Il peccato originale

La situazione è più o meno la seguente: dopo due mesi di incertezze generali, con l’allenatore sempre appeso al filo, metà squadra in tournée negli USA e metà a Appiano con Gregucci, si è arrivati al cambio di allenatore il 9 di agosto. Il nuovo tecnico ha avuto modo di lavorare una settimana scarsa, con una sola amichevole all’attivo (peraltro, non dietro casa, ma in mezzo all’Irlanda), e poi si è subito ritrovato al primo impegno ufficiale, in un campionato che deve imparare a conoscere e su un campo difficile.

Leggendo la formazione che ha scelto, arriva forte il messaggio di De Boer: “io questi non li conosco, non li ho mai visti; l’unica cosa che so è che non sono preparati fisicamente per una partita vera, e allora li metto in campo nel modo più conservativo possibile sperando di cavarmela”

Le difficoltà erano dunque piuttosto importanti. Gli 11 in campo, poi, ci hanno messo del loro: bronci, teste basse, palle mosce. Il Chievo ce ne ha fatti due con estrema facilità e ci ha mandato a casa. Stop, finito. L’unica cosa da fare è dimenticarsene e prepararsi per la partita di domenica, da giocare in casa contro una squadra disastrata, portare a casa i tre punti e poi andare in pausa per due settimane. Ora, con queste premesse, passiamo in rassegna qualche argomento per essere ottimisti e qualcun altro per preoccuparsi flagellandosi durante la notte:

PERCHE’ ESSERE OTTIMISTI:
– La società, che da una parte ha dato sfoggio di confusione e disorganizzazione, ha gestito bene il problema di Icardi evidenziando una netta rottura col passato: un tempo, vendevamo a cifre ridicole gente come Sneijder e Thiago Motta ai primi che bussavano alla nostra porta, adesso abbiamo smesso di essere un discount. E’ possibile costruire un gruppo di giocatori importanti senza essere costretti a cederne qualcuno di volta in volta;
– Il mercato è ancora aperto, e le lacune più evidenti che abbiamo (in primis, in difesa) verranno presumibilmente colmate. Non servono sforzi clamorosi, soltanto dei puntelli per completare una rosa che in questo momento, nel complesso, non è del tutto attrezzata per le tre competizioni;
– Abbiamo un 11 titolare di buon livello: Perisic, Candreva, Banega, Icardi, Kondogbia, Miranda, Ansaldi, Murillo sono valori importanti. In più, abbiamo molte opzioni di qualità davanti e a centrocampo.
– Il nostro allenatore non è uno sprovveduto: non ha esperienza in Italia, vero, ma è stato un giocatore di grande livello internazionale, uno di quelli che sarebbe evidentemente diventato un tecnico. Ha avuto maestri importanti e ha sempre dimostrato di avere idee e principi chiari. Incontrerà (e sta già incontrando) grandi difficoltà, ma ha le spalle abbastanza larghe per affrontarle.
– La squadra è impostata da mesi sul 4-2-3-1 e sul 4-3-3, ossia i sistemi più cari a Frank. Ciò, se non altro, dovrebbe aiutare a rendere meno traumatico il cambio di allenatore.

PERCHE’ PREOCCUPARSI FLAGELLANDOSI DURANTE LA NOTTE:
– Il vero problema è uno e uno solo: il peccato originale dell’assurda gestione dell’aspetto tecnico durante questa estate, che ci ha fatto perdere più di un mese di lavoro e che rischia di condizionare gran parte della stagione. Abbiamo già evidenziato come De Boer sia arrivato all’esordio con pochissimi allenamenti alle spalle: ora lo aspetta -finalmente- una settimana di allenamenti con la squadra al completo, e poi la partita col Palermo. Poi, però, ci sono le nazionali, e mezza rosa sarà di nuovo in giro intorno al mondo, impegnata in viaggi transoceanici e col costante rischio di infortuni. Poi si rientra, un paio di allenamenti veloci e si va ad affrontare una delle squadre più pericolose del momento: il Pescara. La squadra di Oddo si trova, per certi versi, ai nostri antipodi: ha un’organizzazione consolidata e lavora con lo stesso allenatore (peraltro molto capace) da un anno e mezzo; si è preparata per la nuova stagione con la rosa praticamente al completo, senza perdere tempo in tour promozionali, e vanta una condizione fisica eccezionale, che potrà soltanto incrementare durante le due settimane di sosta; in più, ha grande entusiasmo e un ambiente che mette in difficoltà gli avversari.

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Peccato originale e cacciata dal paradiso

Dopo la complicatissima trasferta di Pescara, parte l’Europa League. Speriamo di essere fortunati nel sorteggio, perché da quel che ho capito c’è il concreto rischio di incappare in trasferte azerbaigiane o affini. Poi si rientra, e c’è subito…la Juve. Poi turno infrasettimanale. Poi altro turno la domenica. Poi di nuovo Europa League. Poi altro turno.

