Cinquanta sfumature di negro

Pur avendo già detto abbastanza chiaramente cosa penso delle dichiarazioni di Sacchi di un paio di giorni fa e di tutto il circo di improbabili giustificazioni che ci si è alzato intorno, ci sono ancora domande alle quali nessuno pare in grado di rispondere, ci sono ancora quelle parole che mi girano per la testa.

“Vedere così tanti giocatori di colore è un’offesa per il calcio italiano”

Leggo i numeri che girano in questi giorni, leggo le belle storie raccontate da Sabine, e mi faccio un paio di domande.

Così tanti giocatori di colore.
Ma così tanti quanti? Ma di quale colore?

Domande retoriche, sentite mille volte, vuote di significato? Sì, forse sì.
O forse no.

Senza titolo

Così tanti

Nei tre gironi del Campionato Primavera ci sono ad oggi 1.163 giocatori tesserati per 42 squadre. Di questi, solo 189 provengono da federazioni straniere. Non “extraeuropee”, “africane” o chissà cosa eh: straniere. Contiamo anche gli svizzeri, per capirci. I giocatori di colore tra questi 1.163 sono 54.

Estendendo il discorso a tutte le squadre giovanili troviamo numeri che fanno ancora più impressione. L’Inter ha 15 giocatori provenienti da federazioni straniere su 265 tesserati. La Juventus ne conta 21 su 352. Il Milan, udite udite, ZERO su 264.

Il 16% di stranieri, meno del 5% di neri -e Dio solo sa quanto mi vergogni ad aver fatto un calcolo del genere- in tutto il campionato. Squadre che non arrivano ad avere il 6% di stranieri su tutti i tesserati.

Questi sono tanti?
Di più: questi sono così tanti?

E non lo chiedo a Sacchi eh, sia chiaro: lo chiedo a voi. A voi che ancora ieri cianciavate degli stranieri cattivi che prendono il posto ai giovani fenomenali italiani (per la cronaca: il figlio di Bargiggia ad oggi risulterebbe giocare nel Delta Porto Tolle. Ora non dico l’Inter degli stranieri cattivi, ma almeno un posticino in Serie B per sto presunto fenomeno non s’è trovato?). A voi che parlavate di poveri bambini strappati alle loro famiglie e usati solo per vincere i tornei, per poi essere rispediti a casa a fare la fame. A voi che pontificavate sul divario fisico perché “per forza un nero matura prima di un bianco a parità di età”.

CINQUANTA SU MILLEDUECENTO.

Ma di cosa state parlando?

Giocatori di colore

Prima storia. Negli anni 70 una donna somala riesce a fuggire dal suo paese in guerra e si rifugia in Italia. Conosce un uomo, Ezio, che sposa e che diventa il padre di suo figlio. Il bambino, di colore, perde suo padre all’età di 15 anni e da quel momento in poi cresce solo con sua madre. E con un pallone.

Seconda storia. Pochi anni dopo un uomo italiano e una donna guineana si incontrano in Algeria. E in un villaggio algerino, Aflou, si sposano e nasce loro figlio. Di colore anche lui, sì, come il bambino di prima.

Terza storia. Thomas e Rose fuggono dal Ghana e trovano rifugio in Italia. E’ qui, appena arrivati, che nasce il loro primo figlio. Il bambino ha gravissimi problemi di salute, e dopo tre anni di interventi chirurgici e difficoltà economiche intervengono anche i servizi sociali per affidarlo a dei nuovi genitori, aggiungendo un’altra difficoltà a una vita che già ne aveva messe in fila parecchie. Ah: è nero anche lui, neanche a dirlo. Nerissimo.

Quarta storia. In Etiopia, a Gondar, nasce “sua bellezza”. Uno che con un nome così dev’essere per forza destinato a grandi cose. Non subito, però: all’età di 4 anni lascia il suo paese e viene adottato da una famiglia italiana. E’ nero, sì.

Quinta storia. Nasce a Gonesse, in Francia, da genitori statunitensi e arriva in Italia a 15 anni. Una vita, ancora brevissima, già interamente dedicata al calcio. Nerissimo anche lui.

Sesta storia. Torniamo in Ghana, a Kumasi. Nasce qui un altro giovane calciatore, che cresce in Veneto come uomo e tra Santa Lucia, Ogliano e Padova come giocatore prima di arrivare in Serie A a 19 anni. Neanche più il bisogno di specificare che sì, è nero anche lui.

Settima storia. Camerun, primi anni 80. A Nkongsamba nasce una vita pazzesca, che farà il giro del mondo: Douala, Madrid, Barcellona, Maiorca, una parentesi in Italia, Mosca, Londra, Liverpool, poi di nuovo Italia. Nerissimo. Anzi negro, come lui stesso si definisce.

Loro sono Fabio Liverani, tre presenze con la maglia dell’Italia, Matteo Ferrari, 66 presenze dall’Under15 alla Nazionale maggiore, Mario Balotelli, 59 presenze (and counting) dall’U21 in su, Melkamu “Mel” Taufer, Capitano dell’Inter e della Nazionale U17, Dylan Alexis Romney, riserva di Bonazzoli all’ultimo Viareggio, Isaac Donkor, fresco di debutto in Serie A con la maglia dell’Inter e Samuel Eto’o, che in Italia ha scritto pagine importantissime della storia del calcio. E ce ne sarebbero decine di altri, centinaia.

