Un lavoro di fino

Cagliari, 22 febbraio. Vigilia della 24esima giornata di campionato.
Roberto Mancini, col volto parzialmente nascosto da un cappellino e da due robusti occhiali da sole, si aggira per il reparto profumeria della Conad di via della Pineta, nei pressi dello stadio Sant’Elia. Un ragazzo gli si accosta.

“Eccomi, capo”, gli dice il ragazzo, senza guardarlo in faccia.

Mancini sussulta. “Zitto…non conosci le istruzioni? Parlo solo io”.

Il ragazzo, costernato, fa finta di esaminare i deodoranti. Passano una trentina di secondi.

“Allora, facciamo il punto. A Sassuolo”, dice il mister, chinandosi a raccogliere un rossetto che aveva lasciato cadere  “vi siete dati da fare solo alla fine, con la maglia, ma siete stati bravi. A Bergamo bene con gli insulti per Guarin, costanti per tutti i 90 minuti, ma…”. Un commesso passa a sistemare uno scaffale, Mancini si interrompe ed attende che abbia finito.

“…ma, dicevo”, riprendendo la parola quando il commesso se n’è andato “con Icardi avete esagerato. Non doveva cacarsi addosso tutta la notte. Mi è toccato rimandarlo a casa”. Il mister si guarda intorno con fare circospetto, poi dice “Seguimi”, e inizia a camminare.

Tallonato dal ragazzo, Mancini si reca al reparto gastronomia e ordina due etti di guanciale. “A Glasgow abbiamo fatto a meno di voi, ma per la prossima partita mi servite. Voglio un lavoro di fino”, dice lui, mentre il macellaio avvia l’affettatrice. “Dobbiamo vincere a tutti i costi, li voglio indemoniati, infuriati”. Le strisce di guanciale si accumulano sulla pellicola, una sopra l’altra.

“Andate a graffiargli le macchine, scrivetegli INDEGNI DELLA MAGLIA sul cofano con una chiave”

“Ma, capo, siamo a Cagliari, le macchine le hanno a Milano…”, replica inavvertitamente il ragazzo.

“Non…devi…parlare…” lo redarguisce di nuovo a denti stretti il mister, palesemente infuriato.
Il dialogo si interrompe per un po’, il ragazzo si maledice per la sua imprudenza, Mancini ordina cento grammi di olive snocciolate.

Quando il macellaio gli consegna la busta, lui fa cenno al ragazzo di seguirlo. I due camminano fino al banco del pane. “Un’altra parola e fai la fine di M’Vila”, dice il tecnico interista mentre tasta una baguette.  “Non mi interessa se le macchine sono a Milano, fate una telefonata e mandate qualcuno a fare una bella incisione. I giornalisti arriveranno subito, tempo cinque minuti e la notizia è da tutte le parti. Quei due si incazzano anche stavolta e mi fanno vincere la partita”.

Il ragazzo annuisce in silenzio. Mancini, compiaciuto del piano, lo scruta per qualche secondo.

“E ora vattene, che devo fare la fila alla cassa. Le istruzioni sono chiare. Mi raccomando”, gli dice guardandolo dritto negli occhi, mentre agita la busta col guanciale, “…non sgarrate”.

 

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Il Mancio lo fa sudare 10 minuti a fuoco basso

About Grappa

Il mio sogno è vedere Klopp a San Siro con una tutaccia nerazzurra che si fa espellere ad ogni partita per aver staccato la testa al quarto uomo. Passo il mio tempo a ciarlare di santoni calcistici o presunti tali, ma in realtà mi ispiro a Fassone. Inoltre faccio una carbonara che te dico fermate.

65 commenti

  1. Il Mancio è un gran motivatore.

  2. Via della pineta finisce all’Amsicora. Altri tempi.

  3. Amstaf:
    Via della pineta finisce all’Amsicora. Altri tempi.

    Perdonalo, Grappa ha l’età che ha.

  4. Purtroppo l’età ce l’ho io… una volta, in un torneo estivo, all’Amsicora ci ho giocato (ma c’era già il S.Elia); ci ho visto l’Inter (ed il Cagliari, ovviamente) ed un tragico Cagliari-Roma. Ma anche l’hockey su prato con gli indiani (non d’America…).

  5. Complimenti Grappa, post geniale as usual!

  6. Vuoi vedere che a quello il laser negli occhi gli fu mandato su preciso ordine impartito in un iper del marchigiano?

  7. Geniale. Come sempre

    Beh vero @Amstaf però via della Pineta continua con Viale Poetto giri a destra e c’è il Sant’Elia 😉

  8. So che non interessa ma al torneo di gallipoli (bambini 13enni) abbiamo battuto la juve in finale 6-1.

  9. @Narya
    io ricordo ci fosse un tram, a destra. Poi il mondo cambiò…
    Ma volevo citare l’Amsicora. Che aveva un terreno di gioco molto meglio del sabbioso S.Elia.
    Parlo della preistoria.

