Sbaliando Sinpara

Sopravvivere a un dopopartita dell’Inter è spesso molto più difficile del sopravvivere alla partita stessa.
I nostri ci hanno abituato a qualsiasi tipo di crisi cardiaca, in positivo come in negativo: eppure dopo un pareggio casalingo contro forse il miglior Torino visto in 13 partite, una elevata quantità di palle gol sprecate e un match dove gli uomini di Spalletti hanno giocato a calcio e creato tutti i presupposti per i tre punti finali, in molti avvertono sinistri scricchiolii, altri si disperano per la mancata vittoria che ci fa perdere terreno nei confronti delle dirette avversarie per la lotta al quarto posto, altri ancora intravedono l’inizio della fine.
Per un pareggio interno e in parte sfortunato contro un avversario che ha dato il 120% di ciò che aveva e ha preparato la partita in modo eccellente.

Certo, possiamo dire che alla traversa clamorosa di Vecino (giocatore che di giornata in giornata diventa sempre più indispensabile) faccia da contraltare la clamorosa occasione sciupata da Obi sullo 0-1 e che sfortuna e fortuna si siano compensate, che ci abbiamo messo moltissimo del nostro, tra errori dei singoli (Icardi in giornata no – ma l’assist per Eder resta decisivo – e Miranda sempre più sul banco degli imputati e primo giocatore da sostituire nel mercato invernale, ad ogni costo) e leggerezze negli appoggi e nell’interpretazione delle fasi di gioco, che in troppi si siano assentati troppo a lungo quanto avrebbe contato esserci, possiamo dire che perdere 2 punti in casa sia sempre un rammarico, considerando il ritmo delle prime cinque.
Possiamo dire di tutto e di più, ma non essere scontenti o addirittura polemici dopo un pareggio simile.

La cosa più importante, a mio modesto avviso, non è tanto la qualità del gioco offerto, che manca ancora di un pizzico di qualità e continuità nonché ritmo e capacità di incidere nel momento opportuno, ma la vivida sensazione – che sono sicuro molti avranno condiviso con me – che mai e poi mai saremmo usciti dal campo sconfitti.
Eppure il gol di Iago Falque è arrivato in un momento delicato, a soli 30 minuti dalla fine della gara, e pochi minuti dopo l’ex Obi aveva spaventato i bellissimi 71mila di San Siro con quello spreco abnorme: c’erano tutti gli elementi per cacarsi addosso e svaccare definitivamente, diciamocelo chiaro e tondo.
E invece no, nessuno si è perso d’animo e l’asse Perisic-Icardi, fin lì intermittente, ha confezionato una combinazione che persino Eder non avrebbe mai potuto fallire.
Poi quella rumorosa traversa al’88’, giusto per ricordarci che culo e legni van di pari passo e per garantire al Toro un punto che, per quanto visto in campo, resta meritato.

Si riparte da questo.

Si riparte da questo.

Cosa ci dice quindi Inter Torino?
Ci dice innanzitutto che siamo lì, con le romane che spingono dal basso e resteranno insidiose #finoallafine (cit.), il Napoli che sbatte contro il castello clivense e gli innominabili che a stento “trionfano” in casa contro la cenerentola Benevento. Tutto è da decidere, tutto è da giocare.
Ed è in tale ottica che possiamo restare fiduciosi, seppur con umiltà e con estrema, enorme, costante attenzione.
Qui, lo ribadisco per l’ennesima volta, dovrà essere bravo, anzi bravissimo Spalletti nell’offrire continui stimoli ad un gruppo che ha ancora la tendenza a sedersi troppo facilmente, a dare per scontate gare che scontate non lo saranno mai, a sfruttare ogni chance per rimanere in linea di galleggiamento, perché sarà soltanto vivendo il campionato giorno per giorno che questa squadra potrà realmente aspirare a qualcosa di concreto senza crollare sul più bello.

