Tiro Mancini

E chi se l’aspettava?
No, dico, avreste mai scommesso su un ritorno del Mancio di questi tempi, stretti tra la morsa del FPF e il credo thohiriano di proseguire con l’allenatore cui aveva rinnovato la fiducia pochi mesi fa?
Personalmente no, soprattutto per una questione economica, e anche perché non avrei mai creduto che uno come Mancini avrebbe potuto raccogliere una sfida del genere in corsa, con una squadra non sua, senza esterni offensivi, assemblata (più o meno) per un tecnico molto diverso da lui, dentro e fuori dal campo.

Ce lo siamo ritrovati ad Appiano Gentile in una giornata di pioggia violenta, ma come un vero e proprio fulmine a ciel sereno, lui che di cuori nerazzurri ne ha infranti tanti, con quell’Inter malata di pareggite che giocava un gran calcio e tornava a vincere dopo tanti, troppo anni; e poi Ibra, gli scudetti, il record di vittorie, tra una rimonta con la Samp e una disfatta contro il Villareal, fino al vituperato addio che, però, ci accompagnerà verso la storia Inter del Triplete.

Certo, la situazione era giunta al culmine dell’esasperazione: Mazzarri farfugliava davanti alla telecamere, la squadra non ha mai dato l’impressione di essergli contro ma rivelava una debolezza psicologica davvero troppo evidente, che rendeva ogni gol subito una montagna da scalare, spesso a vuoto.
Ecco allora il cambio, repentino, inaspettato, per molti lieto, per altri azzardato, per altri ancora addirittura controproducente.
Il Mancio ha portato da subito l’entusiasmo di chi sa usare le parole giuste, senza vergognarsi di un paraculismo buono e un po’ bauscia (lui, che bauscia non è e sappiamo benissimo perché), e ha cercato di trasmetterlo ai tifosi e ai suoi giocatori, per un calcio più propositivo e, soprattutto, più offensivo.
Avrà sicuramente avuto determinate garanzie, perché non credo che nè lui nè la società vogliano che questo ritrovato matrimonio si concluda tra pochi mesi: è un segnale forte ed è, forse, il vero, definitivo anno zero da cui ripartire una volta per tutte.

Come però ci insegnano Elio e le Storie Tese tra il dire e il fare c’è di mezzo “e il”, e nel derby di domenica sera l’entusiasmo di una settimana di allenamenti ha lasciato spazio a molte delle solite magagne viste nel recente passato, regalando alla splendida cornice di pubblico di San Siro uno spettacolo migliore rispetto a quello degli ultimi, terrificanti confronti tra le milanesi, ma comunque ricco di errori, incluso quello di una designazione arbitrale palesemente inadeguata.

L’Inter di Mancini torna alla linea difensiva a quattro e, dopo un anno e mezzo di 352, Ranocchia e Juan Jesus mostrano imbarazzi non da poco, figli anche di limiti tecnico/tattici personali, mentre i due terzini si confermano a loro agio nella fase offensiva (agevolata dal miglior fraseggio generale a centrocampo), ma molto difettosi in quella difensiva: Dodò concede spesso e volentieri campo a un Rami in serata di grazia, anche per colpa della ectoplasmica serata di Kovacic, schierato esterno sinistro offensivo per un’idea che credo non abbia convinto nessuno.

Buon lavoro, Mister. Con la erre finale, stavolta.

Buon lavoro, Mister. Con la erre finale, stavolta.

Poco male però, perché l’Inter è sembrata più manovriera del solito, più presente sul campo, persino più ordinata, e l’occasione divorata da Icardi dopo un suicidio di Muntari in disimpegno grida ancora vendetta.
I meccanismi però sono ancora quelli della gestione precedente, così come le minchiate difensive: succede quindi che Nagatomo e Ranocchia improvvisano un flash mob mentre il Milan trova lo splendido vantaggio con Menez in modalità Beccalossi.
Un film già visto, con nubi che si addensano minacciose sui pensieri di noi interisti: ed è qui che personalmente ho trovato la notizia più positiva della serata.

