L’infanzia povera e sconosciuta di Cristiano Ronaldo

Traduciamo un articolo del 2015 di una rivista portoghese sull’infanzia di Cristiano Ronaldo.

Non era decoroso presentarsi allo Sporting con i vestiti vecchi e rammendati che aveva di solito, quindi alla vigilia del viaggio per Lisbona, la madre e le due sorelle di Cristiano Ronaldo erano andate a Funchal per comprargli un cambio completo: scarpe, pantaloni e camicia. Dolores Aveiro voleva che il figlio facesse buona impressione e che “nel continente”, lontano da casa, non fosse discriminato a causa di una famiglia così povera. Ronaldo praticamente non aveva giocattoli (giusto un pallone e delle macchinine), viveva in una casa fatta di assi di legno e mattoni nemmeno verniciata, con un tetto e le pareti coperte di lamiera per tappare i buchi da cui in inverno entravano pioggia e freddo. Gli allenatori del Nacional, la squadra in cui giocava, avevano persino già chiesto di parlare coi genitori perché erano preoccupati per la sua salute, dicevano che mangiava male e che non era “normale” o “di costituzione”, come aveva suggerito il padre Dinis, che un bambino di 11 anni fosse così magro. A fine allenamento gli davano panini o zuppe calde prima di rimandarlo a casa.

L’ultima settimana di agosto del 1997 Cristiano mise tutti i suoi vestiti in uno zaino e prese l’aereo per andarsene da Santo António, il quartiere più povero dell’isola. Convinse la madre che avrebbe provato a realizzare il sogno di essere il miglior giocatore del mondo. “Lo accompagnarono dei dirigenti dello Sporting. Mentre era con noi in aeroporto si faceva forza, ma poi in aereo pianse per tutto il viaggio” ci racconta la sorella Elma Aveiro.

Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro nacque all’ospedale Cruz de Carvalho alle 10:20 del 5 febbraio 1985. Era il quarto figlio (quello imprevisto) di una cuoca di una scuola elementare e di un giardiniere del comune di Funchal, che lo chiamò Ronaldo perché era un fan dell’attore e presidente degli Stati Uniti d’America, Ronald Reagan. Il primo nome, Cristiano, fu scelto dalla zia che lavorava in un orfanotrofio. Dal battesimo era già chiaro che il calcio sarebbe stato decisivo nella sua vita. Il padre, che lavorava part-time come magazziniere per la squadra di Funchal Andorinha, aveva chiesto all’allora capitano ed ex giocatore del Nacional Fernando Barros Sousa, di essere il padrino di Ronaldo. Racconta Luca Caioli in Cristiano Ronaldo. L’ossessione della perfezione, “La cerimonia è alle 18:00, alle 16:00 c’è la partita. L’Andorinha gioca a Ribeira Brava, a circa 10 chilometri da Funchal. Il prete José António rebola, che aveva già battezzato i tre fratelli, era abbastanza nervoso: né il padre, sempre con la squadra, né il padrino, capitano della squadra, si fecero vivi”. I due arrivarono solo alle 18:30 e finalmente il piccolo, vestito di bianco e azzurro e pieno di gioielli (le foto lo ritraggono con braccialetti su entrambi i polsi, una catenina con crocifisso al collo e un anello), fu battezzato.

RONALDO DR

Ronaldo è sempre stato un pessimo alunno, a scuola saltava continuamente le lezioni, scappava dagli insegnanti e mentiva ai genitori sui brutti voti e sui compiti a casa, ma non era nemmeno grave. Il padre era raramente a casa e la madre non si preoccupava dei problemi scolastici del figlio. “Gli insegnanti mi dicevano che dovevo farlo rigare dritto, ma non lo mettevo in castigo. Lui doveva allenarsi molto per diventare un grande giocatore” confessa la madre in una recente biografia di Ronaldo. “Quando arrivava a casa prendeva solo uno yogurt e un pallone e tornava in strada. Tornava solo la sera, molte volte dopo la mezzanotte.”

Nonostante l’aria da delinquente, i capelli un po’ lunghi, i vestiti sporchi e i denti storti, Cristiano Ronaldo non era cattivo, aveva solo un caratteraccio. Il suo soprannome era “piagnucolone” per le scenate che faceva ogni volta che perdeva una partita con l’Andorinha, squadra in cui il padre era riuscito a mettere una buona parola per farlo giocare. L’allenatore Francisco Alfonso ci ha raccontato che le sfuriate negli spogliatoi erano così brutte che addirittura gli chiese di non presentarsi più allo stadio nei giorni in cui si giocava contro il Marítimo, perché quelle partite sarebbero sicuramente state perse con una goleada.

Nella via di casa la sua fama non era migliore, i vicini odiavano i suoi genitori, che gli permettevano di passare le notti a calciare un pallone sulle pareti o a sfondare i vetri delle altre case, per poi scappare e dare la colpa a un altro bambino. Alla madre non passava per l’anticamera del cervello di accollarsi quelle spese. “Le persone non erano per niente contente, disturbava sempre”, racconta Joel Santos, proprietario di un bar a 50 metri dalla vecchia casa degli Aveiro.

Il passaggio allo Sporting cambiò completamente la sua vita. A quei tempi ancora non c’era l’accademia della squadra (attualmente ad Alcochete, fuori Lisbona), quindi Cristiano andò a vivere nel dormitorio dello Sporting dentro il vecchio stadio di Alvalade, vicino al campo di allenamento. C’erano sette stanze e una sala comune con l’unica televisione dell’edificio. Ronaldo divideva la stanza con altri tre ragazzi. “Erano molto semplici, con una scrivania, un armadio e una mensola ciascuno”, racconta Fábio Ferreira, uno dei compagni di stanza di Ronaldo. La mensola di Ronaldo era vuota, l’unica cosa che aveva era una foto con la madre e i fratelli, più tardi la riempì di libri di scuola che non venivano mai aperti.