Qualcuno, cortesemente, mi spiega chi tra questi è un’offesa per il calcio italiano e perché?

Giacché ci siete, spiegatemi anche qual è il limite. Spiegatemi quand’è che si smette di essere calciatori e si inizia a essere offese, spiegatemi quali sono i parametri, quali sono le differenze, qual è il confine.

Spiegatemelo davvero però, su questi sette esempi qui.
Perché io da solo non ci arrivo, giuro.

Scegliete un punto e facciamo che da lì in poi sono troppo negri?

Scegliete voi un punto e facciamo che da lì in poi sono troppo neri?

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.

84 commenti

  1. No ma “lui” (nei giorni successivi) ha detto che ha parlato per “ragioni etiche”…

    Chissà se sa conosce il significato di quel che dice…

    Ah grande @Nk. Grande

  2. a parte che più che cercare il limite tra calciatore ed offesa bisognerebbe cercare quando si può essere considerati “negri”, il problema sta tutto in una frase del post

    “Il Milan, udite udite, ZERO su 264.”

    sommatela ai deliri del pregiudicato mentre gioca a scopa coi degenti di Cesano Boscone ed avrete la soluzione: servaggio cieco a un potere agonizzante, che alla fine è pur sempre meglio che lavorare

  3. Ripeto, per me quello di Sacchi è un attacco all’Inter…è un attacco ad una società che ha un settore giovanile che come strutture, compresi i campus in 29 paesi e senza tralasciare le vittorie, è tra i primi in italia e in europa.

    Sacchi ha avuto 4 anni per cambiare le regole del settore giovanile e quando nella scorsa stagione il bbilan ha vinto il viareggio, con quattro stranieri in campo, non ha proferito parola…chissà come mai lo ha fatto dopo la recente vittoria di Gyamfi & C.

  4. tagnin:
    a parte che più che cercare il limite tra calciatore ed offesa bisognerebbe cercare quando si può essere considerati “negri”, il problema sta tutto in una frase del post

    “Il Milan, udite udite, ZERO su 264.”

    sommatela ai deliri del pregiudicato mentre gioca a scopa coi degenti di Cesano Boscone ed avrete la soluzione: servaggio cieco a un potere agonizzante, che alla fine è pur sempre meglio che lavorare

    Dài ma non lo sai?E’ partito #iostoconsacchi e hanno tenuto a farcelo sapere anche foroni e tacchinardi nel postpartita nelle reti del mero proprietario…

    Lo schifo…

  5. bellins: per me quello di Sacchi è un attacco all’Inter

    è un attacco all’unica società grossa che non ha i mezzi per difendersi, se non i benemeriti blog di gente che si sbatte aggratis, chè il canale ufficiale lasciamo perdere

    qualcuno ritiri fuori dalla naftalina l’estensore del comunicato sulla dignità della giùventus e ricordi a sacchi che la sua etica s’è persa nella nebbia di Belgrado, e non luccicava nemmeno sotto le luci di Marsiglia

  6. Dite a Sacchi che non si può fermare il mare, tantomeno con un secchiello. Anche se avesse ragione (ed è ovviamente una follia), in concreto cosa proporrebbe di fare, una sana apartheid??

    Boh… siamo appena sopra al livello dei vecchi rincoglioniti al tavolo di un barraccio di paese, di un circolino, con troppo tempo da perdere e poco in zucca da dire…

    Forse il problema è solo quello…

    perché oltretutto non è neanche un problema di errore MORALE,andiamo oltre questo punto, tanto non è un problema per chi non è realmente razzista, a men una cosa del genere MAI sarebbe passata per la testa e a molti altro lo stesso… per averci pensato DEVI essere per forza intimamente, incoffessabilmente razzista… ma andiamo oltre, dicevo…

    è proprio un banale problema di contare. di dati. di fotografia della realtà. di numeri.

    Sacchi vede una partita con un certo numero di giocatori di colore e ne deduce che tutto il calcio giovanile è infestato dalla vergogna nazionale di tutti giocatori di colore e quasi nessuno di italiano…

    Ora nel mio condominio ci sono ben TRE appartamenti affittati ad AUSTRALIANI… (ebbene si, non chiedetemi perché)

    Ne dovrei dedurre che vivo in una drammatica e vergognosa situazione in cui la mia identità nazionale è minacciata e compromessa da una devastante egemonia australiana…. oh… ma di questo stiamo parlando, eh :-)

    forse ha avuto qualche trauma quando allenava quei giocatori di colore a cui deve il 50% di quello che ha fatto in carriera (e l’altro 30% ce lo ha messo Van Basten)

  7. beh, tra quelli citati nel post, nessuno è un’offesa per il calcio italiano.
    muntari ed essien sono un’offesa per il giuoco del calcio… e non per il colore della pelle!

