Sosta(nco)

Sembrava una domenica vecchio stampo, di quelle dove un’Inter rimaneggiata riusciva a rialzarsi, a difendere con i denti una vittoria tutto sommato legittima per tornare a respirare dopo gli orrori di Parma.
E invece no, deve sempre esserci l’episodio che ti rovina il weekend, la goccia che fa traboccare il vaso: senza quel tracollo sul finale probabilmente saremmo qui a raccontare di una piccola impresa, uno svantaggio recuperato giocando a calcio, segnando su azione per ben due volte e concedendo relativamente poco in inferiorità numerica.
Ma la situazione è talmente traballante e vulnerabile (come la squadra) che basta perdere i tre punti ed ecco che il baratro si palesa una volta ancora davanti ai nostri occhi, inesorabile.

Thohir riflette con Moratti mentre si vocifera di un nuovo aumento di capitale, ed è indubbio che il tema sia anche quello del Mazzarri sì/Mazzarri no.
Domenica sera le scelte erano obbligate, e si fatica a distinguere tra le idiozie dell’allenatore e quelle dei giocatori in campo, tra disimpegni errati, possesso palla in zone a dir poco pericolose e stupidaggini come quella di Medel sul rigore (la distanza è minima, ma non puoi e non devi tenere le mani in quel modo. Il doppio giallo è solo la conseguenza di un arbitraggio scientifico, quando già la prima ammonizione lasciava molti dubbi a riguardo…).
Se giocando contro il Verona in casa prendi due contropiedi in dieci minuti e agli ospiti basta un lancio lungo per lasciare involare (sic) Toni verso Handanovic, con la difesa schierata che arranca nel tentativo di rimontarlo (poi riuscito, è Vidic a rimediare, salvo poi dimenticarsi lo stesso Toni in occasione del gol), il segnale non può che essere uno solo: insicurezza e cattiva comunicazione. Tra la panchina e i reparti o tra i giocatori stessi, non lo so.

So che Ranocchia e Vidic in una difesa a tre continuano a palesare imbarazzi evidenti, so che ci ritroviamo il capitano a impostare la manovra e a crossare dalla trequarti con quel 47 di piede che si ritrova e una raffinatezza non esattamente esemplare.
E so che Mazzarri insiste nel definire uno schieramento a quattro poco adatto a questi interpreti: va benissimo, lui li allena e li osserva giorno dopo giorno.
Mi permetto di evidenziare come l’inconsistenza difensiva persista e come, ad esempio, uno come Dodò, ormai esterno titolare inamovibile di questo eterno 352, sia propositivo a fasi alterne in fase d’attacco, ma costantemente falloso quando si tratta di difendere.
Lo sapevamo noi, dovrebbe saperlo anche Mazzarri, eppure sia sul primo gol del Verona che, soprattutto, sul 2-2, le responsabilità dell’ex giallorosso sono evidenti: non sa seguire i movimenti altrui, galleggia sempre tra chi imposta e chi riceve, tagliato fuori dalle sovrapposizioni più elementari.

"Lavorando proverò a far tornare grandi Inter e serie A" Erick, io mi fido.

“Lavorando proverò a far tornare grandi Inter e serie A”
Erick, io mi fido.

Mi chiedo quindi se effettivamente una disposizione più elementare non possa sortire effetti migliori, restituendo maggiore equilibrio alla tenuta generale, ma temo sia una domanda retorica che resterà senza risposta.
Un peccato, perché al solito svantaggio avevamo reagito in modo perentorio, pareggiando con una esatta replica dell’azione del gol veronese e ribaltando il risultato grazie a un Palacio tornato in grande spolvero dopo un lungo periodo di rianimazione obbligata.
Gli episodi ci avevano anche sorriso, palo di Kuzmanovic a parte: il rigore parato da Handanovic, la clamorosa traversa di Christodoloupolos, una girata di Toni fuori di un soffio.
E poi la doccia fredda. Freddissima. Glaciale. E apriti cielo.

Tra l’altro in 10 contro 11 avevamo tenuto il campo con discreta dignità, considerando anche le alternative a disposizione. Vidic, il tanto sputtanato Vidic, commette un errore sul gol (in collaborazione con metà difesa, come sempre, ma va di moda considerarlo l’unico responsabile) ma ne sfiora due e, sulle azioni palla a terra, non viene mai saltato.
Capisco che quando sbaglia lui gli altri segnano e la cosa abbia pesante rilevanza, ma un minimo di equilibrio nei giudizi sarebbe gradito.
Fatto sta che con questo 2-2 la chimera del terzo posto segna già un -5 e il Napoli sembra guarito dal male di inizio stagione, grazie anche ad una rosa che garantisce un pontenziale offensivo decisamente superiore al nostro e a quello di tutta la serie A, Juventus e Roma escluse (forse).
Noi restiamo quelli di sempre: agli avversari basta buttare un pallone in area per creare scompiglio, siamo teneri, fragili, possiamo rialzarci una volta ma nulla più.
C’è una costante sensazione di inconcludenza e debolezza, la stessa che porta gente come Ionita e Lazaros a sembrare piccoli, incontenibili geni del calcio, quella che permette al Verona di giocarsi il tutto per tutto con un modulo iperoffensivo per trovare il pareggio.

