Inter – Cluj 2-0

Marcatori: 20′ Palacio, 42′ st Palacio

Inter: Handanovic;  Nagatomo,  Silvestre,  Ranocchia,  Pereira;  Cambiasso,  Kovacic (43′ st Jonathan),  Gargano;  Guarin;  Milito (10′ Palacio),  Cassano (28′ st Alvarez).

Cluj:  Felgueiras;  Ivo Pinto;  Piccolo,  Cadu,  Camora;  Muresan,  Godemeche (39′ Maftei),  Rada,  Sepsi;  Maah (33′ st Hora),  Rui Pedro (39′ st Bjelanovic).

Stramaccioni ritrova il giovedì europeo e conferma il modulo difensivo a quattro, escludendo Zanetti e spostando Nagatomo a destra, con Pereira sulla fascia opposta.
Esordio dal primo minuto per il gioiellino Kovacic, mentre Guarin torna ad agire come trequartista alle spalle della coppia Cassano-Milito.

Difficile immaginare una bella serata però, quando al 7′ succede l’imponderabile: Milito va in pressione su Piccolo, dal contrasto scaturisce un movimento del ginocchio innaturale e terrificante, l’urlo del Principe gela San Siro ed i tifosi.
Il responso sarà impietoso: doppia lesione a collaterale e crociato, con interessamento della capsula.
Stagione finita ed un lungo periodo di degenza e riabilitazione per il giocatore sul quale poggiavano gran parte delle speranze nerazzurre per l’immediato futuro. Un doveroso abbraccio, abbiamo ancora bisogno di lui.

L’Inter, ignara della gravità dell’infortunio del proprio numero 22, non si scompone più di tanto e continua a far gioco; ora c’è Palacio a dialogare con Cassano, e dopo un tragicomico svarione di Silvestre (negativa la sua prestazione) al 17′ è proprio il barese a servire un gran pallone a Cambiasso. Il Cuchu però non conclude e sceglie un assist per Palacio completamente sballato.

Poco male, perché dopo una buona conclusione da fuori di Kovacic ben controllata da Felgueiras, l’Inter trova il gol del vantaggio proprio con El Trenza, abilissimo a sfruttare la devastante percussione di Guarin, che spacca in due la retroguardia del Cluj ed offre all’attaccante argentino un pallone troppo ghiotto per non essere sfruttato a dovere.

I rumeni provano a riorganizzarsi, ma a parte un tiro-cross insidioso sul quale Rui Pedro non trova la deviazione sottomisura, Handanovic non corre pericoli. In compenso c’è Pereira che corre come un ossesso ma non riesce a calibrare un cross utile neanche per sbaglio.

A riconciliarci col calcio ci pensa Cassano, che al 36′ inventa un assist in rabona per Palacio, la cui conclusione viene però respinta da un attento Rada. Otto minuti più tardi è l’argentino a confezionare una comoda palla gol per Fantantonio, ma il barese tentenna e Felgueiras lo anticipa.

La prima frazione di gioco si conclude con una sassata su punizione di Rada, disinnescata da un ottimo intervento di Handanovic, l’unico effettuato nel primo tempo.
Infortunio di Milito a parte, la squadra soffre poco, nonostante la serataccia di Pereira e Silvestre, e Kovacic dà la sensazione di essere un investimento davvero sensato: testa alta, giocate di qualità, personalità e nessun timore.

A presto, Campione.

A presto, Campione.

La ripresa comincia con un quarto d’ora di confusione generale, tra errori individuali e passaggi fuori misura, ma il Cluj ribadisce di essere poca cosa in fase offensiva e l’Inter riesce a controllare la situazione senza affanni.
Eì ancora la premiata ditta Palacio-Cassano a procurare grattacapi alla non irreprensibile retroguardia rumena: nel giro di un minuto, tra 20′ e il 21′, prima è El Trenza (in sospetto offside) a servire al centro Cassano, anticipato all’ultimo istante da Ivo Pinto; poi è il barese a scambiare con Cambiasso, passaggio puntuale per Palacio ma il tiro viene respinto.

Al 28′ è tempo di debutto europeo per Ricky Alvarez, che sostituisce uno stanco Cassano, autore di una prova piuttosto positiva, seppur fallace in fase conclusiva. Girandola di cambi anche per il Cluj (dentro Bjelanovic e Hora), ma senza alcun effetto: Handanovic resta inoperoso.
Quando tutto sembra condurre il match verso il risultato di 1-0, ci pensa Kovacic ad illuminare il campo con un grandioso lancio per Palacio che, nonostante un controllo non impeccabile, riesce comunque a beffare Felgueiras con un sontuoso pallonetto. 2-0 e buonanotte al Cluj.
Non accade altro e il risultato finale è l’ideale per preparare con la dovuta tranquillità il match di ritorno.

La vera preoccupazione adesso sarà quella di adattare nuovamente il modulo all’assenza di un fuoriclasse come Diego Milito: Longo e Livaja sono altrove, Rocchi sembra ancora in ritardo di condizione e il tridente a questo punto appare un inutile azzardo. Più probabile che Stramaccioni opti, già da Firenze, per un 4-4-1-1 o un 4-2-3-1, a seconda dell’avversario e delle condizione fisiche dei titolari.
Con un po’ di fortuna, tanto sacrificio e la giusta attenzione, il terzo posto resta ancora un obiettivo possibile.
Per i processi e le eventuali recriminazioni c’è ancora tempo.
#ForzaDiegoMilito.

About NicolinoBerti

Nasco meritatamente in provincia di Livorno e capisco immediatamente di non voler fare nulla nella vita. Ci sono brillantemente riuscito fino ad ora. Amo l'Inter dal 1987. Walter Samuel mi ha lasciato senza neanche un bacio d'addio. Spalletti è più sopportabile di Mazzarri e Lippi come toscano. Odio il 352.