  8. Narya: #iostoconsacchi

    manca solo pardo, poi avanti con sallusti&ferrara, il colpo di grazia lo darà feltri, poi vabbè, anche facci vorrà dire qualcosa, solo che nessuno riuscirà a capire cosa

  9. tagnin: manca solo pardo, poi avanti con sallusti&ferrara, il colpo di grazia lo darà feltri, poi vabbè, anche facci vorrà dire qualcosa, solo che nessuno riuscirà a capire cosa

    :)

  10. @ alla fine Sacchi è solo uno dei tanti mostri creati da questi venti anni di Berlusconismo, e quando gli serve di riesumarne uno lo tira fuori dalla naftalina e passa all’incasso…

    almeno per un po’ non si parla d’altro…

    possibile anche questa lettura, oppure che è tutta farina del sacco di Sacchi ma ovviamente i media allineati prendono e prenderanno la palla al balzo per i loro soliti fini…

    Comunque, se se ne parla ancora, è perché NIENTE è mai per caso, adesso fa comodo parlarne e allora fomentano la questione

  11. che poi certe persone dovrebbero semplicemente limitarsi a parlare del fatto che il pallone è rotondo, eh…

    http://www.fcinter1908.it/ultim-ora/video-putiferio-su-ancelotti-usa-lo-slogan-fascista-per-difendere-arrigo-sacchi-139121

    come del resto io non mi avventuro in discussioni di teoremi matematici..

    forse è tutto banalmente lì il problema di base

  12. alla fine è come dicevo io, il razzismo non c’entra nemmeno di striscio.

    uno ha detto quello che ha detto perchè il Viareggio lo ha vinto l’Inter e sotto comando ha dovuto sottolineare che lo ha vinto perchè in squadra aveva tanti ragazzi di colore pensando così di sminuirne la vittoria attribuendo a questi il successo, come è stato del resto fatto nel 2010 quando in molti, tanti, sottolinearono che nella finale se non entrava Materazzi negli ultimi cinque minuti non c’era nemmeno un Italiano nella squadra Italiana che aveva vinto la Champion, per cui più o meno, si sarebbe dovuto apostrofare tutti quelli che ci criticarono per quello di razzismo latente mentre in realtà era solo invidia evidente.

    per cui Sacchi è stato strumentalizzato due volte, una dai suoi padroni e la seconda da quelli a cui i suoi padroni gli stanno sulle balle…

  13. Fabio1971: almeno per un po’ non si parla d’altro

    tipo della continua retribuzione alle ragazze che abitavano in quel complesso dalle parti del S. Raffaele, proprio adesso che sta per uscire

  14. Mi inchino.

  15. Da sotto @ Sandrex:

    Io sarò banale, ma a te evidentemente sta bene che un principio sia subordinato agli interessi di parte – proprio come Berlusconi che adesso ciarla di matrimonio omosessuale non perché crede nel principio, ma perché in questo momento politicamente gli conviene. Esistono due tipi di persone con dei principi, le persone con dei principi e le persone con i principi à la carte: basta saperlo, basta sapere il livello delle persone con cui sto parlando.

    Mi fa piacere che tu sia stato a Londra e non ti sia accorto di come gente di vari gruppi etnici sia amalgamata e ognuno dia implcitamente per scontata la molteplicità razziale e culturale che lo circonda, di come nei pub si vedano normalmente gruppi con la ragazza in minigonna e l’islamica a capo coperto allo stesso tavolo, o una donna bianca in tailleur a cena con un nero enorme coi rasta che da noi sarebbe guardato con diffidenza.

    Nk per avallare la tua opinione ha scritto quanto segue:

    “Tra l’altro su questo “siamo tutti uguali”, a parte la rabbia del momento, la penso in maniera molto simile a sandrex e maigob: ritengo che l’Italia sia un paese MOLTO migliore di come noi stessi lo dipingiamo (e di certo non il più razzista al mondo, anzi..)

    E’ proprio per questo, anzi che certe uscite restano da stigmatizzare anche in maniera “violenta” senza troppe seghe mentali.”

    Perfetto, cosa ci dicono allora tutte queste seghe mentali? Cosa ci dice il fatto che la stigmatizzazione regolarmente non avvenga, anzi partono i distinguo? Cosa ci dice il fatto che invece di liberarci di chi rende l’Italia ridicola lo difendiamo in nome di un distorto senso di lealtà nazionale e perché “non è razzista, faceva giocare Gullit”? Cosa ci dice il fatto che stiamo parlando dei numeri e questionando sui dettagli invece di dire semplicemente che Sacchi ha detto una stronzata razzista, indipendentemente dal fatto che sia falsa perché il punto non è quello se parliamo di un principio, oltretutto facendo fare all’Italia un’immeritata figura di merda?

  16. Linus: Mi fa piacere che tu sia stato a Londra e non ti sia accorto di come gente di vari gruppi etnici sia amalgamata e ognuno dia implcitamente per scontata la molteplicità razziale e culturale che lo circonda, di come nei pub si vedano normalmente gruppi con la ragazza in minigonna e l’islamica a capo coperto allo stesso tavolo, o una donna bianca in tailleur a cena con un nero enorme coi rasta che da noi sarebbe guardato con diffidenza.

    queste cose lo dice la gente col maglione a collo alto mentre mordicchia la stanghetta degli occhiali.
    Buon per te che giravi a Kensington e Chelsea perchè ti assicuro che ad Harrow&Wealdstone le cose stanno molto molto diverse.
    ma come dici tu, l’importante è sapere con chi si sta parlando

  17. corso46: alla fine è come dicevo io, il razzismo non c’entra nemmeno di striscio.

    Infatti: è peggio. Sacchi ha usato un attacco razzista per parlare d’altro.