Sul lato meramente pratico della questione ci sarà indubbiamente qualcosa da fare nel mercato di gennaio ed è proprio la gara contro il Torino a ricordarlo ancora una volta, impietosamente: Miranda non è più affidabile, non ha neppure quelle caratteristiche di cui Spalletti avrebbe bisogno per far partire la manovra dalle retrovie, è spaesato, falloso, soffre di amnesie che mettono in crisi l’intero reparto. Lui sarà il primo a dover essere adeguatamente sostituito nel 2018.
E poi c’è il centrocampo, che ha bisogno di gamba e di qualità, perché Joao Mario e Brozovic restano incognite di cui diventa dura fidarsi (e il problema del croato è principalmente mentale, viste le prestazioni sfoderate con la propria nazionale, chissà che Luciano non riesca a togliergli l’abulia dal groppone una volta per tutte…) e Borja rischia di avere la riserva perennemente accesa.
Infine l’attacco, che reclama a gran voce un esterno offensivo che possa sostituire adeguatamente Candreva o Perisic, non un Karamoh, ma qualcuno che possa garantire da subito imprevedibilità, dribbling e incisività, magari pescando un jolly europeo là dove Sabatini vorrà frugare. Un Gerson, un Suso, fate voi i nomi. Un’arma in più che sappia anche rendersi utile in ripiegamento, un identikit difficile da scovare nel mercato di riparazione, ma estremamente importante per avere qualche possibilità in più verso l’obiettivo finale.

La strada è ancora lunga e le notizie positive continuano a sovrastare, e di gran lunga, quelle negative.
Inutile attendere lungo la riva che passi il cadavere del nemico, chiunque esso possa essere. Meglio sedersi, sul divano come in tribuna o in curva, ad urlare Forza Inter.
Perché quegli applausi dopo l’1-1 finale sono un giusto riconoscimento alle nuove sensazioni che arrivano dal campo, vanno oltre il risultato.
E il popolo nerazzurro merita di poter continuare ad applaudire.

About NicolinoBerti

Nasco meritatamente in provincia di Livorno e capisco immediatamente di non voler fare nulla nella vita. Ci sono brillantemente riuscito fino ad ora. Amo l'Inter dal 1987. Walter Samuel mi ha lasciato senza neanche un bacio d'addio. Spalletti è più sopportabile di Mazzarri e Lippi come toscano. Odio il 352.

467 commenti

  1. spalletti: …Nell’Inter io sono responsabile, se l’Inter non va bene è corretto che se la prendano con me. Io sono di quelli lì….
    —>
    #iostoconspallinho

  2. Tiziano

    Chenin blanc,modd. O zinfandel. Lì è iniziata l’estate,quindi belli freddi!

  3. tiziano grazie.
    mi concedi un appunto a spallinho?
    io vorrei vedere giocare dalbert. ecco l’ho detto. spero che il blog mi perdoni.
    ps
    qui dove sono io (panbult) si trovano dei buoni rossi, che però vengono da ladysmith o dal Capo.
    ps2
    i ladysmith black mambazo cantano a cappella. con quelle vocione zulu sono da pelle d’oca.

  4. tizzy, guarda cosa ho trovato:
    lo Zinfandel deriva geneticamente dal Primitivo. Peraltro, il Primitivo, a sua volta, deriva da un vitigno croato della zona di Spalato (Split).
    non lo sapevo.

  5. Giulio19

    modd:
    tizzy, guarda cosa ho trovato:
    lo Zinfandel deriva geneticamente dal Primitivo. Peraltro, il Primitivo, a sua volta, deriva da un vitigno croato della zona di Spalato (Split).
    non lo sapevo.

    Oh, il Primitivo.. Sarò pure di parte, ma i nostri vini sono estremamente sottovalutati.

    Non ci ammazzare Sandrex!

  6. sandrex non ammazza nessuno. siamo al café.

  7. Giulio, i vini pugliesi sono squisiti.

  8. Giulio19

    Mi fa molto piacere modd, purtroppo manca un’operazione di valorizzazione altrettanto “squisita”, per me non si è ormai tanto lontani dai vini piemontesi, tanto decantati in tutto il mondo.

    Tornando a noi, mi aspetto vittoria e staffetta fra Karamoh e Candreva.

  9. Tiziano

    Castel del Monte è un’ottima zona per il vino,non con la fama che meriterebbe. Modd anche il syrah sudafricano è un bel bere! Quanto agli Zulu…popolo fiero quant’altri mai! Se lo ricordano bene i figli d’albione…Tranquillo che quando entra,Dalbert non esce più!