L’Inter infatti dopo lo svantaggio non ha rinculato, paralizzata dalla paura e dalle proprie incapacità: lo ha fatto anche con l’aiuto dell’atteggiamento passivo del Milan, certo, ma ha cercato di mantenere l’iniziativa, pur non avendo a disposizione giocatori avvezzi al dialogo e inclini alla verticalizzazione.
Non è un caso che arrivi il gol del tanto bistrattato Obi, autore fin lì, a onor del vero, di una partita insufficiente: è un premio all’atteggiamento complessivo, che ci vede ancora poco incisivi là davanti, ma presenti, vivi.
E se El Shaarawy ci grazia dopo l’ennesima sciagura targata Ranocchia, poco dopo è Icardi è far la barba all’incrocio con una girata di rara bellezza, mentre la fortuna decide di rappacificarsi col nerazzurro su quella conclusione finale di Poli che esce di pochissimo e che sarebbe stata la peggior beffa per il ritorno di Mancini sulla nostra panchina.

Un ritorno che aprirà nuovi orizzonti, ma che ci obbliga ad una nuova iniezione di pazienza: impensabile vedere un’Inter diversa in una manciata di giorni, altrettanto discutibile rivedere Palacio e Kovacic con compiti tattici che ne snaturino oltremodo il ruolo originale, però si è intravista una diversa consapevolezza che dovrà tradursi velocemente in risultati positivi. In vittorie.
Ed è qui che il Mancio deve vincere la sfida: è salito su un carro dalle ruote sgonfie, se non forate, sprovvisto di accessori costosi e finiture di lusso, oltretutto assemblato per un diverso conducente. Dovrà ricompattare il gruppo, sfruttare i pochi punti di forza a sua disposizione, motivare quelli che possono e devono dare di più (Guarin su tutti)e, soprattutto, mettere fine a quella infinita serie di oscenità difensive che spesso ci obbligano a rincorse disperate.

È un lavoro difficile ma affascinante, ed è forse per questo che il Mancio ha deciso di tornare in nerazzurro rimettendo in discussione risultati di assoluta eccellenza.
Una certezza però l’abbiamo ritrovata: scegliendo uno come lui invece del traghettatore di turno, l’Inter dimostra di voler tornare grande in fretta.
Speriamo che l’ormone della crescita con la sciarpetta faccia subito effetto.

About NicolinoBerti

Nasco meritatamente in provincia di Livorno e capisco immediatamente di non voler fare nulla nella vita. Ci sono brillantemente riuscito fino ad ora. Amo l'Inter dal 1987. Walter Samuel mi ha lasciato senza neanche un bacio d'addio. Spalletti è più sopportabile di Mazzarri e Lippi come toscano. Odio il 352.

35 commenti

  1. Rumenigge Shingo Tamai

    Quoto.
    Prima che arrivino ululatori di negri (cit.) a sfogare i loro istinti di persone perbene.

  2. @toninobonacolsi

    Quel che credo io è che il precedente miste può benissimo essere incluso fra gli allenatori (quasi tutti) che non riescono a “cavare il sangue dalle rape”. Perché di questo si tratta, parliamoci chiaro, data la rosa a disposizione. Il Mancio si dovrà inventare qualcosa prima di gennaio quando arriveranno rinforzi che Thòhir (la pronuncia esatta è questa) non gli farà mancare. Potrebbe essere D’Ambrosio la chiave, lasciandolo in uno dei tre davanti nel 4-3-3 tanto caro al Mister? Vedremo. Sarebbe una possibilità tutt’altro che remota, secondo me. Ciao.

  3. “Ranocchia e Juan Jesus mostrano imbarazzi non da poco, figli anche di limiti tecnico/tattici personali”.

    Mancini porrà rimedio a questo, magari recuperando Vidic.

    “i due terzini si confermano a loro agio nella fase offensiva (agevolata dal miglior fraseggio generale a centrocampo), ma molto difettosi in quella difensiva”.

    Mancini insegnerà ai nostri esterni a fare i terzini e a difendere, altrimenti Thohir gliene comprerà almeno uno.

    “anche per colpa della ectoplasmica serata di Kovacic, schierato esterno sinistro offensivo per un’idea che credo non abbia convinto nessuno.”.

    Mancini parlala stessa lingua tecnica di Kovacic; forse questo servirà a non vederlo attaccante esterno, ma soprattutto servirà a trovrgli un ruolo e un po’ di continuità di rendimento dopo due anni di Inter.

    “succede quindi che Nagatomo e Ranocchia improvvisano un flash mob”

    Mancini insegnerà ai nostri giocatori, capitano compreso, a stare con la testa in partita per 90, non per 9 minuti.