    Il problema è che certa gente non si rende nemmeno conto dei danni che fa a livello sociale (o se ne sbatte altamente). La prossima volta che ci saranno dei fischi contro un nero, su quali basi la squalifichi una curva che ti fa un comunicato dicendo che i fischi erano per proteggere l’orgoglio nazionale contro i troppi neri nel nostro campionato? L’ha detto Sacchi e in tv tutti lo hanno difeso…

  18. corso46: alla fine è come dicevo io, il razzismo non c’entra nemmeno di striscio.

    Se hai capito questo dai due post e lo stai attribuendo a me ti consiglio di rileggerli entrambi, perché non hai capito un cazzo.

    “Vedere così tanti giocatori di colore è un’offesa per il calcio italiano” è una frase inequivocabilmente razzista, come “molti nemici molto onore” è inequivocabilmente un motto fascista.
    Che non equivale necessariamente a dire che Ancelotti è fascista: vuol dire che quella è una frase fascista. Le parole sono importanti. Le stesse che ha usato Sacchi che per lo stesso principio, magari non è razzista: ma la sua frase lo è, senza il minimo dubbio.

    Vi dà fastidio che una persona sia additata come razzista per una frase? Legittimo, stralegittimo, persino corretto. Ma allo stesso modo evitate di raccontarci che “non è razzista, faceva giocare Gullit”. Anche Goebbels, fosse stato un allenatore di calcio, a occhio e croce un posticino per Gullit l’avrebbe trovato.

  19. http://www.lastampa.it/2015/02/18/multimedia/esteri/parigi-fan-razzisti-chelsea-pronto-a-cacciarli-O4MOUHrO87BQ89FqYang8L/pagina.html

    ma tu guarda, il Chelsea dove sta precisamente a proposito di come si comportano i paesi civili?

    hai ragione Nk alla terza, ma da come tu hai dedotto da una semplice frase che uno è razzista io ho dedotto da cento e passa commenti che più della frase conta chi l’ha detta e che Sacchi sia un servo di Berlusconi, che sia stato il suo allenatore e che sua sempre stato sulle balle agli interisti compreso me è un dato di fatto più chiaro della sua frase e la presa di posizione oltranzista nei suoi confronti la deve a quello e a nient’altro che a quello.

    idem quello che ha detto adesso Ancellotti già bollato come fascista, il cosi detto porco che non può allenare , quello che è talmente porco che non può allenare che ha vinto dappertutto e che fa bruciare il culo a chi lo ha definito così.

  20. Sandrex: Buon per te che giravi a Kensington e Chelsea perchè ti assicuro che ad Harrow&Wealdstone le cose stanno molto molto diverse.

    Oh, mi fa piacere che sei riuscito finalmente ad inquadrarmi: sono la reincarnazione di Lucio Magri, e merito tutto lo sdegno possibile da parte di un uomo della strada come te, perché tu sì che sei esperto di come funziona il mondo.

    Per la cronaca, a Bruxelles ero nel quartiere universitario, a Londra non lontano da King’s Cross e poi a Blackheath. Aspetto comunque un pub con quel tipo di composizione etnica e culturale ai Parioli o a San Saba. Mi vanno bene anche il Pigneto e San Lorenzo, ma non succede nemmeno lì. A Monti e Trastevere sì, ma perché ci sono i turisti.

  21. corso46: ma tu guarda, il Chelsea dove sta precisamente a proposito di come si comportano i paesi civili?

    E tu guarda, il Chelsea sta facendo distinguo o ha preso una posizione netta? Non è che ad esempio nei paesi nordici il razzismo non esiste: è semplicemente osteggiato senza starsi a fare un sacco di pippe mentali su quanto sia intimamente razzista chi compie atti razzisti o dice frasi razziste. La differenza sostanzialmente è questa.

    Tra l’altro l’Inghilterra è un paese che sta scivolando lungo una china pericolosa di forte polarizzazione economica e sociale, in cui chi è povero è destinato a restare povero e ad avere accesso a servizi primari, come le cure mediche e l’istruzione, di livello inferiore rispetto a chi è ricco. L’Inghilterra oggi è un paese civile e lo è stato nel passato recente, ma se non cambiano le cose non sono convinto che continuerà ad esserlo molto a lungo.

  22. pensavo se l’arrighe conoscesse fiona may

    sacchi?!!… tre!!!!(cult’80)

  23. Tutta questa faccenda non fa altro che confermare la grandezza dell’inter e dei suoi successi.
    Denigrare e distruggere la società Inter nel momento in cui arriva un successo è l’obiettivo primario.
    Poco importa se si passa per razzisti
    ———-FORZA INTER——–

  24. Il giorno in cui la merda avrà un valore, i poveri nasceranno senza culo.

  25. Linus: Oh, mi fa piacere che sei riuscito finalmente ad inquadrarmi: sono la reincarnazione di Lucio Magri, e merito tutto lo sdegno possibile da parte di un uomo della strada come te, perché tu sì che sei esperto di come funziona il mondo.

    Io del mondo non so nulla: gli espertoni sono quelli che di solito dicono “ah quanta cultura e apertura che c’é fuori dall’Italietta”,visto che da noi ci sono “bianchi italiani ed etero che non accettano confronti”..(???)

