendo Lucio e astraendo il termine del 30 giugno 2009. Ma non ditelo a Piccinnini e Aldo Serena, che sono convinti che abbiamo regalato Acquafresca al Genoa e speso palate di soldi per rinforzare la squadra.
Il primo trofeo Juve e il gonzo internettiano – godibilissimo il post sotto, non è vero? Si, ma ciò che si legge altrove, in termini di ironia involontaria, è ancora meglio. Passi per il Tuttosport, ma vogliamo parlare degli standard di comportamento su Internet? Penso di avere abbastanza esperienza di questo mondo per poter affermare che sul web i gruppi di interesse (anche se linteresse è una fede calcistica) tendono “naturalmente” ad associarsi, a supportarsi, a creare vincoli che vanno al di là del semplice collegamento telefonico alla rete. La base del successo del social network sta in fondo nella socialità istintiva delluomo. La cosa bella è semai che la rete sembra dilatare alcuni comportamenti, evidenziando tutti i limiti dellanimo umano. Nel caso del tifo arriviamo a fenomeni parossistici: sapete qual è stato il refrain dei tifosi bianconeri in questi due giorni di trionfo juventino? Non paghi del primo trofeo stagionale, forse rendendosi conto che la loro squadra era stata letteralmente soggiogata dallInter che ha concesso il pari per distrazione, hanno diffuso in rete la giustificazione che la Juventus giocasse senza centrocampo titolare, mentre lInter laveva al completo. Adesso, a parte che non è vero che lInter giocasse col centrocampo titolare, ciò che saltava agli occhi era che lInter stesse giocando senza mezza difesa titolare (Maicon e Lucio, più Zanetti e considerando che Samuel era in pratica alle prime apparizioni stagionali) e senza attacco (tutti giocatori di valore, molto più incisivi di Sissoko, che giusto in un paese servile come il nostro poteva essere paragonato a Mascherano). Sta di fatto che questa bizzarra giustificazione ha fatto il giro della rete: la trovate ovunque, da Facebook a Tuttosport, dal Corriere alla Gazzetta, dai forum calcistici a YouTube. E fa niente se a calcio si gioca anche con gli attaccanti e i difensori…
Damato, quello del mancato 1-6 - Larbitro Damato ha un precedente estivo con la Juventus. E quello che ha negato 2 rigori solari al Villarreal nella partita della ridente Salerno, impedendo al sottomarino giallo di infliggere una più severa sconfitta di quella maturata sul campo. Poi dice che uno pensa male.
Intanto aspettiamo sempre che qualcuno dei giornalisti italiani, quando parla Lotito, gli ricordi del coinvolgimento della Lazio in calciopoli, a proposito di non sapere perdere. Ho la sensazione che questanno vedremo nuovamente tanti fegati spappolati. Oggi lInter scende in campo per lultima amichevole stagionale contro il Bahrein, prima di tuffarsi nella stagione più importante degli ultimi anni. Sneijder ieri ha segnato in amichevole nel centenario della Real Sociedad: il tecnico Pellegrini lo ha schierato in panchina, preferendogli lex di lusso Xabi Alonso, che ha giocato per 78 minuti. Il Real deve comunque scegliere di cedere le alternative di centrocampo: Gago, Granero, Van der Vaart, Mamadou Diarra e appunto Sneijder.
Vedendo lInter giocare secondo me siamo a un centrocampista di qualità dalla possibilità di giocarcela concretamente in Europa. Lo Stankovic regista basso mi è sempre piaciuto e spero vivamente che Mourinho lo provi, anche se penso che non rinuncerà mai a Cambiasso davanti alla difesa (tra i due, il Cuchu ha tempistica, ma minor raggio in corsa, mentre Deki sa muoversi nello spazio). Come già detto nei giorni scorsi Vieira è apparso tonico e se non trova una soluzione soddisfacente, in forma e in salute, rimane un giocatore di sicuro talento, sul quale far leva.