  10. @Amstaf

    😉

    E dici bene…tu pensa che quando i miei si trasferirono in Sardegna la terrazza era l’attico da cui si vedevano le partite lì all’Amsicora…se ti ricordi era proprio quella che faceva angolo alla fine di via della pineta…stadio dove il Cagliari vinse lo scudo…

    vabbeh scusate l’ot 😉

  11. Io non l’ho capita 😀

  12. Articolo sublime e potenzialmente “zeppo” di verità.

    ….

  13. Sacchi:
    “Sono stato travisato:  Ho solo detto che ho visto una partita con una squadra che schierava 4 ragazzi di colore. La mia storia parla chiaro, ho sempre allenato squadre con diversi campioni di colore, sia a Milano che a Madrid. Volevo solo sottolineare che stiamo perdendo l’orgoglio e l’identità nazionale”.

    ….orgoglio e identità????????

    Ma caro Arrigo (o come ti chiamano a casa tua “omino matto”) quando fai una figura di merda stai zitto, se no le figure di merda crescono esponenzialmente!!!!!!

    Coglione, più la muscoli e più puzza!!@!@!

    Ma pensa te….ma pensa te.

    In questo paese di mentecatti chi in ogni settore emerge o passa da esempio ha queste convinzioni (per esempio quella di misurare l’orgoglio e l’identità col colore della pelle)….invece quando parliamo di chi da decenni governa il paese, le istituzioni, la cultura, lo sport e il calcio …..questi rispecchiano paro paro orgoglio e identità…..

    Spero fosse solo il modo di sminuire una cosa positiva dei nostri colori…..ma non so…..

  14. però mi sarei aspettato che Mancini girasse col volto parzialmente coperto da una Sciarpa, eh

  15. Per me Sacchi ha ragione.

    In Italia ormai c’è troppa gente di colore, basta vedere Carlo Conti.

  16. Al prossimo intervento di Sacchi, Carlo Conti abbandonerà lo studio per protesta. (fakecit.)

  17. Grappa
    Per la carbonara prova la mi ricetta:
    pancetta affumicata a tocchetti rosolata a fuoco lento con sottilissime scaglie di cipolla…sfumare con buon brandy…procedere normalmente per quanto riguarda l amalgama con uova e formaggio grattucciato…grana parmigiano o pecorino a seconda dei gusti…aromatizzare con spolverata di pepe preferito…buon appetito!

  18. Secondo Belinazzo, amici di Thohir stanno comprando il Bilan

    Spero sia tutto un piano del nostro geniale stratega e presidente, compriamo il Milan, lo lasciamo sprofondare in B e sempre più giù, lo facciamo fallire e risolviamo così il problema di dover dividere lo stadio :-)

    geniale e spregiudicato, direi… :-)

    http://www.fcinter1908.it/le-rivali/bellinazzo-offerta-per-il-milan-arriva-da-singapore-sono-amici-di-thohir-138964

    :-( quante se ne sentiranno nei prossimi tempi, addirittura sono certo faranno passare la vendita del Milan come un gesto di responsabilità di SB per il bene del paese, dati i tempi di crisi sarebbe immorale spendere cifre enormi per giocatori ecc ecc ecc ecc eccc

  19. …e Dulcis in fundo ….Ecco BARGIGGIA.

    B A R G I G G I A…AH…AH..AH…AH..AH:

    Bargiggia: “D’accordo al 100% con Sacchi. Non è razzismo, mio figlio era all’Inter e…”

    Incredibile!!!!!!!

    E questo imbecille tira fuori anche il figlio che dai 14 anni in poi esce dal giro……

    Non sarà che a prescindere dalla pelle gli altri fossero cmq più forti?

    Caro Bargiggia anche mio figlio non farà il calciatore ma me ne faccio una ragione…non do la colpa al fatto che tra 2 o tre anni gli passeranno davanti Rumeni, Senegalesi o Cinesi….se non ha le doti per fare il calciatore professionista farà qualcos’altro……

    Pensa invece che tu in un paese normale anziché il giornalista avresti dovuto fare ben altro…….

  20. È con profonda tristezza che prendo atto dell’ennesimo errore tecnico e progettuale della gestione Massimo Moratti dell’ultimo periodo ……tesserare per F.C. Internazionale …..il figlio di Bargiggia.

  21. maigob: Bargiggia

    se il figlio giocava come il padre, meglio così, anzi, c’è da chiedersi come ci sia arrivato all’Inter

    tanto per capire da che pulpiti, ai miei tempi c’era il fratello di Maldini, un cane da catena, ma a 18 anni arrivava agli allenamenti in porsche

  22. Si vede che Sacchi e i suoi seguaci vivono ancora in un ambiente medioevale.
    Nella globalita’ attuale, non e’ piu’ permesso discriminazione razziale, o anche solo nazionale.
    Quello scellerato nominato da Maigob, che cerca di mascherare la scarsezza del figlio col razzismo, e’ la stessa cosa che pretende il ciarlatano Sacchi. Si dovrebbe prediligere gli indigeni bianchi, anche se piu’ scarsi.

  23. che poi diciamola chiara, per una volta: bargiggia non sta con sacchi, sta con berlusconi, il quale gli paga lo stipendio

    sono vent’anni che tolleriamo le arrampicate sugli specchi della gente a libro paga del nano e dobbiamo pure riconoscergli dignità di opinionisti indipendenti, anche basta, da Ferrara in giù

  24. Cmq attenzione, cerchiamo di distinguere evitando di scadere nel qualunqismo più totale, soprattutto cerchiamo di ragionare sulle cose al di fuori del campanilismo.