  10. Tiziano

    Sulle origini dei vini ed ancor più sul rivendicarle,non ho idea di quante migliaia di pagine siano state scritte! Pensa solo al tocai..! Passando poi dal bere al mangiare,potrebbero scoppiare guerre culinarie ferocissime..tipo quella sul Tiramisù!

  11. Tiziano

    Anche Squinzano,veramente valido. Se qui c’è qualche pugliese penso confermerà

  12. Fabio1971

    Tiziano:
    Esatto. E sai perché? Perché se io capissi più di lui di calcio sarei al suo posto. E non solo io. Purtroppo,noi capiamo qualcosa ma lui sicuramente di più di me (e non solo di me) e se valutando tutte le opportunità decide/decidono che la bella copia di jovetic (perché Pastore questo è) serve,è perché ha già pensato dove potrebbe dare un quid in + che può servire alla squadra. Si chiama essere realisti (ed ottimisti). Poi ,per carità,ce ne sono tanti fedeli alla linea che si sono dati e restano a combattere sull’isolina anche quando vedono scendere dagli yacht i turisti in costume..

    Tu stai una cosa giusta. Anzi. LA cosa giusta.

    Ma il problema è che ferisce troppi ego qui dentro e altrove.

  13. Fabio1971

    Sesta sconfitta in 13 giornate

    Ma è ottimista perché il peggio è alle spalle

    Non ha toccato palla per tutto il primo tempo a Napoli ma si tiene stretta la prestazione perché hanno fatto bene

    Vedete voi, questo è il grande Milan del grande mercato da orgasmo che avete invidiato per tutta l’estate

    Io ora come allora mi tengo stretto il mercato intelligente e cauto (che poi neanche è vero, dove c’era da spendere è stato speso senza battere ciglio, tipoVecino e Snickiar)

    E che ci ha portato i giocatori giusti e che servivano eco ha liberati di quelli che non servivano o erano dannosi

    Magari è perché, tralasciando la proprietà, se confronto le competenze di Spalletti e Sabatini contro quelle di Montella, Fassone e Mirabelli mi spiego tante cose, anche delle precedenti nostre disgrazie, considerato che del magico trio è rimasto solo Ausilio, ma praticamente imbracato in una camicia di forza da ospedale psichiatrico, vedi lo stop al progetto italiani e giovani :-)

    Avessi detto tedeschi e giovani, avrei firmato con il sangue… ma voleva italiani e giovani, dimenticandosi forti, che non ci sono

  14. Düsseldorf

    Modd mi raccomando lascia perdere il carpaccio di coccodrillo. :)
    Se vuoi rifarti la bocca e passi da Joburg fammi sapere.
    Sono già sotto adrenalina e conto i minuti che mancano per i polentoni.
    Fozza Inda

  15. XEvaristoX

    @Fabio1971
    era la mia speranza dell’estate scorsa: cioè che il duo Fassone/Mirabelli, dopo le minchiate in nerazzurro, avrebbero proseguito in quello che a loro riesce meglio anche sull’altra sponda del Naviglio.
    e in più, passare da Berlusca & Galliani (ok, imbolsito il primo e ormai dedito al proprio esclusivo tornaconto il secondo, ma pur sempre quei due lì che proprio dei pirla non erano) a questo duo di disgraziati non avrebbe che peggiorato le cose.
    Montella (Fuffella, come lo chiamavano a Firenze) ormai è allo sbando e delira, ieri sono stati infilati come minimo una decina di volte con dei filtranti rasoterra e solo la poca brillantezza del Napoli ha impedito che finisse con un punteggio tennistico…e questo parla di grande prestazione! bene, anzi benissimo così (per noi), direi! 😉
    poi certo, ormai la nostra corsa è sulle due romane, però dopo i proclami estivi io godo non poco (beh, non ai livelli di Cardiff, ovvio!) a vedere i gonzi in questa situazione.

  16. XEvaristoX

    il duo Fassone/Mirabelli, dopo le minchiate in nerazzurro, avrebbe….errata corrige!

  17. Tiziano

    Potremmo chiamarli gianni e pinotto! (Con tutto il rispetto per i VERI gianni e pinotto ovvio). Fanno ridere anche più degli originali…

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