Inter – Parma 1-0

Marcatori: 37′ st Rocchi

Inter: Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Juan Jesus, Pereira; Zanetti, Kovacic, Kuzmanovic, Schelotto (32′ st Garritano); Alvarez; Rocchi (39′ st Chivu)

Parma: Mirante; Coda (28′ st Santacroce), Benalouane, Lucarelli, Gobbi; Marchionni (41′ st Galloppa), Valdes, Parolo; Belfodil (1′ st Biabiany), Amauri, Sansone

Una tipica partita italiana di fine campionato tra due squadre senza obiettivi reali e con poco da chiedere alle ultime gare della stagione; anche se i nerazzurri sono ancora in lotta per un posto in Europa League, la impressionante sequela di infortuni lascia la sensazione che la testa sia già alla prossima stagione e che per ora si viva alla giornata.

Stramaccioni schiera i suoi uomini con il 433: Zanetti e Kuzmanovic sono gli interni e Jonathan ha molta libertà di avanzare ben coperto dal capitano. Lo schieramento offensivo a tre punte dei ducali porta a una partita dai ritmi blandi ma giocata a viso aperto e quindi piacevole con occasioni da ambo le parti.

Nel primo tempo tra i nerazzurri brilla soprattutto la fascia destra, Jonathan è in grande spolvero e ben servito da Kovacic e Alvarez arriva spesso sul fondo per il cross ma la difesa del Parma è sempre attenta e non lascia spazio a Rocchi e Schelotto. L’italo-argentino ha pure una ghiotta occasione su situazione da calcio da fermo, ma a pochi metri da Mirante non riesce a fare di meglio che colpire il portiere avversario.

La squadra di Donadoni prova a colpire soprattutto con dei tiri dalla lunga distanza e su un tentativo di Valdes è la traversa a salvare la porta nerazzurra, quando invece prova ad attaccare dalle fasce trova sempre la difesa interista attenta a respingere.

Nella ripresa l’ex Biabiany sostituisce lo spento Belfodil mentre Stramaccioni non può sostituire il deludente e acciaccato Schelotto per mancanza di alternative in panchina. La partita rimane equilibrata ma più confusa complice anche la stanchezza dei nerazzurri che rimangono più coperti per non subire le ripartenze degli ospiti. Le prime occasioni sono per Rocchi ma le sue conclusioni dal limite non inquadrano la porta, poi verso la metà del tempo pure il Parma prova a impensierire Handanovic prima con i tiri da fuori di Sansone e Biabiany e poi con il francese che solo davanti al portiere non riesce a segnare grazie all’ennesimo Samiracolo stagionale. Il tempo di far esordire Garritano in campionato al posto di Schelotto e come da tradizione dopo il gol fallito arriva il gol degli avversari: Kovacic serve l’accorrente Jonathan sulla destra, cross rasoterra al centro per Tommaso Rocchi che con un tiro sbilenco inganna Mirante e realizza il gol della vittoria.

Finalmente l’Inter torna alla vittoria a San Siro senza comunque entusiasmare, la partita a parte il risultato non è stata molto diversa dalle ultime: ci sono miglioramenti nella fluidità del gioco grazie soprattutto al sempre più sorprendente Kovacic ma si fatica viste le numerose assenze in attacco a finalizzare l’azione, oggi per esempio sono stati solo 2 i tiri nello specchio della porta. Dicevamo qualche settimana fa che si dovranno utilizzare queste ultime partite per capire quali, tra i giocatori meno utilizzati, potranno far parte della rosa per la prossima stagione. Jonathan e Alvarez stanno fornendo prove convincenti, da una parte le geometrie del nuovo regista aiutano soprattutto il laterale brasiliano a ricevere il pallone sulla corsa e non più sui piedi, dall’altra questo momento da “non abbiamo più niente da perdere” può aver fatto scattare qualcosa a livello mentale che li ha sbloccati dall’ansia da prestazione.

Kuzmanovic oggi è sembrato in ripresa e più a suo agio nel ruolo di interno mentre Schelotto al momento è il giocatore più in difficoltà: schierato a sinistra ci ha messo molta grinta e voglia ma gli sono riuscite pochissime giocate tanto da essere fischiato al momento della sostituzione con il giovane Garritano.

Andiamoci comunque piano con i giudizi definitivi, la condizione psicologica è davvero molto importante e nella sconfortante situazione in cui ci troviamo, a causa degli infortuni e dei pessimi risultati degli ultimi tempi, è molto alto il rischio di sottovalutare qualche elemento di non primissimo piano ma che potrebbe dare un importante contributo.

Poi ci sono i fenomeni, e loro anche a 18 anni e in condizioni avverse, brillano di luce propria.

meglio interno o playmaker? meglio in campo

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