    Il discorso di Sacchi, di per sé, a mio avviso è concettualmente giusto. Infelice nei modi se vogliamo, ma che ha una base di verità. Un po’ come le recenti dichiarazioni di Lotito che saranno pure “sportivamente” avvilenti, ma economicamente inecceppibili a meno di non credere veramente che un Carpi – Chievo alle 12.30 sia un prodotto che renda appetibile la serie A. Distinguiamo quindi tra forma e contenuto, possibilmente trascurando i Bargiggia di turno in entrambi i contesti.

    Io credo che il discorso di Sacchi debba essere così interpretato:

    1) se non ci teniamo al calcio ITALIANO come espressione della Nazionale ma solo come realtà di club, allora chissene fotte di tutto e tutti; se il centravanti dell’Inter è nato a Bergamo o a Nairobi a quel punto non frega un cazzo a nessuno.

    2) se invece, COME PAESE, abbiamo a cuore la rinascita del calcio italiano inteso come crescita dei talenti nostrani, è evidente che non possiamo pensare che i nostri ragazzi/ragazzini crescano se davanti hanno a che fare con ragazzi ANCHE fisicamente più pronti.

    Una volta come paese-Italia eravamo famosi per “produrre” grandi portieri ed eccellenti difensori proprio perché frutto dei vivai di casa nostra, per non parlare di qualche grande numero 10 (Baggio, Zola, Del Piero, Totti) che ad oggi non hanno ancora trovato un vero erede. Se pensiamo che nel 2006 c’erano Nesta, Cannavaro e Materazzi e oggi Bonucci, Ogbonna e Ranocchia non si può non ammettere che in 10 anni il decadimento tecnico è stato pesante.

    Per cui io uscirei dalla demagogia e dal pietismo spicciolo ed eviterei di tirare in ballo razzismo e puttanate varie facendole passare per rosicamenti bargiggiani o per antimilanismo sacchiano, ma cercherei di ragionare a livello esclusivamente calcistico, perché è vero che ormai viviamo in un mondo (per fortuna e purtroppo) che è un mix culturale, linguistico ed etnico, ma è anche vero che il calcio nazionale è nomen omen espressione di un’identità nazionale. Siccome il nostro calcio è in declino, in continuo impoverimento tecnico per lo più, è evidente che l’unica strada per riacquistare competitività passi dal dare più spazio a qualche ragazzo italiano piuttosto che al Camarà di turno senza con questo essere tacciati di razzismo.
    È inutile negare l’evidenza, l’unico modo per rilanciare il calcio italiano è limitare il numero di stranieri. Altrimenti uno se ne sbatte le palle, pensa solo alla propria squadra di club e quindi fine di tanti discorsi con buona pace dei vari Sacchi e Bargiggia.

    Spero di non venir frainteso.

    Non abusiamo quindi della parola razzismo che è una cosa vera, seria e legata ad altri contesti.

  25. Nel villaggio globale odierno non e’ piu’ possibile proteggere questo o quello.
    E’ la dura legge di mercato . Se vai in un negozio ed hai 10 prodotti tra cui scegliere, , qual’e’ il primo che ti viene in mente? Logicamente quello che ritieni sia il migliore. Quindi la risposta piu’ giusta serebbe che i ragazzi italiani comincino a metterci piu’ impegno nel cercare di raggiungere gli obbiettivi. Forse i ragazzi venuti da altre parti sono piu’ votati a fare i sacrifici richiesti. Comunque la frase “troppi neri” usata dal ciarlatano e’ offesiva e razzista.
    E poi, come gli stranieri vengono da noi a fare provini, i ragazzi italiani possono sempre fare altrettanto andando all’estero.

  26. Matto@
    Anch’io potrei essere in sintonia con il discorso che fai tu e (se messo giù diversamente anche con Sacchi ….meno con il Bargi) ma c’è un MA.

    E un MA che fa tutta la differenza del mondo.

    Il 50% dei giocatori delle giovanili in Italia è italiano a tutti gli effetti e ormai anche per l’altro 50% i concetti: frontiere e straniero sono temi superati e senza nessuna possibilità di applicazione oltre che illogici e controproducenti qualora anche si volessero applicare.

    Se il calcio fosse sport individuale i paesi che producono i loro elementi più forti dominerebbero in lungo in largo con buona pace degli altri che potrebbero solo tesserare pagando le performance dell’acquisito. (Maratona, velocità, nuoto, tennis, ciclismo).

    Essendo sport di squadra si apre il tema nazionali, ebbene le nazionali si compongono di chiunque abiti in quel paese, e oggi ogni paese è abitato da chiunque, poi, se le squadre per anticipare i tempi e risparmiare si portano in casa sedicenni Guineani o Senegalesi e questi sono più forti dei nativi….Cosa sposta??
    Il nativo perde il posto e il sogno a quindici anni e non a diciotto…..ma forse è meglio anche per lui.
    È così…il mondo va così…

    Spero di essere stato chiaro

  27. Lo stesso discorso vale per le stronzate di Lotito. Se una citta’ di 10 mila abitanti riesce a trovare i fondi economici per partecipare in serie “A”, perche non dovrebbe farlo? Specie quando ci sono in giro una marea di compagini mezze fallite in giro? Il vero problema e’ che ci debbano essere controlli severi sullo stato finanziario di tutti.
    Perche’ ho il timore che dietro ci sia un baratro.

