Inter – Atalanta 3-4 tripletta di John Cena

Marcatori: 43′ Rocchi, 11′ st Bonaventura, 12′ st e 16′ st Alvarez, 20′ st (r), 26′ st e 32′ st Denis

Inter: Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Kovacic, Cambiasso (37′ st Schelotto), Pereira; Guarin; Cassano (32′ Alvarez), Rocchi

Atalanta: Polito; Stendardo, Scaloni, Bonaventura, Canini, Carmona (9′ st Livaja), Denis (38′ st Cazzola), Cigarini, Raimondi, Del Grosso (29′ st Brivio), Biondini

Dopo Inter – Male Assoluto ho riposto nel cassetto le speranze per il terzo posto e ho iniziato a cercare nella squadra qualche segno di un futuro più roseo, l’accanimento della sfortuna contro i nerazzurri ha però nuovamente cambiato il mio stato d’animo e ho iniziato a cercare in queste partite solo l’orgoglio di vestire questi colori.

Stasera dopo un inizio di partita poco brillante e quasi impaurito, ho visto l’Inter trasformarsi a seguito dell’uscita di Cassano per infortunio. Malasorte che si accumula alla sfortuna ma che ha acceso la scintilla, la voglia e il desiderio di andare ancora una volta oltre i propri limiti.

Il talentino croato di 18 anni prende così per mano tutta la squadra e disegna calcio con la grazia e la classe di chi ha la mente fresca e sgombra e gli altri lo seguono in un crescendo che allo stadio Meazza non si vedeva da troppo tempo.

La danza inizia con il passo incerto di Alvarez, l’argentino sbaglia in modo clamoroso un assist al bacio di Pereira ma non si arrende, lo stadio lo fischia ma Ricky si fa trascinare dalla sicurezza di Kovacic e continua imperterrito a provare le sue giocate d’altri tempi: doppio passo, suola, doppio passo…

Tommaso Rocchi si rincuora vedendo questo ragazzino coraggioso e quando riceve il pallone al limite dell’area si gira rapidamente come ai vecchi tempi ma trova solo un calcio d’angolo; anche l’attaccante italiano non demorde perchè vuole aiutare Mateo a mantenere il suo stato di grazia. Calcio d’angolo dalla sinistra, batte Pereira sul primo palo e Rocchi, improvvisamente tornato giovane, anticipa tutti e segna il gol dell’1-0.

Gioia liberatoria per tutti.

Inizia il secondo tempo senza cambi, l’Atalanta attacca e l’Inter riparte con continuità senza riuscire però ad affondare, Kovacic continua a stupire e incantare pubblico e compagni, alla prima distrazione arriva però il pareggio degli orobici: cross dell’ex Livaja e Bonaventura ha il tempo di stoppare il pallone in area e scavalcare con un pallonetto Handanovic in uscita.

Lo so, questa è una squadra imperfetta, facile all’errore e alla distrazione, ma io oramai in queste partite di campionato voglio qualcosa di diverso dal risultato, voglio rivedere l’occhio della tigre, il sangue negli occhi, la voglia di vincere: ed è quello che vedo quando, da un errore di un difensore bergamasco che appoggia all’indietro un pallone molle e corto, Ricky si avventa sulla sfera con la rabbia di chi vuol dimostrare di non meritare i fischi ricevuti e con un coraggio fino a oggi mai dimostrato, anticipa Polito e realizza il 2-1.

Non basta, serve un altro gol per far uscire l’Atalanta dalla partita: Ricky, il giocatore che in quel momento ha più rabbia in corpo, entra in area dalla destra: doppio passo, suola, doppio passo e tiro rasoterra sul primo palo imprendibile per il portiere avversario.

3 a 1 e la partita sembra finita.

Sono contento, non tanto per il risultato ma perchè ho ritrovato quello che stavo cercando: unione d’intenti, rabbia agonistica e un po’ di tecnica sopraffina in reazione alle sfortune dell’ultima settimana, dal rigore negato a Cassano all’infortunio dello stesso attaccante barese.

L’arbitro Gervasoni intuisce così che c’è un solo modo per riaprire la partita e si inventa un rigore per una trattenuta in area di Livaja su Ranocchia o per un non-tocco di mano di Samuel, l’inaspettato regalo consente a John Cena di realizzare il 3-2.

Un’ingiustizia alla quale la squadra non sa reagire, pure Kovacic si rabbuia e smette di giocare con la mente libera di chi sta vivendo il proprio sogno nel cassetto, senza la magia di Mateo tutta la squadra perde grinta e concentrazione e arrivano così gli altri due gol di Cena per quello che sarà il definitivo 3-4.

C’è anche una trattenuta in area su Ranocchia in occasione di un calcio d’angolo ma si sa, dovessero fischiare tutti questi falli le partite finirebbero con 10 rigori per parte, e poi lo stesso Andrea sbaglia un gol a porta vuota ciccando il pallone in un modo che gli sarebbe valso il primo posto nel vai col liscio della gialappa’s band.

Un leader silenzioso

Un leader silenzioso

La partita finisce e pur avendo rivisto per 65 minuti sprazzi della mia Inter devo fare i conti con chi prova ad ammazzare la mia passione per questi colori. Non ci riusciranno nemmeno questa volta. #amala

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