Cristiano e Fábio erano inseparabili, pranzavano e cenavano tutti i giorni al ristorante Tobisbar nella zona di Lumiar (a qualche chilometro da Alvalade), che aveva un accordo con lo Sporting per non far pagare i giocatori. All’inizio facevano quella strada da soli, ma dopo vari tentativi di furto, iniziarono ad andare in gruppo con gli altri giocatori delle giovanili. Una volta Ronaldo fu costretto a pagare per qualcosa che non aveva fatto: circondato da cinque ragazzi con coltelli, gli avevano chiesto se fosse stato lui ad aver picchiato un loro amico all’entrata della metropolitana qualche giorno prima. Ronaldo giurò di non c’entrare niente, ma si prese lo stesso un pugno in faccia. Quello stesso pomeriggio prese un aereo per Funchal e per tutta la settimana sfoggiò la faccia gonfia e fu persino messo in castigo per essersi messo nei pasticci. “L’avevo picchiato io quel ragazzino. Eravamo molto simili, io e Cristiano avevamo i capelli ricci con un taglio a scodella, ci credevano tutti fratelli” svela Fábio Ferreira, che dopo una breve carriera nella seconda divisione in Portogallo e Spagna, lavora ora in un ristorante. Alla fine di ogni partita ancora oggi Fábio manda messaggi a Ronaldo per complimentarsi per la performance. E Cristiano risponde sempre.

I primi mesi furono molto difficili per Roni (come lo chiamavano da piccolo), tutti i giorni caricava la scheda del telefono per poter chiamare la famiglia da una cabina a lato dello stadio. Piangeva e implorava di poter tornare a casa, diceva che era molto triste e che non ce la faceva più a sopportare la nostalgia degli amici e dei fratelli. Ma la madre non cedeva e chiese al suo padrino di convincerlo a rimanere a Lisbona. Dolores Aveiro gli diceva sempre che l’unica possibilità che aveva nella vita era di scommettere tutto sul calcio e che non poteva tornare a Madeira per nessuna ragione al mondo. Oltre a dover provvedere agli altri tre figli, il matrimonio con Dinis stava andando a rotoli per colpa del suo alcolismo cronico. Ronaldo era l’unico della famiglia che non sapeva della situazione sempre peggiore del padre.

Stagione 1997/1998

Stagione 1997/1998

Fu in questo periodo che Leonel Pontes divenne importante nella vita di Cristiano. L’allenatore delle giovanili dello Sporting, poiché nato anche lui a Funchal, fu nominato suo tutore legale nei rapporti con la squadra. Pontes gli parlava tutti i giorni, soprattutto nei fine settimana in cui non si giocava e siccome Ronaldo restava da solo al dormitorio perché tutti gli altri tornavano dai genitori, Leonel lo portava a pranzo fuori con la propria famiglia, a volte giravano per Lisbona in macchina o andavano in spiaggia a Cascais. Il rapporto di amicizia tra i due fu sempre molto forte e resiste ancora oggi. Pontes è stato uno degli assistenti di Paulo Bento in nazionale e alla fine delle partite con l’Olanda (qualificazioni agli Europei 2016) e con la Repubblica Ceca (amichevole), Leonel Pontes fu una delle prime persone che Ronaldo ha voluto abbracciare in panchina. Entrambi erano molto emozionati.

Dopo pochi mesi i pasti dei ragazzi dello Sporting passarono ad essere consumati alla Cervejaria, una birreria che aveva aperto proprio di fianco alla porta 10A dello stadio di Alvalade, colazione e merenda invece erano al Magriço, un altro ristorante che aveva una accordo con lo Sporting per i pasti. Siccome Cristiano ancora non percepiva uno stipendio, raramente poteva permettersi di mangiare altrove, giusto nei giorni di festa o quando faceva il raccattapalle per la prima squadra e guadagnava abbastanza da poter uscire coi compagni e andare al McDonald’s, a mangiare un panino o un kebab. Ma era una cosa rara, preferiva spendersi tutto (più i 30 euro al mese che gli mandava la madre) alla sala giochi vicino allo stadio. Ronaldo e Fábio perdevano ore a giocare a Puzzle Bobble e a Daytona. Questa abitudine finì nel giorno in cui telefonò alla madre per chiederle altri soldi prima della fine del mese. Sospettosa, Dolores chiamò subito Leonel Pontes e gli chiese di capire cosa stava succedendo, perché era impossibile che un ragazzino avesse speso tutti quei soldi in meno di quattro settimane. Il responsabile dell’educazione dei due giocatori scoprì il segreto e avisò il proprietario della sala giochi che non avevano il permesso di andare da lui. Non ci tornarono più. Ancora oggi Cristiano Ronaldo è fissato con i videogiochi, nella sua casa di Madrid o a qualsiasi ritiro della nazionale, c’è sempre una PlayStation con vari giochi in camera.

Nel periodo che visse nel complesso dello stadio di Alvalade, Ronaldo ha dovuto rispettare orari molto stretti, dopo cena poteva usare la TV nella sala comune, ma alle 23:00 doveva essere in camera, dopo mezz’ora venivano spente le luci nell’intero edificio e non c’erano eccezioni. Il severo guardiano responsabile del dormitorio si assicurava che le regole fossero rispettate con svariate ronde. Fágio Ferreira racconta che a volte riuscivano a ingannarlo e si riunivano tutti in una stanza sola, ma scappare durante la notte era troppo complicato e nemmeno ci provarono. “L’unica maniera era attraversare tutto il campo e uscire da una porta dal lato opposto, proprio  di fianco alla porta degli uffici della società e c’era un guardiano anche lì”.