  28. a)se chievo-Carpi producessero buon calcio in un campionato di alto livello sarebbero un prodotto vendibile.
    b) a me risulta sommando TUTTI i giocatori delle squadre Primavera in Italia che siano 1163, di cui 189 stranier e 51 di colore. Di che accidenti si parla? Se poi ci si riferisce all’Inter siamo la prima (o una delle prime) squadre per numero di giocatori in Primavera provenienti dai pulcini, dove non ci sono “stranieri”, quindi?
    c) dopo il modello tedesco tutti a parlare del modello “belga”, ottimo, che di certo non si basa su “concetti ariani” ma neanche “indigeni”, anzi.

  29. ma se in campo ci fossero stati 4 ragazzi tedeschi..il buon arrigo avrebbe affermato che in campo vedeva troppi teutonici???…uomo piccolo piccolo piccolo…bargiggia..va be è stato lobotomizzato…lo capisco!!!!

  30. @maigob

    Ma io appunto ho specificato che se si vuole parlare in maniera costruttiva e intelligenti di queste cose bisogna sia evitare il bargiggismo sia di accusare di razzismo il primo che cerca di fare un discorso un po’ fuori dal coro.

    Per me il discorso è molto semplice e cioè tecnico/calcistico: si vada a fare il confronto con anche solo 10-15 anni fa e pur consci dell’inevitabile cambio di contesto generale si sottolineino le differenze. Una volta capito cosa è cambiato in questo arco di tempo e cosa si è privilegiato, c’è buona probabilità che si riesca anche a capire perché ci siamo indeboliti così tanto. Magari scopriremo che abbiamo dato per scontato che un Karl Rossivic fosse per forza più bravo di un Carlo Rossi grazie al suffisso -vic.

    @Pacific

    Pacific: Lo stesso discorso vale per le stronzate di Lotito. Se una citta’ di 10 mila abitanti riesce a trovare i fondi economici per partecipare in serie “A”, perche non dovrebbe farlo?

    Ci mancherebbe altro che non potessero farlo. Ma non è quello il punto, il punto è che il calcio è un prodotto che si deve vendere, in patria e fuori, e come tutti i prodotti si basa sul proprio appeal e sul proprio bacino di utenza.
    Tu sei un fan della Premier. Allora dovresti sapere che ad inizio stagione la federazione inglese stabilisce (per una questione di diritti televisivi) l’orario di TUTTE le partite, cioè fa a priori quello che noi facciamo in corso d’opera, studiando a tavolino quelle che possono essere le partite con più bacino di pubblico anche in altri paesei. Ecco allora che c’è differenza, per un acquirente asiatico, di un Chelsea – Man United all’ora di pranzo rispetto al derby Carpi – Sassuolo (che poi questi sono gli stessi discorsi di Thohir).

    Ciò non significa, figuriamoci, che il Carpi non possa andare in serie A, ma significa che sarebbe “meglio” se città come Bologna (maggior bacino di utenza) lavorassero per avere sempre la squadra in A e il campionato fosse a 18 squadre (più competitivo) provvedendo ad un calendario che contempli il disputarsi di partite che possano attrarre un maggior numero di spettatori alo stadio e in Tv. Ca va sans dire che poi situazioni come quelle del Parma dovrebbero essere impedite a priori se si facessero i controlli come si deve avendo i bilanci in ordine come conditio sine qua non per iscriversi al campionato.

    È inutile far finta di non saperlo: il calcio moderno è un prodotto mediatico e come tale va gestito perché dipende dai diritti televisivi ergo si deve fare in modo di fornire uno spettacolo appetibile. Il che significa ovviamente anche stadi, qualità del servizio etc etc etc, ma soprattutto competitività delle squadre. Ecco perché un Bologna che viene su dalla B è “meglio” di un Carpi.

  31. Il settore giovanile dell’Inter ha 201 giocatori, 167 italiani, 34 stranieri. Abbiamo 21 ragazzi di colore ma, per esempio, uno è di Verbania.
    Stronzo e razzista, altroché.

  32. @matto
    l’Udinese con Zico sarebbe vendibile, in tutto il mondo. L’Udinese con Di Natale 40enne meno e dico Di Natale che se nominassi altri…
    Invece hai perfettamente ragione sul discorso organizzativo, orari etc. Ma non è “colpa” del chievo che in Lega comandano altri. Poi che il Chievo appoggi lotito al 100% è tipico del sistema Italia. O della mancanza di alternative…

  33. Amstaf: a)se chievo-Carpi producessero buon calcio in un campionato di alto livello sarebbero un prodotto vendibile.

    Se io fossi bello e ricco avrei più probabilità di scoparmi Belen invece che quella del terzo piano. :)

    Il fatto è che uscendo dal mondo delle fiabe e degli unicorni, la realtà è che Chievo – Carpi difficilmente è una partita che può portare allo stadio 50000 persone, difficilmente qualcuno a Jakarta resta sveglio per guardarla, difficilmente si può parlare in questi anni di campionato di alto livello visto che il livello è appunto alto quando alto è il livello delle squadre che lottano per un obiettivo, cosa che guardando anche le sole Inter e Milan non mi sembra.

