Inter – Verona 4-2 una partita col vento in poppa

Dopo i 2 punti in 3 partite e i 7 gol subiti, Mazzarri passa la settimana a far riflettere i suoi sugli errori commessi nella fase difensiva e sulle distrazioni avute, l’insidiosa partita  contro la sorpresa Verona degli ormai pluriacclamati Iturbe e Jorginho è la partita giusta per dimostrare che si vuole migliorare.

Marcatori: 9′ Jonathan, 12′ Palacio, 32′ Martinho, 38′ Cambiasso, 11′ st Rolando, 26′ st Romulo

Inter: Carrizo; Juan Jesus, Ranocchia, Rolando; Jonathan, Cambiasso (18′ st Kuzmanovic), Guarin, Alvarez (34′ st Taider), Nagatomo; Kovacic; Palacio (19′ st Belfodil)

Hellas Verona: Rafael; Romulo, Donati (10′ st Donadel), Martinho, Toni, Iturbe, Moras, Jorginho, Maietta, Cacciatore, Agostini (28′ st Cacia)

 

L’allenatore dell’Inter, dopo la sostituzione lampo di Torino, torna a dare fiducia a Mateo Kovacic nel ruolo di trequartista/seconda punta e arretra il Alvarez a centrocampo nella posizione generalmente occupata da Taider. Mandorlini conferma il collaudato modulo da trasferta per i gialloblu con Donati davanti alla difesa e l’italo-brasiliano Jorginho interno di sinistra.

Pronti via e i nerazzurri si riversano in attacco schiacciando i veronesi nella propria metà campo: a destra Jonathan e Guarin e a sinistra Nagatomo e Alvarez riescono ad avere sempre la meglio sulle fasce, gli avversari arrancano e arretrano schierando il classico bus davanti alla porta ma con poca aggressività.

L’Inter parte bene e per una volta pure la buona sorte sembra soffiare a nostro favore: un corner al 9′ minuto porta al gol Jonathan grazie a una decisiva deviazione di Moras; al 12′ sempre da corner, Jorginho, nell’estremo tentativo di salvare sulla linea la conclusione a colpo sicuro di Guarin, colpisce Palacio che realizza il settimo gol in campionato. In vantaggio di due gol la squadra di Mazzarri inizia a controllare la gara con un ottimo possesso palla agevolato dalla poca pressione degli scaligeri, si conferma però il solito problema di incisività: Rodrigol è un maestro nel muoversi per tutto il fronte offensivo ma manca un riferimento centrale capace di capitalizzare l’abilità della squadra di arrivare sul fondo, non può esserlo Kovacic, abbastanza spaesato in questo primo tempo e in genere non riesce a esserlo nemmeno Alvarez quando viene impiegato nello stesso ruolo del croato.

Le due punte in campo e il ruolo di Kovacic penso saranno i maggiori argomenti di discussione per i prossimi mesi.

Improvvisamente al 32′ arriva l’errore difensivo e il gol gialloblu: Jorginho verticalizza per Luca Toni sul quale provano a chiudere sia Ranocchia che Juan Jesus lasciando così scoperta l’area di rigore, Martinho è bravo a raccogliere la sponda del centravanti e a battere l’incolpevole Carrizo.

Un brutto errore che conferma l’incapacità di mantenere la concentrazione per tutti i 90′ minuti del terzetto difensivo come già fatto notare da Mazzarri nelle interviste prepartita.

La voglia di rimediare agli errori rimane per fortuna un’altra conferma di questo inizio stagione: passano infatti solo 6′ minuti e l’Inter ritrova il doppio vantaggio con una bella e prolungata azione che coinvolge Alvarez, Palacio, Cambiasso e Nagatomo con il Cuchu che trova il gol dopo il palo del giapponese.

Senza altri sussulti finisce il primo tempo sul 3-1: bene soprattutto gli esterni, Palacio  e Alvarez, un po’ in ombra Kovacic che gioca chiaramente fuori posizione o in una posizione che non sa interpretare.