  26. Avioncito Rambert

    Riposto qui perchè di là “non mi avete calcolato” :-)
    Le parole di Sacchi sono puramente strumentali, dette dal servo del cav. nell’ambito di quello che è il tipico meccanismo berlusconiano di distogliere l’attenzione da una cosa (i problemi del milan) creando ad arte una polemica, sterile, su qualcos’altro, ovvero la squadra (tra l’altro rivale dello stesso milan) meno protetta mediaticamente in italia.
    Lui non sa nemmeno cos’ha detto, serviva distogliere l’attenzione e ha ricicciato la sempreverde polemica sui troppi stranieri all’Inter molto in voga fino a 3-4 anni fa, solo che ha sbagliato a dire neri anzichè stranieri.
    Più ne parliamo di sta cosa e più facciamo il loro gioco.
    Ergo, hanno centrato l’obiettivo che si erano prefissati.

  27. io odio la giuve e tutto quello che ne compete.

    odio gli agnelli di tutte le generazioni e derivazioni.

    ma so il perchè, se non fossi Interista di quella gente lì non me fregherebbe un cazzo.

    sarebbe bene che anche chi pensa di difendere un principio sapesse distinguere cosa principalmente l’ha messo in moto, giusto per capire se lo sta facendo perchè è un giusto o un prevenuto.

    lo so che sto insinuando e che magari tutto parte da una persona più che giusta, però questa dovrebbe esserlo abbastanza anche per avere un piccolo dubbio nei confronti di chi sta accusando da tre giorni senza essere sicuro al cento per cento che dietro alla frase inequivocabilmente razzista ci sia dietro veramente un razzista.

  28. Per quello che vale sono ( già ) stufo di parlare di un simil coglione.
    @Corso
    pensa invece che io disprezzo gli agnelli e la fiat ANCHE senza la juve e ritengo che, in un mondo anche lontanamente tendente al giusto, sarebbero al gabbio.
    Sarà che per quanto ami l’Inter il calcio non è ne l’unica ne la prima ragione di vita.

  29. Amstaf

    allora ti ritiro la tessera…:-)

    si certo, ma si parlava di calcio e il deterrente principale per me per odiarli è sempre stato quello e li odiavo già abbastanza senza aggiungerci il carico da undici…

    anch’io ne avrei abbastanza di parlare di uno di cui manco sapevo cosa facesse ultimamente.

  30. La tessera no, ti prego. Ho la dipendenza.
    Non avendo Carte di Credito le sostituisco con le tessere ….

  31. datosi i corsi ed i ricorsi storici :

    stasera o si (ri)fa l’Inter o si muore! (G.Garibaldi, è mai stato in Scozia?)

    lo sapevate che nel 1967 questi qui, oltre a chiudere il ciclo della nostra prima Grande Inter, sono quelli che per primi hanno fatto il triplete, anzi il cinquete o come si dice e che la squadra che ci ha battuti era composta da tutti scozzesi del loro vivaio?

    per dire eh? come le cose si incastrino senza nemmeno saperlo…

    letto adesso su Wiki…

  32. @Corso
    pensa che oggi ci gioca Guidetti, dubito che i suoi avi portassero il gonnellino; al Mc sacc non piacerebbe.
    Mi fecero piangere, nel 67, reduce da Mantova. Voglio vendetta.

  33. Linus:

    Mi fa piacere che tu sia stato a Londra e non ti sia accorto di come gente di vari gruppi etnici sia amalgamata e ognuno dia implcitamente per scontata la molteplicità razziale e culturale che lo circonda, di come nei pub si vedano normalmente gruppi con la ragazza in minigonna e l’islamica a capo coperto allo stesso tavolo, o una donna bianca in tailleur a cena con un nero enorme coi rasta che da noi sarebbe guardato con diffidenza.

    “I pub di Bruxelles, Londra o Parigi rivelano i diversi livelli di integrazione esistenti in questi Paesi”.
    “E le metropolitane sono più pulite” (a naso mi sa che tu sei come certi politici: parlano della metropolitana, ma non ci hanno mai messo piede in vita loro; se non è così mi scuso in anticipo).

    Quindi volevi davvero dire che è più probabile trovare in un pub di Londra o NY persone di origine irlandese, italiana, tedesca, africana e cinese sedute a un tavolo a conversare, a ridere e a scherzare, rispetto all’ipotesi di incontrare un italiano, un cingalese e un peruviano in un bar di Roma?

    Ma va’? Ma davero davero?

    Londra e Parigi (o New York) sono città di riferimento di Paesi che sperimentano l’integrazione multi-etnica da “qualche generazione” in più rispetto all’Italia (per ragioni storiche note a tutti); e quindi sono inevitabilmente molto più avanti di noi da questo punto di vista. Mi sembra un fatto del tutto scontato: l'”integrazione culturale” non si realizza in qualche mese o anno. Non è certo colpa degli itaGliani brutti sporchi e cattivi; è un processo che richiede tempo, a qualsiasi latitudine e in qualunque contesto; non mi risulta che in Italia ci siano mai stati il Ku Klux Klan e gli autobus per neri, per fortuna.
    E comunque anche in Paesi abituati all’integrazione culturale da decenni o da secoli esistono tuttora comunità che tendono a isolarsi e a rifiutare la “contaminazione” con usi e costumi lontani dalle proprie radici (fenomeno descritto più volte anche dal cinema).

