L’Inter c’è

Era la classica giornata di campionato nella quale il tifoso interista, parlando con amici e parenti vicini e lontani, fa sapere che “siccome ci sono scontri diretti e qualcuna delle nostre avversarie per la lotta al quarto posto perderà necessariamente punti, l’Inter fallirà l’occasione. Non la guardo neanche, già so.”

Poi però la partita la guarda, la guardiamo tutti (lo abbiamo fatto in tempi ben peggiori e arrivando da filotti di sconfitte isteriche e ingestibili implosioni di spogliatoio) e ci accorgiamo di qualcosa che, col senno di poi, potrebbe stupirci: l’Inter ha un allenatore, finalmente, e l’Inter impara dai propri errori.

Perché il pari casalingo contro il Torino, per certi aspetti sfortunato e forse immeritato, per altri giusta lezione sportiva da assorbire immediatamente per non mollare il colpo, qualche brivido lo aveva messo: un inciampo che era sembrato preludio all’impossibilità di tenere il ritmo di chi si è messo a correre e non accenna a smettere, Napoli e Roma su tutte.

E invece, una volta tanto, no. Nessun preludio. La sosta -al netto della delusione nazionale, ormai ampiamente snocciolata- ci ha restituito un’Inter consapevole. Dei propri limiti sui quali lavorare, di come affrontare un avversario organizzato e pronto a ingabbiarti come è nelle capacità tattiche di Gasperini e in quelle fisiche e tecniche della sua Atalanta, di come spuntarla dopo un primo tempo di molta corsa e poca intensità, con troppi protagonisti attesi con le polveri bagnati e la sindrome da colpo di tacco inutile.

A San Siro si è persino rivisto Santon, con una scelta brillantemente spiegata da Spalletti in un bignami di fiducia al calciatore (all’ennesimo tentativo di recupero professionale) e lezioncina tattica: per una partita fisica schiero un terzino fisico, non una gnappetta con gli occhi a mandorla – nonostante fosse in un buon momento di forma – capace di fare la differenza sulle palle inattive.
Davide ha risposto presente, senza strafare e senza commettere errori evidenti, e il caso Dalbert lo lascio a quelli che tifano con la calcolatrice in mano, fingendo di non sapere che l’investimento fatto per il laterale brasiliano passa anche dal lavoro cui sottoporlo per renderlo efficace in un campionato come il nostro, dove la vita del terzino è molto più difficile che nel resto d’Europa. Cerchiamo di essere razionali e di avere pazienza.

Non è stata una partita semplice e nessuno avrebbe dovuto illudersi lo sarebbe stata: gli orobici, anche in formazione rivisitata, sanno occupare e intasare gli spazi, sanno spezzare il gioco altrui fin quasi a impantanarlo, e l’assenza nell’Inter di giocatori capaci di accelerare e creare superiorità numerica diventa più evidente in questi casi. Eppure né l’Inter né Spalletti sono andati in confusione: con pazienza, abnegazione e le giuste modifiche -su tutte quel passaggio a un 433 atipico che di fatto ha messo a nudo (mi si perdoni l’immagine forte) le debolezze di Gasperini nel trovare adeguate contromisure- Icardi ha ritrovato se stesso con due lampi che lo portano ad aver segnato 91 gol in maglia nerazzurra con ancora un’intera carriera da giocare. La speranza è che voglia realmente diventare una nuova bandiera interista in un calcio che le bandiere fatica persino a sventolarle, perché i margini di miglioramento di Mauro sono ancora enormi e nessuno può ancora sapere quale potrà essere il prodotto finale. Qualsiasi cosa verrà fuori, mi auguro indossi il nerazzurro. Ho riguardato il movimento completo sulla seconda rete almeno una dozzina di volte, perché è una scena che farebbe innamorare chiunque di questo sport: quella corsa rallentata, quel cenno a D’Ambrosio, i tempi perfetti tra surplace e inserimento bruciante, la deviazione di testa al bacio. Un manuale d’attacco, una gioia per tutti i cuori nerazzurri. Certo, resta criticabile, è giusto lo si possa discutere quando non fa quello che dovrebbe (e che può) fare, ma senza esagerare, perché a 24 anni è già storia dell’Inter: ora, oltre alle perle da gol-collection, è il momento che possa alzare anche qualche trofeo, magari continuando a costruire con lui un’Inter che sia veramente forte su tutti i fronti.