    “E se El Shaarawy ci grazia dopo l’ennesima sciagura targata Ranocchia”.

    Mancini sicuramente ridurrà il numero di cazzate individuali che i nostri spesso commettono.

    “Ed è qui che il Mancio deve vincere la sfida: è salito su un carro dalle ruote sgonfie, se non forate, sprovvisto di accessori costosi e finiture di lusso, oltretutto assemblato per un diverso conducente. Dovrà ricompattare il gruppo, sfruttare i pochi punti di forza a sua disposizione, motivare quelli che possono e devono dare di più (Guarin su tutti)e, soprattutto, mettere fine a quella infinita serie di oscenità difensive che spesso ci obbligano a rincorse disperate.”

    Cosa che praticamente Mancini non è stato mai costretto a fare perché ha quasi sempre avuto a che fare con giocatori molto forti, alcuni dei quali fuoriclasse, che ora non ha. E questo senza sapere ancora se e quanto la Società lo aiuterà a Gennaio.

    Speriamo bene.

    Personalmente mi affido all’esperienza di campo e all’intelligenza calcistica di Mancini come ex giocatore, può essere la persona più che l’allenatore, più adatta a far sì che alcuni personaggi chiave di questa squdra rendano finalmente al meglio.

  4. Certo il Mancio si è messo al volante di un bel rottame. Ovvio che possa far poco, ma se penso a quello precedente, che dopo 17 mesi, dico 17 di puttanate, ha presentato una squadra peggiorata. Progressi zero, regressi tanti. Uno che ormai alle conferenze stampa farfugliava solo cazzate. Uno che ha avuto il coraggio di dare la colpa della sconfitta con i ladri della mole ad un ragazzetto di 19 anni. No, con uno così progetti non ne fai. E mi tocca pure leggere su alcuni blog le lagnanze dei nuovi vedovi di Mazzarri.

  5. Ss61: E mi tocca pure leggere su alcuni blog le lagnanze dei nuovi vedovi di Mazzarri.

    Di già??? dopo appena una partita?????

    la gente non ha memoria, forse perché semplicemente non ha cervello

  6. Stasera vado a vedere Sneijder. Gli porto i vostri saluti, a lui e alla moglie.

  7. paolo:
    Stasera vado a vedere Sneijder. Gli porto i vostri saluti, a lui e alla moglie.

    Soprattutto alla moglie.

  8. mattoinh7: Cosa che praticamente Mancini non è stato mai costretto a fare perché ha quasi sempre avuto a che fare con giocatori molto forti, alcuni dei quali fuoriclasse, che ora non ha. E questo senza sapere ancora se e quanto la Società lo aiuterà a Gennaio.

    della serie l’allenatore non conta un cazzo…se non hai giocatori…
    ma, allora aveva ragione Mazzarri???

  9. nino44: della serie l’allenatore non conta un cazzo…se non hai giocatori…
    ma, allora aveva ragione Mazzarri???

    No, è diverso.

    L’unica cosa a cui si deve fare attenzione è che Mancini è un allenatore abituato ad “avere a che fare” con squadre forti con sempre 1-2 giocatori (almeno) di livello superiore in grado di risolvere (in caso) la partita e non dobbiamo dimenticare anche la sua esperienza prima del 2006.

    Questa Inter è una cosa diversa per cui stavolta lo aspetta un lavoro (molto) più difficile.

    A me delle stronzate sull’entusiasmo, la mentalità, l’atteggiamento etc etc etc non frega un cazzo, io voglio vedere la gestione tecnica. Se prima avevamo un allenatore che non giustificava i suoi 3,5 milioni di stipendio adesso ne abbiamo uno che deve giustificare i suoi 4.

    Giocatori come Hernanes, Guarin e Kovacic possono trarre grande beneficio da un allenatore come Mancini, poi spetta a Thohir alzare il livello qualitativo di questa squadra.

  10. dovremmo comprare questo Mbemba, ottimo difensore e due gol rifilati al Galatasaray. Pure Conte , esterno e’ un bel giocatore.
    Sneijder predicava nel deserto. Sempre grande visione di gioco ma gli anni si fanno sentire. Prandelli mi sa che deve cercarsi un lavoro.

