Fiorentina – Inter 1-2 Il muro, il profeta e il predestinato

Il ritorno alla vittoria con il Sassuolo non ha smorzato le critiche settimanali verso il mister salvato, a detta di molti, dal gol di Samuel domenica scorsa e reo di non saper tenere una conferenza stampa senza cadere in dichiarazioni controproducenti per la fiducia o il valore dei suoi giocatori. La sfida con Sir Alex Montella non si preannuncia facile e già i fucili sono puntati contro Luigi de Mazzarri.

Marcatori: 34′ Palacio, 1′ st Cuadrado, 20′ st Icardi

FIORENTINA: 1 Neto; 2 Gonzalo (17′ st Tomovic), 3 Diakité, 5 Compper, 7 Pizarro, 10 Aquilani, 11 Cuadrado (34′ st Matri), 14 Mati Fernandez, 17 Joaquin (23′ st Gomez), 66 Vargas, 72 Ilicic

INTER: 1 Handanovic; 35 Rolando, 25 Samuel, 5 Juan Jesus; 2 Jonathan, 13 Guarin (27′ st Taider), 17 Kuzmanovic, 88 Hernanes, 55 Nagatomo (42′ st D’Ambrosio); 8 Palacio, 22 Milito (10′ st Icardi)

Mazzarri conferma gli stessi undici visti la partita precedente mentre Montella prova uno schieramento senza punte nel tentativo di togliere riferimenti alla difesa a tre nerazzurra.

Nei primi minuti le due squadre si dimostrano aggressive, determinate e compatte e lasciano poco tempo e spazio ai due registi deputati a far partire l’azione, Kuzmanovic è seguito a turno da Ilicic e Joaquin mentre soprattutto Palacio si preoccupa di Pizarro. La prima occasione da gol arriva come è naturale sul primo improvviso capovolgimento di fronte: Samuel e Hernanes rubano palla a centrocampo e la offrono a Guarin, per la prima volta libero da marcature il colombiano verticalizza immediatamente per il taglio profondo di Palacio, appena entrato in area l’attaccante argentino tira a incrociare e colpisce il palo a portiere battuto. Passano 3 minuti e su un contrasto a centrocampo tra Rodriguez e Milito la palla schizza sui piedi di Hernanes che può avanzare indisturbato verso l’area viola, i movimenti di Palacio e Guarin liberano lo spazio per il Principe che servito sul lato destro dell’area può calciare a rete ma questa volta Neto è bravo a respingere.

Qualche minuto in cui la grande intensità delle due squadre impedisce più di 3-4 passaggi consecutivi e si arriva al 28′ con una nuova occasione nerazzurra: Guarin verticalizza per il Principe, la finta dei tempi belli manda in confusione Rodriguez ma la conclusione finisce sull’esterno della rete. Il tempo per vedere la conclusione centrale di Compper dalla lunga distanza, nell’unica occasione del primo tempo in cui i nerazzurri hanno lasciato un po’ di spazio a un avversario, e si arriva al 34′ e al gol di Palacio: Kuzmanovic recupera palla al limite dell’area e lancia Hernanes in contropiede per un 3 vs 3, l’azione non arriva subito alla conclusione ma passa per un paio di cambi di fronte fino a quando la sfera capita sui piedi di Guarin che con un pallonetto serve Rodrigo in mezzo all’area, lo stop di petto e il tocco ad anticipare l’uscita di Neto non sono semplici ma nemmeno impossibili per il campione argentino. 0-1 meritatissimo per la migliore Inter del 2014.

Il primo tempo si conclude senza altre occasioni con la Fiorentina incapace di creare pericoli per per la porta di Handanovic per tutta la durata della prima frazione di gioco, l’Inter un po’ a sorpresa si dimostra capace di attaccare anche per vie centrali grazie ai movimenti di Palacio/Milito e alle qualità degli interni Guarin e Hernanes, attenti in copertura e nel servire velocemente la profondità degli attaccanti.

Inizia la ripresa e dopo soli 58 secondi la Fiorentina trova il pareggio grazie a un tiro dal limite di Cuadrado, lasciato solo per l’occasione, con la complicità di un incerto Handanovic.  La partita prosegue equilibrata senza che nessuna delle due squadre riesca a prendere il sopravvento sul piano del gioco, molti lanci lunghi e passaggi sbagliati figli del poco spazio che viene lasciato a centrocampisti e attaccanti avversari. I viola sono comunque più manovrieri e sfruttano leggermente meglio il possesso palla grazie allo schieramento senza attaccanti, i nerazzurri cercano la verticalizzazione più velocemente potendo contare sui movimenti di Milito e Palacio.

Al 55′ Mazzarri inserisce Icardi al posto del Principe del Bernàl e il giovane attaccante ripaga l’allenatore 10 minuti più tardi al primo pallone toccato: cross basso da sinistra di Nagatomo e Maurito colpisce al volo di sinistro anticipando Tomovic e Neto. Terzo gol su 276 minuti giocati per il giovane bomber, numeri da predestinato e condizione fisica da trovare al più presto.

Montella si gioca la carta Mario Gomez ma l’attaccante tedesco finirà la partita senza mai toccare il pallone grazie all’attenta partita del terzetto Rolando – Samuel – Juan Jesus. La Fiorentina prova così a esercitare maggiore pressione nella metà campo nerazzurra ma non riesce ad andare oltre uno sterile possesso palla che si infrange sistematicamente contro l’ordinato muro interista. Qualche occasione capita invece alla squadra di Mazzarri in contropiede con Palacio, Icardi e D’Ambrosio ma l’ultimo passaggio non è mai preciso e il risultato rimane così in bilico fino alla fine. Non manca naturalmente il brivido finale al minuto 93: su un pallone buttato in area e deviato in qualche modo da Samuel, Matri ha l’occasione per un tiro incrociato da posizione abbastanza defilata che per fortuna termina di poco fuori.

Finisce così 1-2 con i tre punti e un po’ più di fiducia per l’ultima parte del campionato.

Era fuorigioco #blablabla

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Il mister:

La partita non l’ha vinta Mazzarri, non nel senso dell’essersi inventato un accorgimento tattico capace di mettere in crisi la Fiorentina. L’Inter ha fatto la sua partita e la differenza l’hanno fatto la maggiore attenzione difensiva e una forma psico-fisica che sembra essere tornata a crescere. Le assenze in casa Viola poi hanno pesato, puoi essere il miglior allenatore del mondo ma se sei costretto a sostituire Rossi e Borja Valero con Ilicic e Mati Fernandez l’efficacia della manovra ne risente naturalmente, così come per i nerazzurri l’assenza di una prima punta in forma è costata diversi punti. Vincere a Firenze resta comunque un’impresa, quindi chapeau Walter.

I più:

Icardi: gol al primo pallone toccato, media di una rete ogni 90 minuti giocati. Auguriamoci di poterlo avere sempre a disposizione.

The Wall: come dice il Presidente:  “onore a Samuel, nostro guerriero”.

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.