C’è sicuramente un fattore tecnico da considerare, ma uno psicologico ancora più decisivo sul quale non so come e chi potrebbe lavorare: Mazzarri resta sulla graticola, è sceso in campo anche Moratti, che dopo averlo scelto con convinzione probabilmente lo avrebbe già fatto fuori da tempo, ma le alternative reali continuano a latitare e quella del traghettatore è un’incognita che, forse, non possiamo permetterci.
Certo non possiamo neanche permetterci il disinnamoramento totale dei tifosi.
Una scossa è più che mai necessaria, ora come non mai: non so se la sosta porterà novità (non credo), ma ci consentirà di recuperare i titolari e le alternative più credibili, per un trittico di partite che non possiamo sbagliare.
Fallire significherebbe azzerare il morale di un gruppo già provato e ridurre al lumicino le speranze che Mazzarri nutre di ritrovare punti e fiducia.
Io avrei voglia di cambiare, ma non ho voglia di collassare: che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, per rialzarsi a volte basta cambiare marcia.
Magari basta un derby.

About NicolinoBerti

Nasco meritatamente in provincia di Livorno e capisco immediatamente di non voler fare nulla nella vita. Ci sono brillantemente riuscito fino ad ora. Amo l'Inter dal 1987. Walter Samuel mi ha lasciato senza neanche un bacio d'addio. Spalletti è più sopportabile di Mazzarri e Lippi come toscano. Odio il 352.

74 commenti

  1. NicolinoBerti: un allenatore non adatto a certe realtà e men che meno ad un ambiente unico come quello nerazzurro.

    merdoso, direi… Nicolino, merdoso…non unico…lo stesso ambiente che ha bruciato che so…un tipo come Bergkamp…la Denise (e non solo)…non finirò mai di rinfacciarla sta cosa…emblematica!!! e da allora nulla è cambiato…salvo il fatto che qualche gonzo (indonesiano) ha deciso di smettere di buttare miliardi dalla finestra per far divertire altri gonzi aggratis (piu o meno)

  2. NicolinoBerti:
    A Mazzarri non è successo nulla.

    È semplicemente un allenatore non adatto a certe realtà e men che meno ad un ambiente unico come quello nerazzurro. Soprattutto ora che c’è un nuovo corso.

    Siamo d’accordo… ma mi sembra strano comunque… non mi aspettavo crollasse così, perché di crollo si tratta…

    pensavo non mi sarebbe piaciuto il suo progetto / modo di costruire la squadra di quest’anno, ma non mi aspettavo che non sarebbe neanche ad abbozzare uno straccio di squadra funzionante a questa maniera, questo che propone è il NULLA ASSOLUTO, con l’aggravante che è lampante che non abbia la benché minima idea di come reagire.. boh…

  3. nino44: io invece credo chi i gonzi siano quei tifosi che per diritto divino si aspettano che qualcuno investa miliardi per il loro futile divertimento

    Io credo che faccia parte della categoria dei gonzi chi scrive certe cose pur di prendersela con qualcuno, dopo che per tre anni su queste pagine i più feroci critici nei confronti di Moratti hanno ripetuto allo sfinimento che il problema non erano i soldi, anzi: era la totale incapacità, certificata in modo fin troppo evidente, di gestire l’Inter in modo manageriale invece che come un mecenate.

    nino44: merdoso, direi… Nicolino, merdoso…non unico…

    E rieccoci da capo: tanto torniamo sempre lì.

  4. Linus
    mettila come vuoi…inutile (ri)aprire sterili polemiche
    io sono talmente gonzo da pensare che un ambiente influisce sul rendimento della squadra e conta parecchio,
    sono talmente gonzo da pensare di tifare anche in anni di vacche magre dopo anni di abbuffate…capita nello sport…sono talmente gonzo da non crocifiggere nessuno alla prima giornata di campionato e talmente gonzo da non chiamare nessuno “capitan pappamolla”…potrei continuare, ma non serve…ah…ero talmente gonzo da non chiamare Bergkamp “la Denise”…ero talmente gonzo da difendere quel povero Silvestre sulla fascia sinistra che poi ha passato dieci anni alla corte di Ferguson perchè da noi era una pippa…che faccio, continuo?
    vabbe’…su WM non dico niente perchè, ovviamente, uno che prende i soldi che prende lui può impunemente essere sottoposto ad ogni immaginabile ed inimmaginabile insulto…