  11. Pare che la gente si sia un attimo dimenticata la prima parte della carriera di allenatore di Mancini, quando faceva giocare benissimo la Lazio ed anche noi, che avevamo la pareggite e diversi buchi in rosa (le fasce con Ze Maria e Favalli me le ricordo solo io? Coco capitano me lo ricordo solo io?), ma che con quella squadra avevamo un bel gioco, vincemmo due coppe Italia ed imparammo come prima cosa a non perdere.

    Anzi, considerati i due quarti di finale raggiunti in Champions (il primo anno eliminati da un Milan tecnicamente e psicologicamente superiore, il secondo da una vaccata di Toldo col Villareal), direi che Mancini ha fatto meglio, in proporzione, negli anni in cui ha avuto a disposizione rose incomplete da far crescere rispetto a quando ha avuto campioni dappertutto.

  12. Linus: Pare che la gente si sia un attimo dimenticata la prima parte della carriera di allenatore di Mancini, quando faceva giocare benissimo la Lazio ed anche noi, che avevamo la pareggite e diversi buchi in rosa (le fasce con Ze Maria e Favalli me le ricordo solo io? Coco capitano me lo ricordo solo io?), ma che con quella squadra avevamo un bel gioco, vincemmo due coppe Italia ed imparammo come prima cosa a non perdere.

    Anzi, considerati i due quarti di finale raggiunti in Champions (il primo anno eliminati da un Milan tecnicamente e psicologicamente superiore, il secondo da una vaccata di Toldo col Villareal), direi che Mancini ha fatto meglio, in proporzione, negli anni in cui ha avuto a disposizione rose incomplete da far crescere rispetto a quando ha avuto campioni dappertutto.

    non so, io onestamente dei primi due anni di Mancini ricordo solo incazzature galattiche per essere fuori dai giochi scudetto già a novembre oppure a febbraio – pur partendo per “giocarcelo” lo scudetto – e per le batoste in Champions (Ok le vaccate col Villareal ma era sempre il Villareal, sennò si finisce a riabilitare Mazzarri per ogni vaccata difensiva fatta dai suoi giocatori).
    Magari c’erano buchi in rosa ma buchi c’erano anche quando arrivavamo ad un pelo da scudetto negli anni precedenti

  13. Ed era meglio arrivare ad un pelo dallo scudetto e poi svaccare l’anno dopo, o è stato meglio passare per qualche inevitabile delusione in campionato (campionato in cui la formazione della Juve era mostruosa, altro che Favalli e Zè Maria, per non parlare del piccolo dettaglio che i furti sono stati certificati da sentenza), ma portare a casa dei trofei e costruire qualcosa che negli anni successivi si è rivelato utile come l’aria?

    Nel 2005 eravamo lo zimbello d’Italia ed a giugno abbiamo alzato il primo trofeo dal 1998, con una squadra tutt’altro che completa. Due mesi dopo è dovuto tornare il giudice sportivo dalle vacanze per “punirci” di aver sconfitto la Juve nella finale di Supecoppa. Adesso tutti a sminuire, avrei voluto sentirvi allora…

  14. Linus: Ed era meglio arrivare ad un pelo dallo scudetto e poi svaccare l’anno dopo, o è stato meglio passare per qualche inevitabile delusione in campionato (campionato in cui la formazione della Juve era mostruosa, altro che Favalli e Zè Maria, per non parlare del piccolo dettaglio che i furti sono stati certificati da sentenza), ma portare a casa dei trofei e costruire qualcosa che negli anni successivi si è rivelato utile come l’aria?
    Nel 2005 eravamo lo zimbello d’Italia ed a giugno abbiamo alzato il primo trofeo dal 1998, con una squadra tutt’altro che completa. Due mesi dopo è dovuto tornare il giudice sportivo dalle vacanze per “punirci” di aver sconfitto la Juve nella finale di Supecoppa. Adesso tutti a sminuire, avrei voluto sentirvi allora…

    beh i furti c’erano anche quando arrivavamo a 30 minuti dallo scudetto,no? lo sappiamo tutti che andavano avanti dal 94 almeno.
    Che poi qui non sminuisce nessuno, che ho gioito anche io per Supercoppa e Coppa Italia ma si può avere la libertà di dire che io nel 2004 a novembre ero leggermente incazzato per essere a circa -15 punti dalla Juve, quindi stagione orientata solo al piazzamente Champion’s, quando ad agosto si partiva con l’obbiettivo di almeno giocarsi lo scudo?
    E idem 2005, che a gennaio si era a -12?
    Qui c’è gente imbelvata per essere a -5 punti dal terzo posto (obbiettivo di quest’anno) a novembre, mi pare legittimo pertanto esser stati un po’ alterati allora