    La Premier è un campionato ricchissimo che è diventato tale perché prima di tutto ha saputo vendersi. E lo ha potuto fare perché ha capito che in parallelo alla costruzione di stadi fantastici, alla lotta alla violenza, ai viaggi promozionali all’estero delle big etc etc etc, la cosa fondamentale è fornire alla gente uno spettacolo bello da vedere. L’upgrade tecnico è stata la logica conseguenza di questa filosofia gestionale che logicamente ha poi attratto grandi capitali.

  34. @Amstaf

    Lo so, lo so. :)

    Però viviamo in Italia, il paese che per definizione su certe cose è indietro come le palle dei cani.

  35. @matto
    lo sa quella del terzo piano che è un succedaneo ma ti fai le pippe pensando a Belen? Magari, Belen, scopa peggio…

  36. @Matto.
    Dimentichi un piccolo particolare. Con la densita’ di popolazione che c’e in Europa, anche una piccola entita’ puo riempirti lo stadio con spettatori dei dintorni. Metti Chievo, o Sassuolo, per fare un esempio.
    Questo premesso che io sarei favorevole ad una serie “A” a 16-18 squadre.
    Per attirare il grande mercato, bisogna offrire un grande prodotto. Questo la Premier lo fa’, includendo piccole entita’ di terza serie che ti sbatte fuori dalla F. A Cup, Chelsea (4-2 a domicilio , passando dallo 0-2) e d il tuo Mitico Sunderland 2-0.

  37. Amstaf: lo sa quella del terzo piano che è un succedaneo ma ti fai le pippe pensando a Belen?

    Credo che lo sappia, ma dopotutto anch’io le concedo di pensare a chi piace a lei per cui applico alla grande la parità dei sessi!

    :)

  38. Pacific: Per attirare il grande mercato, bisogna offrire un grande prodotto. Questo la Premier lo fa’, includendo piccole entita’ di terza serie che ti sbatte fuori dalla F. A Cup, Chelsea (4-2 a domicilio , passando dallo 0-2) e d il tuo Mitico Sunderland 2-0.

    Quello dell’offrire un grande prodotto è quello che ho detto prima.

    Poi effettivamente interviene un fattore culturale con cui il calcio inglese ci distrugge, basti appunto pensare al seguito che ha la FA Cup rispetto alla nostra Coppa Italia.

    Qualche anno fa Blatter disse l’unica cosa intelligente della sua vita e cioè che per rilanciare l’attenzione sulle coppe nazionali bisognava dare un posto in Champions a chi la vinceva.

    Ad oggi siamo che magari c’è un Inter – Arezzo di coppa italia alle 21 del 9 Gennaio con 2000 spettatori, mentre un Chelsea – squadrasailcazzoditerzadivisione ne fa 40000 magari sotto la neve. Ma questa è cultura sportiva e noi su questo siamo tanto, tanto indietro.

  39. SI, ma il problema di fondo rimane che noi non siamo una lega seria e CREDIBILE

    La Premier e la NBA si

    Perché:

    1) nella NBA anche il Carpi di turno DEVE poter vincere, e può farlo se riesce a fare le scelte giuste – ma il sistema gli consente e lo incoraggia a poterlo fare (poi deve anche riuscirgli, da cui deriva il merito manageriale e sportivo

    2) Nella Premier nessuno si sognerebbe di pensare che un arbitraggio sfavorevole sia dovuto a qualcosa di diverso dal caso, perché non ci sono posizioni mafiose di predominio storicizzate, al limite solo maggior blasone sportivo con quel che ne deriva.

    Ma ad es. nella FA cup le squadre della divisione minore sanno che possono provare a fare lo sgambetto alla big di turno, e provare a vincerla.

    E nessuno si meraviglia, ma anzi si esalta, perché il sistema è credibile e tutti sanno che è credibile.

    Qui in Italia nessuno crede alla buona fede del sistema, di cui gli arbitri sono al massimo gli esecutori, ma non sono loro che fanno un disegno mafioso per favorire solo alcuni centri di potere.

    Infatti NON ABBIAMO il sorteggio arbitrale, altrimenti anche il Verona di turno può prendere a pallate le big storihe e magari vincere.

    E non attiriamo VOLUTAMENTE gli investitori stranieri, e quando ci sono lo stesso tentiamo di ridicolizzarli, minimizzarli, ostacolarli (ma non sempre è possibile, menomale, sempre di meno possibile grazie al “tempo reale” di internet, twitter e blog vari..), perché avendo investito, non accetterebbero il sistema bloccato in cui vive il calcio in italia

    Tutto il resto sono chiacchiere buone per riempire di niente pagine cartacee rosa e non, che invece troverebbero più nobile utilità in ben altre stanze della casa :-), anziché sul divano ad essere lette…

    Ma sarebbe davvero lunga scendere nei particolari

  40. Quando il Parma vinceva coppe europee (e in Italia è stata tra le prime per 10 anni) riempiva stadi e vendeva gli eventi TV quanto e più di Tottenham o Liverpool oggi.