  5. Vorrei provare a ragionare un po’. Cerco di fare una cosa che ai più risulterà strana, ma tant’è: mettermi nei panni di Mazzarri.
    Arriva da Napoli, una piazza non facile dove con costanza e con una serie di acquisti anche fortunati mette su una squadrina niente male, che se la gioca circa con tutti. Applica il suo modello di gioco e scopre che quel tipo di calcio anche un po’ difensivo va bene anche nella massima serie. Ovviamente funziona bene perchè la dirigenza imbrocca un trittico d’oro con hamsik, cavani e lavezzi, ma ok.
    Poi Mazzarri viene contattato dall’Inter che sa essere forse la piazza più difficile d’Italia. Lo sappiamo tutti, lo diceva il Trap vent’anni fa e i recenti successi hanno reso la tifoseria anche più esigente di prima.
    Mazzarri arriva ed è subito casino: il cambio dirigenziale a campionato iniziale blocca il mercato che viene fatto a costo 0, la squadra non ha le caratteristiche per giocare il suo tipo di calcio, venti partite senza un rigore per il secondo anno consecutivo sono una completa anomalia statistica, al punto che le anomalie statistiche in genere non sono anomalie casuali. Ci sono giocatori che forse sono raggruppati in un clan (che sia vero o meno lo ignoro) e che decidono molto più del mister, sono 3 anni che la squadra non ne imbrocca una in Italia e in Europa e il FPF genera fantasmi nel futuro.
    Pensava di farcela meglio, ma mette un obiettivo minimo raggiungibile comunque, come l’EL.
    Però il gioco non va, non ha gli interpreti che gli servono e a differenza di Napoli quando la dirigenza gli presenta un giocatore con caratteristiche simili a quelle che richiede lui un Cavani non salta fuori e un Jonathan non assomiglia a un Maicon nemmeno dopo venti minuti di Photoshop cs6. Il pubblico giustamente comincia a rumoreggiare, ma l’anno è di transizione e si sa che il conto comincerà dalla stagione successiva (questa), dopo un mercato fatto cercando profili simili a quelli che gli servono per quelcazzodimodulodimmerda. Non ottiene i giocatori che vuole, ma dei “simili”. Finalmente uno buono e di potenzialità esplode e non dubito che dall’alto comincino a piovere diktat interni per farlo giocare anche in caso di sindrome coreica, perchè bisogna che il suo valore salga al massimo. E come lui anche Icardi, ottima punta ma poco mobile, cosa invece necessaria al gioco mazzarriano.
    I risultati del primo anno non vanno bene, lui che è venuto su dal niente e che ha un mare di esperienza non si è mai trovato in una situazione così e non sa come gestirla. Si attacca a tutto, cerca motivi e scuse anche imbarazzanti a volte, e nel frattempo l’ambiente intorno a lui si fa sempre meno respirabile. Nascono gruppi FB con il preciso intento di metterlo in ridicolo sia quando dice cose ridicole che quando non le dice, il tutto pompato da mass media nazionali che sanno che l’unica grande che possono attaccare impunemente è quella che non possiede nulla a livello informativo e cioè appunto, l’Inter. Mazzarri ci mette del suo con interviste che era meglio non fare, con cose che era meglio non dire. Non che avesse alternative, se non andava a farsi intervistare gli davano del coniglio. La situazione è ormai simile a quella della storiella del vecchio la figlia e l’asino quando boom, ecco che la fa la cosa che mai avrebbe dovuto fare: lascia Zanetti in panchina nel suo ultimo derby. Zanetti, il giocatore di cui ogni interista è fiero fino a gonfiare il petto (anche io) lasciato in panca a non fare nemmeno un minuto in una partita che non avrebbe spostato gli equilibri e giocata in una maniera vergognosa. Lesa maestà, e i tifosi se la legano al dito.
    Dopo quel momento si accorge che stavolta l’ha fatta grossa davvero, che anche solo la comparsa del Capitano sarebbe stata un atto DOVUTO per i tifosi e per lui, il 4.
    Un rapporto mai nato si incrina definitivamente e Mazzarri diventa il primo se non unico colpevole, l’alibi di chiunque. Inutile ricordare che in condizioni difficili un amico sia utile ma un nemico necessario ed eccolo qua e si è messo sull’altare sacrificale da solo con scelte quantomeno discutibili e un atteggiamento completamente inadatto in una piazza come Milano sponda buona.
    Mazzarri d’altro canto non sa proprio che pesci pigliare, i fischi al solo annuncio del suo nome fanno male e se dapprima si incazza poi si deprime. Mazzarri è quello che distrugge la panchina per un gol preso, quello che si toglie la camicia perchè suda come un cammello anche a -3°. Invece questo sta accovacciato al bordo dell’area tecnica, predica calma in ogni momento, quello che sta vedendo sfuggirgli di mano l’occasione della vita per uno come lui, venuto su dal niente e che non è arrivato li nella bambagia come Mancini o che ha potuto sempre fare mercati da fantacalcio, sempre come Mancini. Mazzarri mi pare sempre di più un uomo triste, provato, emotivamente stanco, che ha il limite enorme di non vedere la sottile linea che divide il credere in quello che si fa con il non prendere atto che si sta sbagliando.
    Il tifo gli è addosso in ogni momento, arrivando a punte di disonestà intellettuale altissime (non qui, che sia chiaro, anzi, frequento questo blog perchè in confronto a cosa si legge sui social pare di stare in un salotto vittoriano) a costo di rinfacciargli cose che non ha detto o che erano contestualizzate. A costo di fischiarlo a prescindere PRIMA della partita, barricandosi dietro la comodità dello spettatore che paga e che quando va male “hanno perso e fatto cagare” e che quando va bene “abbiamo vinto e tenuto il risultato”. Perchè un uomo se guadagna così tanto deve sopportare anche l’umiliazione assordante nei giorni pari, che in quelli dispari siamo impegnati a minimizzare i nostri piccoli fallimenti e a insegnare ai nostri figli che non si valutano le persone in base a quello che hanno e comunque che le cose non sono come sembrano, spesso. Anche noi tifosi siamo persone comuni e abbiamo le malattie delle persone comuni, tra cui quella di voler avere ragione a prescindere. D’altronde il nemico serve adesso più che mai e la lesa maestà è una cosa che non si dimentica.
    Francamente non so come Mazzarri riesca a non dimettersi, al posto suo l’avrei già fatto da un pezzo, evidentemente Mazzarri ha molte più palle di me e ho ragione di credere non solo di me.
    A questo punto lo dico, Mazzarri recentemente mi fa un po’ pena. Quel parlare quasi sottovoce nelle interviste, quella rabbia che esplode contro la bottiglietta e quel cercare di parlare ai calciatori predicando calma e in modo quasi arreso mi fa pena.
    Mi piacerebbe vedere una volta, come esperimento una cosa: la curva che si da appuntamento e che lo incita, lo applaude, per vedere se torna ad essere quello incazzato che sbraita, che si toglie la giacca al quinto minuto. Per vedere se questo ha un effetto sui giocatori, che quando lo stadio ti applaude a ogni passaggio poi l’erba diventa leggera e cominci a credere di essere meglio di quello che sei, un po’ come un portiere che dopo una parata insperata diventa una saracinesca per quei 90 minuti e si gasa così tanto che non passerebbero le palle di cannone. Mi piacerebbe vedere SE così facendo qualcosa migliora, e sono abbastanza convinto che in un ambiente del genere lo stesso Mazzarri potrebbe andare davanti alle telecamere sereno e dire qualcosa di intelligente o di non ridicolo, o potrebbe pensare addirittura che sarebbe il caso di provare qualcosa di diverso da quel cazzo di modulo di merda.
    Invece vedo il muro di Mazzarri e quello dei tifosi (mi ci metto anche io) che visto che nessuno vuole spostarsi di un millimetro si stanno scontrando.
    In mezzo l’Inter, con tutto quello che questo conta per ognuno di noi.