Il primo giorno di scuola a Lisbona fu catastrofico per Ronaldo, dopo essere arrivato in ritardo, la professoressa gli chiese di presentarsi alla classe durante l’appello. “Ciao, sono Cristiano Ronaldo e sono di Madeira”, disse con una pronuncia quasi incomprensibile. I compagni iniziarono a prenderlo in giro e perfino la professoressa si mise a ridere. Ronaldo si arrabbiò così tanto che prese la sedia e avvisò la professoressa che gliel’avrebbe tirata in testa se non avesse smesso di ridere. Fu il primo di molti richiami disciplinari per comportamenti violenti o assenze ingiustificate. La pronuncia di Madeira divenne un vero e proprio trauma, Ronaldo doveva ripetere una frase tre o quattro volte per farsi capire e questo era uno dei motivi principali per i quali passava tanto tempo da solo e a piangere nella sua stanza. Già dal primo anno lontano da casa cercava di cambiare la sua pronuncia, all’inizio era uno sforzo enorme, poi diventò una cosa normale. Ripeteva le stesse parole chiuso in camera fino a che gli sembrava di dirle come i compagni. “I ragazzini lo prendevano molto in giro, ma lui è sveglio, impara tutto. Ha imparato anche a parlare inglese e spagnolo senza studiare” dice la sorella Elma.

Nemmeno nello spogliatoio le cose andavano meglio. Alla fine di uno dei primi allenamenti, l’allenatore gli chiese di rimanere per mettere a posto, Ronaldo gli rispose davanti a tutti pieno di orgoglio “sono un giocatore dello Sporting e non devo raccogliere niente da terra”. La direzione gli diede un castigo esemplare e non fu convocato nelle partite seguenti. E Cristiano ricominciò a stare in stanza da solo a piangere.

Ma l’umiliazione più grande venne più tardi. Doveva portare fuori dallo stadio la spazzatura spingendo un carretto che i giocatori chiamavano Ferrari. Una volta, mentre Ronaldo portava fuori la spazzatura contrariato, un compagno che lo stuzzicava sempre gli disse “ecco che arriva Ronaldo con la sua auto”, riferendosi sia alla punizione che alla povertà della sua famiglia, lui rispose “ridi quanto vuoi, ma un giorno avrò una Ferrari per davvero, vedrai”. Ne ha già comprate alcune.

La solitudine servì a qualcosa, Cristiano Ronaldo pensava solo alla carriera e a dimostrare a tutti che era il migliore. Nel tempo libero andava in palestra quando non c’era più nessuno e in camera passava le ore a fare flessioni e addominali coi pesi alla caviglie. Prima di ogni pasto mangiava sempre due scodelle di zuppa (in Portogallo la zuppa è una specie di antipasto, NdT) prima del piatto principale, voleva smettere di essere così magro e mettere su muscoli per correre più dei compagni e avversari. Alla fine degli allenamenti, quando erano tutti sotto la doccia, rimaneva in campo a perfezionare tiri e punizioni.

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Solo compiuti i 14 anni Ronaldo ebbe un po’ più di libertà, quando si trasferì con tre amici in una stanza del residence D. José, vicino alla piazza Marquês de Pombal e iniziò a studiare in una scuola in centro. Con l’arrivo di ragazzi più giovani, lo Sporting aveva dovuto trovare una casa nuova ai giocatori più grandi. Ronaldo ricevette per la prima volta uno stipendio (il corrispettivo di 50 euro), ma i soldi non venivano versati sul suo conto, come succedeva con gli altri ragazzi. I soldi erano mandati alla madre, che gliene dava una parte, il resto serviva per aiutare con le spese a Madeira.

Nonostante le aspettative sulla vita da sogno nel centro di Lisbona, la libertà nella nuova casa non era molta di più. Potevano andare al bar dopo cena, quello sì, ma dovevano tornare al residence molto presto, prima di mezzanotte, altrimenti la proprietaria avrebbe riferito alla squadra e li avrebbero puniti. Ronaldo e gli amici andavano in metropolitana agli allenamenti, la sera poi rimanevano in casa a vedere la televisione quasi tutte le sere e si appassionarono alle telenovele (in Portogallo la programmazione serale prevede quasi solo telenovele, NdT). Sapevano tutte le trame e i nomi dei protagonisti. Le sere più divertenti erano quelle passate al cinema Monumental. Una giornalista della pubblicazione dello Sporting gli comprava i biglietti e convinceva gli educatori a portarli allo spettacolo di mezzanotte, che loro adoravano.

Da adolescente Ronaldo non aveva molto successo con le ragazze, era timido a causa della pronuncia e non si sentiva a suo agio perché non aveva soldi, né vestiti di marca, nemmeno il suo aspetto lo aiutava, “non sono più quel ragazzino coi denti storti, i brufoli e i capelli a spaghetto” ha detto durante un programma televisivo. Gli piaceva la musica, lui e Fábio ascoltavano la radio e i CD della Kelly Family da un apparecchio che un amico aveva portato dalla casa dei genitori. Cristiano però non riusciva nemmeno a mettere insieme i soldi per comprare il lettore portatile che desiderava tanto. La pazzia più grossa che faceva, coi soldi che riusciva a tenere da parte dalla paghetta della madre, era andare a comprare un paio di jeans e delle magliette ai saldi, cosa che succedeve pochissime volte all’anno. Di solito si metteva le tute e l’abbigliamento fornito dallo Sporting.

Fu proprio quando si stava ambientando in squadra e con gli amici che la sua famiglia entrò in crisi. Cristiano scoprì l’alcolismo del padre e i problemi di droga del fratello maggiore. Pagò la disintossicazione di quest’ultimo coi pochi soldi che aveva messo da parte, ma non riuscì mai ad aiutare il padre.

Dinis morì nel 2005 per complicazioni epatiche e renali. Ronaldo era in ritiro con la nazionale quando ricevette la notizia nella stanza di Luiz Felipe Scolari, allora allenatore del Portogallo. Dopo aver pianto abbracciato al suo allenatore, gli chiese di essere titolare nella partita contro la Russia quella sera. E giocò.