Commenti (220)
scritto da ex-collaboratori il 8 agosto 2009 alle 18:55
Partita dominata e persa, può capitare. Fare filotto è dura, limportante è esserci nei trofei più importanti, quando la nostra squadra farà valere lestrema qualità mostrata oggi. Il migliore in campo è stato sicuramente Etoo, da tragedia il commento dello stagionato Carlo Nesti, pagato dal servizio pubblico e quindi da noi cittadini, per scambiare quanti più nomi possibili.
Clima insopportabile con venti minuti di intervallo che servono al giornalista in studio della RAI (quello che ieri sera trovava tutte le scuse possibili e immaginabili per la debacle juventina) per esercitarsi nel nuovo sport: parlare con Nesti ma non darlo a vedere, facendo credere ai gonzi seduti in poltrona che la coppia di telecronisti sia volata a Berlino nottetempo, dopo la Sbornia di Salerno. (foto: inter.it)
JULIO CESAR: S.V. – Incolpevole e sfortunato sul primo gol, sorpreso senza colpa dal bel lob di Rocchi sul secondo. Compie un solo intervento nellaltra unica occasione laziale, quando respinge in corner un tiro velenoso dellimpalpabile Zarate.
MAICON: 6 – Ancora lento e impacciato, scende molto nella ripresa, ma non è mai preciso e spesso è distratto negli appoggi. Deve comunque smaltire i carichi di lavoro, entra in forma in autunno, lo sappiamo.
CHIVU: 6 – Qualche responsabilità sul gol di Rocchi lha, la linea non si alza, parte un lancio da un settore del campo dove solitamente si lotta per buttare la palla in fallo laterale. A Zarate ha concesso poco e nulla comunque.
LUCIO: 7 – Il migliore del reparto arretrato, sia in difesa (eccellente nei recuperi su Rocchi e negli anticipi in uscita dallarea), impreciso ma sfortunato sui calci dangolo a favore, dove fa valere il suo noto tempismo. Grintoso e voglioso, è chiaro che è un perno sul quale fare affidamento.
ZANETTI: 6 – Quando la Lazio ci prova è dalla sua parte, in genere, ma spesso deve coprire labulico Motta che lo tradisce un po non facendo filtro. La sua è comunque una posizione di ripiego e nel finale è tra i pochi a correre ancora e provarci.
THIAGO MOTTA: 5 – Abbastanza spaesato e fuori dal gioco, perde spesso palla con appoggi fuori misura e non copre abbastanza. Non è in condizione ottimale, essendo un giocatore di stazza e di posizione. Forse gioca anche fuori ruolo e ciò non lo aiuta.
CAMBIASSO: 6.5 – Svolge il compito da par suo, recupera spesso palloni, altre volte si ferma per prendere fiato, nel finale è lasciato solo in mezzo con Vieira e non dà spazio alle velleità della Lazio, in contropiede. Solita prova insomma.
MUNTARI: 6 – Corre per tutto lincontro fino alla sostituzione, è tra i più presenti in campo e rimedia unammonizione francamente inventata dal mediocre Morganti. Sbaglia un gol facile allinizio, ma lha sbagliato pure Etoo. Cincischia prima del lancio letale di Mauri che scoperchia la difesa, nelloccasione del raddoppio biancoceleste.
STANKOVIC: 6.5 – Duetta bene con le punte nel primo tempo, quando il passo è mediamente lento. Nel secondo tempo la squadra accelera, ma lui continua a proporsi con un gran tiro parato dal miracolato Muslera. E impreciso anche sulluno due volante con la coppia Muntari – Etoo. La generosità non gli manca però.
MILITO: 6 – Meglio nel primo tempo, impreciso nella ripresa. Nella prima frazione si trova bene con Etoo, col quale dialoga in più di unoccasione, quando si allarga. Nel secondo tempo sbaglia due volte, la seconda pescato da un lancio millimetrico del Leone. Un passo indietro rispetto alle amichevoli, ma è sempre stato vivo. Giusto annullare il gol, peraltro di pregevole fattura.