    Scusate se sono stato lungo e se mi sono permesso di sognare invece di parlare di soldi e di difesa a 4. Magari non andrà tanto di moda ma ogni tanto a me piace così.
    Ciao.

  6. proximo: proximo

    GRAZIE; mi hai risposto perfettamente. Pure io la penso così. :-) ma solo dopo averti letto.

    PS: aggiungici il “tradimento” (SI – tradimento è la parola giusta) recente di MM, quando ha sbroccato ultimamente in pubblico dopo l’ultimo consiglio d’amministrazione, dicendo che non avrebbe confermato Mazzarri e che adesso se non fa risultati è proprio nei guai…

    Secondo me, al netto di tutto quanto si possa pensare di male di Mazzarri, in quel momento gli sarà proprio salito in gola un certo senso di disgusto per MM e l’ambiente da lui creato (essenzialmente di snob-debosciati messi dove stanno per chissà quali meriti personali/privati, non certo per competenza e meritocrazia)

  7. Non voglio mica che Mazzarri passi dalla parte della povera stellina che tutti ce l’hanno con lui eh, sia chiaro, ma voglio solo fare quell’esercizio che mi hanno insegnato i miei genitori tanti anni fa: “pensa se ci fossi tu”.
    Quando guardo Mazzarri recentemente vedo un uomo che dubita di se stesso, delle sue scelte, che si sente accerchiato da quelli che sperava lo sostenessero.
    E mi viene in mente un verso di Dalla che decantava Senna e diceva “e ho capito che era tutto finto, ho capito che un vincitore vale quanto un vinto”.