L’ossessione di Ronaldo per il successo non fu sempre compresa nelle squadre in cui ha giocato. Quando aveva 17 anni, la stella delle giovanili dello Sporting fu chiamata ad allenarsi con la squadra principale, dove giocava Paulo Bento. Era l’occasione che aveva tanto atteso e voleva farsi vedere. Lottò così tanto su tutti i palloni per prendere la palla e fare bella figura con l’allenatore, che un veterano delle squadra gli disse “Vedi di calmarti, ragazzino!”. Ronaldo si fermò, si girò e gli rispose “Voglio vedere se mi parlerai ancora così quando sarò il migliore al mondo!”.

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About Miss Green⁵

Sono nata e cresciuta all’ombra dello stadio, nel piazzale ho imparato ad andare in bici e in motorino. Da piccola dicevo che Malgioglio era mio padre, si somigliavano molto.

418 commenti

  1. Sul litigio nello spogliatoio dopo Inter Lazio non è che ci sono dubbi, sono fatti conclamati. A Santon aveva già iniziato a insultarlo in campo l’anno prima contro il Parma perché abbiamo preso gol mentre lo stavano medicando (basta riguardarsi la partita è vedersi la reazione isterica ) poi dopo Inter fiorentina santon non ha quasi più visto il campo. Sono dati di fatto. Su Telles in realtà non lo sapremo mai quanto era forte perché il nostro gli ha preferito Nagatomo : vuoi che ti citi tutte le cappelle fatte da Nagatomo in fase difensiva?

    Nic!:
    Allora, su Mancini non son d’accordo sullo scenario di Ze Mario c’è anche molta invenzione, nessun calciatore haparlato di questi scazzi.
    Telles aveva i piedi buoni ma non faceva nulla di eccezionale in fase di spinta e in difesa era un buco (vedi samp e Genoa) preferisco l’affidabilità di D’ambrosio e Ansaldi sull’altra fascia.

    A metà campo io non cercherei un incontrata Eddie. Io cerco giocatori che sappiano fare bene tutte le fasi.

    Su Icardi… Come detto per me può andare se poi prendiamo: un Ala (Candreva), un regista (Badelj), una punta (assolutamente non Dzeko ne Bacca. Piuttosto Kalinic)

    Devo dire la verità.. sulla punta mi trovo impreparato. Perché andando sul sicuro si spenderebbe più di quanto ragionevole.
    I nomi che mi ronzano ora in testa sono Milik, Zapata e così via.. Gabigol (che non ho sinceramente mai visto) che potrebbero partire a quelle cifre.
    Ma nessuna è una certezza.

    Ma per me una volta che hai in squadra:

    Kondo
    Brozovic
    Badelj*
    Banega
    Candreva*
    Perisic
    Jojo
    IPOTETICA PUNTA*

    Hai della qualità per la quale il centravanti può non essere necessariamente un Killer alla Icardi ma un giocatore che gioca con la squadra.

    E’ anche vero che questi giocatori di gol ne hanno pochi nelle gambe, ma sarebbe tutto un altro contesto rispetto agli anni passati.

    Forse per la punta si tratterebbe di un azzardo, ma non cedere nessuno degli altri elementi e rinforzare centrocampo e fasce sarebbe importante.

    Icardi è una grande punta, ma non aiuta il gioco della squadra, forse a noi farebbe comodo un altro tipo di punta.

  2. Il problema riguardo a Handanovic e Mancini è uno solo…al momento, sul mercato, non c’è di meglio oppure non ce lo possiamo permettere…

    Cmq il mal di pancia di Mancini aumenta….

  3. che prenda del maalox

  4. Solita imbarazzante minestra che mancini ci propone da venti mesi a questa parte.

  5. che orrore di partita…………..

  6. Mancini fa i capricci e reclama giocatori “pronti” dal mercato… Magari “pronti” come Felipe Melo…

  7. Un anno fa quando Mancini pretendeva 7/8 nuovi acquisti, c’era la fila per salire sul carro..

  8. Handanovic vuole andare a giocare la CL con Icardi al Napoli.
    Non avendo un procuratore come Nara e non esprimendosi al meglio con l’Italiano ha preferito essere esplicito dichiarandolo in campo.

    Magari di entrambi ci danno 80 milioni.

    Ma poi che ne facciamo????

    Anche se compriamo 11 fenomeni andiamo in giro per il mondo a presentare ancora Ranocchia Melo Biabiany Nagatomo Carrizo e Santon ?????

    Ma io dico: ce lo abbiamo un po’ di ritegno tra tutti????

    Anche se hai i 6 migliori a casa non puoi presentare ancora i cani morti…..

    Piuttosto non partecipare……

  9. Un anno fa non era nemmeno lontanamente ipotizzabile che dopo aver preso 7/8 giocatori che volevi tu allenatore riuscissi nella memorabile impresa di arrivare a 15 punti dal terzo posto…

  10. Non è per dire ma……

    Da gennaio 2011 io vedo in maglia NEROBLU Nagatomo e Ranocchia.

    Andiamo per il sesto anno……non so se mi spiego.

  11. maigob: Piuttosto non partecipare……

    Hai perfettamente ragione ma credo che per partecipare ci diano qualche spicciolo e dunque finchè nessuno tira fuori i soldi, penso siano benvenuti a costo di fare qualche figura di merda in giro per il mondo.

  12. Si però. il carro era parecchio affollato…

  13. Ma è giusto che lo fosse visto che avevamo una squadra di pipponi immani…ed è altrettanto giusto che ora tutti siano scesi visto che in 20 mesi ed una quindicina di giocatori voluti ed acquistati ancora siamo qui a contemplare il nulla dal punto di vista del gioco e di un qualche straccio di schema che ci porti a mettere (non dico tanti) qualche pallone nella porta avversaria.

  14. Dategli Toure’ e tutto il resto verrà da sé…

  15. Ecco.
    Pavoletti-Candreva-Badelj non li prendi con 50 Mln?
    Saremmo anche più Italiani e avremmo meno rotture di minchia da chi ci conta gli stranieri.

  16. ho dovuto registrare dal 30′ in poi. ma arrivati al 1-2 ho spento e via. Con un portiere come Handa, l’Inter non potra mai essere una grande squadra. Semplicemende orrendo.