ETOO: 7.5 – Il migliore in campo, in assoluto. Si divora il primo gol, quando salta Muslera, su una sciocchezza della difesa laziale. Man mano prende liniziativa dialogando coi compagni e andando alla conclusione: splendido il gol di potenza dell1-2. La punizione nel finale va fuori di poco. Giocatore completo, difende e smista il pallone, giocando di classe anche se circondato da avversari, ha personalità da vendere.
BALOTELLI: 6.5 – Entra nel vivo della battaglia finale procurando grattacapi infiniti alla difesa laziale, saltata come birilli più volte. Ha il solito pregio di mettere angoli pericolosi sui quali Muslera è fortunato, anche quando un rimpallo ravvicinato di Siviglia sembra annunciare il pareggio.
VIEIRA: 6+ – Guida lassalto dal centrocampo, con le sue lunghe leve, apre il gioco e fa la diga affianco a Cambiasso. Oggettivamente non si può dire che in questo periodo sia tra i peggiori, anzi.
SUAZO: 6.5 – Sfiora il gol del pari su colpo di testa (ennesimo miracolo di Muslera), apre spazi, fa talmente tanti dribbling che sembra il giocatore dellagosto di due stagioni fa. Speriamo trovi fiducia, può essere importante.
MOURINHO: 7 – La difesa alta probabilmente necessita di maggior concentrazione e forma fisica, ma è un passo in avanti. Praticamente dimenticato il lancio lungo, la squadra gioca palla a terra, molto meglio quando accelera, a dimostrazione del fatto che serve un centrocampista dal cambio di passo. Per velocizzare il gioco non si può giocare con Suazo, Maicon, Balotelli, Etoo e Milito contemporaneamente. Uno Sneijder sarebbe perfetto.
BALLARDINI: 5 – Aveva detto che avrebbe giocato a testa alta. Ha vinto, ha ragione lui. Ma ci ricorda il solito Prandelli versione San Siro, che fa le barricate e poi protesta per i contrasti.
NESTI: 2 – Ridicolo. Non riconosce un calciatore, pur commentando la partita dagli studi di Roma, comodamente seduto affianco a Bagni. Descrive lassedio finale come se fossimo di fronte a una partita di coppa europea, tifando smaccatamente per la Lazio. Bagni tenta di correggerlo, ma non fa testo.
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scritto da ex-collaboratori il 31 luglio 2009 alle 15:47
Lidea piuttosto balzana che i giocatori dellInter non sappiano fare un passaggio in profondità per servire le punte è smentita dai fatti. La sensazione che sia propagandata dalla stampa non sorprende: come al solito si insegue il bisogno di glorificare Moggi (per Ibrahimovic) e sminuire il ruolo degli allenatori dellInter (lo si è fatto con Mancini, ora senza avversari, ora con una rosa fortissimi, ora con Vieira e Ibra, e si prosegue con Mou, con 2 squadre imbattibili e bla bla bla). Che lo credano tifosi dellInter e blogger è un altro paio di maniche. Vuol dire che il nostro lavoro è ancora allinizio.
Ancora più ridicola è lidea che Milito ed Etoo siano costretti a inventarsi i gol, esattamente come avrebbe fatto Ibrahimovic. Se facessero come faceva Ibra, a parte sbagliare gol decisivi con lo United, probabilmente si inventerebbero non più di 5 gol. Il resto viene dal lavoro di squadra: da Andres Muntari, Yayà Cambiasso e Lionel Stankovic.
Ibrahimovic ha costruito un gol da solo, veramente decisivo ai fini del risultato, nelle seguenti occasioni:
- A Genova la combinazione volante è con Mancini, non costruisce da solo.
- Col Catania bastano due autoreti
- A Torino realizza un gol in contropiede non frutto suo
- Col Lecce ci deve pensare Cruz su colpo di testa di Ibrahimovic
- Nel derby non segna e non incide
- Col Bologna il suo primo vero acuto stagionale, golazo, ma su cross di Adriano. Non ha preso la palla e deciso da solo.