  8. iosonointerista

    @ proximo

    ancora un po’ e chiedevo le ferie, per finire di leggerlo … :)

    bella pensata, ma, personalmente, il ragionamento fa acqua da un paio di punti …

    Non ottiene i giocatori che vuole, ma dei “simili”
    […]
    per uno come lui, venuto su dal niente e che non è arrivato li nella bambagia come Mancini o che ha potuto sempre fare mercati da fantacalcio, sempre come Mancini.

    non mi verrai a dire che alla reggina o nelle altre squadrette pre-samp aveva avuto “i giocatori che voleva lui”, spero …

    e quindi uno che ha saputo fare di necessità virtù in situazioni simili come può svaccare avendo elementi con caratura tecnica SICURAMENTE superiori ??? posso capire che al napoli gli fossero andate tutte dritte, ma uno schifo del genere è difficilmente comprensibile, con giocatori disposti ab mentula canis a prescindere dalle loro caratteristiche …

    ecco che la fa la cosa che mai avrebbe dovuto fare: lascia Zanetti in panchina nel suo ultimo derby. Zanetti

    a ognuno la propria opinione, ma questa la considererei AL MASSIMO la goccia che ha fatto traboccare un vaso già strapieno, se non addirittura fesso (nel senso manzoniano del termine), non certo una scelta che ha clamorosamente invertito la tendenza della tifoseria …

    ma, ripeto, IMHO …

    Applica il suo modello di gioco e scopre che quel tipo di calcio anche un po’ difensivo va bene anche nella massima serie. Ovviamente funziona bene perchè la dirigenza imbrocca un trittico d’oro con hamsik, cavani e lavezzi, ma ok.

    dopo sedici mesi in cui ha avuto modo di “raccogliere dati” sui giocatori e non potendo (per ovvie e lampanti ragioni) comprare 12 nuovi elementi che si adattassero perfettamente al “suo” modello di gioco …
    provare qualche alternativa, anche la più scolastica, era troppo complicato ???

    o la parte più difficile era ammettere con sé stesso che il suo “monomodulismo spinto” è talmente arcaico che persino gli pterodattili gli cagherebbero in testa dalla noia ???

    va bene tutto, ma di un allenatore apprezzo la capacità di intuire quando qualcosa non funziona e reagire di conseguenza, ma attualmente il misteh mi pare un pugile che tiene la guardia abbassata prendendo una marea di cazzotti sicuro che, prima o poi, uno di quei pugni vada a vuoto permettendogli di sferrare il colpo da ko …

    bah …

  9. iosonointerista:

    rispondo per punti.

    1- fare di necessità visrtù si potrebbe, ma è più facile in contesti dal valore inferiore (vedi reggina). proprio perchè squadrette se la giocano con squadrette e quindi il livello è molto più basso. La serie A è la Serie A e nell’Inter fare di necessità virtù vuol dire non arrivare a determinati risultati, cosa che in effetti sta succedendo. Traduco: un esterno che non sa difendere nella reggina magari te la cavi, in serie A lo trafiggono tante di quelle volte che compaiono i tag di youporn.

    2- Si, infatti a quel punto nella mia ricostruzione la tifoseria era già abbastanza incazzata con lui. L’ho scritto.

    3- Questa è la parte di colpa che ha lui infatti. Ho scritto anche questo. Nel muro contro muro i muri sono 2. Uno è quello che ha eretto lui e infatti come ho scritto dopo non voglio che Mazzarri passi dalla parte della vittima. Non lo è. La parte dove ho espresso meglio il concetto credo sia nella frase che riporto: ” ha il limite enorme di non vedere la sottile linea che divide il credere in quello che si fa con il non prendere atto che si sta sbagliando.”

  10. Mazzarri ha ancora una piccola chance di ritornare perlomeno tollerato dai tifosi:

    vincere il derby 3-0 come minimo senza se e senza ma.

    se lo vince con il fiato sospeso va bene uguale, ma tutto rimarrà come prima.

    se lo perde credo che si dimetterà.

    finora io ho cercato di mettere nel mazzo non solo lui come capro espiatorio ma un pò tutti, compresi quelli su cui si basano le nostre speranze come Kovacic ed Icardi, più responsabili di gente come Obi o similari che più di quello non possono dare, l’ho difeso da critiche secondo me gratuite che mettono in dubbio la sua professionalità facendolo passare per un cretino integrale, ma uno che guadagna quello che si porta a casa lui in un anno non mi farà mai pena.