  17. A meno che de boer non faccia subito dei miracoli, possiamo serenamente già pensare alla stagione successiva, questa è già andata domani

    Lasciate stare Mancini piuttosto, che i Ranocchia, i Nagatomo, i D’Ambrosio invendibili non li ha certo accumulati lui

    È decisamente finita con ieri sera con l’incontro con Thoir (che farà mercato fonoba novembre quando uscirà del tutto)

    Comunque rimame il mistero del fatto che vi stia sulle palle l’unico che si sia sempre sbattuto direttamente per acquistare nuovi giocatori finalmente da Inter

    È isterica e ne. ha cambiati molti? Si, e allora? La società non ci ha rimesso un euro

    Ho visto poi i grandi risultati di Shaquiri o le mille offerte di Barca e Real per Jovetic

    Santon poi era proprio colpa di Mancini, non riescono neanche a regalarlo per come è messo

    Sicuri che sia solo Mancini ad essere isterica??

  18. Fabio1971:
    A meno che de boer non faccia subito dei miracoli, possiamo serenamente già pensare alla stagione successiva, questa è già andata domani

    Lasciate stare Mancinipiuttosto, che i Ranocchia, i Nagatomo, i D’Ambrosio invendibili non li ha certo accumulati lui

    È decisamente finita con ieri sera con l’incontro con Thoir (che farà mercato fonoba novembre quando uscirà del tutto)

    Comunque rimame il mistero del fatto che vi stia sulle palle l’unico che si sia sempre sbattuto direttamente per acquistare nuovi giocatori finalmente da Inter

    È isterica e ne. ha cambiati molti? Si, e allora? La società non ci ha rimesso un euro

    Ho visto poi i grandi risultati di Shaquiri o le mille offerte di Barca e Real per Jovetic

    Santon poi era proprio colpa di Mancini, non riescono neanche a regalarlo per come è messo

    Sicuri che sia solo Mancini ad essere isterica??

    Finalmente uno che ha capito come stanno le cose: abbiamo una dirigenza di merda (e probabilmente la sto anche sopravvalutando) e gli altri stanno a pensare a Mancini!

  19. Non è che Mancini sia santo eh. Sta palesando malessere, lui non vuole un determinato tipo di giocatori. Lui vuole esattamente i nomi che professa giorno dopo giorno in conferenza stampa. Quando dice di volere Yaya Touré, non vuole uno che gli somigli, 10 anni più giovane. Vuole lui e nessun altro.
    Un buon allenatore si vede dalla versatilità, da ciòche riesce a fare col materiale a disposizione. Se non sei capace, scaricati Football Manager e vai a giocare a casa tua. Un certo J.M. 7 anni fa chiese Carvalho e Deco, gli presero Lucio e Sneijder ad una spesa complessiva di 15 milioni. Gli vendettero Ibra. Gli presero Motta e Milito, il cui apice di carriera fino ad allora era stato la retrocessione col Racing Santander e una gran serie B col Genoa. Il resto è storia che nessuno in Italia ha più eguagliato.
    Ma ve lo immaginate Mancini nel 2009 con quella campagna acquisti? Si sarebbe dimesso dopo il pareggio interno col Bari alla prima di campionato.

  20. SilverTuft: Milito, il cui apice di carriera fino ad allora era stato la retrocessione col Racing Santander e una gran serie B col Genoa

    veramente, ad onor del vero, gli avevano preso il capocannoniere della serie A più un certo Eto’o, in cambio di Ibra.

  21. Siamo ad un bivio. Se si prosegue con Mancini devi comprare SUBITO almeno 3 giocatori che siano da Inter. Se non lo fai deprimi ulteriormente 1 ambiente già depresso e demotivato che ha capito (specialmente i giocatori) che l allenatore non conta una sega. Se invece lo mandi via, devi trovare sul mercato 1 allenatore da Inter che gestisca anche l ambiente e che magari non gli puoi nemmeno fare un contratto a lungo termine xche (forse) hai già l.accordo con 1 altro allenatore per il prossimo anno. E 6 obbligato ad arrivare tra le prime 3 per i soldi Champions e per rilanciare il marketing internazionale. Comunque la giri è una merda. E le responsabilità maggiori c’è le ha comunque una società inesistente dove il suo Ad ed il suo Presidente non sanno ancora una parola d italiano e non hanno creato nessuna empatia con i tifosi. Mancini ci ha messo tanto del suo (giocatori sbagliati) mancanza di gioco isteria….ma la vera colpevole di tutto questo è una società menefreghista ed assente.

  22. Fabio1971:
    A meno che de boer non faccia subito dei miracoli, possiamo serenamente già pensare alla stagione successiva, questa è già andata domani

    Lasciate stare Mancinipiuttosto, che i Ranocchia, i Nagatomo, i D’Ambrosio invendibili non li ha certo accumulati lui

    È decisamente finita con ieri sera con l’incontro con Thoir (che farà mercato fonoba novembre quando uscirà del tutto)

    Comunque rimame il mistero del fatto che vi stia sulle palle l’unico che si sia sempre sbattuto direttamente per acquistare nuovi giocatori finalmente da Inter

    È isterica e ne. ha cambiati molti? Si, e allora? La società non ci ha rimesso un euro

    Ho visto poi i grandi risultati di Shaquiri o le mille offerte di Barca e Real per Jovetic

    Santon poi era proprio colpa di Mancini, non riescono neanche a regalarlo per come è messo

    Sicuri che sia solo Mancini ad essere isterica??

    + 1 !!!

    Mancini a modo suo sta facendo gli interessi dell’Inter e degli interisti.
    Tra meno di un mese inizia il campionato e non si vede l’ombra dei 2-3 acquisti che servono… come se non bastasse sono ricomparsi Dodò, Ranocchia, Santon…. gente invendibile che non ha alcuna intenzione di andarsene.
    Vero, sta scazzando in modo fastidioso e a favore di telecamere, ma se i motivi dell’addio fossero quelli che si leggono, ci sarebbe ben poco da star contenti.
    I nomi dei possibili sostituti sono imbarazzanti (Prandelli cazzo!!!!) e un addio al 25/7 con il mercato aperto potrebbe innescare un “si salvi chi può” generale.