Torno un attimo su D’Ambrosio perché è giusto dare a Danilo ciò che è di Danilo: messo alla berlina spesso e volentieri, tacciato di pippaggine, ridicolizzato da molti compreso il sottoscritto, il terzino napoletano ha saputo lavorare su se stesso e sui propri difetti e non è un caso che quella di domenica sia stata la sua migliore prestazione stagionale. Attento, dinamico, aggressivo, sta affinando l’intesa con Candreva (ancora decisivo) e sta applicando i dettami spallettiani, come dimostra quell’anticipo che avvia l’azione del secondo gol, impreziosito da un perfetto cross mancino che molti pensano ancora sia stato ritoccato digitalmente.

"E 'sto Danilo qua Ventura manco l'ha convocato oh"

“E ‘sto Danilo qua Ventura manco l’ha convocato oh”

Inter-Atalanta è stata anche la partita del Miranda 2.0 che, forse, ha finalmente cominciato a godere della presenza di Skriniar – ancora una volta inossidabile, a parte una sbavatura su Petagna nella ripresa, compensata da quell’incredibile recupero sul breve fatto su Gomez (no, dico…Gomez) nel primo tempo – e sembra aver ritrovato lucidità fisica e mentale: ne abbiamo terribilmente bisogno, visto che di sostituti non ce ne sono, a meno di non voler resuscitare Lazzaro Ranocchia per seguire le orme di Santon e donare a Spalletti l’aura di semi-dio.

È stata soprattutto la partita dove abbiamo ricordato a tutti che ci siamo anche noi, siamo vivi, stiamo lottando, non molliamo nulla e sappiamo quanto ci sia ancora da correre.

Non fermatevi. Non fermiamoci.

E per favore, non buttiamo via tutto pensando che a gennaio non ci sia nulla da fare: Spalletti ha detto a chiare lettere di aver bisogno di rinforzi e ricambi all’altezza. Non dargli la possibilità di giocarsi tutte le proprie carte fino in fondo senza logorare una rosa limitata e priva di alternative credibili ai soliti titolari sarebbe un vero delitto.

About NicolinoBerti

Nasco meritatamente in provincia di Livorno e capisco immediatamente di non voler fare nulla nella vita. Ci sono brillantemente riuscito fino ad ora. Amo l'Inter dal 1987. Walter Samuel mi ha lasciato senza neanche un bacio d'addio. Spalletti è più sopportabile di Mazzarri e Lippi come toscano. Odio il 352.

180 commenti

  1. interella, lo sai meglio di me che i muri gli scaffali gli uffici restano impregnati di una storia. è l’abitudine ad un modo di pensare. brozovic, faccio un esempio, se fosse andato alla giuve sarebbe diventato un soldato anche lui, quindi niente scazzi altrimenti via e carriera folgorante finita. invece qui è ancora coi suoi scazzi. e spalletti sta cercando di cambiare QUESTA mentalità, che risente della storia passata. vogliamo ricordare le menate di mancini bis? mi fermo qui, ma ce ne sarebbero.

  2. mah….guarda che gli scazzi di brozovic e quelli di J.Mario ad esempio non sono dovuti ai muri e agli scaffali ma a loro che NON vogliono rimanere non, diciamo cosi, credendo piu’ ad un progetto….qualunque esso sia, l ho gia scritto che brozo andava venduto al primo offerente su J.Mario invece e’ il progetto che non gli consente di farne parte, vanno venduti per monetizzare….gli altri invece sara’ cosa buona e giusta che diventino professionisti autonomi che la storia delle antiche leggende metropolitane non sta piu’ in piedi.