    è lo scotto che deve pagare e purtroppo per noi lo pagherà, a meno che avvenga la prima opzione sopra e sia seguita da altri risultati come ad esempio tre vittorie di fila…

    ma l’è dura…

  11. Ovvio che è dura.
    Per me invece quello che guadagna è secondario. Il calcio è un’industria e se uno guadagna tanto non diventa ironman, ma per me resta prima di tutto un uomo. Perchè ragionando con lo stesso metro allora un Vecchi che costa praticamente 0 è legittimato ad andare in B.
    E non dimentico comunque che chiunque sia arrivato a certi livelli, sia esso calciatore o allenatore ha fatto quello che ognuno di noi che stiamo a scrivere sui nostri pc continua a predicare sulle nostre paginette social: ha inseguito il suo sogno con una ferocia senza limiti e ha avuto al fortuna (ci vuole pure quella) di arrivare.

  12. iosonointerista

    @ proximo

    oddio, il punto 1 si interlaccia fortissimamente con il 3 … se, come dici anche tu un certo giocatore in un determinato ruolo non rende al meglio, le scelte sono 2: o cambi il giocatore o gli cambi il ruolo (modificando il gioco/modulo/disposizione in campo in funzione delle capacità che lui e altri possono mostrare)

    posto che l’opzione “a” (cambiare il giocatore) non è stata possibile, oppure che il sostituto è risultata una copia più o meno fedele dell’originale, cosa si fa … si insiste ???

    yuto a dx ha fatto STORICAMENTE cagare … e lui continua a metterlo a dx ???
    kovacic ha una propensione a verticalizzare … perchè le punte non cercano la profondità, costringendolo a tener palla con n-mila dribbling con l’unico risultato di perder palla in zone del campo decisamente poco consone ???
    ha un bonazzoli ed un camara in panca con in campo un palacio spompato e nessun esterno destro (degno di questo nome) … perchè va a mettere la punta sulla destra e sostituisce palacio con l’esterno quasi nel recupero ???
    ha esterni veloci, ma poco propensi alla fase difensiva … perchè gli tocca andare a prendersi la palla nella propria metà campo causa uno sterilissimo ed irritante possesso palla, lasciando tutto il tempo alle difese avversarie di rischierarsi al meglio ???

    ora, hai voglia di definire cose del genere un “non vedere la SOTTILE linea” …

    qui o l’omino c’ha un paraocchi che manco varenne, oppure quella linea NON VUOLE vederla a costo di rifugiarsi in una dimensione parallela a lui totalmente favorevole … (chissà, magari quello che fa le interviste nel post-partita è il suo gemello dell’altra dimensione, nella quale l’inter ha EFFETTIVAMENTE giocato nel modo che lui descrive …)

    per quanto riguarda il punto 2, ribadisco la differenza tra i nostri punti di vista: da come l’ho interpretata io, la tua immagine è quella di una tifoseria a quel punto non proprio amichevole ma (a parte gli eccessi sui social, che sono più ondivaghi dell’umore delle donne in pms) nonostante tutto ancora “composta” a cui l’esclusione di sanetti nel derby ha dato la stura per l’esplosione della contestazione “di punto in bianco” …

    opinione verosimile e accettabile, niente da dire …

    io (di mio) ricordo una tifoseria già parecchio amareggiata e agitata di suo più per la pochezza del gioco e dei risultati (specialmente nel derby, ma non limitatamente a quello) a cui l’assenza del capitano ha certamente dato una motivazione in più per contestare, ma che non riesco a vedere come un catalizzatore dell’ostilità verso il misteh …

    non nego che la mia opinione su mazzarri possa influenzare (e non di poco) il mio punto di vista, eppure non credo di allontanarmi molto dalla realtà …

  13. proximo: ha inseguito il suo sogno con una ferocia senza limiti e ha avuto al fortuna (ci vuole pure quella) di arrivare.

    è qui che non capisco perché stia mollando di testa…

    proprio al culmine del sogno…

    e si che lo scorso anno poteva essere ostaggio di un sacco di cose (gli argentini, MM, ecc ecc) ma questo era il SUO anno, e ha praticamente rinunciato a giocarsela….

    Boh, per me in Mazzarri si è rotto qualcosa lo scorso anno, quando la sequenza di buoni risultati (con gioco molto spartani, ma eravamo fra i primi in classifica) ha lasciato il posto alla consueta crisi e a tutto quello che è seguito.

