Inter – Sampdoria 1-1 il primo di Renan

Alcuni stralci della conferenza prepartita di Mazzarri:

“Abbiamo fatto bene a livello di prestazioni finora ma a volte per leggerezza e ingenuità abbiamo anche perso dei punti per strada e sarebbe sbagliatissimo domani non tenere conto di tutte queste cose. Per esempio dobbiamo eliminare ciò che di negativo è stato fatto a Bologna per non perdere altri punti, dove non si è fatto un gol più degli altri. In più la Sampdoria è una signora squadra, non bisogna distrarsi, meritava di vincere settimana scorsa”

“Zanetti è possibile che giochi ma è possibile che non abbia i 90 minuti, è tanto che non fa una partita dall’inizio, quindi nel caso devo tenere conto che magari necessiterebbe un cambio. All’ultimo deciderò se farlo giocare dall’inizio o partita in corsa. “

“quando la squadra ti risponde, meno cambi fai e meglio è. La maglia, comunque, con me nessuno ce l’ha attaccata alle spalle, io guardo al bene della squadra, se la squadra non riesce a fare risultati ci perdono tutti”

MARCATORI: 18′ Guarin, 44′ st Renan

INTER: 1 Handanovic; 14 Campagnaro, 35 Rolando, 5 Juan Jesus; 2 Jonathan, 21 Taider (17′ st Kovacic), 19 Cambiasso, 11 Alvarez (41′ st Belfodil), 4 Zanetti; 13 Guarin (37′ st Mudingayi); 8 Palacio

SAMPDORIA: 1 Da Costa, 3 Costa, 8 Mustafi, 9 Pozzi (28′ st Sansone), 11 Gabbiadini, 14 Obiang (41′ st Renan), 17 Palombo, 21 Soriano, 23 Eder, 28 Gastaldello (43′ Regini), 29 De Silvestri

Zanetti di nuovo titolare al posto di Nagatomo è l’unica variazione proposta da Mazzarri rispetto agli undici scesi in campo la settimana scorsa a Bologna, Mihajlovic si presenta invece al Giuseppe Meazza con 3 punte e un 4231 di Mourinhana memoria.

I primi 10 minuti sono tutti a favore degli avversari come accaduto la settimana scorsa: Gabbiadini, Pozzi e Soriano insidiano la porta di Handanovic; è soprattutto il grande pressing della Sampdoria a mettere in difficoltà i nerazzurri, spesso costretti a ricorrere al lancio lungo per scavalcare un centrocampo in difficoltà.

Passata la bambola iniziale l’Inter ritrova un minimo di equilibrio e di distanze tra i reparti, riesce ad alzare leggermente il baricentro e a farsi vedere dalle parti di Da Costa. Alla prima occasione Alvarez ubriaca di finte un paio di avversari e dal fondo crossa rasoterra per Guarin che realizza da distanza ravvicinata. 1 a 0 alla prima opportunità e tutto sembra mettersi al meglio. Ci si aspetta a questo punto una partita di contenimento e feroci ripartenze e invece i minuti passano tra la noia e l’incapacità di pressare alto, di recuperare palla nella trequarti avversaria, di mantenere il possesso per fare correre a vuoto gli avversari e di accompagnare con più di 2 giocatori le pochissime volte in cui si riesce a impostare un contropiede. La Sampdoria non fa molto per essere pericolosa e si accontenta per il momento di non correre ulteriori pericoli.

Il primo tempo finisce sull’1-0 con qualche sbadiglio che l’Inter provoca per la poca grinta con cui ha affrontato la partita: 1 solo tiro nello specchio, movimenti sulle fasce ridotti al lumicino, pressing nullo. Solo le giocata di Alvarez giustificano  il prezzo del biglietto.

La ripresa inizia senza sostituzioni e senza nessun cambio di marcia, se a Bologna si era vista un’Inter magari non perfetta negli ultimi sedici metri ma completamente riversata nella metà campo avversaria, stavolta la squadra è rimasta svagata e senza fame, convinta che il vantaggio di un gol potesse bastare per portare a casa i tre punti.

Guarin colpisce un palo, Palacio e Alvarez a tratti danno l’impressione di poter inventare qualcosa ma non riescono a essere decisivi e la partita vive di fiammate. I Blucerchiati sembrano aspettare con pazienza il momento giusto per colpire anche se la difesa nerazzurra molto bassa e attenta sembra difficile da perforare. Mazzarri prova con le sostituzioni a cambiare l’andazzo della partita: entra Kovacic per Taider, stavolta il talentino prende posto dietro Palacio e fa arretrare Guarin nel ruolo di interno. Il risultato non è quello sperato perchè continua a latitare la spinta sulle fasce, unico sbocco possibile in una formazione che gioca senza un centravanti di peso e perchè l’arretramento del centrocampista Colombiano rende la squadra ancora più sfilacciata e incapace di gestire il pallone. Cresce anche la stanchezza tra i giocatori, in particolare Alvarez e Zanetti sembrano in riserva già a mezz’ora dalla fine. La Sampdoria riconquista metri e chiude i nerazzurri nella propria metà campo, senza creare pericoli ma bloccando sul nascere le possibili ripartenze dei padroni di casa.

Mudingay e Belfodil in campo dopo l’ottantesimo minuto sono due cambi tardivi, incapaci a quel punto di ridare fiato a una squadra a quel punto in riserva per più della metà dei suoi componenti, gli avversari invece continuano a provarci nonostante la poca qualità degli interpreti. All’ultimo minuto Renan pesca il jolly e il primo gol in serie A con un tiro dalla distanza che chiude la partita sul deludente risultato di 1-1.

rientro poco incisivo

rientro poco incisivo

Mazzarri a fine partita riconosce di aver visto la peggior Inter della stagione: troppo molli per giocare con questo o con qualsiasi altro modulo, poco presenti sulle fasce tanto da far rimpiangere il tanto criticato Pereira tenuto in panchina. Non è esente da colpe il mister, è anche sua la responsabilità dell’atteggiamento dei calciatori e sua la fissazione del modulo unico con poche varianti soprattutto sui tempi di gioco.

Domenica prossima il Parma, sarà vero che nessuno la maglia ce l’ha attaccata sulle spalle?

I più:

Rolando: continua a guidare il terzetto difensivo, se Campagnaro non ha bisogno di consiglie, Jesus sembra trarre beneficio dal nuovo leader.

I meno:

Zanetti: va bene era il rientro, ma ha fatto ben poco rispetto a quanto generalmente richiesto da Mazzarri.

 

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