- AllOlimpico segna 2 gol su assisti profondi dei compagni (Carles Cordoba e Andrès Muntari)
- Dopo due 0-0 consecutivi contro Genoa e Fiorentina, nei quali sprechiamo molto si va a Reggio Calabria: gol decisivo di Cordoba, Ibrahimovic è splendido nel gol di Maicon. Lassist per Vieira viene addirittura da Quaresma.
- E il Jardinero Thierry Cruz a realizzare il gol vittoria con lUdinese (dopo 11 giornate Ibra non ha segnato un solo gol inventato di suo, ma ha regalato 2 assist, come Muntari e Quaresma)
- A Palermo finalmente Ibra fa tutto lui. Inventa il primo gol, decisivo. Il secondo è una sassata di punizione, che è un assolo per definizione. Quota gol inventati: 1
- Il 23 novembre cè troppa Inter per la Juve: decide Muntari.
- Col Napoli show collettivo della squadra nella prima mezzora: segnano Cordoba e Muntari, Ibra non è brillantissimo.
- AllOlimpico disintegriamo la Lazio: il gol in apertura è di Samuel, il gol di Ibra è in realtà unautorete, anche se viene assegnato allo svedese; il raddoppio è frutto dellinvenzione del duo Ibra-Maicon, che mandano fuori giri Diakhitè.
- In Inter-Chievo 4-2 Ibra gioca una partita sontuosa, che decide lincontro con una doppietta, anche se la partita si era complicata per latteggiamento della squadra, sul 2-0 si era sentita troppo sicura, dopo un gol di Maxwell e di Stankovic (grande azione di Maicon, Ibra, Obinna e Deki). Gol comunque di squadra: di testa il primo, fiondata il secondo. Maxwell al tempo è il decimo giocatore dellInter ad andare in gol. Si può considerare il secondo gol una invenzione? Magari si, dicendo però che anche Milito ed Etoo sono in grado di concludere da quella distanza, ben assistiti come in quel caso.
- A Siena è Maicon a segnare i due gol della vittoria.
- Contro il Cagliari il gol di Ibra da un metro e mezzo nasce da una invenzione di Crespo.
- Da mezzo metro è il gol da calcio dangolo contro lAtalanta, sotto 3-0.
- Contro la Samp Ibrahimovic è assente.
- A Catania, in 10 contro 11, apre Lionel Stankovic su cross di Cruz, chiude Zlatan di pallonetto, molto pregevole, su millimetrico lancio di Yayà Cambiasso. Inventato? No, messo davanti alla porta da chi non saprebbe passare…
- Col Torino segna Burdisso, Ibra è sfortunato con un legno.
- A Lecce Ibra è fenomenale e segna il primo gol, contro un avversario onesto e niente più. Gran partita la sua. Lassist di Yayà Cambiasso è clamoroso, Ibra si ritrova ancora una volta davanti al portiere e lo fulmina con un destro preciso dal limite dellarea… qui cè tutto: lassist determinante e la precisione dellattaccante (che Etoo non possiede? Non facciamo ridere…)
- Nel derby non segna Ibra.
- A Bologna ci vuole fortuna: Cambiasso segna sugli sviluppi di un calcio da fermo, decide Balotelli sempre con una punizione, si ricordano le grandi parate di Julio Cesar.
- Doppio SuperMario più Hernan Crespo contro la Roma. Ibra assente.
- Nella partita più delicata dellanno Ibra segna a Genova ancora una volta messo davanti alla porta da Stankovic. Etoo ha segnato caterve di gol in pallonetto sul portiere in uscita. Qui Lionel Stankovic pennella che è una meraviglia dopo un pressing di squadra. Gol su assist prezioso, ma non certo inventato.
- Ibra inventa il gol acrobatico contro la Fiorentina, su assist di Mario. Gol inventato, classico di Zlatan (e sono 3), i suo raddoppio è una sassata di punizione allo scadere.
- Ibra contro la Reggina comincia il suo mal di pancia professionale, ma il 3° gol è un capolavoro di pura invenzione zlataniana. Gol inventati: 4.
