Dentro l’uovo

La Pasqua a tinte nerazzurre si può definire ambivalente. Così come il clima primaverile, endemicamente instabile e “pazzo” di natura, anche il mondo interista esce dalla fase invernale in una situazione non facilmente decifrabile. Da una parte c’è il campo, che è – finalmente diremmo tutti – tornato a regalare qualche soddisfazione ai tifosi così come ai protagonisti del rettangolo verde; dall’altra le scrivanie e tutto il marasma – non necessario, eccessivo, in una parola inutile – che intorno a loro gravita. Procediamo con ordine, e vediamo come muoverci, e magari cosa aspettarci e cosa temere, dai tempi che verranno.

Dentro l’uovo nerazzurro troviamo in primis una squadra ritrovata, in attesa del derby dei prossimi giorni, che potrebbe (facendo gli scongiuri del caso) ricacciare i cugini dove si meriterebbero di stare: sotto, parecchio sotto. Una difesa ritrovata, un centrocampo finalmente brillante ed un attacco non più scazzato hanno prodotto otto gol fatti e zero subiti nelle ultime due partite. E se potenzialmente lo scalcinato Verona di Pecchia non può essere considerato un avversario temibile (ma in realtà lo stesso potevasi dire per il Crotone di Walterone, che a San Siro strappò un punto più che meritato), la trasferta di Genova ci è sembrata troppo bella per essere vera. Finalmente velocità, idee chiare, insomma quella tanto chiacchierata “Qualità!” che dalle parti di Certaldo si andava invocando da tempi non sospetti, finalmente sembrano essere tornate. La Champions non è né vicina né lontana, ancora è presto per dirlo (ci son sempre tre quadre in quattro punti!) ma finalmente sembra tornata ad essere raggiungibile. Sembra tornata una ipotesi concreta, e questa è la cosa che, in potenza, più importa.
Certo, a volte bastano le sfumature a far girare bene o male una situazione (un palo, uno stop sbagliato…), ma queste variabili ci son sempre state ed è inutile stare a soffermarsi sulle piccolezze. E’ innegabile che da qualche tempo a questa parte l’aria abbia iniziato a cambiare. E complimenti anche ad Icardi ed ai suoi spaventosi numeri; un ragazzo serio e seriamente forte, un ragazzo che è a tutti gli effetti il punto cardine della riconoscibilità interista in campo; in attesa del mercato estivo.

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Già, il mercato. Perché dentro l’uovo nerazzurro, nei giorni immediatamente successivi alle festività, si è trovato un po’ di tutto. Si è trovato soprattutto quel terribile tempismo che da troppo tempo (appunto) ormai, caratterizza i nostri colori. Le dimissioni di Walter Sabatini sono arrivate nel momento meno opportuno in assoluto, ai primi accenni di ripresa mentale della squadra, e alla vigilia del periodo più importante dell’anno. La destabilizzazione di un ambiente convalescente ormai da anni sembra essere – o quantomeno si teme essere – la conseguenza più inevitabile di quella differenza tra fatti e parole che ormai caratterizzano sempre più la dirigenza asiatica. Non parlo di Capello perché non è mio interesse entrare nei meriti asiatici e sopratutto in quelli del tecnico friulano (brrr), ma è indubbio come i presupposti per un pastrocchio di Morattiana memoria ci siano tutti. E, ancora una volta, speriamo che le “spalle Spallettiane” siano abbastanza larghe da superare anche questo scossone. In attesa del raggiungimento del nostro obiettivo di primo anno e conseguentemente del successivo mercato, che in un modo o nell’altro porteranno inevitabilmente parecchi nodi al pettine. Per noi, ma sopratutto per chi siede in panchina, che – a questo punto è palese – si è unito ai sacri colori anche in virtù di promesse il quanto più lontano possibile dall’essere mantenute.

A questo punto non rimane che mettersi comodi e stare a vedere cosa porterà in grembo questa primavera nerazzurra.

