A lezione di cinismo: Inter – Roma 0-3

Inter e Roma sono alla vigilia della settima giornata le due squadre che più hanno stupito in questo avvio di campionato: bene i nerazzurri che sono riusciti a giocare alla pari anche contro J**e e Fiorentina, benissimo i giallorossi del nuovo tecnico Garcia che hanno subito 1 solo gol e infilato 6 vittorie consecutive.

Marcatori: 18′ e 40′ (rig) Totti, 44′ Florenzi

Inter: Handanovic; Rolando, Ranocchia, Juan Jesus; Nagatomo, Guarin (25′ st Milito), Cambiasso, Taider (12′ st Kovacic), Pereira (1′ st Icardi); Alvarez; Palacio

Roma: De Sanctis; Torosidis, Benatia, Castan, Balzaretti; Pjanic (12′ st Taddei), De Rossi, Strootman; Florenzi (31′ st Marquinho), Totti (36′ st Dodò), Gervinho

Mazzarri nonostante le defezioni di Jonathan e Campagnaro si affida al collaudato 352: Rolando gioca in difesa, Pereira sulla fascia sinistra mentre Kovacic continua ad accomodarsi in panchina. Garcia prosegue con il modulo senza punte con Torosidis a sostituire l’acciaccato Maicon.

L’Inter scende in campo per fare la partita, difesa alta e primo pressing già nella metà campo avversaria, i giallorossi probabilmente si fregano le mani quando capiscono di poter giocare la gara nel modo a loro più consono: linea difensiva molto bassa, reparti strettissimi a formare un vero e proprio muro davanti alla porta difesa da De Sanctis e davanti piena libertà a Florenzi e Gervinho di correre negli spazi.

Si capisce sin dai primi minuti che l’attaccante ex-arsenal sarà una spina nel fianco per tutta la partita, nessuno tra i difensori nerazzurri ha la stessa velocità e tutte le volte che viene lanciato in profondità diventa insidioso per la porta difesa da Handanovic.

L’Inter prova invece a colpire con azioni più manovrate ma gli spazi sono stretti e i difensori giallorossi, ben aiutati da un De Rossi tornato ai suoi livelli, sono concentratissimi; arrivano così solo un paio di conclusioni da fuori di Taider e Cambiasso mentre le volte che si arriva sul fondo per il cross in mezzo si sente la mancanza di una punta di peso che possa provare a vincere un duello aereo.

Ranocchia non ha invece la stessa concentrazione degli avversari: sbaglia una prima volta un’uscita palla al piede per una incomprensione con Rolando, rischia una seconda volta di farsi uccellare da Gervinho la palla dai piedi mentre si trova a centrocampo da ultimo uomo e al 18°, alla terza distrazione, sbaglia un facile rilancio sul quale i giallorossi recuperano palla nella nostra trequarti e con 3 passaggi servono Totti che dai 20 metri segna un gran gol sul secondo palo.

Mazzarri a questo punto cambia l’atteggiamento difensivo schierando i suoi con un 442: in difesa Rolando scivola sulla destra e Pereira si porta sulla linea difensiva, a centrocampo Nagatomo fa l’esterno alto a destra e Taider a sinistra.

Con il nuovo assetto l’Inter inizia a soffrire meno ed esercita un discreto predominio territoriale: Guarin con un tiro violentissimo dai 20 metri colpisce il palo e Alvarez crea scompiglio tra i giallorossi facendosi trovare in ogni parte del campo; l’argentino rischia pure di segnare con un colpo di testa da distanza ravvicinata su cross di Alvaro Pereira. Per circa 20 minuti la Roma non esce dalla propria metà campo e si limita a difendere il proprio fortino, i nerazzurri ci provano ma manca sempre qualcosa negli ultimi sedici metri.

