Bologna – Inter 1-1

Le sconfitta inaspettata del Napoli al San Paolo contro il Parma e quella della Fiorentina al Friuli non hanno fatto altro che aumentare il coefficente di difficoltà di questa trasferta a Bologna diventata improvvisamente una gara da vincere a tutti i costi per poter aspirare al ruolo di outsider per la lotta al terzo posto.

Marcatori: 12′ Konè, 6′ st Jonathan

Bologna: Curci;  Antonsson, Sorensen, Natali, Garics (23′ st Crespo),  Perez (30′ st Pazienza), Khrin, Morleo, Diamanti, Kone, Cristaldo (1′ st Bianchi)

Inter: Handanovic; Campagnaro (40′ st Belfodil), Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Taider (11′ st Kovacic), Cambiasso, Alvarez, Nagatomo (24′ Pereira); Guarin; Palacio

Mazzarri ricomincia dalle ultime vittorie con Livorno e Udinese modificando solo il terzetto difensivo: Rolando è il confermatissimo centrale mentre Campagnaro rientra in campo al posto dello squalificato Ranocchia; gli altri sono gli stessi con Taider a fare l’interno destro e Guarin dietro Palacio.

La squadra di Pioli inizia la partita come se non ci fosse un secondo tempo e pressa tutto e tutti impedendo ai nerazzurri anche il più semplice possesso palla, Morleo sulla sinistra è indemoniato e mette in difficoltà Jonathan mentre la coppia Cambiasso-Taider presa in mezzo dal centrocampo del Bologna fatica sia a recuperare palla che a far ripartire l’azione.

Arriva al 12° il vantaggio dei padroni di casa: da un calcio d’angolo battuto da Cambiasso il pallone viene respinto sui piedi di Taider che cincischia e se lo fa soffiare da Diamanti, il giovane centrocampista prova a fermare la ripartenza con un fallo ma la palla finisce nei pressi di Cristaldo e l’arbitro concede il vantaggio quando ingenuamente pure Nagatomo si era già fermato, discesa sulla fascia e passaggio in mezzo per l’accorrente Konè che solo davanti ad Handanovic non sbaglia.

Ancora una volta un gol subito al primo errore individuale.

Subito il gol i nerazzurri non si scompongono e subito hanno la possibilità di pareggiare ma Palacio, solo davanti a Curci, non è freddo come suo solito e si fa respingere il tiro. Con il passare dei minuti i rossoblu diminuiscono la pressione e l’Inter prende sempre più campo, a destra Jonathan è in giornata di grazia mentre a sinistra l’ingresso di Pereira per Nagatomo garantisce comunque una grande spinta ma poca qualità.

Conquistata la superiorità sulle fasce si sente la mancanza del vero centravanti capace di farsi valere tra i tre centrali rossoblu; Antonsson, Sorensen e Natali sanno farsi valere dentro l’area mentre vanno in difficoltà tutte le volte che Palacio arretra per ricevere palla e li punta nell’uno contro uno.  Nonostante l’evidente differenza di passo, l’Inter continua a giocare sulle fasce e a proporre i cross dal fondo. Le occasioni comunque non mancano: Palacio di testa manda fuori di poco un cross al bacio di Jonathan, Pereira manca la porta da pochi passi dopo lo sfondamento di Taider sulla destra e Guarin colpice la traversa su punizione al 46°.

Nella ripresa Bianchi sostituisce Cristaldo e il Bologna ha subito un’opportunità su punizione con lo specialista Diamanti che, da posizione defilata, calcia bene sul primo palo senza riuscire a sorprendere Handanovic.

L’Inter ricomincia a fare la partita e alla prima percussione centrale trova il meritato gol del pareggio: Guarin serve il taglio verso il centro di Jonathan, il brasiliano controlla e tira in porta trovando la deviazione di Sorensen che spiazza Curci. I nerazzurri continuano a premere e a lasciare le briciole ai padroni di casa incapaci anche di ripartire grazie alla buona organizzazione difensiva messa in campo da Mazzarri. Le occasioni da rete più o meno clamorose si susseguono con il passare dei minuti: Cambiasso e Guarin in particolare hanno le migliori: l’argentino sullo sviluppo di un calcio d’angolo anticipa tutti sul primo palo ma colpisce di ginocchio e non riesce a inquadrare la porta, il colombiano sull’unico tentativo di entrare in area per vie centrali con passaggi corti spedisce alto.

Se Palacio negli spazi sempre più stretti del secondo tempo si perde, l’ingresso di Kovacic al posto di Taider non sposta ulteriormente gli equilibri del match dalla parte dei nerazzurri, il numero dieci sembra troppo preoccupato dal non sbilanciare troppo la squadra per lasciarsi trasportare dalla sua classe.

Al 47° del secondo tempo, sugli sviluppi del quindicesimo corner a favore dell’Inter, Jesus colpisce la seconda traversa della partita sulla quale si infrangono i sogni di agganciare il terzo posto.

Il pareggio alla fine sa di beffa per i nerazzurri davvero capaci di giocare per 80 minuti a una porta senza concedere possibilità agli avversari, la crescita dal punto di vista del gioco c’è e sono sempre più definiti certi automatismi che lasciano ben sperare per il futuro. Non si tratta però di sola sfortuna: oggi l’assenza di un centravanti d’area si è sentita più che in altre partite vista la facilità e la continuità con cui la squadra è arrivata sul fondo per il cross, però se manca il centravanti deve essere bravo l’allenatore a variare il modo di attaccare gli avversari, troppo poco si è fatto al centro dove la maggiore rapidità dei nerazzurri avrebbe potuto mandare in crisi i centrali bolognesi.

Il saluto agli amici della Sardegna, interisti e non

Il saluto agli amici della Sardegna, interisti e non

I più:

Jonathan: dopo i primi minuti in cui si è limitato a contenere Morleo è esploso confermandosi uno dei migliori interpreti del ruolo in questa serie A.

Rolando: il migliore tra quelli impiegati in mezzo al terzetto difensivo, non sbaglia niente e guida i compagni con sicurezza.

I meno:

Kovacic: giocando così timidamente non metterà in difficoltà Mazzarri per le scelte future.

Taider: errore che porta al gol del bologna corredato dal rischio espulsione, due ingenuità che abbiamo pagato caro e che potevamo pagare carissimo.

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.