    Prendo la MM tutti i giorni. Al mattino le persone di origine italiana sono al massimo il 30/40%. Perfino in una metropoli di un Paese che rifiuta ostinatamente l’integrazione. Il resto sono cinesi, cingalesi, africani, est europei, sudamericani, ecc.. Che vanno al lavoro o a scuola. Sì, nella maggior parte dei casi i gruppi sono separati. Ma non sempre (anzi, sempre meno). Ma ciò è la conseguenza di un processo di integrazione ancora nella sua fase iniziale. Tra gli studenti, ad esempio, la formazione di gruppi separati di etnie e provenienze diverse è del tutto inesistente.
    Prendendo la MM a metà giornata ci si può anche imbattere in una scolaresca di terza elementare, che viene condotta da amorevoli maestre a Palazzo Reale, per visitare la mostra di Chagall (sì, nell’Italietta del 2015 succedono anche queste cose incredibili). E i bambini sono delle più diverse origini ed etnie.
    Dove sarebbero, nella vita quotidiana, tutti questi segni della mancanza di integrazione?
    La scuola è proprio la prima tappa da cui nasce e si sviluppa il processo. E il primo luogo in cui si impara, vivendole quotidianamente accanto, che una persona non è diversa da te perché ha un colore della pelle o delle origini diverse dalle tue.
    Italiani/e sposati/e con persone di altri Paesi ed etnie ne conosco diversi già oggi. Nel 2100, quando le situazioni italiana, inglese e francese potranno essere un minimo comparabili (oggi non lo sono affatto, non credevo ci fosse bisogno di specificarlo), la vera integrazione si sarà realizzata pienamente anche da noi.

    Quanto alla pulizia delle metropolitane come paradigma di inciviltà: avevo diverse rimostranze da fare anch’io, fino a qualche anno fa. Adesso no. Anzi, la MM mi sembra attualmente più pulita del tube londinese.
    Sarà che sono migliorati i servizi dell’ATM, ma francamente mi capita di rado di vedere persone che si comportano in modo incivile e che insudiciano le carrozze. Ci sono alcuni treni con le vetrate delle carrozze piene di vernice, ma su questo tema occorrerebbe aprire un capitolo a parte. Di sicuro quegli atti vandalici non sono opera dei cittadini che usano i mezzi pubblici per andare e tornare dal lavoro e da scuola. Spesso non sono nemmeno opera di italiani.
    Mi è capitato molto più spesso di vedere Piazza Duomo trasformata in una discarica ad opera di persone NON ITALIANE (mi riferisco alle inappuntabili tifoserie inglesi in trasferta, ad esempio).
    Si vede che la loro “civiltà” e il loro “rispetto per la cosa pubblica” vanno a giorni alterni: irreprensibili a casa propria, primitivi barbari una volta oltrepassati i patri confini. Sarà l’aria, chissà…

    Io sono il primo a lamentarsi dell’Italia, della sua deriva etica, dei suoi difetti e delle sue debolezze.
    Ma evitiamo di generalizzare o di cadere nel luogo comune. Se un signore rivela davanti alle telecamere di essere un rozzo ignorante (ma mi stupisco della sorpresa; Sacchi è sempre stato così), non si può arrivare automaticamente alla conclusione che tutti gli italiani sono come lui e che viviamo in un Paese razzista. I pregiudizi tendono a resistere, è vero; ma nella vita di tutti i giorni vengono agevolmente superati e messi da parte.

    Leggendo stamattina i resoconti della vicenda della povera Nicole vengo anch’io sopraffatto dalla rabbia e dal disgusto e magari, a mia volta, sono portato a sparare a zero su questo Paese. Ma poi ripenso alle mie esperienze dirette nelle strutture ospedaliere e mi rendo conto che le cose non vanno sempre così e non ovunque. Non ci sono solo sciatteria e menefreghismo; si trovano anche (sarebbe bello poter scrivere “sempre”) attenzione, umanità e professionalità.
    E ripenso anche a quanto mi hanno raccontato amici che vivono o hanno vissuto a Londra, senza polizza sanitaria aziendale super-blindata e senza stipendi milionari. Anche nel “civilissimo” Regno Unito l’assistenza sanitaria non è sempre all’altezza delle aspettative dei cittadini. OGGI (e anche 10 o 20 anni fa), non in prospettiva futura.

  34. io non ho pianto perchè ero già maggiorenne e a quell’età mi vergognavo di farlo, ma sono rimasto “imbesuito” per diversi mesi come se avessi preso una “ciucca” pur essendo sempre stato astemio.

    adesso piangerei come un vitello.

    più che la vendetta, dal momento che loro non sono più nemmeno i lontani parenti di quel che sono stati, vorrei una rinascita perchè anche noi non è che siamo messi un gran che bene.

    con loro un ciclo si è chiuso, con loro un ciclo si riapre.

    questo spero.

  35. @powerage
    ma infatti il “problema” non è che l’ex allenatore del milan, o il commentatore di una tv fiancheggiatrice del milan, sia ignorante o razzista o, semplicemente, uno stronzo. Esistono dovunque, gli stronzi, come esistono dovunque i sudici nelle metropolitane.
    Il problema, per ME, è se questi individui siano, o siano stati, “figure istituzionali”, a qualunque livello. Nel calcio i tavecchio, conte, sacchi etc. Ognuno per la sua parte.
    In questo siamo “indietro”, come “orgoglio”, “amore”, “reputazione” nazionale.
    D’altra parte anche più su del calcio, molto più su…

  36. Sì, Amstaf, sono perfettamente d’accordo con te.
    Ma il mio intervento voleva solo replicare all’eccesso di generalizzazione e al proliferare di luoghi comuni che ho letto in questi giorni. Che prendevano solo spunto dall’episodio specifico riguardante Sacchi.
    Spero che Nk mi perdoni, ma è stato lui a dire che si poteva per un momento oltrepassare il tema calcio… :)