    Qui non si tratta solo di presunte divergenze sugli obiettivi, il fatto è che NON sembra esserci la minima intenzione di completare la squadra poichè ritenuta già sufficiente.
    Lo scorso anno il mercato venne fatto con i “pagherò”… e lo si potrebbe tranquillamente fare anche ora, a maggior ragione se dal prossimo anno non avremo più il cappio al collo del FFP, ma PERCHE’ non lo si fa???

  23. Una società che si riempie la.bocca d marketing che va a fare figure di merda in giro x il mondo x qualche milione di euro. Se mi presento in amichevole con nagstomo Ranocchia e compagnia bella, che valore può avere il nostro marchio? Un tifoso americano che vede ste seghe in campo perché dovrebbe comprarti la maglietta o farti l abbonamento x.vederli? Il marketing lo sviluppi se vinci …se non vinci stattene a.casa ed organizza amichevoli con la Pro Vercelli che è meglio.

  24. Michele69:
    Una società che si riempie la.bocca d marketing che va a fare figure di merda in giro x il mondo x qualche milione di euro.Se mi presento in amichevole con nagstomo Ranocchia e compagnia bella, che valore può avere il nostro marchio? Un tifoso americano che vede ste seghe in campo perché dovrebbe comprarti la maglietta o farti l abbonamento x.vederli? Il marketing lo sviluppi se vinci …se non vinci stattene a.casa ed organizza amichevoli con la Pro Vercelli che èmeglio.

    …..infatti……..

  25. le stesse cose che mi chiedevo guardando lo spettacolino deprimente di ieri….

  26. “Dovete svegliarvi. Era necessario aver già comprato qualche altro giocatore”, avrebbe tuonato il tecnico jesino. Che poi ha aggiunto che i 3 calciatori arrivati, pur competitivi, non sono stati indicati da lui, ma acquistati per logiche di mercato e Fair Play. Da registrare che almeno su un punto le due parti concordano, almeno uno: Icardi è incedibile e infatti gli sarà allungato il contratto. Lo riferisce stamane l’edizion de Il Corriere dello Sport. 

    Se le parti pensassero e agissero proprio come scrive il CdS sarebbe la conferma che ogni componente della nostra società è totalmente allo sbando.

    Allenatore: è mai possibile che ogni giocatore non vada bene? Possibile che questa squadra dopo 20 mesi e 40 interpreti non se la senta minimamente sua???

    Società: da 30 mesi non vuol spendere a meno che non sia tutto coperto a monte che spende 20 milioni in 2 anni in allenatori e 15 a gennaio per un attaccante per fare panchina e un gol……Ma che non spende gli stessi soldi per 2 terzini, un regista e un portiere di riserva………poi il giorno che ti darebbero 50 milioni per un attaccante ……su questo sono tutti d’accordo. ….boh

    Giocatori: su costoro ormai ho finito le parole…..

    Questa è l’Inter. Amen

  27. Dire che Erkin è competitivo mi pare azzardato 😉

  28. 40 punti un numero magico e irraggiungibile!!!!

  29. Michele69:
    Dire che Erkin è competitivo mi pare azzardato

    ….i calci d’angolo però il batte bene…..:)

  30. La verità è che Sari aveva ragione..il mancio è una checca isterica..
    Ad oggi, ripeto ad oggi, non ti hanno venduto nessuno ed è arrivato Banega..Roma e Napoli hanno perso i loro calciatori più forti…quindi per quale cavolo di motivo non te la puoi andare a giocare per la champions… E quale sarebbe il valore aggiunto dell’allenatore più pagato d’Italia???
    Che vada pure…

  31. Sandrex: veramente, ad onor del vero, gli avevano preso il capocannoniere della serie A più un certo Eto’o, in cambio di Ibra.

    Chiedo venia, piccolo errore di memoria. Il concetto era comunque l’aver preso un attaccante che al massimo aveva giocato nel Genoa. Poteva essere un Ciro Immobile, e invece è entrato nella leggenda.
    Ho negli occhi l’immagine di un ipotetico Mancini alla guida dell’Inter che chiede Aguero per vincere la Champions e gli prendono Milito, cosa che lo fa piagnucolare in continuazione.
    Mou no, prese Milito e lo rese da pallone d’oro. Ne chiese espressamente due, gliene arrivarono altri due, lui muto a lavorare con loro e fare la storia.
    Le qualità immense di Eto’o non furono apprezzate nell’immediato eh. Ne sentii parecchi dire “eh quest’anno senza Ibra smetteremo di vincere”. E i giornalai fecero la loro parte, almeno fino al pareggio interno con la Dinamo Kiev nella terza gara del girone.
    E niente, tutti sti vertici con Mancini adesso hanno poco senso. Se ne doveva parlare a giugno, se va bene ok, se non va bene grazie ed arrivederci, ora sarebbe tremendo cambiare allenatore a metà preparazione.

  32. Momento, concordo con Mancini che quest’anno più che mai (visto i problemi sul mercato delle rivali) si debba completare la rosa, e sono d’accordo sul fatto che la rosa non sia completa.

    Ma sono anche convinto che non sia questo il modo di dialogare con la società.
    Tu non stai cercando di sistemare una situazione, stai destabilizzando l’ambiente e ti stai creando una scusa nel caso dovessero andare male le cose durante la stagione per salvaguardare la tua immagine.

    Senza fare uscire le cose sui giornali tu vai dalla società e chiedi i 2 giocatori che ritieni importanti e poi se la risposta è picche presenti le dimissioni (visto che “se qualcuno non è contento straccio il contratto”).