Al 38° l’anima di Lucio entra nel corpo di Juan Jesus e lo costringe a una dissennata corsa palla al piede di 30 metri, il brasiliano perde il pallone e Strootman lancia immediatamente Gervinho sulla fascia destra, l’attaccante si trova 1 contro 1 con Cambiasso, lo salta con facilità e a quel punto ci prova Pereira a fermarlo con un fallo circa 2 centimetri fuori dall’area di rigore: l’ivoriano sullo slancio cade in area e Tagliavento indica il dischetto.  Totti dagli 11 metri non sbaglia e realizza lo 0-2.

Passano solo 5 minuti e Alvarez batte un calcio d’angolo dalla destra, Totti recupera palla al limite e con una magia serve Strootman che si invola in un rapido contropiede mentre la difesa interista è completamente scoperta, palla per Florenzi che al volo incrocia sul secondo palo e batte Handanovic.

Tre gol in 45 minuti sono un margine decisamente esagerato per quello che si è visto in campo, non si può dire invece che il vantaggio sia immeritato per i giallorossi capaci di sfruttare tutte le occasioni avute e di concedere poco nonostante il predominio territoriale nerazzurro.

La ripresa inizia con Icardi in campo al posto di Pereira: il modulo resta un 442 in fase passiva con Nagatomo arretrato sulla linea dei difensori, in fase di possesso Guarin e Alvarez giocano prevalentemente sulle fasce con libertà di svariare.  L’Inter ci prova soprattutto nei primi 15 minuti ma la difesa giallorossa stasera è davvero un muro invalicabile: le conclusioni di Icardi e Alvarez sono respinte dai difensori mentre le altre occasioni sono frutto di tiri dalla lunga distanza sui quali De Sanctis non deve nemmeno sporcare i guanti.

Gli ingressi di Kovacic e Milito per Taider e Guarin non modificano l’andamento della gara: Roma a difendere in 11 nella propria metà campo e Inter che diventa sempre più molle e meno convinta  col passare dei minuti, nemmeno il maggior peso acquisito nell’area giallorossa con l’ingresso di Icardi crea qualche rischio alla squadra di Garcia.

Sul finale l’espulsione di Balzaretti e un gol annullato a Ranocchia per un fallo su De Sanctis sanciscono la fine di una partita che aveva già detto tutto nei primi 45 minuti.

Non vorrei che passasse il concetto che la prima sconfitta stagionale sia da imputare solo agli errori individuali e alla giornata storta di qualche giocatore, Ranocchia in particolar modo. Le differenze sono state tecniche e tattiche: dal punto di vista tecnico il centrocampo giallorosso ha stravinto la sfida sia dal punto di vista della qualità che della quantità, i palloni persi da Ranocchia, Jesus e soci sono capitati sui piedi di Strootman, Pjanic e Totti che hanno la capacità di mettere il compagno di squadra in porta con 2 – 3 passaggi senza dare il tempo ai difensori nerazzurri di risestemarsi, qualità che invece non hanno i nostri Taider, Guarin e Cambiasso.

Dal punto di vista tattico i primi 15 minuti sono stati un incubo, per una volta Mazzarri ha sbagliato per poca prudenza lasciando tantissimo spazio al velocissimo Gervinho per impedire alla Roma di comandare a centrocampo. Una volta in svantaggio e passato a un più consono 442 ha provato a raddrizzare subito la partita ma Palacio unica punta ben poco poteva contro Benatia – De Rossi – Castan; l’errore di Juan Jesus ha poi fatto il resto.

E’ mancata anche un po’ di cattiveria: su tutti e tre i gol subiti si poteva spendere un fallo “tattico” per fermare la ripartenza giallorossa.

Torniamo a lavorare Walter

Torniamo a lavorare Walter

I più:

Lo schiaffo: salutare e che ci riporta a considerare i limiti della rosa. Perdere contro questa Roma ci sta e ci riporta con i piedi per terra. Le prossime 8 partite ci diranno molto più di stasera quali sono le possibilità della squadra.

I meno:

Ranocchia: 3 errori in 20 minuti sono troppi.

Le critiche a Tagliavento: è vero che il fallo di Pereira è avvenuto poco fuori area, le ammonizioni tutte nel primo tempo a Pjanic, Benatia e Castan dimostrano però che non ha senso parlare di mala fede.

 

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.