  37. Sul razzismo ho già detto la mia ieri, e condivido di nuovo ciò che ha scritto Nick. Parlando di calcio, credo che vada fatta una distinzione tra il settore giovanile di una squadra di calcio di rilievo e il resto del movimento calcistico giovanile. Ci sono le scuole calcio, le squadre dei paesi e delle parrocchie e poi ci sono i settori giovanili delle squadre per le quali tifiamo. Mi piace pensare che non si vada al settore giovanile del Milan o dell’Inter per imparare a giocare (perlomeno a livello di fondamentali): ci si dovrebbe arrivare essendo i migliori di un campione di qualche migliaio di giovani, osservati in tutto il mondo (mondo, si: perché i nostri giocatori si devono confrontare con quelli del resto del mondo per arrivare a giocare ad un certo livello. C’è la globalizzazione anche nella Pedata).
    Il Settore giovanile deve essere il serbatoio della Prima squadra (non ho francamente capito la polemica di Olivari: chi è pro cantera deve essere d’accordo con il discorso di Sacchi – al netto delle frasi razziste – sulla nazionalizzazione dei settori giovanili? Perché?). Deve essere in grado di cedere alle squadre rivali brocchi spacciandoli per campioni in modo da tirare su soldi, e deve vincere le competizioni di categoria per permetterci di perculare i tifosi avversari anche sotto questo punto di vista. Ci sono altri obbiettivi per un settore giovanile di una squadra di calcio? Non so, girare un film introspettivo o scrivere a venti mani uno studio sulla guerra d’Algeria?
    Sul resto, io sono fortemente razzista. Nei confronti dei brocchi. I brocchi, proprio, li voglio vedere fuori dai settori giovanili. E il mio razzismo, nei loro confronti, è trasversale. Neri, bianchi, gialli. Fuori tutti dalle scatole. O, meglio ancora, tutti nel settore giovanile delle rivali dirette. Magari, dietro lauto compenso. Dite quel che volete, ma sono orgoglioso del mio razzismo.

  38. domanda: a chi piace Ferrero?

    si il presidente della Samp, quello che ha dato del filippino al nostro, quello che dice un sacco di vaccate una dietro l’altra.

    l’ultima che ha detto è che a Londra ha abbracciato un cameriere di colore pensando fosse Eto’o…

    a me fa più ridere lui che neanche Crozza che lo imita alla perfezione.

    un pò razzista ma simpatico.

    o no?

  39. Volevo solo dire che secondo me Goebbels mica l’avrebbe fatto giocare Gullit. Non nella sua squadra.

  40. @Linus
    Non ti vantare troppo di aver fissuto nei bassifondi chè a Bruxelles il quartiere universitario è uno dei più chic.
    Dovevi abitare a Molenbeek allora si.
    Detto questo c’è un razzismo strsciante in ogni città che affiora con tutta la sua forza appena capita un incidente qualsiasi che coinvolga le varie comunità.
    A Bruxelles per dire un paio di anni fa i turchi hanno messo a ferro e fuoco un quariere abitato dai curdi per non so piu’ quale alterco.
    Oggi nel collimatore ci sono i musulmani che alla prima scintilla faranno le spese della violenza che cova nei loro confronti. Anche se è possibile il contrario. Del resto se in città il nome piu’ diffuso tra i bambini nati l’anno scorso è Moahamed di che stiamo parlando?
    Tutto il mondo è paese. Detto questo vergogniamoci per Sacchi e per quelli come lui.

  41. …Ancelotti ha vinto dappertutto???
    Mi sa che Ancelotti ha vinto solo dove non poteva non vincere…
    Non ha mica vinto uno scudo col Verona…o una champion col Porto…

  42. Ricapitolando:

    Arrigo Sacchi ha seri problemi mentali (da lui stesso dichiarati ormai più di 10 anni fa dopo ultima esperienza in panchina a Parma e tendenzialmente, causa invecchiamento peggiorati) e fin qui nulla di nuovo.

    Sacchi per commentare un successo dell’Inter tira fuori discorsi folli, ignoranti e smisuratamente RAZZISTI (da quando Arrigo è di nuovo al soldo del cavaliere Inter significa antagonista da sminuire soprattutto ora che Milan è sinonimo di barzelletta, Brancaleone e casa chiusa) e razzisti rimangono a prescindere delle volontà originarie, del saper parlare italiano o della sua pazzia più o meno dichiarata.

    Il Cavaliere da ormai 12 mesi a questa parte va di lungo, spesso dopo ogni visita a Milanello a ripetere di un Milan sempre più giovane e Italiano….vorrà dire qualcosa? Ci sarà dietro un disegno….Boh…

    I media pronti via o accennano solo alla cosa o censurano solo l’apparenza o iniziano la campagna beatificatoria a memoria dei valori dell’uomo di Fusignano.

    Poi entra in scena pure il discepolo grasso dell’uomo di Fusignano, ovviamente dice una stronzata…..voluta? Involontaria?…Boh…

    Ovviamente la FIGC tace (e vorrei vedere…dopo i pensieri di Tavecchio) …..escono solo alcune opinioni illustri da alcune istituzioni o qualche personaggio (Raiola!!!!!!)…..