  3. Ma è cosí chiaro che i giocatori scazzati che non rendono è colpa ancora di Moratti e dell’aura decadente con cui ha impregnato i mobili.
    Poi penso che per mesi si insultava la trimurti AusilioZanettiGardini come causa di ogni male dell’anno scorso..beh sono ancora lì e si va a gonfie vele. Poi se parlano..apriri cielo,da licenziare subito,che boiate dicono..se stanno zitti “beh intendono parlare o no?”.
    Che risate

  4. ….si ma adesso si sta verificando un evento gia vissuto….parla sempre solo uno, come ai tempi di Jose’ Mourinho…..cambiano le proprieta’ ma per farli stare zitti, che quando favellano fanno solo danni, abbiamo dovuto trovare un altro allenatore sui generis…..lunga vita da noi a spalletti, la piu’ lunga possibile, che se poi arriva un Gianpaolo qualsiasi si ricomincia pronti e a capo.

  5. Guarda caso all’Inter si vince quasi esclusivamente con i mister condottieri/figli di buona donna/con palle da vendere.

    Detto ciò, io credo che Brozovic e J.Mario siano scazzati sì, ma non abbiamo mai dimostrato di essere da Inter.
    Entrambi sono i classici giocatori (mezzi?), in grado di far 30 ma mai 31, fragili psicologicamente e non proprio una cima da un punto di vista tattico.
    Ecco, io cercherei di distinguere i mezzi giocatori dai Recoba e dai Cassano. Per i primi le colpe ricadono completamente su di loro, per i secondi mi sento di dover ragione a Modd; alla giuve sarebbero rigati dritti sin da subito.

  6. Oggi solita intervista da incorniciare di Lucianone nostro :)

  7. Sandrex:
    Ma è cosí chiaro che i giocatori scazzati che non rendono è colpa ancora di Moratti e dell’aura decadente con cui ha impregnato i mobili.
    Poi penso che per mesi si insultava la trimurti AusilioZanettiGardini come causa di ogni male dell’anno scorso..beh sono ancora lì e si va a gonfie vele. Poi se parlano..apriri cielo,da licenziare subito,che boiate dicono..se stanno zitti “beh intendono parlare o no?”.
    Che risate

    Perché fai di tutta l’erba un fascio? Ad Ausilio hanno messo il tutor come ai ragazzini del Cepu. Non è che tutti quelli che lo considerano al di sotto delle necessità dell’Inter dopo anni di obbrobri tirano automaticamente in ballo Moratti o Saverio.

  8. Giulio19: Detto ciò, io credo che Brozovic e J.Mario siano scazzati sì, ma non abbiamo mai dimostrato di essere da Inter.

    Da incorniciare , grazie

  9. @ZeMario.
    Fa’ semplicemente quello che ha sempre fatto. Spara nel mucchio.

  10. Brozo è una testa di cazzo. Un’epica testa di cazzo,se vogliamo,ma quello è. JM non riesco a capirlo. Penso che entrambi se ne andranno..mi dispiacerà un po’ perché non sono limitati come era Medel,che però si è SEMPRE impegnato al massimo di quel che poteva,ma d’altra parte ho visto partire Ronie e Samy Eto’o (gli ultimi due fuoriclasse assoluti che abbiamo avuto in attesa di vedere Mauro in Champions),e ci metto pure Wesley..me ne faro’ una ragione. Sapendo già ora che chi arriverà al loro posto darà comunque più di loro

  11. Occhio a criticare troppo Giampaolo..in casa ha fatto strike,in attesa della maggica,e cardato le merde. Non proprio un merdella qualsiasi direi…

  12. stavolta non sono d’accordo con interella. Giampaolo non ha ancora l’esperienza e le palle di sPALLEtti, ma è l’unico allenatore italiano che potrebbe sedersi sulla nostra panchina post spally. sbaglio, o fu lui a garantire a noi per skriniar? ecco. è già scritto: sarà lui.
    intanto longa vita ad spallium

  13. Ne avevamo già parlato ricordi?

  14. Off topic
    Scusate l’intromissione
    Mi trovo a Roma fino a domenica, alloggio in zona Termini, fra di voi c’è qualcuno che sa indicarmi un bel pub dove guardarmi la partita, meglio ancora se Inter Club?
    Grazie in anticipo a chi mi saprà dare indicazioni!