    Poi on ogni campionato ci sono le 4 o 5 Big che tirano tifosi in tutto il mondo e le altre 15 che non se le fuma nessuno se giocano tra loro.

    E’ così in Spagna, Germania, Inghilterra e Francia……è così ovunque….

    Carpi Sassuolo varrebbe come Cella Levante e simili.

    Si pensi ad alzare il livello della media, migliorare campi e stadi, valorizzare i settori giovanili e costruirsi i campioni in casa….Poi ad essere professionisti delle vendite ed imprenditori onesti e lungimiranti….si eliminino i politici dallo sport ……e voilà il campionato prima di tutto partendo dalle grandi riprenderà quota a prescindere se in A giocano Frosinone o Carpi.

  41. ..cazzo abito al terzo piano!…mi devo preoccupare?

    :-)

  42. E poi, mettendo insieme i 2 temi, non mi sembra che le regine di Premier o Bundes o Liga, che dominano il mondo è vendono loro stesse alla grandissima si fanno scrupoli se nei loro settori giovanili militano quindicenni Polacchi, Ucraini, Angolari, Argentini o altro…

    Nel meglio finisce il meglio e il tutto produce l’eccellenza.

    Noi facciamo ribrezzo e coloro che sono a capo del sistema stanno a guardare la pagliuzza…..e nemmeno riescono ad articolare una frase per il verso….

  43. A proposito, nel 1962 vincemmo il Viareggio, gli attaccanti di quella Primavera erano S.Mazzola e R.Boninsegna, che dopo andò al Varese e da li al Cagliari; lo riprendemmo dando in cambio Domenghini e Gori, fondamentali l’anno successivo nello scudetto dei “sardi”. Ricordo a S.Siro uno striscione, l’anno prima, “Bobo torna a casa, abbiamo bisogno dei tuoi gol”, dove Bobo era, ovviamente, Boninsegna.
    Per dire che “errori” con i giovani se ne fecero anche allora, e non solo noi eh!

  44. se il 9 gennaio anziché Inter-Arezzo si giocasse Arezzo-Inter gli spettatori sarebbero ventimila e avremmo fatto un primo passo (per risollevare il nostro calcio non si può prescindere da un serio rilancio della Coppa Italia, che io aprirei anche alle squadre dilettantistiche che abbiano impianti adeguati).

  45. @Matto.
    Solo mettere nella stessa frase F. A. Cup e Coppa Italia e un insulto alla logica.
    La coppa italia e’ una vera e propria barzelletta. Alle prime 8 della serie a basta giocare 5 partite per vincerla.
    Alla f. a. cup vi partecipano 18 squadre o piu. E le compagini della Premier, (Tutte) entrano in scena dal terzo turno, e se vogliono vincerla debbono disputare minimo 10 partite.
    Questa e’ una ragione per il suo fascino ed il dispendio di energie sulle compagini Premier che generalmente portano a scarsi risultati della nazionale , perche a fine stagione i giocatori sono spompati.

  46. Gran bella risposta di Sadamen al chiarlatano Sacchi.

  47. Secondo me state facendo un mischione con poco senso.

    In qualsiasi Lega professionistica ci sono dei criteri economici per partecipare: essere in regola con i conti, garantire strutture di un certo tipo etc. Serie A compresa, sì. In alcuni casi addirittura bisogna garantire investimenti di un certo livello (non è il caso della Serie A). Il problema in Italia è che poi, all’atto pratico, il Parma si fa iscrivere lo stesso perché tanto “pagherà”, il Cagliari gioca 3 anni in uno stadio non a norma, per la Lazio si aspetta la rateizzazione, il Sassuolo va a giocare a Forlimpopoli and so on. Sarebbe già un buon passo farle rispettare, le regole. Si prenda ad esempio proprio il Parma di quest’anno: alla Serie A lo si lascia iscrivere perché “pagherà”, la UEFA lo sbatte fuori dall’EL. Chi aveva ragione?

    Su Sacchi è diverso, più semplice: ha detto una puttanata ingiustificabile.

  48. In Italia ? Far rispettare le regole?
    UTOPIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  49. Che il Sassuolo giochi a Reggio o a Modena e non a Sassuolo perché ha un campetto da poco e per pochi questo sarebbe l’ultimo dei problemi.

    tra l’altro da Sassuolo a Reggio si impiegano gli stessi minuti che da Assago a San Siro, e lo stadio di Reggio è uno dei più funzionali di questo triste paese.

    Il Sassuolo è una delle squadre più in regola e che paga puntualmente tutti. E quindi degna della serie A o della Premier o di qualsiasi Lega.