Insomma, allenarsi sarà praticamente impossibile. E noi, più di ogni altra cosa (e a differenza delle nostre rivali), avremmo disperato bisogno di un periodo di tempo in cui ci si allena con calma e si pongono le basi per la nuova stagione: avremmo bisogno, insomma, di ciò che si chiama…preparazione. Invece trascorreremo un mese importantissimo come settembre in totale apnea, dovendo di fatto utilizzare le partite ufficiali come allenamenti per entrare in condizione. Ma a settembre non si gioca il campionato delle amichevoli, ci si giocano punti pesanti.

Adesso, consci di tutte queste difficoltà, bisogna armarsi di due cose: pazienza e fiducia. Pazienza, perché come abbiamo visto sarà molto complicato ottenere risultati nell’immediato, e farsi prendere dal panico e dalla disperazione aggiungerebbe un ulteriore, gravissimo problema. Il peccato originale è ormai stato commesso, e non ci si può più fare niente. Fiducia, perché questa squadra ha qualità e, prima o poi, riuscirà a ingranare. Tutto sta nel vedere quando, certo: ma il nostro piazzamento in campionato, oltre che dal noi, dipende anche dal rendimento delle altre squadre. L’unico obiettivo che ci preme è il terzo posto, e per quello, con ogni probabilità, avremo una sola rivale: il Napoli, che ha perso il suo trascinatore e che, a differenza dello scorso anno, giocherà la Champions. Problemi ne avranno anche loro.

In più, abbiamo l’Europa League, una competizione in cui abbiamo tutto per fare bene e che garantisce, per il vincitore, un posto in Champions. Dovessimo arrivare (come penso) a febbraio/marzo in ottime condizioni, potremmo giocarcela. E senza dover scontare in nessun modo il nostro peccato originale, dato che le partite importanti si giocheranno tra molti mesi (e la storia è piena di squadre che partono male e che poi arrivano a conquistare questa coppa).

Insomma, questo è il trailer della nostra stagione: avremmo sperato in qualcosa di diverso, ma questo è, e non si può far altro che mettersi il cuore in pace per gli aspetti negativi e avere fiducia in quelli positivi. Sarà dura, ma non è certo la prima volta che è così.

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.

151 commenti

  1. Su Coutinho non abbiamo controprove, ma chi sa giocare, non è rotto e ha il fisico in Italia esplode e Cou al Liverpool ha messo su anche i muscoli, oltre alla classe che aveva già.
    Non rimpiango Bonucci perché ci ha portato i triplettisti del Genoa e senza Barzagli sarebbe un giocatore normale.
    Sui giovani dissento, abbiamo pagato 35 milioni per Kondogbia che dopo un anno gioca peggio di Duncan e Benassi come centrocampista in panchina ci avrebbe fatto comodo, soprattutto se partisse Brozovic.
    In cambio abbiamo un convinto mediocre terzino come D’Ambrosio e un trentenne da verificare come Ansaldi che ci è anche costato Laxalt che poteva essere verificato prima di gettare soldi per Candreva.
    Medel può ricoprire più ruoli, non si capisce perchè non lo si riprova centrale di difesa ed è l’unico vero incontrista in squadra, Brozovic purtroppo rifiuta il rinnovo e anche io lo terrei, piuttosto non spenderei 50 milioni per un suo clone come Joao Mario che deve pure adattarsi al calcio italiano.

    Nic!:
    Io i rimpianti per i giovani non li capisco.
    A me Cou piaceva un sacco, ma sono convinto che in Italia no sarebbe mai, e dico mai, esploso.
    Bonucci invece lo ricordo criticatissimo dagli juventini i primi anni. É cresciuto esponenzialmente ma l ha fatto accanto a Chiellini e Barzagli, per me il vero top player.
    Immaginatevelo nel nostro contesto. Ricordiamoci inoltre che non siamo stati gli unici a vedere qualcosa in Ranocchia. Conte lo teneva in considerazione per la nazionale fino a anno scorso. Inspiegabilmente.
    Al di fuori di Cou e Bonnucci nessuno é stato sottostimato. Magari Benassi e Duncan possono valere 10 mln oggi, ma quanto valgono i 3 anni in cui hanno giocato altrove anche economicamente?

    Nic!:
    Meglio una gallina oggi.. Abbiamo incassato D ambrosio che con Ansaldi é il nostro miglior terzino e 6-7 mln.. Per gente che non avevamo la possibilità di crescere: Nessuno ti fa crescere i giovani in prestito secco. E perdonatemi gli esempi dei giocatori che abbiamo tenuto (i più promettenti) Bardi e Longo sono ottimi esempi.

    Nic!:
    Anche Gnouk sono sicuro non abbia fatto nulla per convincere il Mancio, che comunque era quello che l aveva lanciato.

    Nic!:
    Le domande sono: Perché non cediamo Medel quando ci sono offerte e non blocchiamo uno come Brozovic?