Inter – Torino 2-2

Marcatori: 5′ Chivu, 23′ e 8′ st Meggiorini, 22′ st Cambiasso

Inter: Handanovic; Ranocchia, Chivu (28′ Pereira), Juan Jesus; Zanetti, Gargano, Mudingay, Nagatomo Guarin; Cassano (30′ st Alvarez), Palacio.

Torino: Gillet; D’Ambrosio, Glik, Rodriguez, Masiello; Gazzi, Brighi; Cerci (36′ st Vives), Barreto (16′ st Bianchi), Meggiorini, Santana (25′ st Birsa).

Doveva essere la partita del rilancio, con diversi punti da guadagnare sulle avversarie dirette per il terzo posto e invece tantissimi errori tecnici e tattici come non se ne sono mai visti, ci lasciano la sensazione di una squadra dai limiti evidenti e parzialmente rimediabili solo con il ricorso al mercato.

Primo tempo.

L’Inter parte forte e sembra spaventare il Torino, i nerazzurri pressano molto alto disponendosi in maniera speculare ai granata e aggredendo gli avversari in una sorta di marcatura a uomo, il gol arriva al 5° con una punizione gemma di Chivu ma dopo il primo quarto d’ora la squadra di Ventura si riorganizza e inizia a giocare il suo calcio molto veloce e preciso e Stramaccioni non riesce a trovare le giuste contromisure. Il pareggio al 23° di Meggiorini è regalato dai nostri ma meritato per le altre occasioni costruite soprattutto sulla fascia sinistra dove Cerci fa il bello e il cattivo tempo.

Cassano non è ancora in condizione e Guarin dopo l’errore si spegne per cui davanti si crea davvero poco.

Secondo tempo.

Nessuna sostituzione per i due allenatori, decisione ovvia per Ventura che vede i suoi giocare senza paura, discutibile per Stramaccioni probabilmente bloccato dal cambio già effettuato per l’infortunio di Chivu. Il Torino al 52° passa in vantaggio: ancora Cerci supera Pereira e crossa in mezzo dove Juan Jesus si dimentica di Meggiorini che così può realizzare una storica doppietta. L’Inter cambia anche a causa dell’infortunio di Mudingayi (auguri): dentro Cambiasso e passaggio a un 4312 che funziona meglio ma forse più per l’orgoglio che per reali meriti tattici.

Dopo 3-4 mezze occasioni fallite è proprio il Cuchu al 66° a realizzare il gol del pareggio sul pregevole assist di Zanetti. Le squadre si allungano paurosamente alla ricerca del gol della vittoria, è il Torino che ci va più vicino ma si scontra con due grandi interventi di Handanovic: la prima volta respinge sul palo una conclusione ravvicinata di Bianchi mentre la seconda blocca in uscita il tentativo di Meggiorini. (la tripletta sarebbe stato davvero troppo)

Handanovic di giustezza sul palo

Handanovic di giustezza sul palo

Forse per paura del pressing del Torino e del continuo e preciso movimento dei suoi giocatori, Stramaccioni ha scelto di puntare tutto sulla quantità a centrocampo rinunciando ai giocatori più tecnici come Cambiasso, Benassi e Alvarez; operazione fallita come nelle altre occasioni in cui si è provata questa strada. La poca lucidità in mezzo al campo è stata poi una delle cause del terribile errore di Guarin e Handanovic che ha regalato il gol del pareggio ai granata.

Resta poi la sensazione delle ultime settimane di una squadra che non riesce a reggere il ritmo delle avversarie, pur giocando stavolta praticamente senza over 30: il Torino nei primi 45 minuti chiudeva e ripartiva più velocemente di quanto facessero i nostri, nel secondo tempo invece le forze si sono riequilibrate; viene il dubbio di una squadra forte nella resistenza e che quindi esce alla distanza ma che manca di intensità rispetto alle altre squadre. Potrebbe essere  solo un momento dovuto a un diverso tipo di preparazione.

Ci sarebbe una piccola nota positiva, i giocatori che non si sono arresi e hanno dato tutto per arrivare al pareggio, per questo i paragoni con lo stesso periodo della scorsa stagione sembrano inopportuni, ora vediamo come finirà il mercato, certo alla squadra di stasera non basterà un solo rinforzo ma servirà anche il pieno recupero fisico dei giocatori più talentuosi.

Mi dia 1 centrocampista.
Ne ho messi 2 che faccio lascio?
Lasci..

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Organizza eventi per gli amici Bauscia da quando ha smesso con il calcio giocato, perché dicono si debba correre. Dicono. Ama l'Inter come ama l'Inter.