    Quest’anno non doveva esserci, su quella panca, e alla prima difficoltà ha sbracato, senza neanche partire dal via, subito prima di iniziare.. pur con il massimo supporto sui media che un allenatore recente abbia ricevuto dalla società…

  14. iosonointerista:
    @ proximo

    qui o l’omino c’ha un paraocchi che manco varenne, oppure quella linea NON VUOLE vederla a costo di rifugiarsi in una dimensione parallela a lui totalmente favorevole … (chissà, magari quello che fa le interviste nel post-partita è il suo gemello dell’altra dimensione, nella quale l’inter ha EFFETTIVAMENTE giocato nel modo che lui descrive …)

    Bingo. In modo molto elegante ma ho scritto che secondo me Mazzarri si sta scollando dalla realtà.

    Al punto 1 intendo dire che nella Reggina se pareggi hai fatto un punto, nell’Inter ne hai persi 2, quindi se metti un esterno che non sa coprire pur di giocare con quel modulodimerda è probabile che le conseguenze siano peggiori. Poi è logico che i punti si interlaccino, se non si interlacciassero avrei scritto cose incoerenti.

    Al punto 2 la vediamo molto più simile: adesso non sto a riscrivere o a copiaincollare ma l’ambiente già a fine stagione (il derby era alla fine) aveva inventato l’hashtag Mazzarrivattene. Quello è stato il colpo di grazia.

    E comunque non è che se continuiamo a ripetere le colpe di Mazzarri (che ci sono, ho come l’impressione di averlo già scritto) queste si moltiplicano e fanno scomparire quelle degli altri, dalla dirigenza, alla tifoseria, ai giocatori, ai giornalai per i quali i gonzi sono stellari ma sfigati e noi siamo in crisi perenne.

  15. proximo

    con i soldi volevo significare che Mazzarri è un uomo di successo comunque gli vada all’Inter e quindi non mi fa pena.

    non saprei dire se lui se lo sia meritato più di altri perchè si va in un campo molto aleatorio per cui lascio stare, fatto sta che lui è lì e gli altri no e se anche pensava che il meglio deve ancora venire mi sa che si dovrà accontentare.

    di nuovo purtroppo per noi…

  16. Forse, azzardo, gli hanno chiesto, e lui ha promesso, cose che non sono per niente alla sua portata, e ora se ne rende conto e lo vedono tutti ed è in bambola

    Gli hanno detto che lo confermavano però che non facesse il Mazzarri e che anzi crescesse, che cambiasse, in linea con il progetto

    tipo moduli più moderni, che conosce ma non sa far applicare e che NON VUOLE applicare (SI, li conosce, tranquilli, li conosceva anche Strama e anche il mio amico che sta prendendo il patentino a Coverciano)

    tipo giovani che giocano a prescindere, anche se non hanno le caratteristiche esatte che vorrebbe nei rispettivi ruoli (Icardi statico, Kovacic non previsto)

    Cose del genere, che alla fine ne hanno paralizzato l’azione…. perché a me sembra principalmente un problema di testa, il suo…. di lucidità

    perché tecnicamente 11 facoceri in campo in maniera logica li sa schierare anche un allenatore delle giovanili, è che ottusamente si è rifugiato nelle sue certezze (3-5-2) senza rendersi conto che sono le zavorre mentali che lo hanno portato a fondo

  17. Fabio1971: è qui che non capisco perché stia mollando di testa…

    proprio al culmine del sogno…

    e si che lo scorso anno poteva essere ostaggio di un sacco di cose (gli argentini, MM, ecc ecc) ma questo era il SUO anno, e ha praticamente rinunciato a giocarsela….

    Boh, per me in Mazzarri si è rotto qualcosa lo scorso anno, quando la sequenza di buoni risultati (con gioco molto spartani, ma eravamo fra i primi in classifica) ha lasciato il posto alla consueta crisi e a tutto quello che è seguito.

    Quest’anno non doveva esserci, su quella panca, e alla prima difficoltà ha sbracato, senza neanche partire dal via, subito prima di iniziare.. pur con il massimo supporto sui media che un allenatore recente abbia ricevuto dalla società…

    Non lo so Fabio. Il calcio mi è sempre piaciuto, come calciatore facevo cagare e quindi anni fa ho fatto l’arbitro per anni e poi il corso per il patentino di allenatore dei dilettanti. Non ho praticamente mai esercitato perchè poi ho iniziato a lavorare ma nel frattempo ho scritto per un giornale locale come collaboratore e seguivo una squadra di promozione quando potevo. Non ho moltissime esperienze, ma sono stato per parecchio tempo a contatto con persone che ancora fanno parte di quell’ambiente. E ti posso garantire che se anche avessi continuato e per qualche motivo avessi avuto la possibilità di arrivare nel calcio professionistico non allenerei mai una squadra che ha intorno un ambiente così. Quella di qualche anno fa si (graziealcazzo.com), ma questa no. Piuttosto che prendere 3,5 milioni l’anno in cambio del fegato ne prendo 1 e vado ad allenare il Chievo.