  15. Sandrex: Ok le vaccate col Villareal ma era sempre il Villareal, sennò si finisce a riabilitare Mazzarri per ogni vaccata difensiva fatta dai suoi giocatori

    Lo so che c’è gente che per ragioni a me oscure non aspetta altro che riabilitare Mazzarri, ma io ho parlato di UNA vaccata: un’uscita scriteriata di un portiere che non sapeva uscire a 10 dalla fine su una punizione tra l’altro data dall’arbitro dopo aver concesso il vantaggio. Contro una squadra che schierava Riquelme e Sorin e che andò molto vicina a far fuori anche l’Arsenal.

    Poi possiamo anche definire le qualità di Mancini come allenatore per un’uscita sbagliata di Toldo, ma allora dovremmo misurare la qualità di Riquelme come giocatore per un rigore sbagliato al novantesimo di una finale di Champions, e non sono sicuro di dove porti questo ragionamento.

  16. Sandrex: Qui c’è gente imbelvata per essere a -5 punti dal terzo posto (obbiettivo di quest’anno) a novembre, mi pare legittimo pertanto esser stati un po’ alterati allora

    Allora si giocava bene e si cercava di costruire qualcosa, contro avversai molto più forti e che oltretutto rubavano scientificamente. Quest’anno si andava alla deriva in un campionato qualitativamente pessimo, buttando punti in prestazioni impresentabili contro squadre inguardabili senza mai fare nulla per invertire il trend. Se vuoi paragonare le situazioni, liberissimo. La pareggite faceva incazzare anche me, ma non mi ha mai portato a disinteressarmi della squadra. Il vuoto pneumatico tecnico-tattico di un campionato passato a lamentarsi di tutto escluse le cavallette, sì.

  17. Linus: Lo so che c’è gente che per ragioni a me oscure non aspetta altro che riabilitare Mazzarri, ma io ho parlato di UNA vaccata: un’uscita scriteriata di un portiere che non sapeva uscire a 10 dalla fine su una punizione tra l’altro data dall’arbitro dopo aver concesso il vantaggio. Contro una squadra che schierava Riquelme e Sorin e che andò molto vicina a far fuori anche l’Arsenal.

    boh, a parte che sono andato a vedere che il gol lo prendemmo al 58mo e non a 10 dalla fine.
    Comunque apprendo di aver fatto male ad esser stato incazzato come una biscia dopo quella partita perchè avrei dovuto considerare che avevamo fatto tutto più che bene nei 180 minuti e fallimmo per un papera di Toldo; e d’altronde di lì c’era Riquelme e Sorin (..).
    Cosa c’entri questo con le qualità di Mancini boh.. d’altronde che faccia acqua in Europa credo lo abbia dimostrato anche nei 10 anni successivi

  18. a che ora si gioca stasera?
    Che non vorrei perdermi la metà come quella col St Etienne.

  19. @Linus

    Condivido ogni singola lettera e punteggiatura di ogni tuo commento.

    Cuper (che reputo cmq 10 volte superiore a WM) aveva una rosa decisamente superiore in almeno 2/3 elementi rispetto a Mancini, se non altro sotto l’aspetto anagrafico.
    Ma proprio il portare in quella rosa gente come Favalli e Sinisa aveva il significato di dire “dobbiamo metabolizzare un modo nuovo di giocare a memoria” e anche certi elementi, pur vecchi e spremuti possono essere fondamentali a guidare la ciurma.
    Poi il contesto storico: quel Mancini (come Cuper del resto) se la giocava contro almeno 50 giocatori dei 100 più forti al mondo di allora.
    Oggi se in serie A ne giocano 3 dei migliori 100 è tanto.
    Per come si giocava a livello di squadra, era superiore l’Inter Pre calciopoli che la post…..Poi vabbe’ Ibra, Vieira, Maicon, Maxwell e Crespo…….

