Sampdoria – Inter 0-2

Marcatori: 43′ e 48′ st Palacio

Sampdoria: Romero; Mustafi, Palombo, Gastaldello; De Silvestri, Poli, Krsticic (41′ st Munari), Obiang, Estigarribia (32′ st Poulsen); Sansone (14′ st Maxi Lopez), Icardi

Inter: Handanovic; Jonathan (13′ st Silvestre), Ranocchia, Juan Jesus, Pereira; Zanetti, Kovacic, Gargano; Guarin; Palacio, Cassano (22′ st Kuzmanovic)

Da tifosi avevamo dimenticato questa sensazione di una vittoria senza gioia e senza entusiasmo, più un antidolorifico che un integratore energetico utile per lo sprint finale.

Stramaccioni torna alla difesa a 4 con 2 mediani ad affiancare Kovacic a centrocampo, davanti i soliti Guarin, Cassano e Palacio hanno il compito di provare a mettere in difficoltà la retroguardia doriana guidata dall’ex Palombo.
Il primo tempo è un incubo soprattutto per chi la sera prima ha avuto la fortuna di guardare le partite di Bayern e PSG: ritmi da calcio brasiliano degli anni 80 e nerazzuri che arrivano dalle parti di Romero solo in 4 occasioni e che sbloccano il risultato al 43 con un colpo di testa di Palacio ben servito da un cross di Pereira.
La Sampdoria ci prova soprattutto per via centrali sfruttando gli ampi spazi che sempre si creano tra difesa e centrocampo dell’Inter, le conclusioni a rete sono però poco incisive e alla fine per Handanovic sono 45 minuti di ordinaria amministrazione.
Deludente soprattutto Guarin che cerca sempre il colpo ad effetto o la giocata personale finendo inevitabilmente per perdere il pallone, manca così il collegamento tra centrocampo e attacco che lascia i due attaccanti fuori dal gioco.

Nel secondo tempo la qualità (scarsa) della partita non cambia, Sampdoria in avanti alla ricerca del gol del pareggio ma con poca qualità e Inter che si difende troppo bassa e non riesce a recuperare dei palloni sulla propria trequarti per far ripartire il contropiede. Alla fine il solito Palacio, uno dei pochi a salvarsi, prende palla a centrocampo, supera 3 uomini e realizza lo 0-2 che chiude una partita con pochissime luci: naturalmente Rodrigo che raggiunge quota 12 gol in campionato, Kovacic sempre più dentro nel nuovo ruolo di playmaker, Jesus tornato brillante e potente e Handanovic sempre sicuro e tranquillo; per il resto si è visto davvero poco.

Mancano 8 partite alla fine del campionato e l’unica possibilità di agguantare il terzo posto consiste in un improbabile filotto di vittorie; a questo punto sono d’accordo con Segnaleorario e sarebbe meglio sfruttare questi due mesi pensando già alla prossima stagione: difesa sempre a 4 con Jesus e Ranocchia in mezzo e Kovacic subito davanti per migliorare l’intesa, più spazio a Kuzmanovic, Benassi e Schelotto (per il quale è stato sacrificato Livaja) per capire che ruolo potranno avere l’anno prossimo in squadra.
Infine vorrei che il mister riportasse Guarin a centrocampo e lavorasse molto sull’organizzazione di tutta la fase difensiva: i tanti infortuni e i cambi di modulo ci hanno lasciato una squadra che ad aprile ha ancora problemi a compattarsi davanti all’area di rigore o a organizzare un buon pressing collettivo.

Non credo invece che ci siano giocatori al momento in primavera pronti per il salto in prima squadra, per cui per le ultime 8 proverei questa formazione:
Handanovic; Zanetti/Schelotto, Ranocchia, Juan Jesus, Nagatomo/Pereira; Guarin/Kuzmanovic, Kovacic, Kuzmanovic/Benassi; Schelotto/Guarin, Palacio, Cassano.

12 in campionato, 22 in stagione

12 in campionato, 22 in stagione

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.