    FC Internazionale risponde solo per bocca di Samaden e a mio modo è giusto così. Altrimenti si sarebbero alimentate discussioni pilotate dai cialtroni al semplice campanile.

    ora io dico: non bisogna smettere di parlarne per paura di fare il gioco dei balordi…tutt’altro…noi, proprio partendo da qui e ovunque dobbiamo parlarne sempre….se no si torna a fare l’errore solito……
    sacchi ha sbagliato? È razzista? Va sputtanato.
    punto.
    Ancelotti idem? Va sputtanato. Magari ricordandolo pubblicamente anche a Blatter, Platini e Thouram che lo hanno da poco premiato come miglior uomo di sport dell’anno…..
    questo io dico: chi sbaglia paghi…..

  43. Avioncito Rambert

    @maigob

    invece questo è proprio l’obiettivo di Berlusconi da 30 anni.
    Tu pensi di sputtanarlo o di sputtanare i suoi servi, in realtà stai semplicemente discutendo di un argomento diverso dagli enormi fallimenti del milan, di inzaghi e compagni cantante.
    E fra qualche mese nessuno si ricorderà più delle parole di sacchi.
    E’ un meccanismo ormai collaudato, in italia si dimentica tutto in fretta anche le cose peggiori. In questo modo si dipinge l’inter come negativa (non importa da quale punto di vista basta che sia un aspetto negativo buono per riempire i giornali e le tv) e l’ambiente milan ha così la possibilità di respirare, togliersi di dosso un pò di pressioni e cercare quindi di lavorare più serenamente per risolvere i suoi problemi.
    In italia non riusciremo mai a sputtanare qualcuno x qualcosa di sbagliato che ha fatto. Si troverà sempre qualcuno pronto a difenderlo e cadrà sempre in piedi. Per sputtanare davvero qualcuno servirebbe una cultura, un’etica e una professionalità che,mediamente, in questo paese sono totalmente sconosciuti.

  44. Ma lo so perfettamente….
    Ma credi che non lo sappia????
    Ma è ovvio, sacrosanto…..
    Come so anche che il loro disegno fa breccia anche su qualcuno di noi…tant’è che tra un po’ ci sarà la frase:” bella vittoria, certo che se si avessero giovani tutti italiani sarebbe ancora meglio…”
    Vi ricordate la polemica sterile del post triplete? Certo, bello…ma tutti stranieri……
    Lo conosco bene questo sistema…
    Lo applica il Nano in politica da 30 anni e da altrettanti a livello mediatico e gli Ovini fanno uguale nel mondo industriale e in quello zebro giornalistico….

    E io allora batto dove loro stessi si scoprono fregandosene del disegno che c’è dietro:
    Sacchi razzista….eliminato, bollato
    Ancelotti razzista e fascista…eliminato bollato.
    E avanti un altro.

    Cosa fanno: mi squalificano?
    Mi chiudono il divano di casa mia?

  45. buonasera solo per dire che purtroppo ho vissuto il razzismo sulla mia pelle quando ho abitato in un posto dimenticato da Dio nel sud del Belgio. Quello che ho notato è che chi più si accaniva a trattarmi da subumano italiano mandolino mafia e altre amenità erano le persone ignoranti e sfigate. Sacchi e Ancelotti probabilmente non sono così quindi probabilmente sono stati interventi mirati contro di noi. Resta per me molto triste che in Italia si possano dire impunemente frasi razziste come se nulla fosse e che addirittura per difendere chi le dice si usi un motto fascista (anche piuttosto cretino!!!!)

  46. Certo che a me suona strano il fatto che del “molti nemici molto onore” – ora deprecabilissimo in bocca ad Ancelotti – noi interisti ne facciamo un segno distintivo da anni (che il famoso rumore dei nemici rispecchiava in toto il concetto, mi pare)

  47. Avioncito Rambert

    Se fosse davvero come dici tu, cioè eliminato bollato allora avresti ragione.
    Ma in italia eliminato bollato non esiste, non è mai esistito e mai esisterà.
    Lo hai eliminato bollato tu, io e qualcun’altro. E tutti gli altri? Quelli che possono nominare Sacchi supervisore del calcio giovanile italiano lo hanno eliminato bollato? Quelli che lo pagano come commentatore in tv (pagato con i soldi degli abbonati cioè i nostri) lo hanno eliminato bollato?
    No.
    E allora non serve a niente e tocca trovare un’alternativa x non cadere nei loro tranelli.
    In germania qualche anno fa un ministro si dimise perchè scoprirono che tanti anni prima aveva copiato la tesi di laurea. Quello sì fu eliminato bollato. Se funzionasse così anche da noi allora sì che faremmo bene a fare le pulci a qualsiasi dichiarazione di questi personaggi pubblici, ad inchiodarli x qualsiasi stronzata detta, fatta o anche solo pensata.
    Ma se non funziona così (e qui in italia non funziona così) allora continuare a sviscerare il grado di razzismo del signor sacchi e di fascismo del signor ancelotti serve solo a fare il loro gioco.

  48. Intanto anche i meravigliosi olandesi sono arrivati a Roma a dare lezioni di civiltà, di comportamento e di rispetto della cosa pubblica agli italiani.

  49. powerage: Intanto anche i meravigliosi olandesi sono arrivati a Roma a dare lezioni di civiltà, di comportamento e di rispetto della cosa pubblica agli italiani.

    però nei pub di casa loro sorseggiano brandy disquisendo di Proust