Inter – Torino 1-0: La ciliegina sulla torta di compleanno

INTER: 1 Handanovic; 35 Rolando, 23 Ranocchia, 14 Campagnaro (31′ st Andreolli); 2 Jonathan, 13 Guarin (24′ st Kovacic), 19 Cambiasso; 88 Hernanes, 55 Nagatomo; 8 Palacio, 9 Icardi (44′ st Taider)

TORINO: 30 Padelli; 2 G. Rodriguez, 4 Basha (40′ st Meggiorini), 8 Farnerud, 9 Immobile, 11 Cerci, 20 Vives (20′ st Tachtsidis), 24 Moretti, 27 Kurtic (12′ st El Kaddouri), 29 Vesovic, 36 Darmian

Marcatori: 30′ Palacio

Arbitro: Calvarese
Ammoniti: 9′ st Vives, 32′ st Tachtsidis, 41′ st Darmian, 49′ st Moretti.

No, non ciliegina nel senso di grande prestazione. Ciliegina nel senso che abbiamo portato via i tre punti e ora siamo a una sola distanza dalla Fiorentina, e visto il momento non proprio entusiasmante dei viola, è legittimo sperare.

Non sei mai contento, direte voi, ed è in parte vero. Abbiamo vinto, siamo imbattuti da dieci partite, nelle ultime cinque abbiamo fatto 11 punti. Quindi bene. Molto bene, dai. Quello che ancora non va è la totale assenza di idee di gioco, di identità, viviamo alla giornata come si suol dire. La partita di ieri, è la classica partita che non chiudi e poi ti becchi il gollonzo all’ultimo minuto e tanti saluti conditi di improperi. Ok, il Torino ha parcheggiato il bus davanti alla sua area, solo che su quel bus, spesso ci siamo accomodati anche noi: esterni che non hanno fatto gli esterni, cross che non erano cross e poche, pochissime idee in fase d’impostazione, ma soprattutto, ed è la cosa che più mi preoccupa, una condizione atletica non proprio brillante.

Insomma, siamo quinti, probabilmente dove avremmo sperato di essere a inizio stagione, pronti ad approfittare di un passo falso della Fiorentina. Dietro di noi Parma (con una partita in meno), Verona, la zoppicante Lazio, il Torino e il Milan. Diciamo però che stare dietro queste squadra sarebbe stato davvero difficile.

Per sopperire alle assenze di Samuel e Juan Jesus il mister disegna la difesa a tre con Campagnaro-Ranocchia-Rolando, a centrocampo confermati Cambiasso e Hernanes. In avanti il duo Icardi-Palacio. Nel Toro parecchie defezioni: assenti Masiello, Pasquale, Bovo, Glik, Maksimovic e Larrondo.

Primo tempo flemmatico come un bradipo sotto al sole, Ventura si affida a lanci lunghi direzione Immobile dove Ranocchia riesce sempre ad avere la meglio. Sugli sviluppi di un corner provocato proprio dal nostro 23 esibitosi nel colpo dello scorpione zoppo, Handanovic esce non benissimo ma i granata non ne approfittano. Sarà l’unico pericolo per noi nel primo tempo.

Passano così venti minuti di niente conditi da cross orribili, l’unico decente nasce dai piedi di Guarin dopo una bella azione personale: Palacio impatta di testa, Padelli però è bravo a intervenire. Ma l’estremo difensore del Torino nulla può sul colpo di testa, sempre di Palacio, al 30′ minuto: la palla lo supera insaccandosi in rete dopo una bella triangolazione Rodrigo-Cuchu-Rodrigo. Certo, forse voleva metterla in mezzo, ma chi se ne frega, gli ha fatto la “mossa Kansas City”, 1-0 per noi.

"Te la metto lì!"  "Dove"? "Là!"

“Te la metto lì!”
“Dove?”
“Là!”

Il secondo tempo parte in maniera più scoppiettante ma è solo un’illusione. Al decimo il tiro di Basha esce di poco alla sinistra di Samir. Al 24′ WM richiama in panchina Guarin, tanta buona volontà per il colombiano ma poca sostanza, in favore di Kovačić. La partita -e non solo- si addormenta fino al 33′ quando Winston Cerci viene lanciato in profondità costringendo Handanović a spazzare via di piede.

Tre minuti più tardi bella azione del Profeta che ne fa fuori un paio ma non centra la porta di pochissimo. La partita si trascina stancamente verso la fine ed è proprio al 93′ che sul tiro di El Kaddouri perdo qualche mese di vita, ma ci è andata bene.

I PIÙ:

Palacio: generoso
Rolando: concentrato
Ranocchia: determinato
Cambiasso: Cuchu

I MENO:

Jonathan: confuso
Handanović: insicuro
Guarin: sconclusionato

KOVAČIĆ: Una ventina di minuti per lui, senza infamia e senza lode. Io sono sempre dalla sua parte, ma se vuole mettere in difficoltà Mazzarri, deve trovare quel guizzo in più. È nelle sue corde, arriverà. Speriamo presto.

About Python

Sono il direttore artistico di Bauscia Cafè. Clandestino nella matrioska e astioso quanto basta. Quando parlo di Tango mi riferisco solo al pallone, del mio primo allenamento ricordo solo il rumore dei calci negli stinchi.