- A Udine un autogol ci regala i 3 punti, mentre col Palermo ci si addormenta sul 2-0 con un gol di Ibra su rigore.
- A Torino segna SuperMario su assist di Andres Muntari, a Napoli si perde, mentre Zlatan con la Lazio chiede alla curva di fare quella cosa che potrebbe servire per diventare ministri, realizzando il primo gol. Pura invenzione? Si, Zlatan purifica un inutile appoggio di Muntari: 5 gol inventati.
- A Verona primo match-ball scudetto: Crespo e capolavoro di Mario. Assente Ibra.
- Col Siena, scudetto sul petto, Ibra smania per inventarsi il gol. Mancini lo mette davanti al portiere, mentre la difesa senese sembra un presepe. 3-0, 17° titulo.
- Jimenez pressa, recupera la palla e serve Ibra, che inventa un gol, molto fondamentale come sappiamo… la difesa del Cagliari è quella che è, a fine maggio. Ma segniamolo dai: 6° gol inventato.
- Ultima giornata con lAtalanta: gol di tacco, inventato si, ma sempre ininfluente (lo sono stati più certi suoi assist, la sua presenza globale nellattacco).
Ora, se andiamo davvero a contare quante volte Ibrahimovic è stato decisivo sul piano della realizzazione – perchè a sentire certuni il problema sarebbe quello di “armare” Etoo e Milito – ci rendiamo conto che il gol inventato, cioè nato da unazione senza sbocco o non suscettibile di portare al gol è molto raro. Ne ho contati 6-7, ma di veramente decisivi ne abbiamo al massimo 2-3. Molto più importante il suo apporto alla manovra offensiva. Ma Ibra come terminale offensivo è stat
o
preciso come può essere Etoo, con la differenza che Etoo in carriera è un attaccante molto più accurato di Zlatan. Il Genio ha segnato da mezzo metro, lanciato a rete, su cross e su punizione. Per affermare che Etoo e Milito non sarebbero in grado di segnare davanti al portiere, lanciati, di testa o da mezzo metro, ci vuole un bel coraggio. Forse da fastidio che li lanci Cambiasso magari, di sicuro lInter ha segnato tanto e con tanti giocatori, giocando un calcio particolare che si appoggiava primariamente su Ibrahimovic, ma non inteso come realizzatore.
Ibra era una presenza complessiva, fisica e di fantasia. Ma attenzione: la squadra è in grado di sfornare assist e costruire gioco, lo dimostrano i gol dello scorso anno. Con Ibrahimovic avevamo una squadra forzatamente lenta, che giocava sul passo, mettendo palla sui piedi o sul petto dello svedese. Con questi altri attaccanti molto dipenderà dal pressing più che dal trequartista ed è per questo che Mourinho ha richiesto un nuovo difensore centrale. Per far salire la difesa e costringere la linea mediana a spingersi in avanti, per riconquistare campo e palla. Lidea che nessuno sappia fare un passaggio filtrante è bislacca. Servono uomini che li suggeriscano anzitutto, e Ibra lo ha fatto rarissime volte. Un trequartista aggiungerebbe qualità, portando in alto il baricentro, in appoggio alle punte, che altrimenti sarebbero servite solo come lanno scorso, su passaggio lungo in profondità o su cross (e Milito ed Etoo hanno segnato di più di Ibrahimovic in queste circostanze).
Pertanto lammorbante tafazzismo nerazzurro di questi giorni è smentito dalla prova dei fatti. A noi serve un 10 per completare il reparto e dare alla squadra un uomo in grado di filtrare i palloni e dare ordine. Non serve certo la presunta fantasia di Cassano, o quella galoppante di Lavezzi, giocatori che sanno accendersi, ma molto anarchici. LInter non merita tifosi ridicoli che bocciano Samuel Etoo, il più forte e vincente attaccante europeo dellultimo quinquennio, dopo 2 giorni di allenamento e 43 minuti di unamichevole di fine Luglio. Atteggiamento bambinesco che si può riassumere solo in una gigantesca mancanza di idee proprie, che costringe a prenderne in prestito altrui e una certa inclinazione al delirio, da curare in posti diversi dal web. Forza Inter! Sempre.