  18. Mazzarri ha provato a fare il suo calcio l’anno scorso, quando nessuno gli ha chiesto niente e dopo l’anno disastroso di Stramaccioni andava bene tutto o quasi. All’inizio si andava, a mio parere, bene. Poi però non è riuscito a far crescere la squadra, galleggiando sulla mediocrità per tutta la stagione.
    Quest’anno Thohir gli ha chiesto qualcosa di più, evidentemente gli ha chiesto oltre ai risultati anche un gioco più offensivo, perché probabilmente agli occhi di Thohir è impossibile che un allenatore esperto come lui non sia in grado di proporre qualcosa di meglio dello schifo visto l’anno scorso.
    Adesso Mazzarri si è incartato su se stesso, ha cercato di impostare la squadra su un tipo di gioco che non conosce, si è sbilanciato sulla difesa a 4 ma non ha il coraggio di cambiare, non vuole tornare a fare difesa e contropiede perché vorrebbe dire ammettere di non saper fare altro e probabilmente non ha neanche gli uomini per farlo.
    Spero per noi che in queste due settimane riesca a trovare il bandolo della matassa, magari recuperando Hernanes, Osvaldo, Guarin e Palacio, è nell’interesse economico e sportivo di tutti che Mazzarri riesca a finire in modo decente la stagione. Però a fine anno si cambi pagina.

  19. Beh dal punto di vista prettamente numerico noi facciamo un calcio piuttosto offensivo (non nel senso che tiriamo spesso, ma che non facciamo assolutamente difesa e contropiede). Siamo terzi nel possesso palla e secondi come dominio territoriale stando ai dati della lega, ma non tiriamo pressochè mai. Questo significa che teniamo tantissimo la palla e che la teniamo molto spesso nella metà campo avversaria.
    Ma non sappiamo cosa farcene. 😀

  20. Ma non aveva rinnovato?

    Jerry:
    Il rigore fa capire anche il limite caratteriale di squadra e allenatore

    Tutti subiscono passivamente qualsiasi episodio

    Aggiungo che cap pappa molla(dai tempi di spillo non abbiamo un cap cazzuto) a giugno 2015 va via a zero

    L’ultimo monsone colpisca in fretta l’area tecnica

  21. Buondì zozzoni, nuovo post!

  22. ZeMario:
    Ma non aveva rinnovato?

    http://www.fabbricainter.com/2014/11/07/ingaggi-scadenza-contratti-e-agenti-calciatori-inter-2014-2015/

    anche perchè sul sito non c’è traccia di rinnovo, e il sito ora funziona, prima era bulgaro(bauscia cit)

    Proximo

    mazzarri è un dilettante, nel senso proprio della parola, pensava che con 4 frottole(50 punti coi regazzini, record di calci d’angolo ecc.) avrebbe gestito un ambiente umorale a livello del real madrid, dove gli allenatori si cacciano anche se hanno vinto uno scudo(cit.)

    per lui l’Inter è una tappa per fare carriera, ma carriera a modo suo, cioè arrivando ad obiettivi il problema è quali obiettivi, da Noi centroclassifica non è obiettivo ma a malapena minimo sindacale, che in squadra abbia seghe o campioni, l’ambizione all’Inter è e sarà sempre alta, ora lui è confuso e millemila cazzi e mazzi ma prende uno stipendio da Inter, si tiri fuori con le proprie mani o dia le dimissioni, tanto da buon democristiano in questi due anni non si è inamicato nessuno tra arbitri e dirigenti(anche di altre società) quindi una piazza dove ci sputerà addosso la troverà nel futuro

    Nino

    ma un capitano che in 11 giornate vede assegnarsi contro rigori ed espulsioni e il massimo che fa è fare spallucce nonostante abbia messo al centro del suo rinnovo proprio la fascia di capitano tu come lo chiami?, e lo dico prima per favore non facciamo paragoni che il vero cap della grande Inter 2.0 non portava il gagliardetto ma giocava campionati interi con la spina calcarea nel tallone, eppure i soliti 1000 frustrati che lo fischiavano su un passaggio c’erano sempre

  23. iosonointerista

    Jerry: ma un capitano che in 11 giornate vede assegnarsi contro rigori ed espulsioni e il massimo che fa è fare spallucce

    beh, riflette appieno lo stato d’animo della squadra: rassegnazione e tacita accettazione di quello che avviene in campo …

    ma la faccenda della fascia è stata solo un pretesto per non farlo andare dai gobbi … si è sempre saputo che caratterialmente non è/era lui quello su cui far gravare il peso emotivo della squadra …

    un vidic con licenza di prendere a pugni i compagni in spogliatoio, invece, si …