Parma – Inter 0-2 Il culo ritrovato, la testa ancora no

Marcatori: 3′ st Rolando, 44′ st Guarin

PARMA: 83 Mirante; 2 Cassani, 6 Lucarelli, 29 Paletta, 3 Molinaro (18′ st Schelotto, 28′ st Amauri); 5 Gargano, 32 Marchionni, 16 Parolo; 7 Biabiany, 17 Palladino (5′ st Felipe), 99 Cassano

INTER: 1‎ Handanovic; 14 Campagnaro, 25 Samuel, 35 Rolando; 33 D’Ambrosio (14′ st Zanetti), 88 Hernanes (43′ st Guarin), 19 Cambiasso, 10 Kovacic, 55 Nagatomo; 8 Palacio, 9 Icardi (36′ st Botta)

Ammoniti: 6′ Samuel, 20′ Paletta, 2′ st Lucarelli, 34′ st Rolando, 40′ st Hernanes. Espulsi: 1′ st Paletta.

Primo Tempo

L’atteggiamento tattico del primo tempo potrebbe aprire interminabili discussioni tra chi dice che è nato prima l’uovo e chi afferma al contrario che prima è nata la gallina. Da una parte Donadoni con un collaudato 433 lascia in difesa Paletta e Lucarelli all’uno contro uno con Palacio e Icardi, Cassani, Molinaro e Marchionni sono così liberi da compiti difensivi e possono attaccare con continuità; dall’altra Mazzarri e il 352 con D’ambrosio e Nagatomo in marcatura sui due attaccanti esterni, Samuel su Cassano e Rolando e Campagnaro attenti agli inserimenti dei centrocampisti o a raddoppiare la marcatura su Biabiany e Palladino. La conseguenza è una grande libertà per i laterali gialloblu sui quali devono scalare Hernanes e Kovacic e una linea difensiva nerazzurra che si abbassa molto, difficili così anche le ripartenze e il possesso palla perchè gli esterni, più impegnati a difendere che ad attaccare, non allargano il campo e quando lo fanno arrivano con la difesa del Parma già schierata.

Braccino corto di Mazzarri o Campagnaro, Samuel e Rolando sarebbero andati in difficoltà contro la velocità di Biabiany e Palladino? Con la difesa a 4 avremmo evitato questi problemi? Domande a cui ognuno darà risposte diverse.

I primi 15 minuti vedono una leggera supremazia del Parma che va pericolosamente al tiro 2 volte con Cassano: il primo tentativo è con un colpo di testa su azione di calcio d’angolo respinto con un gran colpo di reni da Handanovic, il secondo un tiro di sinistro da dentro l’area finito largo sul primo palo. L’Inter prende meglio le misure agli avversari e inizia a mettere piede dalle parti di Mirante: ci provano Icardi con un colpo di testa su calcio d’angolo che finisce a fil di palo, poi Palacio con un tiro al volo da dentro l’area respinto dal portiere emiliano in angolo e infine Cambiasso con un altro tiro al volo dal limite dell’area su una corta respinta dei difensori avversari, stavolta Mirante è bravo a bloccare il pallone. Gran finale di tempo con Handanovic che para il rigore a Cassano fischiato per un fallo di Samuel su Parolo e Mirante che di tacco respinge in angolo un pallone calciato da Cambiasso sul palo.

Secondo tempo

Lo stupido fallo di Paletta su Palacio in apertura di ripresa è l’episodio decisivo della partita: il difensore viene giustamente espulso e dalla punizione arriva il gol del vantaggio nerazzurro; il cross preciso di Hernanes sul secondo palo è insaccato con facilità da Rolando lasciato in assoluta solitudine dalla difesa gialloblu. Si va a creare quella che dovrebbe essere la situazione perfetta per una squadra di Mazzarri, in vantaggio e in superiorità numerica ci si aspetta che i nerazzurri chiudano velocemente la partita in contropiede. Assistiamo invece a 6-7 clamorosi errori in fase di impostazione che avrebbero potuto dare vita a contropiedi efficaci e che invece si sono persi per un controllo sbagliato o un passaggio troppo lungo. Difficile credere che gli errori siano dovuti a uno scarso livello tecnico o alla stanchezza, viene da pensare che il problema sia di testa, giocatori che ancora sentono troppo la pressione e non giocano liberi. Il Parma in inferiorità numerica passa al 3-5-1 con Cassano unica punta e continua a essere pericoloso nonostante Handanovic risulti per lo più inoperoso.

Detto dell’espulsione e del gol del vantaggio di Rolando la ripresa vede l’Inter disporsi pericolosamente molto bassa a fare densità davanti alla propria porta con pochissimo pressing viste le scarse doti da incontrista di Kovacic (comunque molto attento per tutti i 90 minuti in fase difensiva), Hernanes, D’Ambrosio e Nagatomo. La pressione del Parma è buona e la migliore occasione arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Lucarelli che svetta di testa e colpisce la traversa. I nerazzurri provano come detto a fare male in contropiede ma sbagliano troppo facendo crescere la fiducia dei gialloblu che oramai non hanno più niente da perdere. Mazzarri è attento e inserisce Zanetti al posto di D’Ambrosio per bloccare Biabiany spostatosi a sinistra dopo l’ingresso di Schelotto, l’ingresso del capitano e la stanchezza dei padroni di casa ridanno all’Inter la possibilità di controllare la partita e di non soffrire più in difesa. Il raddoppio comunque non arriva fino all’ingresso di Guarin che al primo pallone che tocca trafigge Mirante con un bel tiro dai 20 metri. Finisce così 0-2 ma stavolta non è scudetto.

The boss: Rock'n Rolando

The boss: Rock’n Rolando

Il mister

C’è poco da aggiungere rispetto a quanto visto nelle ultime giornate, è solo cambiato un po’ il vento che in una squadra con così tante fragilità può facilmente indirizzare la partita in un senso o nell’altro. Di nuovo si è visto che Mazzarri ha lavorato su Kovacic, mai così attento nei ripiegamenti difensivi con almeno 2 chiusure decisive, anche se per il giovane croato manca ancora la giocata decisiva negli ultimi 20 metri. Hernanes, pur in quella che sembra essere una giornata negativa, è autore dell’assist decisivo (il 4° in 11 partite secondo whoscored) e di quasi tutte le giocate che hanno creato superiorità numerica nella metà campo avversaria. Palacio e Icardi sono rimasti invece abbastanza avulsi dal gioco, poco serviti nel primo tempo per uno schieramento troppo difensivo e serviti malamente nella ripresa quando si sono creati gli spazi per il contropiede. Mazzarri deve continuare a lavorare su tattica e mentalità, qualcosa rispetto all’anno scorso è comunque stato fatto, spesso sull’orlo del precipizio la squadra si è comunque ripresa, tanto è ancora da fare per raggiungere l’obiettivo di tornare a essere tra le prime 10 d’Europa.

Mancano oramai le ultime 4 partite alla fine del campionato e sembra che alla fine si riuscirà a raggiungere quel quinto posto che era l’obiettivo minimo a inizio stagione, questa sarà anche la prima stagione dal 2010 in cui si è invertita la rotta tornando a crescere. Un attaccante, un centrocampista e un esterno potrebbero bastare per lottare dall’anno prossimo per il terzo posto, a patto di non sbagliare acquisti. Ausilio siamo nelle tue mani.

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.