Udinese – Inter 1-0 ribaltiamola al ritor..ahno

Marcatori: 32′ Maicosuel

UDINESE: 30 Kelava; 3 Allan, 5 Danilo, 7 Badu, 11 Domizzi, 17 Nico Lopez (31′ st Pereyra), 27 Widmer, 34 Gabriel Silva, 66 Pinzi, 70 Maicosuel (44′ st Fernandes), 75 Heurtaux

 

INTER: 30 Carrizo; 6 Andreolli, 25 Samuel, 14 Campagnaro; 4 Zanetti (15′ st Alvarez), 13 Guarin, 16 Mudingayi (1′ st Palacio), 17 Kuzmanovic, 55 Nagatomo; 10 Kovacic (36′ st Botta); 22 Milito

Gli ottavi di coppa Italia, ultimo obiettivo rimasto all’Inter dopo che il terzo posto sembra essersi allontanato irrimediabilmente, mettono i nerazzurri contro l’Udinese più scarsa degli ultimi 10 anni.

Mazzarri, con una certa arroganza e conscio dei limiti degli avversari, sceglie di schierare 5 ultratrentenni (3 al rientro da lunghi infortuni) più altri 2 uomini ancora lontani dall’avere un decente ritmo partita.  I probabili partenti Belfodil e Pereira avrebbero fatto molto comodo in questa occasione, così come un inserimento più graduale dei grandi vecchi sarebbe stato preferibile per evitare di soccombere sul piano fisico.

Le scelte del mister invece hanno lasciato via libera al centrocampo friulano, un fiume in piena frenato fino alla mezz’ora dall’argine maestro composto da Andreolli-Samuel-Campagnaro, costretti a farsi travolgere al ’32 dalla rottura dell’arginello Zanetti incapace di contrapporsi all’impetuoso Maicosuel. Vantaggio meritato frutto della continua pressione dei padroni di casa.

Rotti gli argini i friulani si ritirano nella propria metàcampo e lasciano un po’ di respiro ai nerazzurri che possono finalmente affacciarsi dalle parti di Kelava: Kuzmanovic colpisce una traversa abbastanza casuale mentre l’arbitro sorvola poco dopo su una evidente trattenuta di Domizzi in area su Milito. Nessuna novità da questo punto di vista, l’embargo continuerà fino a quando fischiare un rigore a favore dell’Inter non conterà più niente (come l’anno scorso).

Nella ripresa gli ingressi di Palacio e Alvarez al posto degli evanescenti Mudingayi e Zanetti riportano l’Inter a giocare in quasi parità numerica e permettono alla squadra di avvicinarsi all’area avversaria con più continuità ma sempre con la timidezza di chi ha paura di far male agli avversari. Kelava passa così una serata di relativa calma rischiando al massimo di farsi male ricadendo dopo una sconsiderata uscita alta su Palacio; va peggio a Carrizo che vede arrivare avversari in contropiede da tutte le parti e solo la poca tecnica o la troppa frenesia dei vari Badu, Pinzi, Gabriel Silva e soci gli risparmiano la fatica di raccogliere altri palloni dalla rete.

Il ’90 arriva e sembra di sentire un sospiro di sollievo tra i tifosi nerazzurri arrabbiati e delusi per questo scempio ma dimentichi dell’aver visto una squadra provarci per tutta la partita in evidente inferiorità numerica.

inter

In piedi da sinistra: Andreolli, Kuzmanovic, Carrizo, Guarin, Campagnaro, Samuel
Accosciati: Kovacic, Milito, Zanetti, Nagatomo, Mudingayi

Mister Mazzarri, facciamo che da qui in avanti le giochiamo sempre in 11 e il problema inferiorità numerica lo lasciamo a Tagliavento?

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