Nessun cambio e l’Inter riparte con la determinazione di chi vuole chiudere velocemente e definitivamente la gara: Guarin è in gran spolvero e quando accellera diventa imprendibile per il centrocampo gialloblu. Dopo 11 minuti di pressione arriva il meritato quarto gol: ancora da calcio d’angolo Cambiasso trova la deviazione sul primo palo di Palacio sulla quale Rolando è il più lesto di tutti e realizza la sua prima rete italiana. Tre gol su calcio d’angolo non possono comunque essere del tutto casuali, il mister deve aver lavorato molto su questo aspetto.

In vantaggio per 4-1 i nerazzurri ricominciano a controllare la gara con un ottimo palleggio e non lasciano possibilità al Verona di ripartire e di mettere in difficoltà Carrizo. Mazzarri si fida e in vista della gara di Martedì a Bergamo sostituisce Cambiasso e Palacio inserendo Kuzmanovic e Belfodil. Il serbo continua a svolgere il ruolo di regista davanti alla difesa smistando palloni con una certa sagacia, l’algerino conferma le difficoltà evidenziate a Torino nel ruolo di prima punta che si possono riassumere in poche parole: non è una prima punta. Pure Palacio gioca fuori ruolo, l’esperienza, la tecnica, l’intelligenza e l’esperienza dell’argentino però sono di un altro livello rispetto al collega più giovane, la differenza è evidente.

Immancabile arriva la seconda distrazione difensiva e il secondo gol degli ospiti, ancora palla a Toni che riesce a servire l’accorrente Romulo lasciato troppo libero da Nagatomo e tiro sul primo palo che batte Carrizo.

Nessun altro errore e quindi nessuna altra chance per il Verona negli ultimi 20 minuti nonostante gli ingressi di Cacia e Gomez se non un paio di tiri da lontano di Iturbe senza pretese, l’Inter invece ci prova con una conclusione larga di Nagatomo e con un tiro di Belfodil ben respinto da Rafael.

A partita conclusa Celi mostra un fiscalissimo cartellino rosso a Belfodil e Moras per un battibecco da bulli di periferia.

E sono 3. Miglior marcatore dopo Palacio

E sono 3. Miglior marcatore dopo Palacio

Alla fine portiamo a casa meritatamente i 3 punti con una partita sempre controllata e sempre condotta nonostante le due distrazioni pagate a caro prezzo. I piedi buoni di Alvarez e Kovacic hanno sicuramente migliorato e di molto la qualità dal palleggio e la fluidità di manovra mentre sono rimasti i soliti problemi di incisività. Servono due punte ma serve anche mantenere un equilibrio che ci protegga al meglio dai troppi gol facili che stiamo prendendo. La sensazione generale rimane quella di una squadra in crescita, gli alti e bassi sono naturali vista la rosa a disposizione e il tanto lavoro che c’è da fare.

I più:

Alvarez: il suo rientro è fondamentale e pur giocando qualche metro più arretrato contribuisce a rendere la manovra più fluida e a creare superiorità numerica sulle fasce.

Palacio: sempre un po’ sottovalutato, tutte le volte che esce dal campo si capisce quanto sia importante per dare profondità alla squadra.

Guarin: è vero che non sempre fa la scelta migliore, ma la sua capacità di creare superiorità numerica è fondamentale. Ha poi la forza fisica che nessun altro ha in questo centrocampo.

I meno:

Kovacic: il talentino è fuori ruolo e spesso si pesta i piedi con Alvarez. Sarà difficile trovare contemporaneamente un posto in squadra a lui e all’argentino giocando con questo modulo.

Difesa: ancora 2 gol subiti nonostante il doppio vantaggio raggiunto sin dai primi minuti, la solidità voluta da Mazzarri ancora non c’è.

 

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