Inter – Atalanta 1-2: bocciati!

INTER: 1 Handanovic; 14 Campagnaro (37′ st Kovacic), 23 Ranocchia, 35 Rolando; 2 Jonathan, 13 Guarin, 19 Cambiasso (15′ st Alvarez), 88 Hernanes, 33 D’Ambrosio (26′ st Nagatomo); 8 Palacio, 9 Icardi

ATALANTA: 47 Consigli; 93 Nica (30′ st Raimondi), 2 Stendardo, 33 Yepes, 27 Del Grosso; 20 Estigarribia, 21 Cigarini (40′ st Baselli), 17 Carmona, 10 Bonaventura; 11 Moralez (38′ Brienza); 19 Denis

Marcatori: 35′ e 45′ st Bonaventura, 36′ Icardi

Pali e traverse: siano maledetti

Bocciati perché ancora una volta abbiamo avuto la possibilità di fare il salto di qualità, di “diventare adulti”, invece abbiamo fatto una capriola e ci siamo ritrovati con la testa in un covone di palta (esisterà un covone di palta? Non lo so, ma sempre meglio di dire “una montagna di merda”).
Dopo una partita come questa, con 4 legni colpiti e diverse occasioni, o si derùbrica la sconfitta sotto la voce “jella scarogna di tutti i colori” e andrebbe benissimo così, oppure si prova a ragionare sul fatto che, è vero che siamo stati sfigati, però possibile che siamo sempre noi quelli sfigati? Anche perché, quel tipo che diceva “la fortuna aiuta gli audaci”, secondo me non era coglione del tutto. Ma procediamo con calma…

Il primo tempo è movimentato come uno di quei noiosissimi film francesi, con due lampi: quello di Bonaventura e quello di Icardi. Al 7′ Stendardo si rende pericoloso con un tiro da fuori area ma Handanovic è bravo a respingere, al 17′ viene colpito il primo legno del pomeriggio con Denis di testa. Passano quattro minuti e Guarin inventa un bel filtrante per Icardi che però perde l’attimo sia per tirare sia per scaricare su Palacio e Consigli sventa la minaccia.
Al 35′, con l’Inter sbilanciata in avanti, Campagnaro sbaglia un passaggio di testa innescando il fulmineo contropiede atalantino con Moralez che scarica su Bonaventura che piazza la minella con Samir immobile. Da notare che sul contropiede a rientrare siano stati solo Hernanes, Campagnaro e Jonathan, con Rolando e Ranocchia che entrano in area quando la palla ha già gonfiato la rete.

"TIM Serie Positiva Interrotta"

“TIM Serie Positiva Interrotta”

Fortunatamente passa solo un minuto e Icardi, imbeccato da Guarín, scherza con Yepes e batte Consigli per l’1-1 che ci consente di andare negli spogliatoi consapevoli di dover cambiare marcia. E così pare: all’ottavo minuto il Guaro scarica la bomba sulla traversa, inaugurando così la sequela di pali che colpiremo nel secondo tempo. Passano infatti una manciata di minuti e Palacio, con la trenza, colpisce il palo alla destra di Consigli. E due.

La partita si trascina in maniera altalenante, qualche folata offensiva senza però lasciar intravedere chissà quale trama di gioco e con l’Atalanta che si accontenta di fare il suo compitino. L’ingresso di Àlvarez in luogo di un Cambiasso giù di tono non sortisce gli effetti sperati dal mister, così come Nagatomo, entrato al posto di D’Ambrosio, non riesce a spingere come si deve.

Al 42′ Jonathan, che senza Albertazzi davanti patisce -e non poco- la verve di Bonaventura, compie il miracolo salvando sulla linea di porta il tiro di Brienza (entrato -per fortuna- al posto di Moralez nel primo tempo). Un minuto più tardi ancora protagonista Johnny che ciondolando più che mai supera i difensori bergamaschi e a tu per tu con Consigli lo supera con un pallonetto che però va a stamparsi sulla traversa (e tre), sulla ribattuta è pronto Icardi ma viene contrastato e la palla sbatte ancora sul palo. Poker.

La beffa si compie -naturalmente- all’ultimo minuto, quando sugli sviluppi di un calcio di punizione Jack Mortaccisua Bonaventura sbuca alle spalle di tutti i difensori e la piazza fra le gambe di Handanović.

E quindi bocciati.
È vero che gli episodi non ci hanno sorriso e che quattro legni son tanti, ma è vero anche che pure loro con Denis hanno colpito la traversa e hanno perso Moralez, l’uomo più pericoloso. Così come, sempre loro, si son visti salvare un gol praticamente fatto sulla linea di porta.
E quindi mi incazzo. Mi incazzo perché abbiamo regalato un tempo all’Atalanta che prima di questa partita, fuori casa, aveva segnato solo 9 reti e portato a casa 8 punti.

È una sconfitta che mi infastidisce come tutti i punti persi contro Cagliari, Chievo, Genoa e compagnia bella. Tutte squadre inferiori che son venute a San Siro senza essere impaurite. È questa la grande sconfitta, non facciamo paura e forse, qualcuno, si sta abituando alla mediocrità.

Per qualcuno quei punti punti persi son frutto di decisioni arbitrali sfavorevoli e oggi è colpa della sfortuna. Può essere, ma con le scuse non si cresce e noi, di crescere, ne abbiamo un fottuto bisogno. E sì, siamo a fine marzo.

About Python

Sono il direttore artistico di Bauscia Cafè. Clandestino nella matrioska e astioso quanto basta. Quando parlo di Tango mi riferisco solo al pallone, del mio primo allenamento ricordo solo il rumore dei calci negli stinchi.