    Su tutto il resto sono d’accordo con te Nk

  50. sulla possibilità per un Carpi (e chissà come mai non per un Sassuolo, movalà) di salire in a e magari restarci non ho molto da aggiungere, se non che lotito non può dire quelle cose semplicemente perché è un vicepresidente (parecchio esecutivo a suo dire) di quella Lega della quale il Carpi entrerebbe a far parte in caso di promozione: metti in dubbio (direi a rischio, non fosse un povero coglione a capo di una squadretta) la regolarità del campionato, metti pressione sugli arbitri, innervosisci l’ambiente (qualcuno ha già cominciato a dire “il Carpi ora è intoccabile”), direi che come alternativa credibile al duo mediaset-fca non c’è male

    detto che comunque sia lotito che sacchi confermano di essere due poveri coglioni, ho letto qua sopra un’affermazione che mi ha incuriosito: ci provassero i giovani italiani, ad andare all’estero, ok, a parte la pasta da casa e la moka in valigia e il vaglia da mammà, cosa pensate che succederebbe? Che sparirebbero dai radar, in un Paese che se la piglia coi neghèr ma, al posto dell’unico giocatore italiano di caratura internazionale, in Nazionale fa giocare la salma di pirlo

  51. @Tagnin.
    Allora i giocatori italiani, o sono mammoni, o pigri.
    Perche se questi ragazzi sono convinti delle loro qualita’, e non trovano spazio in patria, perche’ non provare da qualche altra parte? Da quali radar sparirebbero? del pallone d’oro? Solo italiche scuse .
    Come siamo usciti in tanti per lavoro, possono fare altrettanto loro.

  52. Pacific: Solo italiche scuse .

    sono assolutamente daccordo, facevo solo notare che per lo stesso sistema che trova agevole prendersela con gli stranieri, se un italiano va all’estero non viene più considerato (Pellè anyone?), a parte il fatto che farebbero molta più fatica in Championship che in una comoda serie A di provincia per i motivi che hai elencato

  53. @Tagnin.
    Ma Pelle’ in Italia gia era sparito. Se non andava all’estero a quest’ora starebbe vendendo frutta .
    E proprio grazie a quella mossa che si e’ fatta una vita decente.
    In quanto alle difficolta’, ti ci abitui.
    Lo fanno i calciatori di tutto il mondo, tranne gli italiani.

  54. Secondo me un modo intelligente per fare giocare i giovani potrebbe essere quello di aumentare di un bel po’ il numero di partite in coppa italia. Gironi iniziali, obbligo di 4 under 21 in campo e un botto di squadre. Quando si va ad eliminazione sta in casa la squadra di categoria inferiore e riempie lo stadio. Diventerebbe una specie di torneo riserve miste a semititolari. Oppure facciano una seconda coppa nazionale, come fanno in UK.

  55. Amstaf:
    @matto
    l’Udinese con Zico sarebbe vendibile, in tutto il mondo. L’Udinese con Di Natale 40enne meno e dico Di Natale che se nominassi altri…
    Invece hai perfettamente ragione sul discorso organizzativo, orari etc. Ma non è “colpa” del chievo che in Lega comandano altri. Poi che il Chievo appoggi lotito al 100% è tipico del sistema Italia. O della mancanza di alternative…

    però però un juve – milan alle 12.30 mai eh ? guarda caso….

  56. mick:
    Secondo me un modo intelligente per fare giocare i giovani potrebbe essere quello di aumentare di un bel po’ il numero di partite in coppa italia. Gironi iniziali, obbligo di 4 under 21 in campo e un botto di squadre. Quando si va ad eliminazione sta in casa la squadra di categoria inferiore e riempie lo stadio. Diventerebbe una specie di torneo riserve miste a semititolari. Oppure facciano una seconda coppa nazionale, come fanno in UK.

    perfetto

  57. mick: Quando si va ad eliminazione sta in casa la squadra di categoria inferiore e riempie lo stadio.

    ennò, non si può, la giùventus di turno non può rischiare la figuraccia a settembre a Latina, deve vincere lo scudetto con 100 punti e passare casualmente il gironcino di cl per poi essere fatta fuori senza troppi riguardi al primo turno ad eliminazione diretta, vuoi mettere

  58. per me ha parlato Amstaf, sia sul “problema” stranieri nelle giovanili che per il possibile chievo – carpi.

    Voglio dire, Hull – QPR che interesse può avere per chi non è tifoso di quelle due squadre? Eppure è una partita che si può guardare e vendere perchè fa parte del calcio inglese, veloce, grintoso e bello da vedere. Noi in italia abbiamo ancora problemi ad avere campi di calcio in cui il pallone possa rimbalzare normalmente.

  59. Secondo me i problemi sono i seguenti.

    Il primo, che è razzismo allo stato puro, comincia col considerare automaticamente stranieri i neri. E questa è una stronzata gigantesca, offensiva e retrograda, altro che demagogia.

    Il secondo è che le società di calcio sono aziende private che in un sistema di frontiere aperte e deregolamentazione fanno i loro interessi. Gli interventi a tutela della nazionale italiana devono essere fatti dalla Federazione, non dai singoli club per un astratto sentimento di appartenenza o di giustizia, assurdo a maggior ragione nel momento in cui potrebbe penalizzare sul campo od economicamente chi lo sostiene: politiche di questo tipo devono essere sempre imposte da entità istituzionali, i soggetti economici che operano liberamente sul mercato aperto non hanno nessun interesse a salvaguardare l’etica, l’identità nazionale ed altri aspetti teoricamente giusti ma potenzialmente costosi. La Germania non ha allevato una generazione di rampolli che sono diventati campioni del mondo con discorsi teorici, richiami xenofobi/razzisti da parte dell’ex allenatore della nazionale o la buona volontà dei club, ma con una serie di politiche precise messe in atto dallo Stato e dalla Federazione.