About Vujen

Classe '85, marchigiano, ex-petroliere in carriera e musicista fallito. Appassionato di fotografia, Balcani e di calcio straniero, specialmente francese. Non ha mai visto l'Inter vincere al Meazza. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff.

1.057 commenti

  1. Giacomo: D’altro canto, è vero anche quello che dicono Vox e altri, e cioè che abbiamo avuto una sfiga della madonna. Gol sbagliati a porta vuota, gol salvati sulla linea, portieri in versione superman, arbitri e guardalinee che non aiutano.

    Giacomo, ad altre sconfitte si potevano dare delle spiegazioni scientifiche inoppugnabili, a quella di ieri devi ricorrere alla metafisica o al woodoo.
    Anche a me secca dovermi attaccare alla sfiga, però questa esiste e ieri le è piaciuto intrattenersi con noi.
    Poi sono anche d’accordo con l’analisi freudiana che ne fa Filini, ma resta il fatto che ieri le occasioni ci sono state e pericolosissime ma non andate in porto per un capillum cunni

  2. E’ tutto vero, ma io ci vedo anche dell’altro, purtroppo.

  3. nuovo post!

  4. Sfortuna?
    La sfortuna di avere giocatori in attacco e sulla tre quarti che non segnano neanche a porta vuota.
    Sono anni che abbiamo un possesso palla mostruoso e riusciamo a segnare solo qualche misero golletto.
    Quando siamo in scioltezza con l’avversario k.o. facciamo una valanga di gol (all’Atalanta o al Sassuolo o alla Samp) ma quando il gioco si fa duro non segniamo proprio più. Mai.
    Perché? Perchè abbiamo in attacco e in mediana dei conigli, gente che non ha la forza o la cattiveria o la capacità di scaraventarsi in area e cacciarla dentro o tentare la castagna da lontano.
    Io salvo solo Icardi.

  5. quindi era vero che dovevamo comprare gol ..

  6. Vox: ma resta il fatto che ieri le occasioni ci sono state e pericolosissime ma non andate in porto per un capillum cunni

    mah, ti dirò…

    se guadiamo con attenzione gli highlights, alla fine vedi di davvero pericoloso, una paratona su Icardi all’inizio, una traversa di Perisic (parte alta), il palo di Rafinha e forse qualcos’altro che non ricordo, tipo il salvataggio vicino (non sulla) linea, un sacco di tirarci centrali e molta confusione e approssimazione, compreso il goal fantasma di Brozovic che per me non era niente, alla fine

    in mezzo, il Torino ci ha messo comunque il goal di Lijaic, una grossa occasione di DeSilvestri credo, cioè una deviazione volante con paratona di Handanovic, un goal annullato per fuorigioco, che c’era, una occasione o due di Lijaic sempre in contropiede, tiro a incrociare sul palo lontano

    Questo per dire, tanta pressione, tanta confusione, ma stringi stringi non è che siamo 17 tiri a 1 come sembra dai commenti qui sopra, eh

    e lo dico come constatazione, non è polemica, ottimismo, vittimismo o pessimismo

    a volte a mente fredda, magari ti metti a fare i conti e vedi che non tornano rispetto all’impressione che hai avuto in diretta

    dagli highlights, se finisce 2-1 per noi o per loro, ci può stare, vedendo le occasioni concrete, è il calcio

    e non parliamo di occasioni create con una bella manovra, pensate, progettate, ben realizzate, perché siamo più vicini al “buttiamo la palla in mezzo e vediamo che succede con i rimpalli”, che non ad altro un po’ più organizzato

    guardate, l’ultima cosa che voglio è la polemica, ma a leggervi, mi è venuta voglia di riguardarla, e viste tre sintesi, l’impressione è cambiata parecchio

    c’è differenza, pressione costante da pericolosità elevata

    il nostro gioco d’attacco è raramente pericoloso; confusionario e pressante, si, pericoloso, molto meno.

    almeno per me

    ps- più di un link non posso mettere, se volete, cercatene altri

  7. modd: perché interella consiglia a bellins le strisce carcerarie?

    mah, non l’ho capita nemmeno io…

    ormai è fuori controllo