Inter – ospitidaicoloribianconeri 1-1

Il Cittadella è una squadra di serie B, il Genoa è una seria candidata alla retrocessione e il Catania si è parecchio indebolito, c’era quindi bisogno di una vera sfida per verificare a che punto è arrivata la costruzione della nuova Inter di Mazzarri.

Marcatori: 28′ st Icardi, 30′ st Vidal

Inter: Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Cambiasso, Taider (23′ st Icardi), Nagatomo; Alvarez (35′ st Kovacic); Palacio;

Juventus: Buffon; Chiellini, Barzagli Bonucci; Asamoah, Pogba, Pirlo (42′ st Padoin), Vidal, Lichsteiner (1′ st Isla); Vucinic (27′ st Quagliarella), Tevez;

Conte schiera la formazione migliore lasciando ancora una volta in panchina il neo-acquisto Llorente oramai diventato il quinto attaccante della rosa; Mazzarri rinuncia a Kovacic e inserisce Taider per coprire meglio gli inserimenti dei centrocampisti bianconeri, davanti prosegue la scelta prudente di giocare con una punta più Alvarez.

La partita nel primo tempo scorre senza troppi sussulti, entrambe le squadre fanno delle ripartenze il loro punto di forza e per questo c’è la massima attenzione a non farsi trovare scoperti a discapito di una fase offensiva sostenuta da non più di 3-4 giocatori. Le occasioni possono così arrivare solo su un errore o un’invenzione: è una distrazione di Guarin quella che permette a Pirlo di servire Pogba solo davanti all’attento Handanovic; è una geniale finta di corpo quella di Palacio su Chiellini che gli consente di arrivare sul fondo, il cross è impreciso e l’impunito Lichsteiner riesce a respingere in angolo. Prima del 45° c’è anche un contropiede nato da una palla recuperata da Alvarez su Pirlo, l’argentino resiste al contrasto con Vidal e avanza per 40 metri prima di servire Taider sulla sinistra che non riesce a superare Buffon sul primo palo.

Termina il primo tempo e l’Inter dimostra di saper tenere bene il campo e di difendere con ordine lasciando solo un’occasione ai bianconeri. Guarin è l’unica nota stonata: troppe le palle perse dal colombiano oltre alla distrazione sull’unica occasione degli ospiti.

La ripresa inizia con la sostituzione di Lichsteiner vittima secondo Conte della “comunella” dei giocatori dell’Inter, al posto dello svizzero entra Isla ma Nagatomo non si accorge della differenza.

I primi 20 minuti vedono i nerazzurri più vogliosi di portare a casa la partita rispetto agli avversari, l’atteggiamento è sempre prudente con la linea difensiva pronta a scappare indietro per chiudere gli spazi alle spalle, ma c’è più grinta e più voglia nel recuperare palla e nella successiva ripartenza. Non si creano chiare occasioni da gol ma c’è una crescente sensazione di pericolosità e i giocatori sembrano più sciolti e più sicuri. Vediamo nell’ordine: Palacio che ancora una volta sfugge ai difensori bianconeri e crossa al centro dove Guarin è anticipato di un soffio da Buffon, il cross di Cambiasso per Rodrigo che colpisce debolmente di testa, la percussione del centrocampista colombiano sulla destra che termina con un tiro/cross troppo potente per poter essere deviato in porta da Nagatomo.

In tutto questo anche gli ospiti hanno una possibilità di segnare in contropiede: Tevez ruba palla a Nagatomo a centrocampo e punta l’area nerazzurra palla al piede, arrivato al limite scarica per Vidal la cui conclusione da posizione decentrata finisce fuori.

L’ingresso in campo di Icardi al posto di Taider con l’arretramento di Alvarez a centrocampo cambia la partita: i difensori bianconeri hanno infatti una preoccupazione in più in mezzo e l’Inter più possibilità di attaccare dalle fasce.

Il gol arriva 5 minuti dopo il cambio: Guarin perde l’ennesimo pallone passandolo direttamente a Chiellini, Alvarez lo contrasta deciso e gli ruba la palla con forza resistendo anche al successivo tentativo di tackle da dietro, Ricky punta la porta e serve Icardi sul suo perfetto movimento da centravanti, per Mauro è poi un piacere trafiggere per la quarta volta in carriera i bianconeri. La gioia dura solo 1 minuto: Pirlo serve Asamoah sulla fascia, il ghanese affronta e salta Jonathan, crossa in mezzo dove Vidal, lasciato libero da Alvarez, può stoppare e insaccare alla sinistra di un incolpevole Handanovic.

Il pareggio e un po’ di stanchezza si fanno sentire tra i nerazzurri che perdono distanze e concentrazione: Tevez ha così la possibilità di raddoppiare con una conclusione dal limite dell’area che termina a lato di poco. La partita volge al termine e resta il tempo per vedere Kovacic strappare il pallone dai piedi del più celebrato Pogba e lanciarsi verso l’area avversaria in contropiede, bravi Pirlo e i difensori bianconeri a bloccare il croato.

A due minuti dalla fine Vidal si fa trovare ancora una volta solo in area ma il suo colpo di testa viene respinto da Handanovic sui piedi di Isla che spara fuori da buona posizione.

Finisce con un pareggio il primo esame di maturità per un’Inter decisamente promossa e che lascia la sensazione di poter ancora migliorare molto.

Primo gol con la maglia dell'Inter contro il male assoluto. Predestinato

Primo gol con la maglia dell’Inter contro il male assoluto. Predestinato

I più:

Mazzarri: si vede che l’Inter è una sua creatura, l’attenzione e la lettura delle situazioni di gioco è cresciuta in modo esponenziale così come la forma fisica.

Campagnaro: si poteva pensare a lui come a un difensore arcigno e grintoso, dimostra invece di essere tatticamente preziosissimo e indispensabile anche per i compagni.

Alvarez: l’azione che ha portato Icardi al gol è un sunto di quanto è migliorato: recupera il pallone, resiste al contrasto, va dritto verso la porta, confeziona l’assist scegliendo la giocata giusta.

Cambiasso: una quantità enorme di palloni recuperati, sporcati, deviati e di linee di passaggio bloccate. La gamba è quello che è ma oggi ha messo in campo tutta la sua intelligenza tattica e ha fatto la differenza.

I meno:

Guarin: troppi palloni persi, quando Mazzarri deciderà di giocare con due punte retrocedendo Alvarez rischierà il posto.

Jonathan: non ha fatto così male, ma Asamoah non doveva passare e non ha mai puntato il ghanese nell’uno contro uno. Sta facendo meglio rispetto all’anno scorso ma deve crescere ancora tanto.

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