    Il terzo è che il discorso sottostante le sparate di Lotito è giustissimo nella sostanza: ci sono partite nel campionato italiano di un livello tecnico e spettacolare imbarazzante, che coinvolgono squadre con un bacino di utenza ridicolo, e che dunque hanno appetibilità televisiva nulla. E c’è anche un altro problema, che è quello degli incontri “accomodate” per le big da marzo in poi, quando tutta una serie di squadre sono quasi matematicamente salve e non hanno interesse a cercare la qualificazione in Europa, e dunque si impegnano poco e lasciano la Juventus di turno passeggiare e prendersi i 3 punti – una cosa che all’estero non esiste, se lo Stoke si sdraia davanti al Chelsea poi non può uscire dallo stadio. La soluzione però non è pilotare il campionato di serie B né lamentarsi se il Frosinone lo vince, è imporre seriamente il rispetto di una serie di standard minimi e, soprattutto (a maggior ragione in un periodo in cui il calcio italiano è tecnicamente ed economicamente povero), ridurre il numero di squadre in serie A.

    Dopodiché, almeno in teoria, il calcio è uno sport, e la Longobarda di turno può fare un grande campionato di serie B ed essere promossa senza che questo sia un dramma perché l’anno prossimo ci saranno partite in casa di una squadra sconosciuta con uno stadio semideserto perché ha pochi tifosi. Il tempo dei 7 scudetti della Pro Vercelli è finito, ma se non è nemmeno possibile vedere piccole realtà in serie A che cosa giochiamo a fare?

  60. il razzismo è una cosa seria e non può essere utilizzato solo perchè uno dice una cosa giusta nel modo sbagliato e quindi dargli contro accusandolo di razzismo quando invece cerca di tutelare gli interessi dei giocatori Italiani.

    oramai c’è la psicosi di essere sopra le parti, di essere ancora di più che giusti, di stare attenti a quel che si dice se no sei un razzista, un omofobo, un sessista e chi più ne ha ne metta, dove ogni parola o gesto viene interpretato nel peggior modo possibile da chi la sente o la subisce, mentre per chi l’ha detta o fatta era l’ultimo dei suoi pensieri per come è stata interpretata.

    si, ma però se l’ha detta o fatta, vuole dire che sotto sotto…

    per cui non se ne esce e quindi bisogna stare attenti a parlare e a muoversi, che magari con un gomito sfiori la tetta di una collega senza accorgertene e lei ti denuncia per violenza sessuale, quando tu invece in questo momento stai pensando all’Inter che domani gioca con il Celtic e che ci sia lei nei paraggi manco te ne sei accorto.

    certo leggere che i giovani giocatori Italiani vengono trattati e considerati meno delle mozzarelle d.o.c mette tristezza…

    sarà anche giusto così, ma per quelli come me nati dopo la guerra e cresciuti con la canzone del Piave nelle orecchie, imparata e cantata nelle scuole elementari ad ogni occasione, l’idea che passi lo straniero invece di fermarlo con tutte le forze, fa pensare che anzichè essere diventati più democratici, progressisti, liberali e globali siamo diventati un pò troppo dei ciula e difatti l’Italia è diventato il paese degli obej, obej per quelli che vengono da fuori, mentre qui non abbiamo più nemmeno gli occhi per piangere.

  61. corso46: per cui non se ne esce e quindi bisogna stare attenti a parlare e a muoversi, che magari con un gomito sfiori la tetta di una collega

    Mi piace questa immagine!

  62. Nuovo post!

  63. sgrigna: Hull – QPR che interesse può avere per chi non è tifoso di quelle due squadre?

    perché invece Lazio-Empoli, vorrei proprio farmi due risate

    per me, insieme, fanno gli abbonamenti del QPR, ma mica per altro, è che la serie A fa cacare uguale anche se è piena de neghèr

  64. Pacific e Tagnin, credo stiate dicendo le stesse cose
    e io sono d’accordo con voi al 1000 per 1000

  65. Lotito ha detto una cagata, la bundes non va in fallimento se viene promosso il Magonza o l’Hoffenhaim, lo stesso capita in premier con il Cardiff o il WBA o il Leicester. Piuttosto si preoccupi di fare una Lazio in grado di vincere lo scudetto o l’EL e lo stesso vale per Thohir, Berlusconi, Pallotta, Ferrero, DellaValle, sono loro che devono vendere il prodotto calcio italiano, non il carpi.
    Sacchi, vabbè, basterebbe dire che Bonazzoli e gli altri sono all’Inter da 10 anni e nessun nero gli ha portato via il posto, se sei buono arrivi. Il bello è che poi quando si parla dei problemi della nazionale si cita come esempio il modello tedesco… Con mezza nazionale composta da turchi,polacchi, albanesi… E ganesi…