    Dal lato della società io capisco che ci siano i paletti e li accetto. Ma nel momento in cui le dirette rivali cedono Pjanic e Higuain senza comprare nessuno, nel momento in cui ti mancano 2 giocatori (esterno e regista) per avere una rosa competitiva devi stringere. Magari con formule che possano convenirti. (potete anche portarmi Texeira per dire.)

  33. Ausilio: “fino alla fine del mercato ci concentreremo sull’entrata di UN GIOCATORE”. Ed eccola qua la frase che giustifica Mancini. UN GIOCATORE. Questa squadra ne avrebbe bisogno almeno 3 e gliene compreranno 1. Mancini l ha capito e fa lo stizzito. Lui come noi vuole vincere. In società non so. In società continuano a parlare di piazzamento Champions (per i soldi della partecipazione) e mai di vittorie. Ci nascondiamo dietro alla Juventus che è irraggiungibile (creandoci 1 alibi per la futura sconfitta) e non pensiamo che si potrebbe essere vincenti anche vincendo la Europa League o la Coppa Italia . Certo che se non si comprano giocatori all altezza…e non parlatemi di FPF perché esistono anche i prestiti.

  34. Vero, Nic!

  35. A sentire Ausilio il mercato si chiuderà con l’arrivo di Candreva.

    Secondo me fosse così sarebbe un mercato appena sufficiente, nel senso che Banega è stato miglior giocatore della Coppa America e della EL, e Candreva è sicuramente un bel giocatore così come Ansaldi.

    Ma sarebbe ancora l’ennesima situazione in cui manca poco (un regista basso) per fare il salto di qualità che ci lasciamo sfuggire.

    Anche se visti i moniti del FPF sarei già contento se non si dovesse cedere nessuno tra Brozo-Perisic-Icardi. O meglio, a inizio mercato una partenza me la aspettavo.

  36. Nic

    abbiamo una difesa colabrodo…abbiamo il problema del difensore centrale e del terzino. Senza difesa anche il regista basso che manca, farebbe ben poco

  37. Nic!:
    A sentire Ausilio il mercato si chiuderà con l’arrivo di Candreva.

    Secondo me fosse così sarebbe un mercato appena sufficiente, nel senso che Banega è stato miglior giocatore della Coppa America e della EL, e Candreva è sicuramente un bel giocatore così come Ansaldi.

    Ma sarebbe ancora l’ennesima situazione in cui manca poco (un regista basso) per fare il salto di qualità che ci lasciamo sfuggire.

    Anche se visti i moniti del FPF sarei già contento se non si dovesse cedere nessuno tra Brozo-Perisic-Icardi. O meglio, a inizio mercato una partenza me la aspettavo.

    io credo che il regista sia banega. Cmq basta co sta storia del regista, il 90% delle squadre non ce l’hanno, semplicemente hanno giocatori che san cosa fare della palla e un’organizzazione di gioco con un senso logico.
    Banega va ad alzare notevolmente il tasso tecnico e qualitativo del centrocampo, poi arriverà un esterno destro speriamo decente e più o meno basta.

    Alla fin fine sono quelli i giocatori che ci mancavano e sono i 2/3 acquisti che han sempre detto che avrebbero fatto, il problema è tutto lo svolgimento del calciomercato che ha creato malumori nell’ambiente sia nei tifosi che immagino nei giocatori. Per non parlare della storia dell’allenatore (che per me può pure andare a fare in culo, sinceramente, non credo che cambiare ora con de boer o prandelli o un altro raccattato a caso sia una buona cosa, però cazzo smettila di frignare, ti pagano 4.5M al mese e fin’ora hai deluso, fai il tuo lavoro come si deve e non rompere i coglioni).

  38. ausilio:

    “Che si siano incontrati con il Napoli è certo, anche noi abbiamo avuto un contatto con il Napoli. Ma al Napoli non lo diamo, non è questione di soldi. Non c’è una trattativa, l’Inter si tiene Icardi come si tiene altri giocatori. La nostra ide è di rinforzare la squadra e la società si rinforza tenendo i top players. Non mi interessa cosa possono offrire da Napoli, Icardi non ha una clausola e l’Inter non vuole cederlo, semplice. Adeguamento? Non ci sono problemi con il giocatore, sta lavorando bene, è con noi da anni ed è diventato capitano di una squadra importante con un glorioso passato. Siamo sempre stati attenti alle sue esigenze, abbiamo rinnovato sempre al momento giusto, e ora non è il momento giusto per rinnovarlo ancora. Oggi ci sono altre priorità, di campo e lavoro. Piu’ avanti quando non ci sarà tutta questa attenzione mediatica ne parleremo.

    Mancini? Parlo spesso con lui ma di calcio, le sue sensazioni le conosce il presidente, da domani sarò coinvolto anche io quando arriverà negli Usa ma non mi risulta nulla di particolare. Parliamo di mercato, trattative, calciatori da portare. Fargli cambiare idea? A me non risulta abbia idee diverse, ha iniziato un progetto con noi, dobbiamo solo pensare al bene dell’Inter attraverso il lavoro. Siamo stati bravi con Banega, Ansaldi ed Erkin, qualcosa abbiamo già fatto e qualcosa faremo ancora.

    Non ci sono nomi particolari, i giovani li abbiamo sempre presi, il nostro settore giovanile ne fornisce tanti ogni anno, i giovani si possono comprare o fare in casa e noi sappiamo farlo. La nuova proprietà è entrata da neanche un mese, non si può pretendere di fare in un mese quello che in altri club si fa in anni. Vogliamo fare un bel progetto, partito da poco, sulla falsariga della vecchia gestione, e fare dell’Inter una squadra importante.

    La Juve era già forte e si è rinforzata con grandi calciatori ma io guardo in casa nostra, non mi spaventa il fatto che la Juve ha preso Higuain. Sappiamo che ci manca qualcosa ma anche che abbiamo tanti bravi giocatori. Su Candreva c’è una trattativa, nessuno ha mai negato il piacere di averlo, il problema è la distanza economica, Lotito fa un prezzo, noi partiamo da altre basi ma c’è una trattativa in corso, se ci sono condizioni economiche si farà. Gabbiadini non rientra nei nostri programmi. Berardi è chiusa da un mese e mezzo da quando il Sassuolo ha chiuso la porta.