  20. Sandrex: lo prendemmo al 58mo e non a 10 dalla fine.

    Ricordavo più tardi, colpa mia. Per quello che riguarda le incazzature, per me ci sono due piani: quella a caldo e quella a freddo. Se uno mi dice che ho fatto una stupidaggine mi incazzo, poi magari analizzo meglio e scopro che non ha torto. Se tu dopo otto anni e mezzo sei ancora all’incazzatura al punto che non accetti che sia stata dovuta ad un errore, che l’avversario schierasse una buona squadra, un campione vero ed il capitano dell’Argentina ed andò poi ad un rigore dalla finale di Champions, prego, accomodati. Un’analisi razionale è un’altra cosa, ma come vuoi.

    Poi, oh, magari è vero che la combattività e la mentalità che hanno portato alle prime vittorie avrebbe potuto costruirle chiunque altro. Io non ci credo, e comunque la storia dice che sulla nostra panchina c’era Mancini, non Mazzarri, che quelli che ci avevano provato prima di lui avevano fallito e che questo ci aveva portati ad essere lo zimbello d’Italia, però può darsi.

    Il fatto che Mancini faccia acqua in Europa, poi, è per me successivo al primo biennio all’Inter, quando le eliminazioni furono sempre giustificabili (o vogliamo anche discutere che il Milan all’epoca fosse più forte ed attrezzato di noi?). Finanche col Liverpool, giocammo 90 minuti su 180 in inferiorità ed i nostri attaccanti titolari ebbero occasioni nitide e le sprecarono tutte: Mancini cosa doveva farci? Ma poi, quale sarebbe la spiegazione dei fallimenti in Europa? Che non sa gestire la pressione delle partite dentro-fuori? E allora come mai vince tante coppe nazionali? Quelle non hanno partite dentro-fuori?

    Per me è una via di mezzo tra un complesso ed una fissazione. Che è anche peggio, ma che possiamo farci?

  21. Mi sa che l’errore é mio,convinto che nel 2004 e 2005 partissimo per vincere lo scudetto.
    Ora invece ho capito che partendo dalle macerie precedenti (3′,2′ e 4′ posto nei tre anni precedenti piû semifinali uefa e champions) si cercava di creare un impianto di gioco e di squadra funzionali alle successive vittorie quando avrebbero smesso di rubare

  22. Linus: Ricordavo più tardi, colpa mia. Per quello che riguarda le incazzature, per me ci sono due piani: quella a caldo e quella a freddo. Se uno mi dice che ho fatto una stupidaggine mi incazzo, poi magari analizzo meglio e scopro che non ha torto. Se tu dopo otto anni e mezzo sei ancora all’incazzatura al punto che non accetti che sia stata dovuta ad un errore, che l’avversario schierasse una buona squadra, un campione vero ed il capitano dell’Argentina ed andò poi ad un rigore dalla finale di Champions, prego, accomodati. Un’analisi razionale è un’altra cosa,

    Figurati,ho assorbito pure che il nostro migliore centrocampista abbia passato tutta la partita di ritorno a bisticciare con Sorin per una questione di convocazioni in nazionale, senza che nessuno della squadra o della panchina intervenisse.
    Certo se ci ripenso mi viene in mente l’incazzatura non l’analisi razionale (che comunque non avrei fatto nei tuoi termini)

  23. maigob: Cuper (che reputo cmq 10 volte superiore a WM) aveva una rosa decisamente superiore in almeno 2/3 elementi rispetto a Mancini, se non altro sotto l’aspetto anagrafico.

    Cuper nella seconda metà della stagione 2001-02 aveva Vieri e Ronaldo. Aveva Seedorf e Di Biagio. VIERI E RONALDO. In ogni partita partiva da 1,5-0, in quasi ogni partita aveva l’intera fase difensiva degli avversari letteralmente terrorizzata dalla nostra potenza offensiva. E quando era in difficoltà toglieva Ronaldo perché non copriva, liberando due se non tre uomini dalla sua marcatura.

    Poi aveva anche Gresko, Conceicao e Guglielminpietro (oltre a Sorondo), ma era un altro che cercava di sviluppare il gioco sulle fasce non avendo le ali ed avendo gente devastante in altre zone del campo. Uno che non è mai riuscito a trovare una collocazione in campo a Seedorf.

