Pazzo Milan

Io ve lo dico, sta cosa qui mi destabilizza tantissimo, mina tutte le mie certezze.
Che diavolo sta succedendo al Milan? (Diavolo-Milan…eh?)
Ma non eravamo noi quelli delle situazioni impensabili? Quelli del “succede solo all’Inter”?
Cioè questi in pochi mesi son passati dal raccattare i nostri scarti a parametro zero all’imitazione. Però, cari cugini, devo dirvelo, noi non siamo più così. Ok ok, anche noi abbiamo i nostri problemi, a volte il marciapiede torna a ruggire, però siamo sulla buona strada, dai.
E poi saremo sempre terribilmente più belli di voi, figuriamoci col gessato nerazzurro che si prospetta per la prossima stagione.

Con quella faccia un po' così.

Con quella faccia un po’ così.

Capitolo 1: Prima un addio, poi due AD.
Vi ricordate della grande famiglia Milan? I fiori, gli audaci sorrisi e gli amori che fanno giri immensi e poi ritornano? Non è rimasto più nulla. Ora volano i coltelli. Lady B ormai viaggia abitualmente con una Derringer infilata nella giarrettiera.
Sì, ma cos’è successo? È successo che Barbara vuole prendersi il giocattolo di famiglia, ma deve prima liberarsi dell’ingombrate figura del geometra. Facile a dirsi.
La figlia di mister B ci prova, redige un comunicato dove chiede un cambio di rotta, non nomina Galliani, non c’è alcun bisogno di farlo. L’ex antennista fiuta il pericolo ma la vecchia volpe sa che il Milan non può permettersi di pagare la sua buonuscita, e poi lui sa troppe cose. Il Gallo resta quindi al suo posto, dando vita a quello che potremmo definire come “La guerra dei Roses” in chiave sportiva. Con i tifosi che stanno a guardare.

Il nuovo assetto organizzativo della società prevede sostanzialmente la suddivisione delle funzioni/direzioni aziendali in due aree, I) la prima attinente l’attività tecnico-sportiva che continua a rispondere ad Adriano Galliani quale Vice Presidente Vicario e amministratore delegato, II) la seconda, che comprende tutte le funzioni/direzioni aziendali non riconducibili alla prima, che risponde al nuovo vice presidente e amministratore delegato Barbara Berlusconi.”
CDA Milan, dicembre 2013

Un AD per domarlo,
un AD per schernirlo
e nel buio incatenarlo.

Capitolo 2: Meno allegria e più scienza.
Galliani supporta Allegri, Barbara non lo sopporta affatto. Tira di qua e tira di là il nuovo AD, dopo la débâcle contro il Sassuolo, chiede e ottiene l’esonero del tecnico toscano.
E il sostituto? Inzaghi, dice il Gallo. Seedorf, risponde Barbie.
Appena udito quel nome a Galliani ricrescono istantaneamente i capelli e lui per il nervoso se li strappa. Ma stavolta vince Barbara. Uno a zero.
L’olandese arriva in Italia ed è proprio durante le 12 ore di volo che “Il Professore” si laurea grande allenatore. Nemmeno il tempo di appendere le ciabatte, pardon, le scarpe al chiodo che “le tavole della legge della storia del Milan” (Suma Cit.) si arricchiscono dei comandamenti clarenziani.

Capitolo 3: Uno spogliatoio umanistico.
Seedorf arriva e porta toda joia toda beleza, certo, non tutti gli elementi della rosa gradiscono, forse quelli più vicini al volpone di Monza. A mezzo stampa iniziano a trapelare storie sconvolgenti a tratti allucinanti: il Prof non permetterebbe il confronto fra i giocatori, riunioni dallo psicologo, allenamenti spezzettati per via delle interminabili spiegazioni del logorroico mister olandese e addirittura -si vocifera- esecuzione sanguinaria dello schiaffo del soldato prima di ogni allenamento.
E tutto questo viene riportato dai giornalisti “di famiglia”. Strano no? No.
Galliani uno-Barbara uno.
Sì, ma in tutto questo, Silvio, che fa? I servizi sociali e la campagna elettorale.

Capitolo 4: La conferma alla teoria del piano inclinato.
Un anno di stravolgimenti per i tifosi rossoneri: i diavoli lasciano la storica sede di Via Turati e, come voluto dall’AD numero 2, si trasferiscono nella nuova sede di via Rossi.
Ma non è finita qui, pare imminente il restyling del logo: un’arancia. Un’arancia rossonera sbucciata. Tutto è affidato alle sapienza di Fabio Novembre, al quale va tutta la nostra gratitudine.
Via la sede storica, via il logo storico. Poveri amici rossoneri, in fondo gli si vuole bene. In fondo.

"Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla è impossibile." Chissà se vale anche con l'arancia.

“Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l’inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla è impossibile.” Chissà se vale anche con l’arancia rossonera.

Capitolo 5: Troppa teoria, largo alla pratica.
Nonostante tutto, il buon Clarence fa quel che può, ma non basta. Il campionato finisce, ma non succede nulla, ci sono le elezioni europee di mezzo: metti che il “popolo dell’hashtag” ci rimanga male?
Infatti il giorno dopo le elezioni, il Professore viene allontanato dalla cattedra, al suo posto il praticante Inzaghi.
Pippo Inzaghi? Inzaghi quell’Inzaghi che Galliani avrebbe subito al posto di Allegri? Quell’Inzaghi.
Il Gallo 2 – Barbie 1. Il Gallo vince sempre.
Che poi, ora che ci penso, prendono un giovane e vincente allenatore delle giovanili. Dove l’ho già vista questa? Sti copioni.

Ma soprattutto, Silvestre ve lo tenete, vero?

About Python

Sono il direttore artistico di Bauscia Cafè. Clandestino nella matrioska e astioso quanto basta. Quando parlo di Tango mi riferisco solo al pallone, del mio primo allenamento ricordo solo il rumore dei calci negli stinchi.