Buon Ah…no

Mentre il 2013 si era chiuso all’insegna di un derby tecnicamente osceno ma sportivamente godereccio, grazie al tacco del Trenza e ad un briciolo di coraggio del condottiero Mazzarri sul finale di partita, il 2014 nerazzurro si apre con una partita altrettanto mediocre, ma infarcita di orrori tattici e tecnici e caratterizzata dal “primo: non prenderle” facendo però il possibile per prenderle. E così è stato.

Un’Inter spaventosa e spaventata, con le gambe traballanti, senza idee, senza fisico: non soltanto una coperta corta ma una assoluta mancanza di volontà che va ben oltre il vorrei ma non posso. Ho avuto invece la sensazione del “neppure ci provo”, un feeling tanto sgradevole quanto perfettamente prevedibile, vista l’ostinazione a schierare un 11 senza arte né parte, dove è addirittura Kuzmanovic a riguadagnare i galloni da titolare a spese di un Kovacic che, comunque, sta facendo passi da gigante. Dal punto di vista dell’orchite.

Non si contano gli errori nei passaggi da parte dei nostri, così come è difficile capacitarsi della mollezza di giocatori come Ranocchia in situazioni come quella del gol di Klose.
Ma la cosa più dura da digerire è l’arrendevolezza di Walter Mazzarri, piuttosto atipica per un sanguigno della panchina come lui: sembra il primo ad aver perso la lucidità necessaria per consentire a questa squadra di comportarsi in maniera almeno dignitosa.

È fuori da ogni dubbio che quest’Inter sia una squadra mediocre, ormai lo ripetiamo da mesi come un mantra: il nostro centrocampo non vale quello di nessuna delle dirette concorrenti per la zona europea, ad esempio, e non possiamo contare su nessun giocatore in grado da solo di fare la differenza.
Difficile anche puntare sulla coralità della manovra, vista la scarsa qualità della rosa, o sulla solidità e l’equilibrio, doti che sembravano nel dna di Mazzarri ma che alla fine di questo girone d’andata sembrano disciolte come neve al sole.

Ed è altrettanto indubbio che nella mediocrità che ci ammanta neanche gli episodi ci diano una mano: sullo 0-0 mancano un rosso e un rigore che, di fatto, pesano come macigni sull’economia della partita. Ma non possiamo essere noi tifosi a combattere questa guerra: la mentalità da provinciale sembra tale anche quando si tratta di ribellarsi a certe disparità di giudizio.
Inutile però piangere sul latte versato se alla fine la sconfitta è figlia di una prestazione così anonima e passiva.

Stop. Dimentica.

Stop. Dimentica.

Mi preme tornare un attimo sul credo tattico di Mazzarri, di certo non il solo responsabile di questo grigiore ma indubbiamente ben al di sotto delle aspettative iniziali e dell’aurea da “vero allenatore esperto” che lo accompagnava sulla nostra panchina nel dopo-Stramaccioni.
Sapete meglio di me che continuerà ad essere totalmente inutile cambiare guida tecnica se mancheranno gli interventi strutturali e di qualità su una rosa sempre più inadeguata e mal assemblata. Gennaio in tal senso dovrebbe fare veri e propri miracoli, dal momento che il budget sembra assente, non si riesce a capire che direzione abbia intenzione di prendere la nuova proprietà, chi rinnoverà, chi partirà, chi potrà arrivare: troppi punti interrogativi per poter lucidamente sperare nell’ossessione del terzo posto.
Arriveremo all’ennesimo anno zero con il solito rosso sul bilancio e una squadra ancora tutta da riorganizzare, e chissà se sarà la volta buona.

Non mi capacito però di come si possa continuare ad insistere, nelle condizioni attuali, su un 3511 talmente lento, sfilacciato e vulnerabile da far quasi gola all’avversario di turno: che Mazzarri fosse un talebano del modulo era noto, ma l’ostinazione nel nome di un equilibrio dissoltosi ormai da settimane sembra la classica arrampicata sugli specchi.
Non ci sono i centrali adatti per una difesa a 3 (e le paturnie di Ranocchia derivano anche da questo, oltre che dalle sua ataviche debolezze mentali), non ci sono gli esterni per assicurare la doppia fase necessaria tra attacco e difesa, non ci sono i due mediani e il regista basso là in mezzo, non ci sono le due punte capaci di integrarsi al meglio.
Il mister parla di troppi gol subiti, di cantiere aperto, di necessità di trovare una copertura, ma con lo stesso schieramento e qualche piccolo cambio negli interpreti ha preso 10 gol tra Napoli, Parma e Torino.
Ci sono singoli palesemente non da Inter, d’accordo, ma perché non metterli MAI nelle condizioni migliori di esprimere quel poco che hanno da dare? E perché mettere nelle stesse, penalizzanti condizioni, i pochi che invece potrebbero fare davvero la differenza?
Ritengo assurdo che la squadra, in assenza di coppe, non riesca a lavorare efficamente su un modulo alternativo, non necessariamente a due punte, ma che provi almeno a modificare una struttura di base che, con il materiale a disposizione, sembra destinata a non funzionare mai.
L’impressione è quella di aver voluto tentare un approccio diverso in campo non avendo né gli uomini né l’attitudine giusta, col risultato di allungare  una squadra che, nella prima parte della stagione, aveva quantomeno trovato una parvenza di solidità. Tornare sui propri passi in questo momento sembra la cosa più saggia da fare.

Mazzarri dichiara di preferire chi garantisce la sufficienza a chi potrebbe dare, nella discontinuità, qualcosa di più a questa Inter abulica: potrebbe andare anche bene, se la cosa non ci costringesse ad un limbo fatto di pareggini, rimonte evitabilissime e sconfitte  mortifere come quella dell’Olimpico.
Perché quindi non lavorare concretamente su una alternativa che possa dare un senso compiuto al poco che abbiamo a disposizione? Perché il rischiatutto del secondo tempo deve sembrare una mossa disperata e non qualcosa di ponderato e studiato a tavolino?
Perché entra Zanetti al posto di Ranocchia sul vantaggio Lazio? Perché faccio tutte queste domande, mentre Ausilio dichiara che siamo a posto così in attacco e di centrocampisti non parla nessuno, mentre riesumiamo Kuzmanovic e prendiamo per il culo un diciannovenne?

Ma la vera domanda è: perchè devo pagare quando prelevo col bancomat?

La sensazione è che Mazzarri stia fallendo anche nei suoi punti di forza, poco aiutato dalla non-qualità di una squadra eternamente incompiuta.
L’ennesimo Annozzero© si avvicina e ombre minacciose si addensano all’orizzonte.
Avremmo bisogno di 2/3 innesti davvero mirati nell’immediato e poi di un formattone riparatore a fine stagione. Ma serio, fatto bene, radicale e, possibilmente, ricco.
Altrimenti continueremo con lo stesso mantra per chissà ancora quanto tempo…

About NicolinoBerti

Nasco meritatamente in provincia di Livorno e capisco immediatamente di non voler fare nulla nella vita. Ci sono brillantemente riuscito fino ad ora. Amo l'Inter dal 1987. Walter Samuel mi ha lasciato senza neanche un bacio d'addio. Spalletti è più sopportabile di Mazzarri e Lippi come toscano. Odio il 352.