    All’Inter si pensa solo a rinforzare la squadra, a comprare più che a vendere soprattutto i migliori alle dirette concorrenti. Ripetiamo poi da mesi che c’è il FFP, per la Uefa possiamo iscrivere 21 calciatori, ne abbiamo 25-26, qualcuno è in uscita e i giocatori coinvolti lo sanno già, chi non è in uscita sa di restare. Da qui al 21 agosto cercheremo di inserire questo giocatore su cui stiamo lavorando e poi vedremo”.

  39. E’ vero che altre squadre non hanno il regista, ma hanno giocatori brillanti in ogni fase, anche nel costruire (non hanno nemmeno un Kondo o un Medel per dire, noi spesso ne schieriamo 2)

    Io la vedo così: 4-2-3-1 / 4-3-3

    Handa (si può criticare ma anno scorso ha fatto un ottima stagione)

    Ansaldi
    Miranda
    Murillo
    D’ambrosio (lui e Ansaldi non fanno cappelle e danno una buona solidità indispensabile a mio modo di vedere)

    Medel/Kondo
    Brozovic
    Banega (in fase di non possesso Banega alto, in fase di possesso si abbassa sul centrocampo come fatto in finale di Europa League)

    Candreva
    Perisic
    Icardi

    Non male comunque, anzi, un ottima squadra, se non si pensa ai nomi delle eventuali riserve : Andreolli, Biabiany, Nagatomo, Melo. Forse solo davanti siamo attrezzati con Jojo, Eder, Palacio.

    Se questi fossero i nomi l’arrivo di Suning avrebbe comunque scongiurato la plusvalenza di 50 Mln paventata a inizio mercato (sarebbe stato impossibile non vendere) e anno prossimo se si rinegoziasse il FPF allora potremmo veramente vedere una bella squadra.

    Ma quanti di questi chiederanno la cessione se non dovesse arrivare la Champions? Inoltre i vari Miranda, Palacio e Candreva avrebbero un anno in più sulle spalle. E noi tifosi riusciremmo a assistere a un altra stagione fallimentare?

    E’ necessaria la Champions e per quanto a me gli 11 in campo piacciano molto (sono sincero sono ottimi) l’idea che ho è che la coperta sia corta leggendo la panchina.

  40. Secondo me panchina Brozovic. Medel e Kondogbia nel 2013 erano la coppia davanti alla difesa del Siviglia . Poi ci era Rakitic e 2 ali. Vitolo e Reyes. Se Banega fa il Rakitic e le 2 ali sono perisic e Candreva potrebbe anche andare. Il problema è che sarebbe meglio alzare il tasso tecnico e panchinare Medel.

  41. Io credo che la situazione attuale sia il risultato di più fattori/valutazioni:
    1) una fase di transizione comporta normalmente delle difficoltà organizzative, dobbiamo farcene una ragione;
    2) non possiamo spendere quel che ci pare, non per mancanza di liquidità (come sotto gestione M/T) ma per rispetto di FPF e/o accordi presi ufficiosamente tra cinesi/Uefa, forse anche dopo l’entrata dei nuovi (ok fpf è una cagata, ma non inventatevi trucchetti che non ci possiamo sputtanare in mondovisione); quindi, arrangiatevi al meglio per questo anno e poi l’anno prox liberi di agire;
    3) il Mancio per la società, a torto o a ragione, non ha superato l’esame, per cui o hanno già deciso di liberarsene o vogliono dargli un’altra possibilità, ma senza ripetere l’errore appena fatto con il rinnovo a Mazzarri;
    4) il mancio o già sa di essere destinato al non rinnovo (e allora vuole almeno due anni di stipendio garantito in attesa di trovare una nuova sistemazione) o teme di non riuscire a dimostrare (come a mio avviso non ha dimostrato, purtroppo) quel valore aggiunto che giustificherebbe il rinnovo alle cifre attuali (oggettivamente non meritato);
    5) la ristrutturazione della squadra per obiettivi importanti, comporterà o un bagno di sangue immediato (nuovi acquisti e sistemazione onerosa e definitiva delle pippe invendibili) o un bagno di sangue spalmato in almeno due anni;
    6) la nuova proprietà, per quanto sopra, ha messo in conto, a differenza di noi tifosi, il rischio di un altro anno da EL; per questo (credo) hanno messo in piedi l’operazione in maniera tale da lasciare formalmente a Thoir la responsabilità per la prox stagione.

  42. Michele69:
    Secondo me panchina Brozovic. Medel e Kondogbia nel 2013 erano la coppia davanti alla difesa del Siviglia . Poi ci era Rakitic e 2 ali. Vitolo e Reyes. Se Banega fa il Rakitic e le 2 ali sono perisic e Candreva potrebbe anche andare. Il problema è che sarebbe meglio alzare il tasso tecnico e panchinare Medel.

    Anche per me finirà così.
    La chiave, invece, sarebbe – nel caso non arrivasse un regista – lavorare proprio sulla coppia Kondogbia-Brozovic: lavorarci. Significa vederli crescere nell’arco della stagione, individualmente e dentro la squadra. E’ una strada che – specie se si prende un certo stipendio – è il caso di dimostrare di essere in grado di prendere in mancanza di altro.

    Perchè un centrocampo con: Kondogbia, Brozovic, Perisic, Banega, Candreva è comunque ottimo. Si può sopperire alla mancanza di un regista con una mediana molto fluida, che ruota intorno a Kondogbia. Comunque, un regista andrebbe preso comunque. Io una mediana composta da Melo, Kondogbia e Medel non voglio più vederla in tutta la mia vita.

  43. Michele69: Medel e Kondogbia nel 2013 erano la coppia davanti alla difesa del Siviglia

    ma tutto questo roberto non lo sa e manco gliene fotterebbe qualcosa