  15. Jiangsu, Capello vuole l’addio con buonuscita: soluzione in tempi brevi

    cioè questo vuole andarsene un anno prima della scadenza del contratto che ha firmato e vuole pure essere pagato…

  16. Cerca inter club -bellideroma vedrai che lì ti sanno dire qualcosa

  17. a capello vorrei pensassero i boscaioli delle mie montagne. gentilissimi, ma quando rompi i coglioni…

  18. Gabri Il pub Tam O’Shanter il nostro Covo a Roma Via Crescenzio 2 dalla stazione termini anche con la metro . Chiamali per sapere se domani vedono la partita.

  19. dalla GDS:
    A gennaio, il Psg sarà costretto a cedere per iniziare a far quadrare i conti, dopo le spese folli estive. Ma sul mercato non potrebbero finire solo nomi noti, da Di Maria a Pastore, da Lucas e Trapp, ma pure giovani promesse.
    —>
    😀 😀 😀

  20. Magari uno col nome che comincia con A e finisce con drien…

  21. Grazie Tiziano e Piraccini
    Domani esploreremo il Tam O’Shanter , dove presumo potrò gustarmi anche un’ottima Guinness

  22. Se devo sceglierne uno, mi tengo Joao Mario. Ha più potenziale e pare “meno irrecuperabile” rispetto a Brozovic.
    Penso anche al fatto che Brozovic ha il potere di farti perdere una partita da solo (vedi Inter-Samp dell’anno scorso), JM non ha ancora mostrato questa dote.
    Poi se un domani si facesse male uno tra Gaglia e Vecino, che facciamo? Meglio un mese di JM titolare che Brozo.

  23. questo che hai detto è sicuro.

  24. stasera cagliari a 18 punti

  25. Gabriiiii perdonami indirizzo vecchio . Il nuovo e fanno sicuramente la partita e pub four green field s via c morin 40 zona piazza mazzini . Spero di avere fatto in tempo….

  26. @Eddie.
    Stasera il Cagliari vada a prendersela dove il sole non splende.
    Forza Inter, sempre.

  27. Nomi ce ne sono, ne girano, ma sarebbe anche ora di tirare fuori i soldi, quelli veri.
    Ci sta andando di lusso con Skriniar e Vecino, molto meno con Dalbert e Cancelo, e comunque Spalletti sta facendo un lavoro coi fiocchi che sarebbe un gran peccato buttare alle ortiche persistendo col braccino corto,
    trincerandosi dietro la balla del fpf.

    Suning dimostri di meritare l’Inter e la volontà questo nuovo gruppo, ma con una panchina così corta e con varie mancanze in determinati ruoli
    (al miracolo di Santon, per dire, ci credo fino ad un certo punto)

    è ora di far arrivare giocatori da Inter.

  28. estecambiasso:
    Nomi ce ne sono, ne girano, ma sarebbe anche ora di tirare fuori i soldi, quelli veri.
    Ci sta andando di lusso con Skriniar e Vecino, molto meno con Dalbert e Cancelo, e comunque Spalletti sta facendo un lavoro coi fiocchi che sarebbe un gran peccato buttare alle ortiche persistendo col braccino corto,
    trincerandosi dietro la balla del fpf.

    Suning dimostri di meritare l’Inter e la volontà questo nuovo gruppo, ma con una panchina così corta e con varie mancanze in determinati ruoli
    (al miracolo di Santon, per dire, ci credo fino ad un certo punto)

    è ora di far arrivare giocatori da Inter.

    Purtroppo il governo cinese sembra abbia messo degli ostacoli agli investimenti nel calcio. http://www.ultimouomo.com/il-calcio-cinese-sta-tornando-alla-normalita/

  29. Ci siamo quasi! Non mi dispiacerebbe un 1 -0 per noi con gol di Skriniar, tanto per sentire i commenti di Mauro, che mi sta sui c….ni.

  30. Tempo fa vi dicevo che Giampaolo non è il nuovo fenomeno che vogliono farci credere. Non è da Inter, punto.