  24. Sandrex, ti ricordi anche come ci siamo arrivati nel 2004 al quarto posto, con una squadra allo sbando tenuta su da Stankovic e Adriano arrivati a gennaio? Te li ricordi i cori “non vincete mai” e l’atteggiamento accondiscendente di qualunque tifoseria contro di noi? Te lo ricordi il numero di allenatori triturati sulla nostra panchina a partire dal 1998 (Simoni, Lucescu, il ritorno di Hodgson, Lippi, Tardelli, Cuper, Zaccheroni) mentre il nostro simbolo era Recoba, coi suoi colpi magnifici e la sua incostanza da prendere a sganassoni? Te lo ricordi che ogni anno partivamo per vincere tutto e non vincevamo mai niente? Te lo ricordi che il 2004-05 è stato il primo anno in cui abbiamo portato a casa un trofeo dopo sette anni di fregature galattiche e di prese per il culo in giro per l’Italia? O parli tanto per fare polemica?

  25. Certo che me lo ricordo, come sono anche conscio che zimbelli lo eravamo grazie a tutto il complesso mediatico che poi si é visto a chi faceva riferimento.
    Eppure senza ladrate nel periodo 94-06 avremmo potuto avere almeno 3 scudi in più, pur allenati da “quello che giocava con le ali senza averle” e via dicendo.
    E ripeto,scudi in più, non Coppe Italia.
    Perché rimane il mio pensiero che se lottavi per scudo spasmodicamente fino all’ultimo (vista l’astinenza da quel titolo auto ed etero indotta) magari a quel tempo la CI la lasciavi indietro,invece che averla come unico obbiettivo -quando comunque costruito per avere obbiettivi – visto che dallo scudo magari eri tagliato fuori a novembre.
    Ma non vedo questo cosa c’entri col denigrare o sminuire chissá cosa o chissá chi.
    Ho goito per la Coppa Italia 2005,anche se meno della Uefa 98 e probabilmente rispetto a queste due avrei goduto di più per lo scudo 98 o 02.
    Credo sia legittimo senza che ci siano interpretazioni metaletteratir

  26. beh, vincendo lo scudetto 97/98, Simoni non sarebbe mai stato esonerato.
    E in quell’anno, in CL fummo eliminati dal ManU con un gol misteriosamente annullato a Simeone all’andata e un rigore netto non dato su Zamorano al ritorno.

    diciamo che MM avrà commesso molti errori, come tutti, ma in quegli anni era tutto un po’ falsato.

    e cuper è arrivato ad un “polpaccio di abbiati “dalla finale di CL, contro il milan. (il culo di Ancelotti)

  27. Magari ricordo male, ma di belle partite con Cuper ricordo un 3-1 a San Siro con la Roma (doppietta Recoba e Vieri) e il 3-0 a Highbury contro l’Arsenal poco prima di venire cacciato per un rocambolesco pari a Brescia. Per il resto sofferenza da paura, vedi ad esempio il 2-1 in casa col Brescia (doppio Ronaldo, che in un gol prese il palo a porta vuota prima di infilarla dentro…sono quasi morto) o il 3-1 col Piacenza (stessa stagione)…e ricordo un derby vinto grazie a un colpo di coscia di Vieri che fu di bruttezza epocale.
    Col Mancio si giocava effettivamente molto meglio, è incontestabile. E la pareggite si ebbe solo nel primo anno.
    E soprattutto non concordo con il fatto di lasciare indietro la Coppa Italia perché “hai altri obiettivi”. Vincere aiuta a vincere, e con Mancio si era finalmente dato un taglio alle eliminazioni a domicilio per mano del Bari

  28. Nuovo post!

  29. Credo non ci sia alcun dubbio sui meriti del Mancio su quegli anni…riportò una mentalità vincente e ridette dignità ai colori nerazzurri…io ero a Parma nel 2008, così come ero a Roma nel 2002! Della vittoria finale di quello scudetto io sarò eternamente grato a Mancini!

  30. …e sulle due Coppe Italia consecutive, io non ci ho mai sputato sopra!!!

  31. E poi di che cosa stiamo parlando…con noi il Mancio ha vinto 3 scudetti, 2 coppe Italia, 2 supercoppe Italiane che ne fanno, indiscutibilmente, uno degli allenatori più vincenti della nostra storia…

  32. notizia fresca fresca, Marcone Delvecchio vice Mancini

  33. NO!…

  34. e che goduria la supercoppa in casa dei gobbi!