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scritto da ex-collaboratori il 30 luglio 2009 alle 10:25
Le quote Snai sono indicative ma non troppo. E capitato, negli ultimi anni, che la raccolta delle scommesse sulla squadra vincitrice venisse interrotta anzitempo. In italia la situazione comica però ha spesso raggiunto vette incommensurabili.
I giornali, per esempio, scrivevano che la LIGA spagnola era chiusa col Barcelona avanti di 7 punti, mentre in Italia era un discorso aperto con la stessa distanza tra Inter e Milan.
Il capolavoro del Tuttosport però merita una riflessione appena più ampia:
“I bianconeri sono lanti-Inter a detta dei quotisti e lo scudetto targato Ferrara è unopzione a 3,50. Sensibilmente inferiore il credito concesso al Milan, distante dal duetto al comando e proposto a 6,00“.
Ora, non penso che bisogna essere dei Pitagora per fare un semplice calcolo delle proporzioni, calcolo che comunque sottoponiamo alla lettura dei non pochi lurkers gobbi.
Tutto sta nella terminologia usata: la Juventus è vicina allInter (Inter squadra da battere: lo scudetto a 1,80. Ma la Juve è vicina a 3,50), il MIlan è distante.
Di sicuro cè che il Milan quotato a 6 è molto distante dallInter. Ma le proporzioni dicono che la Juventus è quotata a una cifra che corrisponde quasi al doppio della quota stabilita per lInter. La cosa comica è che seguendo il filo di Tuttosport, se la Juventus è vicina allInter, anche il Milan sarebbe vicino alla Juventus, visto che viene quotata quasi al doppio della quota stabilita per i bianconeri (3.50 e 6 è simile a 1.8 e 3.50). In buona sostanza il Milan può arrivare secondo con le stesse possibilità con le quali la Juventus può vincere lo Scudetto. Per quanto vale, dunque, è meno incerto lo Scudetto del secondo posto e la Juventus, più che esser sicura di vincere (tanto è vicina) dovrebbe altrettanto preoccuparsi di non esser raggiunta (come capitò lo scorso anno).
Questo per dire ancora una volta i giornali sono disposti a stravolgere anche la matematica, pur di far passare o forzare un messaggio: ci stanno presentando Diego e Melo alla stregua dei grandi acquisti estivi (Ibrahimovic, Kakà, Ronaldo, Benzema ed Etoo), addirittura Caceres viene presentato come un fuoriclasse, mentre è semplicemente un difensore uruguaiano rappresentato dallo stesso procuratore di Viudez e Cardacio. In più si parla diffusamente di “Inter indebolita” e distanza colmata. Se vi può interessare questi discorsi erano fatti anche lo scorso anno e sempre dagli stessi organi di stampa, ai quali i giocatori della Juventus rilasciano una o due interviste al giorno, piene di promesse e proclami degni dellultima storica puntata di Mai Dire Gol:
23 luglio 2008 – Dalla Nazionale a Poulsen, al biscotto Svezia-Danimarca: Buffon parla a ruota libera. “Juve, così ti volevo. Ora Inter e Roma non sono più sole. Non cè stato il colpo ad effetto, ma sono arrivati i giocatori giusti per migliorare il terzo posto dellultimo campionato”. Sui problemi alla schiena: “Sono alle spalle, sto molto meglio. Anzi, erano anni che non partivo per un ritiro precampionato sentendomi così bene”. Sullo scudetto: “Il favorito è il Milan: non avrà la Champions ed ha Ronaldinho” (Buffon lo scorso agosto).
Per la Gazzetta la Juventus era da Champions.
“Io credo che questanno la Juventus possa puntare allo scudetto. E ci crede anche Ranieri” (Cobolli Gigli, dopo due vittorie in campionato).
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